La vita di Gesù fino ai 12 anni 7 studi
- 1La visita di Maria a Elisabetta
- 2La lode o il Magnificat di Maria
- 3La nascita di Giovanni il Battista
- 4La lode di Zaccaria alla nascita di suo figlio Giovanni
- 5Il ritorno di Maria a Nazaret
Contesto della nascita di Gesù e della sua infanzia 4 studi
Il ministero di Giovanni il Battista 10 studi
- 12Il ministero di Giovanni il Battista
- 13La tentazione di Gesù, il Messia
- 14La delegazione venuta da Gerusalemme
- 15L’incontro con Filippo
- 16Un passaggio a Cafarnao
L’inizio del ministero in Galilea 1 studio
Cultura, usanze e contesto storico del Nuovo Testamento 1 studio
Dalla seconda alla terza festa di Pasqua 19 studi
- 24La seconda festa di Pasqua a Gerusalemme
- 25La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda
- 26Gesù, il Messia, afferma la propria uguaglianza con il Padre
- 27Testimonianze che confermano quella di Gesù, il Messia
- 28Gesù è il signore del sabato
Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana 51 studi
- 43La terza festa di Pasqua
- 44Numerose guarigioni a Gennesaret
- 45Gesù, il Messia, prosegue il suo viaggio in Galilea
- 46La festa dei Tabernacoli
- 47Il disaccordo del Maestro con i suoi fratelli
Ministero di Gesù: chiamate, miracoli e insegnamenti 5 studi
L’ultima settimana prima dell’arresto 26 studi
- 99Arrivo a casa di Lazzaro, Marta e Maria
- 100L’arrivo dei Giudei dalla città di Gerusalemme
- 101Il tradimento di Giuda Iscariota
- 102Ritorno a Gerusalemme e sosta a Betfage
- 103Ingresso trionfale a Gerusalemme
L'ultimo giorno fino alla crocifissione 55 studi
- 125Preparazione della Pasqua
- 126L’ultimo pasto prima della crocifissione
- 127Giuda Iscariota, il traditore, viene identificato
- 128La disputa dei discepoli sulla preminenza
- 129Il Messia Gesù lava i piedi ai suoi discepoli
Profezie bibliche e “fine dei tempi” 1 studio
Affidabilità delle Scritture e altri temi dottrinali 1 studio
La risurrezione e le diverse apparizioni 10 studi
- 182Le donne vanno alla tomba
- 183La pietra rotolata via, il terremoto
- 184Il messaggio degli angeli
- 185Le donne avvertono i discepoli
- 186La reazione di Pietro e di Giovanni
Guarigioni 2 studi
La rivelazione di Daniele 6 studi
- 194Struttura e organizzazione del libro di Daniele
- 195Daniele 1 – Fedeli a Babilonia: vivere in un mondo straniero senza perdere la propria identità
- 196Daniele 6 – Daniele nella fossa dei leoni: restare fedeli quando la fede diventa pericolosa
- 197Daniele 8 – L'ariete, il capro e il piccolo corno
- 198Daniele 9 – Le settanta settimane: dalla preghiera di Daniele alla speranza messianica
Le contraddizioni 10 studi
- 200Gesù avrebbe ereditato il trono di Davide?
- 201L'asinello e l'asina?
- 202La purificazione del tempio?
- 203La morte di Giuda?
- 204Il campo del sangue?
Ministero di Pietro 33 studi
- 210Gli Atti degli Apostoli
- 211L’introduzione di Luca
- 212Colloquio degli apostoli con Gesù
- 213L’ascensione di Gesù
- 214Il ritorno e l’attesa dei discepoli
Miracoli 3 studi
Note storiche 17 studi
Voir plus (12 autres)Parola di un Amico 5 studi
La vita di Gesù fino ai 12 anni
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PER005
La visita di Maria a Elisabetta
La visita di Maria a Elisabetta, narrata nel Vangelo di Luca, sottolinea la fede di Maria e l'importanza profetica di questo evento nel compimento delle Scritture. L'articolo esplora il contesto storico e teologico di questo incontro.
Luca 1.39-45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In que’ giorni Maria si levò e se ne andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda,ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.E avvenne che come Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le balzò nel seno; ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo,e a gran voce esclamò: Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno!E come mai m’è dato che la madre del mio Signore venga da me?Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto m’è giunta agli orecchi, il bambino m’è per giubilo balzato nel seno.E beata è colei che ha creduto, perché le cose dettele da parte del Signore avranno compimento.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
Come complemento
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ANN003
La nascita e il ministero di Giovanni il Battista
Questo allegato studia la nascita e il ministero di Giovanni Battista a partire dal Vangelo di Luca. Presenta i suoi genitori Zaccaria e…
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ANN003
La nascita e il ministero di Giovanni il Battista
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PER006
La lode o il Magnificat di Maria
Questo articolo esamina il Magnificat di Maria, un cantico di lode in cui esprime la propria gratitudine a Dio, riconoscendo il suo ruolo nel piano della redenzione. Analisi di Luca 1, 46-55.
Luca 1.46-55 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore,e lo spirito mio esulta in Dio mio Salvatore,poich’egli ha riguardato alla bassezza della sua ancella. Perché ecco, d’ora innanzi tutte le età mi chiameranno beata,poiché il Potente mi ha fatto grandi cose. Santo è il suo nomee la sua misericordia è d’età in età per quelli che lo temono.Egli ha operato potentemente col suo braccio ha disperso quelli ch’eran superbi ne’ pensieri del cuor loro;ha tratto giù dai troni i potenti, ed ha innalzato gli umili;ha ricolmato di beni i famelici, e ha rimandati a vuoto i ricchi.Ha soccorso Israele, suo servitore, ricordandosi della misericordiadi cui avea parlato ai nostri padri, verso Abramo e verso la sua progenie in perpetuo”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER007
La nascita di Giovanni il Battista
L'articolo tratta della nascita di Giovanni il Battista, figlio di Zaccaria ed Elisabetta. La sua nascita, descritta come miracolosa, è accompagnata da profezie e richiama antichi racconti biblici. Giovanni, il cui nome significa «Dio concede la sua grazia», viene annunciato da Gabriele e diventerà un precursore del Messia.
Genesi 22.1-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, avvenne che Iddio provò Abrahamo, e gli disse: “Abrahamo!” Ed egli rispose: “Eccomi”.E Dio disse: “Prendi ora il tuo figliuolo, il tuo unico, colui che ami, Isacco, e vattene nel paese di Moriah, e offrilo quivi in olocausto sopra uno dei monti che ti dirò”.E Abrahamo levatosi la mattina di buon’ora, mise il basto al suo asino, prese con sé due de’ suoi servitori e Isacco suo figliuolo, spaccò delle legna per l’olocausto, poi partì per andare al luogo che Dio gli avea detto.Il terzo giorno, Abrahamo alzò gli occhi e vide da lontano il luogo.E Abrahamo disse ai suoi servitori: “Rimanete qui con l’asino; io ed il ragazzo andremo fin colà e adoreremo; poi torneremo a voi”.E Abrahamo prese le legna per l’olocausto e le pose addosso a Isacco suo figliuolo; poi prese in mano sua il fuoco e il coltello, e tutti e due s’incamminarono assieme.E Isacco parlò ad Abrahamo suo padre e disse: “Padre mio!” Abrahamo rispose: “Eccomi qui, figlio mio”. E Isacco: “Ecco il fuoco e le legna; ma dov’è l’agnello per l’olocausto?”Abrahamo rispose: “Figliuol mio, Iddio se lo provvederà l’agnello per l’olocausto”. E camminarono ambedue assieme.E giunsero al luogo che Dio gli avea detto, e Abrahamo edificò quivi l’altare, e vi accomodò la legna; legò Isacco suo figliuolo, e lo mise sull’altare, sopra la legna.E Abrahamo stese la mano e prese il coltello per scannare il suo figliuolo.Ma l’angelo dell’Eterno gli gridò dal cielo e disse: “Abrahamo, Abrahamo”.E quegli rispose: “Eccomi”. E l’angelo: “Non metter la mano addosso al ragazzo, e non gli fare alcun male; poiché ora so che tu temi Iddio, giacché non m’hai rifiutato il tuo figliuolo, l’unico tuo”.E Abrahamo alzò gli occhi, guardò, ed ecco dietro a sé un montone, preso per le corna in un cespuglio. E Abrahamo andò, prese il montone, e l’offerse in olocausto invece del suo figliuolo.E Abrahamo pose nome a quel luogo Iehovah-jireh. Per questo si dice oggi: “Al monte dell’Eterno sarà provveduto”.L’angelo dell’Eterno chiamò dal cielo Abrahamo una seconda volta, e disse:“Io giuro per me stesso, dice l’Eterno, che, siccome tu hai fatto questo e non m’hai rifiutato il tuo figliuolo, l’unico tuo,io certo ti benedirò e moltiplicherò la tua progenie come le stelle del cielo e come la rena ch’è sul lido del mare; e la tua progenie possederà la porta de’ suoi nemici.E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie, perché tu hai ubbidito alla mia voce”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER008
La lode di Zaccaria alla nascita di suo figlio Giovanni
L'articolo esamina la lode che Zaccaria, ispirato dallo Spirito Santo, innalza alla nascita di Giovanni e anticipa il ruolo di Giovanni come precursore di Gesù, il Messia. Questi eventi, che si svolgono a Ein Karem, rivelano il piano divino che Zaccaria e Maria vedono realizzarsi.
Luca 1.67-80 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Zaccaria, suo padre, fu ripieno dello Spirito Santo, e profetò dicendo:“Benedetto sia il Signore, l’Iddio d’Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo,e ci ha suscitato un potente salvatore nella casa di Davide suo servitore(come avea promesso ab antico per bocca de’ suoi profeti);uno che ci salverà da’ nostri nemici e dalle mani di tutti quelli che ci odiano.Egli usa così misericordia verso i nostri padri e si ricorda del suo santo patto,del giuramento che fece ad Abramo nostro padre,affine di concederci che, liberati dalla mano dei nostri nemici, gli servissimo senza paura,in santità e giustizia, nel suo cospetto, tutti i giorni della nostra vita.E tu, piccol fanciullo, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai davanti alla faccia del Signore per preparar le sue vie,per dare al suo popolo conoscenza della salvezza mediante la remissione de’ loro peccati,dovuta alle viscere di misericordia del nostro Dio, per le quali l’Aurora dall’alto ci visiteràper risplendere su quelli che giacciono in tenebre ed in ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace”.Or il bambino cresceva e si fortificava in ispirito; e stette ne’ deserti fino al giorno in cui dovea manifestarsi ad Israele.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER009
Il ritorno di Maria a Nazaret
L'articolo studia il ritorno di Maria a Nazaret dopo la visita a Elisabetta. Conoscendo le profezie, Maria assiste alla nascita di Giovanni, che conferma il futuro ruolo di lui nel piano di Dio. Ritorna con la sua famiglia dopo il pellegrinaggio pasquale.
Michea 5.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :(H5-1) Ma da te, o Bethlehem Efrata, piccola per essere tra i migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER020
I Magi d'Oriente incontrano Erode
Questo articolo esamina l’incontro dei Magi con Erode, narrato nel Vangelo secondo Matteo, sottolineando l’importanza dell’evento per affermare la regalità di Gesù. La visita viene collocata nel suo contesto storico, esplorando le motivazioni dei Magi e le intenzioni di Erode, insieme alla nascita di Gesù e alle implicazioni storiche e teologiche.
Matteo 2.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or essendo Gesù nato in Betleem di Giudea, ai dì del re Erode, ecco dei magi d’Oriente arrivarono in Gerusalemme, dicendo:Dov’è il re de’ Giudei che è nato? Poiché noi abbiam veduto la sua stella in Oriente e siam venuti per adorarlo.Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui.E radunati tutti i capi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informò da loro dove il Cristo dovea nascere.Ed essi gli dissero: In Betleem di Giudea; poiché così è scritto per mezzo del profeta:E tu, Betleem, terra di Giuda, non sei punto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un Principe, che pascerà il mio popolo Israele.Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s’informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparita;e mandandoli a Betleem, disse loro: Andate e domandate diligentemente del fanciullino; e quando lo avrete trovato, fatemelo sapere, affinché io pure venga ad adorarlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER023
Il soggiorno in Egitto
L’articolo esplora il soggiorno della Sacra Famiglia in Egitto, mettendo in risalto l’episodio biblico della fuga per sfuggire a Erode. Giuseppe, avvertito in sogno, guida un viaggio ritenuto difficile di circa 400-500 chilometri. L’analisi comprende aspetti pratici, il contributo dei Magi e il contesto politico del momento, anche se i dettagli esatti del soggiorno restano incerti.
Matteo 2.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli dunque, levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in Egitto;ed ivi stette fino alla morte di Erode, affinché si adempiesse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: Fuor d’Egitto chiamai il mio figliuolo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Contesto della nascita di Gesù e della sua infanzia
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CHR000
La cronologia della vita del Messia
L'articolo esplora la cronologia della vita di Gesù attraverso una serie di studi incentrati sulla profezia di Daniele. Ogni studio si articola attorno a dati biblici e storici per proporre ricostruzioni precise di eventi importanti. Con una metodologia originale, l'analisi mette in discussione le date accolte dalla ricerca contemporanea, basandosi su un'esegesi attenta e rigorosa.
Daniele 9.24-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l’iniquità e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo.Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all’apparire di un unto, di un capo, vi sono sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi.Dopo le sessantadue settimane, un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. E il popolo d’un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un’inondazione; ed è decretato che vi saranno delle devastazioni sino alla fine della guerra.Egli stabilirà un saldo patto con molti, durante una settimana; e in mezzo alla settimana farà cessare sacrifizio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore; e questo, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CHR004
La data esatta del decreto
Lo studio esplora la cronologia della vita di Gesù attraverso la profezia di Daniele. Individua nel decreto di Artaserse un punto di partenza fondamentale e affronta le difficoltà legate alla precisione delle date antiche, mettendo in luce l’anno 458 a.C. L’articolo sostiene che questa ricerca si radica in una volontà divina, orchestrata da Dio.
Daniele 9.24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l’iniquità e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CHR005
Calcolo delle date relative alla vita del Messia Gesù
Questo articolo analizza la cronologia della vita di Gesù, utilizzando la profezia delle settanta settimane di Daniele. Colloca la crocifissione nell’anno 33, a differenza di altre ipotesi che la collocano nel 30. Lo studio si basa su dati storici, biblici e calendariali per una comprensione dettagliata degli eventi.
Luca 3.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, essendo Ponzio Pilato governatore della Giudea, ed Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell’Abilene,sotto i sommi sacerdoti Anna e Caiàfa, la parola di Dio fu diretta a Giovanni, figliuol di Zaccaria, nel deserto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CHR007
La data di nascita di Gesù il Messia
Lo studio esplora la data di nascita di Gesù, collegando profezie, testimonianze evangeliche e dati storici per proporre una nascita intorno al 12 ottobre dell’anno -2 a.C., durante la festa delle Capanne.
Galati 4.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :ma quando giunse la pienezza de’ tempi, Iddio mandò il suo Figliuolo, nato di donna, nato sotto la legge,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Il ministero di Giovanni il Battista
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PER029
Il ministero di Giovanni il Battista
L’articolo esamina il ruolo di Giovanni il Battista nella preparazione della venuta di Gesù. Presente nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca, Giovanni battezza e predica nel deserto della Giudea. Considerato un precursore di Cristo, non ha mai affermato di essere il Messia. I suoi insegnamenti hanno preparato il popolo ad accogliere Gesù, il Messia regale.
Luca 3.1-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, essendo Ponzio Pilato governatore della Giudea, ed Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell’Abilene,sotto i sommi sacerdoti Anna e Caiàfa, la parola di Dio fu diretta a Giovanni, figliuol di Zaccaria, nel deserto.Ed egli andò per tutta la contrada d’intorno al Giordano, predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione de’ peccati,secondo che è scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: V’è una voce d’uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri.Ogni valle sarà colmata ed ogni monte ed ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose saran fatte diritte e le scabre saranno appianate;ed ogni carne vedrà la salvezza di Dio.Giovanni dunque diceva alle turbe che uscivano per esser battezzate da lui: Razza di vipere, chi v’ha mostrato a fuggir dall’ira a venire?Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento, e non vi mettete a dire in voi stessi: Noi abbiamo Abramo per padre! Perché vi dico che Iddio può da queste pietre far sorgere dei figliuoli ad Abramo.E ormai è anche posta la scure alla radice degli alberi; ogni albero dunque che non fa buon frutto, vien tagliato e gittato nel fuoco.E le turbe lo interrogavano, dicendo: E allora, che dobbiam fare?Ed egli rispondeva loro: Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto.Or vennero anche dei pubblicani per esser battezzati, e gli dissero: Maestro, che dobbiam fare?Ed egli rispose loro: Non riscotete nulla di più di quello che v’è ordinato.Lo interrogaron pure de’ soldati, dicendo: E noi, che dobbiam fare? Ed egli a loro: Non fate estorsioni, né opprimete alcuno con false denunzie e contentatevi della vostra paga.Or stando il popolo in aspettazione e domandandosi tutti in cuor loro riguardo a Giovanni se talora non fosse lui il Cristo,Giovanni rispose, dicendo a tutti: Ben vi battezzo io con acqua; ma vien colui che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco.Egli ha in mano il suo ventilabro per nettare interamente l’aia sua, e raccogliere il grano nel suo granaio; ma quant’è alla pula la brucerà con fuoco inestinguibile.Così, con molte e varie esortazioni, evangelizzava il popolo;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER031
La tentazione di Gesù, il Messia
Questo articolo esamina la tentazione di Gesù nel deserto sulla base dei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. Gesù affronta tre prove simboliche, che mettono in luce la sua lotta contro tentazioni simili a quelle di Eva. Dopo questo periodo di digiuno ritorna in Galilea, segnando una tappa cruciale del ministero.
Marco 1.12-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto;e nel deserto rimase per quaranta giorni, tentato da Satana; e stava tra le fiere e gli angeli lo servivano.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER032
La delegazione venuta da Gerusalemme
L’articolo esplora l’incontro tra Giovanni il Battista e i rappresentanti del Sinedrio a Betania, sottolineando la notorietà di Giovanni e le attese messianiche delle autorità. Giovanni viene interrogato sul suo ruolo messianico senza aver compiuto miracoli, il che mette in luce le aspettative dei farisei riguardo a un messia regale e sacerdotale. L’analisi concilia i racconti evangelici divergenti.
Giovanni 1.19-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei mandarono da Gerusalemme de’ sacerdoti e dei leviti per domandargli: Tu chi sei?Ed egli lo confessò e non lo negò; lo confessò dicendo: Io non sono il Cristo.Ed essi gli domandarono: Che dunque? Sei Elia? Ed egli rispose: Non lo sono. Sei tu il profeta? Ed egli rispose: No.Essi dunque gli dissero: Chi sei? affinché diamo una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che dici tu di te stesso?Egli disse: Io son la voce d’uno che grida nel deserto: Addirizzate la via del Signore, come ha detto il profeta Isaia.Or quelli ch’erano stati mandati a lui erano de’ Farisei:e gli domandarono: Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?Giovanni rispose loro, dicendo: Io battezzo con acqua; nel mezzo di voi è presente uno che voi non conoscete,colui che viene dietro a me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio de’ calzari.Queste cose avvennero in Betania al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER034
L’incontro con Filippo
PER034 narra l’incontro di Gesù con Filippo, riferito soltanto da Giovanni (Gv 1,43-46), a Betania al di là del Giordano, il 6 ottobre 29. Filippo, già discepolo di Giovanni il Battista come Andrea, Giovanni e Simon Pietro, diventa il quarto discepolo di Gesù. L’articolo esplora il passaggio naturale di questi discepoli al Messia, mentre Giovanni il Battista si comprende come precursore e non come maestro rivale.
Giovanni 1.43-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: Seguimi.Or Filippo era di Betsaida, della città d’Andrea e di Pietro.Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, ed i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret.E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER037
Un passaggio a Cafarnao
Dopo le nozze di Cana, Gesù, il Messia, visita Cafarnao con la famiglia, intorno al 1º dicembre 29. Solo Giovanni riferisce questo episodio (Giovanni 2,12). Vi ritrova i discepoli Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni e stringe amicizia con Zebedeo e Salome. Questa città diventerà in seguito il centro del suo ministero in Galilea. Dopo questo passaggio torna a Nazaret, prima di raggiungere Giovanni il Battista a Ennòn.
Giovanni 2.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo questo, scese a Capernaum, egli con sua madre, co’ suoi fratelli e i suoi discepoli; e stettero quivi non molti giorni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER038
La prima festa di Pasqua
La pericope PER038 analizza la prima festa di Pasqua nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 2,13), datata precisamente al 7 aprile 30. L’articolo formula tre osservazioni: il valore cronologico di questa festa per datare il ministero di Gesù su tre anni e mezzo, la distinzione giovannea della «Pasqua dei Giudei» e la sottomissione di Gesù ai riti del giudaismo. Solo Giovanni documenta questo periodo precedente all’arresto di Giovanni il Battista.
Giovanni 2.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la Pasqua de’ Giudei era vicina, e Gesù salì a Gerusalemme.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER039
I mercanti scacciati dal Tempio
La pericope 39 studia l’episodio della purificazione del Tempio da parte di Gesù, come riferito da Giovanni (Giovanni 2,14-22). L’autore sostiene la tesi di due eventi distinti separati da tre anni. Il primo si colloca durante la prima Pasqua del ministero di Gesù (7 aprile 30). L’articolo esplora il contesto storico del Tempio erodiano, il ruolo di Caifa e del Sinedrio e due insegnamenti chiave: lo zelo di Gesù per la casa di Dio e l’annuncio profetico della sua risurrezione.
Matteo 21.12-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù entrò nel tempio e cacciò fuori tutti quelli che quivi vendevano e compravano; e rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi.E disse loro: Egli è scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione; ma voi ne fate una spelonca di ladroni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER040
I risultati a Gerusalemme
La pericope 40 analizza i risultati della prima predicazione di Gesù a Gerusalemme durante la Pasqua dell’anno 30, secondo Giovanni 2,23-25. Se molti credettero grazie ai miracoli, Gesù rimane cauto davanti a questa fede superficiale, fondata sullo spettacolare anziché su un pentimento sincero. Giovanni sottolinea la capacità divina di Gesù di conoscere il cuore umano. L’articolo rileva due punti chiave: il prolungamento del soggiorno a Gerusalemme e la natura divina del discernimento del Messia.
Giovanni 2.23-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Mentr’egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva.Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti,e perché non avea bisogno della testimonianza d’alcuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER041
Il colloquio di Gesù, il Messia, con Nicodemo
Il colloquio tra Gesù e Nicodemo a Gerusalemme, evocato in Giovanni 3, rappresenta una svolta essenziale verso una spiritualità cristiana personale, lontana dai rituali giudaici, con particolare rilievo alla relazione interiore con Dio.
Giovanni 3.1-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or v’era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei.Egli venne di notte a Gesù, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui.Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio.Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere?Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito.Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo.Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.Nicodemo replicò e gli disse: Come possono avvenir queste cose?Gesù gli rispose: Tu se’ il dottor d’Israele e non sai queste cose?In verità, in verità io ti dico che noi parliamo di quel che sappiamo, e testimoniamo di quel che abbiamo veduto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza.Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell’uomo che è nel cielo.E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato,affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage.Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate;ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le opere sue siano manifestate, perché son fatte in Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER042
Il ritorno a Ennòn nel sud della Galilea
Questo articolo esplora il ritorno di Gesù a Ennòn dopo la Pasqua, mettendo in risalto la complementarità dei ministeri di Gesù e Giovanni il Battista. Giovanni, unico evangelista a documentare questa fase, sottolinea il rapporto tra i loro ministeri. Attraverso l’episodio, l’articolo mostra che i loro ruoli non erano concorrenti, ma armoniosi, e che ciascuno svolgeva una parte essenziale nel piano divino.
Atti 1.21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Bisogna dunque che fra gli uomini che sono stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signor Gesù è andato e venuto fra noi,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
L’inizio del ministero in Galilea
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PER053
Il funzionario del re a Cana in Galilea
La pericope 53 narra il miracolo di Gesù a Cana in Galilea per il figlio malato di un funzionario del re giunto da Cafarnao (Giovanni 4,46-54). Datato a febbraio-marzo 31, è il secondo segno giovanneo compiuto a Cana. L’identità del funzionario resta incerta, ma l’autore propende per un’origine romana, illustrando l’universalità della salvezza in Giovanni. Non va confuso con il centurione della pericope 110.
Giovanni 4.46-54 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove avea cambiato l’acqua in vino. E v’era un certo ufficial reale, il cui figliuolo era infermo a Capernaum.Come egli ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò a lui e lo pregò che scendesse e guarisse il suo figliuolo, perché stava per morire.Perciò Gesù gli disse: Se non vedete segni e miracoli, voi non crederete.L’ufficial reale gli disse: Signore, scendi prima che il mio bambino muoia.Gesù gli disse: Va’, il tuo figliuolo vive. Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli avea detta, e se ne andò.E come già stava scendendo, i suoi servitori gli vennero incontro e gli dissero: Il tuo figliuolo vive.Allora egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli risposero: Ieri, all’ora settima, la febbre lo lasciò.Così il padre conobbe che ciò era avvenuto nell’ora che Gesù gli avea detto: Il tuo figliuolo vive; e credette lui con tutta la sua casa.Questo secondo miracolo fece di nuovo Gesù, tornando dalla Giudea in Galilea.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Cultura, usanze e contesto storico del Nuovo Testamento
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CHR002
La spiegazione delle 70 settimane di Daniele
L’articolo analizza le settanta settimane di Daniele, concentrandosi su due interpretazioni principali: quella di sir Robert Anderson, diffusa negli ambienti evangelici, e quella di Edward Denney, che sottolinea una lettura più semplice e coerente. Ne valuta i fondamenti.
Daniele 9.24-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l’iniquità e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo.Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all’apparire di un unto, di un capo, vi sono sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi.Dopo le sessantadue settimane, un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. E il popolo d’un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un’inondazione; ed è decretato che vi saranno delle devastazioni sino alla fine della guerra.Egli stabilirà un saldo patto con molti, durante una settimana; e in mezzo alla settimana farà cessare sacrifizio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore; e questo, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Dalla seconda alla terza festa di Pasqua
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PER069
La seconda festa di Pasqua a Gerusalemme
L'articolo analizza il secondo pellegrinaggio pasquale di Gesù a Gerusalemme, evocato in Giovanni 5:1. Sebbene Giovanni non nomini esplicitamente la Pasqua, il contesto cronologico suggerisce questa festa. Gesù ne approfitta per predicare e discutere con le autorità religiose. Gli incontri avvengono nel cortile del Tempio, mentre l'afflusso di pellegrini gli offre un pubblico vario.
Giovanni 6.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER070
La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda
L'articolo analizza la guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda durante il sabato, illustrando l'affermazione di Gesù come signore del sabato e le tensioni con i farisei. Giovanni presenta il miracolo come un gesto deliberato per far riflettere sulle leggi del giudaismo, rivelando le deviazioni della loro interpretazione da parte delle autorità religiose.
Giovanni 5.2-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.E per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavan d’ucciderlo; perché facea quelle cose di sabato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER071
Gesù, il Messia, afferma la propria uguaglianza con il Padre
L'articolo analizza la proclamazione di Gesù della propria uguaglianza con Dio, a partire dalla guarigione di un infermo, sottolineando l'impatto delle sue affermazioni teologiche a Gerusalemme durante la Pasqua.
Giovanni 5.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER072
Testimonianze che confermano quella di Gesù, il Messia
L'articolo discute le testimonianze che confermano Gesù come Messia, soprattutto quelle di Giovanni Battista e dei miracoli divini nel racconto di Giovanni. Il luogo è Gerusalemme, dopo la Pasqua di marzo 31. Gesù critica le autorità che non lo riconoscono ed evoca Mosè come precursore. Alcuni, come Nicodemo, si convertiranno.
Genesi 49.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il bastone del comando di fra i suoi piedi, finché venga Colui che darà il riposo, e al quale ubbidiranno i popoli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER076
Gesù è il signore del sabato
Gesù e i discepoli attraversano un campo di grano di sabato (5 aprile 31, in Galilea). I farisei li accusano di violare la legge sabbatica. Gesù risponde citando l'esempio di Davide e afferma la propria autorità assoluta: il Figlio dell'uomo è Signore del sabato. Denuncia le deviazioni dell'interpretazione farisaica, contraria allo spirito originario della legge mosaica, e rivendica il diritto di ristabilire il vero sabato.
Matteo 12.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quel tempo Gesù passò in giorno di sabato per i seminati; e i suoi discepoli ebbero fame e presero a svellere delle spighe ed a mangiare.E i Farisei, veduto ciò, gli dissero: Ecco, i tuoi discepoli fanno quel che non è lecito di fare in giorno di sabato.Ma egli disse loro: Non avete voi letto quel che fece Davide, quando ebbe fame, egli e coloro ch’eran con lui?Come egli entrò nella casa di Dio, e come mangiarono i pani di presentazione i quali non era lecito di mangiare né a lui, né a quelli ch’eran con lui, ma ai soli sacerdoti?Ovvero, non avete voi letto nella legge che nei giorni di sabato, i sacerdoti nel tempio violano il sabato e non ne son colpevoli?Or io vi dico che v’è qui qualcosa di più grande del tempio.E se sapeste che cosa significhi: Voglio misericordia e non sacrifizio, voi non avreste condannato gl’innocenti;perché il Figliuol dell’uomo è signore del sabato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER080
La scelta dei dodici apostoli
Gesù sceglie dodici discepoli tra i suoi seguaci e attribuisce loro il titolo di apostoli, termine greco che significa «inviato in missione». La scelta, compiuta dopo una notte di preghiera, corrisponde al numero delle tribù d'Israele. I Dodici ricevono autorità per guarire e proclamare la salvezza, costituendo il fondamento della Chiesa futura. L'articolo esplora l'etimologia del termine, la preghiera di Gesù, la questione della sua onniscienza e il caso di Giuda Iscariota.
Atti 5.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma, degli altri, nessuno ardiva unirsi a loro; il popolo però li magnificava.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER081
La missione dei dodici apostoli
L'articolo analizza la missione dei dodici apostoli secondo Matteo, Marco e Luca, sottolineando la priorità degli ebrei nel piano della salvezza e le direttive date da Gesù per proclamare il regno di Dio.
Luca 9.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ora Gesù, chiamati assieme i dodici, diede loro potestà ed autorità su tutti i demoni e di guarir le malattie.E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl’infermi.E disse loro: Non prendete nulla per viaggio: né bastone, né sacca, né pane, né danaro, e non abbiate tunica di ricambio.E in qualunque casa sarete entrati, in quella dimorate e da quella ripartite.E quant’è a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro città, scotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro a loro.Ed essi, partitisi, andavano attorno di villaggio in villaggio, evangelizzando e facendo guarigioni per ogni dove.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER082
Proclamazione del Vangelo
L'articolo «PER082 - Proclamazione del Vangelo» esplora le istruzioni profetiche di Gesù ai discepoli, ai quali annuncia persecuzioni future. Basato su Matteo 10.16-23, mette in luce il ruolo dello Spirito Santo. Questa formazione in Galilea prepara gli apostoli alle sfide future.
Matteo 10.16-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.E guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in man de’ tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;e sarete menati davanti a governatori e re per cagion mia, per servir di testimonianza dinanzi a loro ed ai Gentili.Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non siate in ansietà del come parlerete o di quel che avrete a dire; perché in quell’ora stessa vi sarà dato ciò che avrete a dire.Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.Or il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.E quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; perché io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che il Figliuol dell’uomo sia venuto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER089
Il discorso della montagna (5), il rapporto del Messia Gesù con la legge
Quinta parte del discorso della montagna, l'articolo analizza il rapporto di Gesù con la legge mosaica a partire da Matteo 5.17-20. Gesù afferma di non essere venuto ad abolirla, ma a compierla pienamente secondo il disegno originario di Dio. Distingue la vera legge di Mosè dalle tradizioni religiose aggiunte da scribi e farisei, avvertendo che la loro giustizia istituzionalizzata non conduce al regno dei cieli.
Luca 24.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER090
Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono
Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.
Esodo 20.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Non uccidere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER091
Il discorso della montagna (7), l'adulterio e il divorzio
La pericope 91 esplora la settima parte del Discorso della montagna, incentrata sull’adulterio e sul divorzio (Mt 5.27-32 ; Lc 16.18). Gesù va oltre la Legge mosaica, condannando non solo l’atto, ma anche il pensiero nel quale ci si compiace. Affronta il divorzio confrontandosi con le scuole di Hillel e Shammai, ponendo esigenze radicali. Le metafore dell’occhio e della mano sottolineano la necessità di una trasformazione interiore del cuore per evitare il peccato.
Salmi 94.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :L’Eterno conosce i pensieri dell’uomo, sa che son vanità.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER092
Il discorso della montagna (8), lo spergiuro
Nel Discorso della montagna Gesù insegna sullo spergiuro (Mt 5.33-37). Contro la pratica dei giuramenti condizionati diffusa al suo tempo, esige una parola semplice e integra: che il 'sì' sia 'sì' e il 'no' sia 'no'. Matteo è l’unico evangelista a riportare questo insegnamento, mentre Luca si rivolge a non ebrei, meno interessati da questa pratica. Giacomo 5.12 riprende questo precetto nella tradizione apostolica.
Matteo 5.33-37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Avete udito pure che fu detto agli antichi: Non ispergiurare, ma attieni al Signore i tuoi giuramenti.Ma io vi dico: Del tutto non giurate, né per il cielo, perché è il trono di Dio;né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re.Non giurar neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi fare un solo capello bianco o nero.Ma sia il vostro parlare: Sì, sì; no, no; poiché il di più vien dal maligno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER093
Il discorso della montagna (9), La vendetta
PER093 esamina l’insegnamento di Gesù sulla vendetta nel Discorso della montagna (Mt 5.38-42). Gesù reinterpreta la legge del taglione (Ex 21.24 ; Lv 24.20 ; Dt 19.21), chiamando i suoi discepoli alla nonviolenza, al perdono e all’amore per i nemici. Questo insegnamento, proprio di Matteo, non promuove la passività totale, ma una risposta pacifica che trascende la logica della vendetta, in accordo con Rm 12.17 e 1 P 3.9.
Matteo 19.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù disse loro: Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER094
Il discorso della montagna (10), amare i propri nemici
La decima sezione del Discorso della montagna riguarda l’amore per i nemici (Mt 5.43-48 ; Lc 6.27-36). Gesù va oltre l’interpretazione farisaica invitando i suoi discepoli ad amare anche i pagani, a immagine di Dio che ama tutti gli uomini. La 'regola d’oro' (Mt 7.12) completa questo insegnamento. L’obiettivo ultimo è la perfezione divina: 'Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste'.
Luca 6.27-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che v’odiano;benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che v’oltraggiano.A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica.Da’ a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare.E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro.E se amate quelli che vi amano, qual grazia ve ne viene? poiché anche i peccatori amano quelli che li amano.E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, qual grazia ve ne viene? anche i peccatori fanno lo stesso.E se prestate a quelli dai quali sperate ricevere, qual grazia ne avete? Anche i peccatori prestano ai peccatori per riceverne altrettanto.Ma amate i vostri nemici, e fate del bene e prestate senza sperarne alcun che, e il vostro premio sarà grande e sarete figliuoli dell’Altissimo; poich’Egli è benigno verso gl’ingrati e malvagi.Siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER108
I risultati del discorso della montagna
PER108 conclude il discorso della montagna secondo Matteo 7.28-29. La folla e i discepoli sono colpiti dall'autorità unica di Gesù, così diversa da quella dei farisei. Attraverso 23 punti, Gesù ha delineato il ritratto del vero discepolo, un ideale impossibile da raggiungere senza una trasformazione profonda. La folla intravede in lui il Messia e aspira a questa nuova vita che egli propone.
Matteo 7.28-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti questi discorsi, le turbe stupivano del suo insegnamento,perch’egli le ammaestrava come avendo autorità, e non come i loro scribi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER109
La guarigione di un lebbroso dopo il discorso della montagna
Questo articolo esplora la guarigione di un lebbroso da parte di Gesù dopo il discorso della montagna, esaminando i diversi racconti nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. La guarigione viene descritta come una sfida alle rigide leggi sulla purificazione, e viene sottolineata l'importanza del rispetto della legge di Mosè. L'articolo si interroga sulla continuità tra i diversi racconti evangelici.
Matteo 8.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or quando egli fu sceso dal monte, molte turbe lo seguirono.Ed ecco un lebbroso, accostatosi, gli si prostrò dinanzi dicendo: Signore, se vuoi, tu puoi mondarmi.E Gesù, stesa la mano, lo toccò dicendo: Lo voglio, sii mondato. E in quell’istante egli fu mondato dalla sua lebbra.E Gesù gli disse: Guarda di non dirlo a nessuno: ma va’, mostrati al sacerdote e fa’ l’offerta che Mosè ha prescritto; e ciò serva loro di testimonianza.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER111
La risurrezione del figlio della vedova di Nain
Gesù risuscita il figlio di una vedova a Nain, mostrando il suo potere divino e il suo ruolo di profeta. L'evento, narrato in Luca 7:11-17, avviene dopo il discorso della montagna e attira una grande folla. Gli abitanti del villaggio vedono in Gesù un grande profeta e la notizia si diffonde in Galilea e in Giudea.
Luca 7.11-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E avvenne in seguito, ch’egli s’avviò ad una città chiamata Nain, e i suoi discepoli e una gran moltitudine andavano con lui.E come fu presso alla porta della città, ecco che si portava a seppellire un morto, figliuolo unico di sua madre; e questa era vedova; e una gran moltitudine della città era con lei.E il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: Non piangere!E accostatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: Giovinetto, io tel dico, lèvati!E il morto si levò a sedere e cominciò a parlare. E Gesù lo diede a sua madre.Tutti furon presi da timore, e glorificavano Iddio dicendo: Un gran profeta è sorto fra noi; e: Dio ha visitato il suo popolo.E questo dire intorno a Gesù si sparse per tutta la Giudea e per tutto il paese circonvicino.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER159
Il Messia Gesù continua la sua opera
La pericope 159 presenta Gesù che prosegue il suo ministero in Galilea, a partire da Cafarnao, nel febbraio-marzo del 32, prima della terza Pasqua. Basandosi unicamente su Matteo 9.35, l'articolo sottolinea la priorità data alla proclamazione del Regno rispetto ai miracoli, l'autonomia delle sinagoghe locali nei confronti dei farisei e il metodo tematico di Matteo, qui corretto dalla cronologia di Marco.
Matteo 9.35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù andava attorno per tutte le città e per i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando l’evangelo del Regno, e sanando ogni malattia ed ogni infermità.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER167
Il Messia Gesù si apparta con i suoi discepoli
PER167 descrive il ritiro di Gesù e dei suoi discepoli verso Betsaida per riposarsi dopo un'intensa missione di evangelizzazione in Galilea, subito prima della Pasqua di aprile dell'anno 32. L'analisi sinottica di Matteo 14,13-14, Marco 6,31-32, Luca 9,10-11 e Giovanni 6,1-4 mostra convergenze e sfumature: il desiderio di isolamento, la folla che lo segue, le guarigioni e l'insegnamento. Questo episodio precede direttamente la moltiplicazione dei pani.
