Étude 1 sur 25 · Les marchands chassés du Temple

  1. Étude 1 : Les marchands chassés du Temple
  2. Étude 2 : Les pharisiens envisagent d’assassiner le Messie Jésus
  3. Étude 3 : Le bon samaritain
  4. Étude 4 : Repas chez un pharisien
  5. Étude 5 : Complot contre le Messie Jésus qui se retire à Ephraïm
  6. Étude 6 : Le complot contre le Messie Jésus
  7. Étude 7 : La présentation chez l'ancien Souverain Sacrificateur Anne
  8. Étude 8 : Le transfert chez le Souverain Sacrificateur en exercice, Caïphe
  9. Étude 9 : Les Apôtres Pierre et Jean dans la cour de la maison de Caïphe
  10. Étude 10 : La présentation au Sanhédrin
  11. Étude 11 : Les maltraitances commencent
  12. Étude 12 : Le reniement de l'Apôtre Pierre, accompagné par l'Apôtre Jean
  13. Étude 13 : La présentation à Ponce Pilate
  14. Étude 14 : La fin tragique de Judas l'Iscariot
  15. Étude 15 : La libération d’un prisonnier
  16. Étude 16 : L’acharnement du Sanhédrin, condamnation officielle
  17. Étude 17 : La visite des représentants du Sanhédrin chez Pilate
  18. Étude 18 : Pierre et Jean en prison
  19. Étude 19 : La délibération et la sentence du Sanhédrin
  20. Étude 20 : Le témoignage de Pierre et Jean
  21. Étude 21 : L’arrestation des apôtres
  22. Étude 22 : La comparution devant le Sanhédrin
  23. Étude 23 : L’intervention du pharisien Gamaliel
  24. Étude 24 : Sadducéens
  25. Étude 25 : Les romains

Il ministero di Giovanni il Battista

  • I mercanti scacciati dal Tempio

    La pericope 39 studia l’episodio della purificazione del Tempio da parte di Gesù, come riferito da Giovanni (Giovanni 2,14-22). L’autore sostiene la tesi di due eventi distinti separati da tre anni. Il primo si colloca durante la prima Pasqua del ministero di Gesù (7 aprile 30). L’articolo esplora il contesto storico del Tempio erodiano, il ruolo di Caifa e del Sinedrio e due insegnamenti chiave: lo zelo di Gesù per la casa di Dio e l’annuncio profetico della sua risurrezione.

    Luca 19.45-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, entrato nel tempio, cominciò a cacciar quelli che in esso vendevano,dicendo loro: Egli è scritto: La mia casa sarà una casa d’orazione, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladroni.
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Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • I farisei progettano di assassinare il Messia Gesù

    La pericope 78 racconta la decisione dei farisei di assassinare il Messia Gesù dopo la guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata di sabato. Nell'anno 31, a Capernaum, una netta frattura contrappone le autorità religiose ostili al popolo ammirato. Voci dissidenti come Nicodemo e Gamaliele testimoniano un'opposizione interna al Sinedrio. Nonostante il complotto, Gesù prosegue con determinazione il suo ministero.

    Atti 5.34-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma un certo Fariseo, chiamato per nome Gamaliele, dottor della legge, onorato da tutto il popolo, levatosi in piè nel Sinedrio, comandò che gli apostoli fossero per un po’ messi fuori.Poi disse loro: Uomini Israeliti, badate bene, circa questi uomini, a quel che state per fare.Poiché, prima d’ora, sorse Teuda, dicendosi esser qualche gran cosa; e presso a lui si raccolsero intorno a quattrocento uomini; ed egli fu ucciso e tutti quelli che gli aveano prestata fede, furono sbandati e ridotti a nulla.Dopo costui, sorse Giuda il Galileo, a’ dì del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch’egli perì, e tutti coloro che gli aveano prestata fede, furon dispersi.E adesso io vi dico: Non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest’opera e dagli uomini, sarà distrutta;ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Il buon samaritano

    La pericope PER222 presenta la parabola del buon Samaritano (Luca 10.25-37), raccontata da Gesù in risposta a un dottore della Legge che voleva tendergli una trappola. Ambientata a Betania, al di là del Giordano, nel novembre dell'anno 32, questa parabola insegna che il vero «prossimo» non è definito dalla religione o dalla cultura, ma dall'atto di misericordia. Il Samaritano disprezzato diventa il modello della compassione, figura simbolica dello stesso Messia che viene in soccorso dell'umanità ferita.

