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La data esatta del decreto

Lo studio esplora la cronologia della vita di Gesù attraverso la profezia di Daniele. Individua nel decreto di Artaserse un punto di partenza fondamentale e affronta le difficoltà legate alla precisione delle date antiche, mettendo in luce l’anno 458 a.C. L’articolo sostiene che questa ricerca si radica in una volontà divina, orchestrata da Dio.

16 min Daniele Esdra decreto Artaserse cronologia 14 versetti 7 libri

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Introduzione

Questo studio costituisce uno degli elementi della nostra ricerca dedicata a stabilire una cronologia della vita del Messia Gesù a partire dalla profezia delle settanta settimane di Daniele (Daniele 9.24-27). Va compreso in relazione con gli altri studi di questa serie, ciascuno dei quali apporta dati complementari storici, calendariali e biblici. L’insieme di questi lavori forma un’analisi coerente, volta a ricostruire, con la maggiore precisione possibile, la successione degli avvenimenti riferiti nei Vangeli.

Lo studio cronologico delle profezie bibliche, e in particolare di quelle di Daniele ed Esdra, occupa un posto centrale nella comprensione della storia della salvezza. Il profeta Daniele annuncia infatti che «settanta settimane sono state fissate» sul popolo e sulla città santa (Daniele 9.24), un periodo di 490 anni che conduce fino alla venuta e alla soppressione del Messia (Daniele 9.26).

Identificare il punto di partenza esatto di questo computo profetico è dunque essenziale per ogni serio tentativo di ricostruzione cronologica della vita di Gesù Cristo. Tra le diverse ipotesi proposte, il decreto attribuito al re Artaserse, riferito in Esdra 7.8-9, appare come uno dei candidati più plausibili per segnare l’inizio delle settanta settimane.

Il presente studio si propone di esaminare con precisione i dati testuali, storici e calendariali legati a questo episodio. Cerca di determinare la data esatta del 1° nisan del settimo anno di Artaserse, data in cui Esdra lasciò Babilonia dopo aver ricevuto l’autorizzazione regale. Questo approccio esige di tenere conto dei vincoli del calendario ebraico antico, dei limiti delle ricostruzioni astronomiche moderne e delle sfumature storiche del regno dei sovrani persiani.

Proseguiamo questa analisi con la convinzione espressa dalla Scrittura che Dio dirige il corso della storia e stabilisce i tempi secondo il suo disegno:

Daniele 2.21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Egli muta i tempi e le stagioni; depone i re e li stabilisce, dà la sapienza ai savi, e la scienza a quelli che hanno intelletto.

È in questa prospettiva che consideriamo gli avvenimenti riferiti da Esdra e Daniele: non come semplici dati storici, ma come elementi di un piano divino minuziosamente ordinato, le cui date portano il segno di un’intenzione sovrana.

I. Le fonti storiche e il quadro cronologico

Il libro di Esdra riferisce che Esdra il sacerdote ricevette dal re Artaserse l’autorizzazione ufficiale a tornare a Gerusalemme e a insegnarvi la Legge di Dio:

Esdra 7.8-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Esdra giunse a Gerusalemme il quinto mese, nel settimo anno del re.Infatti, avea fissata la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese, e arrivò a Gerusalemme il primo giorno del quinto mese, assistito dalla benefica mano del suo Dio.

I documenti persiani e la prassi amministrativa confermano che gli anni di regno si contavano a partire dal 1° nisan, data del Capodanno ufficiale. Essendo salito al trono Artaserse nel 465 a.C., il suo settimo anno corrisponde al 458 a.C. nel calendario giuliano.

Esdra indica:

Esdra 7.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Infatti, avea fissata la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese, e arrivò a Gerusalemme il primo giorno del quinto mese, assistito dalla benefica mano del suo Dio.

Questo giorno segnava dunque insieme il decreto regale (la promulgazione) e la partenza di Esdra, sottolineando il legame tra decisione ed esecuzione.

II. Il decreto e la preparazione della partenza

Una spedizione di tale portata richiede una considerevole preparazione logistica. Ciò solleva la domanda: il 1° nisan dell’anno 458 a.C. segna l’inizio del viaggio o quello del decreto regale? Esdra precisa infatti di aver lasciato Babilonia il primo giorno del primo mese.

Il testo di Esdra indica che la partenza avvenne il 1° nisan, ma non precisa esplicitamente la data di promulgazione del decreto. Tuttavia, l’organizzazione di una spedizione che coinvolgeva diverse migliaia di persone presuppone una preparazione preliminare importante.

È dunque plausibile che l’autorizzazione regale sia stata concessa prima di tale data, in forma verbale, e che il decreto ufficiale sia stato redatto e consegnato al momento della partenza. In questa prospettiva, il 1° nisan può essere considerato, da un punto di vista funzionale, la data effettiva del decreto, nella misura in cui questo diventa operativo a partire da quel momento.

Questa interpretazione, per quanto plausibile, va considerata un’ipotesi ragionevole piuttosto che una certezza documentaria.