Giovanni 6.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Gesù se ne andò all’altra riva del mar di Galilea, ch’è il mar di Tiberiade.E una gran moltitudine lo seguiva, perché vedeva i miracoli ch’egli faceva sugl’infermi.Ma Gesù salì sul monte e quivi si pose a sedere co’ suoi discepoli.Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana
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PER168
La terza festa di Pasqua
La pericope PER168 segnala la terza festa di Pasqua del ministero del Messia Gesù, datata a lunedì 12 aprile del 32 d.C. e menzionata soltanto da Giovanni (Gv 6,4). In Galilea, presso Betsaida, Gesù e i suoi discepoli non sembrano salire a Gerusalemme, data l'intensità della loro attività. Questa menzione serve da riferimento cronologico nella sinossi, annunciando gli eventi successivi fino alla festa dei Tabernacoli nell'ottobre del 32 d.C.
Giovanni 6.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER173
Numerose guarigioni a Gennesaret
La pericope 173 narra le numerose guarigioni compiute da Gesù a Gennesaret (Galilea) nell'aprile dell'anno 32 d.C., secondo Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56. Al suo arrivo, Gesù viene subito riconosciuto e folle di malati accorrono per toccare il lembo del suo mantello, ottenendo così la guarigione. L'analisi sinottica rivela importanti convergenze tra i due evangelisti e sfumature complementari. Questo episodio illustra la fede popolare e la potenza divina di Gesù, e annuncia le crescenti tensioni con le autorità religiose.
Matteo 14.36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :e lo pregavano che lasciasse loro toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito; e tutti quelli che lo toccarono furon completamente guariti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER205
Gesù, il Messia, prosegue il suo viaggio in Galilea
La pericope 205 ripercorre il soggiorno prolungato di Gesù, il Messia, in Galilea, nella regione di Cafarnao, per circa sei mesi prima della sua partenza definitiva per Gerusalemme il 3 ottobre del 32 d.C. Solo Giovanni accenna a questi spostamenti e rivela l'intenzione delle autorità religiose di mettere a morte Gesù, mentre i suoi discepoli faticano ancora a comprendere ciò che lo attende. Questo passo segna la transizione verso la festa delle Capanne a Gerusalemme.
Giovanni 7.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la festa de’ Giudei, detta delle Capanne, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER206
La festa dei Tabernacoli
La pericope 206 tratta della festa dei Tabernacoli (Sukkot), riferita unicamente da Giovanni (7,2-10). Gesù decide di salire in segreto a Gerusalemme nell’ottobre dell’anno 32 d.C., sei mesi prima del suo arresto. Giovanni rivela la tensione con le autorità religiose e l’incredulità dei fratelli di Gesù, elementi assenti nei sinottici.
Giovanni 7.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Gesù andava attorno per la Galilea; non voleva andare attorno per la Giudea perché i Giudei cercavan d’ucciderlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER207
Il disaccordo del Maestro con i suoi fratelli
Giovanni 7.3-9 racconta la tensione tra Gesù e i suoi fratelli prima della festa di Sukkot (ottobre dell'anno 32 d.C.). Non comprendendo la missione messianica, essi lo spingono a manifestarsi pubblicamente a Gerusalemme. Gesù sceglie la prudenza, consapevole dei rischi di arresto. Maria resta in disparte. Questo episodio, presente solo in Giovanni, illustra l'incomprensione familiare di fronte alla natura divina di Gesù, poiché la conversione dei suoi fratelli avviene soltanto dopo la risurrezione.
Giovanni 7.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Perciò i suoi fratelli gli dissero: Partiti di qua e vattene in Giudea, affinché i tuoi discepoli veggano anch’essi le opere che tu fai.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER208
Partenza per Gerusalemme e partenza definitiva dalla Galilea
PER208 descrive la partenza definitiva di Gesù e dei suoi discepoli dalla Galilea il 3 ottobre dell'anno 32, in cammino verso Gerusalemme per la festa di Sukkot. Seguendo il racconto di Luca, attraversano la Samaria invece di percorrere la strada abituale lungo il Giordano. Arrivano il venerdì sera 8 ottobre, insegnano sulla spianata del Tempio, e Gesù pronuncia il suo discorso sull'acqua a Hoshana Rabbà il 13 ottobre. Il gruppo resterà nella regione di Gerusalemme per sei mesi, fino alla Pasqua del 1° aprile dell'anno 33.
Giovanni 7.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Mosè v’ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma viene dai padri); e voi circoncidete l’uomo in giorno di sabato.Se un uomo riceve la circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, vi adirate voi contro a me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto intero?Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER209
Il viaggio attraverso la Samaria
La pericope 209 racconta il viaggio di Gesù e dei suoi discepoli attraverso la Samaria, riportato soltanto da Luca. Lasciata la Galilea il 3 ottobre del 32 d.C., Gesù sceglie la via samaritana, più breve, verso Gerusalemme. Alcuni villaggi rifiutano di accoglierlo, a illustrazione delle tensioni tra giudei e samaritani, mentre altri lo accettano. Questo passo prefigura la missione universale e la futura evangelizzazione della regione da parte dei 70 discepoli.
Luca 9.56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E se ne andarono in un altro villaggio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER210
La reazione di Giacomo e Giovanni
Durante il viaggio di Gesù attraverso la Samaria, Giacomo e Giovanni, i «figli del tuono», propongono di far scendere il fuoco dal cielo su un villaggio samaritano ostile. Gesù li rimprovera severamente, ricordando che è venuto per salvare e non per perdere gli uomini. Questo episodio, riportato soltanto da Luca (Lc 9.54-56), illustra le tensioni tra giudei e samaritani e la formazione progressiva dei discepoli verso uno spirito di misericordia.
Luca 9.54-56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Veduto ciò, i suoi discepoli Giacomo e Giovanni dissero: Signore, vuoi tu che diciamo che scenda fuoco dal cielo e li consumi?Ma egli, rivoltosi, li sgridò.E se ne andarono in un altro villaggio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER211
Gli uomini che vogliono seguire il Messia Gesù
Luca 9.57-62 presenta tre uomini che desiderano seguire il Messia Gesù, ciascuno con una condizione o un'esitazione. Gesù risponde chiamando alla rinuncia alle comodità materiali, alla priorità del Regno sui doveri familiari e a una determinazione senza ripensamenti. Questo passo, esclusivo di Luca, si colloca durante il viaggio attraverso la Samaria verso Gerusalemme e costituisce un appello radicale a un impegno totale e senza compromessi verso il Messia.
Luca 9.57-62 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne che mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: Io ti seguiterò dovunque tu andrai.E Gesù gli rispose: Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figliuol dell’uomo non ha dove posare il capo.E ad un altro disse: Seguitami. Ed egli rispose: Permettimi prima d’andare a seppellir mio padre.Ma Gesù gli disse: Lascia i morti seppellire i loro morti; ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio.E un altro ancora gli disse: Ti seguiterò, Signore, ma permettimi prima d’accomiatarmi da que’ di casa mia.Ma Gesù gli disse: Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER212
I Giudei cercano il Messia Gesù
La pericope 212 racconta, secondo Giovanni 7.11-13 soltanto, la ricerca di Gesù da parte dei Giudei durante la festa a Gerusalemme nell'ottobre dell'anno 32 d.C. Illustra la divisione del popolo di fronte al Messia: alcuni lo riconoscono, altri cercano di eliminarlo. La paura delle autorità religiose frena le conversioni pubbliche, rivelando la tensione politica e spirituale dell'epoca.
Giovanni 7.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Nessuno però parlava di lui apertamente, per paura de’ Giudei.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER213
Insegnamento del Messia Gesù nel tempio
Durante la festa delle Capanne, nell'ottobre dell'anno 32, il Messia Gesù insegna nel tempio di Gerusalemme con un'autorità che stupisce la folla e indigna i farisei. Giovanni 7.14-24 riferisce questo episodio unico in cui Gesù afferma che il suo insegnamento viene da Dio e difende una guarigione compiuta di sabato con un'argomentazione scritturale rigorosa. L'ostilità delle autorità religiose si intensifica.
Luca 14.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E avvenne che, essendo egli entrato in casa di uno de’ principali Farisei in giorno di sabato per prender cibo, essi lo stavano osservando.Ed ecco, gli stava dinanzi un uomo idropico.E Gesù prese a dire ai dottori della legge ed ai Farisei: E’ egli lecito o no far guarigioni in giorno di sabato? Ma essi tacquero.Allora egli, presolo, lo guarì e lo licenziò.Poi disse loro: Chi di voi, se un figliuolo od un bue cade in un pozzo, non lo trae subito fuori in giorno di sabato?Ed essi non potevano risponder nulla in contrario.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER214
Le autorità cercano il Messia Gesù per arrestarlo
Durante la festa delle Capanne a Gerusalemme, la folla si interroga sull'identità messianica di Gesù. Nonostante la confusione sulle sue origini e i tentativi delle autorità religiose di arrestarlo, Gesù insegna pubblicamente nel Tempio, riafferma la propria divinità e annuncia la sua prossima partenza. Poiché la sua ora non è ancora venuta, le guardie non possono prenderlo. Questo episodio, proprio del vangelo di Giovanni (7.25-36), illustra la crescente opposizione tra Gesù e le autorità religiose.
Isaia 9.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :(H9-1) Il popolo che camminava nelle tenebre, vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte, la luce risplende.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER215
Il discorso sull'acqua viva
Nell'ultimo giorno della festa di Sukkot (Hoshana Rabbà), il Messia Gesù proclama nel Tempio di Gerusalemme di essere la vera fonte di acqua viva. Facendo proprio il simbolismo del rito della libagione dell'acqua, invita chiunque abbia sete a venire a lui. Giovanni precisa che quest'acqua viva designa lo Spirito Santo, che sarebbe stato dato dopo la glorificazione di Gesù. Solo Giovanni riporta questo episodio, datato mercoledì 13 ottobre dell'anno 32.
Giovanni 7.28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù dunque, insegnando nel tempio, esclamò: Voi e mi conoscete e sapete di dove sono; però io non son venuto da me, ma Colui che mi ha mandato è verità, e voi non lo conoscete.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER216
La valutazione contraddittoria del popolo
Nell'ultimo giorno della festa di Sukkot a Gerusalemme (ottobre dell'anno 32), Gesù proclama di essere sorgente di acqua viva. La folla si divide: alcuni lo riconoscono come il Messia, altri rifiutano l'evidenza. Le guardie inviate per arrestarlo disobbediscono, colpite dalle sue parole. Nicodemo difende un giudizio equo, mentre i farisei avanzano argomenti deboli. L'opposizione delle autorità religiose diventa fanatica, facendo della morte di Gesù il loro unico obiettivo.
Giovanni 7.46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Le guardie risposero: Nessun uomo parlò mai come quest’uomo!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER217
La donna adultera
La pericope 217 narra l'episodio della donna adultera (Giovanni 8.1-11), in cui alcuni farisei tendono una trappola a Gesù presentandogli una donna colta in flagrante. Gesù sventa la trappola con la sua celebre parola che invita chi è senza peccato a scagliare la prima pietra, poi perdona la donna. Questo racconto, la cui autenticità testuale è discussa, illustra l'unione della giustizia e della misericordia divine e rivela l'autorità unica di Gesù di giustificare.
Giovanni 8.1-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù andò al monte degli Ulivi.E sul far del giorno, tornò nel tempio, e tutto il popolo venne a lui; ed egli, postosi a sedere, li ammaestrava.Allora gli scribi e i Farisei gli menarono una donna còlta in adulterio; e fattala stare in mezzo,gli dissero: Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio.Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare queste tali; e tu che ne dici?Or dicean questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito in terra.E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei.E chinatosi di nuovo, scriveva in terra.Ed essi, udito ciò, e ripresi dalla loro coscienza, si misero ad uscire ad uno ad uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo.E Gesù, rizzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: Donna, dove sono que’ tuoi accusatori? Nessuno t’ha condannata?Ed ella rispose: Nessuno, Signore. E Gesù le disse: Neppure io ti condanno; va’ e non peccar più.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER218
Il Messia Gesù è la luce del mondo
Durante la festa di Sukkot a Gerusalemme, Gesù si proclama «luce del mondo» (Giovanni 8.12-58), inserendosi nel simbolismo delle grandi illuminazioni del Tempio. Rivela progressivamente la sua identità divina attraverso dibattiti con i farisei, che culminano nella formula «Prima che Abramo fosse, IO SONO», affermazione esplicita della sua preesistenza e della sua divinità. Credere in lui significa entrare nella luce, nella verità e nella vita eterna.
Giovanni 8.31-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù allora prese a dire a que’ Giudei che aveano creduto in lui: Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi.Essi gli risposero: noi siamo progenie d’Abramo, e non siamo mai stati schiavi di alcuno; come puoi tu dire: Voi diverrete liberi?Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato.Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figliuolo vi dimora per sempre.Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER219
Tentato omicidio
Nell'ultimo giorno di una festa a Gerusalemme (13 ottobre 32), i farisei tentano di lapidare il Messia Gesù dopo le sue proclamazioni sulla sua origine divina. Gesù sfugge alla morte nascondendosi tra i suoi discepoli e lascia la città. Probabilmente si ritira a Betania, al di là del Giordano. Solo Giovanni riporta questo episodio, fondato su Giovanni 8,59.
Giovanni 8.59 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose ed uscì dal tempio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER220
Il Messia Gesù manda 70 discepoli
Gesù manda settanta discepoli in missione di evangelizzazione (Luca 10.1-16), un evento unico nei vangeli. Da Betania, al di là del Giordano, verso novembre dell'anno 32, estende la sua missione oltre i Dodici. Le istruzioni ricordano quelle date agli apostoli, con una portata più universale. Gesù avverte del rischio del rifiuto e condanna la cecità delle città galilee di Corazin, Betsaida e Cafarnao.
Marco 6.6-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E si maravigliava della loro incredulità. E andava attorno per i villaggi circostanti, insegnando.Poi chiamò a sé i dodici e cominciò a mandarli a due a due; e dette loro potestà sugli spiriti immondi.E comandò loro di non prender nulla per viaggio, se non un bastone soltanto; non pane, non sacca, non danaro nella cintura:ma di calzarsi di sandali e di non portar tunica di ricambio.E diceva loro: Dovunque sarete entrati in una casa, trattenetevi quivi, finché non ve ne andiate di là;e se in qualche luogo non vi ricevono né v’ascoltano, andandovene di là, scotetevi la polvere di sotto ai piedi; e ciò serva loro di testimonianza.E partiti, predicavano che la gente si ravvedesse;cacciavano molti demoni, ungevano d’olio molti infermi e li guarivano.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER222
Il buon samaritano
La pericope PER222 presenta la parabola del buon Samaritano (Luca 10.25-37), raccontata da Gesù in risposta a un dottore della Legge che voleva tendergli una trappola. Ambientata a Betania, al di là del Giordano, nel novembre dell'anno 32, questa parabola insegna che il vero «prossimo» non è definito dalla religione o dalla cultura, ma dall'atto di misericordia. Il Samaritano disprezzato diventa il modello della compassione, figura simbolica dello stesso Messia che viene in soccorso dell'umanità ferita.
Luca 10.25-37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed ecco, un certo dottor della legge si levò per metterlo alla prova, e gli disse: Maestro, che dovrò fare per eredar la vita eterna?Ed egli gli disse: Nella legge che sta scritto? Come leggi?E colui, rispondendo, disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l’anima tua, e con tutta la forza tua, e con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso.E Gesù gli disse: Tu hai risposto rettamente; fa, questo, e vivrai.Ma colui, volendo giustificarsi, disse a Gesù: E chi è il mio prossimo?Gesù, replicando, disse: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s’imbatté in ladroni i quali, spogliatolo e feritolo, se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.Or, per caso, un sacerdote scendeva per quella stessa via; e veduto colui, passò oltre dal lato opposto.Così pure un levita, giunto a quel luogo e vedutolo, passò oltre dal lato opposto.Ma un Samaritano che era in viaggio giunse presso a lui; e vedutolo, n’ebbe pietà;e accostatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra dell’olio e del vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo menò ad un albergo e si prese cura di lui.E il giorno dopo, tratti fuori due denari, li diede all’oste e gli disse: Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, quando tornerò in su, te lo renderò.Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s’imbatté ne’ ladroni?E quello rispose: Colui che gli usò misericordia. E Gesù gli disse: Va’, e fa’ tu il simigliante.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER223
Il Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria
Luca 10.38-42 racconta la visita del Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria, verso la fine di novembre o l’inizio di dicembre del 32 d.C. Situato a 3 km da Gerusalemme, questo villaggio accoglie Gesù in un contesto di relativa calma: i farisei hanno cambiato strategia, preferendo raccogliere testimonianze a carico piuttosto che agire con violenza. Luca è l’unico evangelista a menzionare questo episodio.
Giovanni 11.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Betania non distava da Gerusalemme che circa quindici stadi;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER224
Istruzione sulla preghiera
La pericope PER224 presenta l’istruzione di Gesù sulla preghiera, impartita sul monte degli Ulivi nel dicembre dell’anno 32. Basandosi su Matteo 6.9-13 e Luca 11.1-4, esamina il Padre nostro in due contesti distinti. Luca colloca l’episodio vicino a Gerusalemme, dopo la visita a Betania e prima della guarigione di un indemoniato. I discepoli, alcuni dei quali avevano seguito Giovanni Battista, chiedono a Gesù di insegnare loro a pregare.
Luca 11.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma alcuni di loro dissero: E’ per l’aiuto di Beelzebub, principe dei demoni, ch’egli caccia i demoni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER225
La parabola dell’amico importuno
La parabola dell’amico importuno (Luca 11.5-13), propria del Vangelo di Luca, fa seguito all’insegnamento del Padre nostro. In essa Gesù insegna la perseveranza nella preghiera: se un amico finisce per cedere all’insistenza, quanto più generosamente Dio donerà a coloro che lo pregano con fede, offrendo persino lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono.
Matteo 7.7-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto;perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia.E qual è l’uomo fra voi, il quale, se il figliuolo gli chiede un pane gli dia una pietra?Oppure se gli chiede un pesce gli dia un serpente?Se dunque voi che siete malvagi, sapete dar buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il Padre vostro che è ne’ cieli darà egli cose buone a coloro che gliele domandano!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER226
Il Messia Gesù contestato dopo un miracolo
A Gerusalemme, dopo aver guarito un indemoniato muto, il Messia Gesù è contestato da avversari che attribuiscono il suo potere a Beelzebul e reclamano un nuovo segno. Egli risponde con argomenti logici e spirituali, cita il segno di Giona, orienta una lode verso l’obbedienza alla Parola e conclude con una metafora sulla luce interiore. Questo discorso, riportato soltanto da Luca (11.14-36), illustra due atteggiamenti opposti di fronte al Messia: la fede autentica e il rifiuto incredulo.
Luca 11.33-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Nessuno, quand’ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio; anzi la mette sul candeliere, affinché coloro che entrano veggano la luce.La lampada del tuo corpo è l’occhio; se l’occhio tuo è sano, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è viziato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.Guarda dunque che la luce che è in te non sia tenebre.Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senz’aver parte alcuna tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t’illumina col suo splendore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER227
L'invito a casa di un fariseo
La pericope 227 racconta l'invito rivolto al Messia Gesù da un fariseo per un pasto, riferito soltanto da Luca (Lc 11.37). Lungi dall'essere benevolo, questo invito sembra una trappola orchestrata per raccogliere accuse contro Gesù davanti a dei testimoni. Consapevole della posta in gioco, Gesù accetta comunque l'invito, forte di una sicurezza spirituale che la sua ora non era ancora venuta. L'evento si colloca probabilmente a Gerusalemme, durante un viaggio che Gesù intraprende nonostante le minacce delle autorità religiose.
Giovanni 8.59 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose ed uscì dal tempio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER228
Il giudizio dei religiosi e i rimproveri del Messia Gesù
Durante un pasto in casa di un fariseo a Gerusalemme (fine 32), Gesù pronuncia severi rimproveri contro i farisei e i dottori della legge. Luca 11,38-54, unico vangelo a narrare questo episodio, descrive un'atmosfera ostile in cui le autorità religiose cercano prove per condannare Gesù. Le sue parole taglienti sono in realtà un appello alla conversione, ignorato da uomini accecati dall'orgoglio.
Luca 7.45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Tu non m’hai dato alcun bacio; ma ella, da che sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER229
Il ricordo del massacro dei Galilei da parte di Pilato
La pericope PER229 (Luca 13,1-5) racconta come alcuni testimoni di un pasto fariseo interpellino Gesù riguardo al massacro di Galilei compiuto da Pilato. Gesù rifiuta di vedervi una punizione divina e invita al pentimento personale, citando anche il crollo della torre di Siloe. Insegna che la morte è la sorte comune di tutti e che solo il pentimento apre l'accesso al Regno di Dio.
Luca 13.2-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù, rispondendo, disse loro: Pensate voi che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei perché hanno sofferto tali cose?No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER230
La parabola del fico sterile
La parabola del fico sterile (Luca 13.6-9), riportata soltanto da Luca, illustra la pazienza di Dio e l’urgenza della conversione. Gesù avverte che ogni discepolo privo di frutto spirituale rischia il giudizio, sottolineando al tempo stesso che Dio concede un ulteriore tempo di grazia. Questo testo si colloca in continuità con Luca 13.1-5 e porta un duplice messaggio: solenne avvertimento e misericordia divina.
Giovanni 19.38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma occulto per timore de’ Giudei, chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e tolse il corpo di Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER231
Guarigione di una donna nel giorno di sabato
La pericope 231 narra la guarigione, da parte di Gesù, di una donna inferma da diciotto anni, in giorno di sabato, in una sinagoga di Gerusalemme (Luca 13.10-17). Questo gesto suscita l'indignazione delle autorità religiose, che Gesù confonde mettendo in luce le loro contraddizioni. La folla, invece, ammira e glorifica Dio. L'episodio illustra la tensione tra la tradizione farisaica e l'applicazione autentica della legge divina, mettendo in evidenza al tempo stesso la fede perseverante di questa donna.
Giovanni 9.1-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E passando vide un uomo ch’era cieco fin dalla nascita.E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?Gesù rispose: Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.Bisogna che io compia le opere di Colui che mi ha mandato, mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare.Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo.Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco,e gli disse: Va’, làvati nella vasca di Siloe (che significa: mandato). Egli dunque andò e si lavò, e tornò che ci vedeva.Perciò i vicini e quelli che per l’innanzi l’avean veduto, perché era mendicante, dicevano: Non è egli quello che stava seduto a chieder l’elemosina?Gli uni dicevano: E’ lui. Altri dicevano: No, ma gli somiglia. Egli diceva: Son io.Allora essi gli domandarono: Com’è che ti sono stati aperti gli occhi?Egli rispose: Quell’uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: Vattene a Siloe e làvati. Io quindi sono andato, e mi son lavato e ho ricuperato la vista.Ed essi gli dissero: Dov’è costui? Egli rispose: Non so.Menarono a’ Farisei colui ch’era stato cieco.Or era in giorno di sabato che Gesù avea fatto il fango e gli avea aperto gli occhi.I Farisei dunque gli domandaron di nuovo anch’essi com’egli avesse ricuperata la vista. Ed egli disse loro: Egli mi ha messo del fango sugli occhi, mi son lavato, e ci veggo.Perciò alcuni dei Farisei dicevano: Quest’uomo non è da Dio perché non osserva il sabato. Ma altri dicevano: Come può un uomo peccatore far tali miracoli? E v’era disaccordo fra loro.Essi dunque dissero di nuovo al cieco: E tu, che dici di lui, dell’averti aperto gli occhi? Egli rispose: E’ un profeta.I Giudei dunque non credettero di lui che fosse stato cieco e avesse ricuperata la vista, finché non ebbero chiamati i genitori di colui che avea ricuperata la vista,e li ebbero interrogati così: E’ questo il vostro figliuolo che dite esser nato cieco? Com’è dunque che ora ci vede?I suoi genitori risposero: Sappiamo che questo è nostro figliuolo, e che è nato cieco;ma come ora ci veda, non sappiamo; né sappiamo chi gli abbia aperti gli occhi; domandatelo a lui; egli è d’età; parlerà lui di sé.Questo dissero i suoi genitori perché avean paura de’ Giudei; poiché i Giudei avean già stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla sinagoga.Per questo dissero i suoi genitori: Egli è d’età, domandatelo a lui.Essi dunque chiamarono per la seconda volta l’uomo ch’era stato cieco, e gli dissero: Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quell’uomo è un peccatore.Egli rispose: S’egli sia un peccatore, non so, una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo.Essi allora gli dissero: Che ti fece egli? Come t’aprì gli occhi?Egli rispose loro: Ve l’ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse anche voi diventar suoi discepoli?Essi l’ingiuriarono e dissero: Sei tu discepolo di costui; ma noi siam discepoli di Mosè.Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma quant’è a costui, non sappiamo di dove sia.Quell’uomo rispose e disse loro: Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure, m’ha aperto gli occhi!Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio verso Dio e fa la sua volontà, quello egli esaudisce.Da che mondo è mondo non s’è mai udito che uno abbia aperto gli occhi ad un cieco nato.Se quest’uomo non fosse da Dio, non potrebbe far nulla.Essi risposero e gli dissero: Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi? E lo cacciaron fuori.Gesù udì che l’avean cacciato fuori; e trovatolo gli disse: Credi tu nel Figliuol di Dio?Colui rispose: E chi è egli, Signore, perché io creda in lui?Gesù gli disse: Tu l’hai già veduto; e quei che parla teco, è lui.Ed egli disse: Signore, io credo. E gli si prostrò dinanzi.E Gesù disse: Io son venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi.E quelli de’ Farisei che eran con lui udirono queste cose e gli dissero: Siamo ciechi anche noi?Gesù rispose loro: Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER232
Il granello di senape e il lievito
La pericope PER232 presenta le due parabole gemelle del granello di senape e del lievito (Luca 13.18-21). Pronunciate vicino a una sinagoga di Gerusalemme di sabato, illustrano la natura del regno di Dio: inizia in modo umile, cresce con potenza e agisce in modo nascosto ma trasformante. Queste due immagini complementari invitano a cogliere la crescita discreta e irresistibile del regno di Dio nel mondo.
Marco 4.30-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Diceva ancora: A che assomiglieremo il regno di Dio, o con qual parabola lo rappresenteremo?Esso è simile ad un granello di senapa, il quale, quando lo si semina in terra, è il più piccolo di tutti i semi che son sulla terra;ma quando è seminato, cresce e diventa maggiore di tutti i legumi; e fa de’ rami tanto grandi, che all’ombra sua possono ripararsi gli uccelli del cielo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER233
Insegnamenti del Messia Gesù sulla strada per Gerusalemme
La pericope PER233 racconta gli insegnamenti di Gesù durante il suo viaggio verso Gerusalemme, riferiti soltanto da Luca (Lc 13.22-33), nel dicembre dell'anno 32. Gesù attraversa città e villaggi, insegnando sulla porta stretta e sul Regno di Dio. L'articolo inquadra questi molteplici viaggi tra Betania e Gerusalemme, in un clima di crescente tensione con i farisei ed Erode Antipa.
Luca 13.32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed egli disse loro: Andate a dire a quella volpe: Ecco, io caccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno giungo al mio termine.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER234
Lamento su Gerusalemme
Il Lamento su Gerusalemme (Mt 23.37-39; Lc 13.34-35) mostra Gesù che piange sulla città santa, pochi giorni prima della sua Passione. Attraverso la metafora della gallina che protegge i suoi pulcini, esprime l’amore divino rifiutato, condanna l’uccisione dei profeti e annuncia la desolazione del Tempio, lasciando tuttavia aperta una speranza di riconciliazione finale.
Salmi 48.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Canto. Salmo de’ figliuoli di Core. Grande è l’Eterno e lodato altamente nella città dell’Iddio nostro, sul monte della sua santità.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER235
Pasto in casa di un fariseo
La pericope PER235 racconta il pasto di Gesù in casa di un capo dei farisei di sabato (Luca 14.1), in un contesto di crescente scontro. I farisei cercano di raccogliere prove contro di lui per il Sinedrio. Nonostante le tensioni, Gesù accetta l'invito, mantiene le sue posizioni e corregge i loro insegnamenti. Luca è l'unico evangelista a riportare questo episodio, verosimilmente collocato nel pasto del sabato a mezzogiorno.
Deuteronomio 19.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Un solo testimone non sarà sufficiente contro ad alcuno, qualunque sia il delitto o il peccato che questi abbia commesso; il fatto sarà stabilito sulla deposizione di due o di tre testimoni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER236
Guarigione di un uomo affetto da idropisia
Un uomo affetto da idropisia viene guarito dal Messia Gesù durante un pasto sabbatico in casa di un fariseo a Gerusalemme. Davanti agli esperti della legge, Gesù pone una domanda sulla liceità di guarire di sabato, poi agisce senza attendere la loro risposta. I suoi interlocutori, incapaci di replicare, restano in silenzio. Luca è l'unico evangelista a riferire questo episodio (Luca 14.2-6), datato 4 dicembre dell'anno 32 d.C.
Luca 14.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù prese a dire ai dottori della legge ed ai Farisei: E’ egli lecito o no far guarigioni in giorno di sabato? Ma essi tacquero.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER237
Parabola dell'invitato presuntuoso
La parabola dell'invitato presuntuoso (Luca 14.7-14), tramandata solo da Luca, si svolge in casa di uno dei capi dei farisei a Gerusalemme. Gesù vi insegna l'umiltà, invitando a scegliere l'ultimo posto anziché il primo, e la generosità disinteressata, incoraggiando a invitare i poveri e gli esclusi anziché coloro che possono ricambiare. Questi due insegnamenti illustrano i valori fondamentali del Regno di Dio: l'onore viene da Dio, non da se stessi, e il vero dono sarà ricompensato alla risurrezione dei giusti.
Matteo 20.28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :appunto come il Figliuol dell’uomo non è venuto per esser servito ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per molti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER238
L'esigente consacrazione del discepolo
La pericope 238 riporta un insegnamento esclusivo di Luca (14.25-27) sulle esigenze del discepolato. Sulla strada per Betania, dopo il 4 dicembre del 32, il Messia Gesù si rivolge a una grande folla: seguire il Messia significa dargli la priorità assoluta su ogni relazione umana ('odiare' in senso semitico) e accettare di portare la propria croce, cioè abbracciare sofferenza e rifiuto per restare fedeli. Un impegno totale, senza compromessi.
Matteo 10.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER240
La parabola del re che si prepara alla guerra
La parabola del re che si prepara alla guerra (Luca 14.31-33), riportata soltanto da Luca, illustra le esigenze del discepolato. Di fronte a un avversario due volte più potente, un re sceglie la trattativa anziché il combattimento. Allo stesso modo, seguire Gesù, il Messia, esige lucidità, umiltà e totale rinuncia a se stessi. Luca inserisce questo insegnamento in una serie tematica sul prezzo della vita cristiana, prima della festa della Dedicazione del dicembre del 32 d.C.
