Étude 1 sur 53 · La renommée du Messie Jésus se repend en Galilée

  1. Étude 1 : La renommée du Messie Jésus se repend en Galilée
  2. Étude 2 : Question sur la fréquentation des pêcheurs
  3. Étude 3 : La guérison de l’infirme à la piscine de Bethesda
  4. Étude 4 : Jésus est le maître du sabbat
  5. Étude 5 : La guérison de l’homme à la main paralysée
  6. Studio 6: I farisei progettano di assassinare il Messia Gesù
  7. Étude 7 : Nombreuses guérisons en Galilée
  8. Étude 8 : Le sermon sur la montagne (5), la relation du Messie Jésus avec la loi
  9. Étude 9 : Le sermon sur la montagne (6), le meurtre, l’offrande et le pardon
  10. Étude 10 : Le sermon sur la montagne (10), aimer ses ennemis
  11. Étude 11 : Le sermon sur la montagne (11), Les dons
  12. Étude 12 : Les résultats du sermon sur la montagne
  13. Étude 13 : L'éloge de Jean le baptiste
  14. Étude 14 : La guérison du démoniaque
  15. Étude 15 : Le témoignage de la famille du Messie Jésus
  16. Étude 16 : Enseignement sur les démons
  17. Étude 17 : Les contradictions des pharisiens dénoncées
  18. Étude 18 : Le signe de Jonas
  19. Étude 19 : La foule nombreuse
  20. Étude 20 : La guérison d'un démoniaque
  21. Étude 21 : Le jugement des pharisiens
  22. Étude 22 : Le Messie Jésus continue son œuvre
  23. Étude 23 : Reproches aux scribes et aux Pharisiens
  24. Étude 24 : Les pharisiens demandent un signe
  25. Étude 25 : Retour à Bethsaïda
  26. Studio 26: Insegnamento ai discepoli sull'influenza dei farisei
  27. Étude 27 : Les Juifs cherchent le Messie Jésus
  28. Étude 28 : Enseignement du Messie Jésus au temple
  29. Étude 29 : Les autorités cherchent le Messie Jésus pour l'arrêter
  30. Étude 30 : L'appréciation contradictoire du peuple
  31. Étude 31 : La femme adultère
  32. Étude 32 : Tentative d'assassinat
  33. Étude 33 : Le Messie Jésus à Béthanie chez Marthe et Marie
  34. Étude 34 : Le Messie Jésus contesté après un miracle
  35. Étude 35 : Le jugement des religieux et les reproches du Messie Jésus
  36. Étude 36 : Guérison d'une femme le jour du Sabbat
  37. Étude 37 : Enseignements du Messie Jésus sur la route de Jérusalem
  38. Étude 38 : Repas chez un pharisien
  39. Étude 39 : La curiosité du peuple et la jalousie des religieux
  40. Étude 40 : L'aspect spirituel du royaume
  41. Étude 41 : Le Messie Jésus affirme sa Divinité
  42. Étude 42 : La fête de la dédicace
  43. Étude 43 : Enseignement sur le divorce
  44. Étude 44 : L’autorité du Messie Jésus contestée
  45. Étude 45 : La parabole des deux fils
  46. Étude 46 : Les questions des pharisiens et des hérodiens
  47. Étude 47 : Les questions des docteurs de la loi
  48. Étude 48 : La Messianité de Jésus
  49. Étude 49 : Réquisitoire contre les responsables religieux
  50. Étude 50 : Guérison de l’homme à la main desséchée
  51. Étude 51 : Les Pharisiens ou les Scribes
  52. Étude 52 : Le levain des pharisiens
  53. Étude 53 : Les pharisiens

L’inizio del ministero in Galilea

  • La fama del Messia Gesù si diffonde in Galilea

    L'articolo discute la crescente popolarità di Gesù in Galilea, accentuata dalla sua dichiarazione di perdonare i peccati a un paralitico, affermando così la propria divinità e provocando tensioni con le autorità religiose.

    Marco 1.45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma colui, appena partito, si dette a proclamare e a divulgare il fatto; di modo che Gesù non poteva più entrar palesemente in città; ma se ne stava fuori in luoghi deserti, e da ogni parte la gente accorreva a lui.
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  • Domanda sulla frequentazione dei peccatori

    L'articolo analizza le critiche dei farisei a Gesù per la sua tolleranza verso i peccatori, illustrando il tentativo di screditarlo davanti alla sua crescente popolarità.

    Marco 2.16-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E gli scribi d’infra i Farisei, vedutolo mangiar coi pubblicani e coi peccatori, dicevano ai suoi discepoli: Come mai mangia e beve coi pubblicani e i peccatori?E Gesù, udito ciò, disse loro: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non son venuto a chiamar de’ giusti, ma dei peccatori.
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Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda

    L'articolo analizza la guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda durante il sabato, illustrando l'affermazione di Gesù come signore del sabato e le tensioni con i farisei. Giovanni presenta il miracolo come un gesto deliberato per far riflettere sulle leggi del giudaismo, rivelando le deviazioni della loro interpretazione da parte delle autorità religiose.

    Giovanni 5.2-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.E per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavan d’ucciderlo; perché facea quelle cose di sabato.
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  • Gesù è il signore del sabato

    Gesù e i discepoli attraversano un campo di grano di sabato (5 aprile 31, in Galilea). I farisei li accusano di violare la legge sabbatica. Gesù risponde citando l'esempio di Davide e afferma la propria autorità assoluta: il Figlio dell'uomo è Signore del sabato. Denuncia le deviazioni dell'interpretazione farisaica, contraria allo spirito originario della legge mosaica, e rivendica il diritto di ristabilire il vero sabato.

