PER040

I risultati a Gerusalemme

La pericope 40 analizza i risultati della prima predicazione di Gesù a Gerusalemme durante la Pasqua dell’anno 30, secondo Giovanni 2,23-25. Se molti credettero grazie ai miracoli, Gesù rimane cauto davanti a questa fede superficiale, fondata sullo spettacolare anziché su un pentimento sincero. Giovanni sottolinea la capacità divina di Gesù di conoscere il cuore umano. L’articolo rileva due punti chiave: il prolungamento del soggiorno a Gerusalemme e la natura divina del discernimento del Messia.

3 min risultati a Gerusalemme Pasqua Giovanni 2.23-25 fede superficiale miracoli 1 versetto 1 libro

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 2.23-25 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Mentr’egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva.

Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti,

e perché non avea bisogno della testimonianza d’alcuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.

Dettagli tecnici

Luogo: La città di Gerusalemme in Giudea

Data: La fine della festa di Pasqua, giovedì 13 aprile 30

Metodo di lavoro: Continuiamo con Giovanni

Nota sul metodo: Solo Giovanni ci fornisce informazioni su questa prima festa di Pasqua a Gerusalemme

Grafico a barre dell’anno 30

Gesù, il Messia, sembra deluso dai risultati della predicazione a Gerusalemme, benché molte persone abbiano creduto al suo messaggio.

I risultati della predicazione di Gesù, il Messia, a Gerusalemme

I risultati della predicazione

Commenti

Durante questa prima festa di Pasqua celebrata a Gerusalemme con i discepoli, Gesù, il Messia, cominciò ad annunciare il suo messaggio. Guarì anche dei malati, tanto che molte persone credettero in lui.

Secondo Giovanni, Gesù, il Messia, sembra deluso dai risultati. Pare che queste persone abbiano creduto soltanto per i miracoli eccezionali e che i loro cambiamenti fossero superficiali. Come con Giovanni il Battista, la grande difficoltà risiede nel pentimento indispensabile per una vera conversione.

Per tutto il ministero Gesù, il Messia, dovette lottare contro queste adesioni interessate, chiedendo spesso ai malati guariti di non divulgare nulla. Desiderava offrire molto più di una semplice liberazione: il perdono dei peccati e la salvezza dell’anima.

Questa precisazione di Giovanni chiarisce due punti importanti:

In primo luogo, Gesù, il Messia, e i discepoli prolungarono il soggiorno a Gerusalemme.

In secondo luogo, possedeva la facoltà di conoscere la vera natura di questi uomini.

La festa di Pasqua dell’epoca comprendeva anche quella degli Azzimi, che la segue immediatamente. I numerosi pellegrini alloggiavano spesso in tende montate sul . Il sovraffollamento in quei periodi faceva sempre temere alle autorità il rischio di una rivolta.