PER041

Il colloquio di Gesù, il Messia, con Nicodemo

Il colloquio tra Gesù e Nicodemo a Gerusalemme, evocato in Giovanni 3, rappresenta una svolta essenziale verso una spiritualità cristiana personale, lontana dai rituali giudaici, con particolare rilievo alla relazione interiore con Dio.

4 min Gesù Nicodemo Gerusalemme Giovanni salvezza 2 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 3.1-21 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or v’era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei.

Egli venne di notte a Gesù, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui.

Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio.

Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere?

Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito.

Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo.

Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.

Nicodemo replicò e gli disse: Come possono avvenir queste cose?

Gesù gli rispose: Tu se’ il dottor d’Israele e non sai queste cose?

In verità, in verità io ti dico che noi parliamo di quel che sappiamo, e testimoniamo di quel che abbiamo veduto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza.

Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?

E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell’uomo che è nel cielo.

E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato,

affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.

Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.

E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage.

Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate;

ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le opere sue siano manifestate, perché son fatte in Dio.

Dettagli tecnici

Luogo: La città di Gerusalemme in Giudea

Data: La festa di Pasqua, da venerdì 7 a giovedì 13 aprile 30

Metodo di lavoro: Continuiamo con Giovanni

Nota sul metodo: Solo Giovanni ci fornisce informazioni su questa festa di Pasqua con Gesù, il Messia, e i discepoli a Gerusalemme

Grafico a barre dell’anno 30

Il messaggio di fondo: il passaggio a un’altra forma di vita. La fine del giudaismo e la nascita del cristianesimo. Una relazione in spirito e verità!

Il colloquio di Gesù, il Messia, con Nicodemo

Il colloquio di Gesù, il Messia, con Nicodemo

Commenti

Jean nous rapporte un long entretien avec le Nicodème, présentant une cohérence avec les versets précédents, telle une explication. Ce récit clarifie la notion de salut en utilisant des termes simples.

Le Messie Jésus, s'adressant à ce , prend le temps nécessaire pour lui expliquer la nature de notre relation avec Dieu. Alors que Matthieu, Marc et Luc dépeignent un Messie Jésus haranguant de grandes foules, Jean, quant à lui, révèle une interaction intime avec une seule personne.

Questo testo ci fa scoprire la profonda differenza tra giudaismo e cristianesimo. Il rapporto tra l’essere umano e Dio cambia radicalmente: i riti lasciano il posto a un’interazione personale radicata nel cuore e nello spirito del credente, sedi dei sentimenti.

Come venne Nicodemo a cercare Gesù di notte? La maggior parte dei pellegrini umili, compresi Gesù, il Messia, e i discepoli, piantava le tende nella parte bassa di Gerusalemme; alcuni costruivano persino capanne di fortuna. Ne risultava un vasto accampamento eterogeneo.

Per incontrare Gesù, Nicodemo dovette seguirlo e attendere un momento propizio per parlargli, a causa della folla che lo circondava. Solo la sera, tornata la calma, osò, o semplicemente poté, avvicinarsi.

Questa visita notturna fu favorevole a Nicodemo, che poteva temere le reazioni degli ebrei? Sebbene sia possibile, il testo non offre elementi sufficienti per attribuirgli questi sentimenti. Sembra semplicemente che cercasse di saperne di più su questo enigmatico Gesù, il Messia, e che l’unico momento in cui il Maestro fosse disponibile fosse la notte.

I suoi rapporti con l’autorità religiosa si deteriorarono soltanto in seguito.

Chi fu testimone di questo colloquio per fornirci tanti dettagli?

Nonostante l’apparenza di una conversazione privata, la promiscuità dell’accampamento fa supporre che alcuni discepoli, forse in disparte, abbiano potuto assistere discretamente allo scambio, mentre altri già dormivano. Giovanni sembra essere stato un osservatore attento della scena.

Se i suoi compagni non ritennero necessario includere l’episodio nei loro scritti, la ragione sembra evidente: mancava una grande folla. Sappiamo (Atti 12.12) che Maria, madre di Giovanni detto Marco, si convertì, ma è poco probabile, anche se possibile, che ciò sia avvenuto durante questa prima festa. In seguito offrirà ospitalità ai discepoli e a Gesù, il Messia.

Giovanni, il discepolo a cui Gesù era particolarmente affezionato, ci svela una scena eccezionale che rivela tutta la sensibilità di Gesù, il Messia. Questo genere di racconto illustra le motivazioni di Giovanni a redigere un quarto Vangelo.