    1 Samuele 21.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Davide andò a Nob dal sacerdote Ahimelec; e Ahimelec gli venne incontro tutto tremante, e gli disse: “Perché sei solo e non hai alcuno teco?”Davide rispose al sacerdote Ahimelec: “Il re m’ha dato un’incombenza, e m’ha detto: Nessuno sappia nulla dell’affare per cui ti mando e dell’ordine che t’ho dato; e quanto alla mia gente, le ho detto di trovarsi in un dato luogo.E ora che hai tu sotto mano? Dammi cinque pani o quel che si potrà trovare”.Il sacerdote rispose a Davide, dicendo: “Non ho sotto mano del pane comune, ma c’è del pane consacrato; ma la tua gente s’è almeno astenuta da contatto con donne?”Davide rispose al sacerdote: “Da che son partito, tre giorni fa, siamo rimasti senza donne; e quanto ai vasi della mia gente erano puri; e se anche la nostra incombenza è profana, essa sarà oggi santificata da quel che si porrà nei vasi.
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  • La guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata

    La pericope 77 racconta la guarigione di un uomo dalla mano paralizzata nella sinagoga di Capernaum, un sabato dell'anno 31. Riportato da Matteo, Marco e Luca, l'episodio rivela la crescente tensione tra Gesù e i farisei. Questi ultimi cercano di accusarlo e rifiutano di vedere i miracoli compiuti. L'anno 31 si conclude con una rottura tra Gesù e le autorità religiose ebraiche.

    Luca 6.6-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne in un altro sabato ch’egli entrò nella sinagoga, e si mise ad insegnare. E quivi era un uomo che avea la mano destra secca.Or gli scribi e i Farisei l’osservavano per vedere se farebbe una guarigione in giorno di sabato, per trovar di che accusarlo.Ma egli conosceva i loro pensieri, e disse all’uomo che avea la man secca: Lèvati, e sta su nel mezzo! Ed egli, alzatosi, stette su.Poi Gesù disse loro: Io domando a voi: E’ lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla?E girato lo sguardo intorno su tutti loro, disse a quell’uomo: Stendi la mano! Egli fece così, e la sua mano tornò sana.
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  • I farisei progettano di assassinare il Messia Gesù

    La pericope 78 racconta la decisione dei farisei di assassinare il Messia Gesù dopo la guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata di sabato. Nell'anno 31, a Capernaum, una netta frattura contrappone le autorità religiose ostili al popolo ammirato. Voci dissidenti come Nicodemo e Gamaliele testimoniano un'opposizione interna al Sinedrio. Nonostante il complotto, Gesù prosegue con determinazione il suo ministero.

    Marco 3.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E i Farisei, usciti, tennero subito consiglio con gli Erodiani contro di lui, con lo scopo di farlo morire.
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  • Numerose guarigioni in Galilea

    La pericope 79 racconta le numerose guarigioni compiute da Gesù in Galilea, intorno a Capernaum, nell'anno 31. Di fronte a folle provenienti da tutto Israele, Gesù guarisce i malati e annuncia la salvezza, chiedendo discrezione. Matteo collega questi eventi alla profezia di Isaia 42.1-4 e vi vede una rivelazione trinitaria. La sua crescente fama contrasta con l'opposizione sempre maggiore dei farisei, gelosi della sua influenza sul popolo.

    Marco 3.7-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi Gesù co’ suoi discepoli si ritirò verso il mare; e dalla Galilea gran moltitudine lo seguitò;e dalla Giudea e da Gerusalemme e dalla Idumea e da oltre il Giordano e dai dintorni di Tiro e di Sidone una gran folla, udendo quante cose egli facea, venne a lui.Ed egli disse ai suoi discepoli che gli tenessero sempre pronta una barchetta a motivo della calca, che talora non l’affollasse.Perché egli ne aveva guariti molti; cosicché tutti quelli che aveano qualche flagello gli si precipitavano addosso per toccarlo.E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gittavano davanti a lui e gridavano: Tu sei il Figliuol di Dio!Ed egli li sgridava forte, affinché non facessero conoscere chi egli era.
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  • Il discorso della montagna (5), il rapporto del Messia Gesù con la legge

    Quinta parte del discorso della montagna, l'articolo analizza il rapporto di Gesù con la legge mosaica a partire da Matteo 5.17-20. Gesù afferma di non essere venuto ad abolirla, ma a compierla pienamente secondo il disegno originario di Dio. Distingue la vera legge di Mosè dalle tradizioni religiose aggiunte da scribi e farisei, avvertendo che la loro giustizia istituzionalizzata non conduce al regno dei cieli.

    Luca 24.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute.
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  • Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono

    Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.

    Matteo 5.21-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Voi avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere, e Chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale;ma io vi dico: Chiunque s’adira contro al suo fratello, sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto al suo fratello “raca”, sarà sottoposto al Sinedrio; e chi gli avrà detto “pazzo”, sarà condannato alla geenna del fuoco.Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull’altare, e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te,lascia quivi la tua offerta dinanzi all’altare, e va’ prima a riconciliarti col tuo fratello; e poi vieni ad offrir la tua offerta.Fa’ presto amichevole accordo col tuo avversario mentre sei ancora per via con lui; che talora il tuo avversario non ti dia in man del giudice, e il giudice in man delle guardie, e tu sii cacciato in prigione.Io ti dico in verità che di là non uscirai, finché tu non abbia pagato l’ultimo quattrino.
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  • Il discorso della montagna (10), amare i propri nemici

    La decima sezione del Discorso della montagna riguarda l’amore per i nemici (Mt 5.43-48 ; Lc 6.27-36). Gesù va oltre l’interpretazione farisaica invitando i suoi discepoli ad amare anche i pagani, a immagine di Dio che ama tutti gli uomini. La 'regola d’oro' (Mt 7.12) completa questo insegnamento. L’obiettivo ultimo è la perfezione divina: 'Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste'.

    Matteo 5.43-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico.Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,affinché siate figliuoli del Padre vostro che è nei cieli; poiché Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno anche i pubblicani lo stesso?E se fate accoglienza soltanto ai vostri fratelli, che fate di singolare? Non fanno anche i pagani altrettanto?Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste. Matteo Capitolo 6
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  • Il discorso della montagna (11), Le offerte

    Questo articolo esplora l’insegnamento di Gesù sulle offerte durante il discorso della montagna. Insistendo su una relazione personale con Dio, egli critica le pratiche ostentate dei farisei. Il contesto è la Galilea, poco dopo la Pasqua dell’anno 31, in un momento cruciale del ministero di Gesù.

