Exode et confrontation avec Pharaon

Ce thème couvre l'un des récits les plus dramatiques de l'Ancien Testament : la libération du peuple hébreu hors d'Égypte, telle qu'elle est racontée dans le livre de l'Exode. Au cœur de ce parcours se trouve la confrontation entre Moïse, envoyé de Dieu, et Pharaon, souverain d'Égypte, dont le cœur endurci refuse de laisser partir le peuple d'Israël.

Les articles réunis ici examinent les dix plaies d'Égypte — du Nil transformé en sang jusqu'à la mort des premiers-nés — comme autant de signes divins démontrant la puissance de Dieu face aux divinités égyptiennes. Chaque plaie constitue une étape narrative et théologique dans un bras de fer qui dépasse la simple diplomatie politique.

Ce thème intéresse aussi bien pour ses enjeux historiques et archéologiques que pour sa portée spirituelle : il pose des questions fondamentales sur la justice divine, la liberté, l'obéissance et la vocation d'un peuple. Il constitue le socle sur lequel se construisent une grande partie des prophéties et du message de délivrance présents dans toute la Bible.

  • La confrontation initiale entre Moïse et Pharaon

    L'article examine comment la première confrontation entre Moïse et Pharaon, avant les dix plaies, symbolise un choc de souverainetés entre Yahvé et les divinités égyptiennes. Moïse défie l'autorité de Pharaon, révélant ainsi une lutte pour la reconnaissance divine et posant les bases du jugement à venir. Cette rencontre met en lumière le processus divin de rédemption initié par la parole, et souligne l'asymétrie de la puissance divine face aux prétentions humaines.

    Esodo 5.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo questo, Mosè ed Aaronne vennero a Faraone, e gli dissero: “Così dice l’Eterno, l’Iddio d’Israele: Lascia andare il mio popolo, perché mi celebri una festa nel deserto”.Ma Faraone rispose: “Chi è l’Eterno ch’io debba ubbidire alla sua voce e lasciar andare Israele? Io non conosco l’Eterno, e non lascerò affatto andare Israele”.Ed essi dissero: “L’Iddio degli Ebrei si è presentato a noi; lasciaci andare tre giornate di cammino nel deserto per offrir sacrifizi all’Eterno, ch’è il nostro Dio, onde ei non abbia a colpirci con la peste o con la spada”.E il re d’Egitto disse loro: “O Mosè e Aaronne, perché distraete il popolo dai suoi lavori? Andate a fare quello che vi è imposto!”E Faraone disse: “Ecco, il popolo è ora numeroso nel paese, e voi gli fate interrompere i lavori che gli sono imposti”.
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  • La première plaie : l’eau du Nil changée en sang

    La première plaie d'Égypte transforme le Nil en sang, marquant une rupture dans l'Exode. Ce signe divin illustre la souveraineté de Dieu, la fragilité des idoles égyptiennes, et appelle à la repentance. Il met en lumière la dynamique de renversement orchestrée par Dieu contre Pharaon et ses croyances.