Luca 13-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato coi loro sacrifici.E Gesù, rispondendo, disse loro: Pensate voi che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei perché hanno sofferto tali cose?No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete.O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate voi che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete.Disse pure questa parabola: Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna; e andò a cercarvi del frutto, e non ne trovò.Disse dunque al vignaiuolo: Ecco, sono ormai tre anni che vengo a cercar frutto da questo fico, e non ne trovo; taglialo; perché sta lì a rendere improduttivo anche il terreno?Ma l’altro, rispondendo, gli disse: Signore, lascialo ancora quest’anno, finch’io l’abbia scalzato e concimato;e forse darà frutto in avvenire; se no, lo taglierai.Or egli stava insegnando in una delle sinagoghe in giorno di sabato.Ed ecco una donna, che da diciotto anni aveva uno spirito d’infermità, ed era tutta curvata e incapace di raddrizzarsi in alcun modo.E Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: Donna, tu sei liberata dalla tua infermità.E pose le mani su lei, ed ella in quell’istante fu raddrizzata e glorificava Iddio.Or il capo della sinagoga, sdegnato che Gesù avesse fatta una guarigione in giorno di sabato, prese a dire alla moltitudine: Ci son sei giorni ne’ quali s’ha da lavorare; venite dunque in quelli a farvi guarire, e non in giorno di sabato.Ma il Signore gli rispose e disse: Ipocriti, non scioglie ciascun di voi, di sabato, il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia per menarlo a bere?E costei, ch’è figliuola d’Abramo, e che Satana avea tenuta legata per ben diciott’anni, non doveva esser sciolta da questo legame in giorno di sabato?E mentre diceva queste cose, tutti i suoi avversari erano confusi, e tutta la moltitudine si rallegrava di tutte le opere gloriose da lui compiute.Diceva dunque: A che è simile il regno di Dio, e a che l’assomiglierò io?Esso è simile ad un granel di senapa che un uomo ha preso e gettato nel suo orto; ed è cresciuto ed è divenuto albero; e gli uccelli del cielo si son riparati sui suoi rami.E di nuovo disse: A che assomiglierò il regno di Dio?Esso è simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, finché tutta sia lievitata.Ed egli attraversava man mano le città ed i villaggi, insegnando, e facendo cammino verso Gerusalemme.E un tale gli disse: Signore, son pochi i salvati?Ed egli disse loro: Sforzatevi d’entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno d’entrare e non potranno.Da che il padron di casa si sarà alzato ed avrà serrata la porta, e voi, stando di fuori, comincerete a picchiare alla porta, dicendo: Signore, aprici, egli, rispondendo, vi dirà: Io non so d’onde voi siate.Allora comincerete a dire: Noi abbiam mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze!Ed egli dirà: Io vi dico che non so d’onde voi siate; dipartitevi da me voi tutti operatori d’iniquità.Quivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti, quando vedrete Abramo e Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e che voi ne sarete cacciati fuori.E ne verranno d’oriente e d’occidente, e da settentrione e da mezzogiorno, che si porranno a mensa nel regno di Dio.Ed ecco, ve ne son degli ultimi che saranno primi, e de’ primi che saranno ultimi.In quello stesso momento vennero alcuni Farisei a dirgli: Parti, e vattene di qui, perché Erode ti vuol far morire.Ed egli disse loro: Andate a dire a quella volpe: Ecco, io caccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno giungo al mio termine.D’altronde, bisogna ch’io cammini oggi e domani e posdomani, perché non può essere che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti son mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta. E io vi dico che non mi vedrete più, finché venga il giorno che diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!E avvenne che, essendo egli entrato in casa di uno de’ principali Farisei in giorno di sabato per prender cibo, essi lo stavano osservando.Ed ecco, gli stava dinanzi un uomo idropico.E Gesù prese a dire ai dottori della legge ed ai Farisei: E’ egli lecito o no far guarigioni in giorno di sabato? Ma essi tacquero.Allora egli, presolo, lo guarì e lo licenziò.Poi disse loro: Chi di voi, se un figliuolo od un bue cade in un pozzo, non lo trae subito fuori in giorno di sabato?Ed essi non potevano risponder nulla in contrario.Notando poi come gl’invitati sceglievano i primi posti, disse loro questa parabola:Quando sarai invitato a nozze da qualcuno, non ti mettere a tavola al primo posto, che talora non sia stato invitato da lui qualcuno più ragguardevole di te,e chi ha invitato te e lui non venga a dirti: Cedi il posto a questo! e tu debba con tua vergogna cominciare allora ad occupare l’ultimo posto.Ma quando sarai invitato, va a metterti all’ultimo posto, affinché quando colui che t’ha invitato verrà, ti dica: Amico, sali più in su. Allora ne avrai onore dinanzi a tutti quelli che saran teco a tavola.Poiché chiunque s’innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato.E diceva pure a colui che lo aveva invitato: Quando fai un desinare o una cena, non chiamare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi; che talora anch’essi non t’invitino, e ti sia reso il contraccambio;ma quando fai un convito, chiama i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi;e sarai beato, perché non hanno modo di rendertene il contraccambio; ma il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de’ giusti.Or uno de’ commensali, udite queste cose, gli disse: Beato chi mangerà del pane nel regno di Dio!Ma Gesù gli disse: Un uomo fece una gran cena e invitò molti;e all’ora della cena mandò il suo servitore a dire agl’invitati: Venite, perché tutto è già pronto.E tutti, ad una voce, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Ho comprato un campo e ho necessità d’andarlo a vedere; ti prego, abbimi per iscusato.E un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi, e vado a provarli; ti prego, abbimi per iscusato.E un altro disse: Ho preso moglie, e perciò non posso venire.E il servitore, tornato, riferì queste cose al suo signore. Allora il padron di casa, adiratosi, disse al suo servitore: Va’ presto per le piazze e per le vie della città, e mena qua i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi.Poi il servitore disse: Signore, s’è fatto come hai comandato, e ancora c’è posto.E il signore disse al servitore: Va’ fuori per le strade e lungo le siepi, e costringili ad entrare, affinché la mia casa sia piena.Perché io vi dico che nessuno di quegli uomini ch’erano stati invitati assaggerà la mia cena.Or molte turbe andavano con lui; ed egli, rivoltosi, disse loro:Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo.E chi non porta la sua croce e non vien dietro a me, non può esser mio discepolo.Infatti chi è fra voi colui che, volendo edificare una torre, non si metta prima a sedere e calcoli la spesa per vedere se ha da poterla finire?Che talora, quando ne abbia posto il fondamento e non la possa finire, tutti quelli che la vedranno prendano a beffarsi di lui, dicendo:Quest’uomo ha cominciato a edificare e non ha potuto finire.Ovvero, qual è il re che, partendo per muover guerra ad un altro re, non si metta prima a sedere ed esamini se possa con diecimila uomini affrontare colui che gli vien contro con ventimila?Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un’ambasciata e chiede di trattar la pace.Così dunque ognun di voi che non rinunzi a tutto quello che ha, non può esser mio discepolo.Il sale, certo, è buono; ma se anche il sale diventa insipido, con che gli si darà sapore?Non serve né per terra, né per concime; lo si butta via. Chi ha orecchi da udire, oda.Or tutti i pubblicani e i peccatori s’accostavano a lui per udirlo.E così i Farisei come gli scribi mormoravano, dicendo: Costui accoglie i peccatori e mangia con loro.Ed egli disse loro questa parabola:Chi è l’uomo fra voi, che, avendo cento pecore, se ne perde una, non lasci le novantanove nel deserto e non vada dietro alla perduta finché non l’abbia ritrovata?E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle;e giunto a casa, chiama assieme gli amici e i vicini, e dice loro: Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la mia pecora ch’era perduta.Io vi dico che così vi sarà in cielo più allegrezza per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti i quali non han bisogno di ravvedimento.Ovvero, qual è la donna che avendo dieci dramme, se ne perde una, non accenda un lume e non spazzi la casa e non cerchi con cura finché non l’abbia ritrovata?E quando l’ha trovata, chiama assieme le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.Così, vi dico, v’è allegrezza dinanzi agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede.Disse ancora: Un uomo avea due figliuoli;e il più giovane di loro disse al padre: Padre, dammi la parte de’ beni che mi tocca. Ed egli spartì fra loro i beni.E di li a poco, il figliuolo più giovane, messa insieme ogni cosa, se ne partì per un paese lontano, e quivi dissipò la sua sostanza, vivendo dissolutamente.E quand’ebbe speso ogni cosa, una gran carestia sopravvenne in quel paese, sicché egli cominciò ad esser nel bisogno.E andò, e si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi, a pasturare i porci.Ed egli avrebbe bramato empirsi il corpo de’ baccelli che i porci mangiavano, ma nessuno gliene dava.Ma rientrato in sé, disse: Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza, ed io qui mi muoio di fame!Io mi leverò e me n’andrò a mio padre, e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te:non son più degno d’esser chiamato tuo figliuolo; trattami come uno de’ tuoi servi.Egli dunque si levò e venne a suo padre; ma mentr’egli era ancora lontano, suo padre lo vide e fu mosso a compassione, e corse, e gli si gettò al collo, e lo baciò e ribaciò.E il figliuolo gli disse: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te; non son più degno d’esser chiamato tuo figliuolo.Ma il padre disse ai suoi servitori: Presto, portate qua la veste più bella e rivestitelo, e mettetegli un anello al dito e de’ calzari a’ piedi;e menate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, e mangiamo e rallegriamoci,perché questo mio figliuolo era morto, ed è tornato a vita; era perduto, ed è stato ritrovato. E si misero a far gran festa.Or il figliuolo maggiore era a’ campi; e come tornando fu vicino alla casa, udì la musica e le danze.E chiamato a sé uno de’ servitori, gli domandò che cosa ciò volesse dire.Quello gli disse: E’ giunto tuo fratello, e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato, perché l’ha riavuto sano e salvo.Ma egli si adirò e non volle entrare; onde suo padre uscì fuori e lo pregava d’entrare.Ma egli, rispondendo, disse al padre: Ecco, da tanti anni ti servo, e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto da far festa con i miei amici;ma quando è venuto questo tuo figliuolo che ha divorato i tuoi beni con le meretrici, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato.E il padre gli disse: Figliuolo, tu sei sempre meco, ed ogni cosa mia è tua;ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto, ed è tornato a vita; era perduto, ed è stato ritrovato.Gesù diceva ancora ai suoi discepoli: V’era un uomo ricco che avea un fattore, il quale fu accusato dinanzi a lui di dissipare i suoi beni.Ed egli lo chiamò e gli disse: Che cos’è questo che odo di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché tu non puoi più esser mio fattore.E il fattore disse fra sé: Che farò io, dacché il padrone mi toglie l’amministrazione? A zappare non son buono; a mendicare mi vergogno.So bene quel che farò, affinché, quando dovrò lasciare l’amministrazione, ci sia chi mi riceva in casa sua.Chiamati quindi a se ad uno ad uno i debitori del suo padrone, disse al primo:Quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento bati d’olio. Egli disse: Prendi la tua scritta, siedi, e scrivi presto: Cinquanta.Poi disse ad un altro: E tu, quanto devi? Quello rispose: Cento cori di grano. Egli disse: Prendi la tua scritta, e scrivi: Ottanta.E il padrone lodò il fattore infedele perché aveva operato con avvedutezza; poiché i figliuoli di questo secolo, nelle relazioni con que’ della loro generazione, sono più accorti dei figliuoli della luce.Ed io vi dico: Fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste; affinché, quand’esse verranno meno, quelli vi ricevano ne’ tabernacoli eterni.Chi è fedele nelle cose minime, è pur fedele nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è pure ingiusto nelle grandi.Se dunque non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà le vere?E se non siete stati fedeli nell’altrui, chi vi darà il vostro?Nessun domestico può servire a due padroni: perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona.Or i Farisei, che amavano il danaro, udivano tutte queste cose e si facean beffe di lui.Ed egli disse loro: Voi siete quelli che vi proclamate giusti dinanzi agli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori; poiché quel che è eccelso fra gli uomini, è abominazione dinanzi a Dio.La legge ed i profeti hanno durato fino a Giovanni; da quel tempo è annunziata la buona novella del regno di Dio, ed ognuno v’entra a forza.Più facile è che passino cielo e terra, che un apice solo della legge cada.Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio.Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente;e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri,e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri.Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito.E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno;ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma.Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato.E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di la si passi da noi.Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre,perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento.Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli.Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno.Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse.Disse poi ai suoi discepoli: E’ impossibile che non avvengano scandali: ma guai a colui per cui avvengono!Meglio per lui sarebbe che una macina da mulino gli fosse messa al collo e fosse gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare un solo di questi piccoli.Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli.E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli.Allora gli apostoli dissero al Signore: Aumentaci la fede.E il Signore disse: Se aveste fede quant’è un granel di senapa, potreste dire a questo moro: Sradicati e trapiantati nel mare, e vi ubbidirebbe.Or chi di voi, avendo un servo ad arare o pascere, quand’ei torna a casa dai campi, gli dirà: Vieni presto a metterti a tavola?Non gli dirà invece: Preparami la cena, e cingiti a servirmi finch’io abbia mangiato e bevuto, e poi mangerai e berrai tu?Si ritiene egli forse obbligato al suo servo perché ha fatto le cose comandategli?Così anche voi, quand’avrete fatto tutto ciò che v’è comandato, dite: Noi siamo servi inutili; abbiam fatto quel ch’eravamo in obbligo di fare.Ed avvenne che, nel recarsi a Gerusalemme, egli passava sui confini della Samaria e della Galilea.E come entrava in un certo villaggio, gli si fecero incontro dieci uomini lebbrosi, i quali, fermatisi da lontano,alzaron la voce dicendo: Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!E, vedutili, egli disse loro: Andate a mostrarvi a’ sacerdoti. E avvenne che, mentre andavano, furon mondati.E uno di loro, vedendo che era guarito, tornò indietro, glorificando Iddio ad alta voce;e si gettò ai suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo; e questo era un Samaritano.Gesù, rispondendo, disse: I dieci non sono stati tutti mondati? E i nove altri dove sono?Non si è trovato alcuno che sia tornato per dar gloria a Dio fuor che questo straniero?E gli disse: Lèvati e vattene: la tua fede t’ha salvato.Interrogato poi dai Farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro dicendo: Il regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi; né si dirà:Eccolo qui, o eccolo là; perché ecco, il regno di Dio è dentro di voi.Disse pure ai suoi discepoli: Verranno giorni che desidererete vedere uno de’ giorni del Figliuol dell’uomo, e non lo vedrete.E vi si dirà: Eccolo là, eccolo qui; non andate, e non li seguite;perché com’è il lampo che balenando risplende da un’estremità all’altra del cielo, così sarà il Figliuol dell’uomo nel suo giorno.Ma prima bisogna ch’e’ soffra molte cose, e sia reietto da questa generazione.E come avvenne ai giorni di Noè, così pure avverrà a’ giorni del Figliuol dell’uomo.Si mangiava, si beveva, si prendea moglie, s’andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio che li fece tutti perire.Nello stesso modo che avvenne anche ai giorni di Lot; si mangiava, si beveva, si comprava, si vendeva, si piantava, si edificava;ma nel giorno che Lot uscì di Sodoma, piovve dal cielo fuoco e zolfo, che li fece tutti perire.Lo stesso avverrà nel giorno che il Figliuol dell’uomo sarà manifestato.In quel giorno, chi sarà sulla terrazza ed avrà la sua roba in casa, non scenda a prenderla; e parimente, chi sarà nei campi non torni indietro.Ricordatevi della moglie di Lot.Chi cercherà di salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà, la preserverà.Io ve lo dico: In quella notte, due saranno in un letto; l’uno sarà preso, e l’altro lasciato.Due donne macineranno assieme; l’una sarà presa, e l’altra lasciata.Due uomini saranno ai campi, l’uno sarà preso e l’altro lasciato.I discepoli risposero: Dove sarà, Signore? Ed egli disse loro: Dove sarà il corpo, ivi anche le aquile si raduneranno.Propose loro ancora questa parabola per mostrare che doveano del continuo pregare e non stancarsi.In una certa città v’era un giudice, che non temeva Iddio né avea rispetto per alcun uomo;e in quella città vi era una vedova, la quale andava da lui dicendo: Fammi giustizia del mio avversario.Ed egli per un tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé: benché io non tema Iddio e non abbia rispetto per alcun uomo,pure, poiché questa vedova mi dà molestia, le farò giustizia, che talora, a forza di venire, non finisca col rompermi la testa.E il Signore disse: Ascoltate quel che dice il giudice iniquo.E Dio non farà egli giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui, e sarà egli tardo per loro?Io vi dico che farà loro prontamente giustizia. Ma quando il Figliuol dell’uomo verrà, troverà egli la fede sulla terra?E disse ancora questa parabola per certuni che confidavano in se stessi di esser giusti e disprezzavano gli altri:Due uomini salirono al tempio per pregare; l’uno Fariseo, e l’altro pubblicano.Il Fariseo, stando in piè, pregava così dentro di sé: O Dio, ti ringrazio ch’io non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri; né pure come quel pubblicano.Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quel che posseggo.Ma il pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure alzar gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore!Io vi dico che questi scese a casa sua giustificato, piuttosto che quell’altro; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato.Or gli recavano anche i bambini, perché li toccasse; ma i discepoli, veduto questo, sgridavano quelli che glieli recavano.Ma Gesù chiamò a sé i bambini, e disse: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me, e non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio.In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non entrerà punto in esso.E uno dei principali lo interrogò, dicendo: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna?E Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, salvo uno solo, cioè Iddio.Tu sai i comandamenti: Non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa testimonianza; onora tuo padre e tua madre.Ed egli rispose: Tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia giovinezza.E Gesù, udito questo, gli disse: Una cosa ti manca ancora; vendi tutto ciò che hai, e distribuiscilo ai poveri, e tu avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguitami.Ma egli, udite queste cose, ne fu grandemente attristato, perché era molto ricco.E Gesù, vedendolo a quel modo, disse: Quanto malagevolmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio!Poiché è più facile a un cammello passare per la cruna d’un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio.E quelli che udiron questo dissero: Chi dunque può esser salvato?Ma egli rispose: Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio.E Pietro disse: Ecco, noi abbiam lasciato le nostre case, e t’abbiam seguitato.Ed egli disse loro: Io vi dico in verità che non v’è alcuno che abbia lasciato casa, o moglie, o fratelli, o genitori, o figliuoli per amor del regno di Dio,il quale non ne riceva molte volte tanto in questo tempo, e nel secolo avvenire la vita eterna.Poi, presi seco i dodici, disse loro: Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e saranno adempiute rispetto al Figliuol dell’uomo tutte le cose scritte dai profeti;poiché egli sarà dato in man de’ Gentili, e sarà schernito ed oltraggiato e gli sputeranno addosso;e dopo averlo flagellato, l’uccideranno; ma il terzo giorno risusciterà.Ed essi non capirono nulla di queste cose; quel parlare era per loro oscuro, e non intendevano le cose dette loro.Or avvenne che com’egli si avvicinava a Gerico, un certo cieco sedeva presso la strada, mendicando;e, udendo la folla che passava, domandò che cosa fosse.E gli fecero sapere che passava Gesù il Nazareno.Allora egli gridò: Gesù figliuol di Davide, abbi pietà di me!E quelli che precedevano lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte: Figliuol di Davide, abbi pietà di me!E Gesù, fermatosi, comandò che gli fosse menato; e quando gli fu vicino, gli domandò:Che vuoi tu ch’io ti faccia? Ed egli disse: Signore, ch’io ricuperi la vista.E Gesù gli disse: Ricupera la vista; la tua fede t’ha salvato.E in quell’istante ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Iddio; e tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio.E Gesù, essendo entrato in Gerico, attraversava la città.Ed ecco, un uomo, chiamato per nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco,cercava di veder chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura.Allora corse innanzi, e montò sopra un sicomoro, per vederlo, perch’egli avea da passar per quella via.E come Gesù fu giunto in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: Zaccheo, scendi presto, perché oggi debbo albergare in casa tua.Ed egli s’affrettò a scendere e lo accolse con allegrezza.E veduto ciò, tutti mormoravano, dicendo: E’ andato ad albergare da un peccatore!Ma Zaccheo, presentatosi al Signore, gli disse: Ecco, Signore, la metà de’ miei beni la do ai poveri; e se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo.E Gesù gli disse: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figliuolo d’Abramo:poiché il Figliuol dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito.Or com’essi ascoltavano queste cose, Gesù aggiunse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio stesse per esser manifestato immediatamente.Disse dunque: Un uomo nobile se n’andò in un paese lontano per ricevere l’investitura d’un regno e poi tornare.E chiamati a sé dieci suoi servitori, diede loro dieci mine, e disse loro: Trafficate finch’io venga.Ma i suoi concittadini l’odiavano, e gli mandaron dietro un’ambasciata per dire: Non vogliamo che costui regni su noi.Ed avvenne, quand’e’ fu tornato, dopo aver ricevuto l’investitura del regno, ch’egli fece venire quei servitori ai quali avea dato il danaro, per sapere quanto ognuno avesse guadagnato, trafficando.Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate altre dieci.Ed egli gli disse: Va bene, buon servitore; poiché sei stato fedele in cosa minima, abbi podestà su dieci città.Poi venne il secondo, dicendo: La tua mina, signore, ha fruttato cinque mine.Ed egli disse anche a questo: E tu sii sopra cinque città.Poi ne venne un altro che disse: Signore, ecco la tua mina che ho tenuta riposta in un fazzoletto,perché ho avuto paura di te che sei uomo duro; tu prendi quel che non hai messo, e mieti quel che non hai seminato.E il padrone a lui: Dalle tue parole ti giudicherò, servo malvagio! Tu sapevi ch’io sono un uomo duro, che prendo quel che non ho messo e mieto quel che non ho seminato;e perché non hai messo il mio danaro alla banca, ed io, al mio ritorno, l’avrei riscosso con l’interesse?Poi disse a coloro ch’eran presenti: Toglietegli la mina, e date la a colui che ha le dieci mine.Essi gli dissero: Signore, egli ha dieci mine.Io vi dico che a chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.Quanto poi a quei miei nemici che non volevano che io regnassi su loro, menateli qua e scannateli in mia presenza.E dette queste cose, Gesù andava innanzi, salendo a Gerusalemme.E avvenne che come fu vicino a Betfage e a Betania presso al monte detto degli Ulivi, mandò due de’ discepoli, dicendo:Andate nella borgata dirimpetto, nella quale entrando, troverete legato un puledro d’asino, sopra il quale non è mai montato alcuno; scioglietelo e menatemelo.E se qualcuno vi domanda perché lo sciogliete, direte così: Il Signore ne ha bisogno.E quelli ch’erano mandati, partirono e trovarono le cose com’egli avea lor detto.E com’essi scioglievano il puledro, i suoi padroni dissero loro: Perché sciogliete il puledro?Essi risposero: Il Signore ne ha bisogno.E lo menarono a Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero montar Gesù.E mentre egli andava innanzi, stendevano i loro mantelli sulla via.E com’era già presso la città, alla scesa del monte degli Ulivi, tutta la moltitudine dei discepoli cominciò con allegrezza a lodare Iddio a gran voce per tutte le opere potenti che aveano vedute,dicendo: Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria ne’ luoghi altissimi!E alcuni de’ Farisei di tra la folla gli dissero: Maestro, sgrida i tuoi discepoli!Ed egli, rispondendo, disse: Io vi dico che se costoro si tacciono, le pietre grideranno.E come si fu avvicinato, vedendo la città, pianse su lei, dicendo:Oh se tu pure avessi conosciuto in questo giorno quel ch’è per la tua pace! Ma ora è nascosto agli occhi tuoi.Poiché verranno su te de’ giorni nei quali i tuoi nemici ti faranno attorno delle trincee, e ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte;e atterreranno te e i tuoi figliuoli dentro di te, e non lasceranno in te pietra sopra pietra, perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata.Poi, entrato nel tempio, cominciò a cacciar quelli che in esso vendevano,dicendo loro: Egli è scritto: La mia casa sarà una casa d’orazione, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladroni.Ed ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi sacerdoti e gli scribi e i primi fra il popolo cercavano di farlo morire;ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER241
L'immagine del sale insipido
L'articolo 'PER241 - L'immagine del sale insipido' analizza un passo di Luca 14:34-35, in cui Gesù insegna che i discepoli devono essere come il sale, essenziale e trasformatore. Se un discepolo perde il suo 'sapore' spirituale, diventa inutile, simile a un sale insipido. Questo insegnamento invita a un impegno attivo e duraturo nella vita spirituale.
Matteo 5.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Voi siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non ad esser gettato via e calpestato dagli uomini.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER250
La guarigione dei dieci lebbrosi
Questo articolo esplora la guarigione di dieci lebbrosi da parte di Gesù, con particolare attenzione alla riconoscenza e all'inclusione, in modo speciale attraverso un Samaritano. L'evento sottolinea la grazia divina e l'importanza della fede al di là delle divisioni etniche.
Luca 9.51 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, come s’avvicinava il tempo della sua assunzione, Gesù si mise risolutamente in via per andare a Gerusalemme.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER255
Guarigione di un cieco nato
Questo articolo esplora la guarigione di un cieco nato da parte di Gesù a Gerusalemme (Giovanni 9.1-34). La narrazione mette in evidenza la profondità teologica dell’evento, collegando simbolicamente le feste ebraiche alla missione di Gesù come luce del mondo. La guarigione sottolinea il messaggio spirituale e profetico del Vangelo secondo Giovanni.
Giovanni 7.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la festa de’ Giudei, detta delle Capanne, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER256
Il Messia Gesù afferma la propria Divinità
L'articolo tratta della guarigione, da parte di Gesù, di un uomo cieco dalla nascita, menzionata soltanto nel Vangelo di Giovanni. L'uomo è trasformato spiritualmente riconoscendo Gesù come il Messia. I farisei, al contrario, restano nella loro cecità spirituale rifiutando la luce di Gesù. Questo contrasto sottolinea che la vera visione nasce dall'umiltà e dall'apertura alla verità divina.
Giovanni 9.25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli rispose: S’egli sia un peccatore, non so, una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER257
Il Messia Gesù è il buon pastore
L'articolo esamina come Gesù si presenta come il buon pastore in Giovanni 10. Egli è la guida spirituale autentica, in contrasto con le false guide. Gesù annuncia una salvezza universale e invita ciascuno ad ascoltare la sua voce per trovare la vita spirituale.
Giovanni 10.1-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :In verità, in verità io vi dico che chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, esso è un ladro e un brigante.Ma colui che entra per la porta è pastore delle pecore.A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le mena fuori.Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei.Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono di che cosa parlasse loro.Onde Gesù di nuovo disse loro: In verità, in verità vi dico: Io sono la porta delle pecore.Tutti quelli che son venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.Io son la porta; se uno entra per me, sarà salvato, ed entrerà ed uscirà, e troverà pastura.Il ladro non viene se non per rubare e ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbian la vita e l’abbiano ad esuberanza.Io sono il buon pastore; il buon pastore mette la sua vita per le pecore.Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde.Il mercenario si dà alla fuga perché è mercenario e non si cura delle pecore.Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie mi conoscono,come il Padre mi conosce ed io conosco il Padre; e metto la mia vita per le pecore.Ho anche delle altre pecore, che non son di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore.Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita, per ripigliarla poi.Nessuno me la toglie, ma la depongo da me. Io ho podestà di deporla e ho podestà di ripigliarla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio.Nacque di nuovo un dissenso fra i Giudei a motivo di queste parole.E molti di loro dicevano: Egli ha un demonio ed è fuori di sé; perché l’ascoltate?Altri dicevano: Queste non son parole di un indemoniato. Può un demonio aprir gli occhi a’ ciechi?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER258
La festa della Dedicazione
L’articolo esplora la pericope 258, che descrive la festa della Dedicazione, in cui Gesù, pur minacciato dai farisei, si muove liberamente nel Tempio. L’analisi mette in luce il cambiamento di strategia dei farisei, che mirano ad azioni legali contro Gesù. Questo passo è centrale per comprendere la dinamica religiosa e sociale di questo periodo critico.
Giovanni 10.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER259
Domande dei religiosi sulla messianicità di Gesù
L'articolo analizza l'interazione tra Gesù e i religiosi sulla sua messianicità. Nonostante le loro intenzioni accusatorie, Gesù afferma di essere il Messia, e le sue opere lo testimoniano. Promette sicurezza e vita eterna ai suoi discepoli, sottolineando la sua unità con il Padre.
Levitico 24.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E chi bestemmia il nome dell’Eterno dovrà esser messo a morte; tutta la raunanza lo dovrà lapidare. Sia straniero o nativo del paese, quando bestemmi il nome dell’Eterno, sarà messo a morte.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER260
Tentativo di arresto
L'articolo esamina il tentativo di arresto di Gesù da parte delle autorità religiose giudaiche, secondo Giovanni 10.31-39. Accusato di bestemmia per le sue dichiarazioni divine, Gesù difende le sue opere come prova della sua missione divina. Cita la Scrittura per dimostrare la legittimità del suo ruolo e sfugge infine all'arresto perché la sua ora non era ancora venuta.
Salmi 82.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io ho detto: Voi siete dii, siete tutti figliuoli dell’Altissimo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER261
Partenza per Betania al di là del Giordano
L'articolo racconta il viaggio di Gesù da Gerusalemme a Betania, con tappe a Betania al di là del Giordano e a Gerico, dove compie miracoli. Deliberatamente ritardato, Gesù arriva e risuscita Lazzaro, scatenando una reazione delle autorità religiose.
Luca 18.35-43 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne che com’egli si avvicinava a Gerico, un certo cieco sedeva presso la strada, mendicando;e, udendo la folla che passava, domandò che cosa fosse.E gli fecero sapere che passava Gesù il Nazareno.Allora egli gridò: Gesù figliuol di Davide, abbi pietà di me!E quelli che precedevano lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte: Figliuol di Davide, abbi pietà di me!E Gesù, fermatosi, comandò che gli fosse menato; e quando gli fu vicino, gli domandò:Che vuoi tu ch’io ti faccia? Ed egli disse: Signore, ch’io ricuperi la vista.E Gesù gli disse: Ricupera la vista; la tua fede t’ha salvato.E in quell’istante ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Iddio; e tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER262
Insegnamento sul divorzio
L'articolo tratta dell'insegnamento di Gesù sul divorzio, basandosi sui vangeli di Matteo e Marco. Colloca questo insegnamento nel contesto cronologico del ministero di Gesù tra Hanukkah e Pasqua, offrendo un'analisi approfondita delle implicazioni spirituali dei suoi insegnamenti al di là dei semplici dibattiti giuridici.
Luca 18.35-43 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne che com’egli si avvicinava a Gerico, un certo cieco sedeva presso la strada, mendicando;e, udendo la folla che passava, domandò che cosa fosse.E gli fecero sapere che passava Gesù il Nazareno.Allora egli gridò: Gesù figliuol di Davide, abbi pietà di me!E quelli che precedevano lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte: Figliuol di Davide, abbi pietà di me!E Gesù, fermatosi, comandò che gli fosse menato; e quando gli fu vicino, gli domandò:Che vuoi tu ch’io ti faccia? Ed egli disse: Signore, ch’io ricuperi la vista.E Gesù gli disse: Ricupera la vista; la tua fede t’ha salvato.E in quell’istante ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Iddio; e tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER263
Il Messia Gesù benedice i bambini piccoli
L'articolo esamina come Gesù benedice i bambini, a Betania, dopo la festa della Dedicazione. Questo evento è descritto nei vangeli sinottici e illustra l'importanza dei bambini nel Regno di Dio, nonostante le reticenze dei discepoli.
Matteo 19.13-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora gli furono presentati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli sgridarono coloro che glieli presentavano.Gesù però disse: Lasciate i piccoli fanciulli e non vietate loro di venire a me, perché di tali è il regno de’ cieli.E imposte loro le mani, si partì di là.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER265
La salvezza e le ricchezze
Questo articolo esplora gli insegnamenti di Gesù sulla ricchezza e sulla salvezza, a partire da eventi biblici tra Hanukkah e Pasqua. I racconti di guarigioni e di chiamate, come la storia di Bartimeo e Zaccheo, gettano luce sulla missione di Gesù a Gerico, segnata dalla risurrezione di Lazzaro e dalle sue profonde implicazioni.
Marco 10.23-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù, guardatosi attorno, disse ai suoi discepoli: Quanto malagevolmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio!E i discepoli sbigottirono a queste sue parole. E Gesù da capo replicò loro: Figliuoli, quant’è malagevole a coloro che si confidano nelle ricchezze entrare nel regno di Dio!E’ più facile a un cammello passare per la cruna d’un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio.Ed essi vie più stupivano, dicendo fra loro: Chi dunque può esser salvato?E Gesù, riguardatili, disse: Agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché tutto è possibile a Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER268
Il Messia Gesù annuncia di nuovo la sua morte e la sua risurrezione
Questo articolo esamina il periodo tra Hanukkah e Pesach, mettendo in evidenza gli insegnamenti di Gesù, la sua predizione della propria morte e risurrezione, e miracoli come la risurrezione di Lazzaro, che suscitarono speranza e conflitto.
Giovanni 11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or v’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella.Maria era quella che unse il Signore d’olio odorifero e gli asciugò i piedi co’ suoi capelli; e Lazzaro, suo fratello, era malato.Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami è malato.Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d’essa il Figliuol di Dio sia glorificato.Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.Come dunque ebbe udito ch’egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dov’era;poi dopo, disse a’ discepoli: Torniamo in Giudea!I discepoli gli dissero: Maestro, i Giudei cercavano or ora di lapidarti, e tu vuoi tornar là?Gesù rispose: Non vi son dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui.Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo.Perciò i discepoli gli dissero: Signore, s’egli dorme, sarà salvo.Or Gesù avea parlato della morte di lui; ma essi pensarono che avesse parlato del dormir del sonno.Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto;e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo a lui!Allora Toma, detto Didimo, disse ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi, per morire con lui!Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro.Or Betania non distava da Gerusalemme che circa quindici stadi;e molti Giudei eran venuti da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.Come dunque Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;e anche adesso so che tutto quel che chiederai a Dio, Dio te lo darà.Gesù le disse: Tuo fratello risusciterà.Marta gli disse: Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno.Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà;e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?Ella gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo.E detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: il Maestro è qui, e ti chiama.Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e venne a lui.Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta l’aveva incontrato.Quando dunque i Giudei ch’erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria s’era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe veduto, gli si gettò a’ piedi dicendogli: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch’eran venuti con lei piangere anch’essi, fremé nello spirito, si conturbò, e disse:Dove l’avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere!Gesù pianse.Onde i Giudei dicevano: Guarda come l’amava!Ma alcuni di loro dicevano: Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, fare anche che questi non morisse?Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura.Gesù disse: Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno.Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?Tolsero dunque la pietra. E Gesù, alzati gli occhi in alto, disse: Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito.Io ben sapevo che tu m’esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu m’hai mandato.E detto questo, gridò con gran voce: Lazzaro vieni fuori!E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d’uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare.Perciò molti dei Giudei che eran venuti da Maria e avean veduto le cose fatte da Gesù, credettero in lui.Ma alcuni di loro andarono dai Farisei e raccontaron loro quel che Gesù avea fatto.I capi sacerdoti quindi e i Farisei radunarono il Sinedrio e dicevano: Che facciamo? perché quest’uomo fa molti miracoli.Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno e città e nazione.E un di loro, Caiàfa, che era sommo sacerdote di quell’anno, disse loro: Voi non capite nulla;e non riflettete come vi torni conto che un uomo solo muoia per il popolo, e non perisca tutta la nazione.Or egli non disse questo di suo; ma siccome era sommo sacerdote di quell’anno, profetò che Gesù dovea morire per la nazione;e non soltanto per la nazione, ma anche per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi.Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire.Gesù quindi non andava più apertamente fra i Giudei, ma si ritirò di là nella contrada vicino al deserto, in una città detta Efraim; e quivi si trattenne co’ suoi discepoli.Or la Pasqua de’ Giudei era vicina; e molti di quella contrada salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.Cercavan dunque Gesù; e stando nel tempio dicevano tra loro: Che ve ne pare? Che non abbia venire alla festa?Or i capi sacerdoti e i Farisei avean dato ordine che se alcuno sapesse dove egli era, ne facesse denunzia perché potessero pigliarlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER269
La richiesta di Salome, la moglie di Zebedeo, per i suoi figli
L’articolo tratta della richiesta di Salome per i suoi figli e del percorso geografico di Gesù. Questo racconto si svolge nel febbraio del 33, durante il viaggio di Gesù da Gerico a Betania. L’evento segna la tensione tra la comprensione umana e le profezie. Gesù annuncia la sua morte imminente rispondendo a Salome, il che rivela i valori spirituali del regno di Dio.
Matteo 20.20-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora la madre de’ figliuoli di Zebedeo s’accostò a lui co’ suoi figliuoli, prostrandosi e chiedendogli qualche cosa.Ed egli le domandò: Che vuoi? Ella gli disse: Ordina che questi miei due figliuoli seggano l’uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra, nel tuo regno.E Gesù, rispondendo, disse: Voi non sapete quel che chiedete. Potete voi bere il calice che io sto per bere? Essi gli dissero: Sì, lo possiamo.Egli disse loro: Voi certo berrete il mio calice; ma quant’è al sedermi a destra o a sinistra non sta a me il darlo, ma è per quelli a cui è stato preparato dal Padre mio.E i dieci, udito ciò, furono indignati contro i due fratelli.Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: Voi sapete che i principi delle nazioni le signoreggiano, e che i grandi usano potestà sopra di esse.Ma non è così tra voi; anzi, chiunque vorrà esser grande fra voi, sarà vostro servitore;e chiunque fra voi vorrà esser primo, sarà vostro servitore;appunto come il Figliuol dell’uomo non è venuto per esser servito ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per molti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER274
Complotto contro il Messia Gesù, che si ritira a Efraim
Questo articolo descrive il complotto delle autorità giudaiche contro Gesù dopo la risurrezione di Lazzaro. Di fronte alla minaccia che percepiscono nei miracoli di Gesù, decidono di ucciderlo. Gesù si ritira a Efraim in vista della crocifissione, mentre il complotto si allinea paradossalmente al piano divino.
Matteo 26.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti tutti questi ragionamenti, disse ai suoi discepoli:Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figliuol dell’uomo sarà consegnato per esser crocifisso.Allora i capi sacerdoti e gli anziani del popolo si raunarono nella corte del sommo sacerdote detto Caiàfa,e deliberarono nel loro consiglio di pigliar Gesù con inganno e di farlo morire.Ma dicevano: Non durante la festa, perché non accada tumulto nel popolo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Ministero di Gesù: chiamate, miracoli e insegnamenti
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PAR002
La casa costruita sulla roccia
L’articolo analizza la parabola biblica delle due case, presente in Matteo e Luca, per illustrare l’importanza di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù. Coloro che seguono le sue parole sono paragonati a costruttori saggi che edificano su un fondamento solido, mentre coloro che non obbediscono sono come persone che costruiscono sulla sabbia. La parabola sottolinea l’importanza di un’obbedienza attiva piuttosto che di un semplice ascolto.
Matteo 7.24-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Perciò chiunque ode queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato ad un uomo avveduto che ha edificata la sua casa sopra la roccia.E la pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma ella non è caduta, perché era fondata sulla roccia.E chiunque ode queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato ad un uomo stolto che ha edificata la sua casa sulla rena.E la pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato ed hanno fatto impeto contro quella casa; ed ella è caduta, e la sua ruina è stata grande.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PAR012
I due figli
L’articolo analizza la parabola dei due figli di Matteo 21.28-32. Questa parabola illustra che la vera obbedienza a Dio conta più delle semplici parole. Il sincero pentimento, anche tardivo, apre l’accesso al Regno di Dio, a differenza delle promesse non mantenute. Gesù usa questo racconto per confrontarsi con le autorità religiose del suo tempo e sottolinea l’importanza dell’azione sincera.
Matteo 21.28-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or che vi par egli? Un uomo avea due figliuoli. Accostatosi al primo disse: Figliuolo, va’ oggi a lavorare nella vigna.Ed egli, rispondendo, disse: Vado, signore; ma non vi andò.E accostatosi al secondo, gli disse lo stesso. Ma egli, rispondendo, disse: Non voglio; ma poi, pentitosi, v’andò.Qual de’ due fece la volontà del padre? Essi gli dissero: L’ultimo. E Gesù a loro: Io vi dico in verità: I pubblicani e le meretrici vanno innanzi a voi nel regno di Dio.Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le meretrici gli hanno creduto; e voi, che avete veduto questo, neppur poi vi siete pentiti per credere a lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PAR013
I vignaioli malvagi
Questo articolo analizza la parabola dei vignaioli omicidi in cui Gesù denuncia il rifiuto dei profeti e annuncia il trasferimento del Regno a coloro che producono frutti degni. Le autorità religiose sono messe di fronte al loro rifiuto del divino, che segna una svolta profetica e spirituale nella storia della salvezza.
Matteo 21.33-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Udite un’altra parabola: Vi era un padron di casa, il quale piantò una vigna e le fece attorno una siepe, e vi scavò un luogo da spremer l’uva, e vi edificò una torre; poi l’allogò a de’ lavoratori, e se n’andò in viaggio.Or quando fu vicina la stagione de’ frutti, mandò i suoi servitori dai lavoratori per ricevere i frutti della vigna.Ma i lavoratori, presi i servitori, uno ne batterono, uno ne uccisero, e un altro ne lapidarono.Da capo mandò degli altri servitori, in maggior numero de’ primi; e coloro li trattarono nello stesso modo.Finalmente, mandò loro il suo figliuolo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo.Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità.E presolo, lo cacciaron fuori della vigna, e l’uccisero.Quando dunque sarà venuto il padron della vigna, che farà egli a que’ lavoratori?Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PAR016
Il servo fedele
La parabola del fico che germoglia, riportata da Matteo, Marco e Luca nel loro discorso escatologico, invita i discepoli a discernere i segni che annunciano il ritorno del Messia. Come i germogli annunciano l'estate, gli eventi del mondo annunciano la vicinanza del Regno di Dio. La parola di Cristo è eterna e sicura: il cielo e la terra passeranno, ma essa rimane.
Marco 13.28-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l’estate è vicina.Così anche voi, quando vedrete avvenir queste cose, sappiate ch’egli è vicino, alle porte.In verità io vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute.Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PAR017
Le dieci vergini
La parabola del fico che germoglia, riportata in Matteo, Marco e Luca, invita i discepoli a leggere i segni dei tempi con vigilanza e speranza. Come i germogli annunciano l'estate, gli eventi del mondo annunciano il ritorno del Messia. La parola di Gesù, sicura ed eterna, garantisce il compimento di tutte le sue promesse riguardanti il Regno di Dio.
Matteo 24.32-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l’estate è vicina.Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte.Io vi dico in verità che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute.Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
L’ultima settimana prima dell’arresto
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PER275
Arrivo a casa di Lazzaro, Marta e Maria
Questo articolo esplora l’arrivo di Gesù a Betania, mettendo in luce l’importanza di questo momento prima della Passione. Betania, luogo di quiete e di amicizia, contrasta con gli avvenimenti tumultuosi di Gerusalemme. L’articolo si interessa al simbolismo di quest’ultima tappa nella missione di Gesù, così come è riportata dal vangelo di Giovanni.
Giovanni 12.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù dunque, sei giorni avanti la Pasqua, venne a Betania dov’era Lazzaro ch’egli avea risuscitato dai morti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER276
L’arrivo dei Giudei dalla città di Gerusalemme
L’articolo tratta dell’arrivo di Giudei a Betania per vedere Gesù, all’avvicinarsi della Passione. Di fronte alla sua crescente popolarità, le autorità religiose prendono in considerazione il suo arresto, mentre si prepara il tradimento di Giuda.
Giovanni 12.9-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La gran folla dei Giudei seppe dunque ch’egli era quivi; e vennero non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli avea risuscitato dai morti.Ma i capi sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro,perché, per cagion sua, molti de’ Giudei andavano e credevano in Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER278
Il tradimento di Giuda Iscariota
L’articolo esplora il tradimento di Giuda Iscariota nei confronti di Gesù, un atto motivato da un senso di incompatibilità e di frustrazione. Giuda, sapendo che le autorità cercano di arrestare Gesù, collabora con loro per denunciarlo in cambio di 30 monete d’argento. L’articolo analizza i racconti evangelici di Matteo, Marco e Luca, che descrivono le azioni di Giuda e il loro impatto sugli eventi che portarono all’arresto di Gesù.
Matteo 26.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figliuol dell’uomo sarà consegnato per esser crocifisso.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER279
Ritorno a Gerusalemme e sosta a Betfage
L’articolo analizza l’arrivo di Gesù a Betfage, una sosta strategica prima di Gerusalemme. Gesù manda due discepoli a cercare un asinello per compiere una profezia messianica. Betfage, la «casa dei fichi», è cruciale nella narrazione dei vangeli.
Zaccaria 9.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Esulta grandemente, o figliuola di Sion, manda gridi d’allegrezza, o figliuola di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d’asina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER280
Ingresso trionfale a Gerusalemme
L’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, il 27 marzo del 33, avvenuto secondo la profezia di Zaccaria, è una dichiarazione messianica di pace. Questo evento, descritto nei quattro Vangeli, presenta Gesù non come un conquistatore ma come il Principe della pace. In risposta, la folla lo acclama, confermando la sua messianicità.
Luca 19.35-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E lo menarono a Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero montar Gesù.E mentre egli andava innanzi, stendevano i loro mantelli sulla via.E com’era già presso la città, alla scesa del monte degli Ulivi, tutta la moltitudine dei discepoli cominciò con allegrezza a lodare Iddio a gran voce per tutte le opere potenti che aveano vedute,dicendo: Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria ne’ luoghi altissimi!E alcuni de’ Farisei di tra la folla gli dissero: Maestro, sgrida i tuoi discepoli!Ed egli, rispondendo, disse: Io vi dico che se costoro si tacciono, le pietre grideranno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER281
Il ritorno a Betania
Dopo il suo ingresso trionfale a Gerusalemme, Gesù lascia la città sul far della sera per tornare a Betania con i suoi dodici discepoli, tra cui Giuda. Narrato principalmente da Marco (11.11) e da Matteo (21.17), questo episodio, collocato nella domenica 27 marzo dell’anno 33, illustra il ritmo dell’ultima settimana: giornate nel Tempio, notti presso Betania. I discepoli approfittano di questi tragitti per interrogare il loro Maestro sul significato dei suoi atti messianici.
Matteo 21.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E, lasciatili, se ne andò fuor della città a Betania, dove albergò.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER282
Maledizione del fico sterile
Lunedì 28 marzo del 33 d.C., sulla strada da Betania a Gerusalemme, il Messia Gesù maledice un fico coperto di foglie ma senza frutti, che si secca subito. Questo gesto, riportato da Matteo e Marco, è un miracolo-parabola che simboleggia Israele: molta apparenza religiosa, ma nessuna vera fecondità. Incorniciando la purificazione del Tempio in Marco, questo episodio annuncia il giudizio divino su una pietà sterile.
