Tappa 1 di 137 · Parabola e avvertimento sul ritorno del Messia Gesù

  1. Tappa 1: Parabola e avvertimento sul ritorno del Messia Gesù
  2. Tappa 2: Il complotto contro il Messia Gesù
  3. Tappa 3: Che cosa dice il centurione quando Gesù muore?
  4. Tappa 4: La parabola della zizzania e del grano
  5. Tappa 5: Il battesimo di Gesù, il Messia
  6. Tappa 6: La parabola del granello di senape
  7. Tappa 7: L’incontro con Filippo
  8. Tappa 8: L’incontro di Gesù, il Messia, con Natanaele
  9. Tappa 9: Spiegazione serale di diverse parabole (la zizzania)
  10. Tappa 10: La prima festa di Pasqua
  11. Tappa 11: I risultati a Gerusalemme
  12. Tappa 12: Il compimento della profezia di Isaia
  13. Tappa 13: Inizio della predicazione in Galilea
  14. Tappa 14: Il funzionario del re a Cana in Galilea
  15. Tappa 15: La conferma della chiamata dei discepoli
  16. Tappa 16: La prima pesca miracolosa
  17. Tappa 17: Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono
  18. Tappa 18: Il discorso della montagna (9), La vendetta
  19. Tappa 19: L'elogio di Giovanni Battista
  20. Tappa 20: Il Messia Gesù rimprovera diverse città
  21. Tappa 21: La relazione personale del discepolo con il suo Signore
  22. Tappa 22: La parabola della perla di grande valore
  23. Tappa 23: La guarigione di due ciechi
  24. Tappa 24: La guarigione di un indemoniato
  25. Tappa 25: Il giudizio dei farisei
  26. Tappa 26: La reazione della folla
  27. Tappa 27: Numerose guarigioni a Gennesaret
  28. Tappa 28: Insegnamento del Messia Gesù sul pane della vita
  29. Tappa 29: Domanda dei discepoli sul profeta Elia
  30. Tappa 30: Parabola della pecora smarrita
  31. Tappa 31: La festa dei Tabernacoli
  32. Tappa 32: Il dissidio del Maestro con i suoi fratelli
  33. Tappa 33: Partenza per Gerusalemme e partenza definitiva dalla Galilea
  34. Tappa 34: Il ritorno dei 70 discepoli
  35. Tappa 35: Guarigione di una donna nel giorno di sabato
  36. Tappa 36: Insegnamenti del Messia Gesù sulla strada per Gerusalemme
  37. Tappa 37: Lamento su Gerusalemme
  38. Tappa 38: Pasto in casa di un fariseo
  39. Tappa 39: Guarigione di un uomo affetto da idropisia
  40. Tappa 40: La maledizione del fico sterile
  41. Tappa 41: Annuncio della distruzione di Gerusalemme
  42. Tappa 42: Purificazione del Tempio per la seconda volta
  43. Tappa 43: Insegnamento quotidiano nel Tempio
  44. Tappa 44: Il fico è secco
  45. Tappa 45: L’autorità del Messia Gesù contestata
  46. Tappa 46: La parabola del banchetto di nozze
  47. Tappa 47: Le domande degli stranieri a Gesù, il Messia
  48. Tappa 48: Le domande dei farisei e degli erodiani
  49. Tappa 49: Le domande dei farisei e degli erodiani
  50. Tappa 50: Le domande dei dottori della Legge
  51. Tappa 51: Requisitoria contro i capi religiosi
  52. Tappa 52: L’incredulità dei Giudei
  53. Tappa 53: La parabola del fico
  54. Tappa 54: La via che conduce al cielo
  55. Tappa 55: La presentazione a Ponzio Pilato
  56. Tappa 56: La tragica fine di Giuda Iscariota
  57. Tappa 57: Presentazione al «re» Antipa
  58. Tappa 58: Il ritorno davanti a Ponzio Pilato
  59. Tappa 59: I vari maltrattamenti e la flagellazione
  60. Tappa 60: Gli sforzi di Pilato per salvare Gesù
  61. Tappa 61: Il titulus di Pilato
  62. Tappa 62: Il cammino fino al monte Golgota, l’aiuto di Simone di Cirene
  63. Tappa 63: La spartizione delle vesti e gli scherni
  64. Tappa 64: Il dialogo con i due malfattori che lo circondavano
  65. Tappa 65: La notte a mezzogiorno
  66. Tappa 66: La morte del Messia Gesù
  67. Tappa 67: I segni straordinari che accompagnarono la morte di Gesù
  68. Tappa 68: I discepoli presenti alla crocifissione
  69. Tappa 69: Giuseppe d'Arimatea chiede il corpo di Gesù
  70. Tappa 70: Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo depongono il corpo di Gesù nella tomba
  71. Tappa 71: La visita dei rappresentanti del Sinedrio da Pilato
  72. Tappa 72: Le donne si recano alla tomba
  73. Tappa 73: La pietra è rotolata via, il terremoto
  74. Tappa 74: Il messaggio degli angeli
  75. Tappa 75: Le donne avvisano i discepoli
  76. Tappa 76: La reazione di Pietro e di Giovanni
  77. Tappa 77: Maria di Magdala rimane alla tomba
  78. Tappa 78: Prima apparizione del Messia Gesù a Maria di Magdala
  79. Tappa 79: Seconda apparizione del Messia Gesù alle altre donne
  80. Tappa 80: L'apparizione del Messia Gesù a Pietro
  81. Tappa 81: Le guardie avvertono le autorità giudaiche
  82. Tappa 82: Perché e come Luca ha scritto il suo Vangelo?
  83. Tappa 83: La testimonianza della famiglia del Messia Gesù
  84. Tappa 84: Risurrezione della figlia di Giairo
  85. Tappa 85: Guarigione della donna emorroissa
  86. Tappa 86: Moltiplicazione dei pani e dei pesci
  87. Tappa 87: Cammino sull'acqua
  88. Tappa 88: Il nutrimento dei 4000
  89. Tappa 89: Guarigione del cieco di Betsaida
  90. Tappa 90: La trasfigurazione
  91. Tappa 91: Il buon grano e la zizzania
  92. Tappa 92: Le nozze di Cana
  93. Tappa 93: Un passaggio a Cafarnao
  94. Tappa 94: I mercanti scacciati dal Tempio
  95. Tappa 95: La seconda festa di Pasqua a Gerusalemme
  96. Tappa 96: La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda
  97. Tappa 97: La predicazione in Galilea continua
  98. Tappa 98: Le parabole della stoffa nuova e del vino nuovo
  99. Tappa 99: Gesù è il signore del sabato
  100. Tappa 100: La guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata
  101. Tappa 101: Guarigione del paralitico di Betesda
  102. Tappa 102: I farisei progettano di assassinare il Messia Gesù
  103. Tappa 103: Guarigione dell’uomo dalla mano inaridita
  104. Tappa 104: Numerose guarigioni in Galilea
  105. Tappa 105: La scelta dei dodici apostoli
  106. Tappa 106: Proclamazione del Vangelo
  107. Tappa 107: Il discorso della montagna (16), gli affanni e le preoccupazioni
  108. Tappa 108: Guarigione dell’uomo posseduto e muto
  109. Tappa 109: Il Messia Gesù calma la tempesta
  110. Tappa 110: Esorcismo dell'indemoniato di Gadara
  111. Tappa 111: Guarigione a Gennesaret
  112. Tappa 112: Guarigione della figlia della donna cananea
  113. Tappa 113: La partenza del Messia Gesù verso altre città
  114. Tappa 114: La domanda di Giovanni Battista
  115. Tappa 115: Il Messia Gesù nella casa del fariseo
  116. Tappa 116: Gli spiriti impuri
  117. Tappa 117: Una donna interrompe il Messia Gesù
  118. Tappa 118: La domanda di Pietro
  119. Tappa 119: Il Messia Gesù motivo di divisioni
  120. Tappa 120: Il paragone con la crescita del seme
  121. Tappa 121: Altre parabole non riportate
  122. Tappa 122: La parabola del tesoro nascosto
  123. Tappa 123: Conclusione del Messia Gesù
  124. Tappa 124: Il Messia Gesù placa la tempesta
  125. Tappa 125: La guarigione dell'indemoniato di Gadara
  126. Tappa 126: La guarigione della figlia di Iairo interrotta
  127. Tappa 127: La guarigione della figlia di Giairo
  128. Tappa 128: Invio dei dodici apostoli
  129. Tappa 129: Morte di Giovanni il Battista
  130. Tappa 130: Richiamo dell'arresto di Giovanni il Battista
  131. Tappa 131: Richiamo delle circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista
  132. Tappa 132: Il ritorno degli apostoli
  133. Tappa 133: Il Messia Gesù si apparta con i suoi discepoli
  134. Tappa 134: Partenza per Betania al di là del Giordano
  135. Tappa 135: Il vero nome di Matteo?
  136. Tappa 136: Gesù il Messia, il Verbo incarnato, e Giovanni il Battista, il Precursore
  137. Tappa 137: Il villaggio di Sicar in Samaria

Articoli del percorso

  1. Parabola e ammonimento sul ritorno del Messia Gesù

    L'articolo esamina una parabola sul ritorno del Messia Gesù, sottolineando la preparazione e la vigilanza dei discepoli. Attraverso Luca, Matteo e Marco, esplora la necessità di una vita orientata spiritualmente di fronte all'incertezza del momento del ritorno del Messia.

    Matteo 24.36-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma quant’è a quel giorno ed a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo.E come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figliuol dell’uomo.Infatti, come ne’ giorni innanzi al diluvio si mangiava e si beveva, si prendea moglie e s’andava a marito, sino al giorno che Noè entrò nell’arca,e di nulla si avvide la gente, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figliuol dell’uomo.Allora due saranno nel campo; l’uno sarà preso e l’altro lasciato;due donne macineranno al mulino: l’una sarà presa e l’altra lasciata.Vegliate, dunque, perché non sapete in qual giorno il vostro Signore sia per venire.Ma sappiate questo, che se il padron di casa sapesse a qual vigilia il ladro deve venire, veglierebbe e non lascerebbe forzar la sua casa.Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figliuol dell’uomo verrà.
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  2. Il complotto contro il Messia Gesù

    Il complotto contro Gesù è ordito dalle autorità religiose prima della Pasqua, con l’aiuto di Giuda. Caifa convoca il Sinedrio per condannare Gesù, considerato una minaccia, servendosi di falsi testimoni. Pilato viene informato per facilitare l’arresto sul monte degli Ulivi.

    Matteo 26.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti tutti questi ragionamenti, disse ai suoi discepoli:Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figliuol dell’uomo sarà consegnato per esser crocifisso.Allora i capi sacerdoti e gli anziani del popolo si raunarono nella corte del sommo sacerdote detto Caiàfa,e deliberarono nel loro consiglio di pigliar Gesù con inganno e di farlo morire.Ma dicevano: Non durante la festa, perché non accada tumulto nel popolo.
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  3. Che cosa dice il centurione quando Gesù muore?

    L’articolo esplora l’apparente contraddizione nei Vangeli riguardo alle parole del centurione alla morte di Gesù. Mentre Luca insiste sull’innocenza, Marco sottolinea il riconoscimento di Gesù come Figlio di Dio. Queste prospettive rivelano la pluralità teologica dei Vangeli, rendendo conto dell’innocenza di Gesù e della sua morte salvifica. Gli evangelisti riportano parole significative secondo i loro obiettivi teologici.

    2 Corinzi 5.21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l’ha fatto esser peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.
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  4. La parabola della zizzania e del frumento

    La parabola della zizzania e del grano (Matteo 13.24-30), presente solo in Matteo, insegna la coesistenza del bene e del male nel mondo fino al giudizio finale. Gesù vi illustra la pazienza di Dio, che rimanda la separazione tra giusti e malvagi fino alla mietitura escatologica, affidata agli angeli. Questa parabola si inserisce in una profonda riflessione biblica sull'apparente prosperità dei malvagi, condivisa da Abacuc, Asaf, Geremia e Giobbe.

    Giobbe 21.7-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perché mai vivono gli empi? Perché arrivano alla vecchiaia ed anche crescon di forze?La loro progenie prospera, sotto ai loro sguardi, intorno ad essi, e i lor rampolli fioriscon sotto gli occhi loro.La loro casa è in pace, al sicuro da spaventi, e la verga di Dio non li colpisce.Il loro toro monta e non falla, la loro vacca figlia senz’abortire.Mandan fuori come un gregge i loro piccini, e i loro figliuoli saltano e ballano.Cantano a suon di timpano e di cetra, e si rallegrano al suon della zampogna.Passano felici i loro giorni, poi scendono in un attimo nel soggiorno dei morti.
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  5. Il battesimo di Gesù, il Messia

    L’articolo descrive il battesimo di Gesù da parte di Giovanni il Battista, un evento significativo che segna l’inizio del ministero messianico di Gesù. Celebrato a Betania al di là del Giordano, questo battesimo esprime la continuità tra le opere di Giovanni e di Gesù, simboleggiando la loro missione spirituale. La Trinità si manifesta durante questo atto, sottolineandone l’importanza teologica e il valore di esempio per le generazioni future.

    Luca 3.21-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne che come tutto il popolo si faceva battezzare, essendo anche Gesù stato battezzato, mentre stava pregando, s’aprì il cielo,e lo Spirito Santo scese su lui in forma corporea a guisa di colomba; e venne una voce dal cielo: Tu sei il mio diletto Figliuolo; in te mi sono compiaciuto.E Gesù, quando cominciò anch’egli ad insegnare, avea circa trent’anni ed era figliuolo come credevasi, di Giuseppe,
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  6. La parabola del granello di senape

    La parabola del granello di senape (Mt 13.31-32; Mc 4.30-32; Lc 13.18-19) illustra il Regno di Dio attraverso un seme minuscolo che diventa un grande albero. Pronunciata presso Capernaum nel 31 d.C., insegna che il Regno inizia umilmente ma conosce una crescita straordinaria, offrendo rifugio e accoglienza a tutti. Invita alla fede, alla pazienza e alla fiducia in Dio per la crescita spirituale.

    Matteo 13.31-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Egli propose loro un’altra parabola dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un granel di senapa che un uomo prende e semina nel suo campo.Esso è bene il più piccolo di tutti i semi; ma quando è cresciuto, è maggiore de’ legumi e diviene albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami.
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  7. L’incontro con Filippo

    PER034 narra l’incontro di Gesù con Filippo, riferito soltanto da Giovanni (Gv 1,43-46), a Betania al di là del Giordano, il 6 ottobre 29. Filippo, già discepolo di Giovanni il Battista come Andrea, Giovanni e Simon Pietro, diventa il quarto discepolo di Gesù. L’articolo esplora il passaggio naturale di questi discepoli al Messia, mentre Giovanni il Battista si comprende come precursore e non come maestro rivale.