    Matteo 6.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando pregate, non siate come gl’ipocriti; poiché essi amano di fare orazione stando in piè nelle sinagoghe e ai canti delle piazze per esser veduti dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.
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  • I risultati del discorso della montagna

    PER108 conclude il discorso della montagna secondo Matteo 7.28-29. La folla e i discepoli sono colpiti dall'autorità unica di Gesù, così diversa da quella dei farisei. Attraverso 23 punti, Gesù ha delineato il ritratto del vero discepolo, un ideale impossibile da raggiungere senza una trasformazione profonda. La folla intravede in lui il Messia e aspira a questa nuova vita che egli propone.

    Marco 1.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E la gente stupiva della sua dottrina, perch’egli li ammaestrava come avente autorità e non come gli scribi.
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  • L'elogio di Giovanni Battista

    Gesù rende omaggio a Giovanni Battista a Cafarnao (maggio-giugno 31), secondo Matteo 11.7-19 e Luca 7.24-35. Senza cercare di reclutarne i discepoli, afferma la grandezza profetica di Giovanni, lo identifica con l'Elia annunciato da Malachia e indica la fine dell'antica alleanza. Contrappone il regno di Dio al regno costruito dai farisei secondo le proprie regole.

    Isaia 35.4-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: “Siate forti, non temete!” Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta, la retribuzione di Dio; verrà egli stesso a salvarvi.Allora s’apriranno gli occhi dei ciechi, e saranno sturati gli orecchi de’ sordi;
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  • La guarigione dell'indemoniato

    L'articolo esamina un episodio del ministero di Gesù a Cafarnao, dove egli guarisce un indemoniato, confrontandosi con i farisei che attribuiscono il suo potere a Satana. Gesù identifica questo atteggiamento come la bestemmia contro lo Spirito Santo, illustrando il suo uso delle parabole per istruire i discepoli.

    Matteo 12.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora gli fu presentato un indemoniato, cieco e muto; ed egli lo sanò, talché il mutolo parlava e vedeva.E tutte le turbe stupivano e dicevano: Non è costui il figliuol di Davide?Ma i Farisei, udendo ciò, dissero: Costui non caccia i demoni se non per l’aiuto di Beelzebub, principe dei demoni.
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  • La testimonianza della famiglia del Messia Gesù

    Questo articolo esamina i rapporti tesi tra Gesù, la sua famiglia e le autorità religiose, basandosi principalmente sul Vangelo secondo Marco. Descrivendo l'atteggiamento inizialmente scettico della sua famiglia, mette in luce le dinamiche dei rapporti con i farisei e la successiva conversione di alcuni membri della famiglia dopo la risurrezione.

    Marco 3.20-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi entrò in una casa, e la moltitudine si adunò di nuovo, talché egli ed i suoi non potevan neppur prender cibo.or i suoi parenti, udito ciò, vennero per impadronirsi di lui, perché dicevano:
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  • Insegnamento sui demoni

    L'articolo analizza come Gesù confuta le accuse dei farisei, secondo cui egli scaccia i demoni per mezzo di Satana, sottolineando la sua superiore autorità divina.

    Luca 11.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quando l’uomo forte, ben armato, guarda l’ingresso della sua dimora, quel ch’e’ possiede è al sicuro;ma quando uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l’armatura nella quale si confidava, e ne spartisce le spoglie.
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  • Le contraddizioni dei farisei denunciate

    Questo articolo tratta delle contraddizioni dei farisei denunciate da Gesù mediante metafore. Gesù paragona le persone ad alberi, esortando ciascuno a prendere posizione e sottolineando che le parole rivelano il cuore. Avverte che tutti saranno giudicati in base alle proprie parole, mettendo in luce l'importanza di una vita rigenerata.

    Matteo 12.33-37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    O voi fate l’albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l’albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l’albero.Razza di vipere, come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché dall’abbondanza del cuore la bocca parla.L’uomo dabbene dal suo buon tesoro trae cose buone; e l’uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvage.Or io vi dico che d’ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderan conto nel giorno del giudizio;poiché dalle tue parole sarai giustificato, e dalle tue parole sarai condannato.
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  • Il segno di Giona

    Gesù cita il segno di Giona per rispondere ai farisei che chiedono un miracolo. Sottolinea il pentimento e la fede, criticando l'incredulità a Cafarnao nonostante i suoi numerosi miracoli. Questo testo illustra la missione evangelica di Gesù e il suo rapporto con le autorità religiose.

    Matteo 12.38-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora alcuni degli scribi e dei Farisei presero a dirgli: Maestro, noi vorremmo vederti operare un segno.Ma egli rispose loro: Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno non le sarà dato, tranne il segno del profeta Giona.Poiché, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così starà il Figliuolo dell’uomo nel cuor della terra tre giorni e tre notti.I Niniviti risorgeranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui vi è più che Giona!
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  • La folla numerosa

    L’articolo analizza le folle che seguono Gesù e le loro implicazioni sociali e religiose, in particolare nei confronti delle autorità. Esplora l’influenza crescente di Gesù e le opposizioni che suscita.

    Luca 12.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Intanto, essendosi la moltitudine radunata a migliaia, così da calpestarsi gli uni gli altri, Gesù cominciò prima di tutto a dire ai suoi discepoli: Guardatevi dal lievito de’ Farisei, che è ipocrisia.
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  • La guarigione di un indemoniato

    La pericope 157 narra la guarigione di un indemoniato muto da parte di Gesù a Cafarnao, riferita soltanto da Matteo (Mt 9,32-33). Questo episodio mette in luce l’autorità di Gesù sulle forze demoniache, il ruolo della fede intercessoria e il contrasto tra lo stupore della folla e l’incredulità dei farisei. Matteo costruisce qui un’argomentazione messianica progressiva, presentando Gesù come colui i cui miracoli non hanno precedenti in Israele.