Matteo 21.18-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E la mattina, tornando in città, ebbe fame.E vedendo un fico sulla strada, gli si accostò, ma non vi trovò altro che delle foglie; e gli disse: Mai più in eterno non nasca frutto da te. E subito il fico si seccò.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER283
Annuncio della distruzione di Gerusalemme
In Luca 19.41-44, Gesù si avvicina a Gerusalemme, piange sulla città e annuncia con precisione la sua futura distruzione da parte dei Romani nel 70 d.C. Solo Luca riporta questo episodio in questa forma. Gesù deplora che Gerusalemme non abbia riconosciuto la sua visitazione divina. Questo passo rivela al tempo stesso la compassione del Messia e la gravità del rifiuto della rivelazione divina, e si colloca nell'ultima settimana prima del suo arresto.
Matteo 23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora Gesù parlò alle turbe e ai suoi discepoli,dicendo: Gli scribi e i Farisei seggono sulla cattedra di Mosè.Fate dunque ed osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le opere loro; perché dicono e non fanno.Difatti, legano de’ pesi gravi e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li voglion muovere neppure col dito.Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; difatti allargano le lor filatterie ed allungano le frange de’ mantelli;ed amano i primi posti ne’ conviti e i primi seggi nelle sinagoghee i saluti nelle piazze e d’esser chiamati dalla gente: “Maestro!”Ma voi non vi fate chiamar “Maestro”, perché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli.E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è ne’ cieli.E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo:ma il maggiore fra voi sia vostro servitore.Chiunque s’innalzerà sarà abbassato, e chiunque si abbasserà sarà innalzato.Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de’ cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché divorate le case delle vedove, e fate per apparenza lunghe orazioni; perciò riceverete maggior condanna.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché scorrete mare e terra per fare un proselito; e fatto che sia, lo rendete figliuol della geenna il doppio di voi.Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non è nulla; ma se giura per l’oro del tempio, resta obbligato.Stolti e ciechi, poiché qual è maggiore: l’oro, o il tempio che santifica l’oro?E se uno, voi dite, giura per l’altare, non è nulla; ma se giura per l’offerta che c’è sopra, resta obbligato.Ciechi, poiché qual è maggiore: l’offerta, o l’altare che santifica l’offerta?Chi dunque giura per l’altare, giura per esso e per tutto quel che c’è sopra;e chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui che l’abita;e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi siede sopra.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre.Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d’intemperanza.Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia.Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché edificate i sepolcri ai profeti, e adornate le tombe de’ giusti e dite:Se fossimo stati ai dì de’ nostri padri, non saremmo stati loro complici nello spargere il sangue dei profeti!Talché voi testimoniate contro voi stessi, che siete figliuoli di coloro che uccisero i profeti.E voi, colmate pure la misura dei vostri padri!Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio della geenna?Perciò, ecco, io vi mando de’ profeti e de’ savi e degli scribi; di questi, alcuni ne ucciderete e metterete in croce; altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città,affinché venga su voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figliuol di Barachia, che voi uccideste fra il tempio e l’altare.Io vi dico in verità che tutte queste cose verranno su questa generazione.Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta.Poiché vi dico che d’ora innanzi non mi vedrete più, finché diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER285
Guarigione di ciechi e zoppi
Dopo la purificazione del Tempio, Gesù guarisce ciechi e zoppi nel cortile, il lunedì 28 marzo del 33. Solo Matteo riporta questo episodio. La folla e i bambini lo acclamano come Figlio di Davide, mentre i capi dei sacerdoti e gli scribi, sempre più ostili, si indignano per queste manifestazioni messianiche. Questo episodio illustra il contrasto tra la fede del popolo semplice e il rifiuto delle autorità religiose.
Salmi 8.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dalla bocca de’ fanciulli e de’ lattanti tu hai tratto una forza, per cagione de’ tuoi nemici, per ridurre al silenzio l’avversario e il vendicatore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER286
Insegnamento quotidiano nel Tempio
La pericope 286 descrive l’insegnamento quotidiano di Gesù nel Tempio di Gerusalemme durante la settimana di Pasqua (lunedì 28 marzo del 33 d.C.). Basata principalmente su Luca 19,47-48, presenta la crescente opposizione tra le folle ammirate e le autorità religiose ostili — scribi, sommi sacerdoti, sadducei e farisei — che cercano di far tacere Gesù, il cui messaggio del Regno di Dio minaccia il loro potere costituito.
Luca 19.47-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi sacerdoti e gli scribi e i primi fra il popolo cercavano di farlo morire;ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER287
Il ritorno di nuovo a Betania
PER287 descrive il ritorno di Gesù e dei suoi discepoli a Betania dopo una giornata al Tempio di Gerusalemme, lunedì 28 marzo del 33 d.C. Attestato principalmente da Marco 11.19, questo episodio illumina la routine notturna del gruppo attorno a Marta, Maria e Lazzaro. L'articolo affronta l'ospitalità distribuita, il ruolo delle donne, i viaggi di andata e ritorno quotidiani tra Betania e Gerusalemme, e l'incomprensione dei discepoli di fronte agli annunci della Passione.
Marco 9.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poich’egli ammaestrava i suoi discepoli, e diceva loro: Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini ed essi l’uccideranno; e tre giorni dopo essere stato ucciso, risusciterà.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER288
Il fico è seccato
Il giorno dopo la maledizione del fico, i discepoli scoprono l’albero completamente seccato. Gesù coglie l’occasione per insegnare la potenza della fede e l’importanza del perdono. Al di là di questo insegnamento, il fico simboleggia Israele nelle Scritture, e il suo disseccamento prefigura il giudizio che si sarebbe abbattuto sulla nazione quarant’anni dopo con la distruzione del Tempio. Fede e perdono restano i valori incrollabili che Gesù mette in evidenza.
Matteo 21.20-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E i discepoli, veduto ciò, si maravigliarono, dicendo: Come s’è in un attimo seccato il fico?E Gesù, rispondendo, disse loro: Io vi dico in verità: Se aveste fede e non dubitaste, non soltanto fareste quel ch’è stato fatto al fico; ma se anche diceste a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, sarebbe fatto.E tutte le cose che domanderete nella preghiera, se avete fede, le otterrete.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER289
L’autorità del Messia Gesù contestata
Nel Tempio di Gerusalemme, i capi religiosi contestano pubblicamente l’autorità di Gesù. Con un’abile contro-domanda sul battesimo di Giovanni, egli li riduce al silenzio e smaschera la loro malafede. Questo episodio sinottico (Mt 21.23-27; Mc 11.27-33; Lc 20.1-8) illustra la crescente opposizione delle autorità al Messia durante l’ultima settimana prima dell’arresto.
Matteo 21.23-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando fu venuto nel tempio, i capi sacerdoti e gli anziani del popolo si accostarono a lui, mentr’egli insegnava, e gli dissero: Con quale autorità fai tu queste cose? E chi t’ha data codesta autorità?E Gesù, rispondendo, disse loro: Anch’io vi domanderò una cosa: e se voi mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio queste cose.Il battesimo di Giovanni, d’onde veniva? dal cielo o dagli uomini? Ed essi ragionavan fra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli ci dirà: Perché dunque non gli credeste?E se diciamo: Dagli uomini, temiamo la moltitudine, perché tutti tengono Giovanni per profeta.Risposero dunque a Gesù, dicendo: Non lo sappiamo. E anch’egli disse loro: E neppur io vi dirò con quale autorità io fo queste cose.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER290
La parabola dei due figli
La parabola dei due figli (Mt 21,28-32), riportata soltanto da Matteo, si svolge nel Tempio di Gerusalemme durante l’ultima settimana di Gesù. Contrappone due atteggiamenti: promettere senza agire versus rifiutare e poi obbedire. Gesù vi smaschera l’ipocrisia dei capi religiosi e annuncia che i peccatori pentiti entrano nel Regno prima di loro. Un appello universale all’umiltà e al sincero pentimento.
Matteo 21.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Qual de’ due fece la volontà del padre? Essi gli dissero: L’ultimo. E Gesù a loro: Io vi dico in verità: I pubblicani e le meretrici vanno innanzi a voi nel regno di Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER291
La parabola dei vignaioli
La parabola dei vignaioli (Mt 21.33-46; Mc 12.1-12; Lc 20.9-19), pronunciata il Martedì Santo nel cortile del Tempio, illustra in modo allegorico la storia della salvezza: Dio manda dei profeti e poi suo Figlio, che i capi religiosi rifiutano e uccidono. La vigna viene trasferita alla Chiesa, senza per questo chiudere la porta al popolo ebraico, che può entrare nella fede.
Matteo 21.33-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Udite un’altra parabola: Vi era un padron di casa, il quale piantò una vigna e le fece attorno una siepe, e vi scavò un luogo da spremer l’uva, e vi edificò una torre; poi l’allogò a de’ lavoratori, e se n’andò in viaggio.Or quando fu vicina la stagione de’ frutti, mandò i suoi servitori dai lavoratori per ricevere i frutti della vigna.Ma i lavoratori, presi i servitori, uno ne batterono, uno ne uccisero, e un altro ne lapidarono.Da capo mandò degli altri servitori, in maggior numero de’ primi; e coloro li trattarono nello stesso modo.Finalmente, mandò loro il suo figliuolo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo.Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità.E presolo, lo cacciaron fuori della vigna, e l’uccisero.Quando dunque sarà venuto il padron della vigna, che farà egli a que’ lavoratori?Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo.Gesù disse loro: Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch’è divenuta pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri?Perciò io vi dico che il Regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato ad una gente che ne faccia i frutti.E chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed ella stritolerà colui sul quale cadrà.E i capi sacerdoti e i Farisei, udite le sue parabole, si avvidero che parlava di loro;e cercavano di pigliarlo, ma temettero le turbe, che lo teneano per profeta.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER292
La parabola del banchetto di nozze
La parabola del banchetto nuziale (Mt 22,1-14 ; Lc 14,15-24) insegna che Dio invita tutti gli uomini nel suo Regno, ma che rifiutare questo invito comporta un grave giudizio. Pronunciata nel Tempio di Gerusalemme il martedì della settimana della Passione, annuncia profeticamente la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. L'uomo senza l'abito nuziale ricorda che entrare nel Regno richiede una trasformazione spirituale autentica, ricevuta mediante la fede in Cristo.
Matteo 21.33-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Udite un’altra parabola: Vi era un padron di casa, il quale piantò una vigna e le fece attorno una siepe, e vi scavò un luogo da spremer l’uva, e vi edificò una torre; poi l’allogò a de’ lavoratori, e se n’andò in viaggio.Or quando fu vicina la stagione de’ frutti, mandò i suoi servitori dai lavoratori per ricevere i frutti della vigna.Ma i lavoratori, presi i servitori, uno ne batterono, uno ne uccisero, e un altro ne lapidarono.Da capo mandò degli altri servitori, in maggior numero de’ primi; e coloro li trattarono nello stesso modo.Finalmente, mandò loro il suo figliuolo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo.Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità.E presolo, lo cacciaron fuori della vigna, e l’uccisero.Quando dunque sarà venuto il padron della vigna, che farà egli a que’ lavoratori?Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo.Gesù disse loro: Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch’è divenuta pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri?Perciò io vi dico che il Regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato ad una gente che ne faccia i frutti.E chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed ella stritolerà colui sul quale cadrà.E i capi sacerdoti e i Farisei, udite le sue parabole, si avvidero che parlava di loro;e cercavano di pigliarlo, ma temettero le turbe, che lo teneano per profeta.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER293
Le domande degli stranieri al Messia Gesù
Episodio esclusivo di Giovanni (Giovanni 12.20-50), collocato il martedì santo nel cortile dei gentili. Alcuni greci chiedono di vedere Gesù, e questo dà il via all’annuncio dell’ora della sua glorificazione. Attraverso l’immagine del chicco di grano, Gesù rivela che la sua morte è fonte di vita universale. La croce è presentata come un’elevazione gloriosa che attira a lui tutti gli uomini, aprendo la salvezza a tutte le nazioni.
Giovanni 12.44-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma Gesù ad alta voce avea detto: Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato;e chi vede me, vede Colui che mi ha mandato.Io son venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre.E se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho annunziata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno.Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre che m’ha mandato, m’ha comandato lui quel che debbo dire e di che debbo ragionare;ed io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che dico, così le dico, come il Padre me le ha dette.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER295
Le domande dei farisei e degli erodiani
Nel Tempio di Gerusalemme, i sadducei tentano di tendere una trappola a Gesù con una domanda sulla risurrezione che riguarda una donna che ebbe sette mariti. Gesù risponde rivelando la loro ignoranza delle Scritture e della potenza di Dio: nella vita futura non ci si sposa più. Prova la risurrezione a partire dalla Torah citando Esodo 3.6: Dio è il Dio dei viventi, non dei morti. I suoi avversari sono ridotti al silenzio.
Atti 23.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché i Sadducei dicono che non v’è risurrezione, né angelo, né spirito; mentre i Farisei affermano l’una e l’altra cosa.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER298
Requisitoria contro i capi religiosi
Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il mercoledì precedente la sua Passione, Gesù pronuncia una severa requisitoria contro gli scribi e i farisei. Attraverso otto proclamazioni di ‘Guai a voi!’, denuncia la loro ipocrisia, il loro orgoglio e la loro religione di facciata, esprimendo al tempo stesso un profondo dolore per Gerusalemme. Invita i suoi discepoli a una fede autentica, umile e al servizio degli altri.
Matteo 23.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :ma il maggiore fra voi sia vostro servitore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER301
Il discorso escatologico sul Monte degli Ulivi
Analisi del discorso escatologico di Gesù sul Monte degli Ulivi, basata sui Vangeli. Gesù parla della distruzione del Tempio e dell’avvento della fine dei tempi, rivelando le sue capacità profetiche e la continuità della sua missione dopo la crocifissione. Destinata ai lettori che desiderano approfondire la propria comprensione teologica.
Marco 13.1-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E com’egli usciva dal tempio uno de’ suoi discepoli gli disse: Maestro, guarda che pietre e che edifizi!E Gesù gli disse: Vedi tu questi grandi edifizi? Non sarà lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata.Poi sedendo egli sul monte degli Ulivi dirimpetto al tempio, Pietro e Giacomo e Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte:Dicci, quando avverranno queste cose, e qual sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi?E Gesù prese a dir loro: Guardate che nessuno vi seduca!Molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e ne sedurranno molti.Or quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno: vi saranno terremoti in vari luoghi; vi saranno carestie. Questo non sarà che un principio di dolori.Or badate a voi stessi! Vi daranno in mano dei tribunali e sarete battuti nelle sinagoghe e sarete fatti comparire davanti a governatori e re, per cagion mia, affinché ciò serva loro di testimonianza.E prima convien che fra tutte le genti sia predicato l’evangelo.E quando vi meneranno per mettervi nelle loro mani, non state innanzi in sollecitudine di ciò che avrete a dire: ma dite quel che vi sarà dato in quell’ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo.E il fratello darà il fratello alla morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà sostenuto sino alla fine, sarà salvato.Quando poi avrete veduta l’abominazione della desolazione posta là dove non si conviene (chi legge pongavi mente), allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti;e chi sarà sulla terrazza non scendi e non entri in casa sua per toglierne cosa alcuna;e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste.Or guai alle donne che saranno incinte ed a quelle che allatteranno in que’ giorni!E pregate che ciò non avvenga d’inverno!Poiché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà.E se il Signore non avesse abbreviato quei giorni, nessuno scamperebbe; ma a cagion dei suoi propri eletti, egli ha abbreviato quei giorni.E allora, se alcuno vi dice: “Il Cristo eccolo qui, eccola là”, non lo credete;perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.Ma voi, state attenti; io v’ho predetta ogni cosa.Ma in que’ giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo splendore;e le stelle cadranno dal cielo e le potenze che son nei cieli saranno scrollate.E allora si vedrà il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole con gran potenza e gloria.Ed egli allora manderà gli angeli e raccoglierà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremo della terra all’estremo del cielo.Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l’estate è vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER303
Esortazione alla vigilanza
Questo articolo studia l'appello di Gesù alla vigilanza, pronunciato sul monte degli Ulivi, che insiste sull'incertezza del suo ritorno e sulla necessità di un'attesa attiva e fedele da parte dei credenti.
Luca 21.25-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E vi saranno de’ segni nel sole, nella luna e nelle stelle; e sulla terra, angoscia delle nazioni, sbigottite dal rimbombo del mare e delle onde;gli uomini venendo meno per la paurosa aspettazione di quel che sarà per accadere al mondo; poiché le potenze de’ cieli saranno scrollate.E allora vedranno il Figliuol dell’uomo venir sopra le nuvole con potenza e gran gloria.Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra redenzione è vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER304
Parabola del servo fedele
Questo articolo analizza la parabola del servo fedele, sottolineando l'importanza della fedeltà e della vigilanza nell'attesa del ritorno, certo ma imprevedibile, del Signore.
2 Pietro 3.3-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :sapendo questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno degli schernitori coi loro scherni i quali si condurranno secondo le loro concupiscenzee diranno: Dov’è la promessa della sua venuta? perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano nel medesimo stato come dal principio della creazione.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER305
Parabola delle dieci vergini
La parabola delle dieci vergini insegna l'importanza della preparazione spirituale per il ritorno del Signore, illustrando due esiti possibili: essere pronti ed entrare con lo Sposo, oppure arrivare troppo tardi e trovare la porta chiusa.
1 Tessalonicesi 5.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or quanto ai tempi ed ai momenti, fratelli, non avete bisogno che vi se ne scriva;perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte.Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto.Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, sì che quel giorno abbia a cogliervi a guisa di ladro;poiché voi tutti siete figliuoli di luce e figliuoli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre;non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER306
Parabola dei servi e delle ricompense, dei talenti
L'articolo tratta della parabola dei talenti di Gesù, che illustra l'importanza di amministrare fedelmente i doni al servizio di Dio, in attesa del suo ritorno.
Matteo 25.14-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché avverrà come di un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servitori e affidò loro i suoi beni;e all’uno diede cinque talenti, a un altro due, e a un altro uno; a ciascuno secondo la sua capacità; e partì.Subito, colui che avea ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque.Parimente, quello de’ due ne guadagnò altri due.Ma colui che ne avea ricevuto uno, andò e, fatta una buca in terra, vi nascose il danaro del suo padrone.Or dopo molto tempo, ecco il padrone di que’ servitori a fare i conti con loro.E colui che avea ricevuto i cinque talenti, venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: Signore, tu m’affidasti cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque.E il suo padrone gli disse: Va bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore.Poi, presentatosi anche quello de’ due talenti, disse: Signore, tu m’affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due.Il suo padrone gli disse: Va bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore.Poi, accostatosi anche quello che avea ricevuto un talento solo, disse: Signore, io sapevo che tu sei uomo duro, che mieti dove non hai seminato, e raccogli dove non hai sparso;ebbi paura, e andai a nascondere il tuo talento sotterra; eccoti il tuo.E il suo padrone, rispondendo, gli disse: Servo malvagio ed infingardo, tu sapevi ch’io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;dovevi dunque portare il mio danaro dai banchieri; e al mio ritorno, avrei ritirato il mio con interesse.Toglietegli dunque il talento, e datelo a colui che ha i dieci talenti.Poiché a chiunque ha sarà dato, ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.E quel servitore disutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto e lo stridor dei denti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER307
Il giudizio delle nazioni
L'articolo analizza il giudizio delle nazioni in Matteo 25:31-46, dove il Figlio dell'uomo separa le pecore dai capri secondo le loro azioni. Pone l'accento sulla responsabilità e sulla giustizia divina, e invita ad azioni concrete di amore.
Giovanni 3.16-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER308
Il complotto contro il Messia Gesù
Il complotto contro Gesù è ordito dalle autorità religiose prima della Pasqua, con l’aiuto di Giuda. Caifa convoca il Sinedrio per condannare Gesù, considerato una minaccia, servendosi di falsi testimoni. Pilato viene informato per facilitare l’arresto sul monte degli Ulivi.
Matteo 26.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti tutti questi ragionamenti, disse ai suoi discepoli:Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figliuol dell’uomo sarà consegnato per esser crocifisso.Allora i capi sacerdoti e gli anziani del popolo si raunarono nella corte del sommo sacerdote detto Caiàfa,e deliberarono nel loro consiglio di pigliar Gesù con inganno e di farlo morire.Ma dicevano: Non durante la festa, perché non accada tumulto nel popolo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
L'ultimo giorno fino alla crocifissione
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PER309
Preparazione della Pasqua
Questo articolo si concentra sulla preparazione della Pasqua da parte di Gesù e dei suoi discepoli. Esplora i racconti biblici di questo momento, la fusione delle festività della Pasqua e degli Azzimi, e gli adattamenti pratici delle usanze tradizionali di fronte all'afflusso di fedeli a Gerusalemme.
Deuteronomio 16.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Osserva il mese di Abib e celebra la Pasqua in onore dell’Eterno, del tuo Dio; poiché, nel mese di Abib, l’Eterno, il tuo Dio, ti trasse dall’Egitto, durante la notte.E immolerai la Pasqua all’Eterno, all’Iddio tuo, con vittime de’ tuoi greggi e de’ tuoi armenti, nel luogo che l’Eterno avrà scelto per dimora del suo nome.Non mangerai con queste offerte pane lievitato; per sette giorni mangerai con esse pane azzimo, pane d’afflizione (poiché uscisti in fretta dal paese d’Egitto); affinché tu ti ricordi del giorno che uscisti dal paese d’Egitto, tutto il tempo della tua vita.Non si vegga lievito presso di te, entro tutti i tuoi confini, per sette giorni; e della carne che avrai immolata la sera del primo giorno, nulla se ne serbi durante la notte fino al mattino.Non potrai immolare la Pasqua in una qualunque delle città che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà;anzi, immolerai la Pasqua soltanto nel luogo che l’Eterno, il tuo Dio, avrà scelto per dimora del suo nome; la immolerai la sera, al tramontar del sole, nell’ora in cui uscisti dall’Egitto.Farai cuocere la vittima, e la mangerai nel luogo che l’Eterno, il tuo Dio, avrà scelto; e la mattina te ne potrai tornare e andartene alle tue tende.Per sei giorni mangerai pane senza lievito; e il settimo giorno vi sarà una solenne raunanza, in onore dell’Eterno, ch’è l’Iddio tuo; non farai lavoro di sorta.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER310
L’ultimo pasto prima della crocifissione
Questo articolo esplora l’«ultima cena» di Gesù, sottolineando la sua istituzione della Santa Cena. Si svolge il giovedì sera prima della crocifissione, nella casa di Maria a Gerusalemme. I vangeli riferiscono questa cena come simbolicamente significativa; Giuda esce per tradire. La cena è cruciale per l’identità cristiana.
Luca 22.14-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando l’ora fu venuta, egli si mise a tavola, e gli apostoli con lui.Ed egli disse loro: Ho grandemente desiderato di mangiar questa pasqua con voi, prima ch’io soffra;poiché io vi dico che non la mangerò più finché sia compiuta nel regno di Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER311
Giuda Iscariota, il traditore, viene identificato
Questo articolo esplora il tradimento di Giuda Iscariota durante l’ultima cena pasquale con Gesù. Analizzando i racconti dei Vangeli, mette in evidenza le reazioni dei discepoli e le implicazioni teologiche di questo evento cruciale a Gerusalemme.
Matteo 26.21-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E mentre mangiavano, disse: In verità io vi dico: Uno di voi mi tradirà.Ed essi, grandemente attristati, cominciarono a dirgli ad uno ad uno: Sono io quello, Signore?Ma egli, rispondendo, disse: Colui che ha messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà.Certo, il Figliuol dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a quell’uomo per cui il Figliuol dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per cotest’uomo, se non fosse mai nato.E Giuda, che lo tradiva, prese a dire: Sono io quello, Maestro? E Gesù a lui: L’hai detto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER312
La disputa dei discepoli sulla preminenza
L’articolo analizza una scena dei Vangeli in cui i discepoli di Gesù discutono su chi sia il più grande, rivelando così il loro attaccamento a una concezione terrena del Regno di Dio. Gesù insegna che la vera grandezza sta nel servizio disinteressato. Questo racconto illustra i valori spirituali capovolti del cristianesimo.
Matteo 20.20-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora la madre de’ figliuoli di Zebedeo s’accostò a lui co’ suoi figliuoli, prostrandosi e chiedendogli qualche cosa.Ed egli le domandò: Che vuoi? Ella gli disse: Ordina che questi miei due figliuoli seggano l’uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra, nel tuo regno.E Gesù, rispondendo, disse: Voi non sapete quel che chiedete. Potete voi bere il calice che io sto per bere? Essi gli dissero: Sì, lo possiamo.Egli disse loro: Voi certo berrete il mio calice; ma quant’è al sedermi a destra o a sinistra non sta a me il darlo, ma è per quelli a cui è stato preparato dal Padre mio.E i dieci, udito ciò, furono indignati contro i due fratelli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER313
Il Messia Gesù lava i piedi ai suoi discepoli
Questo articolo analizza la lavanda dei piedi compiuta da Gesù, gesto singolare riferito da Giovanni, che simboleggia il capovolgimento dei valori umani e illustra il messaggio centrale di Gesù: servire per amore. Questo evento, collocato a Gerusalemme durante l’ultima cena di Pasqua, rivela ai suoi discepoli la vera missione di Gesù anticipando la sua crocifissione.
Luca 22.19-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, avendo preso del pane, rese grazie e lo ruppe e lo diede loro, dicendo: Questo è il mio corpo il quale è dato per voi: fate questo in memoria di me.Parimente ancora, dopo aver cenato, dette loro il calice dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è sparso per voi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER314
L’istituzione della Santa Cena
Questo articolo presenta la Santa Cena come un momento chiave, in cui Gesù trasforma il pasto pasquale in simbolo del suo sacrificio supremo, annunciando una nuova alleanza spirituale per il perdono dei peccati.
Romani 6.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma ora, essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione, e per fine la vita eterna:poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER315
La partenza di Giuda Iscariota
L'articolo esplora la drammatica partenza di Giuda Iscariota durante l'ultima cena di Pasqua, descritta essenzialmente nel Vangelo secondo Giovanni. Questo momento, carico di simbolismo, segna l'avanzare del dramma redentore che conduce all'arresto di Gesù e mette in evidenza la complessità del gesto di Gesù che offre del pane a Giuda, al tempo stesso atto di grazia e di giudizio.
Giovanni 13.27-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Per cui Gesù gli disse: Quel che fai, fallo presto.Ma nessuno de’ commensali intese perché gli avesse detto così.Difatti alcuni pensavano, siccome Giuda tenea la borsa, che Gesù gli avesse detto: Compra quel che ci abbisogna per la festa; ovvero che desse qualcosa ai poveri.Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER316
Il rinnegamento di Pietro annunciato
L’articolo esplora la predizione di Gesù sul rinnegamento di Pietro, sottolineando le differenze nei racconti dei Vangeli e la compassione di Gesù verso la debolezza umana di Pietro.
Luca 22.31-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano;ma io ho pregato per te affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, conferma i tuoi fratelli.Ma egli gli disse: Signore, con te son pronto ad andare e in prigione e alla morte.E Gesù: Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER317
Pietro e un altro discepolo propongono di difendere il Maestro
L’articolo tratta della reazione di Pietro e dei discepoli all’annuncio della morte di Gesù. Fraintendendo il messaggio, essi prendono in considerazione una soluzione terrena a una questione spirituale. Il testo spiega come la missione del Messia sia rivelata attraverso la crocifissione, conducendo infine i discepoli a comprenderne il vero significato. Il momento qui descritto mostra il cammino dall’incomprensione alla vera fede.
Luca 22.38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed essi dissero: Signore, ecco qui due spade! Ma egli disse loro: Basta!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER318
La via che conduce al cielo
L’articolo decifra Giovanni 14.1-15, dove Gesù consola i suoi discepoli promettendo di preparare loro un posto presso il Padre. Sottolinea la sua mediazione unica e l’unità con Dio, promettendo al tempo stesso lo Spirito Santo per guidare gli apostoli.
Giovanni 13.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER319
La promessa dello Spirito Santo
L’articolo esamina la promessa dello Spirito Santo fatta da Gesù in Giovanni 14.16-31. Gesù prepara i suoi discepoli alla sua partenza, promettendo lo Spirito di verità come legame vivo tra Cristo e la Chiesa. Questo testo illustra la perfetta obbedienza di Gesù al piano divino e il suo amore manifestato nell’invio del Consolatore.
Matteo 26.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando fu sera, si mise a tavola co’ dodici discepoli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER320
La vite e i tralci
L'articolo "PER320 - La vite e i tralci" esplora l'insegnamento di Gesù in Giovanni 15:1-17, usando l'immagine della vite e dei tralci per illustrare il rapporto con i suoi discepoli. Gesù si presenta come la fonte della vera fecondità spirituale, chiamando a un'unione reciproca incentrata sull'amore e sull'obbedienza.
Isaia 5.1-7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io vo’ cantare per il mio benamato il cantico dell’amico mio circa la sua vigna. Il mio benamato aveva una vigna sopra una fertile collina.La dissodò, ne tolse via le pietre, vi piantò delle viti di scelta, vi fabbricò in mezzo una torre, e vi scavò uno strettoio. Ei s’aspettava ch’essa gli facesse dell’uva, e gli ha fatto invece delle lambrusche.Or dunque, o abitanti di Gerusalemme e voi uomini di Giuda, giudicate fra me e la mia vigna!Che più si sarebbe potuto fare alla mia vigna di quello che io ho fatto per essa? Perché, mentr’io m’aspettavo che facesse dell’uva, ha essa fatto delle lambrusche?Ebbene, ora io vi farò conoscere quel che sto per fare alla mia vigna: ne torrò via la siepe e vi pascoleranno le bestie; ne abbatterò il muro di cinta e sarà calpestata.Ne farò un deserto; non sarà più né potata né zappata, vi cresceranno i rovi e le spine; e darò ordine alle nuvole che su lei non lascino cader pioggia.Or la vigna dell’Eterno degli eserciti è la casa d’Israele, e gli uomini di Giuda son la piantagione ch’era la sua delizia; ei s’era aspettato rettitudine, ed ecco spargimento di sangue; giustizia, ed ecco grida d’angoscia!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER321
Colloquio personale con i suoi discepoli
L’articolo analizza le ultime interazioni di Gesù con i suoi discepoli, sottolineando la loro trasformazione spirituale per mezzo della rivelazione divina. Gesù li chiama amici, non servi, mettendo in evidenza l’importanza dell’amore e della missione divina. Il racconto invita a vedere l’elezione e la missione in una continuità teologica.
Giovanni 15.15-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io non vi chiamo più servi; perché il servo non sa quel che fa il suo signore; ma voi vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia.Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER322
Avvertimento sulla persecuzione
L’articolo spiega l’avvertimento di Gesù ai suoi discepoli sull’inevitabile persecuzione che subiranno. Basandosi sui Vangeli, mostra che questo odio è legato alla loro appartenenza a Cristo. Tuttavia, Gesù promette il sostegno dello Spirito Santo per aiutarli ad attraversare queste prove.
Giovanni 16.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io vi ho dette queste cose, affinché non siate scandalizzati.Vi espelleranno dalle sinagoghe; anzi, l’ora viene che chiunque v’ucciderà, crederà di offrir servigio a Dio.E questo faranno, perché non hanno conosciuto né il Padre né me.Ma io v’ho dette queste cose, affinché quando sia giunta l’ora in cui avverranno, vi ricordiate che ve l’ho dette. Non ve le dissi da principio, perché ero con voi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER323
Gesù il Messia consola i suoi discepoli
In Giovanni 16.5-15, Gesù consola i suoi discepoli e promette lo Spirito Santo per guidarli nella verità dopo la sua partenza. Questo importante passo sottolinea la missione dello Spirito: convincere di peccato, di giustizia e di giudizio, assicurando al tempo stesso la continuità degli insegnamenti di Gesù.
Luca 22.14-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando l’ora fu venuta, egli si mise a tavola, e gli apostoli con lui.Ed egli disse loro: Ho grandemente desiderato di mangiar questa pasqua con voi, prima ch’io soffra;poiché io vi dico che non la mangerò più finché sia compiuta nel regno di Dio.E avendo preso un calice, rese grazie e disse: Prendete questo e distribuitelo fra voi;perché io vi dico che oramai non berrò più del frutto della vigna, finché sia venuto il regno di Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER324
Gesù il Messia parla della sua morte imminente
L'articolo affronta il passo in cui Gesù annuncia la sua morte imminente, dando ai suoi discepoli parole di conforto e di certezza della vittoria sul male mediante la risurrezione.
Marco 14.50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E tutti, lasciatolo, se ne fuggirono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER325
La preghiera di addio: Gesù il Messia prega per sé stesso
Questo articolo si concentra sulla preghiera d’addio di Gesù nel Vangelo di Giovanni. Prima della sua crocifissione, egli prega ad alta voce per i suoi discepoli secondo il piano divino. Ambientata a Gerusalemme, la scena rivela l’unità tra Gesù e Dio, offrendo una solida testimonianza per rafforzare la fede dei discepoli. Questa preghiera sottolinea la consapevolezza di Gesù degli eventi futuri e il suo impegno nella sua missione redentrice.
Giovanni 17.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Queste cose disse Gesù; poi levati gli occhi al cielo, disse: Padre, l’ora è venuta; glorifica il tuo Figliuolo, affinché il Figliuolo glorifichi te,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER326
Il Messia Gesù e i suoi discepoli cantano i salmi
L’articolo analizza il canto dei salmi da parte di Gesù e dei suoi discepoli dopo la Pasqua. Radicato nella tradizione ebraica, questo momento assume un significato spirituale particolare per Gesù, preludio alla sua crocifissione.
Marco 14.26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E dopo ch’ebbero cantato l’inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER327
Partenza per il monte degli Ulivi
L’articolo esamina la partenza di Gesù e dei suoi discepoli per il monte degli Ulivi dopo l’ultima cena: dopo aver cantato i salmi, si dirigono verso un luogo carico di significati profetici, vicino al sito della futura crocifissione.
Luca 22.39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, essendo uscito, andò, secondo il suo solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER328
Sosta al Getsemani
L’articolo «PER328 - Sosta al Getsemani» esplora il significato dell’episodio del Getsemani nei Vangeli. Sottolinea la sofferenza e la preghiera di Gesù prima del suo arresto e interpreta questo momento come un insegnamento sulla preghiera e sulla sottomissione alla volontà divina.
Marco 14.32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi vennero in un podere detto Getsemani; ed egli disse ai suoi discepoli: Sedete qui finché io abbia pregato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER329
Il combattimento nella preghiera
L'articolo analizza la preghiera di Gesù nel Getsemani, che illustra la sua sofferenza umana e la sua sottomissione alla volontà divina. Ne sottolinea il contesto storico e scritturale e offre una riflessione teologica sulla missione redentrice di Gesù e sull'esortazione a vegliare e pregare nella prova.
Marco 14.33-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E prese seco Pietro e Giacomo e Giovanni e cominciò ad essere spaventato ed angosciato.E disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate.E andato un poco innanzi, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell’ora passasse oltre da lui.E diceva: Abba, Padre! ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Ma pure, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi.E venne, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Simone, dormi tu? non sei stato capace di vegliare un’ora sola?Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole.E di nuovo andò e pregò, dicendo le medesime parole.E tornato di nuovo, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano aggravati; e non sapevano che rispondergli.E venne la terza volta, e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Basta! L’ora è venuta: ecco, il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER330
Arriva la truppa guidata da Giuda Iscariota
L'articolo tratta dell'arresto di Gesù da parte di Giuda Iscariota nel giardino del Getsemani, come descritto nei Vangeli. Analizza il contesto e le implicazioni di questo evento chiave nella passione di Gesù, esplorando i racconti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.
Giovanni 18.2-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Giuda, che lo tradiva, conosceva anch’egli quel luogo, perché Gesù s’era molte volte ritrovato là coi suoi discepoli.Giuda dunque, presa la coorte e delle guardie mandate dai capi sacerdoti e dai Farisei, venne là con lanterne e torce ed armi.Onde Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: Chi cercate?Gli risposero: Gesù il Nazareno! Gesù disse loro: Son io. E Giuda, che lo tradiva, era anch’egli là con loro.Come dunque ebbe detto loro: “Son io”, indietreggiarono e caddero in terra.Egli dunque domandò loro di nuovo: Chi cercate? Ed essi dissero: Gesù il Nazareno.Gesù rispose: V’ho detto che son io; se dunque cercate me, lasciate andar questi.E ciò affinché s’adempisse la parola ch’egli avea detta: Di quelli che tu m’hai dato, non ne ho perduto alcuno.Allora Simon Pietro, che avea una spada, la trasse, e percosse il servo del sommo sacerdote, e gli recise l’orecchio destro. Quel servo avea nome Malco.Per il che Gesù disse a Pietro: Rimetti la tua spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato?La coorte dunque e il tribuno e le guardie de’ Giudei, presero Gesù e lo legarono,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER331
L’arresto
Questo articolo tratta dell'arresto di Gesù nel giardino del Getsemani, così come è raccontato nei Vangeli. Mette in evidenza il tradimento di Giuda e la reazione dei soldati alla dichiarazione di Gesù, che rivela il suo dominio sulla situazione.
Marco 14.43-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E in quell’istante, mentr’egli parlava ancora, arrivò Giuda, l’uno dei dodici, e con lui una gran turba con ispade e bastoni, da parte de’ capi sacerdoti, degli scribi e degli anziani.Or colui che lo tradiva, avea dato loro un segnale, dicendo: Colui che bacerò è desso; pigliatelo e menatelo via sicuramente.E come fu giunto, subito si accostò a lui e gli disse: Maestro! e lo baciò.Allora quelli gli misero le mani addosso e lo presero;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER332
La rivolta del discepolo Pietro e la guarigione di Malco
Questo articolo esplora l'arresto di Gesù nel Getsemani, dove Pietro, con un gesto impulsivo, mozza l'orecchio di Malco. Gesù calma la situazione guarendo Malco, sottolineando così la sua missione divina e rifiutando la violenza, conformemente alle Scritture. Dimostra il suo dominio e l'amore divino anche verso coloro che lo arrestano.
Giovanni 18.10-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora Simon Pietro, che avea una spada, la trasse, e percosse il servo del sommo sacerdote, e gli recise l’orecchio destro. Quel servo avea nome Malco.Per il che Gesù disse a Pietro: Rimetti la tua spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER333
Le parole di Gesù il Messia alla folla durante l'arresto
Questo articolo esamina l’arresto di Gesù nel giardino del Getsemani, mettendo in risalto la sua serenità e la sua volontà di compiere il piano divino. Con le sue parole, egli smaschera le contraddizioni delle autorità religiose e sottolinea il suo dominio della situazione, rivelando la sua missione redentrice per amore dell’umanità.
