PER344

Il ritorno davanti a Ponzio Pilato

La pericope PER344 analizza il ritorno di Gesù davanti a Ponzio Pilato dopo la sua comparizione davanti a Erode Antipa, episodio riferito soltanto da Luca. Pilato, non trovando alcuna colpa punibile con la morte secondo il diritto romano, cerca di resistere alla pressione dei capi religiosi ebrei. L’articolo propone una ricostruzione cronologica precisa della mattina del venerdì della Passione e solleva la questione linguistica degli scambi tra Gesù e Pilato, verosimilmente avvenuti in greco.

13 min Ponzio Pilato Erode Antipa processo di Gesù Passione Luca 23 19 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 23.6-12 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Quando Pilato udì questo, domandò se quell’uomo fosse Galileo.

E saputo ch’egli era della giurisdizione d’Erode, lo rimandò a Erode ch’era anch’egli a Gerusalemme in que’ giorni.

Erode, come vide Gesù, se ne rallegrò grandemente, perché da lungo tempo desiderava vederlo, avendo sentito parlar di lui; e sperava di vedergli fare qualche miracolo.

E gli rivolse molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla.

Or i capi sacerdoti e gli scribi stavan là, accusandolo con veemenza.

Ed Erode co’ suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò a Pilato.

E in quel giorno, Erode e Pilato divennero amici, perché per l’addietro arano stati in inimicizia fra loro.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La città di Gerusalemme, il palazzo di Pilato

Data: venerdì 1° aprile, la mattina presto

Metodo di lavoro: Seguiamo ora Luca

Nota sul metodo di lavoro: Luca è l’unico evangelista a riferire questa comparizione davanti ad Antipa

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Erode Antipa, non avendo ottenuto nulla da Gesù il Messia, lo rimandò a Ponzio Pilato.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_18 La prima comparizione davanti a Ponzio Pilato inizia verso le 6:45. Marco 15.1-5; Matteo 27.2-14; Luca 23.1-5; Giovanni 18.28-38.

_19 Collochiamo la comparizione davanti a Erode Antipa verso le 7:30. Luca 23.6-12.

_20 Il ritorno da Ponzio Pilato avviene verso le 8. Marco 15.6-19; Matteo 27.15-30; Luca 23.13-25; Giovanni 18.39-40; Giovanni 19.1-16.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Dopo la comparizione di Gesù davanti a Erode Antipa, tetrarca della Galilea e della Perea, colui che era stato presentato come re viene rimandato a Ponzio Pilato, prefetto della Giudea (Luca 23.7-11). Il colloquio si svolge in un clima di una certa calma, e Pilato cerca di comprendere le accuse rivolte contro di lui dai capi religiosi che ne chiedono la morte (Matteo 27.11-14; Luca 23.13-14).

Constatando l’assenza di una colpa degna di morte secondo il diritto , percepisce l’ostilità e l’insistenza delle , cosa che sembra irritarlo (Luca 23.15). La storia presenta Pilato come un uomo duro; eppure, in questa situazione, il suo atteggiamento appare più misurato di quello dei capi religiosi, decisi a ottenere una condanna a ogni costo (nota: vedi anche Giovanni 19.12, dove Pilato cerca ancora di rilasciare Gesù).

Rifiutando di entrare pienamente nella loro logica, si appoggia al diritto e afferma che nessuna colpa giustifica una simile sentenza, posizione condivisa anche da Erode Antipa (Luca 23.15). Le accuse riprendono senza riuscire a convincerlo, e Pilato prende allora in considerazione un compromesso, proponendo di far castigare Gesù prima di rilasciarlo, nella speranza di placare la folla e chiudere la questione (Luca 23.16).

Dà così l’impressione di voler sottrarre Gesù alla condanna, anche se nel suo atteggiamento si può vedere pure la volontà di contrariare dei capi ebrei che disprezza o ritiene troppo insistenti (nota: confronta con Giovanni 18.31, dove rinvia dapprima gli accusatori alla loro stessa legge).

Notiamo che in nessun momento si fa menzione di interpreti, il che lascia pensare che Gesù comprendesse e si esprimesse in greco. Ponzio Pilato, da parte sua, verosimilmente non si sarebbe abbassato a usare l’aramaico così come era parlato in Galilea.