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Ingresso trionfale a Gerusalemme

L’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, il 27 marzo del 33, avvenuto secondo la profezia di Zaccaria, è una dichiarazione messianica di pace. Questo evento, descritto nei quattro Vangeli, presenta Gesù non come un conquistatore ma come il Principe della pace. In risposta, la folla lo acclama, confermando la sua messianicità.

7 min Ingresso trionfale Gesù Gerusalemme Messia Profezia 7 versetti 6 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 21.6-11 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E i discepoli andarono e fecero come Gesù avea loro ordinato;

menarono l’asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli, e Gesù vi si pose a sedere.

E la maggior parte della folla stese i mantelli sulla via; e altri tagliavano de’ rami dagli alberi e li stendeano sulla via.

E le turbe che precedevano e quelle che seguivano, gridavano: Osanna al Figliuolo di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna ne’ luoghi altissimi!

Ed essendo egli entrato in Gerusalemme, tutta la città fu commossa e si diceva:

Chi è costui? E le turbe dicevano: Questi è Gesù, il profeta che è da Nazaret di Galilea.

Marco
Marco 11.4-11 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed essi andarono e trovarono un puledro legato ad una porta, fuori, sulla strada, e lo sciolsero.

Ed alcuni di coloro ch’eran lì presenti, dissero loro: Che fate, che sciogliete il puledro?

Ed essi risposero come Gesù aveva detto. E quelli li lasciaron fare.

Ed essi menarono il puledro a Gesù, e gettarono su quello i loro mantelli, ed egli vi montò sopra.

E molti stendevano i loro mantelli sulla via; ed altri, delle fronde che avean tagliate nei campi.

E coloro che andavano avanti e coloro che venivano dietro, gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!

Benedetto il regno che viene, il regno di Davide nostro padre! Osanna ne’ luoghi altissimi!

E Gesù entrò in Gerusalemme, nel tempio; e avendo riguardata ogni cosa attorno attorno, essendo già l’ora tarda, uscì per andare a Betania coi dodici.

Luca
Luca 19.35-40 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E lo menarono a Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero montar Gesù.

E mentre egli andava innanzi, stendevano i loro mantelli sulla via.

E com’era già presso la città, alla scesa del monte degli Ulivi, tutta la moltitudine dei discepoli cominciò con allegrezza a lodare Iddio a gran voce per tutte le opere potenti che aveano vedute,

dicendo: Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria ne’ luoghi altissimi!

E alcuni de’ Farisei di tra la folla gli dissero: Maestro, sgrida i tuoi discepoli!

Ed egli, rispondendo, disse: Io vi dico che se costoro si tacciono, le pietre grideranno.

Giovanni
Giovanni 12.12-19 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme,

prese de’ rami di palme, e uscì ad incontrarlo, e si mise a gridare: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il Re d’Israele!

E Gesù, trovato un asinello, vi montò su, secondo ch’è scritto:

Non temere, o figliuola di Sion! Ecco, il tuo Re viene, montato sopra un puledro d’asina!

Or i suoi discepoli non intesero da prima queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, allora si ricordarono che queste cose erano state scritte di lui, e che essi gliele aveano fatte.

La folla dunque che era con lui quando avea chiamato Lazzaro fuor dal sepolcro e l’avea risuscitato dai morti, ne rendea testimonianza.

E per questo la folla gli andò incontro, perché aveano udito ch’egli avea fatto quel miracolo.

Onde i Farisei dicevano fra loro: Vedete che non guadagnate nulla? Ecco, il mondo gli corre dietro!

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La città di Gerusalemme in Giudea

Data: domenica 27 marzo del 33

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Marco

Nota sul metodo di lavoro: Matteo e Luca, e perfino Giovanni, confermano il racconto di Marco

Mappa di Betania e Gerusalemme
Grafico a barre della domenica

Il Messia Gesù sta per entrare a Gerusalemme dalla porta meridionale, seduto sul dorso di un puledro.

La Porta Bella

Gerusalemme, Porta d’Oro

Commenti

La datazione di questo evento è semplice, poiché Giovanni 12.1 indica esplicitamente che avviene il giorno dopo il pasto. Così, se il pasto si è svolto sabato 26 marzo, l’evento si colloca domenica 27 marzo.

Assistiamo qui a una sorprendente messa in scena. Il Messia Gesù avrebbe potuto entrare a piedi a Gerusalemme, come aveva sempre fatto, ma sceglie di andarvi seduto su un puledro. Questo gesto non ha nulla di banale: rimanda a un’antica tradizione e soprattutto alla profezia di Zaccaria 9.9, che Matteo sottolinea. Il Messia Gesù non entra dunque come un conquistatore, ma come il Principe della pace. Le , familiari con le Scritture, non possono ignorare il legame tra questo evento e le acclamazioni tratte dal Salmi 118.1-29, che la folla riprende spontaneamente.

Tutti i discepoli sono presenti, raggiunti da pellegrini venuti per la Pasqua e da abitanti di Gerusalemme. Man mano che il Messia Gesù avanza, la folla cresce fino a formare una vera processione. I due discepoli inviati dal Maestro hanno trovato il puledro e, come precisa Matteo, anche sua madre, l’asina, esattamente come il Maestro aveva annunciato. Dopo aver spiegato ai proprietari che «il Signore ne ha bisogno», riportano gli animali. I discepoli stendono i loro mantelli sul puledro, e il Messia Gesù vi si siede per proseguire il cammino.

Avanzando verso la città, il Messia Gesù è circondato da una folla entusiasta. Molti stendono i loro mantelli davanti a lui, gesto riservato ai re, mentre altri agitano rami tagliati nei campi. Tutti acclamano il Figlio di Davide e benedicono colui che viene nel nome del Signore. Luca precisa che questa gioia collettiva si spiega con i numerosi miracoli di cui la folla era stata testimone. Alcuni chiedono al Messia Gesù di far tacere queste grida, ma egli risponde che, se gli uomini tacessero, griderebbero le pietre stesse. Sono dunque testimoni di questo evento!

Alla discesa del , l’entusiasmo raggiunge il culmine. Entrando a Gerusalemme, l’agitazione suscita domande: «Chi è quest’uomo?» La folla risponde che si tratta di Gesù, il profeta di Nazaret di Galilea. Matteo aggiunge che ciechi e zoppi vengono a lui ed egli li guarisce nel Tempio. La situazione è così intensa che potrebbe quasi condurre a una rivolta popolare; il Messia Gesù avrebbe potuto radunare la folla contro le autorità religiose, ma il disegno di Dio è tutt’altro.

Così, l’ingresso del Messia Gesù a Gerusalemme appare come un compimento pubblico delle profezie, una chiara proclamazione messianica, ma anche un atto di profonda umiltà. Il Re promesso entra nella sua città non per prendere il potere con la forza, ma per compiere il piano di Dio nella pace e nell’obbedienza.

Questa scena resterà inevitabilmente impressa nella memoria: che differenza con ciò che accadrà fra quattro giorni!