Luca 22.52 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù disse ai capi sacerdoti e ai capitani del tempio e agli anziani che eran venuti contro a lui: Voi siete usciti con spade e bastoni, come contro a un ladrone;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER334
La fuga dei discepoli
L’articolo analizza la fuga dei discepoli durante l’arresto di Gesù, sottolineando la loro paura e la tranquillità di Gesù. Descrive nel dettaglio l’arresto nel giardino del Getsemani, l’interpretazione dei Vangeli e il contrasto tra il panico dei discepoli e la sovranità di Gesù.
Marco 14.32-52 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi vennero in un podere detto Getsemani; ed egli disse ai suoi discepoli: Sedete qui finché io abbia pregato.E prese seco Pietro e Giacomo e Giovanni e cominciò ad essere spaventato ed angosciato.E disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate.E andato un poco innanzi, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell’ora passasse oltre da lui.E diceva: Abba, Padre! ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Ma pure, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi.E venne, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Simone, dormi tu? non sei stato capace di vegliare un’ora sola?Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole.E di nuovo andò e pregò, dicendo le medesime parole.E tornato di nuovo, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano aggravati; e non sapevano che rispondergli.E venne la terza volta, e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Basta! L’ora è venuta: ecco, il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori.Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce, è vicino.E in quell’istante, mentr’egli parlava ancora, arrivò Giuda, l’uno dei dodici, e con lui una gran turba con ispade e bastoni, da parte de’ capi sacerdoti, degli scribi e degli anziani.Or colui che lo tradiva, avea dato loro un segnale, dicendo: Colui che bacerò è desso; pigliatelo e menatelo via sicuramente.E come fu giunto, subito si accostò a lui e gli disse: Maestro! e lo baciò.Allora quelli gli misero le mani addosso e lo presero;ma uno di coloro ch’erano quivi presenti, tratta la spada, percosse il servitore del somma sacerdote, e gli spiccò l’orecchio.E Gesù, rivolto a loro, disse: Voi siete usciti con ispade e bastoni come contro ad un ladrone per pigliarmi.Ogni giorno ero fra voi insegnando nel tempio, e voi non mi avete preso; ma ciò è avvenuto, affinché le Scritture fossero adempiute.E tutti, lasciatolo, se ne fuggirono.Ed un certo giovane lo seguiva, avvolto in un panno lino sul nudo; e lo presero;ma egli, lasciando andare il panno lino, se ne fuggì ignudo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER335
La presentazione presso l’ex sommo sacerdote Anna
L’articolo esplora la comparizione di Gesù davanti ad Anna, ex sommo sacerdote, spiegando la sua influenza persistente e la posta in gioco politica dell’evento. Giovanni fornisce questi dettagli per mostrare l’interconnessione tra gli interessi religiosi e politici nel processo di Gesù.
Luca 22.47 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Mentre parlava ancora, ecco una turba; e colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici, la precedeva, e si accostò a Gesù per baciarlo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER336
Il trasferimento dal sommo sacerdote in carica, Caifa
L’articolo analizza il trasferimento di Gesù da Caifa, sottolineando come le autorità ebraiche abbiano pianificato una condanna rapida, con una parvenza di legalità. Diversi allegati chiariscono il contesto storico e i vangeli descrivono gli eventi in dettaglio.
Giovanni 18.19-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina.Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi?Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto.E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote?Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?Quindi Anna lo mandò legato a Caiàfa, sommo sacerdote.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER337
Gli apostoli Pietro e Giovanni nel cortile della casa di Caifa
Questo articolo racconta la scena drammatica degli apostoli Pietro e Giovanni che seguono Gesù nel cortile di Caifa, rivelando la loro fedeltà e fragilità nel cuore della passione di Gesù. I riferimenti biblici descrivono il loro tentativo di restare vicini a Gesù nonostante la paura delle ripercussioni. Questo momento simboleggia un punto chiave dei Vangeli, mettendo in risalto la natura umana di fronte alla missione divina.
Marco 14.54 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Pietro lo avea seguito da lungi, fin dentro la corte del sommo sacerdote, ove stava a sedere con le guardie e si scaldava al fuoco.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER338
La comparizione davanti al Sinedrio
Questo articolo analizza la comparizione di Gesù davanti al Sinedrio prima della sua crocifissione secondo i vangeli, mettendo in luce la violazione delle leggi ebraiche attraverso un processo notturno. Strategicamente orchestrato da Caifa per evitare la folla, questo giudizio illustra questioni teologiche e storiche fondamentali.
Luca 22.66-71 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E come fu giorno, gli anziani del popolo, i capi sacerdoti e gli scribi si adunarono, e lo menarono nel loro Sinedrio, dicendo:Se tu sei il Cristo, diccelo. Ma egli disse loro: Se ve lo dicessi, non credereste;e se io vi facessi delle domande, non rispondereste.Ma da ora innanzi il Figliuol dell’uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio.E tutti dissero: Sei tu dunque il Figliuol di Dio? Ed egli rispose loro: Voi lo dite, poiché io lo sono.E quelli dissero: Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? Noi stessi l’abbiamo udito dalla sua propria bocca.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER339
Iniziano i maltrattamenti
L’articolo tratta dei maltrattamenti inflitti a Gesù prima della crocifissione, incentrandosi sull’interpretazione dei racconti evangelici. Esplora come il Sinedrio manipolò le accuse per ottenere l’appoggio delle autorità romane, trasformando un’accusa religiosa in sedizione politica.
Matteo 26.67-68 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora gli sputarono in viso e gli diedero de’ pugni; e altri lo schiaffeggiarono,dicendo: O Cristo profeta, indovinaci: chi t’ha percosso?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER340
Il rinnegamento dell’apostolo Pietro, accompagnato dall’apostolo Giovanni
Questo articolo descrive il rinnegamento dell’apostolo Pietro narrato nei Vangeli, quando rinnega tre volte il suo Maestro Gesù. L’articolo mette in luce le circostanze precise di questo avvenimento ed esplora il ruolo dell’apostolo Giovanni. Mettendo in parallelo le diverse versioni dei Vangeli, questo momento tragico viene analizzato in profondità nel contesto storico e religioso dell’epoca.
Giovanni 18.17-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La serva portinaia dunque disse a Pietro: Non sei anche tu de’ discepoli di quest’uomo? Egli disse: Non lo sono.Or i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e stavan lì a scaldarsi; e anche Pietro stava con loro e si scaldava.Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina.Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi?Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto.E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote?Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?Quindi Anna lo mandò legato a Caiàfa, sommo sacerdote.Or Simon Pietro stava quivi a scaldarsi; e gli dissero: Non sei anche tu dei suoi discepoli? Egli lo negò e disse: Non lo sono.Uno de’ servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro avea tagliato l’orecchio, disse: Non t’ho io visto nell’orto con lui?E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER341
La presentazione a Ponzio Pilato
La pericope PER341 ricostruisce la presentazione di Gesù davanti a Ponzio Pilato il venerdì mattina, verso le 6:45, dopo la sua condanna notturna da parte del Sinedrio. Incrociando Matteo, Marco, Luca e Giovanni, l'articolo analizza la cronologia precisa, il ruolo di Caifa, il rifiuto dei capi religiosi di entrare nel Pretorio e il dialogo tra Gesù e Pilato, il solo abilitato a pronunciare una pena capitale.
Marco 15.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E subito la mattina, i capi sacerdoti, con gli anziani e gli scribi e tutto il Sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù e lo menarono via e lo misero in man di Pilato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER342
La tragica fine di Giuda Iscariota
Solo Matteo racconta la tragica fine di Giuda Iscariota. Dopo la condanna di Gesù, sopraffatto dal rimorso, Giuda getta le trenta monete d’argento nel santuario del Tempio e si toglie la vita. I sacerdoti comprano con quel denaro il campo del vasaio, chiamato Acheldama. Questo episodio illustra l’irreversibilità del tradimento e la disperazione di un uomo incapace di accettare il perdono.
Matteo 26.74 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora egli cominciò ad imprecare ed a giurare: Non conosco quell’uomo! E in quell’istante il gallo cantò.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER343
Presentazione al «re» Antipa
Gesù è mandato da Pilato davanti a Erode Antipa, tetrarca della Galilea, che si trova a Gerusalemme. Affascinato dallo spettacolare, Erode spera in un miracolo, ma si scontra con il silenzio totale di Gesù. Risentito, lo schernisce, gli mette addosso un manto splendido e lo rimanda a Pilato. Ironia della sorte, questo episodio riconcilia Pilato ed Erode. Solo Luca riferisce questa comparizione (Luca 23.6-12), avvenuta verso le 7:30 del venerdì mattina della Passione.
Luca 23.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed Erode co’ suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò a Pilato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER344
Il ritorno davanti a Ponzio Pilato
La pericope PER344 analizza il ritorno di Gesù davanti a Ponzio Pilato dopo la sua comparizione davanti a Erode Antipa, episodio riferito soltanto da Luca. Pilato, non trovando alcuna colpa punibile con la morte secondo il diritto romano, cerca di resistere alla pressione dei capi religiosi ebrei. L’articolo propone una ricostruzione cronologica precisa della mattina del venerdì della Passione e solleva la questione linguistica degli scambi tra Gesù e Pilato, verosimilmente avvenuti in greco.
Giovanni 19.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER345
La liberazione di un prigioniero
Durante il processo di Gesù davanti a Ponzio Pilato, il governatore romano cerca di sfruttare l’usanza pasquale della liberazione di un prigioniero per evitare di condannare Gesù. Propone alla folla di scegliere tra Gesù e Barabba, criminale famigerato, persuaso che il popolo farà la scelta giusta. L’intervento di sua moglie rafforza le sue esitazioni. Questa scena, attestata da tutti e quattro i vangeli, illustra la manipolazione delle autorità religiose e prefigura teologicamente la sostituzione redentrice.
Matteo 27.15-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or ogni festa di Pasqua il governatore soleva liberare alla folla un carcerato, qualunque ella volesse.Avevano allora un carcerato famigerato di nome Barabba.Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: Chi volete che vi liberi, Barabba, o Gesù detto Cristo?Poiché egli sapeva che glielo aveano consegnato per invidia.Or mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno a cagion di lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER346
L’accanimento del Sinedrio, condanna ufficiale
PER346 analizza la condanna ufficiale di Gesù da parte di Ponzio Pilato sotto l’accanita pressione del Sinedrio. A Gerusalemme, il venerdì mattina, la folla, manipolata dai capi religiosi, chiede la crocifissione. Pilato, politicamente intrappolato, cede nonostante l’assenza di un motivo valido. Lo studio affronta le irregolarità del processo e la questione cronologica della «sesta ora» in Giovanni 19.14, attraverso un approccio sinottico dei quattro vangeli.
Matteo 27.45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or dall’ora sesta si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER347
I diversi maltrattamenti e la flagellazione
PER347 analizza la flagellazione e i maltrattamenti inflitti a Gesù nel pretorio di Ponzio Pilato, il venerdì mattina della Passione. Pratica romana normalizzata che precedeva la crocifissione, questo supplizio è accompagnato dagli scherni dei soldati (corona di spine, manto di porpora). L’articolo confronta i racconti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni in un approccio sinottico, sottolineando la violenza istituzionale romana e la dignità conservata da Gesù nonostante gli oltraggi.
Giovanni 19.2-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e gli misero addosso un manto di porpora; e s’accostavano a lui e dicevano:Salve, Re de’ Giudei! e gli davan degli schiaffi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER348
Gli sforzi di Pilato per salvare Gesù
La pericope PER348 analizza i ripetuti tentativi di Ponzio Pilato di salvare Gesù durante il processo davanti al pretorio a Gerusalemme, un venerdì mattina. Basata principalmente su Giovanni 19.4-15, ripercorre le pressioni politiche e religiose che portano Pilato a condannare Gesù nonostante la sua convinzione della sua innocenza. Questo passo rivela la tensione tra giustizia, potere politico e autorità religiosa durante la Passione di Cristo.
Giovanni 19.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. E Pilato disse loro: Ecco l’uomo!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER349
Il titulus di Pilato
Il titulus di Pilato è il cartello posto sulla croce di Gesù con la scritta 'Gesù di Nazaret, il re dei Giudei', redatta in ebraico, latino e greco. Pilato impone questa formulazione nonostante la protesta dei capi dei sacerdoti, affermando così un'autorità simbolica dopo aver ceduto sulla condanna. Questo atto rivela una tragica ironia: l'iscrizione proclama pubblicamente la regalità di Gesù proprio nel momento della sua morte.
Marco 15.20-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono dei suoi propri vestimenti. E lo menaron fuori per crocifiggerlo.E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi.E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio.E gli offersero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese.Poi lo crocifissero e si spartirono i suoi vestimenti, tirandoli a sorte per sapere quel che ne toccherebbe a ciascuno.Era l’ora terza quando lo crocifissero.E l’iscrizione indicante il motivo della condanna, diceva: IL RE DE’ GIUDEI.E con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra.E si adempié la Scrittura che dice: Egli è stato annoverato fra gli iniqui.E quelli che passavano lì presso lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Eh, tu che disfai il tempio e lo riedifichi in tre giorni,salva te stesso e scendi giù di croce!Parimente anche i capi sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l’uno all’altro: Ha salvato altri e non può salvar se stesso!Il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano.E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Ecco, chiama Elia!E uno di loro corse, e inzuppata d’aceto una spugna, e postala in cima ad una canna, gli diè da bere dicendo: Aspettate, vediamo se Elia viene a trarlo giù.E Gesù, gettato un gran grido, rendé lo spirito.E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo.E il centurione ch’era quivi presente dirimpetto a Gesù, avendolo veduto spirare a quel modo, disse: Veramente, quest’uomo era Figliuol di Dio!Or v’erano anche delle donne, che guardavan da lontano; fra le quali era Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il piccolo e di Iose, e Salome;le quali, quand’egli era in Galilea, lo seguivano e lo servivano; e molte altre, che eran salite con lui a Gerusalemme.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER350
Il cammino fino al monte Golgota, aiuto di Simone di Cirene
PER350 analizza il cammino di Gesù verso il monte Golgota, a partire dal pretorio di Pilato. Indebolito dalla flagellazione, Gesù non riesce più a portare da solo la sua croce. Simone di Cirene viene requisito dai soldati. Luca menziona delle donne in lacrime tra la folla, Matteo riferisce il rifiuto di Gesù di una bevanda anestetizzante. Marco identifica Simone come padre di Alessandro e Rufo, figure note alle prime comunità cristiane. Una sinossi di Matteo, Marco e Luca illumina questo episodio che precede immediatamente la crocifissione, datata al venerdì mattina verso le 9.
Marco 15.20-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono dei suoi propri vestimenti. E lo menaron fuori per crocifiggerlo.E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi.E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio.E gli offersero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese.Poi lo crocifissero e si spartirono i suoi vestimenti, tirandoli a sorte per sapere quel che ne toccherebbe a ciascuno.Era l’ora terza quando lo crocifissero.E l’iscrizione indicante il motivo della condanna, diceva: IL RE DE’ GIUDEI.E con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra.E si adempié la Scrittura che dice: Egli è stato annoverato fra gli iniqui.E quelli che passavano lì presso lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Eh, tu che disfai il tempio e lo riedifichi in tre giorni,salva te stesso e scendi giù di croce!Parimente anche i capi sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l’uno all’altro: Ha salvato altri e non può salvar se stesso!Il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano.E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Ecco, chiama Elia!E uno di loro corse, e inzuppata d’aceto una spugna, e postala in cima ad una canna, gli diè da bere dicendo: Aspettate, vediamo se Elia viene a trarlo giù.E Gesù, gettato un gran grido, rendé lo spirito.E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo.E il centurione ch’era quivi presente dirimpetto a Gesù, avendolo veduto spirare a quel modo, disse: Veramente, quest’uomo era Figliuol di Dio!Or v’erano anche delle donne, che guardavan da lontano; fra le quali era Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il piccolo e di Iose, e Salome;le quali, quand’egli era in Galilea, lo seguivano e lo servivano; e molte altre, che eran salite con lui a Gerusalemme.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER351
Parole alle donne
Sulla via del Golgota, Gesù si rivolge alle donne di Gerusalemme che piangono per lui. Lungi dal concentrarsi sulla propria sofferenza, le avverte profeticamente di un terribile giudizio che sta per abbattersi sulla città. Episodio esclusivo di Luca, rivela Gesù come grande profeta, preoccupato fino all’ultimo della salvezza degli altri, e annuncia la distruzione di Gerusalemme nell’anno 70.
Giovanni 19.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora essi gridarono: Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER352
La crocifissione
La pericope PER352 analizza la crocifissione di Gesù sul monte Golgota attraverso i quattro vangeli. Colloca l’evento verso le 9 di un venerdì mattina, esamina il compimento delle profezie (Isaia 53,12; Salmo 22,19), i dettagli tecnici della crocifissione, l’iscrizione regale e gli scherni dei testimoni. Una lettura sinottica rigorosa che unisce storia, cronologia e teologia.
Luca 23.35-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si facean beffe di lui, dicendo: Ha salvato altri, salvi se stesso, se è il Cristo, l’Eletto di Dio!E i soldati pure lo schernivano, accostandosi, presentandogli dell’aceto e dicendo:Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER353
La spartizione delle vesti e le derisioni
La pericope PER353 analizza la spartizione delle vesti di Gesù e gli scherni durante la sua crocifissione sul Golgota. I quattro Vangeli convergono su questo episodio: i soldati tirano a sorte la tunica senza cuciture, adempiendo il Salmo 22.19. Luca riporta la preghiera di perdono di Gesù per i suoi carnefici, Marco il suo grido di abbandono e Matteo le derisioni dei passanti e dei capi religiosi. Questo articolo sinottico mette in luce la ricchezza teologica di ciascun racconto evangelico.
Salmi 22.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Per il Capo de’ musici. Su “Cerva dell’aurora”. Salmo di Davide. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Perché te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER354
Il dialogo con i due malfattori che gli stavano accanto
La pericope 354 analizza l'unico dialogo riportato da Luca tra Gesù e i due malfattori crocifissi accanto a lui (Lc 23,39-43). Uno schernisce Gesù; l'altro riconosce la propria colpa, afferma l'innocenza di Gesù e chiede di essere accolto nel suo regno. Gesù gli promette il paradiso «oggi». Questo brano rivela un paradosso teologico centrale: Gesù salva dalla croce, manifestando un'autorità spirituale proprio là dove tutto sembra contraddirla.
Luca 23.42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E diceva: Gesù, ricordati di me quando sarai venuto nel tuo regno!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER355
Il dialogo di Gesù con Giovanni e le donne
Ai piedi della croce, Gesù affida sua madre Maria a Giovanni, il discepolo amato (Giovanni 19.25-27). Unico vangelo a riferire questa scena, Giovanni sottolinea la coraggiosa presenza delle donne e di Giovanni al Golgota. Questo dialogo rivela una duplice portata: umana, perché Gesù assume le sue responsabilità di figlio, e spirituale, perché istituisce una nuova famiglia fondata sulla fede e non sul sangue. Giovanni obbedisce subito, dando prova della sua fedeltà.
Luca 23.26-49 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E mentre lo menavan via, presero un certo Simon, cireneo, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce, perché la portasse dietro a Gesù.Or lo seguiva una gran moltitudine di popolo e di donne che facean cordoglio e lamento per lui.Ma Gesù, voltatosi verso di loro, disse: Figliuole di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figliuoli.Perché ecco, vengono i giorni nei quali si dirà: Beate le sterili, e i seni che non han partorito, e le mammelle che non hanno allattato.Allora prenderanno a dire ai monti: Cadeteci addosso; ed ai colli: Copriteci.Poiché se fan queste cose al legno verde, che sarà egli fatto al secco?Or due altri, due malfattori, eran menati con lui per esser fatti morire.E quando furon giunti al luogo detto “il Teschio”, crocifissero quivi lui e i malfattori, l’uno a destra e l’altro a sinistra.E Gesù diceva: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno. Poi, fatte delle parti delle sue vesti, trassero a sorte.E il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si facean beffe di lui, dicendo: Ha salvato altri, salvi se stesso, se è il Cristo, l’Eletto di Dio!E i soldati pure lo schernivano, accostandosi, presentandogli dell’aceto e dicendo:Se tu sei il re de’ Giudei, salva te stesso!E v’era anche questa iscrizione sopra il suo capo: QUESTO E IL RE DEI GIUDEI.E uno de’ malfattori appesi lo ingiuriava, dicendo: Non se’ tu il Cristo? Salva te stesso e noi!Ma l’altro, rispondendo, lo sgridava e diceva: Non hai tu nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio?E per noi è cosa giusta, perché riceviamo la condegna pena de’ nostri fatti; ma questi non ha fatto nulla di male.E diceva: Gesù, ricordati di me quando sarai venuto nel tuo regno!E Gesù gli disse: Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso.Ora era circa l’ora sesta, e si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona, essendosi oscurato il sole.La cortina del tempio si squarciò pel mezzo.E Gesù, gridando con gran voce, disse: Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio. E detto questo spirò.E il centurione, veduto ciò che era accaduto, glorificava Iddio dicendo: Veramente, quest’uomo era giusto.E tutte le turbe che si erano raunate a questo spettacolo, vedute le cose che erano successe, se ne tornavano battendosi il petto.Ma tutti i suoi conoscenti e le donne che lo aveano accompagnato dalla Galilea, stavano a guardare queste cose da lontano.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER356
La notte a mezzogiorno
La pericope 356 analizza la comparsa delle tenebre durante la crocifissione di Gesù, da mezzogiorno alle 15, riferita dai tre sinottici. Questo evento cosmico è studiato nelle sue dimensioni cronologiche e teologiche: segno di giudizio divino, compimento profetico (Amos 8.9, Isaia 53) e velo pietoso sull'ignominia della croce. Precede le ultime parole di Gesù e la sua morte.
Matteo 27.45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or dall’ora sesta si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER357
La morte del Messia Gesù
La pericope PER357 analizza la morte di Gesù sulla croce al Golgota, il venerdì 1º aprile dell'anno 33 verso le 15, a partire dai quattro racconti evangelici. Matteo e Marco sono molto vicini; Luca riporta le ultime parole di Gesù e la reazione del centurione; Giovanni, testimone diretto, precisa gli eventi successivi alla morte e il loro compimento profetico. L'articolo include una cronologia precisa dei tre giorni e delle tre notti secondo il calendario ebraico.
Marco 15.33-37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Ecco, chiama Elia!E uno di loro corse, e inzuppata d’aceto una spugna, e postala in cima ad una canna, gli diè da bere dicendo: Aspettate, vediamo se Elia viene a trarlo giù.E Gesù, gettato un gran grido, rendé lo spirito.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER358
Le precisazioni di Giovanni
Giovanni 19.31-37 riferisce dettagli esclusivi sugli eventi successivi alla morte di Gesù: la richiesta delle autorità ebraiche di rimuovere i corpi prima del sabato di Pasqua, il crurifragium applicato ai briganti ma non a Gesù, già morto, e la lancia che gli trafigge il costato. Giovanni, testimone oculare, attesta la realtà della morte di Cristo e il compimento delle Scritture riguardanti l'Agnello pasquale.
Giovanni 19.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E anche un’altra Scrittura dice: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER359
I segni straordinari che accompagnarono la morte di Gesù
Alla morte di Gesù sul Golgota si verificano diversi segni straordinari: il velo del Tempio si squarcia dall'alto in basso, simboleggiando l'accesso diretto a Dio; un terremoto scuote la regione; le rocce si spaccano e le tombe si aprono. Questi fenomeni, riferiti soprattutto da Matteo, significano la fine dell'antica alleanza, l'avvento di una nuova e la vittoria di Cristo sulla morte, confermata dalla confessione del centurione romano.
Nahum 1.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :I monti tremano davanti a lui, si struggono i colli; la terra si solleva alla sua presenza, e il mondo con tutti i suoi abitanti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER360
I discepoli presenti alla crocifissione
PER360 analizza i discepoli presenti alla crocifissione di Gesù sul Golgota, mettendo a confronto i quattro Vangeli. Erano in maggioranza donne — Maria madre di Gesù, Maria Maddalena, Salome, Maria di Cleopa — e l'apostolo Giovanni, l'unico uomo menzionato. Il loro coraggio contrasta con la fuga dei discepoli uomini. Gesù affida la madre a Giovanni, gesto di profonda umanità. Una tenebra soprannaturale copre la scena da mezzogiorno alle 15, venerdì 1º aprile del 33.
Luca 23.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ora era circa l’ora sesta, e si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona, essendosi oscurato il sole.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER361
Giuseppe d'Arimatea chiede il corpo di Gesù
Giuseppe d'Arimatea, membro eminente del Sinedrio e discepolo segreto di Gesù, chiede coraggiosamente a Pilato la consegna del corpo del Crocifisso. Accompagnato da Nicodemo, organizza una sepoltura degna nella propria tomba nuova, prima dell'inizio del sabato. Questo episodio, attestato da tutti e quattro i vangeli, illustra il passaggio dalla discrezione a un atto pubblico di fede nel momento in cui i discepoli più vicini restano nascosti.
Giovanni 19.41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or nel luogo dov’egli fu crocifisso c’era un orto; e in quell’orto un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato posto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER362
Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo depongono il corpo di Gesù nella tomba
Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, due membri del Sinedrio favorevoli a Gesù, seppelliscono il suo corpo venerdì 1° aprile dell'anno 33, prima del sabato. Nicodemo porta una grande quantità di aromi, Giuseppe mette a disposizione il suo sepolcro nuovo. Il loro gesto coraggioso e pubblico, compiuto secondo i riti ebraici, conferisce alla sepoltura del Messia una dimensione regale e onorifica, segnando la loro uscita dalla discrezione dopo la crocifissione.
Giovanni 19.38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma occulto per timore de’ Giudei, chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e tolse il corpo di Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER363
La visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato
Episodio esclusivo di Matteo, questa pericope racconta la visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato il sabato mattina per ottenere una guardia alla tomba di Gesù. Temendo una voce di risurrezione, fanno sigillare il sepolcro. Pilato, pragmatico, cede alla loro richiesta. Questo episodio rivela le tensioni tra il potere religioso ebraico e l'autorità romana, e prepara direttamente il racconto della risurrezione.
Luca 23.50-56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed ecco un uomo per nome Giuseppe, che era consigliere, uomo dabbene e giusto,il quale non avea consentito alla deliberazione e all’operato degli altri, ed era da Arimatea, città de’ Giudei, e aspettava il regno di Dio,venne a Pilato e chiese il corpo di Gesù.E trattolo giù di croce, lo involse in un panno lino e lo pose in una tomba scavata nella roccia, dove niuno era ancora stato posto.Era il giorno della Preparazione, e stava per cominciare il sabato.E le donne che eran venute con Gesù dalla Galilea, avendo seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come v’era stato posto il corpo di Gesù.Poi, essendosene tornate, prepararono aromi ed oli odoriferi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Profezie bibliche e “fine dei tempi”
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DAN000
Introduzione generale al libro di Daniele
Introduzione generale al libro di Daniele, testo profetico maggiore dell'Antico Testamento. L'articolo pone le basi storiche, letterarie e teologiche necessarie per comprendere questo libro apocalittico, affrontandone la struttura, l'autore, i temi principali e i dibattiti esegetici relativi alla sua datazione e alla sua affidabilità.
Daniele 7.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il primo anno di Belsatsar, re di Babilonia, Daniele, mentr’era a letto, fece un sogno, ed ebbe delle visioni nella sua mente. Poi scrisse il sogno, e narrò la sostanza delle cose.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Affidabilità delle Scritture e altri temi dottrinali
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APO003
Apparenza o verità
APO003 analizza il capitolo 3 dell’Apocalisse e le sue tre lettere alle Chiese di Sardi, Filadelfia e Laodicea. Questi messaggi del Cristo risorto tracciano tre diagnosi spirituali senza tempo: l’apparenza senza vita, la fedeltà umile e la tiepidezza compiaciuta. Ogni lettera segue una struttura precisa e si rivolge a tutte le generazioni di credenti, invitandoli a discernere il loro reale stato spirituale e a perseverare nella fede.
Apocalisse 3.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Chi vince sarà così vestito di vesti bianche, ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, e confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio e nel cospetto dei suoi angeli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
La risurrezione e le diverse apparizioni
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PER364
Le donne vanno alla tomba
La pericope 364 racconta la partenza delle donne verso il sepolcro di Gesù, all'alba di domenica, attestata dai quattro vangeli. Mosse dalla loro fedeltà e dal loro attaccamento a Gesù, portano degli aromi senza aspettarsi una risurrezione. L'articolo sottolinea la loro costanza di fronte al venir meno degli apostoli, la loro incomprensione degli annunci della risurrezione e la loro ignoranza delle guardie poste al sepolcro. Un'analisi sinottica rigorosa nel quadro della Passione e della Risurrezione.
Luca 18.31-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, presi seco i dodici, disse loro: Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e saranno adempiute rispetto al Figliuol dell’uomo tutte le cose scritte dai profeti;poiché egli sarà dato in man de’ Gentili, e sarà schernito ed oltraggiato e gli sputeranno addosso;e dopo averlo flagellato, l’uccideranno; ma il terzo giorno risusciterà.Ed essi non capirono nulla di queste cose; quel parlare era per loro oscuro, e non intendevano le cose dette loro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER365
La pietra rotolata via, il terremoto
La mattina di Pasqua, alcune donne fedeli si recano alla tomba di Gesù per completare le cure funebri. Scoprono la pietra rotolata via e la tomba vuota. L’articolo analizza la loro fedeltà, in contrasto con la fuga degli apostoli, il loro attaccamento a Gesù e l’incomprensione generale di fronte agli annunci della risurrezione. Un approccio sinottico confronta Matteo, Marco, Luca e Giovanni su questo evento fondante.
Luca 8.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :e con lui erano i dodici e certe donne che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER366
Il messaggio degli angeli
La pericope PER366 analizza il messaggio degli angeli alle donne alla tomba, la domenica mattina della risurrezione. Confrontando Matteo, Marco e Luca, esamina le differenze sul numero degli angeli, sul vocabolario impiegato e sul posto delle donne come prime testimoni. Queste variazioni riflettono la libertà redazionale degli evangelisti e costituiscono indizi dell’autenticità storica del racconto della risurrezione.
Luca 24.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento; ma il primo giorno della settimana, la mattina molto per tempo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che aveano preparato.E trovarono la pietra rotolata dal sepolcro.Ma essendo entrate, non trovarono il corpo del Signor Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER367
Le donne avvertono i discepoli
La pericope 367 esamina il momento in cui le donne avvertono i discepoli della risurrezione, mettendo a confronto Matteo 28.8, Marco 16.9-11, Luca 24.9-11 e Giovanni 20.2. Emerge una divergenza rilevante: Maria di Magdala sembra ignorare il messaggio degli angeli, diversamente dalle altre donne. L’ipotesi di una partenza anticipata di Maria prima dell’apparizione angelica permette di armonizzare i racconti e di spiegare la sua persistente incomprensione davanti alla tomba vuota.
Giovanni 20.26-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Toma era con loro. Venne Gesù, a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: Pace a voi!Poi disse a Toma: Porgi qua il dito, e vedi le mie mani; e porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente.Toma gli rispose e disse: Signor mio e Dio mio!Gesù gli disse: Perché m’hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non han veduto, e hanno creduto!Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri miracoli, che non sono scritti in questo libro;ma queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER368
La reazione di Pietro e di Giovanni
La pericope 368 analizza la reazione di Pietro e Giovanni dopo la testimonianza di Maria di Magdala sulla tomba vuota. I due apostoli corrono al sepolcro, vi scoprono le bende e il sudario piegato, ma non comprendono ancora la realtà della risurrezione. L'articolo armonizza i racconti di Luca 24.12 e Giovanni 20.3-12, distingue due annunci successivi ai discepoli e sottolinea l'incomprensione iniziale di fronte alle profezie di Gesù sulla sua risurrezione.
Marco 8.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi cominciò ad insegnar loro ch’era necessario che il Figliuol dell’uomo soffrisse molte cose, e fosse reietto dagli anziani e dai capi sacerdoti e dagli scribi, e fosse ucciso, e in capo a tre giorni risuscitasse.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER369
Maria di Magdala resta presso il sepolcro
Episodio esclusivo di Giovanni (Giovanni 20.11), questa pericope descrive Maria di Magdala che resta sola presso il sepolcro dopo la partenza di Pietro e Giovanni. Testimone fedele fin dal ministero di Gesù, interpreta dapprima la scomparsa del corpo come un trafugamento, prima di diventare la prima persona a cui il Risorto appare personalmente. L’articolo propone un’analisi cronologica e un’armonizzazione dei racconti evangelici della risurrezione.
Marco 16.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale avea cacciato sette demoni.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER370
Prima apparizione del Messia Gesù a Maria di Magdala
La pericope PER370 analizza la prima apparizione di Cristo risorto a Maria di Magdala, la domenica 3 aprile dell’anno 33 al mattino, presso la tomba a Gerusalemme. Riferita principalmente da Giovanni (Gv 20,11-18) e confermata da Marco (Mc 16,9), questo incontro rivela l’iniziale ignoranza di Maria riguardo alla risurrezione, il suo equivoco nel prendere Gesù per un giardiniere e la natura particolare delle apparizioni pasquali. L’articolo adotta un rigoroso metodo sinottico confrontando i vangeli.
Giovanni 20.2-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora corse e venne da Simon Pietro e dall’altro discepolo che Gesù amava, e disse loro: Han tolto il Signore dal sepolcro, e non sappiamo dove l’abbiano posto.Pietro dunque e l’altro discepolo uscirono e si avviarono al sepolcro.Correvano ambedue assieme; ma l’altro discepolo corse innanzi più presto di Pietro, e giunse primo al sepolcro;e chinatosi, vide i pannilini giacenti, ma non entrò.Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro, e vide i pannilini giacenti,e il sudario ch’era stato sul capo di Gesù, non giacente coi pannilini, ma rivoltato in un luogo a parte.Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto primo al sepolcro, e vide, e credette.Perché non aveano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti.I discepoli dunque se ne tornarono a casa.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER371
Seconda apparizione del Messia Gesù alle altre donne
La pericope PER371 analizza la seconda apparizione di Gesù risorto alle donne (Mt 28.9-10), la domenica mattina presso la tomba a Gerusalemme. L'articolo armonizza la tensione apparente tra Marco (silenzio e timore delle donne) e Matteo (incontro con Gesù), mostrando che questi racconti sono complementari: Marco descrive la reazione immediata di stupore, Matteo vi aggiunge la gioia. Solo Matteo riferisce questa apparizione specifica.
Luca 2.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E un angelo del Signore si presentò ad essi e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e temettero di gran timore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER372
L’apparizione del Messia Gesù a Pietro
L’apparizione di Gesù risorto a Simon Pietro è attestata da Luca 24.34 e 1 Corinzi 15.3-5, ma nessun evangelista ne descrive il contenuto. Collocato nella domenica 3 aprile dell’anno 33 d.C., dopo le apparizioni alle donne e prima di quella ai discepoli di Emmaus, questo incontro intimo sembra essere una riconciliazione personale tra Gesù e Pietro dopo il suo rinnegamento. Pietro sarebbe così stato il primo apostolo a vedere il Signore risorto.
Giovanni 20.14-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Detto questo, si voltò indietro, e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che era Gesù.Gesù le disse: Donna, perché piangi? Chi cerchi? Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai posto, e io lo prenderò.Gesù le disse: Maria! Ella, rivoltasi, gli disse in ebraico: Rabbunì! che vuol dire: Maestro!Gesù le disse: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, all’Iddio mio e Iddio vostro.Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che avea veduto il Signore, e ch’egli le avea dette queste cose.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER373
Le guardie avvertono le autorità ebraiche
Matteo 28.11-15 riferisce che le guardie del sepolcro, testimoni involontari della risurrezione, si recarono dalle autorità ebraiche. Queste le corruppero perché diffondessero la tesi del furto del corpo da parte dei discepoli. L'articolo analizza il valore apologetico di questa testimonianza esterna alla cerchia cristiana e le contraddizioni della versione ufficiale, sottolineando che questo episodio, esclusivo di Matteo, si inserisce nella cronologia pasquale di domenica 3 aprile dell'anno 33.
Matteo 28.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra, e vi sedette sopra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Guarigioni
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MIR009
Guarigione del paralitico di Betesda
Questo articolo discute la guarigione del paralitico di Betesda da parte di Gesù, che illustra la compassione e l’autorità divina di Gesù. Il miracolo, avvenuto di sabato, provoca un conflitto con le rigide autorità giudaiche sulle leggi del sabato. Con questo atto Gesù sottolinea l’importanza della fede, della guarigione spirituale e della redenzione al di là delle restrizioni legali.
Giovanni 5.1-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose ci fu una festa de’ Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme.Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR034
Guarigione dei dieci lebbrosi
Luca 17.11-19 racconta la guarigione di dieci lebbrosi da parte di Gesù. Solo un Samaritano torna a ringraziarlo, illustrando i temi della fede, dell’obbedienza, della gratitudine e dell’inclusività della salvezza.
Luca 17.11-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed avvenne che, nel recarsi a Gerusalemme, egli passava sui confini della Samaria e della Galilea.E come entrava in un certo villaggio, gli si fecero incontro dieci uomini lebbrosi, i quali, fermatisi da lontano,alzaron la voce dicendo: Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!E, vedutili, egli disse loro: Andate a mostrarvi a’ sacerdoti. E avvenne che, mentre andavano, furon mondati.E uno di loro, vedendo che era guarito, tornò indietro, glorificando Iddio ad alta voce;e si gettò ai suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo; e questo era un Samaritano.Gesù, rispondendo, disse: I dieci non sono stati tutti mondati? E i nove altri dove sono?Non si è trovato alcuno che sia tornato per dar gloria a Dio fuor che questo straniero?E gli disse: Lèvati e vattene: la tua fede t’ha salvato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
La rivelazione di Daniele
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DAN001
Struttura e organizzazione del libro di Daniele
Il libro di Daniele, complesso e bilingue, presenta racconti e visioni profetiche che illustrano la successione dei regni umani e la sovranità eterna di Dio. Daniele, fedele in esilio, diventa profeta e rivela profezie maggiori che culminano nella liberazione e nella risurrezione.
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DAN002
Daniele 1 – Fedeli a Babilonia: vivere in un mondo straniero senza perdere la propria identità
Daniele 1 mostra come Daniele e i suoi amici riescano a rimanere fedeli alla loro fede in un ambiente straniero, nonostante i tentativi di trasformazione culturale, grazie alla saggezza e alla fedeltà a Dio.
Daniele 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il terzo anno del regno di Joiakim, re di Giuda, Nebucadnetsar, re di Babilonia, venne contro Gerusalemme, e l’assediò.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
DAN008
Daniele 6 – Daniele nella fossa dei leoni: restare fedeli quando la fede diventa pericolosa
Daniele 6 racconta come Daniele, nonostante un decreto che vieta ogni adorazione diversa da quella rivolta al re, continui a pregare Dio. Gelosi della sua posizione, i suoi avversari si servono del decreto per tendergli una trappola. Gettato nella fossa dei leoni, Daniele è miracolosamente protetto da Dio. La sua fede incrollabile induce Dario a riconoscere la potenza eterna di Dio.
