_7 Il Messia Gesù e i discepoli partono per il monte degli Ulivi tra la mezzanotte e le 2:30, prima dell’alba del venerdì. Il giovane Marco li segue (Marco 14.26, Marco 14.32-42, Matteo 26.30,Matteo 26.36-46, Luca 22.39-46, Giovanni 18.1).
_8 Si fermano ai piedi del , nel giardino del Getsemani (Matteo 26.36, Marco 14.32).
Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.
Commento:
Il Messia Gesù si rivolge ai suoi discepoli dopo la cena pasquale e annuncia loro che quella notte tutti si scandalizzeranno a causa sua (Matteo 26.31). Cita il profeta Zaccaria, ricordando che il pastore sarà percosso e le pecore del gregge saranno disperse (Zaccaria 13.7).
Tuttavia, rassicura subito i suoi discepoli affermando che, dopo la sua risurrezione, li precederà in Galilea (Matteo 26.32). Pietro, animato da zelo e da un profondo attaccamento, reagisce con forza: afferma che, anche se tutti lo abbandonassero, lui non lo farà mai (Marco 14.29).
Il Messia Gesù, conoscendo la debolezza umana e la pressione dell’ora che si avvicina, gli risponde con una precisione dolorosa:
Pietro insiste ancora, dichiarando di essere pronto a morire con lui piuttosto che rinnegarlo (Matteo 26.35), e gli altri discepoli condividono la stessa apparente determinazione.
Luca offre uno sguardo più intimo su questo scambio. Il Messia Gesù si rivolge direttamente a Simone e gli rivela che Satana ha chiesto di vagliarli tutti come il grano (Luca 22.31). Ma il Signore aggiunge di aver pregato per Pietro, perché la sua fede non venga meno, e che, una volta ravveduto, confermi i suoi fratelli (Luca 22.32). Queste parole mostrano al tempo stesso la tenerezza del Maestro e la sua prescienza, poiché non condanna Pietro, ma lo prepara alla sua caduta e alla sua futura restaurazione (Giovanni 21.15-17).
Giovanni, da parte sua, riporta questo dialogo con una sfumatura diversa: Pietro chiede al Messia Gesù dove stia andando; il Maestro gli risponde che ora non può seguirlo, ma lo farà più tardi (Giovanni 13.36). Pietro replica con fervore di essere pronto a dare la vita per lui, e Gesù gli annuncia allora:
Questa dichiarazione segna il confine tra l’entusiasmo sincero e la realtà della debolezza umana.
I quattro evangelisti riportano ciascuno dettagli distinti ma complementari; i loro scritti, pur sintetici, si completano a vicenda, ed è dalla sintesi dei loro racconti che emerge la piena verità.
Questi racconti incrociati rivelano un momento di rara intensità spirituale: nel cuore della fedeltà proclamata da Pietro, Gesù annuncia il tradimento più amaro, non per umiliarlo, ma per prepararlo a una fede più solida. Alla luce della croce e della risurrezione, questo rinnegamento diventa una testimonianza della grazia: la caduta non è la fine, ma il punto di partenza di un discepolo trasformato.
Giovanni aggiunge ora 6 punti di insegnamento che si succederanno. Sono anche gli addii del Maestro ai suoi discepoli.
1- Il Messia Gesù è la via che conduce al cielo.
2- Annuncia la venuta dello Spirito Santo.
3- Si paragona alla vite.
4- Dà avvertimenti riguardo alle future persecuzioni.
5- Conforta i suoi discepoli.
6- Termina con una preghiera, come un addio.
Giovanni si preoccupa di riportare fedelmente le ultime istruzioni del Messia Gesù e le colloca appena prima del suo arresto. Secondo le nostre analisi, il gruppo è già arrivato sul . Inseriremo dunque questi sei elementi nella nostra sinossi per proporne un commento dettagliato.
Questo passo mette ancora una volta in luce l’importanza e la ricchezza degli scritti di Giovanni. La sua profonda conoscenza degli altri vangeli gli permette di completarne armoniosamente il contenuto, offrendo una visione più precisa degli avvenimenti.
Le ultime parole di un uomo rivestono sempre un’intensità particolare. In questo testo ci troviamo in presenza degli ultimi insegnamenti del Maestro, improntati a una profondità e a una solennità uniche.