    Giovanni 1.43-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: Seguimi.Or Filippo era di Betsaida, della città d’Andrea e di Pietro.Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, ed i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret.E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere.
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  8. L’incontro di Gesù, il Messia, con Natanaele

    La pericope 35 studia l’incontro tra Gesù e Natanaele, esclusivo del Vangelo di Giovanni (Giovanni 1,47-51), datato al 23 novembre 29 a Nazaret. Gesù dimostra una conoscenza soprannaturale di Natanaele, che diventa il primo a confessarlo pubblicamente come Figlio di Dio e Re d’Israele. Identificato con Bartolomeo e originario di Cana, Natanaele è legato alle nozze di Cana che seguono nella narrazione giovannea.

    Giovanni 1.47-51 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro, e disse di lui: Ecco un vero israelita in cui non c’è frode.Natanaele gli chiese: Da che mi conosci? Gesù gli rispose: Prima che Filippo ti chiamasse, quand’eri sotto il fico, io t’ho veduto.Natanaele gli rispose: Maestro, tu sei il Figliuol di Dio, tu sei il Re d’Israele.Gesù rispose e gli disse: Perché t’ho detto che t’avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste.Poi gli disse: In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figliuol dell’uomo.
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  9. Spiegazione serale di diverse parabole (la zizzania)

    PER146 riporta la spiegazione data da Gesù ai suoi discepoli a proposito della parabola della zizzania (Mt 13.36-43), testimonianza esclusiva di Matteo. Gesù vi svela un metodo di interpretazione su tre assi: identificazione simbolica degli elementi, dimensione escatologica e applicazione pratica. Questo passo si inserisce nel discorso delle sette parabole del Regno di Dio raccolte da Matteo nel capitolo 13.

    Matteo 13.47-52 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il regno de’ cieli è anche simile ad una rete che, gettata in mare, ha raccolto ogni sorta di pesci;quando è piena, i pescatori la traggono a riva; e, postisi a sedere, raccolgono il buono in vasi, e buttano via quel che non val nulla.Così avverrà alla fine dell’età presente. Verranno gli angeli, toglieranno i malvagi di mezzo ai giusti,e li getteranno nella fornace del fuoco. Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti.Avete intese tutte queste cose? Essi gli risposero: Sì.Allora disse loro: Per questo, ogni scriba ammaestrato pel regno de’ cieli è simile ad un padron di casa il quale trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie.
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  10. La prima festa di Pasqua

    La pericope PER038 analizza la prima festa di Pasqua nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 2,13), datata precisamente al 7 aprile 30. L’articolo formula tre osservazioni: il valore cronologico di questa festa per datare il ministero di Gesù su tre anni e mezzo, la distinzione giovannea della «Pasqua dei Giudei» e la sottomissione di Gesù ai riti del giudaismo. Solo Giovanni documenta questo periodo precedente all’arresto di Giovanni il Battista.

    Giovanni 11.55 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or la Pasqua de’ Giudei era vicina; e molti di quella contrada salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.
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  11. I risultati a Gerusalemme

    La pericope 40 analizza i risultati della prima predicazione di Gesù a Gerusalemme durante la Pasqua dell’anno 30, secondo Giovanni 2,23-25. Se molti credettero grazie ai miracoli, Gesù rimane cauto davanti a questa fede superficiale, fondata sullo spettacolare anziché su un pentimento sincero. Giovanni sottolinea la capacità divina di Gesù di conoscere il cuore umano. L’articolo rileva due punti chiave: il prolungamento del soggiorno a Gerusalemme e la natura divina del discernimento del Messia.

    Giovanni 2.23-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Mentr’egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva.Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti,e perché non avea bisogno della testimonianza d’alcuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.
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  12. Il compimento della profezia di Isaia

    Matteo 4,13-16 riferisce il ritorno di Gesù a Cafarnao e lo interpreta come compimento della profezia di Isaia sulla luce nei territori di Zabulon e Neftali. Matteo, unico a stabilire il collegamento, dimostra che Gesù è il Messia annunciato. Giovanni riprenderà il tema della luce nel prologo. L’episodio è datato a febbraio-marzo 31.

    Giovanni 12.46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Io son venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre.
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  13. Inizio della predicazione in Galilea

    La pericope PER052 segna l’inizio ufficiale della predicazione di Gesù in Galilea dopo l’arresto di Giovanni il Battista. Matteo sottolinea la continuità dei loro messaggi, entrambi un richiamo al pentimento. Questa svolta decisiva, situata a Cafarnao verso febbraio-marzo 31, conferma il compimento delle profezie messianiche e il pieno ingresso di Gesù nel ministero pubblico.

    Matteo 4.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi, perché il regno de’ cieli è vicino.
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  14. Il funzionario del re a Cana in Galilea

    La pericope 53 narra il miracolo di Gesù a Cana in Galilea per il figlio malato di un funzionario del re giunto da Cafarnao (Giovanni 4,46-54). Datato a febbraio-marzo 31, è il secondo segno giovanneo compiuto a Cana. L’identità del funzionario resta incerta, ma l’autore propende per un’origine romana, illustrando l’universalità della salvezza in Giovanni. Non va confuso con il centurione della pericope 110.

    Giovanni 4.46-54 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove avea cambiato l’acqua in vino. E v’era un certo ufficial reale, il cui figliuolo era infermo a Capernaum.Come egli ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò a lui e lo pregò che scendesse e guarisse il suo figliuolo, perché stava per morire.Perciò Gesù gli disse: Se non vedete segni e miracoli, voi non crederete.L’ufficial reale gli disse: Signore, scendi prima che il mio bambino muoia.Gesù gli disse: Va’, il tuo figliuolo vive. Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli avea detta, e se ne andò.E come già stava scendendo, i suoi servitori gli vennero incontro e gli dissero: Il tuo figliuolo vive.Allora egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli risposero: Ieri, all’ora settima, la febbre lo lasciò.Così il padre conobbe che ciò era avvenuto nell’ora che Gesù gli avea detto: Il tuo figliuolo vive; e credette lui con tutta la sua casa.Questo secondo miracolo fece di nuovo Gesù, tornando dalla Giudea in Galilea.
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  15. La conferma della chiamata dei discepoli

    Sulle rive del mare di Galilea, verso marzo dell’anno 31, Gesù conferma la chiamata di quattro pescatori: Simon Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. A differenza di una prima chiamata a Betania, ora li invita a lasciare tutto per dedicarsi esclusivamente all’evangelizzazione. La loro risposta immediata e totale esprime una fiducia costruita nel corso dei mesi trascorsi accanto a lui. Matteo (4.18-22) e Marco (1.16-20) riportano questo episodio fondante del ministero galileo.

    Marco 1.16-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or passando lungo il mar della Galilea, egli vide Simone e Andrea, il fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E Gesù disse loro:Seguitemi, ed io farò di voi dei pescatori d’uomini.Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono.Poi, spintosi un po’ più oltre, vide Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che anch’essi in barca rassettavano le reti;e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se n’andarono dietro a lui.
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  16. La prima pesca miracolosa

    La pericope 55 racconta la prima pesca miracolosa, riportata soltanto da Luca (Lc 5.1-11), all’inizio del ministero di Gesù in Galilea. Dopo una notte di pesca infruttuosa, Gesù ordina a Simon Pietro di gettare le reti, provocando una cattura straordinaria. Questo atto miracoloso, distinto da quello di Giovanni 21, sembra aver permesso ai discepoli di provvedere ai bisogni delle loro famiglie prima di lasciare tutto per seguire Gesù, illustrando la provvidenza divina che accompagna ogni chiamata.

    Giovanni 21.1-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose, Gesù si fece veder di nuovo ai discepoli presso il mar di Tiberiade; e si fece vedere in questa maniera.Simon Pietro, Toma detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figliuoli di Zebedeo e due altri de’ suoi discepoli erano insieme.Simon Pietro disse loro: Io vado a pescare. Essi gli dissero: Anche noi veniamo con te. Uscirono, e montarono nella barca; e quella notte non presero nulla.Or essendo già mattina, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli però non sapevano che fosse Gesù.Allora Gesù disse loro: Figliuoli, avete voi del pesce? Essi gli risposero: No.Ed egli disse loro: Gettate la rete dal lato destro della barca, e ne troverete. Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero dei pesci.Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: E’ il Signore! E Simon Pietro, udito ch’era il Signore, si cinse il camiciotto, perché era nudo, e si gettò nel mare.Ma gli altri discepoli vennero con la barca, perché non erano molto distanti da terra (circa duecento cubiti), traendo la rete coi pesci.Come dunque furono smontati a terra, videro quivi della brace, e del pesce messovi su, e del pane.Gesù disse loro: Portate qua de’ pesci che avete presi ora.Simon Pietro quindi montò nella barca, e tirò a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò.Gesù disse loro: Venite a far colazione. E niuno dei discepoli ardiva domandargli: Chi sei? sapendo che era il Signore.Gesù venne, e prese il pane e lo diede loro; e il pesce similmente.Quest’era già la terza volta che Gesù si faceva vedere ai suoi discepoli, dopo essere risuscitato da’ morti.
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  17. Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono

    Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.

    Esodo 20.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non uccidere.
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  18. Il discorso della montagna (9), La vendetta

    PER093 esamina l’insegnamento di Gesù sulla vendetta nel Discorso della montagna (Mt 5.38-42). Gesù reinterpreta la legge del taglione (Ex 21.24 ; Lv 24.20 ; Dt 19.21), chiamando i suoi discepoli alla nonviolenza, al perdono e all’amore per i nemici. Questo insegnamento, proprio di Matteo, non promuove la passività totale, ma una risposta pacifica che trascende la logica della vendetta, in accordo con Rm 12.17 e 1 P 3.9.

    Esodo 21.24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    darai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano,
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  19. L'elogio di Giovanni Battista

    Gesù rende omaggio a Giovanni Battista a Cafarnao (maggio-giugno 31), secondo Matteo 11.7-19 e Luca 7.24-35. Senza cercare di reclutarne i discepoli, afferma la grandezza profetica di Giovanni, lo identifica con l'Elia annunciato da Malachia e indica la fine dell'antica alleanza. Contrappone il regno di Dio al regno costruito dai farisei secondo le proprie regole.

    Isaia 35.4-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: “Siate forti, non temete!” Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta, la retribuzione di Dio; verrà egli stesso a salvarvi.Allora s’apriranno gli occhi dei ciechi, e saranno sturati gli orecchi de’ sordi;
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  20. Il Messia Gesù rimprovera diverse città

    Gesù rimprovera le città di Corazin, Betsaida e Cafarnao per la loro mancata conversione nonostante i numerosi miracoli compiuti al loro interno. Le paragona sfavorevolmente alle città pagane di Tiro, Sidone e persino Sodoma, affermando che queste si sarebbero pentite. Questo passo sottolinea la responsabilità proporzionale alla rivelazione ricevuta e la posta in gioco eterna del rifiuto del Vangelo.

    Marco 2.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E dopo alcuni giorni, egli entrò di nuovo in Capernaum, e si seppe che era in casa;e si raunò tanta gente che neppure lo spazio dinanzi alla porta la potea contenere. Ed egli annunziava loro la Parola.E vennero a lui alcuni che menavano un paralitico portato da quattro.E non potendolo far giungere fino a lui a motivo della calca, scoprirono il tetto dalla parte dov’era Gesù; e fattavi un’apertura, calarono il lettuccio sul quale il paralitico giaceva.E Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, i tuoi peccati ti sono rimessi.Or alcuni degli scribi eran quivi seduti e così ragionavano in cuor loro:Perché parla costui in questa maniera? Egli bestemmia! Chi può rimettere i peccati, se non un solo, cioè Dio?E Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che ragionavano così dentro di sé, disse loro: Perché fate voi cotesti ragionamenti ne’ vostri cuori?Che è più agevole, dire al paralitico: I tuoi peccati ti sono rimessi, oppur dirgli: Lèvati, togli il tuo lettuccio e cammina?Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell’uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati:Io tel dico (disse al paralitico), lèvati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua.E colui s’alzò, e subito, preso il suo lettuccio, se ne andò via in presenza di tutti; talché tutti stupivano e glorificavano Iddio dicendo: Una cosa così non la vedemmo mai.
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  21. La relazione personale del discepolo con il suo Signore

    La pericope 116 esplora la relazione personale fra il discepolo e il suo Signore a partire da Matteo 11.25-30 e Luca 10.21-24. Dopo aver condannato le città incredule, Gesù si rallegra che gli umili comprendano la sua parola là dove i sapienti falliscono. Afferma la propria filiazione divina e invita tutti gli affaticati a venire a lui, promettendo riposo e dolcezza sotto il suo giogo condiviso, in contrapposizione ai pesi imposti dai farisei.

    Matteo 9.36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vedendo le turbe, n’ebbe compassione, perch’erano stanche e sfinite, come pecore che non hanno pastore.
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  22. La parabola della perla di grande valore

    La parabola della perla di gran prezzo (Mt 13,45-46), riportata soltanto da Matteo, presenta un mercante che vende tutto per acquistare una perla rara. Insegna che il regno dei cieli supera in valore ogni bene terreno e invita a un sacrificio liberamente compiuto, vissuto nella gioia della scoperta spirituale.

    Matteo 13.45-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il regno de’ cieli è anche simile ad un mercante che va in cerca di belle perle;e trovata una perla di gran prezzo, se n’è andato, ha venduto tutto quel che aveva, e l’ha comperata.
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  23. La guarigione di due ciechi

    La guarigione di due ciechi a Cafarnao, riportata soltanto da Matteo (Mt 9.27-31), illustra la fede messianica: i due uomini riconoscono Gesù come ‘Figlio di Davide’. Gesù li guarisce secondo la loro fede e chiede loro il silenzio, desiderando orientare le folle verso la salvezza eterna piuttosto che verso le guarigioni fisiche. Questo racconto prepara la risposta di Gesù a Giovanni il Battista in Matteo 11.5.

    Matteo 9.27-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Come Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono, gridando e dicendo: Abbi pietà di noi, o Figliuol di Davide!E quand’egli fu entrato nella casa, que’ ciechi si accostarono a lui. E Gesù disse loro: Credete voi ch’io possa far questo? Essi gli risposero: Sì, o Signore.Allora toccò loro gli occhi, dicendo: Siavi fatto secondo la vostra fede.E gli occhi loro furono aperti. E Gesù fece loro un severo divieto, dicendo: Guardate che niuno lo sappia.Ma quelli, usciti fuori, sparsero la fama di lui per tutto quel paese.
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  24. La guarigione di un indemoniato

    La pericope 157 narra la guarigione di un indemoniato muto da parte di Gesù a Cafarnao, riferita soltanto da Matteo (Mt 9,32-33). Questo episodio mette in luce l’autorità di Gesù sulle forze demoniache, il ruolo della fede intercessoria e il contrasto tra lo stupore della folla e l’incredulità dei farisei. Matteo costruisce qui un’argomentazione messianica progressiva, presentando Gesù come colui i cui miracoli non hanno precedenti in Israele.

