PER370

Prima apparizione del Messia Gesù a Maria di Magdala

La pericope PER370 analizza la prima apparizione di Cristo risorto a Maria di Magdala, la domenica 3 aprile dell’anno 33 al mattino, presso la tomba a Gerusalemme. Riferita principalmente da Giovanni (Gv 20,11-18) e confermata da Marco (Mc 16,9), questo incontro rivela l’iniziale ignoranza di Maria riguardo alla risurrezione, il suo equivoco nel prendere Gesù per un giardiniere e la natura particolare delle apparizioni pasquali. L’articolo adotta un rigoroso metodo sinottico confrontando i vangeli.

34 min risurrezione Maria di Magdala apparizione tomba Gesù risorto 51 versetti 6 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco 16.9-11 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale avea cacciato sette demoni.

Costei andò ad annunziarlo a coloro ch’eran stati con lui, i quali facean cordoglio e piangevano.

Ed essi, udito ch’egli viveva ed era stato veduto da lei, non lo credettero.

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 20.12-18 (Riveduta 1927 (Luzzi))

ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, là dov’era giaciuto il corpo di Gesù.

Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella disse loro: Perché han tolto il mio Signore, e non so dove l’abbiano posto.

Detto questo, si voltò indietro, e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che era Gesù.

Gesù le disse: Donna, perché piangi? Chi cerchi? Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai posto, e io lo prenderò.

Gesù le disse: Maria! Ella, rivoltasi, gli disse in ebraico: Rabbunì! che vuol dire: Maestro!

Gesù le disse: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, all’Iddio mio e Iddio vostro.

Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che avea veduto il Signore, e ch’egli le avea dette queste cose.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La tomba vicino al monte Golgota a Gerusalemme

Data: domenica 3 aprile, al mattino

Metodo: Passiamo a Giovanni

Nota sul metodo: Marco conferma quanto dice Giovanni

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre della domenica

I Vangeli di Giovanni e di Marco riferiscono che Maria di Magdala fu la prima persona alla quale Gesù risorto si manifestò.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_29 Resta da trattare un ultimo piccolo punto: il Messia Gesù aveva parlato di risurrezione, quindi è più prudente mettere delle guardie davanti al sepolcro. È la richiesta rivolta a Pilato nello stesso giorno del ; nulla ferma questi fervidi religiosi. Matteo 27.62-66.

_30 La risurrezione avviene la domenica mattina all'alba. Abbiamo dunque i 3 giorni e le 3 notti secondo il computo inclusivo ebraico. Matteo 28.2-4 ; Marco 16.2-4 ; Luca 24.1-3. Teniamo conto della notte in pieno mezzogiorno.

_31 Ora vengono le varie apparizioni del Messia Gesù, vivente, a partire da domenica 3 aprile dell'anno 33, di buon mattino. Giovanni 20.11-18 ; Matteo 28.8-10 ; Marco 16.8 ; Giovanni 20.24-34 ; Marco 16.13-14 ; Luca 24.13-35 ; Marco 16.14 ; Luca 24.36-49 ; Giovanni 20.26-31 ; Giovanni 21.1-14.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

1- La prima apparizione del Risorto

L’evangelista Marco afferma che la prima persona alla quale Cristo risorto si manifestò fu Maria di Magdala (Marco 16.9). Il suo racconto resta tuttavia molto conciso e non fornisce alcun dettaglio sulle circostanze di questo incontro. È principalmente il Vangelo secondo Giovanni a riferire, in modo più sviluppato e più personale, questo evento eccezionale (Giovanni 20.11-18).

Questa prima apparizione riveste un’importanza particolare nei racconti della risurrezione, poiché pone in primo piano una discepola rimasta fedele fino alla fine, mentre la maggior parte degli apostoli si trova ancora nel timore e nell’incertezza (Giovanni 20.19).

2- La persistente ignoranza di Maria di Magdala

L’insieme del racconto giovanneo costituisce un ulteriore argomento a favore dell’ipotesi secondo cui Maria di Magdala ignorava ancora la risurrezione quando tornò alla tomba.

Il suo dialogo con i due angeli mostra che rimane persuasa che il corpo di Gesù sia stato spostato: «Hanno portato via il mio Signore, e non so dove l’abbiano posto» (Giovanni 20.13). Se avesse già udito l’annuncio rivolto alle altre donne: «Non è qui, è risorto» (Matteo 28.6; Luca 24.6), una simile reazione sarebbe più difficile da spiegare.

Questa osservazione concorda con il racconto di Giovanni, che indica che, dopo aver avvertito Pietro e il discepolo amato, Maria tornò alla tomba quando questi erano già ripartiti (Giovanni 20.2-10).

3- Il Risorto preso per il giardiniere

Giovanni riferisce che, dopo il colloquio con gli angeli, Maria si volta e scorge Gesù, senza però riconoscerlo subito. Lo prende per il giardiniere del luogo (Giovanni 20.14-15).

Questo equivoco è particolarmente significativo. Suggerisce che né gli angeli né il Signore risorto si presentino con un aspetto spettacolare o terrificante. Maria si rivolge a loro con semplicità e naturalezza.

Questa difficoltà a riconoscere Gesù si ritrova in altri racconti. I discepoli di Emmaus camminano a lungo con lui senza discernere la sua identità (Luca 24.13-16), mentre i discepoli riuniti sulle rive del non lo riconoscono subito (Giovanni 21.4-7). Queste diverse scene mostrano che le apparizioni del Risorto hanno un carattere particolare che supera l’ordinaria esperienza umana (1 Corinzi 15.42-49).

