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Gesù il Messia consola i suoi discepoli

In Giovanni 16.5-15, Gesù consola i suoi discepoli e promette lo Spirito Santo per guidarli nella verità dopo la sua partenza. Questo importante passo sottolinea la missione dello Spirito: convincere di peccato, di giustizia e di giudizio, assicurando al tempo stesso la continuità degli insegnamenti di Gesù.

9 min Gesù discepoli Spirito Santo conforto peccato 11 versetti 5 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 16.5-15 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ma ora me ne vo a Colui che mi ha mandato; e niun di voi mi domanda: Dove vai?

Invece, perché v’ho detto queste cose, la tristezza v’ha riempito il cuore.

Pure, io vi dico la verità, egli v’è utile ch’io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò.

E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio.

Quanto al peccato, perché non credono in me;

quanto alla giustizia, perché me ne vo al Padre e non mi vedrete più;

quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.

Molte cose ho ancora da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata;

ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire.

Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve l’annunzierà.

Tutte le cose che ha il Padre, son mie: per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La città di Gerusalemme, la casa di Maria, madre di Giovanni Marco

Data: venerdì 1° aprile, di primissimo mattino

Modo di procedere: Seguiamo ora Giovanni

Nota sul metodo di lavoro: Giovanni è l'unico a riportare questi ultimi insegnamenti del Maestro

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Il Messia Gesù, dopo aver accennato alle persecuzioni, consola i suoi discepoli e amici.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_3 La casa è, secondo noi, quella di Maria, la madre di Giovanni detto Marco. Atti 12.12.

_4 La cena di Pasqua inizia il giovedì sera, dopo le 18. Per gli Ebrei è già venerdì (Marco 14.17, Matteo 26.20, Luca 22.14-18). Non è dunque il Seder ufficiale, che si svolgerà la sera del venerdì Giovanni 18.28.

_5 La cena termina il venerdì mattina prima dell'alba, tra mezzanotte e le 2:30.

_6 Giuda Iscariota se n'è andato prima della fine di questa cena. Giovanni 13.30.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Questo testo è il seguito logico e necessario del precedente. State per entrare in un combattimento difficile, ma vi trovate dalla parte del vincitore. Ora il Maestro si rivolge apertamente ai suoi discepoli, li prepara alle difficoltà che stanno per venire e li assicura del suo sostegno. Gli eventi che vivranno dopo la partenza di Gesù il Messia daranno un risalto particolare a queste parole, che si riveleranno profetiche.

Sono i fatti che vivranno a far luce su tutti questi avvertimenti. Nel momento in cui li ascoltano, non ne comprendono il vero significato. Gesù il Messia annuncia che ritorna al Padre, cosa che rattrista i discepoli, ma insiste sul fatto che la sua partenza è necessaria perché venga il Consolatore (Giovanni 16.5-7).

Non li lascia soli, ma promette loro una presenza interiore, quella dello Spirito Santo. Egli avrà una missione precisa: convincere il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio, il che significa che agirà nelle coscienze e nella storia (Giovanni 16.8-11). Il peccato è definito come il rifiuto di credere in Gesù il Messia, la giustizia come quella del Cristo innalzato presso il Padre, e il giudizio come quello del principe di questo mondo, già condannato.

I discepoli non possono ancora comprendere tutto, ma lo Spirito li guiderà in tutta la verità, non portando loro una novità indipendente, ma trasmettendo loro ciò che viene dal Padre e dal Figlio (Giovanni 16.12-15). Non parlerà da se stesso, ma glorificherà Gesù il Messia rivelando la sua parola e illuminando la sua opera.

Questa promessa è una chiave per comprendere ciò che segue: lo Spirito renderà testimonianza a Gesù e permetterà ai discepoli di ricordare, comprendere e trasmettere fedelmente ciò che hanno visto e udito (Giovanni 14.26).