    Matteo 9.32-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or come quei ciechi uscivano, ecco che gli fu presentato un uomo muto indemoniato.E cacciato che fu il demonio, il muto parlò. E le turbe si maravigliarono dicendo: Mai non s’è vista cosa tale in Israele.
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  25. Il giudizio dei farisei

    La pericope PER158 analizza la reazione dei farisei di fronte ai miracoli di Gesù a Cafarnao (Mt 9.33-34). Mentre la folla riconosce un'opera divina, i farisei attribuiscono le azioni di Gesù al diavolo. Il loro rifiuto è deliberato: accettare Gesù significherebbe perdere i loro privilegi. Eppure alcuni, come Nicodemo, Giuseppe d'Arimatea e Saulo di Tarso, sceglieranno di seguirlo. Il muto guarito, invece, riparte nella gioia e nella gratitudine.

    Giovanni 7.50-52 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Nicodemo (un di loro, quello che prima era venuto a lui) disse loro:La nostra legge giudica ella un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quel che ha fatto?Essi gli risposero: sei anche tu di Galilea? Investiga, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta.
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  26. La reazione della folla

    Dopo la moltiplicazione dei pani, la folla riconosce Gesù come il profeta annunciato da Mosè e vuole proclamarlo re. Solo Giovanni riporta questo episodio. Gesù si ritira sul monte, rifiutando una regalità politica. Questo passo rivela la tensione tra le attese messianiche popolari e la missione spirituale del Messia, che rifiuta di conformarsi alle speranze nazionaliste del suo tempo.

    Deuteronomio 18.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’Eterno, il tuo Dio, ti susciterà un profeta come me, in mezzo a te, d’infra i tuoi fratelli; a quello darete ascolto!
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  27. Numerose guarigioni a Gennesaret

    La pericope 173 narra le numerose guarigioni compiute da Gesù a Gennesaret (Galilea) nell'aprile dell'anno 32 d.C., secondo Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56. Al suo arrivo, Gesù viene subito riconosciuto e folle di malati accorrono per toccare il lembo del suo mantello, ottenendo così la guarigione. L'analisi sinottica rivela importanti convergenze tra i due evangelisti e sfumature complementari. Questo episodio illustra la fede popolare e la potenza divina di Gesù, e annuncia le crescenti tensioni con le autorità religiose.

    Marco 6.56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E da per tutto dov’egli entrava, ne’ villaggi, nelle città, e nelle campagne, posavano gl’infermi per le piazze e lo pregavano che li lasciasse toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito. E tutti quelli che lo toccavano, erano guariti.
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  28. Insegnamento del Messia Gesù sul pane della vita

    Giovanni 6.22-59 riporta il discorso di Gesù sul pane della vita, pronunciato nella sinagoga di Cafarnao in un sabato di maggio del 32 d.C. Dopo la moltiplicazione dei pani, Gesù si rivela come il «pane della vita», invitando la folla a credere in lui per ottenere la vita eterna. Questo passo, proprio di Giovanni, presenta una grande ricchezza cristologica ed eucaristica, di fronte all'incomprensione e ai mormorii dei suoi ascoltatori.

    Giovanni 6.41-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    I Giudei perciò mormoravano di lui perché avea detto: Io sono il pane che è disceso dal cielo.E dicevano: Non è costui Gesù, il figliuol di Giuseppe, del quale conosciamo il padre e la madre? Come mai dice egli ora: Io son disceso dal cielo?Gesù rispose e disse loro: Non mormorate fra voi.Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.E’ scritto nei profeti: E saranno tutti ammaestrati da Dio. Ogni uomo che ha udito il Padre ed ha imparato da lui, viene a me.Non che alcuno abbia veduto il Padre, se non colui che è da Dio; egli ha veduto il Padre.In verità, in verità io vi dico: Chi crede ha vita eterna.Io sono il pan della vita.I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono.Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia.
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  29. Domanda dei discepoli sul profeta Elia

    Dopo la trasfigurazione, i discepoli interrogano Gesù sulla profezia riguardante Elia. Gesù rivela che Giovanni Battista adempie questa profezia, un legame che i Vangeli sviluppano progressivamente.

    Matteo 11.13-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché tutti i profeti e la legge hanno profetato fino a Giovanni.E se lo volete accettare, egli è l’Elia che dovea venire. Chi ha orecchi oda.
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  30. Parabola della pecora smarrita

    La parabola della pecora smarrita (Mt 18.10-14; Lc 15.3-7) è insegnata da Gesù a Cafarnao nel settembre del 32 d.C., poco prima della sua partenza definitiva dalla Galilea. Matteo pone l’accento sulla protezione dei «piccoli» e sulla volontà divina di non perderne nessuno, mentre Luca sottolinea la gioia celeste per il peccatore pentito. La figura del pastore rimanda alla missione messianica di Gesù, buon pastore che prepara i suoi discepoli alla sua assenza promettendo loro una guida spirituale.

    Giovanni 14.16-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo,lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.Non vi lascerò orfani; tornerò a voi.
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  31. La festa dei Tabernacoli

    La pericope 206 tratta della festa dei Tabernacoli (Sukkot), riferita unicamente da Giovanni (7,2-10). Gesù decide di salire in segreto a Gerusalemme nell’ottobre dell’anno 32 d.C., sei mesi prima del suo arresto. Giovanni rivela la tensione con le autorità religiose e l’incredulità dei fratelli di Gesù, elementi assenti nei sinottici.

    Giovanni 7.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose, Gesù andava attorno per la Galilea; non voleva andare attorno per la Giudea perché i Giudei cercavan d’ucciderlo.
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  32. Il disaccordo del Maestro con i suoi fratelli

    Giovanni 7.3-9 racconta la tensione tra Gesù e i suoi fratelli prima della festa di Sukkot (ottobre dell'anno 32 d.C.). Non comprendendo la missione messianica, essi lo spingono a manifestarsi pubblicamente a Gerusalemme. Gesù sceglie la prudenza, consapevole dei rischi di arresto. Maria resta in disparte. Questo episodio, presente solo in Giovanni, illustra l'incomprensione familiare di fronte alla natura divina di Gesù, poiché la conversione dei suoi fratelli avviene soltanto dopo la risurrezione.

    Giovanni 7.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché niuno fa cosa alcuna in segreto, quando cerca d’esser riconosciuto pubblicamente. Se tu fai codeste cose, palesati al mondo.
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  33. Partenza per Gerusalemme e partenza definitiva dalla Galilea

    PER208 descrive la partenza definitiva di Gesù e dei suoi discepoli dalla Galilea il 3 ottobre dell'anno 32, in cammino verso Gerusalemme per la festa di Sukkot. Seguendo il racconto di Luca, attraversano la Samaria invece di percorrere la strada abituale lungo il Giordano. Arrivano il venerdì sera 8 ottobre, insegnano sulla spianata del Tempio, e Gesù pronuncia il suo discorso sull'acqua a Hoshana Rabbà il 13 ottobre. Il gruppo resterà nella regione di Gerusalemme per sei mesi, fino alla Pasqua del 1° aprile dell'anno 33.

    Giovanni 7.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or nell’ultimo giorno, il gran giorno della festa, Gesù, stando in piè, esclamò: Se alcuno ha sete, venga a me e beva.
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  34. Il ritorno dei 70 discepoli

    Il ritorno dei settanta discepoli (Luca 10.17-24) illustra il loro stupore dopo la missione. Gesù li riporta all'essenziale: rallegrarsi perché i loro nomi sono scritti nei cieli. Proclama la sovranità divina nella rivelazione, concessa agli umili piuttosto che ai sapienti. La dichiarazione del versetto 22 afferma l'intimità unica del Padre e del Figlio, facendo di Gesù l'unico mediatore della conoscenza divina. Luca sottolinea così la continuità dell'opera evangelica.

    Luca 10.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quella stessa ora, Gesù giubilò per lo Spirito Santo, e disse: Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi e agl’intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli! Sì, o Padre, perché così ti è piaciuto.Ogni cosa m’è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce chi è il Figliuolo, se non il Padre; né chi è il Padre, se non il Figliuolo e colui al quale il Figliuolo voglia rivelarlo.
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  35. Guarigione di una donna nel giorno di sabato

    La pericope 231 narra la guarigione, da parte di Gesù, di una donna inferma da diciotto anni, in giorno di sabato, in una sinagoga di Gerusalemme (Luca 13.10-17). Questo gesto suscita l'indignazione delle autorità religiose, che Gesù confonde mettendo in luce le loro contraddizioni. La folla, invece, ammira e glorifica Dio. L'episodio illustra la tensione tra la tradizione farisaica e l'applicazione autentica della legge divina, mettendo in evidenza al tempo stesso la fede perseverante di questa donna.

    Luca 6.6-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne in un altro sabato ch’egli entrò nella sinagoga, e si mise ad insegnare. E quivi era un uomo che avea la mano destra secca.Or gli scribi e i Farisei l’osservavano per vedere se farebbe una guarigione in giorno di sabato, per trovar di che accusarlo.Ma egli conosceva i loro pensieri, e disse all’uomo che avea la man secca: Lèvati, e sta su nel mezzo! Ed egli, alzatosi, stette su.Poi Gesù disse loro: Io domando a voi: E’ lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla?E girato lo sguardo intorno su tutti loro, disse a quell’uomo: Stendi la mano! Egli fece così, e la sua mano tornò sana.Ed essi furon ripieni di furore e discorreano fra loro di quel che potrebbero fare a Gesù.
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  36. Insegnamenti del Messia Gesù sulla strada per Gerusalemme

    La pericope PER233 racconta gli insegnamenti di Gesù durante il suo viaggio verso Gerusalemme, riferiti soltanto da Luca (Lc 13.22-33), nel dicembre dell'anno 32. Gesù attraversa città e villaggi, insegnando sulla porta stretta e sul Regno di Dio. L'articolo inquadra questi molteplici viaggi tra Betania e Gerusalemme, in un clima di crescente tensione con i farisei ed Erode Antipa.

    Giovanni 10.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno,e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.
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  37. Lamento su Gerusalemme

    Il Lamento su Gerusalemme (Mt 23.37-39; Lc 13.34-35) mostra Gesù che piange sulla città santa, pochi giorni prima della sua Passione. Attraverso la metafora della gallina che protegge i suoi pulcini, esprime l’amore divino rifiutato, condanna l’uccisione dei profeti e annuncia la desolazione del Tempio, lasciando tuttavia aperta una speranza di riconciliazione finale.

    Lamentazioni 2.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tutti i passanti batton le mani al vederti; fischiano e scuotono il capo al veder la figliuola di Gerusalemme: “E’ questa la città che la gente chiamava una bellezza perfetta, la gioia di tutta la terra?”
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  38. Pasto in casa di un fariseo

    La pericope PER235 racconta il pasto di Gesù in casa di un capo dei farisei di sabato (Luca 14.1), in un contesto di crescente scontro. I farisei cercano di raccogliere prove contro di lui per il Sinedrio. Nonostante le tensioni, Gesù accetta l'invito, mantiene le sue posizioni e corregge i loro insegnamenti. Luca è l'unico evangelista a riportare questo episodio, verosimilmente collocato nel pasto del sabato a mezzogiorno.

    2 Corinzi 13.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Questa è la terza volta ch’io vengo da voi. Ogni parola sarà confermata dalla bocca di due o di tre testimoni.
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  39. Guarigione di un uomo affetto da idropisia

    Un uomo affetto da idropisia viene guarito dal Messia Gesù durante un pasto sabbatico in casa di un fariseo a Gerusalemme. Davanti agli esperti della legge, Gesù pone una domanda sulla liceità di guarire di sabato, poi agisce senza attendere la loro risposta. I suoi interlocutori, incapaci di replicare, restano in silenzio. Luca è l'unico evangelista a riferire questo episodio (Luca 14.2-6), datato 4 dicembre dell'anno 32 d.C.

    Luca 14.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù prese a dire ai dottori della legge ed ai Farisei: E’ egli lecito o no far guarigioni in giorno di sabato? Ma essi tacquero.
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  40. Maledizione del fico sterile

    Lunedì 28 marzo del 33 d.C., sulla strada da Betania a Gerusalemme, il Messia Gesù maledice un fico coperto di foglie ma senza frutti, che si secca subito. Questo gesto, riportato da Matteo e Marco, è un miracolo-parabola che simboleggia Israele: molta apparenza religiosa, ma nessuna vera fecondità. Incorniciando la purificazione del Tempio in Marco, questo episodio annuncia il giudizio divino su una pietà sterile.

    Matteo 21.18-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E la mattina, tornando in città, ebbe fame.E vedendo un fico sulla strada, gli si accostò, ma non vi trovò altro che delle foglie; e gli disse: Mai più in eterno non nasca frutto da te. E subito il fico si seccò.
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  41. Annuncio della distruzione di Gerusalemme

    In Luca 19.41-44, Gesù si avvicina a Gerusalemme, piange sulla città e annuncia con precisione la sua futura distruzione da parte dei Romani nel 70 d.C. Solo Luca riporta questo episodio in questa forma. Gesù deplora che Gerusalemme non abbia riconosciuto la sua visitazione divina. Questo passo rivela al tempo stesso la compassione del Messia e la gravità del rifiuto della rivelazione divina, e si colloca nell'ultima settimana prima del suo arresto.

    Luca 9.51 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, come s’avvicinava il tempo della sua assunzione, Gesù si mise risolutamente in via per andare a Gerusalemme.
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  42. Purificazione del Tempio per la seconda volta

    La seconda purificazione del Tempio da parte di Gesù, il lunedì 28 marzo del 33, è un atto profetico e simbolico. Scacciando i venditori dal cortile dei Gentili e citando Isaia e Geremia, Gesù denuncia la corruzione del culto, afferma la sua autorità messianica e annuncia il giudizio che verrà sul Tempio. Questo evento precipita la decisione dei capi religiosi di metterlo a morte.