    Esodo 7.14-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’Eterno disse a Mosè: “Il cuor di Faraone è ostinato;egli rifiuta di lasciar andare il popolo. Va’ da Faraone domani mattina; ecco, egli uscirà per andare verso l’acqua; tu sta’ ad aspettarlo sulla riva del fiume, e prendi in mano il bastone ch’è stato mutato in serpente.E digli: L’Eterno, l’Iddio degli Ebrei, m’ha mandato da te per dirti: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva nel deserto; ed ecco, fino ad ora, tu non hai ubbidito.Così dice l’Eterno: Da questo conoscerai che io sono l’Eterno; ecco, io percoterò col bastone che ho in mia mano le acque che son nel fiume, ed esse saran mutate in sangue.E il pesce ch’è nel fiume morrà, e il fiume cara ammorbato, e gli Egiziani avranno ripugnanza a bere l’acqua del fiume”.E l’Eterno disse a Mosè: “Di’ ad Aaronne: Prendi il tuo bastone, e stendi la tua mano sulle acque dell’Egitto, sui loro fiumi, sui loro rivi, sui loro stagni e sopra ogni raccolta d’acqua; essi diventeranno sangue, e vi sarà sangue per tutto il paese d’Egitto, perfino ne’ recipienti di legno e ne’ recipienti di pietra”.Mosè ed Aaronne fecero come l’Eterno aveva ordinato. Aaronne alzò il bastone, e in presenza di Faraone e in presenza dei suoi servitori percosse le acque ch’erano nel fiume; e tutte le acque ch’erano nel fiume furon cangiate in sangue.E il pesce ch’era nel fiume morì; e il fiume fu ammorbato, sì che gli Egiziani non potevan bere l’acqua del fiume; e vi fu sangue per tutto il paese d’Egitto.E i magi d’Egitto fecero lo stesso con le loro arti occulte; e il cuore di Faraone s’indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto.E Faraone, volte ad essi le spalle, se ne andò a casa sua, e neanche di questo fece alcun caso.E tutti gli Egiziani fecero degli scavi ne’ pressi del fiume per trovare dell’acqua da bere, perché non potevan bere l’acqua del fiume.
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  • La deuxième plaie : l’invasion des grenouilles

    L'article analyse la deuxième plaie d'Égypte, l'invasion des grenouilles. Ce signe attaque un symbole religieux égyptien majeur et commence à entamer l'orgueil de Pharaon, illustrant la pédagogie divine et la progression de l'œuvre de libération d'Israël.

    Esodo 7.25-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E passaron sette interi giorni, dopo che l’Eterno ebbe percosso il fiume.
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  • La terza piaga: le zanzare emerse dalla polvere

    Cet article explore la troisième plaie d'Égypte, où la poussière se transforme en moustiques, soulignant un tournant stratégique divin sans avertissement préalable à Pharaon, mettant en avant la puissance souveraine de Dieu.

    Esodo 8.12-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Mosè ed Aaronne uscirono da Faraone; e Mosè implorò l’Eterno relativamente alle rane che aveva inflitte a Faraone.E l’Eterno fece quello che Mosè avea domandato, e le rane morirono nelle case, nei cortili e nei campi.Le radunarono a mucchi e il paese ne fu ammorbato.Ma quando Faraone vide che v’era un po’ di respiro, si ostinò in cuor suo, e non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto.
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  • La quarta piaga: le mosche velenose

    Cet article traite de la quatrième plaie d'Égypte, les mouches venimeuses, et explore la distinction divine entre Israël et l'Égypte. Dieu protège Israël tandis que Pharaon, inflexible, commence à négocier.

