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Gli apostoli Pietro e Giovanni nel cortile della casa di Caifa

Questo articolo racconta la scena drammatica degli apostoli Pietro e Giovanni che seguono Gesù nel cortile di Caifa, rivelando la loro fedeltà e fragilità nel cuore della passione di Gesù. I riferimenti biblici descrivono il loro tentativo di restare vicini a Gesù nonostante la paura delle ripercussioni. Questo momento simboleggia un punto chiave dei Vangeli, mettendo in risalto la natura umana di fronte alla missione divina.

11 min Pietro Giovanni Caifa Passione Risurrezione 15 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 26.58 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E Pietro lo seguiva da lontano, finché giunsero alla corte del sommo sacerdote; ed entrato dentro, si pose a sedere con le guardie, per veder la fine.

Marco
Marco 14.54 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E Pietro lo avea seguito da lungi, fin dentro la corte del sommo sacerdote, ove stava a sedere con le guardie e si scaldava al fuoco.

Luca
Luca 22.54-55 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E presolo, lo menaron via e lo condussero dentro la casa del sommo sacerdote; e Pietro seguiva da lontano.

E avendo essi acceso un fuoco in mezzo alla corte ed essendosi posti a sedere insieme, Pietro si sedette in mezzo a loro.

Giovanni
Giovanni 18.15-16 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or Simon Pietro e un altro discepolo seguivano Gesù; e quel discepolo era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nella corte del sommo sacerdote;

ma Pietro stava di fuori, alla porta. Allora quell’altro discepolo che era noto al sommo sacerdote, uscì, parlò con la portinaia e fece entrar Pietro.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La città di Gerusalemme

Data: venerdì 1° aprile, di primissimo mattino

Modalità: Seguiamo ora Marco

Nota sulla modalità: Matteo, Luca e Giovanni precisano questo fatto

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Pietro e Giovanni hanno seguito da lontano la coorte che scortava il Messia Gesù, e sono riusciti a entrare nel cortile della residenza di Caifa.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_13 Diversi discepoli, e in particolare Simon Pietro e Giovanni, seguono il corteo da lontano. Entrano nel cortile della casa del sommo sacerdote Caifa. Matteo 26.58; Marco 14.54.

_14 Il Messia Gesù è condotto dal sommo sacerdote in carica, Caifa, che abita anch’egli nei pressi del Tempio, verso le 4:30. Luca nota che Pietro e Giovanni rimasero nel cortile per più di un’ora. Marco 14.53-72; Matteo 26.57-75; Luca 22.54-62; Giovanni 18.15-27.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Simon Pietro e un altro discepolo seguono il corteo da lontano, osservando dapprima la sosta presso Anna e poi l’arrivo da Caifa. Avanzano con prudenza, divisi tra la paura e il profondo attaccamento che provano per il loro Maestro. Giovanni precisa che questo altro discepolo, che identifichiamo senza difficoltà con l’apostolo Giovanni stesso (Giovanni 18.15, Giovanni 19.35, Giovanni 21.24), è conosciuto dal sommo sacerdote e dai suoi servitori, il che gli permette di superare senza difficoltà il posto di controllo all’ingresso della residenza. Grazie a questo rapporto particolare, può persino far entrare Pietro nel cortile interno (Giovanni 18.16).

È ancora molto presto e si sente il freddo del mattino. Nel cortile, servitori e guardie si scaldano attorno a un fuoco, parlando e agitandosi in un’atmosfera insolita per un’ora così mattutina. Il fermento tradisce l’importanza dell’evento: attendono visibilmente un visitatore di primo piano, e tutti sembrano in allerta. Pietro e, secondo noi, Giovanni cercano di confondersi tra gli altri presenti, sperando di passare inosservati. Ma la loro presenza, soprattutto quella di Pietro, non tarderà ad attirare l’attenzione, come mostreranno gli eventi successivi.

Questa scena rivela al tempo stesso la fedeltà e la fragilità dei discepoli. Sono fuggiti al momento dell’arresto, ma non hanno potuto risolversi ad abbandonare del tutto il Messia Gesù. Il loro amore li spinge a seguirlo, ma la paura impedisce loro di stargli accanto apertamente. Avanzano nell’ombra, incapaci ancora di comprendere che il Messia Gesù compie volontariamente il piano divino di salvezza, quello attraverso cui Dio manifesta il suo amore per il mondo (Giovanni 3.16-17).

Così, questi versetti mostrano due discepoli lacerati tra coraggio e timore, che cercano di restare vicini al Messia evitando di essere travolti dalla tempesta. La loro presenza nel cortile di Caifa prepara la scena drammatica del rinnegamento di Pietro, ma testimonia anche un attaccamento sincero, ancora goffo, che sarà trasformato dopo la risurrezione.