PER071

Gesù, il Messia, afferma la propria uguaglianza con il Padre

L'articolo analizza la proclamazione di Gesù della propria uguaglianza con Dio, a partire dalla guarigione di un infermo, sottolineando l'impatto delle sue affermazioni teologiche a Gerusalemme durante la Pasqua.

3 min Gesù Messia Uguaglianza Festa di Pasqua Gerusalemme 2 versetti 1 libro

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 5.17-30 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Gesù rispose loro: Il Padre mio opera fino ad ora, ed anche io opero.

Perciò dunque i Giudei più che mai cercavan d’ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

Gesù quindi rispose e disse loro: In verità, in verità io vi dico che il Figliuolo non può da se stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa similmente.

Poiché il Padre ama il Figliuolo, e gli mostra tutto quello che Egli fa; e gli mostrerà delle opere maggiori di queste, affinché ne restiate maravigliati.

Difatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figliuolo vivifica chi vuole.

Oltre a ciò, il Padre non giudica alcuno, ma ha dato tutto il giudicio al Figliuolo,

affinché tutti onorino il Figliuolo come onorano il Padre. Chi non onora il Figliuolo non onora il Padre che l’ha mandato.

In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

In verità, in verità io vi dico: L’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figliuol di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno.

Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figliuolo d’aver vita in se stesso;

e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figliuol dell’uomo.

Non vi maravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che sono nei sepolcri, udranno la sua voce e ne verranno fuori:

quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; e quelli che hanno operato male, in risurrezion di giudicio.

Io non posso far nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudicio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato.

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: La città di Gerusalemme in Giudea

Data: Il del 29 marzo 31

Metodo di lavoro: Continuiamo con Giovanni

Nota sul metodo: Solo Giovanni menziona questa festa

La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda

Le affermazioni di Gesù, che rivendica l'uguaglianza con il Padre, cioè , non possono che suscitare l'ostilità dei suoi detrattori.

Gesù, il Messia, afferma la propria uguaglianza con il Padre

Gesù, il Messia, afferma la propria uguaglianza con il Padre

Commenti

Proseguiamo l'analisi di Giovanni: non si tratta soltanto della descrizione di un altro miracolo. La guarigione di quest'uomo, infermo da trentotto anni, passa in secondo piano davanti a una dimostrazione fondamentale per l'autore. Gesù lo incontrerà nuovamente poco dopo (Giovanni 5.14), probabilmente nel cortile del Tempio.

Arriviamo dunque alla conclusione di Giovanni: Gesù si pone sullo stesso piano di Dio e si proclama Figlio di Dio. Per un ebreo, Dio non può avere un figlio; questa relazione padre-figlio è quindi percepita come bestemmia.

Il ragionamento di Giovanni emerge progressivamente. Gesù non potrebbe compiere tutti questi miracoli se non fosse anche Dio. Giovanni cita direttamente il Maestro, che stabilisce un legame fra Dio Padre e se stesso, Dio Figlio.

Gesù afferma quindi che la potenza manifestata gli viene direttamente da Dio, che lo ha mandato nel mondo. Dopo questa dichiarazione, i religiosi e tutti gli ascoltatori devono scegliere: sono con il Figlio di Dio o contro di lui? Ma poiché il Figlio è anche Dio, significa chiedere se sono con Dio o contro Dio.