Daniele 6.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il re Dario quindi firmò il decreto e il divieto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
DAN010
Daniele 8 – L'ariete, il capro e il piccolo corno
Daniele 8 profetizza il passaggio degli imperi da Babilonia alla Grecia, con l'emergere persecutore di Antioco IV. Questa visione illustra l'arrivo dell'autorità divina dopo la restaurazione del Tempio di Gerusalemme da parte di Giuda Maccabeo.
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DAN011
Daniele 9 – Le settanta settimane: dalla preghiera di Daniele alla speranza messianica
Daniele 9 inizia con una preghiera e si conclude con la profezia delle settanta settimane. Daniele scopre che l'esilio di Gerusalemme sta per finire, poi riceve dall'angelo Gabriele la visione di un periodo più vasto, simboleggiato da 490 anni che conducono all'epoca messianica. La sua preghiera pone l'accento sulla confessione del peccato d'Israele e sulla ricerca della misericordia divina. Le prime 69 settimane culminano nel ministero di Giovanni Battista, mentre le ultime settimane anticipano un orizzonte escatologico.
Esdra 7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or dopo queste cose, sotto il regno d’Artaserse, re di Persia, giunse Esdra, figliuolo di Seraia, figliuolo d’Azaria, figliuolo di Hilkia,figliuolo di Shallum, figliuolo di Tsadok, figliuolo d’Ahitub,figliuolo d’Amaria, figliuolo d’Azaria, figliuolo di Meraioth,figliuolo di Zerahia, figliuolo di Uzzi,figliuolo di Bukki, figliuolo di Abishua, figliuolo di Fineas, figliuolo di Eleazar, figliuolo d’Aaronne il sommo sacerdote.Quest’Esdra veniva da Babilonia; era uno scriba versato nella legge di Mosè data dall’Eterno, dall’Iddio d’Israele; e siccome la mano dell’Eterno, del suo Dio, era su lui, il re gli concedette tutto quello che domandò.E alcuni de’ figliuoli d’Israele e alcuni de’ sacerdoti, de’ Leviti, de’ cantori, dei portinai e de’ Nethinei saliron pure con lui a Gerusalemme, il settimo anno del re Artaserse.Esdra giunse a Gerusalemme il quinto mese, nel settimo anno del re.Infatti, avea fissata la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese, e arrivò a Gerusalemme il primo giorno del quinto mese, assistito dalla benefica mano del suo Dio.Poiché Esdra aveva applicato il cuore allo studio ed alla pratica della legge dell’Eterno, e ad insegnare in Israele le leggi e le prescrizioni divine.Or ecco la copia della lettera data dal re Artaserse a Esdra, sacerdote e scriba, scriba versato nei comandamenti e nelle leggi dati dall’Eterno ad Israele:“Artaserse, re dei re, a Esdra, sacerdote, scriba versato nella legge dell’Iddio del cielo, ecc.Da me è decretato che nel mio regno, chiunque del popolo d’Israele, de’ suoi sacerdoti e de’ Leviti sarà disposto a partire con te per Gerusalemme, vada pure;giacché tu sei mandato da parte del re e dai suoi sette consiglieri per informarti in Giuda e in Gerusalemme come vi sia osservata la legge del tuo Dio, la quale tu hai nelle mani,e per portare l’argento e l’oro che il re ed i suoi consiglieri hanno volenterosamente offerto all’Iddio d’Israele, la cui dimora e a Gerusalemme,e tutto l’argento e l’oro che troverai in tutta la provincia di Babilonia, e i doni volontari fatti dal popolo e dai sacerdoti per la casa del loro Dio a Gerusalemme.Tu avrai quindi cura di comprare con questo danaro de’ giovenchi, dei montoni, degli agnelli, e ciò che occorre per le relative oblazioni e libazioni, e li offrirai sull’altare della casa del vostro Dio ch’è a Gerusalemme.Del rimanente dell’argento e dell’oro farete, tu e i tuoi fratelli, quel che meglio vi parrà, conformandovi alla volontà del vostro Dio.Quanto agli utensili che ti son dati per il servizio della casa dell’Iddio tuo, rimettili davanti all’Iddio di Gerusalemme.E qualunque altra spesa ti occorrerà di fare per la casa del tuo Dio, ne trarrai l’ammontare dal tesoro della casa reale.Io, il re Artaserse, do ordine a tutti i tesorieri d’oltre il fiume di consegnare senza dilazione a Esdra, sacerdote e scriba, versato nella legge dell’Iddio del cielo, tutto quello che vi chiederà,fino a cento talenti d’argento, a cento cori di grano, a cento bati di vino, a cento bati d’olio, e a una quantità illimitata di sale.Tutto quello ch’è comandato dall’Iddio del cielo sia puntualmente fatto per la casa dell’Iddio del cielo. Perché l’ira di Dio dovrebbe ella venire sopra il regno, sopra il re e i suoi figliuoli?Vi facciamo inoltre sapere che non è lecito a nessuno esigere alcun tributo o imposta o pedaggio da alcuno de’ sacerdoti, de’ Leviti, de’ cantori, dei portinai, de’ Nethinei e de’ servi di questa casa di Dio.E tu, Esdra, secondo la sapienza di cui il tuo Dio ti ha dotato, stabilisci de’ magistrati e de’ giudici che amministrino la giustizia a tutto il popolo d’oltre il fiume, a tutti quelli che conoscono le leggi del tuo Dio; e fatele voi conoscere a chi non le conosce.E di chiunque non osserverà la legge del tuo Dio e la legge del re farete pronta giustizia, punendolo con la morte o col bando o con multa pecuniaria o col carcere”.Benedetto sia l’Eterno, l’Iddio de’ nostri padri, che ha così disposto il cuore del re ad onorare la casa dell’Eterno, a Gerusalemme,e che m’ha conciliato la benevolenza del re, de’ suoi consiglieri e di tutti i suoi potenti capi! Ed io, fortificato dalla mano dell’Eterno, del mio Dio, ch’era su me, radunai i capi d’Israele perché partissero meco.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
DAN012
Daniele 10 – Dietro la storia visibile, il combattimento invisibile
Daniele 10 rivela un conflitto invisibile tra potenze spirituali. Daniele prega per tre settimane senza una risposta apparente. Un personaggio celeste gli spiega di essere stato trattenuto dal principe di Persia, ma aiutato da Michele, un capo celeste. Ciò mette in luce la necessità di una preghiera perseverante e la realtà di un combattimento spirituale nascosto, affermando al tempo stesso che il futuro è nelle mani di Dio.
Apocalisse 12.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Le contraddizioni
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CTD010
Gesù avrebbe ereditato il trono di Davide?
L’articolo chiarisce un’apparente contraddizione riguardante Gesù e il trono di Davide. Spiega come le genealogie di Matteo e Luca, pur distinte, si completino per assicurare che Gesù abbia una legittimità al tempo stesso legale e naturale, senza legame con la linea maledetta di Ioiachìm.
2 Samuele 7.12-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai coi tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua progenie, il figlio che sarà uscito dalle tue viscere, e stabilirò saldamente il suo regno.Egli edificherà una casa al mio nome, ed io renderò stabile in perpetuo il trono del suo regno.Io sarò per lui un padre, ed egli mi sarà figliuolo; e, se fa del male, lo castigherò con verga d’uomo e con colpi da figli d’uomini,ma la mia grazia non si dipartirà da lui, come s’è dipartita da Saul, ch’io ho rimosso d’innanzi a te.E la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre, dinanzi a te, e il tuo trono sarà reso stabile in perpetuo”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD011
L'asinello e l'asina?
L’articolo CTD011 risponde a una presunta contraddizione sul numero di animali durante l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Marco e Luca menzionano un puledro, Matteo un’asina e il suo puledro. L’autore mostra che non si tratta di una contraddizione ma di una differenza di focalizzazione: Matteo, scrivendo per un pubblico giudaico, sottolinea il compimento letterale della profezia di Zaccaria 9.9. Gesù ha montato un solo animale, il puledro, ma la presenza dell’asina è menzionata per il suo contesto profetico e pratico.
Marco 11.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed essi menarono il puledro a Gesù, e gettarono su quello i loro mantelli, ed egli vi montò sopra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD020
La purificazione del tempio?
L'articolo esplora l'apparente divergenza tra Matteo e Marco sulla purificazione del tempio da parte di Gesù. Matteo presenta un'azione immediata mentre Marco distingue due giornate. L'analisi rivela che Matteo usa un approccio tematico per mostrare l'autorità di Gesù, senza contraddire Marco. Non vi è dunque alcuna contraddizione reale tra i racconti.
Matteo 21.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù entrò nel tempio e cacciò fuori tutti quelli che quivi vendevano e compravano; e rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD031
La morte di Giuda?
Questo articolo esamina la morte di Giuda Iscariota, descritta diversamente in Matteo e negli Atti. Benché questi racconti sembrino contraddittori, una lettura combinata mostra che si completano. Matteo parla dell'impiccagione di Giuda, mentre gli Atti descrivono la caduta del suo corpo, formando un racconto coerente.
Atti 1.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Costui dunque acquistò un campo col prezzo della sua iniquità; ed essendosi precipitato, gli si squarciò il ventre, e tutte le sue interiora si sparsero.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD032
Il campo del sangue?
L'articolo analizza perché «il campo del sangue» sia chiamato così, basandosi sui racconti di Matteo e degli Atti. Questi racconti non si contraddicono ma offrono prospettive teologiche e popolari: l'acquisto con il «prezzo del sangue» e la morte di Giuda.
Marco 1.2-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Secondo ch’egli è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero a prepararti la via…V’è una voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD034
Il testo del titulus?
L'articolo tratta delle variazioni nei Vangeli riguardo al titulus di Gesù, spiegando che riflettono versioni linguistiche diverse e sono in realtà complementari, non contraddittorie.
Giovanni 19.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Molti dunque dei Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l’iscrizione era in ebraico, in latino e in greco.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD038
Il giorno esatto dell’ultima cena di Pasqua?
L'articolo esplora le divergenze apparenti tra i Vangeli sulla cronologia della crocifissione rispetto alla Pasqua. I diversi calendari ebraici spiegano queste differenze, permettendo di concludere che i testi sono compatibili.
Giovanni 19.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Era la preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD043
In quale lingua parlava Gesù?
L’articolo CTD043 risponde alla presunta contraddizione tra Matteo («Eli, Eli…») e Marco («Eloì, Eloì…») riguardo al grido di Gesù sulla croce. L’analisi linguistica mostra che Gesù parlava aramaico (attestato da «sabactàni» in entrambi i testi) e che la differenza tra «Eli» (forma ebraica) e «Eloì» (forma aramaica) riflette semplicemente l’adattamento di ciascun evangelista ai suoi lettori. Non vi è alcuna contraddizione.
Luca 4.16-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E venne a Nazaret, dov’era stato allevato; e com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga, e alzatosi per leggere,gli fu dato il libro del profeta Isaia; e aperto il libro trovò quel passo dov’era scritto:Lo Spirito del Signore è sopra me; per questo egli mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato a bandir liberazione a’ prigionieri, ed ai ciechi ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi,e a predicare l’anno accettevole del Signore.Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi in lui.Ed egli prese a dir loro: Oggi, s’è adempiuta questa scrittura, e voi l’udite.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD050
Scopo della visita delle donne al sepolcro
L'articolo esamina i racconti dei Vangeli sulla visita delle donne al sepolcro di Gesù, esplorando diverse intenzioni apparenti. Mentre Marco e Luca parlano di aromi, Matteo menziona l'atto di visitare il sepolcro, e Giovanni si concentra sul suo essere vuoto. Benché le narrazioni appaiano divergenti, si completano. Le pratiche funerarie giudaiche permettono di comprendere queste differenze.
Matteo 28.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or nella notte del sabato, quando già albeggiava, il primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l’altra Maria vennero a visitare il sepolcro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD068
Il segno di Giona
L'articolo tratta la contraddizione apparente sul «segno di Giona» tra Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Spiega le divergenze con i diversi destinatari dei Vangeli e il loro obiettivo comune di sottolineare l'importanza dell'annuncio del regno dei cieli.
Matteo 16.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed accostatisi a lui i Farisei e i Sadducei, per metterlo alla prova, gli chiesero di mostrar loro un segno dal cielo.Ma egli, rispondendo, disse loro: Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia!e la mattina dite: Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo! L’aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni de’ tempi non arrivate a discernerli?Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno, e segno non le sarà dato se non quello di Giona. E, lasciatili, se ne andò.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Ministero di Pietro
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ADA000
Gli Atti degli Apostoli
Introduzione a una serie di studi sugli Atti degli Apostoli, naturale prosecuzione del Vangelo di Luca. L'articolo presenta l'approccio storico-teologico adottato: contestualizzazione degli eventi, confronto con le epistole paoline, definizione di una cronologia. Le due figure centrali, Pietro e Paolo, struttureranno lo studio. L'obiettivo è ripercorrere la nascita e l'espansione della Chiesa da Gerusalemme al mondo mediterraneo, sotto l'azione dello Spirito Santo.
Romani 15.18-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :perché io non ardirei dir cosa che Cristo non abbia operata per mio mezzo, in vista dell’ubbidienza de’ Gentili, in parola e in opera,con potenza di segni e di miracoli, con potenza dello Spirito Santo. Così, da Gerusalemme e dai luoghi intorno fino all’Illiria, ho predicato dovunque l’Evangelo di Cristo,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA001
L’introduzione di Luca
Primo commento della serie sugli Atti degli Apostoli, questo articolo analizza l'introduzione di Luca (Atti 1.1-3). Presenta Luca come autore delle due opere indirizzate a Teofilo, evoca l'ipotesi di quest'ultimo come committente, e sottolinea i quaranta giorni di insegnamento dopo la risurrezione sul Regno di Dio. Questi versetti assicurano la transizione tra il Vangelo e la storia della Chiesa nascente sotto la guida dello Spirito Santo.
Atti 1.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Nel mio primo libro, o Teofilo, parlai di tutto quel che Gesù prese e a fare e ad insegnare,fino al giorno che fu assunto in cielo, dopo aver dato per lo Spirito Santo dei comandamenti agli apostoli che avea scelto.Ai quali anche, dopo ch’ebbe sofferto, si presentò vivente con molte prove, facendosi veder da loro per quaranta giorni, e ragionando delle cose relative al regno di Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA002
Colloquio degli apostoli con Gesù
Luca riporta l'ultimo colloquio di Gesù con i suoi undici apostoli prima dell'Ascensione (Atti 1.4-8). Gesù ordina loro di attendere a Gerusalemme il battesimo dello Spirito Santo, rifiuta di rivelare i tempi escatologici riservati al Padre, e affida loro una missione universale: essere suoi testimoni da Gerusalemme fino agli estremi confini della terra. Questo passo costituisce il piano strutturale del libro degli Atti.
Giovanni 15.26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA003
L’ascensione di Gesù
L'ascensione di Gesù, avvenuta il 12 maggio del 33 sul monte degli Ulivi, chiude il suo ministero terreno. Elevato in una nuvola, è accolto presso il Padre mentre due angeli annunciano il suo ritorno glorioso. Questo evento, narrato soltanto da Luca, segna il passaggio al ministero celeste di Cristo e fonda la speranza escatologica della Chiesa primitiva nell'attesa della parusia.
Giovanni 14.2-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, ve l’avrei detto; io vo a prepararvi un luogo;e quando sarò andato e v’avrò preparato un luogo, tornerò, e v’accoglierò presso di me, affinché dove son io, siate anche voi;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA004
Il ritorno e l’attesa dei discepoli
Dopo l'ascensione di Gesù (12 maggio 33), i discepoli tornano a Gerusalemme dal monte degli Ulivi, distante «un cammino di sabato». Si riuniscono in una stanza al piano superiore, probabilmente la casa di Maria, madre di Giovanni Marco, e perseverano unanimi nella preghiera, con le donne e la famiglia di Gesù. Questo periodo di attesa prefigura le caratteristiche della Chiesa nascente.
Atti 12.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E considerando la cosa, venne alla casa di Maria, madre di Giovanni soprannominato Marco, dove molti fratelli stavano raunati e pregavano.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA005
La scelta di Mattia
Analisi di Atti 1.15-26, che narra l'elezione di Mattia per sostituire Giuda Iscariota. Pietro, portavoce naturale dei discepoli, fonda la necessità di questa sostituzione sui Salmi. I criteri apostolici sono precisati: aver seguito Gesù fin dal suo battesimo ed essere testimone della sua risurrezione. Mattia è infine designato per sorteggio dopo la preghiera, ristabilendo il collegio dei Dodici, simbolo delle dodici tribù d'Israele.
Marco 3.16-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Costituì dunque i dodici, cioè: Simone, al quale mise nome Pietro;e Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali pose nome Boanerges, che vuol dire figliuoli del tuono;e Andrea e Filippo e Bartolomeo e Matteo e Toma e Giacomo di Alfeo e Taddeo e Simone il Cananeoe Giuda Iscariot quello che poi lo tradì.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA006
Il compimento della promessa
L'articolo descrive il compimento della promessa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste, come narrato negli Atti degli Apostoli. Centoventi discepoli ricevono manifestazioni divine a Gerusalemme, parlando in lingue comprese da popoli diversi. Questo evento segna l'universalità del Vangelo.
Atti 2.1-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo.E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano.E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro.E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi.Or in Gerusalemme si trovavan di soggiorno dei Giudei, uomini religiosi d’ogni nazione di sotto il cielo.Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio.E tutti stupivano e si maravigliavano, dicendo: Ecco, tutti costoro che parlano non son eglino Galilei?E com’è che li udiamo parlare ciascuno nel nostro proprio natìo linguaggio?Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia,della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia Cirenaica, e avventizi Romani,tanto Giudei che proseliti, Cretesi ed Arabi, li udiamo parlar delle cose grandi di Dio nelle nostre lingue.E tutti stupivano ed eran perplessi dicendosi l’uno all’altro: Che vuol esser questo?Ma altri, beffandosi, dicevano: Son pieni di vin dolce.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA007
Il discorso di Pietro
L'articolo tratta il discorso di Pietro a Pentecoste, descrivendo come confuta le interpretazioni errate e presenta Gesù come il Messia delle Scritture. Invita al pentimento, al battesimo e promette il dono dello Spirito Santo.
Atti 2.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete,quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste;ma Dio lo risuscitò, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile ch’egli fosse da essa ritenuto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA008
Tremila persone si convertono
L'articolo tratta la conversione di tremila persone in seguito al discorso di Pietro. Sottolinea le sfide per la giovane chiesa, l'importanza dell'opera dello Spirito Santo e il significato rinnovato del battesimo cristiano.
Giovanni 3.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Gesù venne co’ suoi discepoli nelle campagne della Giudea; quivi si trattenne con loro, e battezzava.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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La guarigione dello zoppo
L'articolo esamina la guarigione dello storpio in Atti 3.1-11 da parte di Pietro e Giovanni, collocando il miracolo nel contesto del tempio di Gerusalemme. Discute l'importanza di questa guarigione come atto di testimonianza e sottolinea l'azione dello Spirito Santo dopo la Pentecoste nel ministero degli apostoli.
Giovanni 14.26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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Nuovo discorso di Pietro
L'articolo esplora il secondo grande discorso di Pietro, che fa seguito alla Pentecoste. Pietro, accompagnato da Giovanni, predica a Gerusalemme dopo la guarigione di un uomo storpio, sottolineando la cristologia, il pentimento e le profezie del Messia. Il discorso incide sulla comunità ma incontra l'opposizione delle autorità religiose.
Deuteronomio 18.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :L’Eterno, il tuo Dio, ti susciterà un profeta come me, in mezzo a te, d’infra i tuoi fratelli; a quello darete ascolto!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA011
Arresto di Pietro e Giovanni
Riguardante Atti 4.1-4, questo articolo esamina l'arresto di Pietro e Giovanni da parte delle autorità religiose di Gerusalemme. In seguito ai miracoli compiuti dagli apostoli, la comunità cristiana conosce una forte crescita, provocando una reazione prudente ma ferma dei capi giudei di fronte a questa nuova fede che predica la risurrezione, un concetto centrale che urta in particolare i sadducei.
Atti 3.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E si portava un certo uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano alla porta del tempio detta “Bella”, per chieder l’elemosina a coloro che entravano nel tempio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA012
Pietro e Giovanni in prigione
Questo articolo tratta il confronto di Pietro e Giovanni con il Sinedrio. Gli apostoli, arrestati per aver predicato, devono comparire davanti a questo influente tribunale religioso. Di fronte alla stessa autorità che aveva condannato Gesù, Pietro e Giovanni, sostenuti dallo Spirito Santo, testimoniano con coraggio la loro fede, illustrando la continuità del messaggio di Cristo.
Giovanni 19.15-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora essi gridarono: Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare.Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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La difesa di Pietro e di Giovanni davanti al Sinedrio
Pietro e Giovanni presentano una difesa audace davanti al Sinedrio dopo un miracolo che sorprende le autorità. Ripieni di Spirito Santo, dimostrano una sicurezza che stupisce i loro giudici. Luca sottolinea il compimento delle promesse di Gesù, e l'inconfutabilità dei fatti rafforza la loro testimonianza.
Giovanni 6.68-69 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Simon Pietro gli rispose: Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna;e noi abbiam creduto e abbiam conosciuto che tu sei il Santo di Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA014
La deliberazione e la sentenza del Sinedrio
Di fronte all'imbarazzo del Sinedrio dopo un miracolo compiuto da Pietro e Giovanni, le autorità religiose vietano la predicazione nel nome di Gesù, sperando che le minacce compromettano il messaggio cristiano. Pietro e Giovanni rispondono affermando la loro obbedienza prioritaria a Dio, illustrando una trasformazione spirituale sostenuta dallo Spirito Santo.
Atti 4.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E avendoli chiamati, ingiunsero loro di non parlare né insegnare affatto nel nome di Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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La testimonianza di Pietro e Giovanni
L'articolo tratta il ritorno di Pietro e Giovanni presso i credenti dopo il loro arresto da parte del Sinedrio. Di fronte alle minacce, l'assemblea si unisce nella preghiera, affermando la sovranità di Dio e chiedendo forza per proclamare il Vangelo, esprimendo una fede incrollabile.
Marco 10.45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché anche il Figliuol dell’uomo non è venuto per esser servito, ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per molti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA016
La solidarietà dei credenti
Descrivendo la prima Chiesa cristiana di Gerusalemme, Luca mostra una comunità unita e solidale. I credenti condividevano liberamente i loro beni, spinti dall'amore fraterno e trasformati dal Vangelo. La gestione delle risorse da parte degli apostoli testimonia la fiducia collettiva e contribuisce allo sviluppo della Chiesa.
Filippesi 2.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Se dunque v’è qualche consolazione in Cristo, se v’è qualche conforto d’amore, se v’è qualche comunione di Spirito, se v’è qualche tenerezza d’affetto e qualche compassione,rendente perfetta la mia allegrezza, avendo un medesimo sentimento, un medesimo amore, essendo d’un animo, di un unico sentire;non facendo nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascun di voi, con umiltà, stimando altrui da più di se stesso,avendo ciascun di voi riguardo non alle cose proprie, ma anche a quelle degli altri.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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Anania e Saffira
L'articolo tratta il racconto di Anania e Saffira in Atti 5, mostrando le drammatiche conseguenze del loro inganno nei confronti della comunità cristiana e dello Spirito Santo. La loro storia contrasta con la sincera generosità di Barnaba, sottolineando le esigenze etiche della fede cristiana e offrendo un monito contro l'ipocrisia.
Matteo 6.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Guardatevi dal praticare la vostra giustizia nel cospetto degli uomini per esser osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli.Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl’ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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La notevole crescita della Chiesa primitiva
L'articolo ADA018 commenta Atti 5.12-16, descrivendo lo sviluppo della Chiesa primitiva a Gerusalemme nella primavera del 33. Gli apostoli compiono miracoli pubblicamente nel portico di Salomone, la Chiesa cresce di numero, uomini e donne insieme, e la reputazione degli apostoli aumenta presso il popolo, nonostante un timore suscitato dal giudizio su Anania e Saffira. Il passo stabilisce un forte parallelo con il ministero di Gesù.
Luca 6.17-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E sceso con loro, si fermò sopra un ripiano, insieme con gran folla dei suoi discepoli e gran quantità di popolo da tutta la Giudea e da Gerusalemme e dalla marina di Tiro e di Sidone,i quali eran venuti per udirlo e per esser guariti delle loro infermità.E quelli che erano tormentati da spiriti immondi, erano guariti; e tutta la moltitudine cercava di toccarlo, perché usciva da lui una virtù che sanava tutti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA019
L’arresto degli apostoli
L'articolo ADA019 commenta Atti 5.17-18: di fronte alla notevole crescita della Chiesa a Gerusalemme, il sommo sacerdote e i sadducei, animati da gelosia, fanno arrestare gli apostoli. Luca mostra che, nonostante l'opposizione delle autorità religiose, l'opera di Cristo prosegue per l'azione dello Spirito Santo, adempiendo la promessa di Atti 1.8.
Atti 5.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma, degli altri, nessuno ardiva unirsi a loro; il popolo però li magnificava.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA020
La liberazione miracolosa degli apostoli
Questo articolo analizza la liberazione miracolosa degli apostoli (Atti 5.19-21) a Gerusalemme nella primavera del 33. Arrestati dal sommo sacerdote e dai sadducei, gli apostoli sono liberati dalla prigione da un angelo durante la notte. Luca riporta questo miracolo con sobrietà, sottolineandone il significato teologico e i paralleli con l'Antico Testamento. L'angelo affida agli apostoli liberati la missione di annunciare nel Tempio «le parole di questa vita», espressione che designa il messaggio della salvezza in Gesù Cristo.
Giovanni 3.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA021
La ricerca dei prigionieri
Analisi di Atti 5.21-26: dopo la liberazione miracolosa degli apostoli, il Sinedrio scopre le celle vuote. Luca mette in luce la perplessità delle autorità religiose, l'imbarazzo del comandante del Tempio e il timore di una reazione popolare. Nonostante l'inspiegabile, i capi religiosi persistono nella loro opposizione e ordinano un secondo arresto, illustrando la sovranità di Dio su ogni opposizione umana.
Atti 5.24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Quando il capitano del tempio e i capi sacerdoti udiron queste cose, erano perplessi sul conto loro, non sapendo che cosa ciò potesse essere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA022
La comparizione davanti al Sinedrio
Studio esegetico di Atti 5.27-33, che racconta la comparizione degli apostoli davanti al Sinedrio a Gerusalemme. Di fronte alle accuse di Caifa, Pietro proclama con sicurezza che l'obbedienza a Dio prevale su quella agli uomini, e annuncia che Gesù, crocifisso e risorto, è innalzato come Principe e Salvatore per offrire a Israele il ravvedimento e il perdono. Un episodio fondante della missione apostolica.
Atti 5.39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA023
L’intervento del fariseo Gamaliele
Durante una seduta del Sinedrio nella primavera del 33, il fariseo Gamaliele interviene per placare gli animi dei sadducei che vogliono mettere a morte gli apostoli. Con un ragionamento pragmatico che si appoggia sui precedenti di Teuda e di Giuda il Galileo, convince il consiglio ad adottare una posizione attendista. Nella prospettiva di Luca, le sue parole illustrano un tema centrale degli Atti: l'opera di Dio non può essere fermata dagli uomini.
Atti 5.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma, degli altri, nessuno ardiva unirsi a loro; il popolo però li magnificava.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA024
La reazione sorprendente degli apostoli
Dopo la flagellazione da parte del Sinedrio, gli apostoli reagiscono in modo sorprendente, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di soffrire per il nome di Gesù. Lungi dallo scoraggiarsi, continuano ogni giorno il loro ministero nel Tempio e nelle case, insegnando e annunciando la buona notizia. Luca mostra che le persecuzioni, lungi dal fermare il Vangelo, ne favoriscono paradossalmente il progresso.
Atti 5.38-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E adesso io vi dico: Non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest’opera e dagli uomini, sarà distrutta;ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA025
La nomina dei Sette e l’organizzazione della Chiesa primitiva
Atti 6,1-7 narra la prima crisi interna della Chiesa di Gerusalemme, legata alla distribuzione diseguale alle vedove. Per rimediarvi, i Dodici propongono di nominare sette uomini pieni di Spirito Santo e di sapienza. Questa decisione fondatrice distingue i ministeri affermandone al tempo stesso la complementarità, ed è accompagnata da una notevole crescita della comunità cristiana nascente.
Atti 4.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or mentr’essi parlavano al popolo, i sacerdoti e il capitano del tempio e i Sadducei sopraggiunsero,essendo molto crucciati perché ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dei morti.E misero loro le mani addosso, e li posero in prigione fino al giorno seguente, perché già era sera.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA026
L’arresto di Stefano
L'articolo analizza l'arresto di Stefano (Atti 6.8-12) a Gerusalemme intorno al 34-35 d.C. Pur essendo stato designato tra i Sette, Stefano esercita un notevole ministero apostolico. La sua testimonianza suscita l'opposizione di giudei ellenisti che, incapaci di confutarlo, ricorrono a falsi testimoni per farlo comparire davanti al Sinedrio. Luca sottolinea i paralleli con il processo di Gesù e l'estensione progressiva della persecuzione a tutta la Chiesa.
Atti 4.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or mentr’essi parlavano al popolo, i sacerdoti e il capitano del tempio e i Sadducei sopraggiunsero,essendo molto crucciati perché ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dei morti.E misero loro le mani addosso, e li posero in prigione fino al giorno seguente, perché già era sera.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA027
La comparizione di Stefano davanti al Sinedrio
La comparizione di Stefano davanti al Sinedrio (Atti 6.12-15), intorno al 34-35 d.C., è avviata da oppositori ellenisti della sinagoga dei Liberti. Incapaci di confutare la sua sapienza, ricorrono a falsi testimoni. Le accuse riguardano il Tempio e la Legge, ricordando il processo di Gesù. Luca disegna così un parallelo intenzionale tra il Maestro e il suo discepolo.
Marco 14.58-59 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Noi l’abbiamo udito che diceva: Io disfarò questo tempio fatto di man d’uomo, e in tre giorni ne riedificherò un altro, che non sarà fatto di mano d’uomo.Ma neppur così la loro testimonianza era concorde.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA028
Il discorso di Stefano davanti al Sinedrio
Davanti al Sinedrio a Gerusalemme intorno al 34-35 d.C., Stefano pronuncia il più lungo discorso degli Atti. Ripercorrendo la storia d'Israele a partire da Abramo, mostra che gli inviati di Dio sono sempre stati respinti, fino al culmine del rifiuto del Messia. Lungi dal difendersi, Stefano diventa l'accusatore dei suoi giudici, inserendosi nella linea dei profeti e di Cristo.
Atti 7.53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :voi, che avete ricevuto la legge promulgata dagli angeli, e non l’avete osservata.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA029
L’uccisione di Stefano
Analisi del racconto della lapidazione di Stefano (Atti 7.54-60), primo martire cristiano. L'articolo esamina la collera del Sinedrio, il carattere giuridicamente irregolare dell'esecuzione, la visione di Cristo glorificato concessa a Stefano, e il parallelo teologico stabilito da Luca tra la passione del discepolo e quella di Gesù. La presenza di Saulo annuncia il seguito del racconto apostolico.
Deuteronomio 17.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La mano dei testimoni sarà la prima a levarsi contro di lui per farlo morire; poi, la mano di tutto il popolo; così torrai il male di mezzo a te.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA030
Saulo e il martirio di Stefano
L'articolo ADA030 analizza Atti 8.1-3: la prima apparizione di Saulo di Tarso, che approva il martirio di Stefano, e l'inizio di una grande persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme. La dispersione dei credenti in Giudea e Samaria, lungi dall'essere una sconfitta, diventa provvidenzialmente il motore dell'espansione del Vangelo, adempiendo la promessa di Gesù in Atti 1.8.
Filippesi 3.5-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :io, circonciso l’ottavo giorno, della razza d’Israele, della tribù di Beniamino, ebreo d’ebrei; quanto alla legge, Fariseo;quanto allo zelo, persecutore della chiesa; quanto alla giustizia che è nella legge, irreprensibile.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA031
La persecuzione
L'articolo ADA031 analizza la grande persecuzione della Chiesa primitiva a Gerusalemme (Atti 8.1-3), intorno all'anno 34-35. Dopo il martirio di Stefano, la repressione si estende a tutti i credenti, comprese le donne. Saulo di Tarso ne è il principale artefice, animato da uno zelo sincero ma mal diretto per le tradizioni giudaiche. Questo testo illustra il compimento degli avvertimenti di Gesù sulla persecuzione e prefigura la futura conversione di Paolo.
Atti 22.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :e perseguitai a morte questa Via, legando e mettendo in prigione uomini e donne,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
ADA032
Il Vangelo in Samaria
Dopo la morte di Stefano, la persecuzione disperde i credenti di Gerusalemme, che ovunque vadano annunciano il Vangelo. Filippo si reca in Samaria e vi predica con potenza. Luca mostra che questa dispersione adempie il programma missionario annunciato da Gesù in Atti 1.8. La Samaria, a lungo separata da Israele, riceve finalmente la Buona Notizia. Filippo, uno dei Sette, diventa il primo evangelista ufficialmente designato del Nuovo Testamento.
Giovanni 4.5-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Giunse dunque a una città della Samaria, chiamata Sichar, vicina al podere che Giacobbe dette a Giuseppe, suo figliuolo;e quivi era la fonte di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte. Era circa l’ora sesta.Una donna samaritana venne ad attinger l’acqua. Gesù le disse: Dammi da bere.(Giacché i suoi discepoli erano andati in città a comprar da mangiare).Onde la donna samaritana gli disse: Come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono una donna samaritana? Infatti i Giudei non hanno relazioni co’ Samaritani.Gesù rispose e le disse: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli t’avrebbe dato dell’acqua viva.La donna gli disse: Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; donde hai dunque cotest’acqua viva?Sei tu più grande di Giacobbe nostro padre che ci dette questo pozzo e ne bevve egli stesso co’ suoi figliuoli e il suo bestiame?Gesù rispose e le disse: Chiunque beve di quest’acqua avrà sete di nuovo;ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna.La donna gli disse: Signore, dammi di cotest’acqua, affinché io non abbia più sete, e non venga più sin qua ad attingere.Gesù le disse: Va’ a chiamar tuo marito e vieni qua.La donna gli rispose: Non ho marito. E Gesù: Hai detto bene: Non ho marito;perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto il vero.La donna gli disse: Signore, io vedo che tu sei un profeta.I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare.Gesù le disse: Donna, credimi; l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre.Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvazione vien da’ Giudei.Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede.Iddio è spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in ispirito e verità.La donna gli disse: Io so che il Messia (ch’è chiamato Cristo) ha da venire; quando sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa.Gesù le disse: Io che ti parlo, son desso.In quel mentre giunsero i suoi discepoli, e si maravigliarono ch’egli parlasse con una donna; ma pur nessuno gli chiese: Che cerchi? o: Perché discorri con lei?La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente:Venite a vedere un uomo che m’ha detto tutto quello che ho fatto; non sarebb’egli il Cristo?La gente uscì dalla città e veniva a lui.Intanto i discepoli lo pregavano, dicendo: Maestro, mangia.Ma egli disse loro: Io ho un cibo da mangiare che voi non sapete.Perciò i discepoli si dicevano l’uno all’altro: Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?Gesù disse loro: Il mio cibo è di far la volontà di Colui che mi ha mandato, e di compiere l’opera sua.Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi vien la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate gli occhi e mirate le campagne come già son bianche da mietere.Il mietitore riceve premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore ed il mietitore si rallegrino assieme.Poiché in questo è vero il detto: L’uno semina e l’altro miete.Io v’ho mandati a mieter quello intorno a cui non avete faticato; altri hanno faticato, e voi siete entrati nella lor fatica.Or molti de’ Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna: Egli m’ha detto tutte le cose che ho fatte.Quando dunque i Samaritani furono venuti a lui, lo pregarono di trattenersi da loro; ed egli si trattenne quivi due giorni.E più assai credettero a motivo della sua parola;e dicevano alla donna: Non è più a motivo di quel che tu ci hai detto, che crediamo; perché abbiamo udito da noi, e sappiamo che questi è veramente il Salvator del mondo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Miracoli
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MIR038
Inaridimento del fico
In Matteo e Marco, Gesù maledice un fico per insegnare la fede e la preghiera. La sua parola fa seccare l’albero, illustrando la potenza della fede. Marco insiste anche sull’importanza del perdono. I due racconti, pur divergendo nell’ordine degli avvenimenti, condividono lo stesso insegnamento centrale: la fede e la preghiera possono compiere meraviglie se vissute senza dubitare.
Marco 11.12-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame.E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi.E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono.E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi;e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio.Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farli morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina.E quando fu sera, uscirono dalla città.E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici;e Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, vedi, il fico che tu maledicesti, è seccato.E Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio!In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto.Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete.E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro a qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni i vostri falli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR041
Risurrezione del Messia Gesù
Analisi comparativa dei quattro racconti evangelici della risurrezione di Gesù (Mt 28.1-10; Mc 16.1-8; Lc 24.1-12; Gv 20.1-18). L’articolo individua i punti comuni — tomba vuota, presenza delle donne, annuncio angelico — e le divergenze — numero delle donne e degli angeli, reazioni, cronologia. Le differenze sono spiegate dalle prospettive teologiche, dagli stili letterari e dai destinatari distinti di ciascun evangelista, sottolineando la centralità della risurrezione nella fede cristiana.
Giovanni 20.1-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr’era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro.Allora corse e venne da Simon Pietro e dall’altro discepolo che Gesù amava, e disse loro: Han tolto il Signore dal sepolcro, e non sappiamo dove l’abbiano posto.Pietro dunque e l’altro discepolo uscirono e si avviarono al sepolcro.Correvano ambedue assieme; ma l’altro discepolo corse innanzi più presto di Pietro, e giunse primo al sepolcro;e chinatosi, vide i pannilini giacenti, ma non entrò.Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro, e vide i pannilini giacenti,e il sudario ch’era stato sul capo di Gesù, non giacente coi pannilini, ma rivoltato in un luogo a parte.Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto primo al sepolcro, e vide, e credette.Perché non aveano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti.I discepoli dunque se ne tornarono a casa.Ma Maria se ne stava di fuori presso al sepolcro a piangere. E mentre piangeva, si chinò per guardar dentro al sepolcro,ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, là dov’era giaciuto il corpo di Gesù.Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella disse loro: Perché han tolto il mio Signore, e non so dove l’abbiano posto.Detto questo, si voltò indietro, e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che era Gesù.Gesù le disse: Donna, perché piangi? Chi cerchi? Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai posto, e io lo prenderò.Gesù le disse: Maria! Ella, rivoltasi, gli disse in ebraico: Rabbunì! che vuol dire: Maestro!Gesù le disse: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, all’Iddio mio e Iddio vostro.Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che avea veduto il Signore, e ch’egli le avea dette queste cose.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
MIR042
Apparizioni dopo la risurrezione
L'articolo presenta le dieci apparizioni di Gesù dopo la sua risurrezione, come narrate nel Nuovo Testamento. Da Maria Maddalena al sepolcro fino agli apostoli prima dell'Ascensione, passando per i discepoli di Emmaus e più di cinquecento fratelli, questi incontri attestano la realtà della risurrezione e fondano la fede cristiana. Gli autori evangelici hanno probabilmente operato una selezione fra tutte queste manifestazioni.
