L’espressione «dopo questi due giorni, evidentemente quelli trascorsi a Sicar (PER047)» significa quindi «dopo questo evento». Gesù e i discepoli risalgono poi verso la Galilea. Giovanni precisa che alcuni Galilei avevano assistito ai suoi miracoli durante la Pasqua a Gerusalemme.
Giovanni affronta rapidamente la cronologia. Menziona soltanto il miracolo a , ma scrive che «un profeta non è onorato nella propria patria». Questo conferma il passaggio di Gesù a Nazaret (PER050).
Ci troviamo quindi nel villaggio di (PER036), e Giovanni narra la storia del funzionario proveniente da Cafarnao. Lì Gesù aveva compiuto vari miracoli che avevano impressionato quest’uomo.
Ma chi è questo re? Erode Antipa o l’imperatore Tiberio? Giovanni non dà dettagli e ignoriamo se il funzionario sia ebreo o . Scrivendo per ultimo, aveva constatato che la salvezza non si rivolge soltanto agli ebrei, ma a tutti. Ripensando al passato, ricorda casi di non ebrei. Per questo crediamo che il funzionario fosse .
Precisa che fin dall’inizio stranieri di origini diverse ebbero accesso a questa salvezza.
Quando Giovanni menziona questo secondo segno miracoloso di Gesù, si riferisce solo a . Molti altri miracoli erano già avvenuti, soprattutto a Cafarnao.
Non va confuso con il funzionario che viene per il proprio servo (PER110).
Dopo il soggiorno a , probabilmente ospite della famiglia di Natanaele, Gesù torna alla sua base, Cafarnao.