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Il discorso della montagna (7), l'adulterio e il divorzio

La pericope 91 esplora la settima parte del Discorso della montagna, incentrata sull’adulterio e sul divorzio (Mt 5.27-32 ; Lc 16.18). Gesù va oltre la Legge mosaica, condannando non solo l’atto, ma anche il pensiero nel quale ci si compiace. Affronta il divorzio confrontandosi con le scuole di Hillel e Shammai, ponendo esigenze radicali. Le metafore dell’occhio e della mano sottolineano la necessità di una trasformazione interiore del cuore per evitare il peccato.

11 min adulterio divorzio Discorso della montagna Matteo 5 pensiero e peccato 15 versetti 8 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 5.27-32 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Voi avete udito che fu detto: Non commettere adulterio.

Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per appetirla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

Ora, se l’occhio tuo destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché val meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, e non sia gettato l’intero tuo corpo nella geenna.

E se la tua man destra ti fa cadere in peccato, mozzala e gettala via da te; poiché val meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, e non vada l’intero tuo corpo nella geenna.

Fu detto: Chiunque ripudia sua moglie, le dia l’atto del divorzio.

Ma io vi dico: Chiunque manda via la moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa colei ch’è mandata via, commette adulterio.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 16.18 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Sul pianoro ai piedi di una montagna nei pressi di Cafarnao, in Galilea

Data: Dopo il pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme, il 5 aprile 31

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Matteo.

Nota sul metodo di lavoro: Matteo ci fornisce il maggior numero di informazioni, mentre Luca riassume questo discorso in modo più conciso.

Capernaum

Il Messia Gesù affronta le questioni dell’adulterio e del divorzio.

Il discorso della montagna, l’adulterio e il divorzio

Folla

Commenti

Esaminiamo il discorso della montagna, suddiviso in 23 sezioni.

Non siamo più nel concetto del giudaismo praticato al tempo del Messia Gesù, ma in un principio molto più profondo e intimo. La realtà descritta dal Messia Gesù pone sullo stesso piano i pensieri dell’uomo e i suoi atti.

L’adulterio e il divorzio erano ben definiti nel sistema ebraico dell’epoca (Giovanni 8.1-11). Matteo riprende qui il sesto comandamento (Esodo 20.14). Il Messia Gesù ci rivela un’altra visione dell’adulterio: anche se l’atto non viene compiuto, i cattivi pensieri bastano a condannare la persona.

All’epoca esistevano due correnti di pensiero su questo argomento. Quella ispirata a Hillel, secondo cui l’uomo poteva divorziare per qualsiasi motivo, e quella di Shammai, più restrittiva, secondo cui il divorzio era consentito solo in caso di una grave offesa, come l’infedeltà.

Le parole del Messia Gesù sottolineano l’importanza dei nostri pensieri. Non si tratta di pensieri passeggeri, ma di una condizione nella quale la persona si compiace. L’unico a conoscere questi pensieri è Dio (Salmi 94.11 ; 1 Re 8.39 ; Romani 8.27). Il passo con la (Giovanni 4.23) mostra inoltre che non contano semplicemente i nostri atti, ma soprattutto i nostri pensieri e le nostre motivazioni.

I versetti di Matteo 5.29 e Matteo 5.30 possono sembrare estremi, ma il Messia Gesù aveva una visione chiara del regno di Dio e dell’inferno. Cerca di farci comprendere l’importanza delle nostre scelte quaggiù, che determineranno il nostro futuro . L’interpretazione di questi due versetti non è un invito a mutilarsi, ma piuttosto ad affrontare l’origine dell’offesa. Infatti, un uomo non smette di peccare solo perché è cieco o privo di una mano. È il che ha bisogno di cambiare. L’occhio e la mano sono utili anche per lavorare e fare il bene.

Questi versetti utilizzano forti per sottolineare l’importanza di liberarsi di tutto ciò che può condurci al peccato, anche se questo comporta sacrifici importanti. Gesù non parla letteralmente di cavarsi un occhio o di tagliarsi una mano o un piede, ma insiste sulla necessità di adottare misure radicali per evitare il peccato e preservare la nostra integrità spirituale.

Marco 9.43-48 riprende questo tema e colloca queste parole del Messia Gesù in un altro momento, il che ci porta a concludere che il Messia Gesù abbia ripetuto più volte queste stesse parole. Marco 9.45 aggiunge il piede a questo elenco. Marco 10.1-12 riprende il tema del divorzio mentre il Messia Gesù insegna in Giudea, in cammino verso Gerusalemme (Marco 10.37), e cita le stesse parole di Matteo.

Notiamo che le affermazioni del Messia Gesù sul divorzio hanno profondamente contrariato alcuni , che cercheranno di cogliere in fallo il Maestro nell’episodio della donna adultera (Giovanni 8.1-11). Attraverso queste predicazioni, il Messia Gesù pone l’uomo davanti a scelte radicali, e coloro che rifiutano di cambiare si trasformano in giudici.