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Presentazione al «re» Antipa

Gesù è mandato da Pilato davanti a Erode Antipa, tetrarca della Galilea, che si trova a Gerusalemme. Affascinato dallo spettacolare, Erode spera in un miracolo, ma si scontra con il silenzio totale di Gesù. Risentito, lo schernisce, gli mette addosso un manto splendido e lo rimanda a Pilato. Ironia della sorte, questo episodio riconcilia Pilato ed Erode. Solo Luca riferisce questa comparizione (Luca 23.6-12), avvenuta verso le 7:30 del venerdì mattina della Passione.

13 min Erode Antipa Gesù davanti ad Antipa Passione di Gesù comparizione silenzio di Gesù 17 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 23.6-12 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Quando Pilato udì questo, domandò se quell’uomo fosse Galileo.

E saputo ch’egli era della giurisdizione d’Erode, lo rimandò a Erode ch’era anch’egli a Gerusalemme in que’ giorni.

Erode, come vide Gesù, se ne rallegrò grandemente, perché da lungo tempo desiderava vederlo, avendo sentito parlar di lui; e sperava di vedergli fare qualche miracolo.

E gli rivolse molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla.

Or i capi sacerdoti e gli scribi stavan là, accusandolo con veemenza.

Ed Erode co’ suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò a Pilato.

E in quel giorno, Erode e Pilato divennero amici, perché per l’addietro arano stati in inimicizia fra loro.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La città di Gerusalemme, il palazzo di Antipa

Data: venerdì 1° aprile, la mattina presto

Metodo di lavoro: Seguiamo ora Luca

Nota sul metodo di lavoro: Luca è l’unico evangelista a riferire questa comparizione davanti ad Antipa

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Ponzio Pilato è riuscito a mandare il Messia Gesù da Erode Antipa per scaricarsi di questa faccenda.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_17 La comparizione davanti al avrebbe dovuto svolgersi dopo il sorgere del sole, alle 6:38. Ma non fu così, perché nel momento in cui il gallo canta il Maestro è, secondo la nostra interpretazione del testo di Luca, condotto da Pilato subito dopo la sentenza del , che ha quindi atteso il far del giorno per pronunciarla. Luca 22.66-71, Marco 15.1, Matteo 27.1-2.

_18 La prima comparizione davanti a Ponzio Pilato comincia verso le 6:45. Marco 15.1-5, Matteo 27.2-14, Luca 23.1-5, Giovanni 18.28-38.

_19 Collochiamo la comparizione davanti a Erode Antipa verso le 7:30. Luca 23.6-12.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Quando Pilato viene a sapere che il Messia Gesù è galileo, coglie subito l’occasione per scaricarsi di questa faccenda delicata. Lo manda dunque da Erode Antipa, tetrarca della Galilea, che si trova a Gerusalemme per la festa, alloggiato negli appartamenti reali costruiti un tempo da suo padre, Erode il Grande. Antipa, ambizioso, sperava un giorno di diventare re e approfittava delle grandi feste per affermare la propria presenza politica nella capitale.

È lo stesso Erode Antipa che aveva fatto uccidere Giovanni Battista (Marco 6.17-28). Da allora aveva sentito parlare di un altro profeta potente, il Messia Gesù, e certe voci gli avevano persino fatto credere che Giovanni potesse essere risorto in lui (Luca 9.7-9). Erode è affascinato dallo spettacolare. Ama i prodigi, i segni straordinari, le dimostrazioni di potenza. Spera dunque che il Messia Gesù compia un miracolo davanti a lui, come un divertimento regale.

Ma si sbaglia profondamente sulla natura del Figlio di Dio. Il Messia Gesù non è un operatore di prodigi venuto a soddisfare la curiosità dei potenti. È il Messia venuto a compiere il piano di salvezza del Padre (Giovanni 3.16-17). Per questo, di fronte alle numerose domande di Erode, Gesù non pronuncia una sola parola (Luca 23.9). Il suo silenzio è un giudizio. Rifiuta di stare al gioco di un sovrano superficiale, immorale e assassino.

L’incontro si interrompe dunque rapidamente. Erode, risentito per questo silenzio, in circostanze normali avrebbe fatto flagellare l’insolente. Ma non osa spingersi troppo oltre, perché Gesù gli è stato mandato da Pilato. Si accontenta quindi, insieme ai suoi soldati, di schernire Gesù, di rivestirlo di un manto splendido, forse una parodia del manto regale, e di rimandarlo a Pilato (Luca 23.11).

Eppure accade un fatto inatteso: Pilato ed Erode diventano amici quel giorno stesso (Luca 23.12). Fino ad allora erano in freddo, probabilmente a causa di tensioni politiche tra la Giudea e la Galilea. Ma il rinvio di Gesù da un tribunale all’altro crea un riavvicinamento. Ironia della sorte, è il Messia Gesù, silenzioso, umiliato, rifiutato, a diventare lo strumento involontario di questa riconciliazione.

Luca mette in scena un contrasto particolarmente forte.

Da un lato, Erode appare come un uomo frivolo e curioso, ma totalmente cieco sul piano spirituale, incapace di riconoscere in Gesù il vero Messia.

Dall’altro, Gesù resta silenzioso ma pienamente sovrano, e avanza volontariamente verso la croce senza lasciarsi impressionare dal potere umano.

Infine, Pilato ed Erode si ritrovano uniti, non da una preoccupazione di giustizia, ma dalla loro comune partecipazione al rifiuto del Figlio di Dio.

Nel cuore di questi giochi politici, il Messia Gesù resta il vero Re, colui il cui regno non è di questo mondo (Giovanni 18.36). Il suo silenzio davanti a Erode non è una debolezza, ma un’affermazione della sua missione: cammina verso la croce per compiere l’amore del Padre verso l’umanità (Giovanni 3.16-17).