Mentre il Messia Gesù prosegue il cammino verso Gerusalemme, due dei discepoli, Giacomo e Giovanni, si avvicinano a lui con una richiesta audace. In un racconto sono loro a prendere l’iniziativa; nell’altro è la loro madre che viene a prostrarsi davanti al Messia Gesù per parlare a loro favore. Ma l’intenzione è la stessa: ottenere per questi due fratelli i posti d’onore accanto al Messia Gesù, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra, quando il suo regno sarà pienamente manifestato.
Il Messia Gesù li ascolta, poi risponde loro con una gravità mista a dolcezza. Chiede loro se comprendono davvero ciò che domandano. Vogliono la gloria, ma ignorano la via che vi conduce. Il Messia Gesù parla loro allora del «calice» che deve bere e del «battesimo» in cui deve essere immerso: immagini forti che evocano la sua sofferenza imminente, la sua umiliazione e la sua morte. I due fratelli affermano di poter condividere questo destino, senza misurare la profondità di ciò che dicono. Il Messia Gesù risponde loro che berranno effettivamente quel calice e conosceranno anch’essi la prova, ma che i posti d’onore non dipendono da lui: sono riservati dal Padre a coloro per i quali sono stati preparati.
Quando gli altri dieci discepoli vengono a sapere della richiesta di Giacomo e Giovanni, si indignano. La loro collera rivela che anch’essi sono sensibili alla questione del prestigio e della posizione. Il Messia Gesù li raduna allora per dare loro un insegnamento fondamentale sulla natura del suo regno. Ricorda loro che, tra le nazioni, i grandi dominano e impongono la loro autorità, cercando di farsi servire. Ma afferma che, tra i suoi discepoli, non deve essere così.
Dice loro che chi vuole diventare grande deve farsi servitore, e che chi vuole essere il primo deve diventare lo schiavo di tutti. Non si tratta di una semplice regola morale, ma di un radicale capovolgimento dei valori umani. Per radicare questo insegnamento, il Messia Gesù prende se stesso come esempio: non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita in riscatto per la moltitudine. Con queste parole rivela che la vera grandezza passa attraverso l’umiltà, il dono di sé e il servizio, e che il suo stesso cammino verso la gloria passa per la croce.