    Matteo 19.16-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ecco un tale, che gli s’accostò e gli disse: Maestro, che farò io di buono per aver la vita eterna?E Gesù gli rispose: Perché m’interroghi tu intorno a ciò ch’è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrar nella vita osserva i comandamenti.Quali? gli chiese colui. E Gesù rispose: Questi: Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dir falsa testimonianza;onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso.E il giovane a lui: Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora?Gesù gli disse: Se vuoi esser perfetto, va’ vendi ciò che hai e dallo ai poveri, ed avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguitami.Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò contristato, perché avea di gran beni.
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  • Pasto in casa di un fariseo

    La pericope PER235 racconta il pasto di Gesù in casa di un capo dei farisei di sabato (Luca 14.1), in un contesto di crescente scontro. I farisei cercano di raccogliere prove contro di lui per il Sinedrio. Nonostante le tensioni, Gesù accetta l'invito, mantiene le sue posizioni e corregge i loro insegnamenti. Luca è l'unico evangelista a riportare questo episodio, verosimilmente collocato nel pasto del sabato a mezzogiorno.

    Giovanni 8.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    D’altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è verace.
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  • Complotto contro il Messia Gesù, che si ritira a Efraim

    Questo articolo descrive il complotto delle autorità giudaiche contro Gesù dopo la risurrezione di Lazzaro. Di fronte alla minaccia che percepiscono nei miracoli di Gesù, decidono di ucciderlo. Gesù si ritira a Efraim in vista della crocifissione, mentre il complotto si allinea paradossalmente al piano divino.

    Giovanni 11.54 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù quindi non andava più apertamente fra i Giudei, ma si ritirò di là nella contrada vicino al deserto, in una città detta Efraim; e quivi si trattenne co’ suoi discepoli.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Il complotto contro il Messia Gesù

    Il complotto contro Gesù è ordito dalle autorità religiose prima della Pasqua, con l’aiuto di Giuda. Caifa convoca il Sinedrio per condannare Gesù, considerato una minaccia, servendosi di falsi testimoni. Pilato viene informato per facilitare l’arresto sul monte degli Ulivi.

    Marco 14.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ora, due giorni dopo, era la pasqua e gli azzimi; e i capi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di pigliar Gesù con inganno ed ucciderlo;perché dicevano: Non lo facciamo durante la festa, che talora non vi sia qualche tumulto del popolo.
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L'ultimo giorno fino alla crocifissione

  • La presentazione presso l’ex sommo sacerdote Anna

    L’articolo esplora la comparizione di Gesù davanti ad Anna, ex sommo sacerdote, spiegando la sua influenza persistente e la posta in gioco politica dell’evento. Giovanni fornisce questi dettagli per mostrare l’interconnessione tra gli interessi religiosi e politici nel processo di Gesù.

    Matteo 26.47 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E mentre parlava ancora, ecco arrivar Giuda, uno dei dodici, e con lui una gran turba con spade e bastoni, da parte de’ capi sacerdoti e degli anziani del popolo.
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  • Il trasferimento dal sommo sacerdote in carica, Caifa

    L’articolo analizza il trasferimento di Gesù da Caifa, sottolineando come le autorità ebraiche abbiano pianificato una condanna rapida, con una parvenza di legalità. Diversi allegati chiariscono il contesto storico e i vangeli descrivono gli eventi in dettaglio.

    Matteo 26.57 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or quelli che aveano preso Gesù, lo menarono a Caiàfa, sommo sacerdote, presso il quale erano raunati gli scribi e gli anziani.
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  • Gli apostoli Pietro e Giovanni nel cortile della casa di Caifa

    Questo articolo racconta la scena drammatica degli apostoli Pietro e Giovanni che seguono Gesù nel cortile di Caifa, rivelando la loro fedeltà e fragilità nel cuore della passione di Gesù. I riferimenti biblici descrivono il loro tentativo di restare vicini a Gesù nonostante la paura delle ripercussioni. Questo momento simboleggia un punto chiave dei Vangeli, mettendo in risalto la natura umana di fronte alla missione divina.

    Giovanni 3.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.
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  • La comparizione davanti al Sinedrio

    Questo articolo analizza la comparizione di Gesù davanti al Sinedrio prima della sua crocifissione secondo i vangeli, mettendo in luce la violazione delle leggi ebraiche attraverso un processo notturno. Strategicamente orchestrato da Caifa per evitare la folla, questo giudizio illustra questioni teologiche e storiche fondamentali.