Giovanni 21.1-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Gesù si fece veder di nuovo ai discepoli presso il mar di Tiberiade; e si fece vedere in questa maniera.Simon Pietro, Toma detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figliuoli di Zebedeo e due altri de’ suoi discepoli erano insieme.Simon Pietro disse loro: Io vado a pescare. Essi gli dissero: Anche noi veniamo con te. Uscirono, e montarono nella barca; e quella notte non presero nulla.Or essendo già mattina, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli però non sapevano che fosse Gesù.Allora Gesù disse loro: Figliuoli, avete voi del pesce? Essi gli risposero: No.Ed egli disse loro: Gettate la rete dal lato destro della barca, e ne troverete. Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero dei pesci.Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: E’ il Signore! E Simon Pietro, udito ch’era il Signore, si cinse il camiciotto, perché era nudo, e si gettò nel mare.Ma gli altri discepoli vennero con la barca, perché non erano molto distanti da terra (circa duecento cubiti), traendo la rete coi pesci.Come dunque furono smontati a terra, videro quivi della brace, e del pesce messovi su, e del pane.Gesù disse loro: Portate qua de’ pesci che avete presi ora.Simon Pietro quindi montò nella barca, e tirò a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò.Gesù disse loro: Venite a far colazione. E niuno dei discepoli ardiva domandargli: Chi sei? sapendo che era il Signore.Gesù venne, e prese il pane e lo diede loro; e il pesce similmente.Quest’era già la terza volta che Gesù si faceva vedere ai suoi discepoli, dopo essere risuscitato da’ morti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Note storiche
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INF001
Sadducei
I sadducei erano un gruppo aristocratico e sacerdotale del giudaismo antico (200 a.C. – 70 d.C.), che controllava il Tempio di Gerusalemme e il Sinedrio. Accettavano soltanto il Pentateuco, negavano la risurrezione dei morti e l'esistenza degli angeli. Presenti quindici volte nel Nuovo Testamento, ebbero un ruolo chiave nella condanna di Gesù, in particolare attraverso Caifa e Anna. La loro scomparsa coincide con la distruzione del Tempio nel 70 d.C.
Atti 23.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Paolo, sapendo che una parte eran Sadducei e l’altra Farisei, esclamò nel Sinedrio: Fratelli, io son Fariseo, figliuol di Farisei; ed è a motivo della speranza e della risurrezione dei morti, che son chiamato in giudizio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF002
I farisei
I farisei, comparsi dopo la rivolta dei Maccabei (165 a.C.), furono un influente gruppo religioso dell'antico giudaismo. Legati alla Torah scritta e orale, credevano nella risurrezione e restavano vicini al popolo. Spesso in conflitto con Gesù nei Vangeli, diedero tuttavia figure come Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea. I loro insegnamenti fondarono il giudaismo rabbinico dopo la distruzione del Tempio nel 70 d.C.
Atti 23.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or Paolo, sapendo che una parte eran Sadducei e l’altra Farisei, esclamò nel Sinedrio: Fratelli, io son Fariseo, figliuol di Farisei; ed è a motivo della speranza e della risurrezione dei morti, che son chiamato in giudizio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF003
Il Sinedrio
Il Sinedrio era la più alta istanza religiosa, giudiziaria e legislativa del giudaismo del Secondo Tempio (II sec. a.C. – 70 d.C.). Composto da 71 membri e con sede a Gerusalemme, interpretava la Torah, arbitrava le controversie più importanti e sovrintendeva al calendario ebraico. Menzionato nei Vangeli e descritto dalla letteratura rabbinica, scompare dopo il 70 d.C., ma il suo modello continua a ispirare l'organizzazione e il pensiero giuridico ebraici.
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INF004
I Romani
Questo articolo ripercorre la dominazione romana su Israele dal 63 a.C. al 135 d.C. Presenta le figure chiave del potere al tempo del ministero di Gesù: Ponzio Pilato, Erode Antipa e Caifa. Ricorda la distruzione del Tempio nel 70 e la trasformazione di Gerusalemme in Aelia Capitolina sotto Adriano, offrendo un contesto storico essenziale per comprendere i Vangeli.
Luca 23.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E in quel giorno, Erode e Pilato divennero amici, perché per l’addietro arano stati in inimicizia fra loro.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF006
Gesù parlava greco?
L'articolo esamina la probabilità che Gesù parlasse greco. Benché nato a Nazaret, una località isolata, i Vangeli riportano dialoghi diretti di Gesù con Pilato e con ufficiali romani senza menzionare alcun interprete. L'autore suggerisce che il lavoro di falegname a Sefforis, città ellenizzata, e un possibile insegnamento locale spieghino questa probabile padronanza del greco.
Matteo 8.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or quand’egli fu entrato in Capernaum, un centurione venne a lui pregandolo e dicendo:Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF029
Gli scritti apocrifi
I libri apocrifi sono scritti religiosi esclusi dal canone biblico ufficiale. Si distinguono gli apocrifi dell'Antico Testamento (Tobia, Giuditta, Maccabei, Siracide…), riconosciuti come deuterocanonici dai cattolici e dagli ortodossi, e quelli del Nuovo Testamento (Vangelo di Tommaso, di Filippo, di Maria Maddalena…), spesso di impronta gnostica. Il loro studio illumina la storia religiosa e i dibattiti dei primi secoli cristiani, senza tuttavia collocarli al livello delle Scritture canoniche.
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INF030
Il sinodo di Jamnia
Il sinodo di Jamnia (Yabneh), tenuto verso la fine del I secolo d.C., costituisce una svolta importante nella storia del giudaismo. Dopo la distruzione del Secondo Tempio nel 70 d.C., i rabbini si riunirono sotto la guida di Rabban Yohanan ben Zakkai per riorganizzare il giudaismo, discutere il canone biblico ebraico e prendere decisioni liturgiche cruciali, ponendo le basi del giudaismo rabbinico incentrato sulla Torah, sulla preghiera e sulla sinagoga.
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INF036
Esempi della fonte deuteronomista
Questo articolo esamina la fonte deuteronomista, sottolineandone il ruolo e l'influenza nella Bibbia ebraica attraverso il Deuteronomio e altri libri storici come Giosuè, Giudici, Samuele e Re. Incentrandosi sui temi della legge, dell'alleanza e del culto centralizzato, ne esplora la teologia deuteronomista e le implicazioni per Israele.
Giosué 1.1-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne, dopo la morte di Mosè, servo dell’Eterno, che l’Eterno parlò a Giosuè, figliuolo di Nun, ministro di Mosè, e gli disse:“Mosè, mio servo è morto; or dunque lèvati, passa questo Giordano, tu con tutto questo popolo, per entrare nel paese che io do ai figliuoli d’Israele.Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, io ve lo do, come ho detto a Mosè,dal deserto, e dal Libano che vedi là, sino al gran fiume, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Hittei sino al mar grande, verso occidente: quello sarà il vostro territorio.Nessuno ti potrà stare a fronte tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò teco; io non ti lascerò e non ti abbandonerò.Sii forte e fatti animo, perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dare ad essi.Solo sii forte e fatti risolutamente animo, avendo cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, t’ha data; non te ne sviare né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai.Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, avendo cura di mettere in pratica tutto ciò che v’è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai.Non te l’ho io comandato? Sii forte e fatti animo; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché l’Eterno, il tuo Dio, sarà teco dovunque andrai”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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La fonte deuteronomista
La fonte deuteronomista (D) è una delle quattro fonti ipotetiche della Torah secondo l'ipotesi documentaria. Associata al libro del Deuteronomio, si distingue per uno stile omiletico, una teologia dell'alleanza e l'insistenza sulla centralizzazione del culto a Gerusalemme. Datata al VII secolo a.C., è legata alle riforme religiose del re Giosia e influenza anche i libri storici, da Giosuè a 2 Re.
2 Re 22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Giosia avea otto anni quando incominciò a regnare, e regnò trentun anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Jedida, figliuola d’Adaia, da Botskath.Egli fece ciò ch’è giusto agli occhi dell’Eterno, e camminò in tutto e per tutto per la via di Davide suo padre, senza scostarsene né a destra né a sinistra.Or l’anno diciottesimo del re Giosia, il re mandò nella casa dell’Eterno Shafan, il segretario, figliuolo di Atsalia, figliuolo di Meshullam, e gli disse:“Sali da Hilkia, il sommo sacerdote, e digli che metta assieme il danaro ch’è stato portato nella casa dell’Eterno, e che i custodi della soglia hanno raccolto dalle mani del popolo;che lo si consegni ai direttori preposti ai lavori della casa dell’Eterno; e che questi lo diano agli operai addetti alle riparazioni della casa dell’Eterno:ai legnaiuoli, ai costruttori ed ai muratori, e se ne servano per comprare del legname e delle pietre da tagliare, per le riparazioni della casa.Ma non si farà render conto a quelli in mano ai quali sarà rimesso il danaro, perché agiscono con fedeltà”.Allora il sommo sacerdote Hilkia disse a Shafan, il segretario: “Ho trovato nella casa dell’Eterno il libro della legge”. E Hilkia diede il libro a Shafan, che lo lesse.E Shafan, il segretario, andò a riferir la cosa al re, e gli disse: “I tuoi servi hanno versato il danaro che s’è trovato nella casa, e l’hanno consegnato a quelli che son preposti ai lavori della casa dell’Eterno”.E Shafan, il segretario, disse ancora al re: “Il sacerdote Hilkia mi ha dato un libro”. E Shafan lo lesse alla presenza del re.Quando il re ebbe udite le parole del libro della legge, si stracciò le vesti.Poi diede quest’ordine al sacerdote Hilkia, ad Ahikam, figliuolo di Shafan, ad Acbor, figliuolo di Micaia, a Shafan, il segretario, e ad Asaia, servo del re:“Andate a consultare l’Eterno per me, per il popolo e per tutto Giuda, riguardo alle parole di questo libro che s’è trovato; giacché grande è l’ira dell’Eterno che s’è accesa contro di noi, perché i nostri padri non hanno ubbidito alle parole di questo libro, e non hanno messo in pratica tutto quello che in esso ci è prescritto”.Il sacerdote Hilkia, Ahikam, Acbor, Shafan ed Asaia andarono dalla profetessa Hulda, moglie di Shallum, guardaroba, figliuolo di Tikva, figliuolo di Harhas. Essa dimorava a Gerusalemme, nel secondo quartiere; e quando ebbero parlato con lei, ella disse loro:“Così dice l’Eterno, l’Iddio d’Israele: Dite all’uomo che vi ha mandati da me:Così dice l’Eterno: Ecco, io farò venire delle sciagure su questo luogo e sopra i suoi abitanti, conformemente a tutte le parole del libro che il re di Giuda ha letto.Essi m’hanno abbandonato ed hanno offerto profumi ad altri dèi per provocarmi ad ira con tutte le opere delle loro mani; perciò la mia ira s’è accesa contro questo luogo, e non si estinguerà.Quanto al re di Giuda che v’ha mandati a consultare l’Eterno, gli direte questo: Così dice l’Eterno, l’Iddio d’Israele, riguardo alle parole che tu hai udite:Giacché il tuo cuore è stato toccato, giacché ti sei umiliato dinanzi all’Eterno, udendo ciò che io ho detto contro questo luogo e contro i suoi abitanti, che saranno cioè abbandonati alla desolazione ed alla maledizione; giacché ti sei stracciate le vesti e hai pianto dinanzi a me, anch’io t’ho ascoltato, dice l’Eterno.Perciò, ecco, io ti riunirò coi tuoi padri, e te n’andrai in pace nel tuo sepolcro; e gli occhi tuoi non vedranno tutte le sciagure ch’io farò piombare su questo luogo”. E quelli riferirono al re la risposta.Allora il re mandò a far raunare presso di sé tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme.E il re salì alla casa dell’Eterno, con tutti gli uomini di Giuda, tutti gli abitanti di Gerusalemme, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo, piccoli e grandi, e lesse in loro presenza tutte le parole del libro del patto, ch’era stato trovato nella casa dell’Eterno.Il re, stando in piedi sul palco, stabilì un patto dinanzi all’Eterno, impegnandosi di seguire l’Eterno, d’osservare i suoi comandamenti, i suoi precetti e le sue leggi con tutto il cuore e con tutta l’anima, per mettere in pratica le parole di questo patto, scritte in quel libro. E tutto il popolo acconsentì al patto.E il re ordinò al sommo sacerdote Hilkia, ai sacerdoti del secondo ordine e ai custodi della soglia di trar fuori del tempio dell’Eterno tutti gli arredi che erano stati fatti per Baal, per Astarte e per tutto l’esercito celeste, e li arse fuori di Gerusalemme nei campi del Kidron, e ne portò le ceneri a Bethel.E destituì i sacerdoti idolatri che i re di Giuda aveano istituito per offrir profumi negli alti luoghi nelle città di Giuda e nei dintorni di Gerusalemme, e quelli pure che offrivan profumi a Baal, al sole, alla luna, ai segni dello zodiaco, e a tutto l’esercito del cielo.Trasse fuori dalla casa dell’Eterno l’idolo d’Astarte, che trasportò fuori di Gerusalemme verso il torrente Kidron; l’arse presso il torrente Kidron, lo ridusse in cenere, e ne gettò la cenere sui sepolcri della gente del popolo.Demolì le case di quelli che si prostituivano, le quali si trovavano nella casa dell’Eterno, e dove le donne tessevano delle tende per Astarte.Fece venire tutti i sacerdoti dalle città di Giuda, contaminò gli alti luoghi dove i sacerdoti aveano offerto profumi, da Gheba a Beer-Sceba, e abbatté gli alti luoghi delle porte: quello ch’era all’ingresso della porta di Giosuè, governatore della città, e quello ch’era a sinistra della porta della città.Or que’ sacerdoti degli alti luoghi non salivano a sacrificare sull’altare dell’Eterno a Gerusalemme; mangiavan però pane azzimo in mezzo ai loro fratelli.Contaminò Tofeth, nella valle dei figliuoli di Hinnom, affinché nessuno facesse più passare per il fuoco il suo figliuolo o la sua figliuola in onore di Molec.Non permise più che i cavalli consacrati al sole dai re di Giuda entrassero nella casa dell’Eterno, nell’abitazione dell’eunuco Nethan-Melec, ch’era nel recinto del tempio; e diede alle fiamme i carri del sole.Il re demolì gli altari ch’erano sulla terrazza della camera superiore di Achaz, e che i re di Giuda aveano fatti, e gli altari che avea fatti Manasse nei due cortili della casa dell’Eterno; e, dopo averli fatti a pezzi e tolti di là, ne gettò la polvere nel torrente Kidron.E il re contaminò gli alti luoghi ch’erano dirimpetto a Gerusalemme, a destra del monte della perdizione, e che Salomone re d’Israele aveva eretti in onore di Astarte, l’abominazione dei Sidoni, di Kemosh, l’abominazione di Moab, e di Milcom, l’abominazione dei figliuoli d’Ammon.E spezzò le statue, abbatté gl’idoli d’Astarte, e riempì que’ luoghi d’ossa umane.Abbatté pure l’altare che era a Bethel, e l’alto luogo, fatto da Geroboamo, figliuolo di Nebat, il quale avea fatto peccare Israele: arse l’alto luogo e lo ridusse in polvere, ed arse l’idolo d’Astarte.Or Giosia, voltatosi, scòrse i sepolcri ch’eran quivi sul monte, e mandò a trarre le ossa fuori da quei sepolcri, e le arse sull’altare, contaminandolo, secondo la parola dell’Eterno pronunziata dall’uomo di Dio, che aveva annunziate queste cose.Poi disse: “Che monumento è quello ch’io vedo là?” La gente della città gli rispose: “E’ il sepolcro dell’uomo di Dio che venne da Giuda, e che proclamò contro l’altare di Bethel queste cose che tu hai fatte”.Egli disse: “Lasciatelo stare; nessuno muova le sue ossa!” Così le sue ossa furon conservate con le ossa del profeta ch’era venuto da Samaria.Giosia fece anche sparire tutte le case degli alti luoghi che erano nella città di Samaria e che i re d’Israele aveano fatte per provocare ad ira l’Eterno, e fece di essi esattamente quel che avea fatto di quei di Bethel.Immolò sugli altari tutti i sacerdoti degli alti luoghi che eran colà, e su quegli altari bruciò ossa umane. Poi tornò a Gerusalemme.Il re diede a tutto il popolo quest’ordine: “Fate la Pasqua in onore dell’Eterno, del vostro Dio, secondo che sta scritto in questo libro del patto”.Poiché Pasqua simile non era stata fatta dal tempo de’ giudici che avean governato Israele, e per tutto il tempo dei re d’Israele e dei re di Giuda;ma nel diciottesimo anno del re Giosia cotesta Pasqua fu fatta, in onor dell’Eterno, a Gerusalemme.Giosia fe’ pure sparire quelli che evocavano gli spiriti e quelli che predicevano l’avvenire, le divinità familiari, gl’idoli e tutte le abominazioni che si vedevano nel paese di Giuda e a Gerusalemme, affin di mettere in pratica le parole della legge, scritte nel libro che il sacerdote Hilkia avea trovato nella casa dell’Eterno.E prima di Giosia non c’è stato re che come lui si sia convertito all’Eterno con tutto il suo cuore, con tutta l’anima sua e con tutta la sua forza, seguendo in tutto la legge di Mosè; e, dopo di lui, non n’è sorto alcuno di simile.Tuttavia l’Eterno non desistette dall’ardore della grand’ira ond’era infiammato contro Giuda, a motivo di tutti gli oltraggi coi quali Manasse lo avea provocato ad ira.E l’Eterno disse: “Anche Giuda io torrò d’innanzi al mio cospetto come n’ho tolto Israele; e rigetterò Gerusalemme, la città ch’io m’ero scelta, e la casa della quale avevo detto: Là sarà il mio nome”.Il rimanente delle azioni di Giosia, tutto quello che fece, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda.A tempo suo, Faraone Neco, re d’Egitto, salì contro il re d’Assiria, verso il fiume Eufrate. Il re Giosia gli marciò contro, e Faraone, al primo incontro, l’uccise a Meghiddo.I suoi servi lo menaron via morto sopra un carro, e lo trasportarono da Meghiddo a Gerusalemme, dove lo seppellirono nel suo sepolcro. E il popolo del paese prese Joachaz, figliuolo di Giosia, lo unse, e lo fece re in luogo di suo padre.Joachaz avea ventitre anni quando cominciò a regnare, e regnò tre mesi a Gerusalemme. Il nome di sua madre era Hamutal, figliuola di Geremia da Libna.Egli fece ciò ch’è male agli occhi del l’Eterno, in tutto e per tutto come avean fatto i suoi padri.Faraone Neco lo mise in catene a Ribla, nel paese di Hamath, perché non regnasse più a Gerusalemme; e impose al paese un’indennità di cento talenti d’argento e di un talento d’oro.E Faraone Neco fece re Eliakim, figliuolo di Giosia, in luogo di Giosia suo padre, e gli mutò il nome in quello di Joiakim; e, preso Joachaz, lo menò in Egitto, dove morì.Joiakim diede a Faraone l’argento e l’oro; ma, per pagare quel danaro secondo l’ordine di Faraone, tassò il paese; e, imponendo a ciascuno una certa tassa, cavò dal popolo del paese l’argento e l’oro da dare a Faraone Neco.Joiakim avea venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò undici anni a Gerusalemme. Il nome di sua madre era Zebudda, figliuola di Pedaia da Ruma.Egli fece ciò ch’è male agli occhi dell’Eterno, in tutto e per tutto come aveano fatto i suoi padri.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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La fonte sacerdotale
La fonte sacerdotale (P) è una delle quattro fonti ipotetiche della Torah secondo l'ipotesi documentaria. Caratterizzata da uno stile formale e ripetitivo, pone l'accento sui rituali, sulle leggi di purità, sulle genealogie e sulle cerimonie cultuali. Presenta Dio come trascendente e maestoso. Datata all'esilio babilonese o al periodo postesilico (VI-V secolo a.C.), sarebbe stata redatta da sacerdoti del Tempio di Gerusalemme. La sua validità resta dibattuta tra gli studiosi contemporanei.
Numeri 1-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :L’Eterno parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, nella tenda di convegno, il primo giorno del secondo mese, il secondo anno dell’uscita de’ figliuoli d’Israele dal paese d’Egitto, e disse:“Fate la somma di tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi di tutti i maschi, uno per uno,dall’età di venti anni in su, tutti quelli che in Israele possono andare alla guerra; tu ed Aaronne ne farete il censimento, secondo le loro schiere.E con voi ci sarà un uomo per tribù, il capo della casa de’ suoi padri.Questi sono i nomi degli nomini che staranno con voi. Di Ruben: Elitsur, figliuolo di Scedeur;di Simeone: Scelumiel, figliuolo di Tsurishaddai;di Giuda: Nahshon, figliuolo di Aminadab;di Issacar: Nethaneel, figliuolo di Tsuar;di Zabulon: Eliab, figliuolo di Helon;de’ figliuoli di Giuseppe: di Efraim: Elishama, figliuolo di Ammihud; di Manasse: Gamaliel, figliuolo di Pedahtsur;di Beniamino: Abidan, figliuolo di Ghideoni;di Dan: Ahiezer, figliuolo di Ammishaddai;di Ascer: Paghiel, figliuolo di Ocran;di Gad: Eliasaf, figliuolo di Deuel;di Neftali: Ahira, figliuolo di Enan”.Questi furono i chiamati dal seno della raunanza, i principi delle tribù de’ loro padri, i capi delle migliaia d’Israele.Mosè ed Aaronne presero dunque questi uomini ch’erano stati designati per nome,e convocarono tutta la raunanza, il primo giorno del secondo mese; e il popolo fu inscritto secondo le famiglie, secondo le case de’ padri, contando il numero delle persone dai venti anni in su, uno per uno.Come l’Eterno gli aveva ordinato, Mosè ne fece il censimento nel deserto di Sinai.Figliuoli di Ruben, primogenito d’Israele, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi di tutti i maschi, uno per uno, dall’età di vent’anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù di Ruben dette la cifra di quarantaseimila cinquecento.Figliuoli di Simeone, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, inscritti contando i nomi di tutti i maschi, uno per uno, dall’età di vent’anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù di Simeone dette la cifra di cinquantanovemila trecento.Figliuoli di Gad, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi dall’età di vent’anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù di Gad dette la cifra di quarantacinquemila seicentocinquanta.Figliuoli di Giuda, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi dall’età di venti anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù di Giuda dette la cifra di settantaquattromila seicento.Figliuoli di Issacar, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi dall’età di venti anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù di Issacar dette la cifra di cinquantaquattromila quattrocento.Figliuoli di Zabulon, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi dall’età di venti anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù di Zabulon dette la cifra di cinquantasettemila quattrocento.Figliuoli di Giuseppe: Figliuoli d’Efraim, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi dall’età di venti anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù di Efraim dette la cifra di quarantamila cinquecento.Figliuoli di Manasse, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi dall’età di venti anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù dì Manasse dette la cifra di trentaduemila duecento.Figliuoli di Beniamino, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi dall’età di venti anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù di Beniamino dette la cifra di trentacinquemila quattrocento.Figliuoli di Dan, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi dall’età di venti anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù di Dan dette la cifra di sessantaduemila settecento.Figliuoli di Ascer, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi dall’età di venti anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù di Ascer dette la cifra di quarantunmila cinquecento.Figliuoli di Neftali, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi dall’età di venti anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra:il censimento della tribù di Neftali dette la cifra di cinquantatremila quattrocento.Questi son quelli di cui Mosè ed Aaronne fecero il censimento, coi dodici uomini, principi d’Israele: ce n’era uno per ognuna delle case de’ loro padri.Così tutti i figliuoli d’Israele dei quali fu fatto il censimento secondo le case del loro padri, dall’età di vent’anni in su, cioè tutti gli uomini che in Israele potevano andare alla guerra,tutti quelli dei quali fu fatto il censimento, furono seicentotremila cinquecentocinquanta.Ma i Leviti, come tribù dei loro padri, non furon compresi nel censimento con gli altri;poiché l’Eterno avea parlato a Mosè, dicendo:“Soltanto della tribù di Levi non farai il censimento, e non ne unirai l’ammontare a quello de’ figliuoli d’Israele;ma affida ai Leviti la cura del tabernacolo della testimonianza, di tutti i suoi utensili e di tutto ciò che gli appartiene. Essi porteranno il tabernacolo e tutti i suoi utensili, ne faranno il servizio, e staranno accampati attorno al tabernacolo.Quando il tabernacolo dovrà partire, i Leviti lo smonteranno; quando il tabernacolo dovrà accamparsi in qualche luogo, i Leviti lo rizzeranno; e l’estraneo che gli si avvicinerà sarà messo a morte.I figliuoli d’Israele pianteranno le loro tende ognuno nel suo campo, ognuno vicino alla sua bandiera, secondo le loro schiere.Ma i Leviti pianteranno le loro attorno al tabernacolo della testimonianza, affinché non si accenda l’ira mia contro la raunanza de’ figliuoli d’Israele; e i Leviti avranno la cura del tabernacolo della testimonianza”.I figliuoli d’Israele si conformarono in tutto agli ordini che l’Eterno avea dato a Mosè; fecero così.L’Eterno parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo:“I figliuoli d’Israele s’accamperanno ciascuno vicino alla sua bandiera sotto le insegne delle case dei loro padri; si accamperanno di faccia e tutt’intorno alla tenda di convegno.Sul davanti, verso oriente, s’accamperà la bandiera del campo di Giuda con le sue schiere;il principe de’ figliuoli di Giuda è Nahshon, figliuolo di Aminadab, e il suo corpo, secondo il censimento, è di settantaquattromila seicento uomini.Accanto a lui s’accamperà la tribù di Issacar; il principe dei figliuoli di Issacar e Nethaneel, figliuoli di Tsuar,e il suo corpo, secondo il censimento, è di cinquantaquattromila quattrocento uomini.Poi la tribù di Zabulon; il principe dei figliuoli di Zabulon e Eliab, figliuolo di Helon, e il suo corpo,secondo il censimento, è di cinquantasettemila quattrocento uomini.Il totale del censimento del campo di Giuda è dunque centottantaseimila quattrocento uomini, secondo le loro schiere. Si metteranno in marcia i primi.A mezzogiorno starà la bandiera del campo di Ruben con le sue schiere; il principe de’ figliuoli di Ruben è Elitsur, figliuolo di Scedeur,e il suo corpo, secondo il censimento, è di quarantaseimila cinquecento uomini.Accanto a lui s’accamperà la tribù di Simeone; il principe de’ figliuoli di Simeone è Scelumiel, figliuolo di Tsurishaddai,e il suo corpo, secondo il censimento, è di cinquantanovemila trecento uomini.Poi la tribù di Gad; il principe de’ figliuoli di Gad è Eliasaf, figliuolo di Reuel,e il suo corpo, secondo il censimento, è di quarantacinquemila seicentocinquanta uomini.Il totale del censimento dei campo di Ruben è dunque centocinquantunmila e quattrocentocinquanta uomini, secondo le loro schiere. Si metteranno in marcia in seconda linea.Poi si metterà in marcia la tenda di convegno col campo dei Leviti in mezzo agli altri campi. Seguiranno nella marcia l’ordine nel quale erano accampati, ciascuno al suo posto, con la sua bandiera.Ad occidente starà la bandiera del campo di Efraim con le sue schiere; il principe de’ figliuoli di Efraim è Elishama,figliuolo di Ammihud, e il suo corpo, secondo il censimento, è di quarantamila cinquecento uomini.Accanto a lui s’accamperà la tribù di Manasse; il principe de’ figliuoli di Manasse e Gamaliel, figliuolo di Pedahtsur,e il suo corpo, secondo il censimento, è di trentaduemila duecento uomini.Poi la tribù di Beniamino; il principe dei figliuoli di Beniamino è Abidan, figliuolo di Ghideoni,e il suo corpo, secondo il censimento, è di trentacinquemila quattrocento uomini.Il totale del censimento del campo d’Efraim è dunque centottomila cento uomini, secondo le loro schiere. Si metteranno in marcia in terza linea.A settentrione starà il campo di Dan con le sue schiere; il principe de’ figliuoli di Dan è Ahiezer, figliuolo di Ammishaddai,e il suo campo, secondo il censimento, è di sessantaduemila settecento uomini.Accanto a lui s’accamperà la tribù di Ascer; il principe de’ figliuoli di Ascer è Paghiel, figliuolo d’Ocran,e il suo campo, secondo il censimento, è di quarantunmila cinquecento uomini.Poi la tribù di Neftali; il principe de’ figliuoli di Neftali è Ahira, figliuolo di Enan,e il suo campo, secondo il censimento, è di cinquantatremila quattrocento uomini.Il totale del censimento del campo di Dan è dunque centocinquantasettemila seicento. Si metteranno in marcia gli ultimi, secondo le loro bandiere”.Questi furono i figliuoli d’Israele de’ quali si fece il censimento secondo le case dei loro padri. Tutti gli uomini de’ quali si fece il censimento, e che formarono i campi, secondo i loro corpi, furono seicentotremila cinquecentocinquanta.Ma i Leviti, secondo l’ordirle che l’Eterno avea dato a Mosè, non furon compresi nel censimento coi figliuoli d’Israele.E i figliuoli d’Israele si conformarono in tutto agli ordini che l’Eterno avea dati a Mosè: così s’accampavano secondo le loro bandiere, e così si mettevano in marcia, ciascuno secondo la sua famiglia, secondo la casa de’ suoi padri.Or questi sono i discendenti di Aaronne e di Mosè nel tempo in cui l’Eterno parlò a Mosè sul monte Sinai.Questi sono i nomi dei figliuoli di Aaronne: Nadab, il primogenito, Abihu, Eleazar e Ithamar.Tali i nomi dei figliuoli d’Aaronne, che ricevettero l’unzione come sacerdoti e furon consacrati per esercitare il sacerdozio.Nadab e Abihu morirono davanti all’Eterno quand’offrirono fuoco straniero davanti all’Eterno, nel deserto di Sinai. Essi non aveano figliuoli, ed Eleazar e Ithamar esercitarono il sacerdozio in presenza d’Aaronne, loro padre.E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:“Fa’ avvicinare la tribù de’ Leviti e ponila davanti al sacerdote Aaronne, affinché sia al suo servizio.Essi avranno la cura di tutto ciò che è affidato a lui e a tutta la raunanza davanti alla tenda di convegno e faranno così il servizio del tabernacolo.Avranno cura di tutti gli utensili della tenda di convegno e di quanto è affidato ai figliuoli d’Israele, e faranno così il servizio del tabernacolo.Tu darai i Leviti ad Aaronne e ai suoi figliuoli; essi gli sono interamente dati di tra i figliuoli d’Israele.Tu stabilirai Aaronne e i suoi figliuoli, perché esercitino le funzioni del loro sacerdozio; lo straniero che s’accosterà all’altare sarà messo a morte”.E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:“Ecco, io ho preso i Leviti di tra i figliuoli d’Israele in luogo d’ogni primogenito che apre il seno materno tra i figliuoli d’Israele; e i Leviti saranno miei;poiché ogni primogenito è mio; il giorno ch’io colpii tutti i primogeniti nel paese d’Egitto, io mi consacrerai tutti i primi parti in Israele, tanto degli uomini quanto degli animali; saranno miei: io sono l’Eterno”.E l’Eterno parlò a Mosè nel deserto di Sinai, dicendo:“Fa’ il censimento de’ figliuoli di Levi secondo le case de’ loro padri, secondo le loro famiglie; farai il censimento di tutti i maschi dall’età d’un mese in su”.E Mosè ne fece il censimento secondo l’ordine dell’Eterno, come gli era stato comandato di fare.Questi sono i figliuoli di Levi, secondo i loro nomi: Gherson, Kehath e Merari.Questi i nomi dei figliuoli di Gherson, secondo le loro famiglie: Libni e Scimei.E i figliuoli di Kehath, secondo le loro famiglie: Amram, Jitsehar, Hebron e Uzziel.E i figliuoli di Merari secondo le loro famiglie: Mahli e Musci. Queste sono le famiglie dei Leviti, secondo le case de’ loro padri.Da Gherson discendono la famiglia dei Libniti e la famiglia dei Scimeiti, che formano le famiglie dei Ghersoniti.Quelli de’ quali fu fatto il censimento, contando tutti i maschi dall’età di un mese in su, furono settemila cinquecento.Le famiglie dei Ghersoniti avevano il campo dietro il tabernacolo, a occidente.Il principe della casa de’ padri dei Ghersoniti era Eliasaf, figliuolo di Lael.Per quel che concerne la tenda di convegno, i figliuoli di Gherson doveano aver cura del tabernacolo e della tenda, della sua coperta, della portiera all’ingresso della tenda di convegno,delle tele del cortile e della portiera dell’ingresso del cortile, tutt’intorno al tabernacolo e all’altare, e dei suoi cordami per tutto il servizio del tabernacolo.Da Kehath discendono la famiglia degli Amramiti, la famiglia degli Jitsehariti, la famiglia degli Hebroniti e la famiglia degli Uzzieliti, che formano le famiglie dei Kehathiti.Contando tutti i maschi dall’età di un mese in su, furono ottomila seicento, incaricati della cura del santuario.Le famiglie dei figliuoli di Kehath avevano il campo al lato meridionale del tabernacolo.Il principe della casa de’ padri dei Kehathiti era Elitsafan, figliuolo di Uzziel.Alle loro cure erano affidati l’arca, la tavola, il candelabro, gli altari e gli utensili dei santuario coi quali si fa il servizio, il velo e tutto ciò che si riferisce al servizio del santuario.Il principe dei principi dei Leviti era Eleazar, figliuolo del sacerdote Aaronne; egli aveva la sorveglianza di quelli ch’erano incaricati della cura del santuario.Da Merari discendono la famiglia dei Mahliti e la famiglia dei Musciti, che formano le famiglie di Merari.Quelli di cui si fece il censimento, contando tutti i maschi dall’età di un mese in su, furono seimila duecento.Il principe della casa de’ padri delle famiglie di Merari era Tsuriel, figliuolo di Abihail. Essi aveano il campo dal lato settentrionale del tabernacolo.Alle cure dei figliuoli di Merari furono affidati le tavole del tabernacolo, le sue traverse, le sue colonne e le loro basi, tutti i suoi utensili e tutto ciò che si riferisce al servizio del tabernacolo,le colonne del cortile tutt’intorno, le loro basi, i loro piuoli e il loro cordame.Sul davanti del tabernacolo, a oriente, di faccia alla tenda di convegno, verso il sol levante, avevano il campo Mosè, Aaronne e i suoi figliuoli; essi aveano la cura del santuario in luogo de’ figliuoli d’Israele; lo straniero che vi si fosse accostato sarebbe stato messo a morte.Tutti i Leviti di cui Mosè ed Aaronne fecero il censimento secondo le loro famiglie per ordine dell’Eterno, tutti i maschi dall’età di un mese in su, furono ventiduemila.E l’Eterno disse a Mosè: “Fa’ il censimento di tutti i primogeniti maschi tra i figliuoli d’Israele dall’età di un mese in su e fa’ il conto dei loro nomi.Prenderai i Leviti per me io sono l’Eterno invece di tutti i primogeniti de’ figliuoli d’Israele e il bestiame dei Leviti in luogo dei primi parti del bestiame de’ figliuoli d’Israele”.E Mosè fece il censimento di tutti i primogeniti tra i figliuoli d’Israele, secondo l’ordine che l’Eterno gli avea dato.Tutti i primogeniti maschi di cui si fece il censimento, contando i nomi dall’età di un mese in su, furono ventiduemila duecentosettantatre.E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:“Prendi i Leviti in luogo di tutti i primogeniti dei figliuoli d’Israele, e il bestiame de’ Leviti in luogo del loro bestiame; e i Leviti saranno miei. Io sono l’Eterno.Per il riscatto dei duecentosettantatre primogeniti dei figliuoli d’Israele che oltrepassano il numero dei Leviti,prenderai cinque sicli a testa; li prenderai secondo il siclo dei santuario, che è di venti ghere.Darai il danaro ad Aaronne e ai suoi figliuoli per il riscatto di quelli che oltrepassano il numero dei Leviti”.E Mosè prese il danaro per il riscatto di quelli che oltrepassavano il numero dei primogeniti riscattati dai Leviti;prese il danaro dai primogeniti dei figliuoli d’Israele: milletrecento sessantacinque sicli, secondo il siclo del santuario.E Mosè dette il danaro del riscatto ad Aaronne e ai suoi figliuoli, secondo l’ordine dell’Eterno, come l’Eterno aveva ordinato a Mosè.L’Eterno parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo:“Fate il conto dei figliuoli di Kehath, tra i figliuoli di Levi, secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri,dall’età di trent’anni in su fino all’età di cinquant’anni, di tutti quelli che possono assumere un ufficio per far l’opera nella tenda di convegno.Questo è il servizio che i figliuoli di Kehath avranno a fare nella tenda di convegno, e che concerne le cose santissime.Quando il campo si moverà, Aaronne e i suoi figliuoli verranno a smontare il velo di separazione, e copriranno con esso l’arca della testimonianza;poi porranno sull’arca una coperta di pelli di delfino, vi stenderanno sopra un panno tutto di stoffa violacea e vi metteranno al posto le stanghe.Poi stenderanno un panno violaceo sulla tavola dei pani della presentazione, e vi metteranno su i piatti, le coppe, i bacini, i calici per le libazioni; e vi sarà su anche il pane perpetuo;e su queste cose stenderanno un panno scarlatto, e sopra questo una coperta di pelli di delfino, e metteranno le stanghe alla tavola.Poi prenderanno un panno violaceo, col quale copriranno il candelabro, le sue lampade, le sue forbici, i suoi smoccolatoi e tutti i suoi vasi dell’olio destinati al servizio del candelabro;metteranno il candelabro con tutti i suoi utensili in una coperta di pelli di delfino, e lo porranno sopra un paio di stanghe.Poi stenderanno sull’altare d’oro un panno violaceo, e sopra questo una coperta di pelli di delfino; e metteranno le stanghe all’altare.E prenderanno tutti gli utensili di cui si fa uso per il servizio nel santuario, li metteranno in un panno violaceo, li avvolgeranno in una coperta di pelli di delfino e li porranno sopra un paio di stanghe.Poi toglieranno le ceneri dall’altare, e stenderanno sull’altare un panno scarlatto;vi metteranno su tutti gli utensili destinati al suo servizio, i bracieri, i forchettoni, le palette, i bacini, tutti gli utensili dell’altare e vi stenderanno su una coperta li pelli di delfino; poi porranno le stanghe all’altare.E dopo che Aaronne e i suoi figliuoli avranno finito di coprire il santuario e tutti gli arredi del santuario, quando il campo si moverà, i figliuoli di Kehath verranno per portar quelle cose; ma non toccheranno le cose sante, che non abbiano a morire. Queste sono le incombenze de’ figliuoli di Kehath nella tenda di convegno.Ed Eleazar, figliuolo del sacerdote Aaronne, avrà l’incarico dell’olio per il candelabro, del profumo fragrante, dell’offerta perpetua e dell’olio dell’unzione, e l’incarico di tutto il tabernacolo e di tutto ciò che contiene, del santuario e de’ suoi arredi”.Poi l’Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne dicendo:“Badate che la tribù delle famiglie dei Kehathiti non abbia ad essere sterminata di fra i Leviti;ma fate questo per loro, affinché vivano e non muoiano quando si accosteranno al luogo santissimo: Aaronne e i suoi figliuoli vengano e assegnino a ciascun d’essi il proprio servizio e il proprio incarico.E non entrino quelli a guardare anche per un istante le cose sante, onde non muoiano”.L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo:“Fa’ il conto anche dei figliuoli di Gherson, secondo le case dei loro padri, secondo le loro famiglie.Farai il censimento, dall’età di trent’anni in su fino all’età di cinquant’anni, di tutti quelli