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Il ritorno e l’attesa dei discepoli

Dopo l'ascensione di Gesù (12 maggio 33), i discepoli tornano a Gerusalemme dal monte degli Ulivi, distante «un cammino di sabato». Si riuniscono in una stanza al piano superiore, probabilmente la casa di Maria, madre di Giovanni Marco, e perseverano unanimi nella preghiera, con le donne e la famiglia di Gesù. Questo periodo di attesa prefigura le caratteristiche della Chiesa nascente.

18 min Atti degli Apostoli ascensione monte degli Ulivi cammino di sabato sala di sopra 24 versetti 6 libri

Consultazione

Testi biblici

Atti
Atti 1.12-14 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, il quale è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato.

E come furono entrati, salirono nella sala di sopra ove solevano trattenersi Pietro e Giovanni e Giacomo e Andrea, Filippo e Toma, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo, e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo.

Tutti costoro perseveravano di pari consentimento nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù, e coi fratelli di lui.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La strada per Gerusalemme

Data: 13 maggio 33, inizio del

Metodo di lavoro: Seguiamo Luca nella sua seconda opera

Nota sul metodo di lavoro: Queste informazioni si trovano soltanto in Luca

Mappa di Gerusalemme e dintorni

Dopo l'ascensione, i discepoli rimasero verosimilmente per qualche tempo sul . Profondamente segnati da questo evento straordinario, dovettero interrogarsi e attendere ancora qualche istante, chiedendosi se si sarebbe prodotta una nuova manifestazione divina.

1- Dal monte degli Ulivi a Gerusalemme

Passata l'emozione provocata dall'ascensione, i discepoli rientrarono a Gerusalemme. Resta tuttavia una domanda: quanto tempo rimasero sul dopo aver visto il loro Maestro scomparire ai loro occhi? Il racconto di Luca non permette di rispondere con certezza.

Essendosi l'ascensione svolta giovedì 12 maggio 33, appare poco probabile che abbiano lasciato il luogo subito dopo l'apparizione dei due uomini vestiti di bianco che annunciarono loro il futuro ritorno di Cristo (Atti 1.10-11). Ancora profondamente segnati dagli eventi straordinari a cui avevano appena assistito, probabilmente hanno conversato tra loro e meditato sulle ultime parole del Signore (Atti 1.4-8).

2- Il cammino di sabato

Luca precisa che i discepoli rientrarono a Gerusalemme dal , situato «alla distanza di un » (Atti 1.12). Questa espressione designava tradizionalmente la distanza che un ebreo pio poteva percorrere nel giorno del senza violare le prescrizioni rabbiniche, ossia circa duemila cubiti, il che corrisponde a poco meno di un chilometro. Alcuni autori ritengono che Luca si limiti a fornire un'indicazione geografica nota ai suoi lettori. Noi suggeriamo invece che possa anche sottintendere che il era già iniziato e che i discepoli continuavano a osservare gli usi ebraici. Questa interpretazione resta tuttavia ipotetica, poiché il testo non fornisce alcuna indicazione cronologica precisa.

Se si accetta questa ipotesi, i discepoli sarebbero tornati a Gerusalemme al più presto il venerdì sera.

3- La sala di sopra e il luogo di raduno dei discepoli

Gli undici apostoli tornarono poi nella casa in cui erano soliti riunirsi (Atti 1.13). Luca non precisa né il proprietario né l'ubicazione esatta di questa dimora. Nel clima di tensione che regnava dopo la crocifissione, questa discrezione poteva contribuire a proteggere le persone interessate.

Diversi commentatori hanno proposto che possa trattarsi della casa di Maria, madre di Giovanni detto anche Marco, che appare più tardi come luogo abituale di raduno dei credenti (Atti 12.12). Altri hanno avanzato l'ipotesi della casa di Giuseppe d'Arimatea, senza che tuttavia alcun testo permetta di confermare questa proposta.

La casa di Maria costituisce un'ipotesi plausibile. Giovanni Marco era vicino a Pietro, di cui più tardi raccoglierà i ricordi che serviranno da base per la redazione del secondo Vangelo (1 Pietro 5.13). Al contrario, Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, a motivo del loro coinvolgimento nella sepoltura di Gesù (Giovanni 19.38-42), potevano essere oggetto di una sorveglianza particolare delle autorità religiose, il che avrebbe reso la loro dimora meno adatta a riunioni discrete.

4- Una comunità unita nella preghiera

Luca elenca poi i nomi degli undici apostoli e sottolinea che erano assidui, concordi, nella preghiera (Atti 1.13-14). Questa unità spirituale costituisce già una delle caratteristiche della Chiesa nascente (Atti 2.42-47; Atti 4.32).

Anche le donne che avevano accompagnato Gesù dalla Galilea partecipavano a queste riunioni (Luca 8.1-3; Atti 1.14). È verosimile che gli apostoli, e in particolare Pietro, abbiano raccontato in dettaglio gli eventi dell'ascensione e ricordato l'ordine dato dal Signore di attendere il compimento della promessa del Padre, cioè la venuta dello Spirito Santo (Atti 1.4-5).

5- Maria e i fratelli di Gesù tra i discepoli

Tra le persone presenti vi era anche Maria, la madre di Gesù (Atti 1.14). Si tratta dell'ultima menzione esplicita di Maria nel Nuovo Testamento.

Un altro dettaglio merita attenzione: anche i fratelli di Gesù facevano parte del gruppo. Eppure, durante il ministero terreno del Signore, non credevano in lui (Giovanni 7.5). La loro presenza attesta dunque un profondo cambiamento che si è probabilmente prodotto dopo la crocifissione e soprattutto dopo la risurrezione. Giacomo, uno dei fratelli del Signore, beneficerà persino di un'apparizione particolare del Cristo risorto (1 Corinzi 15.7) prima di diventare una delle figure principali della Chiesa di Gerusalemme (Galati 1.19; Atti 15.13).

L'assenza di menzione esplicita delle sorelle di Gesù (Matteo 13.55-56) non significa necessariamente che fossero assenti. Nella cultura dell'epoca le donne erano frequentemente comprese in designazioni più generali. I racconti evangelici mostrano del resto che esse ebbero un ruolo importante negli eventi che circondarono la morte e la risurrezione di Cristo (Luca 23.49; Luca 24.10).

6- Nell'attesa della promessa del Padre

I testi non permettono di stabilire con certezza se tutti i discepoli vivessero in permanenza sotto lo stesso tetto. Tuttavia l'esistenza di una vita comunitaria temporanea appare verosimile. Un gran numero di credenti era originario della Galilea e si trovava ancora a Gerusalemme in attesa della promessa annunciata da Gesù (Atti 1.4).

Inoltre, essendo terminate le celebrazioni della Pasqua, la maggior parte dei pellegrini aveva lasciato la città. Il gruppo dei discepoli diventava così più visibile e doveva senza dubbio dar prova di prudenza. In questo contesto, questi uomini e queste donne restavano uniti nella preghiera e nell'attesa fiduciosa dell'intervento di Dio e della venuta dello Spirito Santo, che avrebbe presto segnato la nascita visibile della Chiesa (Atti 2.1-4).

Trovo che questa suddivisione sia vicina a quella che si incontra nei commentari di F. F. Bruce o di Craig Keener: sottotitoli piuttosto brevi, descrittivi, e una chiara distinzione tra il testo di Luca e le ipotesi dell'esegeta. Ciò rafforza al tempo stesso il rigore accademico e il comfort di lettura.

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