Luca riporta ora tre eventi che si susseguono in modo naturale. Anzitutto, Pietro e Giovanni rendono conto della loro comparizione davanti al ; poi l'insieme dei credenti presenti eleva una preghiera a Dio; infine, l'assemblea fa l'esperienza di una nuova azione dello Spirito Santo (Atti 4.23-31).
È verosimile che i fratelli e le sorelle riuniti fossero già al corrente dell'arresto di Pietro e di Giovanni. La comparizione davanti al poteva far temere sanzioni severe, tanto più che queste stesse autorità avevano ottenuto la condanna del Messia Gesù qualche settimana prima (Luca 22.66-71 ; Giovanni 19.15-16). La liberazione inattesa dei due apostoli non poteva dunque che suscitare stupore e riconoscenza.
Pietro e Giovanni riferiscono allora all'assemblea «tutto quello che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano detto loro» (Atti 4.23). La loro testimonianza costituisce una nuova illustrazione dell'assistenza dello Spirito Santo promessa da Gesù ai suoi discepoli quando sarebbero stati condotti davanti alle autorità (Matteo 10.19-20 ; Luca 12.11-12). I membri del , pur guidati da Anna e Caifa, non hanno potuto né contestare la né confutare gli argomenti degli apostoli (Atti 4.14).
Per i primi credenti, questa liberazione manifesta che la potenza divina che accompagnava il ministero del Signore continua ormai ad agire in seno alla sua Chiesa. Conferma inoltre che la morte di Gesù non fu la conseguenza di una sconfitta, ma rientrava nel disegno sovrano di Dio per la salvezza degli uomini (Marco 10.45 ; Atti 2.23 ; Atti 4.27-28).
2- Una comunità unita nella preghiera
Ascoltando la testimonianza di Pietro e di Giovanni, l'assemblea reagisce spontaneamente con la preghiera. Luca sottolinea che tutti «alzarono la voce a Dio con un solo animo» (Atti 4.24). Questa unità nella preghiera ricorda quella che già caratterizzava i discepoli prima della Pentecoste (Atti 1.14) e che resta uno dei contrassegni della giovane Chiesa (Atti 2.42).
Il testo riportato da Luca non costituisce probabilmente una formula recitata all'unisono, ma piuttosto un riassunto fedele del contenuto essenziale di questa preghiera comunitaria. L'evangelista non descrive lo svolgimento preciso di questi momenti di comunione, ma appare chiaramente che i credenti esprimono insieme i loro ringraziamenti e le loro suppliche davanti a Dio.
3- Una preghiera fondata sulla sovranità di Dio
La preghiera inizia con un'affermazione della sovranità divina: Dio è il Creatore del cielo, della terra e del mare (Atti 4.24). Gli eventi recenti non sono interpretati come semplici circostanze umane; sono ricollocati nel quadro più vasto del piano divino rivelato nelle Scritture.
I credenti citano così il Salmi 2.1-2, che applicano alle opposizioni incontrate da Gesù e a quelle a cui sono essi stessi confrontati (Atti 4.25-28). La crocifissione di Cristo e l'ostilità delle autorità non sono dunque considerate come fallimenti, ma come eventi che Dio aveva sovranamente permesso.
4- Una richiesta notevole
È particolarmente notevole che i discepoli non chiedano né la scomparsa dei loro avversari, né la fine delle persecuzioni, né tantomeno la propria sicurezza. La loro unica richiesta consiste nel ricevere la sicurezza necessaria per continuare ad annunciare fedelmente la parola di Dio (Atti 4.29).
Chiedono inoltre che Dio continui a confermare il messaggio del Vangelo con guarigioni, miracoli e prodigi compiuti nel nome di Gesù (Atti 4.30).
La loro preoccupazione principale non è dunque la propria incolumità personale, ma il progresso dell'opera di Dio.
5- Una nuova azione dello Spirito Santo
I credenti non cercano un'esperienza straordinaria fine a se stessa. Il loro desiderio è anzitutto di restare testimoni fedeli di Cristo e di compiere la missione affidata da Gesù (Atti 1.8). Consapevoli della propria debolezza di fronte all'opposizione crescente, ripongono la loro fiducia nell'assistenza divina.
La risposta di Dio non si fa attendere. Luca riporta che «il luogo in cui erano radunati tremò» (Atti 4.31), segno visibile della presenza e dell'approvazione divine che ricorda alcune manifestazioni dell'Antico Testamento (Esodo 19.18 ; Isaia 6.4).
L'evangelista aggiunge poi: «Tutti furono pieni di Spirito Santo» (Atti 4.31). Non si tratta di una nuova Pentecoste, poiché questi credenti avevano già ricevuto lo Spirito (Atti 2.1-4). Luca descrive piuttosto un'azione rinnovata dello Spirito Santo che concede ai discepoli la forza necessaria per proseguire la loro missione.
A differenza degli eventi della Pentecoste, non è menzionato alcun fenomeno paragonabile al parlare in lingue. La manifestazione essenziale di questa nuova pienezza appare nelle sue conseguenze: «annunciavano la parola di Dio con franchezza» (Atti 4.31). Il coraggio e la libertà di parola costituiscono così la risposta diretta alla preghiera formulata pochi istanti prima.
6- Una Chiesa trasformata dallo Spirito
Infine, Luca precisa che questa grazia non riguarda soltanto Pietro e Giovanni. Tutti coloro che erano riuniti partecipano a quest'opera dello Spirito Santo. Fin dai primi giorni della sua esistenza, la Chiesa appare così come una comunità unita nella preghiera, sostenuta dalla potenza divina e interamente consacrata alla proclamazione del Vangelo nonostante le opposizioni del mondo.
Qualche settimana prima, i discepoli erano dispersi e impauriti al momento dell'arresto di Gesù (Marco 14.50). Ora, sotto l'azione dello Spirito Santo, affrontano con sicurezza le stesse autorità che avevano condannato il loro Maestro.
Questa notevole trasformazione costituisce uno dei temi principali dei primi capitoli del libro degli Atti e prepara il lettore al rapido sviluppo della Chiesa nonostante le opposizioni crescenti.
La
Una