    Matteo 9.32-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or come quei ciechi uscivano, ecco che gli fu presentato un uomo muto indemoniato.E cacciato che fu il demonio, il muto parlò. E le turbe si maravigliarono dicendo: Mai non s’è vista cosa tale in Israele.
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  • Il giudizio dei farisei

    La pericope PER158 analizza la reazione dei farisei di fronte ai miracoli di Gesù a Cafarnao (Mt 9.33-34). Mentre la folla riconosce un'opera divina, i farisei attribuiscono le azioni di Gesù al diavolo. Il loro rifiuto è deliberato: accettare Gesù significherebbe perdere i loro privilegi. Eppure alcuni, come Nicodemo, Giuseppe d'Arimatea e Saulo di Tarso, sceglieranno di seguirlo. Il muto guarito, invece, riparte nella gioia e nella gratitudine.

    Atti 5.34-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma un certo Fariseo, chiamato per nome Gamaliele, dottor della legge, onorato da tutto il popolo, levatosi in piè nel Sinedrio, comandò che gli apostoli fossero per un po’ messi fuori.Poi disse loro: Uomini Israeliti, badate bene, circa questi uomini, a quel che state per fare.Poiché, prima d’ora, sorse Teuda, dicendosi esser qualche gran cosa; e presso a lui si raccolsero intorno a quattrocento uomini; ed egli fu ucciso e tutti quelli che gli aveano prestata fede, furono sbandati e ridotti a nulla.Dopo costui, sorse Giuda il Galileo, a’ dì del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch’egli perì, e tutti coloro che gli aveano prestata fede, furon dispersi.E adesso io vi dico: Non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest’opera e dagli uomini, sarà distrutta;ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio.
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  • Il Messia Gesù continua la sua opera

    La pericope 159 presenta Gesù che prosegue il suo ministero in Galilea, a partire da Cafarnao, nel febbraio-marzo del 32, prima della terza Pasqua. Basandosi unicamente su Matteo 9.35, l'articolo sottolinea la priorità data alla proclamazione del Regno rispetto ai miracoli, l'autonomia delle sinagoghe locali nei confronti dei farisei e il metodo tematico di Matteo, qui corretto dalla cronologia di Marco.

    Giovanni 11.55 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or la Pasqua de’ Giudei era vicina; e molti di quella contrada salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Rimproveri agli scribi e ai farisei

    L'articolo esamina il confronto tra Gesù e i farisei, in cui Gesù critica la priorità data alle tradizioni rispetto alle leggi divine. In Matteo 15.1-9 e Marco 7.1-13, Gesù smaschera l'ipocrisia farisaica sottolineando l'obbligo di sincerità e di autenticità spirituale.

    Matteo 15.1-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora s’accostarono a Gesù dei Farisei e degli scribi venuti da Gerusalemme, e gli dissero:Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? poiché non si lavano le mani quando prendono cibo.Ma egli rispose loro: E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione?Dio, infatti, ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre sia punito di morte; voi, invece, dite:Se uno dice a suo padre o a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è offerta a Dio,egli non è più obbligato ad onorar suo padre o sua madre. E avete annullata la parola di Dio a cagion della vostra tradizione.Ipocriti, ben profetò Isaia di voi quando disse:Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro e lontano da me.Ma invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che son precetti d’uomini.
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  • I farisei chiedono un segno

    L'articolo descrive come i farisei chiedano a Gesù di provare la propria autorità con un segno, e come egli rifiuti denunciando la loro ipocrisia e menzionando soltanto il segno di Giona. Il racconto mette in luce le tensioni tra Gesù e i capi religiosi del suo tempo.

    Matteo 16.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed accostatisi a lui i Farisei e i Sadducei, per metterlo alla prova, gli chiesero di mostrar loro un segno dal cielo.Ma egli, rispondendo, disse loro: Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia!e la mattina dite: Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo! L’aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni de’ tempi non arrivate a discernerli?Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno, e segno non le sarà dato se non quello di Giona. E, lasciatili, se ne andò.
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  • Ritorno a Betsaida

    Questo articolo esamina il ritorno di Gesù a Betsaida dopo gli scontri con i farisei, sottolineando la sua intenzione di privilegiare la fede rispetto a discussioni sterili.

    Matteo 16.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or i discepoli, passati all’altra riva, s’erano dimenticati di prender de’ pani.
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  • Insegnamento ai discepoli sull'influenza dei farisei

    Gesù mette in guardia i suoi apostoli contro l'influenza perniciosa dei farisei, simboleggiata dal «lievito». Matteo e Marco riferiscono questo insegnamento durante una traversata verso Betsaida, in cui ai discepoli manca il pane. Gesù sottolinea la loro mancanza di fede, invitandoli a cogliere la portata spirituale delle sue parole al di là delle preoccupazioni materiali.

    Marco 8.14-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani, e non avevano seco nella barca che un pane solo.Ed egli dava loro de’ precetti dicendo: Badate, guardatevi dal lievito de’ Farisei e dal lievito d’Erode!Ed essi si dicevano gli uni agli altri: Egli è perché non abbiam pane.E Gesù, accortosene, disse loro: Perché ragionate voi del non aver pane? Non riflettete e non capite voi ancora? Avete il cuore indurito?Avendo occhi non vedete? e avendo orecchie non udite? e non avete memoria alcuna?Quand’io spezzai i cinque pani per i cinquemila, quante ceste piene di pezzi levaste? Essi dissero: Dodici.E quando spezzai i sette pani per i quattromila, quanti panieri pieni levaste?Ed essi risposero: Sette. E diceva loro: Non capite ancora?
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  • I Giudei cercano il Messia Gesù

    La pericope 212 racconta, secondo Giovanni 7.11-13 soltanto, la ricerca di Gesù da parte dei Giudei durante la festa a Gerusalemme nell'ottobre dell'anno 32 d.C. Illustra la divisione del popolo di fronte al Messia: alcuni lo riconoscono, altri cercano di eliminarlo. La paura delle autorità religiose frena le conversioni pubbliche, rivelando la tensione politica e spirituale dell'epoca.

