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Il Messia Gesù lava i piedi ai suoi discepoli

Questo articolo analizza la lavanda dei piedi compiuta da Gesù, gesto singolare riferito da Giovanni, che simboleggia il capovolgimento dei valori umani e illustra il messaggio centrale di Gesù: servire per amore. Questo evento, collocato a Gerusalemme durante l’ultima cena di Pasqua, rivela ai suoi discepoli la vera missione di Gesù anticipando la sua crocifissione.

29 min Gesù lavanda dei piedi servo 42 versetti 9 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 13.4-11 (Riveduta 1927 (Luzzi))

si levò da tavola, depose le sue vesti, e preso un asciugatoio, se ne cinse.

Poi mise dell’acqua nel bacino, e cominciò a lavare i piedi a’ discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto.

Venne dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: Tu, Signore, lavare i piedi a me?

Gesù gli rispose: Tu non sai ora quello che io fo, ma lo capirai dopo.

Pietro gli disse: Tu non mi laverai mai i piedi! Gesù gli rispose: Se non ti lavo, non hai meco parte alcuna.

E Simon Pietro: Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!

Gesù gli disse: Chi è lavato tutto non ha bisogno che d’aver lavati i piedi; è netto tutto quanto; e voi siete netti, ma non tutti.

Perché sapeva chi era colui che lo tradirebbe; per questo disse: Non tutti siete netti.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: la città di Gerusalemme, la casa di Maria, madre di Giovanni detto Marco

Data: giovedì 31 marzo dell'anno 33, di notte

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Luca

Nota sul metodo di lavoro: Luca è l’unico a registrare questa disputa

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre di giovedì

I discepoli discutono su chi sia il primo.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_3 La casa è, secondo noi, quella di Maria, la madre di Giovanni detto Marco. Atti 12.12.

_4 La cena di Pasqua inizia il giovedì sera, dopo le 18. Per gli Ebrei è già venerdì (Marco 14.17, Matteo 26.20, Luca 22.14-18). Non è dunque il Seder ufficiale, che si svolgerà la sera del venerdì Giovanni 18.28.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

1- Un gesto unico riferito dal Vangelo di Giovanni

Dei quattro Vangeli, solo Giovanni riferisce la lavanda dei piedi dei discepoli (Giovanni 13.1-17). Mentre i vangeli sinottici pongono l’accento soprattutto sull’istituzione della Cena (Matteo 26.26-29 ; Marco 14.22-25 ; Luca 22.19-20), Giovanni sceglie di riferire un gesto di eccezionale portata teologica.

Durante la cena, Gesù si alza, depone il mantello, prende un asciugatoio e se lo cinge, versa acqua in un catino e comincia a lavare i piedi ai suoi discepoli (Giovanni 13.4-5).

Nel mondo ebraico del I secolo, la lavanda dei piedi era un gesto di ospitalità reso necessario dagli spostamenti su strade polverose. Era abitualmente compiuta da uno schiavo, da un servo o, nelle famiglie più umili, da una persona di condizione inferiore (Genesi 18.4 ; Genesi 19.2 ; Luca 7.44).

Che il Maestro stesso compia questo servizio appare dunque come un completo capovolgimento dei valori umani.

2- Il Maestro diventa servo

Con questo gesto, Gesù non dà soltanto una lezione di umiltà.

Rivela la natura stessa della sua missione.

Colui che i discepoli riconoscono come il Messia e il Signore accetta volontariamente il posto del servo.

Questo atteggiamento illustra perfettamente il suo stesso insegnamento:

Matteo 23.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
ma il maggiore fra voi sia vostro servitore.

Esso adempie anche le parole che aveva già pronunciato:

«Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come riscatto per molti» (Matteo 20.28 ; Marco 10.45).

La lavanda dei piedi diventa così un’anticipazione visibile del più grande atto di servizio che Gesù avrebbe compiuto poche ore dopo offrendo la sua vita sulla croce.

3- L’incomprensione di Pietro

Come spesso accade nei Vangeli, Simon Pietro esprime spontaneamente ciò che diversi discepoli pensano senza osare dirlo.

Profondamente scosso, rifiuta che il suo Maestro compia nei suoi confronti un gesto riservato ai servi:

Giovanni 13.6-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Venne dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: Tu, Signore, lavare i piedi a me?Gesù gli rispose: Tu non sai ora quello che io fo, ma lo capirai dopo.Pietro gli disse: Tu non mi laverai mai i piedi! Gesù gli rispose: Se non ti lavo, non hai meco parte alcuna.

Il suo rifiuto non denota mancanza di amore, ma una comprensione ancora incompleta della missione di Cristo.

Ai suoi occhi, il Messia non può abbassarsi in questo modo.

Gesù gli risponde tuttavia che il significato profondo di questo gesto potrà essere pienamente compreso solo dopo la sua morte, la sua risurrezione e il dono dello Spirito Santo (Giovanni 13.7 ; Giovanni 16.12-13).

4- «Se non ti lavo...»

La risposta di Gesù costituisce il cuore teologico del racconto:

«Se non ti lavo, non hai parte con me» (Giovanni 13.8).

La lavanda dei piedi supera qui il semplice gesto di ospitalità.

Diventa il simbolo dell’opera purificatrice che solo Cristo può compiere.

