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Guarigione di un cieco nato

Questo articolo esplora la guarigione di un cieco nato da parte di Gesù a Gerusalemme (Giovanni 9.1-34). La narrazione mette in evidenza la profondità teologica dell’evento, collegando simbolicamente le feste ebraiche alla missione di Gesù come luce del mondo. La guarigione sottolinea il messaggio spirituale e profetico del Vangelo secondo Giovanni.

12 min Guarigione Gesù Cieco nato Giovanni 9 15 versetti 1 libro

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 9.1-34 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E passando vide un uomo ch’era cieco fin dalla nascita.

E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?

Gesù rispose: Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.

Bisogna che io compia le opere di Colui che mi ha mandato, mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare.

Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo.

Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco,

e gli disse: Va’, làvati nella vasca di Siloe (che significa: mandato). Egli dunque andò e si lavò, e tornò che ci vedeva.

Perciò i vicini e quelli che per l’innanzi l’avean veduto, perché era mendicante, dicevano: Non è egli quello che stava seduto a chieder l’elemosina?

Gli uni dicevano: E’ lui. Altri dicevano: No, ma gli somiglia. Egli diceva: Son io.

Allora essi gli domandarono: Com’è che ti sono stati aperti gli occhi?

Egli rispose: Quell’uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: Vattene a Siloe e làvati. Io quindi sono andato, e mi son lavato e ho ricuperato la vista.

Ed essi gli dissero: Dov’è costui? Egli rispose: Non so.

Menarono a’ Farisei colui ch’era stato cieco.

Or era in giorno di sabato che Gesù avea fatto il fango e gli avea aperto gli occhi.

I Farisei dunque gli domandaron di nuovo anch’essi com’egli avesse ricuperata la vista. Ed egli disse loro: Egli mi ha messo del fango sugli occhi, mi son lavato, e ci veggo.

Perciò alcuni dei Farisei dicevano: Quest’uomo non è da Dio perché non osserva il sabato. Ma altri dicevano: Come può un uomo peccatore far tali miracoli? E v’era disaccordo fra loro.

Essi dunque dissero di nuovo al cieco: E tu, che dici di lui, dell’averti aperto gli occhi? Egli rispose: E’ un profeta.

I Giudei dunque non credettero di lui che fosse stato cieco e avesse ricuperata la vista, finché non ebbero chiamati i genitori di colui che avea ricuperata la vista,

e li ebbero interrogati così: E’ questo il vostro figliuolo che dite esser nato cieco? Com’è dunque che ora ci vede?

I suoi genitori risposero: Sappiamo che questo è nostro figliuolo, e che è nato cieco;

ma come ora ci veda, non sappiamo; né sappiamo chi gli abbia aperti gli occhi; domandatelo a lui; egli è d’età; parlerà lui di sé.

Questo dissero i suoi genitori perché avean paura de’ Giudei; poiché i Giudei avean già stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla sinagoga.

Per questo dissero i suoi genitori: Egli è d’età, domandatelo a lui.

Essi dunque chiamarono per la seconda volta l’uomo ch’era stato cieco, e gli dissero: Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quell’uomo è un peccatore.

Egli rispose: S’egli sia un peccatore, non so, una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo.

Essi allora gli dissero: Che ti fece egli? Come t’aprì gli occhi?

Egli rispose loro: Ve l’ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse anche voi diventar suoi discepoli?

Essi l’ingiuriarono e dissero: Sei tu discepolo di costui; ma noi siam discepoli di Mosè.

Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma quant’è a costui, non sappiamo di dove sia.

Quell’uomo rispose e disse loro: Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure, m’ha aperto gli occhi!

Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio verso Dio e fa la sua volontà, quello egli esaudisce.

Da che mondo è mondo non s’è mai udito che uno abbia aperto gli occhi ad un cieco nato.

Se quest’uomo non fosse da Dio, non potrebbe far nulla.

Essi risposero e gli dissero: Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi? E lo cacciaron fuori.

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Gerusalemme in Giudea

Data: dal 15 dicembre al 23 dicembre dell'anno 32

Metodo di lavoro: Passiamo ora a Giovanni

Nota sul metodo di lavoro: Giovanni è l'unico a riferire la guarigione di quest'uomo

Viaggio verso Betania

Giovanni racconta ora la storia di un uomo nato cieco.