    Giovanni 7.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E v’era fra le turbe gran mormorio intorno a lui. Gli uni dicevano: E’ un uomo dabbene! Altri dicevano: No, anzi, travia la moltitudine!
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  • Insegnamento del Messia Gesù nel tempio

    Durante la festa delle Capanne, nell'ottobre dell'anno 32, il Messia Gesù insegna nel tempio di Gerusalemme con un'autorità che stupisce la folla e indigna i farisei. Giovanni 7.14-24 riferisce questo episodio unico in cui Gesù afferma che il suo insegnamento viene da Dio e difende una guarigione compiuta di sabato con un'argomentazione scritturale rigorosa. L'ostilità delle autorità religiose si intensifica.

    Luca 13.10-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or egli stava insegnando in una delle sinagoghe in giorno di sabato.Ed ecco una donna, che da diciotto anni aveva uno spirito d’infermità, ed era tutta curvata e incapace di raddrizzarsi in alcun modo.E Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: Donna, tu sei liberata dalla tua infermità.E pose le mani su lei, ed ella in quell’istante fu raddrizzata e glorificava Iddio.Or il capo della sinagoga, sdegnato che Gesù avesse fatta una guarigione in giorno di sabato, prese a dire alla moltitudine: Ci son sei giorni ne’ quali s’ha da lavorare; venite dunque in quelli a farvi guarire, e non in giorno di sabato.Ma il Signore gli rispose e disse: Ipocriti, non scioglie ciascun di voi, di sabato, il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia per menarlo a bere?E costei, ch’è figliuola d’Abramo, e che Satana avea tenuta legata per ben diciott’anni, non doveva esser sciolta da questo legame in giorno di sabato?E mentre diceva queste cose, tutti i suoi avversari erano confusi, e tutta la moltitudine si rallegrava di tutte le opere gloriose da lui compiute.
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  • Le autorità cercano il Messia Gesù per arrestarlo

    Durante la festa delle Capanne a Gerusalemme, la folla si interroga sull'identità messianica di Gesù. Nonostante la confusione sulle sue origini e i tentativi delle autorità religiose di arrestarlo, Gesù insegna pubblicamente nel Tempio, riafferma la propria divinità e annuncia la sua prossima partenza. Poiché la sua ora non è ancora venuta, le guardie non possono prenderlo. Questo episodio, proprio del vangelo di Giovanni (7.25-36), illustra la crescente opposizione tra Gesù e le autorità religiose.

    Giovanni 7.25-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dicevano dunque alcuni di Gerusalemme: Non è questi colui che cercano di uccidere?Eppure, ecco, egli parla liberamente, e non gli dicon nulla. Avrebbero mai i capi riconosciuto per davvero ch’egli è il Cristo?Eppure, costui sappiamo donde sia; ma quando il Cristo verrà, nessuno saprà donde egli sia.Gesù dunque, insegnando nel tempio, esclamò: Voi e mi conoscete e sapete di dove sono; però io non son venuto da me, ma Colui che mi ha mandato è verità, e voi non lo conoscete.Io lo conosco, perché vengo da lui, ed è Lui che mi ha mandato.Cercavan perciò di pigliarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso, perché l’ora sua non era ancora venuta.Ma molti della folla credettero in lui, e dicevano: Quando il Cristo sarà venuto, farà egli più miracoli che questi non abbia fatto?I Farisei udirono la moltitudine mormorare queste cose di lui; e i capi sacerdoti e i Farisei mandarono delle guardie a pigliarlo.Perciò Gesù disse loro: Io sono ancora con voi per poco tempo; poi me ne vo a Colui che mi ha mandato.Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove io sarò, voi non potete venire.Perciò i Giudei dissero fra loro: Dove dunque andrà egli che noi non lo troveremo? Andrà forse a quelli che son dispersi fra i Greci, ad ammaestrare i Greci?Che significa questo suo dire: Voi mi cercherete e non mi troverete; e: Dove io sarò voi non potete venire?
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  • La valutazione contraddittoria del popolo

    Nell'ultimo giorno della festa di Sukkot a Gerusalemme (ottobre dell'anno 32), Gesù proclama di essere sorgente di acqua viva. La folla si divide: alcuni lo riconoscono come il Messia, altri rifiutano l'evidenza. Le guardie inviate per arrestarlo disobbediscono, colpite dalle sue parole. Nicodemo difende un giudizio equo, mentre i farisei avanzano argomenti deboli. L'opposizione delle autorità religiose diventa fanatica, facendo della morte di Gesù il loro unico obiettivo.

    Giovanni 7.40-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Una parte dunque della moltitudine, udite quelle parole, diceva: Questi è davvero il profeta.Altri dicevano: Questi è il Cristo. Altri, invece, dicevano: Ma è forse dalla Galilea che viene il Cristo?La Scrittura non ha ella detto che il Cristo viene dalla progenie di Davide e da Betleem, il villaggio dove stava Davide?Vi fu dunque dissenso fra la moltitudine, a motivo di lui;e alcuni di loro lo voleano pigliare, ma nessuno gli mise le mani addosso.Le guardie dunque tornarono dai capi sacerdoti e dai Farisei, i quali dissero loro: Perché non l’avete condotto?Le guardie risposero: Nessun uomo parlò mai come quest’uomo!Onde i Farisei replicaron loro: Siete stati sedotti anche voi?Ha qualcuno de’ capi o de’ Farisei creduto in lui?Ma questa plebe, che non conosce la legge, è maledetta!Nicodemo (un di loro, quello che prima era venuto a lui) disse loro:La nostra legge giudica ella un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quel che ha fatto?Essi gli risposero: sei anche tu di Galilea? Investiga, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta.E ognuno se ne andò a casa sua.
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  • La donna adultera

    La pericope 217 narra l'episodio della donna adultera (Giovanni 8.1-11), in cui alcuni farisei tendono una trappola a Gesù presentandogli una donna colta in flagrante. Gesù sventa la trappola con la sua celebre parola che invita chi è senza peccato a scagliare la prima pietra, poi perdona la donna. Questo racconto, la cui autenticità testuale è discussa, illustra l'unione della giustizia e della misericordia divine e rivela l'autorità unica di Gesù di giustificare.