    Esodo 12.3-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Parlate a tutta la raunanza d’Israele, e dite: Il decimo giorno di questo mese, prenda ognuno un agnello per famiglia, un agnello per casa;e se la casa è troppo poco numerosa per un agnello, se ne prenda uno in comune col vicino di casa più prossimo, tenendo conto del numero delle persone; voi conterete ogni persona secondo quel che può mangiare dell’agnello.Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, dell’anno; potrete prendere un agnello o un capretto.Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la raunanza d’Israele, congregata, lo immolerà sull’imbrunire.E si prenda del sangue d’esso, e si metta sui due stipiti e sull’architrave della porta delle case dove lo si mangerà.E se ne mangi la carne in quella notte; si mangi arrostita al fuoco, con pane senza lievito e con dell’erbe amare.
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  43. Insegnamento quotidiano nel Tempio

    La pericope 286 descrive l’insegnamento quotidiano di Gesù nel Tempio di Gerusalemme durante la settimana di Pasqua (lunedì 28 marzo del 33 d.C.). Basata principalmente su Luca 19,47-48, presenta la crescente opposizione tra le folle ammirate e le autorità religiose ostili — scribi, sommi sacerdoti, sadducei e farisei — che cercano di far tacere Gesù, il cui messaggio del Regno di Dio minaccia il loro potere costituito.

    Luca 19.47-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi sacerdoti e gli scribi e i primi fra il popolo cercavano di farlo morire;ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.
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  44. Il fico è seccato

    Il giorno dopo la maledizione del fico, i discepoli scoprono l’albero completamente seccato. Gesù coglie l’occasione per insegnare la potenza della fede e l’importanza del perdono. Al di là di questo insegnamento, il fico simboleggia Israele nelle Scritture, e il suo disseccamento prefigura il giudizio che si sarebbe abbattuto sulla nazione quarant’anni dopo con la distruzione del Tempio. Fede e perdono restano i valori incrollabili che Gesù mette in evidenza.

    Gioele 1.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ha devastato la mia vigna, ha ridotto in minuti pezzi i miei fichi, li ha del tutto scorzati, e lasciati là, coi rami tutti bianchi.
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  45. L’autorità del Messia Gesù contestata

    Nel Tempio di Gerusalemme, i capi religiosi contestano pubblicamente l’autorità di Gesù. Con un’abile contro-domanda sul battesimo di Giovanni, egli li riduce al silenzio e smaschera la loro malafede. Questo episodio sinottico (Mt 21.23-27; Mc 11.27-33; Lc 20.1-8) illustra la crescente opposizione delle autorità al Messia durante l’ultima settimana prima dell’arresto.

    Marco 11.27-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi vennero di nuovo in Gerusalemme; e mentr’egli passeggiava per il tempio, i capi sacerdoti e gli scribi e gli anziani s’accostarono a lui e gli dissero:Con quale autorità fai tu queste cose? O chi ti ha data codesta autorità di far queste cose?E Gesù disse loro: Io vi domanderò una cosa; rispondetemi e vi dirò con quale autorità io faccio queste cose.Il battesimo di Giovanni era esso dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi.Ed essi ragionavan fra loro dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli dirà: Perché dunque non gli credeste?Diremo invece: Dagli uomini?… Essi temevano il popolo, perché tutti stimavano che Giovanni fosse veramente profeta.E risposero a Gesù: Non lo sappiamo. E Gesù disse loro: E neppur io vi dico con quale autorità fo queste cose.
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  46. La parabola del banchetto di nozze

    La parabola del banchetto nuziale (Mt 22,1-14 ; Lc 14,15-24) insegna che Dio invita tutti gli uomini nel suo Regno, ma che rifiutare questo invito comporta un grave giudizio. Pronunciata nel Tempio di Gerusalemme il martedì della settimana della Passione, annuncia profeticamente la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. L'uomo senza l'abito nuziale ricorda che entrare nel Regno richiede una trasformazione spirituale autentica, ricevuta mediante la fede in Cristo.

    Matteo 21.33-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Udite un’altra parabola: Vi era un padron di casa, il quale piantò una vigna e le fece attorno una siepe, e vi scavò un luogo da spremer l’uva, e vi edificò una torre; poi l’allogò a de’ lavoratori, e se n’andò in viaggio.Or quando fu vicina la stagione de’ frutti, mandò i suoi servitori dai lavoratori per ricevere i frutti della vigna.Ma i lavoratori, presi i servitori, uno ne batterono, uno ne uccisero, e un altro ne lapidarono.Da capo mandò degli altri servitori, in maggior numero de’ primi; e coloro li trattarono nello stesso modo.Finalmente, mandò loro il suo figliuolo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo.Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità.E presolo, lo cacciaron fuori della vigna, e l’uccisero.Quando dunque sarà venuto il padron della vigna, che farà egli a que’ lavoratori?Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo.Gesù disse loro: Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch’è divenuta pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri?Perciò io vi dico che il Regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato ad una gente che ne faccia i frutti.E chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed ella stritolerà colui sul quale cadrà.E i capi sacerdoti e i Farisei, udite le sue parabole, si avvidero che parlava di loro;e cercavano di pigliarlo, ma temettero le turbe, che lo teneano per profeta.
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  47. Le domande degli stranieri al Messia Gesù

    Episodio esclusivo di Giovanni (Giovanni 12.20-50), collocato il martedì santo nel cortile dei gentili. Alcuni greci chiedono di vedere Gesù, e questo dà il via all’annuncio dell’ora della sua glorificazione. Attraverso l’immagine del chicco di grano, Gesù rivela che la sua morte è fonte di vita universale. La croce è presentata come un’elevazione gloriosa che attira a lui tutti gli uomini, aprendo la salvezza a tutte le nazioni.

    Giovanni 12.34-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    La moltitudine quindi gli rispose: Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo dimora in eterno: come dunque dici tu che bisogna che il Figliuolo dell’uomo sia innalzato? Chi è questo Figliuol dell’uomo?Gesù dunque disse loro: Ancora per poco la luce è fra voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi colgano le tenebre; chi cammina nelle tenebre non sa dove vada.Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figliuoli di luce. Queste cose disse Gesù, poi se ne andò e si nascose da loro.
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  48. Le domande dei farisei e degli erodiani

    Farisei ed erodiani cercano di tendere una trappola a Gesù chiedendogli se si debba pagare il tributo a Cesare. La sua risposta — «Rendete a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio» — sventa la trappola e pone la distinzione fondamentale tra autorità civile e sovranità divina, ricordando che l'uomo, che porta l'immagine di Dio, gli appartiene interamente.

    Marco 12.13-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E gli mandarono alcuni dei Farisei e degli Erodiani per coglierlo in parole.Ed essi, venuti, gli dissero: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che non ti curi d’alcuno, perché non guardi all’apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. E’ egli lecito pagare il tributo a Cesare o no? Dobbiamo darlo o non darlo?Ma egli, conosciuta la loro ipocrisia, disse loro: Perché mi tentante? Portatemi un denaro, ch’io lo vegga.Ed essi glielo portarono. Ed egli disse loro: Di chi è questa effigie e questa iscrizione? Essi gli dissero:Di Cesare. Allora Gesù disse loro: Rendete a Cesare quel ch’è di Cesare, e a Dio quel ch’è di Dio. Ed essi si maravigliarono di lui.
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  49. Le domande dei farisei e degli erodiani

    Nel Tempio di Gerusalemme, i sadducei tentano di tendere una trappola a Gesù con una domanda sulla risurrezione che riguarda una donna che ebbe sette mariti. Gesù risponde rivelando la loro ignoranza delle Scritture e della potenza di Dio: nella vita futura non ci si sposa più. Prova la risurrezione a partire dalla Torah citando Esodo 3.6: Dio è il Dio dei viventi, non dei morti. I suoi avversari sono ridotti al silenzio.

    Giovanni 11.25-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà;e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?
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  50. Le domande dei dottori della legge

    Durante l’ultima settimana prima della sua Passione, Gesù viene interrogato da dottori della Legge sul più grande comandamento. Riassume tutta la Legge in due princìpi: amare Dio e amare il prossimo. Uno scriba sincero riconosce la giustezza di questa risposta, e Gesù gli dichiara che non è lontano dal Regno. L’articolo sfuma la visione del fariseismo e invita a una fede vissuta nell’amore piuttosto che nel legalismo.

    Matteo 22.35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    e uno di loro, dottor della legge, gli domandò, per metterlo alla prova:
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  51. Requisitoria contro i capi religiosi

    Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il mercoledì precedente la sua Passione, Gesù pronuncia una severa requisitoria contro gli scribi e i farisei. Attraverso otto proclamazioni di ‘Guai a voi!’, denuncia la loro ipocrisia, il loro orgoglio e la loro religione di facciata, esprimendo al tempo stesso un profondo dolore per Gerusalemme. Invita i suoi discepoli a una fede autentica, umile e al servizio degli altri.

    Matteo 23.1-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora Gesù parlò alle turbe e ai suoi discepoli,dicendo: Gli scribi e i Farisei seggono sulla cattedra di Mosè.Fate dunque ed osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le opere loro; perché dicono e non fanno.Difatti, legano de’ pesi gravi e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li voglion muovere neppure col dito.Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; difatti allargano le lor filatterie ed allungano le frange de’ mantelli;ed amano i primi posti ne’ conviti e i primi seggi nelle sinagoghee i saluti nelle piazze e d’esser chiamati dalla gente: “Maestro!”Ma voi non vi fate chiamar “Maestro”, perché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli.E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è ne’ cieli.E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo:ma il maggiore fra voi sia vostro servitore.Chiunque s’innalzerà sarà abbassato, e chiunque si abbasserà sarà innalzato.Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de’ cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché divorate le case delle vedove, e fate per apparenza lunghe orazioni; perciò riceverete maggior condanna.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché scorrete mare e terra per fare un proselito; e fatto che sia, lo rendete figliuol della geenna il doppio di voi.Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non è nulla; ma se giura per l’oro del tempio, resta obbligato.Stolti e ciechi, poiché qual è maggiore: l’oro, o il tempio che santifica l’oro?E se uno, voi dite, giura per l’altare, non è nulla; ma se giura per l’offerta che c’è sopra, resta obbligato.Ciechi, poiché qual è maggiore: l’offerta, o l’altare che santifica l’offerta?Chi dunque giura per l’altare, giura per esso e per tutto quel che c’è sopra;e chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui che l’abita;e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi siede sopra.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre.Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d’intemperanza.Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia.Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché edificate i sepolcri ai profeti, e adornate le tombe de’ giusti e dite:Se fossimo stati ai dì de’ nostri padri, non saremmo stati loro complici nello spargere il sangue dei profeti!Talché voi testimoniate contro voi stessi, che siete figliuoli di coloro che uccisero i profeti.E voi, colmate pure la misura dei vostri padri!Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio della geenna?Perciò, ecco, io vi mando de’ profeti e de’ savi e degli scribi; di questi, alcuni ne ucciderete e metterete in croce; altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città,affinché venga su voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figliuol di Barachia, che voi uccideste fra il tempio e l’altare.Io vi dico in verità che tutte queste cose verranno su questa generazione.Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta.Poiché vi dico che d’ora innanzi non mi vedrete più, finché diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
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  52. L’incredulità dei Giudei

    La pericope 300 tratta dell’incredulità dei Giudei di fronte ai segni compiuti da Gesù, episodio riportato soltanto da Giovanni (Gv 12,37-50), collocato nel Tempio di Gerusalemme il mercoledì 30 marzo del 33. In contrasto, il dono della povera vedova illustra la fede autentica. Gesù capovolge i criteri umani: la vera generosità non si misura dalla quantità donata, ma dalla disposizione del cuore, che offre a Dio tutto ciò che si è.

    Luca 21.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, alzati gli occhi, Gesù vide dei ricchi che gettavano i loro doni nella cassa delle offerte.Vide pure una vedova poveretta che vi gettava due spiccioli;e disse: In verità vi dico che questa povera vedova ha gettato più di tutti;poiché tutti costoro hanno gettato nelle offerte del loro superfluo; ma costei, del suo necessario, v’ha gettato tutto quanto avea per vivere.
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  53. La parabola del fico

    L’articolo analizza la parabola del fico, in cui Gesù insegna la vigilanza spirituale di fronte ai segni dei tempi. Gli eventi che annunciano l’avvicinarsi del Regno sono visti non come minacce, ma come un invito alla preparazione e alla fede. Viene sottolineata la stabilità delle parole di Gesù di fronte al carattere passeggero del mondo.

    Salmi 119.89 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In perpetuo, o Eterno, la tua parola è stabile nei cieli.
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  54. La via che conduce al cielo

    L’articolo decifra Giovanni 14.1-15, dove Gesù consola i suoi discepoli promettendo di preparare loro un posto presso il Padre. Sottolinea la sua mediazione unica e l’unità con Dio, promettendo al tempo stesso lo Spirito Santo per guidare gli apostoli.

    Matteo 26.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando fu sera, si mise a tavola co’ dodici discepoli.
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  55. La presentazione a Ponzio Pilato

    La pericope PER341 ricostruisce la presentazione di Gesù davanti a Ponzio Pilato il venerdì mattina, verso le 6:45, dopo la sua condanna notturna da parte del Sinedrio. Incrociando Matteo, Marco, Luca e Giovanni, l'articolo analizza la cronologia precisa, il ruolo di Caifa, il rifiuto dei capi religiosi di entrare nel Pretorio e il dialogo tra Gesù e Pilato, il solo abilitato a pronunciare una pena capitale.

    Matteo 27.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, venuta la mattina, tutti i capi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro a Gesù per farlo morire.E legatolo, lo menarono via e lo consegnarono a Pilato, il governatore.
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  56. La tragica fine di Giuda Iscariota

    Solo Matteo racconta la tragica fine di Giuda Iscariota. Dopo la condanna di Gesù, sopraffatto dal rimorso, Giuda getta le trenta monete d’argento nel santuario del Tempio e si toglie la vita. I sacerdoti comprano con quel denaro il campo del vasaio, chiamato Acheldama. Questo episodio illustra l’irreversibilità del tradimento e la disperazione di un uomo incapace di accettare il perdono.

    Giovanni 18.19-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina.Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi?Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto.E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote?Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?Quindi Anna lo mandò legato a Caiàfa, sommo sacerdote.
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  57. Presentazione al «re» Antipa

    Gesù è mandato da Pilato davanti a Erode Antipa, tetrarca della Galilea, che si trova a Gerusalemme. Affascinato dallo spettacolare, Erode spera in un miracolo, ma si scontra con il silenzio totale di Gesù. Risentito, lo schernisce, gli mette addosso un manto splendido e lo rimanda a Pilato. Ironia della sorte, questo episodio riconcilia Pilato ed Erode. Solo Luca riferisce questa comparizione (Luca 23.6-12), avvenuta verso le 7:30 del venerdì mattina della Passione.