Guarigione di un cieco nato

Il cieco nato

Contesto temporale: la festa delle Capanne

La guarigione del cieco nato in Giovanni 9.1-34 avviene a Gerusalemme, probabilmente vicino alla . Lo stretto legame tra questa guarigione e la festa di Sukkot lascia intendere che essa abbia avuto luogo durante quella festa, quando il Messia Gesù si trovava a Gerusalemme (PER206), nell’ottobre del 32 d.C.

Ora, nulla dice che il Messia Gesù compisse guarigioni in rapporto diretto con gli eventi in corso. Facciamo fatica a immaginare il Messia Gesù che calcola le guarigioni in base alla festa in cui si trovava.

È per questa ragione che pensiamo che Giovanni raggruppi qui fatti che seguono una logica piuttosto che una cronologia. Così questa guarigione può benissimo essere avvenuta dopo la festa di Sukkot, tra ottobre e dicembre del 32 d.C.

Il Messia Gesù adattava i suoi discorsi alla festa per dare al racconto il suo vero significato, in rapporto con il senso profetico, come abbiamo ricordato.

Ma non è un caso che Giovanni collochi qui questo discorso, conferendogli così un innegabile senso di compimento profetico.

Questo contesto è essenziale per comprendere la portata simbolica e teologica del racconto.

Localizzazione geografica: Gerusalemme e la (Giovanni 9.7)

Luogo di partenza: il Messia Gesù incontra il cieco passando, probabilmente nelle strade di Gerusalemme, dove i mendicanti si sistemavano per chiedere l’elemosina.

Atto di guarigione: il Messia Gesù fa del fango con la sua , lo applica sugli occhi dell’uomo, poi gli dice di andare a lavarsi alla (Giovanni 9.7).

Significato del luogo: Il nome Siloe significa «inviato», il che rafforza il legame con il Messia Gesù, l’Inviato del Padre. Questa piscina era situata a sud di Gerusalemme, alimentata dal tunnel di Ezechia, e usata per le abluzioni rituali.

Contesto temporale: la festa delle Capanne

Il racconto si inserisce nella continuità di Giovanni 7.8-9 e Giovanni 7.14, dove il Messia Gesù insegna nel Tempio durante la festa delle Capanne (Sukkot), una celebrazione segnata da simboli di luce e di acqua.

Il Messia Gesù afferma:

Giovanni 8.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Or Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: Io son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.

Questa dichiarazione viene messa in atto in Giovanni 9.1-34, dove egli apre gli occhi a un cieco, illustrando la sua missione di luce.

Il racconto di Giovanni 9.1-34 si inserisce in una sequenza narrativa che inizia con la festa delle Capanne (Giovanni 7.2) e prosegue fino alla (Giovanni 10.22). Ciò suggerisce che Giovanni 9.1-34 si svolga tra queste due feste, molto probabilmente poco prima della , nello stesso contesto geografico: Gerusalemme.

Contesto narrativo e teologico

Dibattito sul peccato: I discepoli chiedono se il cieco sia punito per i propri peccati o per quelli dei suoi genitori. Il Messia Gesù respinge questa logica punitiva e afferma che è perché le opere di Dio siano manifestate.

Controversia con i : Dopo la guarigione, l’uomo viene interrogato più volte dalle autorità religiose, che si rifiutano di credere al miracolo e respingono il Messia Gesù.

Progressione spirituale: Il cieco passa dalla guarigione fisica a una rivelazione spirituale, affermando la sua fede in Gesù come Figlio di Dio (Giovanni 9.38).

In sintesi

Luogo: Gerusalemme, vicino alla .

Tempo: tra la festa delle Capanne (Giovanni 7.32) e quella della Dedicazione; secondo la nostra analisi, questo evento si svolge poco prima di quest’ultima (Giovanni 10.22).

Tema centrale: il Messia Gesù, luce del mondo, guarisce un cieco nato per rivelare la potenza di Dio e denunciare la cecità spirituale dei religiosi.