I racconti dei tre evangelisti sono simili riguardo al periodo di tentazione di Gesù, il Messia. Secondo Marco, durò quaranta giorni. Aggiungendo i tempi di spostamento e una giornata di ripresa, durante la quale gli angeli servono Gesù, arriviamo a un periodo che va dal 7 ottobre al 20 novembre dell’anno 29.
Tutti gli autori sottolineano l’astinenza di Gesù dal cibo durante questo periodo, il che è plausibile, poiché la privazione d’acqua per un tempo così lungo sarebbe fisicamente insopportabile per un essere umano.
Questi quaranta giorni richiamano i quarant’anni di peregrinazione del popolo ebraico nel deserto. Ciò non significa però che l’evento sia puramente simbolico. Matteo menziona esplicitamente «quaranta notti», affermando la presenza fisica di Gesù nel deserto della Giudea e mostrando così che il simbolismo non esclude la realtà storica.
Sul dialogo tra il Tentatore e Gesù vengono forniti pochi dettagli. Se la presenza fisica di Gesù è certa, la natura dell’apparizione del Diavolo resta sconosciuta. Si suppone che il Tentatore influenzasse i pensieri di Gesù, provocando questo dialogo.
Le tre tentazioni descritte sono identiche nei racconti, anche se Luca inverte l’ordine delle ultime due. Matteo, rivolgendosi a un pubblico ebraico, conclude con l’adorazione esclusiva di Dio, mentre Luca, rivolgendosi ai gentili, termina con l’istigazione al suicidio, che avrebbe posto fine alla salvezza dell’umanità.
Secondo queste deduzioni, Gesù si trovava a Gerusalemme per la festa di (Capanne) il 9 ottobre 29 e iniziò il digiuno il giorno dopo. È probabile che Giovanni il Battista e i suoi discepoli non lo accompagnassero.
Per ragioni economiche, non tutti gli ebrei potevano partecipare ai tre pellegrinaggi annuali e spesso davano priorità a Pesach. Sembra che Gesù abbia intrapreso questo viaggio da solo, mentre Giovanni e i suoi discepoli celebravano la festa a Betania al di là del Giordano.
Dopo la festa, Gesù si dirige verso il deserto della Giudea, vicino a Gerusalemme, ed entra in un periodo di digiuno e tentazione. Il confronto con la tentazione di Eva nel giardino dell’Eden è notevole e rivela tre punti in comune:
Il diavolo richiama il bisogno di cibo (Genesi 3.1-3 e Matteo 4.3 oppure Luca 4.3).
Il diavolo propone un vantaggio personale (Genesi 3.4-5 e Matteo 4.6 oppure Luca 4.9).
Il diavolo propone potere o gloria (Genesi 3.5 e Matteo 4.8-9 oppure Luca 4.5-7).
Questa somiglianza evidenzia l’impronta di Satana (1 Giovanni 2.16), che distorce la Parola di Dio (Genesi 3.4 e Matteo 4.6 oppure Luca 4.9).
Dopo quarantaquattro giorni, Gesù raggiunge la Galilea e incontra un quinto discepolo.