    Giovanni 18.28-38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, da Caiàfa, menarono Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e così poter mangiare la pasqua.Pilato dunque uscì fuori verso di loro, e domandò: Quale accusa portate contro quest’uomo?Essi risposero e gli dissero: Se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo dato nelle mani.Pilato quindi disse loro: Pigliatelo voi, e giudicatelo secondo la vostra legge. I Giudei gli dissero: A noi non è lecito far morire alcuno.E ciò affinché si adempisse la parola che Gesù aveva detta, significando di qual morte dovea morire.Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: Sei tu il Re dei Giudei?Gesù gli rispose: Dici tu questo di tuo, oppure altri te l’hanno detto di me?Pilato gli rispose: Son io forse giudeo? La tua nazione e i capi sacerdoti t’hanno messo nelle mie mani; che hai fatto?Gesù rispose: Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perch’io non fossi dato in man de’ Giudei; ma ora il mio regno non è di qui.Allora Pilato gli disse: Ma dunque, sei tu re? Gesù rispose: Tu lo dici; io sono re; io sono nato per questo, e per questo son venuto nel mondo, per testimoniare della verità. Chiunque è per la verità ascolta la mia voce.Pilato gli disse: Che cos’è verità? E detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei, e disse loro: Io non trovo alcuna colpa in lui.
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  58. Il ritorno davanti a Ponzio Pilato

    La pericope PER344 analizza il ritorno di Gesù davanti a Ponzio Pilato dopo la sua comparizione davanti a Erode Antipa, episodio riferito soltanto da Luca. Pilato, non trovando alcuna colpa punibile con la morte secondo il diritto romano, cerca di resistere alla pressione dei capi religiosi ebrei. L’articolo propone una ricostruzione cronologica precisa della mattina del venerdì della Passione e solleva la questione linguistica degli scambi tra Gesù e Pilato, verosimilmente avvenuti in greco.

    Giovanni 18.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Pilato quindi disse loro: Pigliatelo voi, e giudicatelo secondo la vostra legge. I Giudei gli dissero: A noi non è lecito far morire alcuno.
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  59. I diversi maltrattamenti e la flagellazione

    PER347 analizza la flagellazione e i maltrattamenti inflitti a Gesù nel pretorio di Ponzio Pilato, il venerdì mattina della Passione. Pratica romana normalizzata che precedeva la crocifissione, questo supplizio è accompagnato dagli scherni dei soldati (corona di spine, manto di porpora). L’articolo confronta i racconti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni in un approccio sinottico, sottolineando la violenza istituzionale romana e la dignità conservata da Gesù nonostante gli oltraggi.

    Matteo 27.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Pilato a loro: Che farò dunque di Gesù detto Cristo? Tutti risposero: Sia crocifisso.
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  60. Gli sforzi di Pilato per salvare Gesù

    La pericope PER348 analizza i ripetuti tentativi di Ponzio Pilato di salvare Gesù durante il processo davanti al pretorio a Gerusalemme, un venerdì mattina. Basata principalmente su Giovanni 19.4-15, ripercorre le pressioni politiche e religiose che portano Pilato a condannare Gesù nonostante la sua convinzione della sua innocenza. Questo passo rivela la tensione tra giustizia, potere politico e autorità religiosa durante la Passione di Cristo.

    Marco 15.6-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or ogni festa di pasqua ei liberava loro un carcerato, qualunque chiedessero.C’era allora in prigione un tale chiamato Barabba, insieme a de’ sediziosi, i quali, nella sedizione, avean commesso omicidio.E la moltitudine, venuta su, cominciò a domandare ch’e’ facesse come sempre avea lor fatto.E Pilato rispose loro: Volete ch’io vi liberi il Re de’ Giudei?Poiché capiva bene che i capi sacerdoti glielo aveano consegnato per invidia.Ma i capi sacerdoti incitarono la moltitudine a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba.E Pilato, daccapo replicando, diceva loro: Che volete dunque ch’io faccia di colui che voi chiamate il Re de’ Giudei?Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo!E Pilato diceva loro: Ma pure, che male ha egli fatto? Ma essi gridarono più forte che mai: Crocifiggilo!E Pilato, volendo soddisfare la moltitudine, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, per esser crocifisso.Allora i soldati lo menarono dentro la corte che è il Pretorio, e radunarono tutta la coorte.E lo vestirono di porpora; e intrecciata una corona di spine, gliela misero intorno al capo,e cominciarono a salutarlo: Salve, Re de’ Giudei!E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso, e postisi inginocchioni, si prostravano dinanzi a lui.
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  61. Il titulus di Pilato

    Il titulus di Pilato è il cartello posto sulla croce di Gesù con la scritta 'Gesù di Nazaret, il re dei Giudei', redatta in ebraico, latino e greco. Pilato impone questa formulazione nonostante la protesta dei capi dei sacerdoti, affermando così un'autorità simbolica dopo aver ceduto sulla condanna. Questo atto rivela una tragica ironia: l'iscrizione proclama pubblicamente la regalità di Gesù proprio nel momento della sua morte.

    Marco 14.11-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essi, uditolo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava il modo opportuno di tradirlo.E il primo giorno degli azzimi, quando si sacrificava la pasqua, i suoi discepoli gli dissero: Dove vuoi che andiamo ad apparecchiarti da mangiar la pasqua?Ed egli mandò due dei suoi discepoli, e disse loro: Andate nella città, e vi verrà incontro un uomo che porterà una brocca d’acqua; seguitelo;e dove sarà entrato, dite al padron di casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza da mangiarvi la pasqua coi miei discepoli?Ed egli vi mostrerà di sopra una gran sala ammobiliata e pronta; quivi apparecchiate per noi.
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  62. Il cammino fino al monte Golgota, aiuto di Simone di Cirene

    PER350 analizza il cammino di Gesù verso il monte Golgota, a partire dal pretorio di Pilato. Indebolito dalla flagellazione, Gesù non riesce più a portare da solo la sua croce. Simone di Cirene viene requisito dai soldati. Luca menziona delle donne in lacrime tra la folla, Matteo riferisce il rifiuto di Gesù di una bevanda anestetizzante. Marco identifica Simone come padre di Alessandro e Rufo, figure note alle prime comunità cristiane. Una sinossi di Matteo, Marco e Luca illumina questo episodio che precede immediatamente la crocifissione, datata al venerdì mattina verso le 9.

    Matteo 27.32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or nell’uscire trovarono un Cireneo chiamato Simone, e lo costrinsero a portar la croce di Gesù.
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  63. La spartizione delle vesti e le derisioni

    La pericope PER353 analizza la spartizione delle vesti di Gesù e gli scherni durante la sua crocifissione sul Golgota. I quattro Vangeli convergono su questo episodio: i soldati tirano a sorte la tunica senza cuciture, adempiendo il Salmo 22.19. Luca riporta la preghiera di perdono di Gesù per i suoi carnefici, Marco il suo grido di abbandono e Matteo le derisioni dei passanti e dei capi religiosi. Questo articolo sinottico mette in luce la ricchezza teologica di ciascun racconto evangelico.

    Giovanni 19.25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria moglie di Cleopa, e Maria Maddalena.
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  64. Il dialogo con i due malfattori che gli stavano accanto

    La pericope 354 analizza l'unico dialogo riportato da Luca tra Gesù e i due malfattori crocifissi accanto a lui (Lc 23,39-43). Uno schernisce Gesù; l'altro riconosce la propria colpa, afferma l'innocenza di Gesù e chiede di essere accolto nel suo regno. Gesù gli promette il paradiso «oggi». Questo brano rivela un paradosso teologico centrale: Gesù salva dalla croce, manifestando un'autorità spirituale proprio là dove tutto sembra contraddirla.

    Luca 23.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù diceva: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno. Poi, fatte delle parti delle sue vesti, trassero a sorte.
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  65. La notte a mezzogiorno

    La pericope 356 analizza la comparsa delle tenebre durante la crocifissione di Gesù, da mezzogiorno alle 15, riferita dai tre sinottici. Questo evento cosmico è studiato nelle sue dimensioni cronologiche e teologiche: segno di giudizio divino, compimento profetico (Amos 8.9, Isaia 53) e velo pietoso sull'ignominia della croce. Precede le ultime parole di Gesù e la sua morte.

    Amos 8.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E in quel giorno avverrà, dice il Signore, l’Eterno, che io farò tramontare il sole a mezzodì, e in pieno giorno farò venire le tenebre sulla terra.
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  66. La morte del Messia Gesù

    La pericope PER357 analizza la morte di Gesù sulla croce al Golgota, il venerdì 1º aprile dell'anno 33 verso le 15, a partire dai quattro racconti evangelici. Matteo e Marco sono molto vicini; Luca riporta le ultime parole di Gesù e la reazione del centurione; Giovanni, testimone diretto, precisa gli eventi successivi alla morte e il loro compimento profetico. L'articolo include una cronologia precisa dei tre giorni e delle tre notti secondo il calendario ebraico.

    Matteo 27.45-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or dall’ora sesta si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.E verso l’ora nona Gesù gridò con gran voce: Elì, Elì, lamà sabactanì? cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?Ma alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Costui chiama Elia.E subito un di loro corse a prendere una spugna; e inzuppatala d’aceto e postala in cima ad una canna, gli die’ da bere.Ma gli altri dicevano: Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo.E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rendé lo spirito.
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  67. I segni straordinari che accompagnarono la morte di Gesù

    Alla morte di Gesù sul Golgota si verificano diversi segni straordinari: il velo del Tempio si squarcia dall'alto in basso, simboleggiando l'accesso diretto a Dio; un terremoto scuote la regione; le rocce si spaccano e le tombe si aprono. Questi fenomeni, riferiti soprattutto da Matteo, significano la fine dell'antica alleanza, l'avvento di una nuova e la vittoria di Cristo sulla morte, confermata dalla confessione del centurione romano.

    Marco 15.38-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo.E il centurione ch’era quivi presente dirimpetto a Gesù, avendolo veduto spirare a quel modo, disse: Veramente, quest’uomo era Figliuol di Dio!
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  68. I discepoli presenti alla crocifissione

    PER360 analizza i discepoli presenti alla crocifissione di Gesù sul Golgota, mettendo a confronto i quattro Vangeli. Erano in maggioranza donne — Maria madre di Gesù, Maria Maddalena, Salome, Maria di Cleopa — e l'apostolo Giovanni, l'unico uomo menzionato. Il loro coraggio contrasta con la fuga dei discepoli uomini. Gesù affida la madre a Giovanni, gesto di profonda umanità. Una tenebra soprannaturale copre la scena da mezzogiorno alle 15, venerdì 1º aprile del 33.

    Luca 8.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    e con lui erano i dodici e certe donne che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni,
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  69. Giuseppe d'Arimatea chiede il corpo di Gesù

    Giuseppe d'Arimatea, membro eminente del Sinedrio e discepolo segreto di Gesù, chiede coraggiosamente a Pilato la consegna del corpo del Crocifisso. Accompagnato da Nicodemo, organizza una sepoltura degna nella propria tomba nuova, prima dell'inizio del sabato. Questo episodio, attestato da tutti e quattro i vangeli, illustra il passaggio dalla discrezione a un atto pubblico di fede nel momento in cui i discepoli più vicini restano nascosti.

    Marco 15.42-47 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essendo già sera (poiché era Preparazione, cioè la vigilia del sabato),venne Giuseppe d’Arimatea, consigliere onorato, il quale aspettava anch’egli il Regno di Dio; e, preso ardire, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù.Pilato si maravigliò ch’egli fosse già morto; e chiamato a sé il centurione, gli domandò se era morto da molto tempo;e saputolo dal centurione, donò il corpo a Giuseppe.E questi, comprato un panno lino e tratto Gesù giù di croce, l’involse nel panno e lo pose in una tomba scavata nella roccia, e rotolò una pietra contro l’apertura del sepolcro.E Maria Maddalena e Maria madre di Iose stavano guardando dove veniva deposto.
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  70. Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo depongono il corpo di Gesù nella tomba

    Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, due membri del Sinedrio favorevoli a Gesù, seppelliscono il suo corpo venerdì 1° aprile dell'anno 33, prima del sabato. Nicodemo porta una grande quantità di aromi, Giuseppe mette a disposizione il suo sepolcro nuovo. Il loro gesto coraggioso e pubblico, compiuto secondo i riti ebraici, conferisce alla sepoltura del Messia una dimensione regale e onorifica, segnando la loro uscita dalla discrezione dopo la crocifissione.

    Giovanni 19.41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or nel luogo dov’egli fu crocifisso c’era un orto; e in quell’orto un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato posto.
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  71. La visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato

    Episodio esclusivo di Matteo, questa pericope racconta la visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato il sabato mattina per ottenere una guardia alla tomba di Gesù. Temendo una voce di risurrezione, fanno sigillare il sepolcro. Pilato, pragmatico, cede alla loro richiesta. Questo episodio rivela le tensioni tra il potere religioso ebraico e l'autorità romana, e prepara direttamente il racconto della risurrezione.

    Matteo 27.63-64 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Signore, ci siamo ricordati che quel seduttore, mentre viveva ancora, disse: Dopo tre giorni, risusciterò.Ordina dunque che il sepolcro sia sicuramente custodito fino al terzo giorno; che talora i suoi discepoli non vengano a rubarlo e dicano al popolo: E’ risuscitato dai morti; così l’ultimo inganno sarebbe peggiore del primo.
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  72. Le donne vanno alla tomba

    La pericope 364 racconta la partenza delle donne verso il sepolcro di Gesù, all'alba di domenica, attestata dai quattro vangeli. Mosse dalla loro fedeltà e dal loro attaccamento a Gesù, portano degli aromi senza aspettarsi una risurrezione. L'articolo sottolinea la loro costanza di fronte al venir meno degli apostoli, la loro incomprensione degli annunci della risurrezione e la loro ignoranza delle guardie poste al sepolcro. Un'analisi sinottica rigorosa nel quadro della Passione e della Risurrezione.

    Giovanni 20.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr’era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro.
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  73. La pietra rotolata via, il terremoto

    La mattina di Pasqua, alcune donne fedeli si recano alla tomba di Gesù per completare le cure funebri. Scoprono la pietra rotolata via e la tomba vuota. L’articolo analizza la loro fedeltà, in contrasto con la fuga degli apostoli, il loro attaccamento a Gesù e l’incomprensione generale di fronte agli annunci della risurrezione. Un approccio sinottico confronta Matteo, Marco, Luca e Giovanni su questo evento fondante.

    Matteo 17.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or com’essi percorrevano insieme la Galilea Gesù disse loro: Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini;e l’uccideranno, e al terzo giorno risusciterà. Ed essi ne furono grandemente contristati.
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  74. Il messaggio degli angeli

    La pericope PER366 analizza il messaggio degli angeli alle donne alla tomba, la domenica mattina della risurrezione. Confrontando Matteo, Marco e Luca, esamina le differenze sul numero degli angeli, sul vocabolario impiegato e sul posto delle donne come prime testimoni. Queste variazioni riflettono la libertà redazionale degli evangelisti e costituiscono indizi dell’autenticità storica del racconto della risurrezione.

