Giovanni precisa qui che, dopo le nozze, Gesù, il Messia, e la sua famiglia furono invitati a Cafarnao per alcuni giorni. Pietro e Andrea, come Filippo, vi abitavano pur essendo originari di (Giovanni 1.44), probabilmente per motivi professionali. Zebedeo e Salome, i genitori di Giacomo e Giovanni (l’autore del Vangelo), possedevano una casa in quella regione.
La distanza tra e Cafarnao è di circa trenta chilometri, ossia una giornata di cammino. Probabilmente viaggiarono per tutta la giornata di domenica 2 dicembre 29.
Sembra che i discepoli desiderassero invitare Gesù, il Messia, con la famiglia per mostrargli dove vivevano. Volevano anche presentarlo ai loro genitori e amici.
È probabilmente allora che stringe amicizia con Zebedeo e Salome (Luca 23.49).
Constatiamo che Gesù, il Messia, prima di iniziare il ministero in Giudea, conosceva già Cafarnao e la sua regione, dove avrebbe operato dopo l’arresto di Giovanni il Battista.
Questa città diventerà il centro dell’attività di Gesù, il Messia, e dei suoi discepoli, probabilmente verso l’autunno dell’anno 30.
Dopo questo passaggio, secondo Giovanni e seguendo le nostre conclusioni, Gesù, il Messia, tornerà con la famiglia a Nazaret. Probabilmente faranno una sosta di una notte nel villaggio di e ripartiranno il giorno seguente per Nazaret.
Non possediamo altri dettagli, salvo che nell’aprile 30 si recherà a Gerusalemme con i discepoli, sempre secondo Giovanni. Sembra quindi che Gesù, il Messia, avesse mantenuto i contatti con loro.
È probabile che, dopo un passaggio a Nazaret, abbia lasciato la madre e i fratelli e le sorelle per tornare a Ennòn presso Salim o persino a Betania al di là del Giordano. Propendiamo maggiormente per Ennòn a causa della precisazione di Giovanni 3.22-24.