    Matteo 26.59-66 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro a Gesù per farlo morire;e non ne trovavano alcuna, benché si fossero fatti avanti molti falsi testimoni.Finalmente, se ne fecero avanti due che dissero: Costui ha detto: Io posso disfare il tempio di Dio e riedificarlo in tre giorni.E il sommo sacerdote, levatosi in piedi, gli disse: Non rispondi tu nulla? Che testimoniano costoro contro a te? Ma Gesù taceva.E il sommo sacerdote gli disse: Ti scongiuro per l’Iddio vivente a dirci se tu se’ il Cristo, il Figliuol di Dio.Gesù gli rispose: Tu l’hai detto; anzi vi dico che da ora innanzi vedrete il Figliuol dell’uomo sedere alla destra della Potenza, e venire su le nuvole del cielo.Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: Egli ha bestemmiato: che bisogno abbiamo più di testimoni? Ecco, ora avete udita la sua bestemmia;che ve ne pare? Ed essi, rispondendo, dissero: E’ reo di morte.
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  • Iniziano i maltrattamenti

    L’articolo tratta dei maltrattamenti inflitti a Gesù prima della crocifissione, incentrandosi sull’interpretazione dei racconti evangelici. Esplora come il Sinedrio manipolò le accuse per ottenere l’appoggio delle autorità romane, trasformando un’accusa religiosa in sedizione politica.

    Giovanni 18.27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.
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  • Il rinnegamento dell’apostolo Pietro, accompagnato dall’apostolo Giovanni

    Questo articolo descrive il rinnegamento dell’apostolo Pietro narrato nei Vangeli, quando rinnega tre volte il suo Maestro Gesù. L’articolo mette in luce le circostanze precise di questo avvenimento ed esplora il ruolo dell’apostolo Giovanni. Mettendo in parallelo le diverse versioni dei Vangeli, questo momento tragico viene analizzato in profondità nel contesto storico e religioso dell’epoca.

    Luca 22.56-62 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E una certa serva, vedutolo sedere presso il fuoco, e avendolo guardato fisso, disse: Anche costui era con lui.Ma egli negò, dicendo: Donna, io non lo conosco.E poco dopo, un altro, vedutolo, disse: Anche tu sei di quelli. Ma Pietro rispose: O uomo, non lo sono.E trascorsa circa un’ora, un altro affermava lo stesso, dicendo: Certo, anche costui era con lui, poich’egli è Galileo.Ma Pietro disse: O uomo, io non so quel che tu ti dica. E subito, mentr’egli parlava ancora, il gallo cantò.E il Signore, voltatosi, riguardò Pietro; e Pietro si ricordò della parola del Signore com’ei gli avea detto: Prima che il gallo canti oggi, tu mi rinnegherai tre volte.E uscito fuori pianse amaramente.
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  • La presentazione a Ponzio Pilato

    La pericope PER341 ricostruisce la presentazione di Gesù davanti a Ponzio Pilato il venerdì mattina, verso le 6:45, dopo la sua condanna notturna da parte del Sinedrio. Incrociando Matteo, Marco, Luca e Giovanni, l'articolo analizza la cronologia precisa, il ruolo di Caifa, il rifiuto dei capi religiosi di entrare nel Pretorio e il dialogo tra Gesù e Pilato, il solo abilitato a pronunciare una pena capitale.

    Giovanni 18.27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.
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  • La tragica fine di Giuda Iscariota

    Solo Matteo racconta la tragica fine di Giuda Iscariota. Dopo la condanna di Gesù, sopraffatto dal rimorso, Giuda getta le trenta monete d’argento nel santuario del Tempio e si toglie la vita. I sacerdoti comprano con quel denaro il campo del vasaio, chiamato Acheldama. Questo episodio illustra l’irreversibilità del tradimento e la disperazione di un uomo incapace di accettare il perdono.

    Marco 15.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E subito la mattina, i capi sacerdoti, con gli anziani e gli scribi e tutto il Sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù e lo menarono via e lo misero in man di Pilato.
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  • La liberazione di un prigioniero

    Durante il processo di Gesù davanti a Ponzio Pilato, il governatore romano cerca di sfruttare l’usanza pasquale della liberazione di un prigioniero per evitare di condannare Gesù. Propone alla folla di scegliere tra Gesù e Barabba, criminale famigerato, persuaso che il popolo farà la scelta giusta. L’intervento di sua moglie rafforza le sue esitazioni. Questa scena, attestata da tutti e quattro i vangeli, illustra la manipolazione delle autorità religiose e prefigura teologicamente la sostituzione redentrice.

