PER345

La liberazione di un prigioniero

Durante il processo di Gesù davanti a Ponzio Pilato, il governatore romano cerca di sfruttare l’usanza pasquale della liberazione di un prigioniero per evitare di condannare Gesù. Propone alla folla di scegliere tra Gesù e Barabba, criminale famigerato, persuaso che il popolo farà la scelta giusta. L’intervento di sua moglie rafforza le sue esitazioni. Questa scena, attestata da tutti e quattro i vangeli, illustra la manipolazione delle autorità religiose e prefigura teologicamente la sostituzione redentrice.

10 min Barabba Ponzio Pilato liberazione del prigioniero usanza pasquale Passione di Gesù 16 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 27.15-19 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or ogni festa di Pasqua il governatore soleva liberare alla folla un carcerato, qualunque ella volesse.

Avevano allora un carcerato famigerato di nome Barabba.

Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: Chi volete che vi liberi, Barabba, o Gesù detto Cristo?

Poiché egli sapeva che glielo aveano consegnato per invidia.

Or mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno a cagion di lui.

Marco
Marco 15.6-12 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or ogni festa di pasqua ei liberava loro un carcerato, qualunque chiedessero.

C’era allora in prigione un tale chiamato Barabba, insieme a de’ sediziosi, i quali, nella sedizione, avean commesso omicidio.

E la moltitudine, venuta su, cominciò a domandare ch’e’ facesse come sempre avea lor fatto.

E Pilato rispose loro: Volete ch’io vi liberi il Re de’ Giudei?

Poiché capiva bene che i capi sacerdoti glielo aveano consegnato per invidia.

Ma i capi sacerdoti incitarono la moltitudine a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba.

E Pilato, daccapo replicando, diceva loro: Che volete dunque ch’io faccia di colui che voi chiamate il Re de’ Giudei?

Luca
Luca 23.17-22 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or egli era in obbligo di liberar loro un carcerato in occasion della festa.

Ma essi gridarono tutti insieme: Fa’ morir costui, e liberaci Barabba!

(Barabba era stato messo in prigione a motivo di una sedizione avvenuta in città e di un omicidio).

E Pilato da capo parlò loro, desiderando liberar Gesù;

ma essi gridavano: Crocifiggilo, crocifiggilo!

E per la terza volta egli disse loro: Ma che male ha egli fatto? Io non ho trovato nulla in lui, che meriti la morte. Io dunque, dopo averlo castigato, lo libererò.

Giovanni
Giovanni 18.39 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ma voi avete l’usanza ch’io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il Re de’ Giudei?

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La città di Gerusalemme, il pretorio davanti al palazzo di Pilato

Data: venerdì 1° aprile, la mattina presto

Metodo di lavoro: Seguiamo ora Luca

Nota sul metodo di lavoro: Matteo, Marco e Giovanni riprendono queste informazioni

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Ponzio Pilato cerca un modo per evitare la condanna a morte di Gesù.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_20 Il ritorno da Ponzio Pilato avviene verso le 8. Marco 15.6-19; Matteo 27.15-30; Luca 23.13-25; Giovanni 18.39-40; Giovanni 19.1-16.

_21 La folla, radunata davanti al palazzo di Ponzio Pilato, esige la crocifissione. Matteo 27.22 ; Marco 14.11-15 ; Luca 23.23 ; Giovanni 19.15.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Pilato si sente sempre più manipolato da Caifa e dai capi religiosi. Contrariato, non può tuttavia lasciar trasparire la sua collera davanti alla folla, ma non ha ancora detto l’ultima parola. Conoscendo l’usanza che permetteva, durante la festa di Pasqua, di liberare un prigioniero, vi vede un’occasione per uscire da questa impasse (Matteo 27.15).

Ai suoi occhi, la folla non potrebbe ragionevolmente preferire la liberazione di un uomo come Barabba, noto per i suoi crimini, a quella di Gesù (Marco 15.7). Pensa così di ottenere la liberazione di Gesù e di chiudere rapidamente la questione. L’intervento di sua moglie, che lo esorta a non avere nulla a che fare con quel giusto, rafforza ancora la sua esitazione (Matteo 27.19).

La scelta proposta da Pilato appare allora come una risposta abile alla pressione esercitata dai membri del : chi accetterebbe di scambiare un prigioniero ritenuto insignificante con un uomo pericoloso? Persuaso dell’esito, pensa ancora di poter prevalere.