4- Un affetto più forte di ogni speranza di risurrezione

Persuasa di avere a che fare con il custode del giardino, Maria gli chiede dove sia stato portato il corpo per poterlo riprendere lei stessa (Giovanni 20.15).

Questa richiesta testimonia il suo profondo attaccamento al Maestro. La sua unica preoccupazione è ancora ritrovare colui che continua a chiamare «mio Signore» (Giovanni 20.13). Nulla nelle sue parole lascia supporre che si aspetti una risurrezione imminente.

Questo atteggiamento conferma ancora una volta che i primi testimoni non si aspettavano affatto l’evento che aveva appena compiuto i ripetuti annunci di Gesù (Matteo 16.21; Marco 8.31; Luca 18.31-34).

5- La chiamata personale del Buon Pastore

La svolta del racconto avviene quando Gesù la chiama personalmente: «Maria!» (Giovanni 20.16). Ella riconosce allora all’istante il suo Signore e gli risponde: «Rabbunì!», cioè «Maestro» (Giovanni 20.16).

Questo riconoscimento sembra poggiare meno sulla semplice percezione visiva che sulla voce familiare di colui che aveva seguito per diversi anni. La scena richiama naturalmente le parole del Buon Pastore: «Chiama le sue pecore per nome» (Giovanni 10.3) e «Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono» (Giovanni 10.27).

Il legame tra questi due passi costituisce una delle più belle corrispondenze teologiche proprie del Vangelo secondo Giovanni.

6- Perché Maria non riconosce subito Gesù?

Diversi fattori possono contribuire a spiegare la difficoltà iniziale di Maria nel riconoscere il suo Signore. Giovanni sottolinea anzitutto che piange abbondantemente (Giovanni 20.11). La debole luce dell’alba, la posizione del sole, come pure lo sconvolgimento emotivo provocato dai recenti avvenimenti possono aver avuto anch’essi un ruolo.

A ciò si aggiunge il carattere particolare del corpo glorificato del Risorto. Anche i discepoli di Emmaus riconoscono Gesù solo nel momento dello spezzare il pane (Luca 24.30-31), mentre gli apostoli riuniti nel cenacolo pensano dapprima di vedere uno spirito (Luca 24.37).

Questi diversi racconti mostrano che le apparizioni di Cristo risorto appartengono già all’ordine della gloria futura annunciata dall’apostolo Paolo (1 Corinzi 15.42-49; Filippesi 3.20-21).

7- La prima messaggera della risurrezione

Giovanni non riferisce alcuna reazione di terrore o di stupore in Maria. Appena riconosce Gesù, il rapporto di fiducia e di affetto che la univa al suo Maestro riprende naturalmente il suo posto.

Il Signore le affida allora una missione particolare: annunciare ai discepoli che sale al Padre suo e Padre loro, al Dio suo e Dio loro (Giovanni 20.17). Maria di Magdala diventa così la prima messaggera della risurrezione: «Maria di Magdala andò ad annunciare ai discepoli di aver visto il Signore» (Giovanni 20.18).

Anche Marco riassume questa missione ricordando che Gesù apparve per primo a Maria di Magdala (Marco 16.9-10).

8- La testimonianza di una donna nel contesto del I secolo

Questa missione riveste un’importanza particolare nel contesto del giudaismo del I secolo, dove la testimonianza delle donne non possedeva in genere lo stesso valore giuridico di quella degli uomini.

È dunque notevole che Dio abbia scelto proprio una donna per divenire la prima annunciatrice della risurrezione. Questa scelta manifesta che i criteri divini differiscono spesso da quelli degli uomini (1 Samuele 16.7) e richiama la parola di Paolo: «Dio ha scelto le cose deboli del mondo per confondere le forti» (1 Corinzi 1.27-29).

9- Un ricordo personale accuratamente conservato

La notevole precisione dei dettagli riferiti da Giovanni lascia pensare che provengano, direttamente o indirettamente, dalla testimonianza della stessa Maria.

In effetti, nessun altro testimone umano sembra aver assistito a questo colloquio privato tra il Risorto e questa discepola. Le parole scambiate, le emozioni espresse e lo svolgimento del racconto portano i segni di un ricordo personale accuratamente conservato e trasmesso in seno alla Chiesa primitiva (Luca 1.1-4).

Pur non potendolo dimostrare con certezza, non è impossibile che Giovanni abbia volutamente preservato questa testimonianza per onorare la memoria di questa donna fedele.

10- Un modello di fedeltà e di perseveranza

Il contrasto con gli apostoli appare particolarmente impressionante. Mentre questi restano chiusi in casa per timore delle (Giovanni 20.19) e accolgono con incredulità i primi annunci della risurrezione (Luca 24.11), Maria di Magdala dà prova di una fedeltà straordinaria.

La sua perseveranza la porta a restare presso la tomba mentre Pietro e Giovanni sono già ripartiti (Giovanni 20.10-11). È in questa solitudine e in questa incomprensione che riceve l’unico privilegio di essere la prima testimone di Cristo risorto (Giovanni 20.14-18).

Così Maria di Magdala appare non soltanto come la prima testimone della risurrezione, ma anche come una delle figure più accattivanti dei racconti pasquali. Il suo esempio illustra la fedeltà di una discepola che, venuta a cercare un morto, incontra infine il suo Signore vivo.