    Giovanni 18.39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma voi avete l’usanza ch’io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il Re de’ Giudei?
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  • L’accanimento del Sinedrio, condanna ufficiale

    PER346 analizza la condanna ufficiale di Gesù da parte di Ponzio Pilato sotto l’accanita pressione del Sinedrio. A Gerusalemme, il venerdì mattina, la folla, manipolata dai capi religiosi, chiede la crocifissione. Pilato, politicamente intrappolato, cede nonostante l’assenza di un motivo valido. Lo studio affronta le irregolarità del processo e la questione cronologica della «sesta ora» in Giovanni 19.14, attraverso un approccio sinottico dei quattro vangeli.

    Matteo 26.57-68 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or quelli che aveano preso Gesù, lo menarono a Caiàfa, sommo sacerdote, presso il quale erano raunati gli scribi e gli anziani.E Pietro lo seguiva da lontano, finché giunsero alla corte del sommo sacerdote; ed entrato dentro, si pose a sedere con le guardie, per veder la fine.Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro a Gesù per farlo morire;e non ne trovavano alcuna, benché si fossero fatti avanti molti falsi testimoni.Finalmente, se ne fecero avanti due che dissero: Costui ha detto: Io posso disfare il tempio di Dio e riedificarlo in tre giorni.E il sommo sacerdote, levatosi in piedi, gli disse: Non rispondi tu nulla? Che testimoniano costoro contro a te? Ma Gesù taceva.E il sommo sacerdote gli disse: Ti scongiuro per l’Iddio vivente a dirci se tu se’ il Cristo, il Figliuol di Dio.Gesù gli rispose: Tu l’hai detto; anzi vi dico che da ora innanzi vedrete il Figliuol dell’uomo sedere alla destra della Potenza, e venire su le nuvole del cielo.Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: Egli ha bestemmiato: che bisogno abbiamo più di testimoni? Ecco, ora avete udita la sua bestemmia;che ve ne pare? Ed essi, rispondendo, dissero: E’ reo di morte.Allora gli sputarono in viso e gli diedero de’ pugni; e altri lo schiaffeggiarono,dicendo: O Cristo profeta, indovinaci: chi t’ha percosso?
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  • La visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato

    Episodio esclusivo di Matteo, questa pericope racconta la visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato il sabato mattina per ottenere una guardia alla tomba di Gesù. Temendo una voce di risurrezione, fanno sigillare il sepolcro. Pilato, pragmatico, cede alla loro richiesta. Questo episodio rivela le tensioni tra il potere religioso ebraico e l'autorità romana, e prepara direttamente il racconto della risurrezione.

    Marco 15.42-47 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essendo già sera (poiché era Preparazione, cioè la vigilia del sabato),venne Giuseppe d’Arimatea, consigliere onorato, il quale aspettava anch’egli il Regno di Dio; e, preso ardire, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù.Pilato si maravigliò ch’egli fosse già morto; e chiamato a sé il centurione, gli domandò se era morto da molto tempo;e saputolo dal centurione, donò il corpo a Giuseppe.E questi, comprato un panno lino e tratto Gesù giù di croce, l’involse nel panno e lo pose in una tomba scavata nella roccia, e rotolò una pietra contro l’apertura del sepolcro.E Maria Maddalena e Maria madre di Iose stavano guardando dove veniva deposto.
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Ministère de Pierre

  • Pierre et Jean en prison

    Cet article traite de la confrontation de Pierre et Jean avec le Sanhédrin. Les apôtres, arrêtés pour avoir prêché, doivent comparaître devant ce tribunal religieux influent. Face à la même autorité qui avait condamné Jésus, Pierre et Jean, soutenus par l'Esprit Saint, témoignent courageusement de leur foi, illustrant la continuité du message du Christ.

    Atti 4.3-7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E misero loro le mani addosso, e li posero in prigione fino al giorno seguente, perché già era sera.Ma molti di coloro che aveano udito la Parola credettero; e il numero degli uomini salì a circa cinquemila.E il dì seguente, i loro capi, con gli anziani e gli scribi, si radunarono in Gerusalemme,con Anna, il sommo sacerdote, e Caiàfa, e Giovanni, e Alessandro e tutti quelli che erano della famiglia dei sommi sacerdoti.E fatti comparir quivi in mezzo Pietro e Giovanni, domandarono: Con qual podestà, o in nome di chi avete voi fatto questo?
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  • La délibération et la sentence du Sanhédrin

    Face à l'embarras du Sanhédrin après un miracle accompli par Pierre et Jean, les autorités religieuses interdisent la prédication au nom de Jésus, espérant que des menaces compromettront le message chrétien. Pierre et Jean répondent en affirmant leur obéissance prioritaire à Dieu, illustrant une transformation spirituelle soutenue par le Saint-Esprit.