    Giovanni 8.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei.
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  • Tentato omicidio

    Nell'ultimo giorno di una festa a Gerusalemme (13 ottobre 32), i farisei tentano di lapidare il Messia Gesù dopo le sue proclamazioni sulla sua origine divina. Gesù sfugge alla morte nascondendosi tra i suoi discepoli e lascia la città. Probabilmente si ritira a Betania, al di là del Giordano. Solo Giovanni riporta questo episodio, fondato su Giovanni 8,59.

    Giovanni 8.59 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose ed uscì dal tempio.
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  • Il Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria

    Luca 10.38-42 racconta la visita del Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria, verso la fine di novembre o l’inizio di dicembre del 32 d.C. Situato a 3 km da Gerusalemme, questo villaggio accoglie Gesù in un contesto di relativa calma: i farisei hanno cambiato strategia, preferendo raccogliere testimonianze a carico piuttosto che agire con violenza. Luca è l’unico evangelista a menzionare questo episodio.

    Luca 10.38-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or mentre essi erano in cammino, egli entrò in un villaggio; e una certa donna, per nome Marta, lo ricevette in casa sua.Ell’avea una sorella chiamata Maria la quale, postasi a sedere a’ piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.Ma Marta era affaccendata intorno a molti servigi; e venne e disse: Signore, non t’importa che mia sorella m’abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che m’aiuti.Ma il Signore, rispondendo, le disse: Marta, Marta, tu ti affanni e t’inquieti di molte cose, ma di una cosa sola fa bisogno.E Maria ha scelto la buona parte che non le sarà tolta.
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  • Il Messia Gesù contestato dopo un miracolo

    A Gerusalemme, dopo aver guarito un indemoniato muto, il Messia Gesù è contestato da avversari che attribuiscono il suo potere a Beelzebul e reclamano un nuovo segno. Egli risponde con argomenti logici e spirituali, cita il segno di Giona, orienta una lode verso l’obbedienza alla Parola e conclude con una metafora sulla luce interiore. Questo discorso, riportato soltanto da Luca (11.14-36), illustra due atteggiamenti opposti di fronte al Messia: la fede autentica e il rifiuto incredulo.

    Luca 11.33-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Nessuno, quand’ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio; anzi la mette sul candeliere, affinché coloro che entrano veggano la luce.La lampada del tuo corpo è l’occhio; se l’occhio tuo è sano, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è viziato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.Guarda dunque che la luce che è in te non sia tenebre.Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senz’aver parte alcuna tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t’illumina col suo splendore.
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  • Il giudizio dei religiosi e i rimproveri del Messia Gesù

    Durante un pasto in casa di un fariseo a Gerusalemme (fine 32), Gesù pronuncia severi rimproveri contro i farisei e i dottori della legge. Luca 11,38-54, unico vangelo a narrare questo episodio, descrive un'atmosfera ostile in cui le autorità religiose cercano prove per condannare Gesù. Le sue parole taglienti sono in realtà un appello alla conversione, ignorato da uomini accecati dall'orgoglio.

    Luca 7.45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tu non m’hai dato alcun bacio; ma ella, da che sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi.
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  • Guarigione di una donna nel giorno di sabato

    La pericope 231 narra la guarigione, da parte di Gesù, di una donna inferma da diciotto anni, in giorno di sabato, in una sinagoga di Gerusalemme (Luca 13.10-17). Questo gesto suscita l'indignazione delle autorità religiose, che Gesù confonde mettendo in luce le loro contraddizioni. La folla, invece, ammira e glorifica Dio. L'episodio illustra la tensione tra la tradizione farisaica e l'applicazione autentica della legge divina, mettendo in evidenza al tempo stesso la fede perseverante di questa donna.

    Deuteronomio 5.12-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Osserva il giorno del riposo per santificarlo, come l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha comandato.Lavora sei giorni, e fa’ in essi tutta l’opera tua;ma il settimo giorno è giorno di riposo consacrato all’Eterno, al tuo Dio: non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il tuo forestiero che sta dentro le tue porte, affinché il tuo servo e la tua serva si riposino come tu.E ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto, e che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti tratto di là con mano potente e con braccio steso; perciò l’Eterno, il tuo Dio, ti ordina d’osservare il giorno del riposo.
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  • Insegnamenti del Messia Gesù sulla strada per Gerusalemme

    La pericope PER233 racconta gli insegnamenti di Gesù durante il suo viaggio verso Gerusalemme, riferiti soltanto da Luca (Lc 13.22-33), nel dicembre dell'anno 32. Gesù attraversa città e villaggi, insegnando sulla porta stretta e sul Regno di Dio. L'articolo inquadra questi molteplici viaggi tra Betania e Gerusalemme, in un clima di crescente tensione con i farisei ed Erode Antipa.

    Luca 13.24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli disse loro: Sforzatevi d’entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno d’entrare e non potranno.
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  • Pasto in casa di un fariseo

    La pericope PER235 racconta il pasto di Gesù in casa di un capo dei farisei di sabato (Luca 14.1), in un contesto di crescente scontro. I farisei cercano di raccogliere prove contro di lui per il Sinedrio. Nonostante le tensioni, Gesù accetta l'invito, mantiene le sue posizioni e corregge i loro insegnamenti. Luca è l'unico evangelista a riportare questo episodio, verosimilmente collocato nel pasto del sabato a mezzogiorno.