    Genesi 18.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Abrahamo alzò gli occhi, ed ecco che scòrse tre uomini, i quali stavano dinanzi a lui; e come li ebbe veduti, corse loro incontro dall’ingresso della tenda, si prostrò fino a terra e disse:
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  75. Le donne avvertono i discepoli

    La pericope 367 esamina il momento in cui le donne avvertono i discepoli della risurrezione, mettendo a confronto Matteo 28.8, Marco 16.9-11, Luca 24.9-11 e Giovanni 20.2. Emerge una divergenza rilevante: Maria di Magdala sembra ignorare il messaggio degli angeli, diversamente dalle altre donne. L’ipotesi di una partenza anticipata di Maria prima dell’apparizione angelica permette di armonizzare i racconti e di spiegare la sua persistente incomprensione davanti alla tomba vuota.

    Marco 16.9-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale avea cacciato sette demoni.Costei andò ad annunziarlo a coloro ch’eran stati con lui, i quali facean cordoglio e piangevano.Ed essi, udito ch’egli viveva ed era stato veduto da lei, non lo credettero.
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  76. La reazione di Pietro e di Giovanni

    La pericope 368 analizza la reazione di Pietro e Giovanni dopo la testimonianza di Maria di Magdala sulla tomba vuota. I due apostoli corrono al sepolcro, vi scoprono le bende e il sudario piegato, ma non comprendono ancora la realtà della risurrezione. L'articolo armonizza i racconti di Luca 24.12 e Giovanni 20.3-12, distingue due annunci successivi ai discepoli e sottolinea l'incomprensione iniziale di fronte alle profezie di Gesù sulla sua risurrezione.

    Matteo 17.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or com’essi percorrevano insieme la Galilea Gesù disse loro: Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini;e l’uccideranno, e al terzo giorno risusciterà. Ed essi ne furono grandemente contristati.
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  77. Maria di Magdala resta presso il sepolcro

    Episodio esclusivo di Giovanni (Giovanni 20.11), questa pericope descrive Maria di Magdala che resta sola presso il sepolcro dopo la partenza di Pietro e Giovanni. Testimone fedele fin dal ministero di Gesù, interpreta dapprima la scomparsa del corpo come un trafugamento, prima di diventare la prima persona a cui il Risorto appare personalmente. L’articolo propone un’analisi cronologica e un’armonizzazione dei racconti evangelici della risurrezione.

    Marco 16.2-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E la mattina del primo giorno della settimana, molto per tempo, vennero al sepolcro sul levar del sole.E dicevano tra loro: Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?E alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pur molto grande.
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  78. Prima apparizione del Messia Gesù a Maria di Magdala

    La pericope PER370 analizza la prima apparizione di Cristo risorto a Maria di Magdala, la domenica 3 aprile dell’anno 33 al mattino, presso la tomba a Gerusalemme. Riferita principalmente da Giovanni (Gv 20,11-18) e confermata da Marco (Mc 16,9), questo incontro rivela l’iniziale ignoranza di Maria riguardo alla risurrezione, il suo equivoco nel prendere Gesù per un giardiniere e la natura particolare delle apparizioni pasquali. L’articolo adotta un rigoroso metodo sinottico confrontando i vangeli.

    Giovanni 20.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Detto questo, si voltò indietro, e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che era Gesù.Gesù le disse: Donna, perché piangi? Chi cerchi? Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai posto, e io lo prenderò.
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  79. Seconda apparizione del Messia Gesù alle altre donne

    La pericope PER371 analizza la seconda apparizione di Gesù risorto alle donne (Mt 28.9-10), la domenica mattina presso la tomba a Gerusalemme. L'articolo armonizza la tensione apparente tra Marco (silenzio e timore delle donne) e Matteo (incontro con Gesù), mostrando che questi racconti sono complementari: Marco descrive la reazione immediata di stupore, Matteo vi aggiunge la gioia. Solo Matteo riferisce questa apparizione specifica.

    Luca 24.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma essi, smarriti e impauriti, pensavano di vedere uno spirito.
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  80. L’apparizione del Messia Gesù a Pietro

    L’apparizione di Gesù risorto a Simon Pietro è attestata da Luca 24.34 e 1 Corinzi 15.3-5, ma nessun evangelista ne descrive il contenuto. Collocato nella domenica 3 aprile dell’anno 33 d.C., dopo le apparizioni alle donne e prima di quella ai discepoli di Emmaus, questo incontro intimo sembra essere una riconciliazione personale tra Gesù e Pietro dopo il suo rinnegamento. Pietro sarebbe così stato il primo apostolo a vedere il Signore risorto.

    Marco 16.13-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    e questi andarono ad annunziarlo agli altri; ma neppure a quelli credettero.Di poi, apparve agli undici, mentre erano a tavola; e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avean creduto a quelli che l’avean veduto risuscitato.
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  81. Le guardie avvertono le autorità ebraiche

    Matteo 28.11-15 riferisce che le guardie del sepolcro, testimoni involontari della risurrezione, si recarono dalle autorità ebraiche. Queste le corruppero perché diffondessero la tesi del furto del corpo da parte dei discepoli. L'articolo analizza il valore apologetico di questa testimonianza esterna alla cerchia cristiana e le contraddizioni della versione ufficiale, sottolineando che questo episodio, esclusivo di Matteo, si inserisce nella cronologia pasquale di domenica 3 aprile dell'anno 33.

    Luca 24.36-49 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or mentr’essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: Pace a voi!Ma essi, smarriti e impauriti, pensavano di vedere uno spirito.Ed egli disse loro: Perché siete turbati? E perché vi sorgono in cuore tali pensieri?Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché son ben io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io.E detto questo, mostrò loro le mani e i piedi.Ma siccome per l’allegrezza non credevano ancora, e si stupivano, disse loro: Avete qui nulla da mangiare?Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito;ed egli lo prese, e mangiò in loro presenza.Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute.Allora apri loro la mente per intendere le Scritture, e disse loro:Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno,e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.Or voi siete testimoni di queste cose.Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza.
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Approfondimenti
  • ANN056 I Vangeli in cifre

    L’articolo analizza i Vangeli attraverso la lenta esplorazione delle pericopi, discutendo l’anteriorità e la dipendenza dei racconti. Basato su una suddivisione…

Presentazione dei quattro Vangeli

Questo percorso costituisce una porta d’ingresso essenziale per chiunque desideri iniziare alla lettura dei testi evangelici. Pone le basi necessarie per la comprensione dei quattro racconti della vita di Gesù, esaminandone l’origine, la struttura e le intenzioni proprie di ciascuno dei loro autori.

Matteo, Marco, Luca e Giovanni hanno scritto ciascuno per un pubblico diverso, con uno stile e una teologia propri. Questa presentazione permette di cogliere tali particolarità prima di entrare nel dettaglio dei racconti, mostrando ciò che distingue questi testi tanto quanto ciò che li unisce attorno a un medesimo personaggio centrale.

Questo percorso prepara anche alla lettura sinottica, cioè alla messa in parallelo dei Vangeli, un approccio al centro di molti studi proposti su questo sito. Comprendere i quattro Vangeli nella loro singolarità significa apprezzare meglio la ricchezza e la profondità della testimonianza che essi rendono insieme sulla vita e sull’insegnamento di Gesù.

  1. Perché e come Luca scrisse il suo Vangelo?

    Questo articolo illustra le ragioni e il metodo di Luca nello scrivere il suo Vangelo, sottolineando il suo approccio accurato e storico nel raccogliere resoconti affidabili sulla vita di Gesù.

    Luca 1.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché molti hanno intrapreso ad ordinare una narrazione de’ fatti che si son compiuti tra noi,secondo che ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola,è parso bene anche, a me dopo essermi accuratamente informato d’ogni cosa dall’origine, di scrivertene per ordine, o eccellentissimo Teofilo,affinché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate.
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  2. Come complemento
    • ANN001 Il Vangelo di Luca

      Il Vangelo secondo Luca forma insieme agli Atti degli Apostoli un'opera in due volumi dedicata alle origini del cristianesimo. Luca non è stato testimone…

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

Questo percorso copre un periodo cruciale del ministero pubblico di Gesù, compreso tra due celebrazioni annuali della Pasqua ebraica. Si inserisce nell’approccio sinottico che consiste nel leggere e confrontare in parallelo i racconti dei quattro Vangeli, per ricostruire la cronologia della vita e dell’insegnamento del Messia.

Durante questo intervallo, Gesù intensifica la sua missione in Galilea e oltre: insegna alle folle, forma i suoi discepoli, compie segni e getta le basi di ciò che diventerà il Discorso della montagna. Questi eventi rappresentano il cuore della sua azione pubblica, il momento in cui la sua parola e le sue opere si dispiegano con la massima ampiezza.

Leggere gli articoli di questo percorso permette di cogliere la progressione drammatica del ministero di Gesù, tra una crescente accoglienza popolare e le prime opposizioni religiose. La struttura basata sulle feste di Pasqua offre un punto di riferimento temporale concreto, ancorato al calendario liturgico ebraico che gli stessi Vangeli utilizzano per scandire il loro racconto.

  1. La testimonianza della famiglia del Messia Gesù

    Questo articolo esamina i rapporti tesi tra Gesù, la sua famiglia e le autorità religiose, basandosi principalmente sul Vangelo secondo Marco. Descrivendo l'atteggiamento inizialmente scettico della sua famiglia, mette in luce le dinamiche dei rapporti con i farisei e la successiva conversione di alcuni membri della famiglia dopo la risurrezione.

    Marco 3.20-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi entrò in una casa, e la moltitudine si adunò di nuovo, talché egli ed i suoi non potevan neppur prender cibo.or i suoi parenti, udito ciò, vennero per impadronirsi di lui, perché dicevano:
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  2. Risurrezione della figlia di Giairo

    L’articolo esplora la risurrezione della figlia di Giairo e la guarigione di una donna malata da parte di Gesù, secondo i vangeli di Matteo, Marco e Luca. L’importanza della fede in questi racconti è sottolineata, così come le differenze e le somiglianze nei dettagli degli avvenimenti. Questi miracoli illustrano la compassione di Gesù e la sua potenza di guarigione.

    Marco 5.21-43 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, una gran moltitudine si radunò attorno a lui; ed egli stava presso il mare.Ed ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si getta ai piedie lo prega istantemente, dicendo: La mia figliuola è agli estremi. Vieni a metter sopra lei le mani, affinché sia salva e viva.E Gesù andò con lui, e gran moltitudine lo seguiva e l’affollava.Or una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni,e molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz’alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata,avendo udito parlar di Gesù, venne per di dietro fra la calca e gli toccò la vesta, perché diceva:Se riesco a toccare non foss’altro che le sue vesti, sarò salva.E in quell’istante il suo flusso ristagnò; ed ella sentì nel corpo d’esser guarita di quel flagello.E subito Gesù, conscio della virtù ch’era emanata da lui, voltosi indietro in quella calca, disse: Chi mi ha toccato le vesti?E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi come la folla ti si serra addosso e dici: Chi mi ha toccato?Ed egli guardava attorno per vedere colei che avea ciò fatto.Ma la donna, paurosa e tremante, ben sapendo quel che era avvenuto in lei, venne e gli si gettò ai piedi, e gli disse tutta la verità.Ma Gesù le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace e sii guarita del tuo flagello.Mentr’egli parlava ancora, ecco arrivar gente da casa del capo della sinagoga, che gli dice: La tua figliuola è morta; perché incomodare più oltre il Maestro?Ma Gesù, inteso quel che si diceva, disse al capo della sinagoga: Non temere; solo abbi fede!E non permise ad alcuno di accompagnarlo, salvo che a Pietro, a Giacomo e a Giovanni, fratello di Giacomo.E giungono a casa del capo della sinagoga; ed egli vede del tumulto e gente che piange ed urla forte.Ed entrato, dice loro: Perché fate tanto strepito e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme.E si ridevano di lui. Ma egli, messili tutti fuori, prende seco il padre la madre della fanciulla e quelli che eran con lui, ed entra là dove era la fanciulla.E presala per la mano le dice: Talithà cumì! che interpretato vuole dire: Giovinetta, io tel dico, lèvati!E tosto la giovinetta s’alzò e camminava, perché avea dodici anni. E furono subito presi da grande stupore;ed egli comandò loro molto strettamente che non lo risapesse alcuno: e disse loro che le fosse dato da mangiare.
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  3. Guarigione della donna emorroissa

    L’articolo esplora la storia di una donna che soffriva di emorragie, guarita dalla sua fede toccando la veste di Gesù. Questo gesto manifesta la potenza di guarigione e la compassione di Gesù verso coloro che credono in lui, come riportato nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca.

    Marco 5.25-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni,e molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz’alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata,avendo udito parlar di Gesù, venne per di dietro fra la calca e gli toccò la vesta, perché diceva:Se riesco a toccare non foss’altro che le sue vesti, sarò salva.E in quell’istante il suo flusso ristagnò; ed ella sentì nel corpo d’esser guarita di quel flagello.E subito Gesù, conscio della virtù ch’era emanata da lui, voltosi indietro in quella calca, disse: Chi mi ha toccato le vesti?E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi come la folla ti si serra addosso e dici: Chi mi ha toccato?Ed egli guardava attorno per vedere colei che avea ciò fatto.Ma la donna, paurosa e tremante, ben sapendo quel che era avvenuto in lei, venne e gli si gettò ai piedi, e gli disse tutta la verità.Ma Gesù le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace e sii guarita del tuo flagello.
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  4. Moltiplicazione dei pani e dei pesci

    La moltiplicazione dei pani e dei pesci è un miracolo riportato nei Vangeli in cui Gesù sfama una folla di migliaia di persone con soli cinque pani e due pesci. Questa storia simboleggia la compassione e la potenza divina di Gesù, sottolineando al tempo stesso l’importanza della fede e del riconoscimento del suo vero ruolo spirituale.

    Giovanni 6.1-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose, Gesù se ne andò all’altra riva del mar di Galilea, ch’è il mar di Tiberiade.E una gran moltitudine lo seguiva, perché vedeva i miracoli ch’egli faceva sugl’infermi.Ma Gesù salì sul monte e quivi si pose a sedere co’ suoi discepoli.Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.Gesù dunque, alzati gli occhi e vedendo che una gran folla veniva a lui, disse a Filippo: Dove comprerem noi del pane perché questa gente abbia da mangiare?Diceva così per provarlo; perché sapeva bene quel che stava per fare.Filippo gli rispose: Dugento denari di pane non bastano perché ciascun di loro n’abbia un pezzetto.Uno de’ suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse:V’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente?Gesù disse: Fateli sedere. Or v’era molt’erba in quel luogo. La gente dunque si sedette, ed eran circa cinquemila uomini.Gesù quindi prese i pani; e dopo aver rese grazie, li distribuì alla gente seduta; lo stesso fece de’ pesci, quanto volevano.E quando furon saziati, disse ai suoi discepoli: Raccogliete i pezzi avanzati, ché nulla se ne perda.Essi quindi li raccolsero, ed empiron dodici ceste di pezzi che di que’ cinque pani d’orzo erano avanzati a quelli che avean mangiato.La gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesù avea fatto, disse: Questi è certo il profeta che ha da venire al mondo.Gesù quindi, sapendo che stavan per venire a rapirlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo.
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  5. Cammino sull'acqua

    L’articolo analizza come i vangeli descrivono Gesù che cammina sull’acqua, sottolineando la sua divinità e la fede dei discepoli. Matteo include l’episodio di Pietro che cammina anch’egli sull’acqua, mentre Marco e Giovanni descrivono lo stupore dei discepoli. L’evento illustra il potere di Gesù sulla natura e la necessità di credere in lui.