    Esodo 8.16-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E l’Eterno disse a Mosè: “Di’ ad Aaronne: Stendi il tuo bastone e percuoti la polvere della terra, ed essa diventerà zanzare per tutto il paese di Egitto”.Ed essi fecero così. Aaronne stese la sua mano col suo bastone, percosse la polvere della terra, e ne vennero delle zanzare sugli uomini e sugli animali; tutta la polvere della terra diventò zanzare per tutto il paese d’Egitto.E i magi cercarono di far lo stesso coi loro incantesimi per produrre le zanzare, ma non poterono. Le zanzare furon dunque sugli uomini e sugli animali.Allora i magi dissero a Faraone: “Questo è il dito di Dio”. Ma il cuore di Faraone s’indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto.Poi l’Eterno disse a Mosè: “Alzati di buon mattino, e presentati a Faraone. Ecco, egli uscirà per andar verso l’acqua; e digli: Così dice l’Eterno: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva.Se no, se non lasci andare il mio popolo, ecco io manderò su te, sui tuoi servitori, sul tuo popolo e nelle tue case, le mosche velenose; le case degli Egiziani saran piene di mosche velenose e il suolo su cui stanno ne sarà coperto.Ma in quel giorno io farò eccezione del paese di Goscen, dove abita il mio popolo; e quivi non ci saranno mosche, affinché tu sappia che io, l’Eterno, sono in mezzo al paese.E io farò una distinzione fra il mio popolo e il tuo popolo. Domani avverrà questo miracolo”.E l’Eterno fece così; e vennero grandi sciami di mosche velenose in casa di Faraone e nelle case dei suoi servitori; e in tutto il paese d’Egitto la terra fu guasta dalle mosche velenose.Faraone chiamò Mosè ed Aaronne e disse: “Andate, offrite sacrifizi al vostro Dio nel paese”.Ma Mosè rispose: “Non si può far così; poiché offriremmo all’Eterno, ch’è l’Iddio nostro, dei sacrifizi che sono un abominio per gli Egiziani. Ecco, se offrissimo sotto i loro occhi dei sacrifizi che sono un abominio per gli Egiziani, non ci lapiderebbero essi?Andremo tre giornate di cammino nel deserto, e offriremo sacrifizi all’Eterno, ch’è il nostro Dio, com’egli ci ordinerà”.E Faraone disse: “Io vi lascerò andare, perché offriate sacrifizi all’Eterno, ch’è il vostro Dio, nel deserto; soltanto, non andate troppo lontano; pregate per me”.
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  • La cinquième plaie : la mortalité du bétail

    La cinquième plaie d'Égypte, abordée dans cet article, démontre la puissance divine par la mortalité du bétail, un pilier de l'économie. Elle souligne la distinction entre Israël et l'Égypte, malgré l'endurcissement de Pharaon. Ce jugement amplifie la démonstration de souveraineté de Dieu, tout en épargnant les troupeaux des Israélites.

    Esodo 9.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora l’Eterno disse a Mosè: “Va’ da Faraone, e digli: Così dice l’Eterno, l’Iddio degli Ebrei: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva;che se tu rifiuti di lasciarlo andare e lo rattieni ancora,ecco, la mano dell’Eterno sarà sul tuo bestiame ch’è nei campi, sui cavalli, sugli asini, sui cammelli, sui buoi e sulle pecore; ci sarà una tremenda mortalità.E l’Eterno farà distinzione fra il bestiame d’Israele ed il bestiame d’Egitto; e nulla morrà di tutto quello che appartiene ai figliuoli d’Israele”.
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  • La Sixième Plaie : Les Ulcères

    La sixième plaie d'Égypte marque un tournant majeur dans l'Exode. Dieu frappe directement les Égyptiens avec des ulcères, révélant l'effondrement des pouvoirs égyptiens et illustrant sa fidélité envers les Hébreux. Ce geste symbolique renverse les outils d'oppression en instruments de justice, préparant ainsi la délivrance à venir.

    Esodo 9.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E l’Eterno indurò il cuor di Faraone, ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne come l’Eterno avea detto a Mosè.
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  • La Septième plaie : la grêle mêlée de feu

    Cet article explore la septième plaie d'Égypte, la grêle mêlée de feu, soulignant l'escalade du conflit entre Dieu et Pharaon. En décrivant la destruction étendue causée par cette plaie, le texte examine le message divin sur la justice divine et la possibilité de salut. Cette analyse met en lumière les différents comportements des Égyptiens face à cette manifestation de puissance divine.

    Esodo 9.27-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora Faraone mandò a chiamare Mosè ed Aaronne, e disse loro: “Questa volta io ho peccato; l’Eterno è giusto, mentre io e il mio popolo siamo colpevoli.Pregate l’Eterno perché cessino questi grandi tuoni e la grandine; e io vi lascerò andare, e non sarete più trattenuti”.E Mosè gli disse: “Come sarò uscito dalla città, protenderò le mani all’Eterno; i tuoni cesseranno e non ci sarà più grandine, affinché tu sappia che la terra è dell’Eterno.Ma quanto a te e ai tuoi servitori, io so che non avrete ancora timore dell’Eterno Iddio”.
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