    Atti 4.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Che faremo a questi uomini? Che un evidente miracolo sia stato fatto per loro mezzo, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e noi non lo possiamo negare.
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  • Le témoignage de Pierre et Jean

    L'article traite du retour de Pierre et Jean auprès des croyants après leur arrestation par le Sanhédrin. Face aux menaces, l'assemblée s'unit dans la prière, affirmant la souveraineté de Dieu et demandant force pour proclamer l'Évangile, exprimant une foi inébranlable.

    Luca 22.66-71 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E come fu giorno, gli anziani del popolo, i capi sacerdoti e gli scribi si adunarono, e lo menarono nel loro Sinedrio, dicendo:Se tu sei il Cristo, diccelo. Ma egli disse loro: Se ve lo dicessi, non credereste;e se io vi facessi delle domande, non rispondereste.Ma da ora innanzi il Figliuol dell’uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio.E tutti dissero: Sei tu dunque il Figliuol di Dio? Ed egli rispose loro: Voi lo dite, poiché io lo sono.E quelli dissero: Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? Noi stessi l’abbiamo udito dalla sua propria bocca.
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  • L’arrestation des apôtres

    L'article ADA019 commente Actes 5.17-18 : face à la croissance remarquable de l'Église à Jérusalem, le grand prêtre et les sadducéens, animés de jalousie, font arrêter les apôtres. Luc montre que malgré l'opposition des autorités religieuses, l'œuvre du Christ se poursuit par l'action du Saint-Esprit, accomplissant la promesse d'Actes 1.8.

    Atti 19.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Così la parola di Dio cresceva potentemente e si rafforzava.
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  • La comparution devant le Sanhédrin

    Étude exégétique d'Actes 5.27-33 relatant la comparution des apôtres devant le Sanhédrin à Jérusalem. Face aux accusations de Caïphe, Pierre proclame avec assurance que l'obéissance à Dieu prime sur celle des hommes, et annonce que Jésus, crucifié et ressuscité, est élevé comme Prince et Sauveur pour offrir la repentance et le pardon à Israël. Un épisode fondateur de la mission apostolique.

    Atti 5.39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio.
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  • L’intervention du pharisien Gamaliel

    Lors d'une session du Sanhédrin au printemps 33, le pharisien Gamaliel intervient pour calmer les ardeurs des sadducéens qui souhaitent faire mourir les apôtres. Par un raisonnement pragmatique s'appuyant sur les précédents de Théudas et Judas le Galiléen, il convainc le conseil d'adopter une position attentiste. Dans la perspective de Luc, ses paroles illustrent un thème central des Actes : l'œuvre de Dieu ne peut être arrêtée par les hommes.

    Atti 5.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma un certo Fariseo, chiamato per nome Gamaliele, dottor della legge, onorato da tutto il popolo, levatosi in piè nel Sinedrio, comandò che gli apostoli fossero per un po’ messi fuori.
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Note storiche

  • sadducei

    I sadducei erano un gruppo aristocratico e sacerdotale del giudaismo antico (200 a.C. – 70 d.C.), che controllava il Tempio di Gerusalemme e il Sinedrio. Accettavano soltanto il Pentateuco, negavano la risurrezione dei morti e l'esistenza degli angeli. Presenti quindici volte nel Nuovo Testamento, ebbero un ruolo chiave nella condanna di Gesù, in particolare attraverso Caifa e Anna. La loro scomparsa coincide con la distruzione del Tempio nel 70 d.C.

    Atti 23.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or Paolo, sapendo che una parte eran Sadducei e l’altra Farisei, esclamò nel Sinedrio: Fratelli, io son Fariseo, figliuol di Farisei; ed è a motivo della speranza e della risurrezione dei morti, che son chiamato in giudizio.
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  • I Romani

    Questo articolo ripercorre la dominazione romana su Israele dal 63 a.C. al 135 d.C. Presenta le figure chiave del potere al tempo del ministero di Gesù: Ponzio Pilato, Erode Antipa e Caifa. Ricorda la distruzione del Tempio nel 70 e la trasformazione di Gerusalemme in Aelia Capitolina sotto Adriano, offrendo un contesto storico essenziale per comprendere i Vangeli.

    Luca 23.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E in quel giorno, Erode e Pilato divennero amici, perché per l’addietro arano stati in inimicizia fra loro.
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Approfondimenti
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