    Marco 6.45-52 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Subito dopo Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca e a precederlo sull’altra riva, verso Betsaida, mentre egli licenzierebbe la moltitudine.E preso commiato, se ne andò sul monte a pregare.E fattosi sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era solo a terra.E vedendoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, verso la quarta vigilia della notte, andò alla loro volta, camminando sul mare; e voleva oltrepassarli;ma essi, vedutolo camminar sul mare, pensarono che fosse un fantasma e si dettero a gridare;perché tutti lo videro e ne furono sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: State di buon cuore, son io; non temete!E montò nella barca con loro, e il vento s’acquetò; ed essi più che mai sbigottirono in loro stessi,perché non avean capito il fatto de’ pani, anzi il cuor loro era indurito.
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  6. Il nutrimento dei 4000

    L’articolo racconta la moltiplicazione dei pani in cui Gesù sfama miracolosamente quattromila persone. I racconti di Matteo e Marco descrivono la compassione di Gesù per la folla affamata, la moltiplicazione di sette pani e di alcuni pesci, e la raccolta di sette ceste di avanzi. Le differenze riguardano le destinazioni dopo l’evento: Magadan per Matteo e Dalmanutà per Marco.

    Matteo 15.32-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli, disse: Io ho pietà di questa moltitudine; poiché già da tre giorni sta con me e non ha da mangiare; e non voglio rimandarli digiuni, che talora non vengano meno per via.E i discepoli gli dissero: Donde potremmo avere, in un luogo deserto, tanti pani da saziare così gran folla?E Gesù chiese loro: Quanti pani avete? Ed essi risposero: Sette e pochi pescetti.Allora egli ordinò alla folla di accomodarsi per terra.Poi prese i sette pani ed i pesci; e dopo aver rese grazie, li spezzò e diede ai discepoli, e i discepoli alle folle.E tutti mangiarono e furon saziati; e de’ pezzi avanzati si levaron sette panieri pieni.Or quelli che aveano mangiato erano quattromila persone, senza contare le donne e i fanciulli.E, licenziate le turbe, Gesù entrò nella barca e venne al paese di Magadan.
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  7. Guarigione del cieco di Betsaida

    Gesù guarisce un cieco a Betsaida in un processo in due tappe, che simboleggia la progressione della fede. L’uso della saliva e del tocco fisico sottolinea il coinvolgimento diretto di Gesù. Il racconto mette in luce la compassione di Gesù e offre un profondo simbolo della crescita spirituale.

    Marco 8.22-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vennero in Betsaida; e gli fu menato un cieco, e lo pregarono che lo toccasse.Ed egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuor dal villaggio; e sputatogli negli occhi e impostegli le mani, gli domandò:Vedi tu qualche cosa? Ed egli, levati gli occhi, disse: Scorgo gli uomini, perché li vedo camminare, e mi paion alberi.Poi Gesù gli mise di nuovo le mani sugli occhi; ed egli riguardò e fu guarito e vedeva ogni cosa chiaramente.E Gesù lo rimandò a casa sua e gli disse: Non entrar neppure nel villaggio.
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  8. La trasfigurazione

    La Trasfigurazione, narrata in Matteo, Marco e Luca, rivela la divinità di Gesù. Egli è trasfigurato davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni su un monte. Mosè ed Elia appaiono, e una voce celeste dichiara Gesù il Figlio amato. Questi racconti sottolineano l’importanza di Gesù e del suo insegnamento.

    Matteo 17.1-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Sei giorni dopo, Gesù prese seco Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte.E fu trasfigurato dinanzi a loro; la sua faccia risplendé come il sole, e i suoi vestiti divennero candidi come la luce.Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che stavan conversando con lui.E Pietro prese a dire a Gesù: Signore, egli è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende: una per te, una per Mosè ed una per Elia.Mentr’egli parlava ancora, ecco una nuvola luminosa li coperse della sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo.E i discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra, e furon presi da gran timore.Ma Gesù, accostatosi, li toccò e disse: Levatevi, e non temete.Ed essi, alzati gli occhi, non videro alcuno, se non Gesù tutto solo.Poi, mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro quest’ordine: Non parlate di questa visione ad alcuno, finché il Figliuol dell’uomo sia risuscitato dai morti.E i discepoli gli domandarono: Perché dunque dicono gli scribi che prima deve venir Elia?Ed egli, rispondendo, disse loro: Certo, Elia deve venire e ristabilire ogni cosa.Ma io vi dico: Elia è già venuto, e non l’hanno riconosciuto; anzi, gli hanno fatto tutto quello che hanno voluto; così anche il Figliuol dell’uomo ha da patire da loro.Allora i discepoli intesero ch’era di Giovanni Battista ch’egli aveva loro parlato.
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  9. Il buon grano e la zizzania

    L'articolo analizza la parabola del grano e della zizzania, in cui Gesù spiega la coesistenza del bene e del male nel mondo. Questa storia mette in risalto la pazienza divina e l'idea di un giudizio finale. Gli insegnamenti che ne derivano offrono importanti spunti spirituali per i credenti.

    Matteo 13.24-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un uomo che ha seminato buona semenza nel suo campo.Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò delle zizzanie in mezzo al grano e se ne andò.E quando l’erba fu nata ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie.E i servitori del padron di casa vennero a dirgli: Signore, non hai tu seminato buona semenza nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?Ed egli disse loro: Un nemico ha fatto questo. E i servitori gli dissero: Vuoi tu che l’andiamo a cogliere?Ma egli rispose: No, che talora, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insiem con esse il grano.Lasciate che ambedue crescano assieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura, io dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio.
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  10. Le nozze di Cana

    Le nozze di Cana (Giovanni 2,1-11) costituiscono il primo segno compiuto da Gesù, che trasforma l’acqua in vino durante un matrimonio a Cana in Galilea, nel novembre 29. Solo Giovanni riferisce questo episodio. L’articolo esplora le ipotesi sulla presenza della famiglia di Gesù, propone Natanaele come possibile sposo e sottolinea che questo miracolo rafforza la fede dei discepoli manifestando la gloria del Messia.

    Giovanni 2.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e c’era la madre di Gesù.
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  11. Un passaggio a Cafarnao

    Dopo le nozze di Cana, Gesù, il Messia, visita Cafarnao con la famiglia, intorno al 1º dicembre 29. Solo Giovanni riferisce questo episodio (Giovanni 2,12). Vi ritrova i discepoli Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni e stringe amicizia con Zebedeo e Salome. Questa città diventerà in seguito il centro del suo ministero in Galilea. Dopo questo passaggio torna a Nazaret, prima di raggiungere Giovanni il Battista a Ennòn.

    Giovanni 2.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo questo, scese a Capernaum, egli con sua madre, co’ suoi fratelli e i suoi discepoli; e stettero quivi non molti giorni.
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  12. I mercanti scacciati dal Tempio

    La pericope 39 studia l’episodio della purificazione del Tempio da parte di Gesù, come riferito da Giovanni (Giovanni 2,14-22). L’autore sostiene la tesi di due eventi distinti separati da tre anni. Il primo si colloca durante la prima Pasqua del ministero di Gesù (7 aprile 30). L’articolo esplora il contesto storico del Tempio erodiano, il ruolo di Caifa e del Sinedrio e due insegnamenti chiave: lo zelo di Gesù per la casa di Dio e l’annuncio profetico della sua risurrezione.

    Matteo 21.12-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù entrò nel tempio e cacciò fuori tutti quelli che quivi vendevano e compravano; e rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi.E disse loro: Egli è scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione; ma voi ne fate una spelonca di ladroni.
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  13. La seconda festa di Pasqua a Gerusalemme

    L'articolo analizza il secondo pellegrinaggio pasquale di Gesù a Gerusalemme, evocato in Giovanni 5:1. Sebbene Giovanni non nomini esplicitamente la Pasqua, il contesto cronologico suggerisce questa festa. Gesù ne approfitta per predicare e discutere con le autorità religiose. Gli incontri avvengono nel cortile del Tempio, mentre l'afflusso di pellegrini gli offre un pubblico vario.

    Luca 6.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne che in un giorno di sabato egli passava per i seminati; e i suoi discepoli svellevano delle spighe, e sfregandole con le mani, mangiavano.
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  14. La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda

    L'articolo analizza la guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda durante il sabato, illustrando l'affermazione di Gesù come signore del sabato e le tensioni con i farisei. Giovanni presenta il miracolo come un gesto deliberato per far riflettere sulle leggi del giudaismo, rivelando le deviazioni della loro interpretazione da parte delle autorità religiose.

    Giovanni 5.2-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.E per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavan d’ucciderlo; perché facea quelle cose di sabato.
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  15. La predicazione in Galilea continua

    L'articolo tratta la predicazione di Gesù in Galilea nel 31 e la sua crescente notorietà nonostante il rifiuto delle autorità religiose. Secondo i Vangeli, operava soprattutto a Cafarnao, predicando nelle sinagoghe e compiendo molti miracoli. Il ministero attira folle anche da fuori della Galilea.

    Matteo 4.23-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando l’evangelo del Regno, sanando ogni malattia ed ogni infermità fra il popolo.E la sua fama si sparse per tutta la Siria; e gli recarono tutti i malati colpiti da varie infermità e da vari dolori, indemoniati, lunatici, paralitici; ed ei li guarì.E grandi folle lo seguirono dalla Galilea e dalla Decapoli e da Gerusalemme e dalla Giudea e d’oltre il Giordano.
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  16. Le parabole della stoffa nuova e del vino nuovo

    Le parabole della stoffa nuova e del vino nuovo illustrano la rottura radicale tra giudaismo e cristianesimo. Pronunciate da Gesù in risposta ai discepoli di Giovanni Battista riguardo al digiuno, affermano che non si possono mescolare il vecchio e il nuovo. Il cambiamento richiesto è una trasformazione completa, non una riforma, e invita ogni uomo a scegliere il Maestro che seguirà.

    Marco 2.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Niuno cuce un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio; altrimenti la toppa nuova porta via del vecchio, e lo strappo si fa peggiore.E niuno mette del vin nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino fa scoppiare gli otri; ma il vino nuovo va messo in otri nuovi.
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  17. Gesù è il signore del sabato

    Gesù e i discepoli attraversano un campo di grano di sabato (5 aprile 31, in Galilea). I farisei li accusano di violare la legge sabbatica. Gesù risponde citando l'esempio di Davide e afferma la propria autorità assoluta: il Figlio dell'uomo è Signore del sabato. Denuncia le deviazioni dell'interpretazione farisaica, contraria allo spirito originario della legge mosaica, e rivendica il diritto di ristabilire il vero sabato.

    Matteo 12.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo Gesù passò in giorno di sabato per i seminati; e i suoi discepoli ebbero fame e presero a svellere delle spighe ed a mangiare.E i Farisei, veduto ciò, gli dissero: Ecco, i tuoi discepoli fanno quel che non è lecito di fare in giorno di sabato.Ma egli disse loro: Non avete voi letto quel che fece Davide, quando ebbe fame, egli e coloro ch’eran con lui?Come egli entrò nella casa di Dio, e come mangiarono i pani di presentazione i quali non era lecito di mangiare né a lui, né a quelli ch’eran con lui, ma ai soli sacerdoti?Ovvero, non avete voi letto nella legge che nei giorni di sabato, i sacerdoti nel tempio violano il sabato e non ne son colpevoli?Or io vi dico che v’è qui qualcosa di più grande del tempio.E se sapeste che cosa significhi: Voglio misericordia e non sacrifizio, voi non avreste condannato gl’innocenti;perché il Figliuol dell’uomo è signore del sabato.
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  18. La guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata

    La pericope 77 racconta la guarigione di un uomo dalla mano paralizzata nella sinagoga di Capernaum, un sabato dell'anno 31. Riportato da Matteo, Marco e Luca, l'episodio rivela la crescente tensione tra Gesù e i farisei. Questi ultimi cercano di accusarlo e rifiutano di vedere i miracoli compiuti. L'anno 31 si conclude con una rottura tra Gesù e le autorità religiose ebraiche.

    Matteo 12.9-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E, partitosi di là, venne nella loro sinagoga.Ed ecco un uomo che avea una mano secca. Ed essi, affin di poterlo accusare, fecero a Gesù questa domanda: E’ egli lecito far delle guarigioni in giorno di sabato?Ed egli disse loro: Chi è colui fra voi che, avendo una pecora, s’ella cade in giorno di sabato in una fossa non la prenda e la tragga fuori?Or quant’è un uomo da più d’una pecora! E’ dunque lecito di far del bene in giorno di sabato.Allora disse a quell’uomo: Stendi la tua mano. E colui la stese, ed ella tornò sana come l’altra.
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  19. Guarigione del paralitico di Betesda

    Questo articolo discute la guarigione del paralitico di Betesda da parte di Gesù, che illustra la compassione e l’autorità divina di Gesù. Il miracolo, avvenuto di sabato, provoca un conflitto con le rigide autorità giudaiche sulle leggi del sabato. Con questo atto Gesù sottolinea l’importanza della fede, della guarigione spirituale e della redenzione al di là delle restrizioni legali.

    Giovanni 5.1-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose ci fu una festa de’ Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme.Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.
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  20. I farisei progettano di assassinare il Messia Gesù

    La pericope 78 racconta la decisione dei farisei di assassinare il Messia Gesù dopo la guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata di sabato. Nell'anno 31, a Capernaum, una netta frattura contrappone le autorità religiose ostili al popolo ammirato. Voci dissidenti come Nicodemo e Gamaliele testimoniano un'opposizione interna al Sinedrio. Nonostante il complotto, Gesù prosegue con determinazione il suo ministero.