III. Analisi astronomica e conversione delle date

Tenendo conto delle corrispondenze tra il calendario ebraico antico e i calendari civili, i calcoli astronomici collocano il 1° nisan dell’anno 458 a.C. intorno all’inizio del mese di marzo, cioè approssimativamente il 4 marzo -458 nel calendario gregoriano prolettico (o intorno al 6 marzo nel calendario giuliano).

Questa stima si basa sul momento della luna nuova astronomica, corretto in funzione del tempo necessario per l’effettiva osservazione della prima falce visibile, elemento determinante per fissare l’inizio del mese (Genesi 1.5).

Tuttavia, trovandosi allora il popolo in deportazione a Babilonia, sembra più verosimile che questa osservazione sia stata effettuata sul posto piuttosto che a Gerusalemme.

Tuttavia, occorre considerare due ipotesi.

In un primo approccio, se si assume questa lunazione di inizio marzo come punto di partenza, il 14 nisan verrebbe a trovarsi prima dell’equinozio di primavera. Una simile configurazione appare poco compatibile con le esigenze agricole e religiose dell’ebraismo antico, che implicano che la Pasqua sia celebrata in primavera (Esodo 12.6).

In un secondo approccio, è dunque possibile, e persino plausibile, che le autorità religiose abbiano scelto di rinviare l’inizio dell’anno di una lunazione, aggiungendo un mese intercalare (Adar II). Questo procedimento, attestato nel funzionamento del calendario lunisolare ebraico, permetteva di riallineare le feste al ciclo stagionale. In tal caso, il 1° nisan sarebbe spostato all’inizio di aprile, con una Pasqua celebrata dopo l’equinozio, in conformità con le pratiche tradizionali.

Così, la determinazione del 1° nisan per l’anno 458 a.C. dipende dalla scelta tra questi due modelli:

  • o una datazione strettamente astronomica, che colloca l’inizio di nisan all’inizio di marzo;
  • o una datazione corretta per intercalazione, che sposta il calendario di una lunazione per preservare la coerenza stagionale delle feste.

È questa seconda ipotesi che viene adottata nel presente studio, in quanto offre una migliore coerenza con i dati scritturali e con le pratiche dell’ebraismo antico.

La determinazione del punto di partenza, collocato all’inizio di aprile del 458 a.C., resta soggetta a un’incertezza inerente ai metodi di ricostruzione del calendario ebraico antico, fondati sull’osservazione della prima falce lunare.

In queste condizioni, la proiezione delle settanta settimane conduce non a una data rigorosamente certa al giorno, ma a una notevole convergenza cronologica attorno ai primi giorni di aprile del 33.

Questa precisione, dell’ordine di qualche giorno, appare nondimeno significativa rispetto ai margini di incertezza abitualmente ammessi per le ricostruzioni calendariali di questo periodo.

IV. Il calcolo delle settanta settimane

Il profeta Daniele annuncia:

Daniele 9.25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all’apparire di un unto, di un capo, vi sono sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi.

Sommando i 490 anni profetici (cioè 70 × 7 anni) alla data del decreto di Artaserse, cioè inizio di aprile -458 a.C., si arriva al periodo di inizio aprile dell’anno 33 d.C., data tradizionalmente associata alla morte e alla risurrezione di Gesù Cristo.

Questo risultato concorda con altri dati evangelici: Gesù, di «circa trent’anni» al momento del suo battesimo (Luca 3.23), avrebbe iniziato il suo ministero pubblico verso l’anno 29 d.C., conformemente alla cronologia derivata dal decreto. Tre anni e mezzo dopo — durata che corrisponde simbolicamente alla «settantesima settimana» — si compiva la crocifissione, che «fece cessare il sacrificio e l’offerta» (Daniele 9.27).

V. Portata teologica

Il legame tra il decreto di Esdra e la risurrezione di Cristo sottolinea la coerenza interna della rivelazione biblica. La profezia di Daniele collega direttamente la restaurazione di Gerusalemme dopo l’esilio babilonese all’opera redentrice del Messia:

Giovanni 3.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Questo filo cronologico, teso per quasi cinque secoli, dimostra che la morte e la risurrezione di Gesù non sono un avvenimento isolato, ma il compimento di un disegno divino che si estende dalla cattività di Israele fino alla redenzione universale.

Conclusione

L’esame dei testi di Esdra e di Daniele rivela una concordanza esatta tra i dati storici e gli annunci profetici. Il decreto di Artaserse, datato all’inizio di aprile -458 a.C., segna l’inizio delle settanta settimane annunciate a Daniele. Aggiungendo i 490 anni determinati, raggiungiamo la data dell’inizio di aprile 33 d.C., corrispondente, secondo le nostre analisi, al periodo esatto del rifiuto, della crocifissione e della risurrezione del Messia Gesù.

Così, la cronologia biblica testimonia di un piano divino immutabile:

Galati 4.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
ma quando giunse la pienezza de’ tempi, Iddio mandò il suo Figliuolo, nato di donna, nato sotto la legge,

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