che possono assumere un ufficio per far l’opera nella tenda di convegno.Questo è il servizio delle famiglie dei Ghersoniti: quel che debbono fare e quello che debbono portare:porteranno i teli del tabernacolo e la tenda di convegno, la sua coperta, la coperta di pelli di delfino che v’è sopra, e la portiera all’ingresso della tenda di convegno;le cortine del cortile con la portiera dell’ingresso del cortile, cortine che stanno tutt’intorno al tabernacolo e all’altare, i loro cordami e tutti gli utensili destinati al loro servizio; faranno tutto il servizio che si riferisce queste cose.Tutto il servizio dei figliuoli dei Ghersoniti sarà sotto gli ordini di Aaronne e dei suoi figliuoli per tutto quello che dovranno portare e per tutto quello che dovranno fare; voi affiderete alla loro cura tutto quello che debbon portare.Tale è il servizio delle famiglie dei figliuoli del Ghersoniti nella tenda di convegno; e l’incarico loro sarà eseguito agli ordini di Ithamar figliuolo del sacerdote Aaronne.Farai il censimento dei figliuoli di Merari secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri;farai il censimento, dall’età di trent’anni in su fino all’età di cinquant’anni, di tutti quelli che possono assumere un ufficio per far l’opera nella tenda di convegno.Questo è quanto è affidato alle loro cure e quello che debbono portare, in conformità di tutto il loro servizio nella tenda di convegno: le assi del tabernacolo, le sue traverse, le sue colonne, le sue basi;le colonne che sono intorno al cortile, le loro basi, i loro piuoli, i loro cordami, tutti i loro utensili e tutto il servizio che vi si riferisce. Farete l’inventario nominativo degli oggetti affidati alle loro cure e ch’essi dovranno portare.Tale è il servizio delle famiglie dei figliuoli di Merari, tutto il loro servizio nella tenda di convegno, sotto ali ordini di Ithamar, figliuolo del sacerdote Aaronne”.Mosè, Aaronne e i principi della raunanza fecero dunque il censimento dei figliuoli dei Kehathiti secondo le loro famiglie e secondo le case dei loro padri,di tutti quelli che dall’età di trent’anni in su fino all’età di cinquant’anni potevano assumere un ufficio per far l’opera nella tenda di convegno.E quelli di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie, furono duemila settecentocinquanta.Questi son quelli delle famiglie dei Kehathiti dei quali si fece il censimento: tutti quelli che esercitavano un qualche ufficio nella tenda di convegno; Mosè ed Aaronne ne fecero il censimento secondo l’ordine che l’Eterno avea dato per mezzo di Mosè.I figliuoli di Gherson, di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie e secondo le case dei loro padri,dall’età di trent’anni in su fino all’età di cinquant’anni, tutti quelli che potevano assumere un ufficio per far l’opera nella tenda di convegno,quelli di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, furono duemila seicentotrenta.Questi son quelli delle famiglie dei figliuoli di Gherson, di cui si fece il censimento: tutti quelli che esercitavano un qualche ufficio nella tenda di convegno; Mosè ed Aaronne ne fecero il censimento secondo l’ordine dell’Eterno.Quelli delle famiglie dei figliuoli di Merari dei quali si fece il censimento secondo le loro famiglie, secondo le famiglie dei loro padri,dall’età di trent’anni in su fino all’età di cinquant’anni, tutti quelli che potevano assumere un ufficio per far l’opera nella tenda di convegno,quelli di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie, furono tremila duecento.Questi son quelli delle famiglie dei figliuoli di Merari, di cui si fece il censimento; Mosè ed Aaronne ne fecero il censimento secondo l’ordine che l’Eterno avea dato per mezzo di Mosè.Tutti i Leviti dei quali Mosè, Aaronne e i principi d’Israele fecero il censimento secondo le loro famiglie e secondo le case dei loro padri,dall’età di trent’anni in su fino all’età di cinquant’anni, tutti quelli che potevano assumere l’ufficio di servitori e l’ufficio di portatori nella tenda di convegno,tutti quelli di cui si fece il censimento, furono ottomila cinquecento ottanta.Ne fu fatto il censimento secondo l’ordine che l’Eterno avea dato per mezzo di Mosè, assegnando a ciascuno il servizio che dovea fare e quello che dovea portare. Così ne fu fatto il censimento come l’Eterno avea ordinato a Mosè.Poi l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:“Ordina ai figliuoli d’Israele che mandino fuori del campo ogni lebbroso, chiunque ha la gonorrea o è impuro per il contatto con un morto.Maschi o femmine che siano, li manderete fuori; li manderete fuori del campo perché non contaminino il loro campo in mezzo al quale io abito”.I figliuoli d’Israele fecero così, e li mandarono fuori del campo. Come l’Eterno avea detto a Mosè, così fecero i figliuoli d’Israele.L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo:“Di’ ai figliuoli d’Israele: Quando un uomo o una donna avrà fatto un torto a qualcuno commettendo una infedeltà rispetto all’Eterno, e questa persona si sarà così resa colpevole,ella confesserà il peccato commesso, restituirà per intero il corpo del delitto, aggiungendovi in più un quinto, e lo darà a colui verso il quale si è resa colpevole.Ma se questi non ha prossimo parente a cui si possa restituire il corpo del delitto, questo corpo del delitto restituito spetterà all’Eterno, cioè al sacerdote, oltre al montone espiatorio, mediante il quale si farà l’espiazione per il colpevole.Ogni offerta elevata di tutte le cose consacrate che i figliuoli d’Israele presenteranno al sacerdote, sarà del sacerdote;le cose che uno consacrerà saranno del sacerdote; ciò che uno darà al sacerdote, apparterrà a lui”.L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo:“Parla ai figliuoli d’Israele, e di’ loro: Se una donna si svia dal marito e commette una infedeltà contro di lui;se uno ha relazioni carnali con lei e la cosa è nascosta agli occhi del marito; s’ella si è contaminata in segreto senza che vi sian testimoni contro di lei o ch’ella sia stata còlta sul fatto,ove lo spirito di gelosia s’impossessi del marito e questi diventi geloso della moglie che si è contaminata, ovvero lo spirito di gelosia s’impossessi di lui e questi diventi geloso della moglie che non si è contaminata,quell’uomo menerà la moglie al sacerdote, e porterà un’offerta per lei: un decimo d’efa di farina d’orzo; non vi spanderà sopra olio né vi metterà sopra incenso, perché è un’oblazione di gelosia, un’oblazione commemorativa, destinata a ricordare una iniquità.Il sacerdote farà avvicinare la donna, e la farà stare in piè davanti all’Eterno.Poi il sacerdote prenderà dell’acqua santa in un vaso di terra; prenderà pure della polvere ch’è sul suolo del tabernacolo, e la metterà nell’acqua.Il sacerdote farà quindi stare la donna in piè davanti all’Eterno, le scoprirà il capo e porrà in mano di lei l’oblazione commemorativa, ch’è l’oblazione di gelosia; e il sacerdote avrà in mano l’acqua amara che arreca maledizioneIl sacerdote farà giurare quella donna, e le dirà: Se nessun uomo ha dormito teco, e se non ti sei sviata per contaminarti ricevendo un altro invece del tuo marito, quest’acqua amara che arreca maledizione, non ti faccia danno!Ma se tu ti sei sviata ricevendo un altro invece del tuo marito e ti sei contaminata, e altri che il tuo marito ha dormito teco…allora il sacerdote farà giurare la donna con un giuramento d’imprecazione e le dirà: l’Eterno faccia di te un oggetto di maledizione e di esecrazione fra il tuo popolo, facendoti smagrire i fianchi e gonfiare il ventre;e quest’acqua che arreca maledizione, t’entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e smagrire i fianchi! E la donna dirà: Amen! amen!Poi il sacerdote scriverà queste imprecazioni in un rotolo, e le cancellerà con l’acqua amara.Farà bere alla donna quell’acqua amara che arreca maledizione, e l’acqua che arreca maledizione entrerà in lei per produrle amarezza;e il sacerdote prenderà dalle mani della donna l’oblazione di gelosia, agiterà l’oblazione davanti all’Eterno, e l’offrirà sull’altare;e il sacerdote prenderà una manata di quell’oblazione come ricordanza, e la farà fumare sull’altare; poi farà bere l’acqua alla donna.E quando le avrà fatto bere l’acqua, avverrà che, s’ella si è contaminata ed ha commesso una infedeltà contro il marito, l’acqua che arreca maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà, i suoi fianchi smagriranno, e quella donna diventerà un oggetto di maledizione in mezzo al suo popolo.Ma se la donna non si è contaminata ed è pura, sarà riconosciuta innocente, ed avrà de’ figliuoli.Questa è la legge relativa alla gelosia, per il caso in cui la moglie di uno si svii ricevendo un altro invece del suo marito, e si contamini,e per il caso in cui lo spirito di gelosia s’impossessi del marito, e questi diventi geloso della moglie; egli farà comparire sua moglie davanti all’Eterno, e il sacerdote le applicherà questa legge integralmente.Il marito sarà immune da colpa, ma la donna porterà la pena della sua iniquità”.L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo:“Parla ai figliuoli d’Israele e di’ loro: Quando un uomo o una donna avrà fatto un voto speciale, il voto di nazireato,per consacrarsi all’Eterno, si asterrà dal vino e dalle bevande alcooliche; non berrà aceto fatto di vino, né aceto fatto di bevanda alcoolica; non berrà liquori tratti dall’uva, e non mangerà uva, né fresca né secca.Tutto il tempo del suo nazireato non mangeria alcun prodotto della vigna, dagli acini alla buccia.Tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passerà sul suo capo; fino a che sian compiuti i giorni per i quali ei s’è consacrato all’Eterno, sarà santo; si lascerà crescer liberamente i capelli sul capo.Tutto il tempo ch’ei s’è consacrato all’Eterno, non si accosterà a corpo morto;si trattasse anche di suo padre, di sua madre, del suo fratello e della sua sorella, non si contaminerà per loro alla loro morte, perché porta sul capo il segno della sua consacrazione a Dio.Tutto il tempo del suo nazireato egli è consacrato all’Eterno.E se uno gli muore accanto improvvisamente, e il suo capo consacrato rimane così contaminato, si raderà il capo il giorno della sua purificazione; se lo raderà il settimo giorno;l’ottavo giorno porterà due tortore o due giovani piccioni al sacerdote, all’ingresso della tenda di convegno.E il sacerdote ne offrirà uno come sacrifizio per il peccato e l’altro come olocausto, e farà per lui l’espiazione del peccato che ha commesso a cagion di quel morto; e, in quel giorno stesso, il nazireo consacrerà così il suo capo.Consacrerà di nuovo all’Eterno i giorni del suo nazireato, e offrirà un agnello dell’anno come sacrifizio di riparazione; i giorni precedenti non saranno contati, perché il suo nazireato è stato contaminato.Questa è la legge del nazireato: quando i giorni del suo nazireato saranno compiuti, lo si farà venire all’ingresso della tenda di convegno;ed egli presenterà la sua offerta all’Eterno: un agnello dell’anno, senza difetto, per l’olocausto; una pecora dell’anno, senza difetto, per il sacrifizio per il peccato, e un montone senza difetto, per il sacrifizio di azioni di grazie;un paniere di pani azzimi fatti con fior di farina, di focacce intrise con olio, di gallette senza lievito unte d’olio, insieme con l’oblazione e le libazioni relative.Il sacerdote presenterà quelle cose davanti all’Eterno, e offrirà il suo sacrifizio per il peccato e il suo olocausto;offrirà il montone come sacrifizio di azioni di grazie all’Eterno col paniere dei pani azzimi; il sacerdote offrirà pure l’oblazione e la libazione.Il nazireo raderà, all’ingresso della tenda di convegno, il suo capo consacrato; prenderà i capelli del suo capo consacrato e li metterà sul fuoco che è sotto il sacrifizio di azioni di grazie.Il sacerdote prenderà la spalla del montone, quando sarà cotta, una focaccia non lievitata del paniere, una galletta senza lievito, e le porrà nelle mani del nazireo, dopo che questi avrà raso il suo capo consacrato.Il sacerdote le agiterà, come offerta agitata, davanti all’Eterno; è cosa santa che appartiene al sacerdote, assieme al petto dell’offerta agitata e alla spalla dell’offerta elevata. Dopo questo, il nazireo potrà bere del vino.Tale è la legge relativa a colui che ha fatto voto di nazireato, tale è la sua offerta all’Eterno per il suo nazireato, oltre quello che i suoi mezzi gli permetteranno di fare. Egli agirà secondo il voto che avrà fatto, conformemente alla legge del suo nazireato”.L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo:“Parla ad Aaronne e al suoi figliuoli, e di’ loro: Voi benedirete così i figliuoli d’Israele; direte loro:L’Eterno ti benedica e ti guardi!L’Eterno faccia risplendere il suo volto su te e ti sia propizio!L’Eterno volga verso te il suo volto, e ti dia la pace!Così metteranno il mio nome sui figliuoli d’Israele, e io li benedirò”.Il giorno che Mosè ebbe finito di rizzare il tabernacolo e l’ebbe unto e consacrato con tutti i suoi utensili, quando ebbe rizzato l’altare con tutti i suoi utensili, e li ebbe unti e consacrati,i principi d’Israele, capi delle case de’ loro padri, che erano i principi delle tribù ed aveano presieduto al censimento, presentarono un’offertae la portarono davanti all’Eterno: sei carri-lettiga e dodici buoi; vale a dire un carro per due principi e un bove per ogni principe; e li offrirono davanti al tabernacolo.E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:“Prendili da loro per impiegarli al servizio della tenda di convegno, e dalli ai Leviti; a ciascuno secondo le sue funzioni”.Mosè prese dunque i carri e i buoi, e li dette ai Leviti.Dette due carri e quattro buoi ai figliuoli di Gherson, secondo le loro funzioni;dette quattro carri e otto buoi ai figliuoli di Merari, secondo le loro funzioni, sotto la sorveglianza d’Ithamar, figliuolo del sacerdote Aaronne;ma ai figliuoli di Kehath non ne diede punti, perché avevano il servizio degli oggetti sacri e doveano portarli sulle spalle.E i principi presentarono la loro offerta per la dedicazione dell’altare, il giorno ch’esso fu unto; i principi presentarono la loro offerta davanti all’altare.E l’Eterno disse a Mosè: “I principi presenteranno la loro offerta uno per giorno, per la dedicazione dell’altare”.Colui che presentò la sua offerta il primo giorno fu Nahshon, figliuolo d’Amminadab della tribù di Giuda;e la sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone,un agnello dell’anno per l’olocausto, un capro per il sacrifizio per il peccato,e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Nahshon, figliuolo d’Amminadab.Il secondo giorno, Nethaneel, figliuolo di Tsuar, principe d’Issacar, presentò la sua offerta.Offrì un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone, un agnello dell’anno per l’olocausto,un capro per il sacrifizio per il peccato,e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Nethaneel, figliuolo di Tsuar.Il terzo giorno fu Eliab, figliuolo di Helon, principe dei figliuoli di Zabulon.La sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone, un agnello dell’anno per l’olocausto,un capro per il sacrifizio per il peccato,e, per sacrifizio da render grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Eliab, figliuolo di Helon.Il quarto giorno fu Elitsur, figliuolo di Scedeur, principe dei figliuoli di Ruben.La sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone, un agnello dell’anno per l’olocausto,un capro per il sacrifizio per il peccato,e, per sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Elitsur, figliuolo di Scedeur.Il quinto giorno fu Scelumiel, figliuolo di Tsurishaddai, principe dei figliuoli di Simeone.La sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone, un agnello dell’anno per l’olocausto,un capro per il sacrifizio per il peccato,e, per sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Scelumiel, figliuolo di Tsurishaddai.Il sesto giorno fu Eliasaf, figliuolo di Deuel, principe dei figliuoli di Gad.La sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone, un agnello dell’anno per l’olocausto,un capro per il sacrifizio per il peccato,e, per sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Eliasaf, figliuolo di Deuel.Il settimo giorno fu Elishama, figliuolo di Ammihud, principe dei figliuoli d’Efraim.La sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone, un agnello dell’anno per l’olocausto,un capro per il sacrifizio per il peccato,e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Elishama, figliuolo di Am.L’ottavo giorno fu Gamaliel, figliuolo di Pedahtsur, principe dei figliuoli di Manasse.La sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone, un agnello dell’anno per l’olocausto,un capro per il sacrifizio per il peccato,e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Gamaliel, figliuolo di Pedahtsur.Il nono giorno fu Abidan, figliuolo di Ghideoni, principe dei figliuoli di Beniamino.La sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone, un agnello dell’anno per l’olocausto,un capro per il sacrifizio per il peccato,e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Abidan, figliuolo di Ghideoni.Il decimo giorno fu Ahiezer, figliuolo di Ammishaddai, principe dei figliuoli di Dan.La sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone, un agnello dell’anno per l’olocausto,un capro per il sacrifizio per il peccato,e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Ahiezer, figliuolo di Ammishaddai.L’undecimo giorno fu Paghiel, figliuolo di Ocran, principe dei figliuoli di Ascer.La sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone, un agnello dell’anno per l’olocausto,un capro per il sacrifizio per il peccato,e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Paghiel, figliuolo di Ocran.Il dodicesimo giorno fu Ahira, figliuolo d’Enan, principe dei figliuoli di Neftali.La sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l’oblazione;una coppa d’oro di dieci sicli piena di profumo,un giovenco, un montone, un agnello dell’anno per l’olocausto,un capro per il sacrifizio per li peccato,e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Ahira, figliuolo di Enan.Questi furono i doni per la dedicazione dell’altare, da parte dei principi d’Israele, il giorno in cui esso fu unto: dodici piatti d’argento, dodici bacini d’argento, dodici coppe d’oro;ogni piatto d’argento pesava centotrenta sicli e ogni bacino d’argento, settanta; il totale dell’argento dei vasi fu duemila quattrocento sicli, secondo il siclo del santuario;dodici coppe d’oro piene di profumo, le quali, a dieci sicli per coppa, secondo il siclo del santuario, dettero, per l’oro delle coppe, un totale di centoventi sicli.Totale del bestiame per l’olocausto: dodici giovenchi, dodici montoni, dodici agnelli dell’anno con le oblazioni ordinarie, e dodici capri per il sacrifizio per il peccato.Totale del bestiame per il sacrifizio di azioni di grazie: ventiquattro giovenchi, sessanta montoni, sessanta capri, sessanta agnelli dell’anno. Tali furono i doni per la dedicazione dell’altare, dopo ch’esso fu unto.E quando Mosè entrava nella tenda di convegno per parlare con l’Eterno, udiva la voce che gli parlava dall’alto del propiziatorio che è sull’arca della testimonianza fra i due cherubini; e l’Eterno gli parlava.L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo:“Parla ad Aaronne, e digli: Quando collocherai le lampade, le sette lampade dovranno proiettare la luce sul davanti del candelabro”.E Aaronne fece così; collocò le lampade in modo che facessero luce sul davanti del candelabro, come l’Eterno aveva ordinato a Mosè.Or il candelabro era fatto così: era d’oro battuto; tanto la sua base quanto i suoi fiori erano lavorati a martello. Mosè avea fatto il candelabro secondo il modello che l’Eterno gli avea mostrato.E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:“Prendi i Leviti di tra i figliuoli d’Israele, e purificali.E, per purificarli, farai così: li aspergerai con l’acqua dell’espiazione, essi faranno passare il rasoio su tutto il loro corpo, laveranno le loro vesti e si purificheranno.Poi prenderanno un giovenco con l’oblazione ordinaria di fior di farina intrisa con olio, e tu prenderai un altro giovenco per il sacrifizio per il peccato.Farai avvicinare i Leviti dinanzi alla tenda di convegno, e convocherai tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele.Farai avvicinare i Leviti dinanzi all’Eterno, e i figliuoli d’Israele poseranno le loro mani sui Leviti;e Aaronne presenterà i Leviti come offerta agitata davanti all’Eterno da parte dei figliuoli d’Israele, ed essi faranno il servizio dell’Eterno.Poi i Leviti poseranno le loro mani sulla testa dei giovenchi, e tu ne offrirai uno come sacrifizio per il peccato e l’altro come olocausto all’Eterno, per fare l’espiazione per i Leviti.E farai stare i Leviti in piè davanti ad Aaronne e davanti ai suoi figliuoli, e li presenterai come un’offerta agitata all’Eterno.Così separerai i Leviti di tra i figliuoli d’Israele, e i Leviti saranno miei.Dopo questo, i Leviti verranno a fare il servizio nella tenda di convegno; e tu li purificherai, e li presenterai come un’offerta agitata;poiché mi sono interamente dati di tra i figliuoli d’Israele; io li ho presi per me, invece di tutti quelli che aprono il seno materno, dei primogeniti di tutti i figliuoli d’Israele.Poiché tutti i primogeniti dei figliuoli d’Israele, tanto degli uomini quanto del bestiame, sono miei; io me li consacrai il giorno che percossi tutti i primogeniti nel paese d’Egitto.E ho preso i Leviti invece di tutti i primogeniti dei figliuoli d’Israele.E ho dato in dono ad Aaronne ed ai suoi figliuoli i Leviti di tra i figliuoli d’Israele, perché facciano il servizio de’ figliuoli d’Israele nella tenda di convegno, e perché facciano l’espiazione per i figliuoli d’Israele, onde nessuna piaga scoppi tra i figliuoli d’Israele per il loro accostarsi ai santuario”.Così fecero Mosè, Aaronne e tutta la raunanza dei figliuoli d’Israele rispetto ai Leviti; i figliuoli d’Israele fecero a loro riguardo tutto quello che l’Eterno avea ordinato a Mosè relativamente a loro.E i Leviti si purificarono e lavarono le loro vesti; e Aaronne li presentò come un’offerta agitata davanti all’Eterno, e fece l’espiazione per essi, per purificarli.Dopo questo, i Leviti vennero a fare il loro servizio nella tenda di convegno in presenza di Aaronne e dei suoi figliuoli. Si fece rispetto ai Leviti secondo l’ordine che l’Eterno avea dato a Mosè circa loro.E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:“Questo è quel che concerne i Leviti: da venticinque anni in su il Levita entrerà in servizio per esercitare un ufficio nella tenda di convegno;e dall’età di cinquant’anni si ritirerà dall’esercizio dell’ufficio, e non servirà più.Potrà assistere i suoi fratelli nella tenda di convegno, sorvegliando ciò che è affidato alle loro cure; ma non farà più servizio. Così farai, rispetto ai Leviti, per quel che concerne i loro uffici”.L’Eterno parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, il primo mese del secondo anno da che furono usciti dal paese d’Egitto, dicendo:“I figliuoli d’Israele celebreranno la pasqua nel tempo stabilito.La celebrerete nel tempo stabilito, il quattordicesimo giorno di questo mese, sull’imbrunire; la celebrerete secondo tutte le leggi e secondo tutte le prescrizioni che vi si riferiscono”.E Mosè parlò ai figliuoli d’Israele perché celebrassero la pasqua.Ed essi celebrarono la pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese, sull’imbrunire, nel deserto di Sinai; i figliuoli d’Israele si conformarono a tutti gli ordini che l’Eterno avea dati a Mosè.Or v’erano degli uomini che, essendo impuri per aver toccato un morto, non potevan celebrare la pasqua in quel giorno. Si presentarono in quello stesso giorno davanti a Mosè e davanti ad Aaronne;e quegli uomini dissero a Mosè: “Noi siamo impuri per aver toccato un morto; perché ci sarebb’egli tolto di poter presentare l’offerta dell’Eterno, al tempo stabilito, in mezzo ai figliuoli d’Israele?”E Mosè rispose loro: “Aspettate, e sentirò quel che l’Eterno ordinerà a vostro riguardo”.E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:“Parla ai figliuoli d’Israele, e di’ loro: Se uno di voi o de’ vostri discendenti sarà impuro per il contatto con un morto o sarà lontano in viaggio, celebrerà lo stesso la pasqua in onore dell’Eterno.La celebreranno il quattordicesimo giorno del secondo mese, sull’imbrunire; la mangeranno con del pane senza lievito e con delle erbe amare;non ne lasceranno nulla di resto fino al mattino, e non ne spezzeranno alcun osso. La celebreranno secondo tutte le leggi della pasqua.Ma colui ch’è puro e che non è in viaggio, se s’astiene dal celebrare la pasqua, quel tale sarà sterminato di fra il suo popolo; siccome non ha presentato l’offerta all’Eterno nel tempo stabilito, quel tale porterà la pena del suo peccato.E se uno straniero che soggiorna tra voi celebra la pasqua dell’Eterno, si conformerà alle leggi e alle prescrizioni della pasqua. Avrete un’unica legge, per lo straniero e per il nativo del paese”.Or il giorno in cui il tabernacolo fu eretto, la nuvola coprì il tabernacolo, la tenda della testimonianza; e, dalla sera fino alla mattina, aveva sul tabernacolo l’apparenza d’un fuoco.Così avveniva sempre: la nuvola copriva il tabernacolo, e di notte avea l’apparenza d’un fuoco.E tutte le volte che la nuvola s’alzava di sulla tenda, i figliuoli d’Israele si mettevano in cammino; e dove la nuvola si fermava, quivi i figliuoli d’Israele si accampavano.I figliuoli d’Israele si mettevano in cammino all’ordine dell’Eterno, e all’ordine dell’Eterno si accampavano; rimanevano accampati tutto il tempo che la nuvola restava sul tabernacolo.E quando la nuvola rimaneva per molti giorni sul tabernacolo, i figliuoli d’Israele osservavano la prescrizione dell’Eterno e non si movevano.E se avveniva che la nuvola rimanesse pochi giorni sul tabernacolo, all’ordine dell’Eterno rimanevano accampati, e all’ordine dell’Eterno si mettevano in cammino.E se la nuvola si fermava dalla sera alla mattina, e s’alzava la mattina, si mettevano in cammino; o se dopo un giorno e una notte la nuvola si alzava, si mettevano in cammino.Se la nuvola rimaneva ferma sul tabernacolo due giorni o un mese o un anno, i figliuoli d’Israele rimanevano accampati e non si moveano; ma, quando s’alzava, si mettevano in cammino.All’ordine dell’Eterno si accampavano, e all’ordine dell’Eterno si mettevano in cammino; osservavano le prescrizioni dell’Eterno, secondo l’ordine trasmesso dall’Eterno per mezzo di Mosè.L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo:“Fatti due trombe d’argento; le farai d’argento battuto; ti serviranno per convocare la raunanza e per far muovere i campi.Al suon d’esse tutta la raunanza si raccoglierà presso di te, all’ingresso della tenda di convegno.Al suono d’una tromba sola, i principi, i capi delle migliaia d’Israele, si aduneranno presso di te.Quando sonerete a lunghi e forti squilli, i campi che sono a levante si metteranno in cammino.Quando sonerete una seconda volta a lunghi e forti squilli, i campi che si trovano a mezzogiorno si metteranno in cammino; si sonerà a lunghi e forti squilli quando dovranno mettersi in cammino.Quando dev’esser convocata la raunanza, sonerete, ma non a lunghi e forti squilli.E i sacerdoti figliuoli d’Aaronne soneranno le trombe; sarà una legge perpetua per voi e per i vostri discendenti.Quando nel vostro paese andrete alla guerra contro il nemico che vi attaccherà, sonerete a lunghi e forti squilli con le trombe, e sarete ricordati dinanzi all’Eterno, al vostro Dio, e sarete liberati dai vostri nemici.Così pure nei vostri giorni di gioia, nelle vostre solennità e al principio de’ vostri mesi, sonerete con le trombe quand’offrirete i vostri olocausti e i vostri sacrifizi di azioni di grazie; ed esse vi faranno ricordare nel cospetto del vostro Dio. Io sono l’Eterno, il vostro Dio”.Or avvenne che, il secondo anno il secondo mese, il ventesimo giorno del mese, la nuvola s’alzò di sopra il tabernacolo della testimonianza.E i figliuoli d’Israele partirono dal deserto di Sinai, secondo l’ordine fissato per le loro marce; e la nuvola si fermò nel deserto di Paran.Così si misero in cammino la prima volta, secondo l’ordine dell’Eterno trasmesso per mezzo di Mosè.La bandiera del campo de’ figliuoli di Giuda, diviso secondo le loro schiere, si mosse la prima. Nahshon, figliuolo di Amminadab comandava l’esercito di Giuda.Nethaneel, figliuolo di Tsuar, comandava l’esercito della tribù de’ figliuoli d’Issacar,ed Eliab, figliuolo di Helon, comandava l’esercito della tribù dei figliuoli di Zabulon.Il tabernacolo fu smontato, e i figliuoli di Gherson e i figliuoli di Merari si misero in cammino, portando il tabernacolo.Poi si mosse la bandiera del campo di Ruben, diviso secondo le sue schiere. Elitsur, figliuolo di Scedeur, comandava l’esercito di Ruben.Scelumiel, figliuolo di Tsurishaddai, comandava l’esercito della tribù de’ figliuoli di Simeone,ed Eliasaf, figliuolo di Deuel, comandava l’esercito della tribù de’ figliuoli di Gad.Poi si mossero i Kehathiti, portando gli oggetti sacri; e gli altri rizzavano il tabernacolo, prima che quelli arrivassero.Poi si mosse la bandiera del campo de’ figliuoli di Efraim, diviso secondo le sue schiere. Elishama, figliuolo di Ammihud, comandava l’esercito di Efraim.Gamaliel, figliuolo di Pedahtsur, comandava l’esercito della tribù dei figliuoli di Manasse,e Abidan, figliuolo di Ghideoni, comandava l’esercito della tribù de’ figliuoli di Beniamino.Poi si mosse la bandiera del campo de’ figliuoli di Dan, diviso secondo le sue schiere, formando la retroguardia di tutti i campi. Ahiezer, figliuolo di Ammishaddai, comandava l’esercito di Dan.Paghiel, figliuolo di Ocran, comandava l’esercito della tribù de’ figliuoli di Ascer,e Ahira, figliuolo di Enan, comandava l’esercito della tribù de’ figliuoli di Neftali.Tale era l’ordine in cui i figliuoli d’Israele si misero in cammino, secondo le loro schiere. E così partirono.Or Mosè disse a Hobab, figliuolo di Reuel, Madianita, suocero di Mosè: “Noi c’incamminiamo verso il luogo del quale l’Eterno ha detto: Io ve lo darò. Vieni con noi e ti faremo, del bene, perché l’Eterno ha promesso di far del bene a Israele”.Hobab gli rispose: “Io non verrò, ma andrò al mio paese e dal miei parenti”.E Mosè disse: “Deh, non ci lasciare; poiché tu conosci i luoghi dove dovremo accamparci nel deserto, e sarai la nostra guida.E, se vieni con noi, qualunque bene l’Eterno farà a noi, noi lo faremo a te”.Così partirono dal monte dell’Eterno, e fecero tre giornate di cammino; e l’arca del patto dell’Eterno andava davanti a loro durante le tre giornate di cammino, per cercar loro un luogo di riposo.E la nuvola dell’Eterno era su loro, durante il giorno, quando partivano dal campo.Quando l’arca partiva, Mosè diceva: “Lèvati, o Eterno, e siano dispersi i tuoi nemici, e fuggano dinanzi alla tua presenza quelli che t’odiano!”E quando si posava, diceva: “Torna, o Eterno, alle miriadi delle schiere d’Israele!”Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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Il Tanakh
Il Tanakh è il canone delle Scritture sacre dell'ebraismo e corrisponde all'Antico Testamento cristiano. Il suo nome è un acronimo formato dalle tre sezioni: Torah (Pentateuco), Nevi'im (Profeti) e Ketouvim (Scritti). Redatto principalmente in ebraico con alcuni passi in aramaico, costituisce il fondamento teologico, morale e liturgico dell'ebraismo e le radici comuni delle tradizioni ebraica e cristiana.
Daniele 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il terzo anno del regno di Joiakim, re di Giuda, Nebucadnetsar, re di Babilonia, venne contro Gerusalemme, e l’assediò.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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Il codice di Aleppo
Il Codice di Aleppo (Keter Aram Tsova) è un manoscritto medievale della Bibbia ebraica, redatto intorno al 920 d.C. a Tiberiade. Considerato la versione più precisa della Bibbia ebraica, comprende la vocalizzazione e la cantillazione masoretiche. Conservato per sei secoli ad Aleppo, fu parzialmente distrutto nel 1947. Oggi è custodito al Museo di Israele ed è iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 2016.
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I rotoli di Ketef Hinnom
Scoperti nel 1979 da Gabriel Barkay nella valle di Innom a Gerusalemme, i rotoli di Ketef Hinnom sono due lamine d'argento arrotolate con iscrizioni in ebraico paleo. Risalenti alla fine del VII o all'inizio del VI secolo a.C., contengono la benedizione sacerdotale di Numeri 6,24-26 e costituiscono i più antichi frammenti noti di testi biblici, anteriori ai manoscritti del mar Morto. Conservati al Museo d'Israele, attestano l'esistenza di testi biblici scritti fin dal periodo del Primo Tempio.
Numeri 6.24-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :L’Eterno ti benedica e ti guardi!L’Eterno faccia risplendere il suo volto su te e ti sia propizio!L’Eterno volga verso te il suo volto, e ti dia la pace!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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La tradizione profetica ebraica
La tradizione profetica ebraica si fonda sugli scritti e sugli insegnamenti dei profeti, messaggeri di Dio scelti per guidare il popolo d'Israele. Si caratterizza per la critica sociale, l'appello alla giustizia, la denuncia dell'idolatria e i messaggi di speranza escatologica. I grandi profeti come Isaia, Geremia ed Ezechiele hanno influenzato profondamente la teologia ebraica, la letteratura biblica e i valori etici universali.
Michea 6.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :O uomo, egli t’ha fatto conoscere ciò ch’è bene; e che altro richiede da te l’Eterno, se non che tu pratichi ciò ch’è giusto, che tu ami la misericordia, e cammini umilmente col tuo Dio?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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La regione di Qumran
Qumran, situato sulla sponda nord-occidentale del Mar Morto, in Cisgiordania, è un importante sito archeologico fondato tra il 134 e il 104 a.C. sotto Giovanni Ircano. Associato agli Esseni, è celebre soprattutto per la scoperta, nel 1947, dei Manoscritti del Mar Morto nelle sue grotte. Gli scavi di Roland de Vaux hanno portato alla luce cisterne, bagni rituali e sale comunitarie. Il sito fu distrutto dai Romani nel 68 d.C. durante la prima guerra giudaica.
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Gli Esseni
Gli Esseni furono una setta giudaica ascetica del II secolo a.C., nota per la sua rigorosa vita comunitaria, la purezza rituale e la devozione alle Scritture. Associati al sito di Qumran e ai Manoscritti del Mar Morto scoperti nel 1947, scomparvero dopo la distruzione del Secondo Tempio nel 70 d.C., lasciando un'eredità testuale e spirituale di grande rilievo per la comprensione del giudaismo antico e delle origini del cristianesimo.
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Il rotolo di Isaia
Il Grande Rotolo di Isaia (1QIsaᵃ), scoperto nel 1947 a Qumran, è il più antico manoscritto ebraico completo di un libro biblico. Risale al II secolo a.C., misura 7,34 metri e contiene tutti i 66 capitoli di Isaia. La sua grande somiglianza con il testo masoretico attesta la fedeltà della trasmissione biblica. Oggi è esposto nel Santuario del Libro del Museo d'Israele a Gerusalemme.
Parola di un Amico
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La ricerca di Nicodemo
L’articolo si sofferma sulla storia di Nicodemo, un fariseo che incontra Gesù di notte secondo Giovanni 3:1-21. Nicodemo cerca di comprendere l’idea biblica di nascere di nuovo per accedere al regno di Dio. Passa dalla paura a una fede coraggiosa, aiutando nella sepoltura di Gesù dopo la sua crocifissione. Questo racconto mostra come un incontro autentico con Gesù possa trasformare una vita. L’esperienza di Nicodemo simboleggia il passaggio dalla curiosità intellettuale a una fede autentica e impegnata.
Giovanni 3.1-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or v’era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei.Egli venne di notte a Gesù, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui.Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio.Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere?Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito.Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo.Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.Nicodemo replicò e gli disse: Come possono avvenir queste cose?Gesù gli rispose: Tu se’ il dottor d’Israele e non sai queste cose?In verità, in verità io ti dico che noi parliamo di quel che sappiamo, e testimoniamo di quel che abbiamo veduto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza.Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell’uomo che è nel cielo.E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato,affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage.Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate;ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le opere sue siano manifestate, perché son fatte in Dio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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La risurrezione
L'articolo esamina la risurrezione di Gesù, un evento chiave del cristianesimo. Vengono sottolineati la visita delle donne al sepolcro e l'iniziale incredulità degli apostoli di fronte a questo evento straordinario. L'autore spiega che Dio continua a parlare agli uomini in diversi modi, ma che l'umanità sceglie spesso di ignorare questi messaggi spirituali.
Luca 24.10-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or quelle che dissero queste cose agli apostoli erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo, e le altre donne che eran con loro.E quelle parole parvero loro un vaneggiare, e non prestaron fede alle donne.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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L’amore di Dio per l’essere umano
L’articolo esplora l’amore di Dio attraverso Giovanni 3:16 e l’idea che, nonostante le persecuzioni, la fede in Gesù offra una via verso la vita eterna. Afferma che seguire gli insegnamenti di Gesù è una porta aperta verso il regno di Dio e, sebbene questa vita sia transitoria, le nostre scelte qui influenzano la nostra eternità. La salvezza tramite Gesù è presentata come un dono prezioso, che ciascuno è libero di accettare o meno.
Giovanni 3.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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Senza di me non potete far nulla
L'articolo approfondisce Giovanni 15.5, sottolineando che i cristiani devono dipendere da Gesù, il Messia, per portare frutti spirituali. Anche se possono esserci successi senza fede, è vivendo uniti a Gesù che il discepolo compie realizzazioni significative.
Giovanni 15.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
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La catastrofe della funicolare di Gloria
L’articolo discute la catastrofe della funicolare di Gloria alla luce di un racconto biblico simile, sottolineando la necessità del ravvedimento e l’importanza della salvezza dell’anima secondo gli insegnamenti di Gesù.
1 Samuele 16.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma l’Eterno disse a Samuele: “Non badare al suo aspetto né all’altezza della sua statura, perché io l’ho scartato; giacché l’Eterno non guarda a quello a cui guarda l’uomo: l’uomo riguarda all’apparenza, ma l’Eterno riguarda al cuore”.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
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