L’uomo non può entrare in comunione con Dio per i propri meriti.

Deve essere purificato dall’opera del Figlio di Dio.

Questa purificazione troverà il suo compimento nel sacrificio della croce, dove Gesù verserà il suo sangue per il perdono dei peccati (Matteo 26.28 ; Efesini 1.7 ; 1 Giovanni 1.7).

5- Il bagno e la lavanda dei piedi

Fedele al suo carattere spontaneo, Pietro cambia subito atteggiamento:

Giovanni 13.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
E Simon Pietro: Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!

Gesù gli risponde:

«Chi è lavato non ha bisogno che di lavarsi i piedi» (Giovanni 13.10).

Il testo greco impiega qui due verbi diversi.

Il primo (louō) designa un bagno completo.

Il secondo (niptō) evoca il lavaggio di una parte del corpo, qui i piedi.

Questa distinzione chiarisce il senso delle parole di Gesù.

Chi appartiene già a Cristo è interamente purificato davanti a Dio.

Tuttavia non ha smesso di vivere in un mondo segnato dal peccato.

Come i piedi si sporcano camminando, il credente ha continuamente bisogno di tornare al Signore perché la sua comunione con lui sia rinnovata (1 Giovanni 1.8-9).

Il testo non tratta dunque della perdita o della conservazione della salvezza, ma della purificazione quotidiana necessaria alla vita del discepolo.

6- Giuda: una purezza soltanto esteriore

Gesù aggiunge subito:

«Voi siete puri, ma non tutti» (Giovanni 13.10).

Giovanni precisa subito che questa osservazione riguarda Giuda Iscariota (Giovanni 13.11).

Giuda ha ricevuto esteriormente lo stesso servizio degli altri discepoli.

Eppure il suo cuore resta chiuso.

Questa precisazione mostra che la purificazione simboleggiata dalla lavanda dei piedi non deriva da un rito esteriore.

Presuppone una fede autentica in Gesù Cristo.

Così Giovanni contrappone discretamente due realtà: una purificazione esteriore, visibile, e la purificazione interiore che solo Cristo può compiere.

7- Un esempio per tutti i discepoli

Dopo aver ripreso il mantello, Gesù stesso spiega il significato pratico del suo gesto:

«Vi ho dato un esempio, affinché come ho fatto io, facciate anche voi» (Giovanni 13.15).

Il Signore non istituisce qui un nuovo rito destinato a sostituire i sacramenti.

Invita i suoi discepoli ad adottare lo stesso atteggiamento di servizio umile e disinteressato.

La grandezza nel Regno di Dio non consiste nel dominare, ma nel servire gli altri (Luca 22.24-27).

Questa lezione prepara direttamente il comandamento nuovo che seguirà pochi istanti dopo:

«Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati» (Giovanni 13.34-35).

Il servizio diventa così l’espressione concreta dell’amore cristiano.

8- La lavanda dei piedi annuncia la croce

Questo racconto possiede infine una profonda portata cristologica.

L’abbassamento volontario di Gesù in mezzo ai suoi discepoli annuncia l’abbassamento molto più profondo che compirà sulla croce.

Deponendo il mantello, assumendo la condizione di servo e poi riprendendo il mantello (Giovanni 13.4 ; Giovanni 13.12), Giovanni descrive un movimento che ricorda quello sviluppato dall’apostolo Paolo:

Filippesi 2.6-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio,ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini;ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce.

Il Figlio di Dio si abbassa volontariamente per compiere la salvezza dell’umanità.

La lavanda dei piedi costituisce così una vivente di tutta l’opera redentrice di Cristo.

9- Una progressione letteraria notevole

Giovanni costruisce questo racconto secondo una progressione particolarmente curata.

Il lettore passa successivamente:

  • dal gesto concreto di Gesù (Giovanni 13.4-5);
  • all’incomprensione di Pietro (Giovanni 13.6-9);
  • poi alla spiegazione spirituale (Giovanni 13.10-11);
  • infine all’applicazione per tutti i discepoli (Giovanni 13.12-17).

Questa progressione conduce dal visibile all’invisibile, dall’azione alla sua interpretazione, poi dall’insegnamento teologico alla messa in pratica.

È una delle più belle costruzioni narrative del Vangelo secondo Giovanni.

10- L’umiltà rivela la gloria del Figlio

La lavanda dei piedi riassume ammirevolmente la teologia giovannea.

Colui che è il Signore e il Maestro (Giovanni 13.13) sceglie liberamente di diventare il servo dei suoi discepoli.

La sua umiliazione non è una diminuzione della sua gloria; ne costituisce al contrario la più perfetta manifestazione.

Servendo i suoi fino a inginocchiarsi davanti a loro, Gesù rivela il vero volto di Dio: un Dio che ama, che purifica e che dona sé stesso per la salvezza degli uomini (Giovanni 3.16-17 ; Giovanni 13.1).

Così, questo gesto non è soltanto un esempio morale. Annuncia già la croce, dove il più grande servizio reso all’umanità sarà compiuto con il sacrificio volontario del Figlio di Dio.

Puoi consultare l’appendice ANN128 : Il servo nella Bibbia: dal Servo dell’Eterno alla lavanda dei piedi.