    Deuteronomio 19.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Un solo testimone non sarà sufficiente contro ad alcuno, qualunque sia il delitto o il peccato che questi abbia commesso; il fatto sarà stabilito sulla deposizione di due o di tre testimoni.
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  • La curiosità del popolo e la gelosia dei religiosi

    L'articolo esplora come il popolo, accogliendo il messaggio di Gesù, contrasti con la gelosia e l'opposizione delle autorità religiose. I farisei, temendo di perdere la loro influenza, erano spesso antagonisti, nonostante l'apertura e la compassione di Gesù verso gli emarginati e i peccatori.

    Matteo 11.18-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Difatti è venuto Giovanni non mangiando né bevendo, e dicono: Ha un demonio!E’ venuto il Figliuol dell’uomo mangiando e bevendo, e dicono: Ecco un mangiatore ed un beone, un amico dei pubblicani e de’ peccatori! Ma la sapienza è stata giustificata dalle opere sue.
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  • L’aspetto spirituale del regno

    L'articolo esplora l'interpretazione del regno di Dio secondo Luca, sottolineando una domanda dei farisei a Gesù sulla sua venuta. Contrariamente a una percezione condizionale, il testo greco indica una domanda al presente. Gesù spiega che il regno si stabilisce in modo discreto ed è percepibile solo da chi è spiritualmente recettivo.

    Luca 17.20-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Interrogato poi dai Farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro dicendo: Il regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi; né si dirà:Eccolo qui, o eccolo là; perché ecco, il regno di Dio è dentro di voi.
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  • Il Messia Gesù afferma la propria Divinità

    L'articolo tratta della guarigione, da parte di Gesù, di un uomo cieco dalla nascita, menzionata soltanto nel Vangelo di Giovanni. L'uomo è trasformato spiritualmente riconoscendo Gesù come il Messia. I farisei, al contrario, restano nella loro cecità spirituale rifiutando la luce di Gesù. Questo contrasto sottolinea che la vera visione nasce dall'umiltà e dall'apertura alla verità divina.

    Giovanni 9.25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Egli rispose: S’egli sia un peccatore, non so, una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo.
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  • La festa della Dedicazione

    L’articolo esplora la pericope 258, che descrive la festa della Dedicazione, in cui Gesù, pur minacciato dai farisei, si muove liberamente nel Tempio. L’analisi mette in luce il cambiamento di strategia dei farisei, che mirano ad azioni legali contro Gesù. Questo passo è centrale per comprendere la dinamica religiosa e sociale di questo periodo critico.

    Giovanni 10.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo.
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  • Insegnamento sul divorzio

    L'articolo tratta dell'insegnamento di Gesù sul divorzio, basandosi sui vangeli di Matteo e Marco. Colloca questo insegnamento nel contesto cronologico del ministero di Gesù tra Hanukkah e Pasqua, offrendo un'analisi approfondita delle implicazioni spirituali dei suoi insegnamenti al di là dei semplici dibattiti giuridici.

    Matteo 19.3-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E de’ Farisei s’accostarono a lui tentandolo, e dicendo: E’ egli lecito di mandar via, per qualunque ragione, la propria moglie?Ed egli, rispondendo, disse loro: Non avete voi letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina, e disse:Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e s’unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne?Talché non son più due, ma una sola carne; quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo nol separi.Essi gli dissero: Perché dunque comandò Mosè di darle un atto di divorzio e mandarla via?Gesù disse loro: Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così.Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio.I discepoli gli dissero: Se tale è il caso dell’uomo rispetto alla donna, non conviene di prender moglie.Ma egli rispose loro: Non tutti son capaci di praticare questa parola, ma quelli soltanto ai quali è dato.Poiché vi son degli eunuchi, i quali son nati così dal seno della madre; vi son degli eunuchi, i quali sono stati fatti tali dagli uomini, e vi sono degli eunuchi, i quali si son fatti eunuchi da sé a cagion del regno de’ cieli. Chi è in grado di farlo lo faccia.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • L’autorità del Messia Gesù contestata

    Nel Tempio di Gerusalemme, i capi religiosi contestano pubblicamente l’autorità di Gesù. Con un’abile contro-domanda sul battesimo di Giovanni, egli li riduce al silenzio e smaschera la loro malafede. Questo episodio sinottico (Mt 21.23-27; Mc 11.27-33; Lc 20.1-8) illustra la crescente opposizione delle autorità al Messia durante l’ultima settimana prima dell’arresto.

    Luca 20.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E avvenne un di quei giorni, che mentre insegnava al popolo nel tempio ed evangelizzava, sopraggiunsero i capi sacerdoti e gli scribi con gli anziani, e gli parlaron così:Dicci con quale autorità tu fai queste cose, e chi t’ha data codesta autorità.Ed egli, rispondendo, disse loro: Anch’io vi domanderò una cosa:Il battesimo di Giovanni era dal cielo a dagli uomini?Ed essi ragionavan fra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli ci dirà: Perché non gli credeste?Ma se diciamo: Dagli uomini, tutto il popolo ci lapiderà, perché è persuaso che Giovanni era un profeta.E risposero che non sapevano d’onde fosse.E Gesù disse loro: Neppur io vi dico con quale autorità fo queste cose.
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  • La parabola dei due figli

    La parabola dei due figli (Mt 21,28-32), riportata soltanto da Matteo, si svolge nel Tempio di Gerusalemme durante l’ultima settimana di Gesù. Contrappone due atteggiamenti: promettere senza agire versus rifiutare e poi obbedire. Gesù vi smaschera l’ipocrisia dei capi religiosi e annuncia che i peccatori pentiti entrano nel Regno prima di loro. Un appello universale all’umiltà e al sincero pentimento.

    Matteo 13.44-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il regno de’ cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per l’allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.Il regno de’ cieli è anche simile ad un mercante che va in cerca di belle perle;e trovata una perla di gran prezzo, se n’è andato, ha venduto tutto quel che aveva, e l’ha comperata.
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  • Le domande dei farisei e degli erodiani

    Farisei ed erodiani cercano di tendere una trappola a Gesù chiedendogli se si debba pagare il tributo a Cesare. La sua risposta — «Rendete a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio» — sventa la trappola e pone la distinzione fondamentale tra autorità civile e sovranità divina, ricordando che l'uomo, che porta l'immagine di Dio, gli appartiene interamente.

