PER328

Sosta al Getsemani

L’articolo «PER328 - Sosta al Getsemani» esplora il significato dell’episodio del Getsemani nei Vangeli. Sottolinea la sofferenza e la preghiera di Gesù prima del suo arresto e interpreta questo momento come un insegnamento sulla preghiera e sulla sottomissione alla volontà divina.

14 min Getsemani Gesù Vangeli preghiera arresto 22 versetti 7 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 26.36 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Allora Gesù venne con loro in un podere detto Getsemani, e disse ai discepoli: Sedete qui finché io sia andato là ed abbia orato.

Marco
Marco 14.32 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi vennero in un podere detto Getsemani; ed egli disse ai suoi discepoli: Sedete qui finché io abbia pregato.

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 18.1 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Dette queste cose, Gesù uscì coi suoi discepoli di là dal torrente Chedron, dov’era un orto, nel quale egli entrò co’ suoi discepoli.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Il giardino del Getsemani, ai piedi del monte degli Ulivi, di fronte alla città di Gerusalemme

Data: venerdì 1° aprile, di primissimo mattino

Modalità: Seguiamo ora Marco

Nota sulla modalità: Matteo e Giovanni riportano anch’essi questo evento

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Il Messia Gesù e i suoi discepoli partono per il e si fermano nel giardino del Getsemani.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_7 Il Messia Gesù e i discepoli partono per il monte degli Ulivi tra la mezzanotte e le 2:30, prima dell’alba del venerdì. Il giovane Marco li segue (Marco 14.26, Marco 14.32-42, Matteo 26.30,Matteo 26.36-46, Luca 22.39-46, Giovanni 18.1).

_8 Si fermano ai piedi del , nel giardino del Getsemani (Matteo 26.36, Marco 14.32).

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Il Getsemani, il cui nome significa «frantoio» e che designa un luogo preciso situato sulle pendici del (Matteo 26.36, Marco 14.32, Giovanni 18.1), era un luogo appartato dove Gesù e i suoi discepoli solevano recarsi per sfuggire al trambusto di Gerusalemme, soprattutto durante le grandi feste come la Pasqua, quando il , zona più vasta, si copriva di accampamenti temporanei (Luca 21.37).

La loro abitudine di ritirarsi regolarmente in questo luogo in disparte permise a Giuda di individuare il Messia Gesù e di condurvi una schiera armata per procedere al suo arresto (Giovanni 18.2-3).

Il racconto di Matteo, come quello di Marco, insiste sull’agonia spirituale del Messia Gesù in questo luogo, sulla sua tristezza, sulla sua preghiera intensa, sulla sua accettazione della volontà del Padre (Matteo 26.38-39, Marco 14.34-36), mentre Giovanni pone maggiormente l’accento sul controllo di sé e sulla dignità del Cristo di fronte all’arresto (Giovanni 18.4-6).

Simbolicamente, lo stesso nome del Getsemani, associato al torchio, evoca la sofferenza e lo schiacciamento che il Messia Gesù accetta di subire, realizzando così le profezie messianiche che annunciavano la sofferenza del Servo (Isaia 53.5, Zaccaria 13.7).

La tradizione cristiana vi vede anche un luogo di insegnamento sulla preghiera nella prova e sulla rinuncia alla propria volontà (Ebrei 5.7-8).