Esaminiamo il discorso della montagna, suddiviso in 23 sezioni.
Non siamo più nel concetto del giudaismo praticato al tempo del Messia Gesù, ma in un principio molto più profondo e intimo. La realtà descritta dal Messia Gesù pone sullo stesso piano i pensieri dell’uomo e i suoi atti.
L’adulterio e il divorzio erano ben definiti nel sistema ebraico dell’epoca (Giovanni 8.1-11). Matteo riprende qui il sesto comandamento (Esodo 20.14). Il Messia Gesù ci rivela un’altra visione dell’adulterio: anche se l’atto non viene compiuto, i cattivi pensieri bastano a condannare la persona.
All’epoca esistevano due correnti di pensiero su questo argomento. Quella ispirata a Hillel, secondo cui l’uomo poteva divorziare per qualsiasi motivo, e quella di Shammai, più restrittiva, secondo cui il divorzio era consentito solo in caso di una grave offesa, come l’infedeltà.
Le parole del Messia Gesù sottolineano l’importanza dei nostri pensieri. Non si tratta di pensieri passeggeri, ma di una condizione nella quale la persona si compiace. L’unico a conoscere questi pensieri è Dio (Salmi 94.11 ; 1 Re 8.39 ; Romani 8.27). Il passo con la (Giovanni 4.23) mostra inoltre che non contano semplicemente i nostri atti, ma soprattutto i nostri pensieri e le nostre motivazioni.
I versetti di Matteo 5.29 e Matteo 5.30 possono sembrare estremi, ma il Messia Gesù aveva una visione chiara del regno di Dio e dell’inferno. Cerca di farci comprendere l’importanza delle nostre scelte quaggiù, che determineranno il nostro futuro . L’interpretazione di questi due versetti non è un invito a mutilarsi, ma piuttosto ad affrontare l’origine dell’offesa. Infatti, un uomo non smette di peccare solo perché è cieco o privo di una mano. È il che ha bisogno di cambiare. L’occhio e la mano sono utili anche per lavorare e fare il bene.
Questi versetti utilizzano forti per sottolineare l’importanza di liberarsi di tutto ciò che può condurci al peccato, anche se questo comporta sacrifici importanti. Gesù non parla letteralmente di cavarsi un occhio o di tagliarsi una mano o un piede, ma insiste sulla necessità di adottare misure radicali per evitare il peccato e preservare la nostra integrità spirituale.
Marco 9.43-48 riprende questo tema e colloca queste parole del Messia Gesù in un altro momento, il che ci porta a concludere che il Messia Gesù abbia ripetuto più volte queste stesse parole. Marco 9.45 aggiunge il piede a questo elenco. Marco 10.1-12 riprende il tema del divorzio mentre il Messia Gesù insegna in Giudea, in cammino verso Gerusalemme (Marco 10.37), e cita le stesse parole di Matteo.
Notiamo che le affermazioni del Messia Gesù sul divorzio hanno profondamente contrariato alcuni , che cercheranno di cogliere in fallo il Maestro nell’episodio della donna adultera (Giovanni 8.1-11). Attraverso queste predicazioni, il Messia Gesù pone l’uomo davanti a scelte radicali, e coloro che rifiutano di cambiare si trasformano in giudici.