    Marco 12.13-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E gli mandarono alcuni dei Farisei e degli Erodiani per coglierlo in parole.Ed essi, venuti, gli dissero: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che non ti curi d’alcuno, perché non guardi all’apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. E’ egli lecito pagare il tributo a Cesare o no? Dobbiamo darlo o non darlo?Ma egli, conosciuta la loro ipocrisia, disse loro: Perché mi tentante? Portatemi un denaro, ch’io lo vegga.Ed essi glielo portarono. Ed egli disse loro: Di chi è questa effigie e questa iscrizione? Essi gli dissero:Di Cesare. Allora Gesù disse loro: Rendete a Cesare quel ch’è di Cesare, e a Dio quel ch’è di Dio. Ed essi si maravigliarono di lui.
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  • Le domande dei dottori della legge

    Durante l’ultima settimana prima della sua Passione, Gesù viene interrogato da dottori della Legge sul più grande comandamento. Riassume tutta la Legge in due princìpi: amare Dio e amare il prossimo. Uno scriba sincero riconosce la giustezza di questa risposta, e Gesù gli dichiara che non è lontano dal Regno. L’articolo sfuma la visione del fariseismo e invita a una fede vissuta nell’amore piuttosto che nel legalismo.

    Marco 15.43 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    venne Giuseppe d’Arimatea, consigliere onorato, il quale aspettava anch’egli il Regno di Dio; e, preso ardire, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù.
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  • La messianità di Gesù

    Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il martedì prima della sua Passione, Gesù interroga i farisei sull’identità del Messia. Citando il Salmo 110, rivela che il Messia è al tempo stesso Figlio di Davide secondo la carne e Signore eterno secondo la sua divinità, confondendo i suoi avversari, che restano senza risposta. Un’affermazione cristologica fondamentale sulla doppia natura di Gesù.

    Luca 20.45-47 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E udendolo tutto il popolo, egli disse a’ suoi discepoli:Guardatevi dagli scribi, i quali passegian volentieri in lunghe vesti ed amano le salutazioni nelle piazze e i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei conviti;essi che divorano le case delle vedove e fanno per apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno maggior condanna.
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  • Requisitoria contro i capi religiosi

    Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il mercoledì precedente la sua Passione, Gesù pronuncia una severa requisitoria contro gli scribi e i farisei. Attraverso otto proclamazioni di ‘Guai a voi!’, denuncia la loro ipocrisia, il loro orgoglio e la loro religione di facciata, esprimendo al tempo stesso un profondo dolore per Gerusalemme. Invita i suoi discepoli a una fede autentica, umile e al servizio degli altri.

    Matteo 23.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!
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Guarigioni

  • Guarigione dell’uomo dalla mano inaridita

    L’articolo esplora il miracolo di Gesù che guarisce un uomo dalla mano inaridita, illustrando il suo confronto con i farisei sul significato del sabato. I Vangeli di Matteo, Marco e Luca narrano ciascuno questo avvenimento con sfumature diverse, sottolineando la compassione di Gesù e la rigidità delle autorità religiose.

    Luca 6.6-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne in un altro sabato ch’egli entrò nella sinagoga, e si mise ad insegnare. E quivi era un uomo che avea la mano destra secca.Or gli scribi e i Farisei l’osservavano per vedere se farebbe una guarigione in giorno di sabato, per trovar di che accusarlo.Ma egli conosceva i loro pensieri, e disse all’uomo che avea la man secca: Lèvati, e sta su nel mezzo! Ed egli, alzatosi, stette su.Poi Gesù disse loro: Io domando a voi: E’ lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla?E girato lo sguardo intorno su tutti loro, disse a quell’uomo: Stendi la mano! Egli fece così, e la sua mano tornò sana.Ed essi furon ripieni di furore e discorreano fra loro di quel che potrebbero fare a Gesù.
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Le contraddizioni

  • I farisei o gli scribi

    Questo articolo affronta un’apparente contraddizione biblica tra i farisei e gli scribi nei Vangeli, e spiega come queste differenze riflettano prospettive distinte ma complementari degli autori biblici sull’opposizione a Gesù.

    Marco 3.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E’ fuori di sé. E gli scribi, ch’eran discesi da Gerusalemme, dicevano: Egli ha Beelzebub, ed è per l’aiuto del principe dei demoni, ch’ei caccia i demoni.
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  • Il lievito dei farisei

    L’articolo esplora la diversità delle presentazioni evangeliche dell’avvertimento di Gesù sul «lievito dei farisei», esaminando le differenze culturali e teologiche in Matteo, Marco e Luca.

    Matteo 16.11-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Come mai non capite che non è di pani ch’io vi parlavo? Ma guardatevi dal lievito de’ Farisei e de’ Sadducei.Allora intesero che non avea loro detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei Farisei e de’ Sadducei.
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Note storiche

  • I farisei

    I farisei, comparsi dopo la rivolta dei Maccabei (165 a.C.), furono un influente gruppo religioso dell'antico giudaismo. Legati alla Torah scritta e orale, credevano nella risurrezione e restavano vicini al popolo. Spesso in conflitto con Gesù nei Vangeli, diedero tuttavia figure come Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea. I loro insegnamenti fondarono il giudaismo rabbinico dopo la distruzione del Tempio nel 70 d.C.

    Giovanni 3.1-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or v’era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei.Egli venne di notte a Gesù, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui.Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio.Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere?Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito.Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo.Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.Nicodemo replicò e gli disse: Come possono avvenir queste cose?Gesù gli rispose: Tu se’ il dottor d’Israele e non sai queste cose?In verità, in verità io ti dico che noi parliamo di quel che sappiamo, e testimoniamo di quel che abbiamo veduto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza.Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell’uomo che è nel cielo.E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato,affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage.Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate;ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le opere sue siano manifestate, perché son fatte in Dio.
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