    Giovanni 7.45-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Le guardie dunque tornarono dai capi sacerdoti e dai Farisei, i quali dissero loro: Perché non l’avete condotto?Le guardie risposero: Nessun uomo parlò mai come quest’uomo!Onde i Farisei replicaron loro: Siete stati sedotti anche voi?Ha qualcuno de’ capi o de’ Farisei creduto in lui?Ma questa plebe, che non conosce la legge, è maledetta!Nicodemo (un di loro, quello che prima era venuto a lui) disse loro:La nostra legge giudica ella un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quel che ha fatto?Essi gli risposero: sei anche tu di Galilea? Investiga, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta.E ognuno se ne andò a casa sua.
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  21. Guarigione dell’uomo dalla mano inaridita

    L’articolo esplora il miracolo di Gesù che guarisce un uomo dalla mano inaridita, illustrando il suo confronto con i farisei sul significato del sabato. I Vangeli di Matteo, Marco e Luca narrano ciascuno questo avvenimento con sfumature diverse, sottolineando la compassione di Gesù e la rigidità delle autorità religiose.

    Matteo 12.9-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E, partitosi di là, venne nella loro sinagoga.Ed ecco un uomo che avea una mano secca. Ed essi, affin di poterlo accusare, fecero a Gesù questa domanda: E’ egli lecito far delle guarigioni in giorno di sabato?Ed egli disse loro: Chi è colui fra voi che, avendo una pecora, s’ella cade in giorno di sabato in una fossa non la prenda e la tragga fuori?Or quant’è un uomo da più d’una pecora! E’ dunque lecito di far del bene in giorno di sabato.Allora disse a quell’uomo: Stendi la tua mano. E colui la stese, ed ella tornò sana come l’altra.
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  22. Numerose guarigioni in Galilea

    La pericope 79 racconta le numerose guarigioni compiute da Gesù in Galilea, intorno a Capernaum, nell'anno 31. Di fronte a folle provenienti da tutto Israele, Gesù guarisce i malati e annuncia la salvezza, chiedendo discrezione. Matteo collega questi eventi alla profezia di Isaia 42.1-4 e vi vede una rivelazione trinitaria. La sua crescente fama contrasta con l'opposizione sempre maggiore dei farisei, gelosi della sua influenza sul popolo.

    Matteo 12.15-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma Gesù, saputolo, si partì di là; e molti lo seguirono, ed egli li guari tutti;e ordinò loro severamente di non farlo conoscere,affinché si adempisse quanto era stato detto per bocca del profeta Isaia:Ecco il mio Servitore che ho scelto; il mio diletto, in cui l’anima mia si è compiaciuta. Io metterò lo Spirito mio sopra lui, ed egli annunzierà giudicio alle genti.Non contenderà, né griderà, né alcuno udrà la sua voce nelle piazze.Ei non triterà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfar la giustizia.E nel nome di lui le genti spereranno.
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  23. La scelta dei dodici apostoli

    Gesù sceglie dodici discepoli tra i suoi seguaci e attribuisce loro il titolo di apostoli, termine greco che significa «inviato in missione». La scelta, compiuta dopo una notte di preghiera, corrisponde al numero delle tribù d'Israele. I Dodici ricevono autorità per guarire e proclamare la salvezza, costituendo il fondamento della Chiesa futura. L'articolo esplora l'etimologia del termine, la preghiera di Gesù, la questione della sua onniscienza e il caso di Giuda Iscariota.

    Giovanni 17.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Io non ti prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.
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  24. Proclamazione del Vangelo

    L'articolo «PER082 - Proclamazione del Vangelo» esplora le istruzioni profetiche di Gesù ai discepoli, ai quali annuncia persecuzioni future. Basato su Matteo 10.16-23, mette in luce il ruolo dello Spirito Santo. Questa formazione in Galilea prepara gli apostoli alle sfide future.

    Matteo 10.16-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.E guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in man de’ tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;e sarete menati davanti a governatori e re per cagion mia, per servir di testimonianza dinanzi a loro ed ai Gentili.Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non siate in ansietà del come parlerete o di quel che avrete a dire; perché in quell’ora stessa vi sarà dato ciò che avrete a dire.Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.Or il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.E quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; perché io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che il Figliuol dell’uomo sia venuto.
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  25. Il discorso della montagna (16), gli affanni e le preoccupazioni

    L’articolo esplora il discorso della montagna di Gesù, mettendo in risalto la fede rispetto alle preoccupazioni materiali, con insegnamenti tratti principalmente da Matteo e Luca, e spiegando come Gesù abbia esortato i suoi discepoli a confidare in Dio.

    Matteo 14.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù, stesa subito la mano, lo afferrò e gli disse: O uomo di poca fede, perché hai dubitato?
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  26. Guarigione dell’uomo posseduto e muto

    L’articolo descrive la guarigione di un uomo muto da parte di Gesù in Luca 11.14-15, mostrando la sua potenza sui demòni. La folla reagisce con stupore e scetticismo. Confrontato con Matteo 12.22-23, l’articolo illustra le percezioni divergenti di Gesù. I racconti sottolineano la sua autorità divina e le tensioni del suo ministero.

    Giovanni 21.25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte, le quali se si scrivessero ad una ad una, credo che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero.
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  27. Il Messia Gesù calma la tempesta

    Questo articolo esamina come, attraverso Matteo 8.23-27, Marco 4.35-41 e Luca 8.22-25, Gesù calmi una tempesta, mostrando la sua potenza divina. I racconti sottolineano la reazione spaventata dei discepoli e l’importanza della fede, con variazioni che riflettono le prospettive proprie di ciascun evangelista.

    Marco 4.35-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel medesimo giorno, fattosi sera, Gesù disse loro: Passiamo all’altra riva.E i discepoli, licenziata la moltitudine, lo presero, così com’era, nella barca. E vi erano delle altre barche con lui.Ed ecco levarsi un gran turbine di vento che cacciava le onde nella barca, talché ella già si riempiva.Or egli stava a poppa, dormendo sul guanciale. I discepoli lo destano e gli dicono: Maestro, non ti curi tu che noi periamo?Ed egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: Taci, calmati! E il vento cessò, e si fece gran bonaccia.Ed egli disse loro: Perché siete così paurosi? Come mai non avete voi fede?Ed essi furon presi da gran timore e si dicevano gli uni agli altri: Chi è dunque costui, che anche il vento ed il mare gli obbediscono?
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  28. Esorcismo dell'indemoniato di Gadara

    L’esorcismo di Gadara mostra Gesù che scaccia dei demòni dai Geraseni, secondo Matteo, Marco e Luca. I demòni riconoscono Gesù come il Figlio di Dio e chiedono di entrare in una mandria di porci, che poi annegherà. Questo atto dimostra l’autorità e la potenza redentrice di Gesù.

    Luca 8.26-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E navigarono verso il paese dei Geraseni che è dirimpetto alla Galilea.E quando egli fu smontato a terra, gli si fece incontro un uomo della città, il quale era posseduto da demoni, e da lungo tempo non indossava vestito, e non abitava casa ma stava ne’ sepolcri.Or quando ebbe veduto Gesù, dato un gran grido, gli si prostrò dinanzi, e disse con gran voce: Che v’è fra me e te, o Gesù, Figliuolo dell’Iddio altissimo? Ti prego, non mi tormentare.Poiché Gesù comandava allo spirito immondo d’uscir da quell’uomo; molte volte infatti esso se n’era impadronito; e benché lo si fosse legato con catene e custodito in ceppi, avea spezzato i legami, ed era portato via dal demonio ne’ deserti.E Gesù gli domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Legione; perché molti demoni erano entrati in lui.Ed essi lo pregavano che non comandasse loro d’andar nell’abisso.Or c’era quivi un branco numeroso di porci che pascolava pel monte; e que’ demoni lo pregarono di permetter loro d’entrare in quelli. Ed egli lo permise loro.E i demoni, usciti da quell’uomo, entrarono ne’ porci; e quel branco si avventò a precipizio giù nel lago ed affogò.E quando quelli che li pasturavano videro ciò ch’era avvenuto, se ne fuggirono e portaron la notizia in città e per la campagna.E la gente uscì fuori a veder l’accaduto; e venuta a Gesù, trovò l’uomo, dal quale erano usciti i demoni, che sedeva a’ piedi di Gesù, vestito ed in buon senno; e s’impaurirono.E quelli che aveano veduto, raccontarono loro come l’indemoniato era stato liberato.E l’intera popolazione della circostante regione de’ Geraseni pregò Gesù che se n’andasse da loro; perch’eran presi da grande spavento. Ed egli, montato nella barca, se ne tornò indietro.E l’uomo dal quale erano usciti i demoni, lo pregava di poter stare con lui, ma Gesù lo licenziò, dicendo:Torna a casa tua, e racconta le grandi cose che Iddio ha fatte per te. Ed egli se ne andò per tutta la città, proclamando quanto grandi cose Gesù avea fatte per lui.
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  29. Guarigione a Gennesaret

    L’articolo esplora i racconti di Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56, che descrivono le guarigioni operate da Gesù a Gennesaret. Gli abitanti riconoscono Gesù e si affrettano a radunare i malati perché possano toccare la sua veste, dimostrando la loro fede nella sua capacità di guarire. Questi racconti sottolineano la potenza miracolosa di Gesù e l’importanza della fede dei guariti.

    Matteo 14.34-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E, passati all’altra riva, vennero nel paese di Gennezaret.E la gente di quel luogo, avendolo riconosciuto, mandò per tutto il paese all’intorno, e gli presentaron tutti i malati,e lo pregavano che lasciasse loro toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito; e tutti quelli che lo toccarono furon completamente guariti.
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  30. Guarigione della figlia della donna cananea

    Questo articolo analizza la guarigione della figlia della donna cananea da parte di Gesù, mettendo in luce la sua fede e l’estensione del messaggio di Gesù ai pagani.

    Matteo 15.21-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E partitosi di là, Gesù si ritirò nelle parti di Tiro e di Sidone.Quand’ecco, una donna cananea di que’ luoghi venne fuori e si mise a gridare: Abbi pietà di me, Signore, figliuol di Davide; la mia figliuola è gravemente tormentata da un demonio.Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano dicendo: Licenziala, perché ci grida dietro.Ma egli rispose: Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele.Ella però venne e gli si prostrò dinanzi, dicendo: Signore, aiutami!Ma egli rispose: Non è bene prendere il pan de’ figliuoli per buttarlo ai cagnolini.Ma ella disse: Dici bene, Signore; eppure anche i cagnolini mangiano dei minuzzoli che cadono dalla tavola dei lor padroni.Allora Gesù le disse: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell’ora la sua figliuola fu guarita.
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  31. La partenza del Messia Gesù verso altre città

    La pericope 112 analizza il viaggio itinerante di Gesù verso le città e i villaggi della Galilea (Mt 11.1), collocato nel maggio-giugno 31. A differenza di Giovanni Battista, che rimaneva in un luogo fisso, Gesù percorreva attivamente la regione per annunciare il Regno dei Cieli, guidato dallo Spirito Santo, così da raggiungere anche i più poveri che non potevano recarsi da lui.

    Matteo 11.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne che quando ebbe finito di dar le sue istruzioni ai suoi dodici discepoli, Gesù si partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.
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  32. La domanda di Giovanni Battista

    In prigione, Giovanni Battista manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù se sia davvero il Messia atteso. Gesù risponde con le sue opere — guarigioni, risurrezioni, annuncio ai poveri — richiamandosi a Isaia 35.5. L'articolo analizza la divergenza fra i due ministeri, la logica redazionale di Matteo e il forte significato cristologico implicito nel riferimento profetico: Gesù è Dio che viene a salvare il suo popolo (Is 35.4).

    Isaia 35.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora s’apriranno gli occhi dei ciechi, e saranno sturati gli orecchi de’ sordi;
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  33. Il Messia Gesù nella casa del fariseo

    A Cafarnao, Gesù accetta l'invito di un fariseo di nome Simone. Durante il pasto, una donna peccatrice unge i suoi piedi con lacrime e profumo. Di fronte al disprezzo di Simone, Gesù racconta una parabola sul perdono e dichiara la donna salvata dalla sua fede. Questo episodio, riferito soltanto da Luca (7,36-50), illustra la contrapposizione fra l'orgoglio religioso dei farisei e l'umiltà pentita che apre alla salvezza.

    Luca 7.44-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E voltosi alla donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non m’hai dato dell’acqua ai piedi; ma ella mi ha rigato i piedi di lagrime e li ha asciugati co’ suoi capelli.Tu non m’hai dato alcun bacio; ma ella, da che sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi.Tu non m’hai unto il capo d’olio; ma ella m’ha unto i piedi di profumo.
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  34. Gli spiriti impuri

    Questo articolo esamina l'insegnamento di Gesù sugli spiriti impuri, mettendo in evidenza l'importanza di una vera conversione e della presenza dello Spirito Santo per evitare una ricaduta spirituale dopo la liberazione.

    Luca 8.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    e con lui erano i dodici e certe donne che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni,
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  35. Una donna interrompe il Messia Gesù

    Questo articolo analizza un episodio riportato da Luca in cui una donna esprime la propria ammirazione per Gesù, mettendo così in luce il cambiamento sociale dell'epoca. Gesù risponde sottolineando l'importanza di coloro che ascoltano e mettono in pratica i suoi insegnamenti, trascendendo i tradizionali legami familiari.

    Luca 8.19-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or sua madre e i suoi fratelli vennero a lui; e non poteano avvicinarglisi a motivo della folla.E gli fu riferito: Tua madre e i tuoi fratelli son là fuori, che ti voglion vedere.Ma egli, rispondendo, disse loro: Mia madre e miei fratelli son quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.
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  36. La domanda di Pietro

    Questo articolo esplora la domanda posta da Pietro sui destinatari delle parabole di Gesù. Ambientato nei pressi di Capernaum, sottolinea le difficoltà dei discepoli nel comprendere gli insegnamenti, mettendo in luce l'importanza di comprendere il messaggio universale del regno di Dio. Luca è l'unico evangelista a riportare questo specifico intervento di Pietro.

    Luca 12.41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Pietro disse: Signore, questa parabola la dici tu per noi, o anche per tutti?
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  37. Il Messia Gesù motivo di divisioni

    L'articolo esamina come gli insegnamenti di Gesù creino divisioni, secondo i Vangeli. Il messaggio centrale è che seguire Gesù può condurre a conflitti personali e spirituali, ma offre un'opportunità unica di salvezza.

    Matteo 10.34-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non pensate ch’io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada.Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera;e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua.Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me;e chi non prende la sua croce e non vien dietro a me, non è degno di me.Chi avrà trovato la vita sua la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per cagion mia, la troverà.
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  38. Il paragone con la crescita del seme

    La pericope 142 analizza il paragone con la crescita del seme (Marco 4.26-29), l'unica parabola presente esclusivamente in Marco. Pronunciata presso Capernaum in Galilea intorno a novembre-dicembre del 31, insegna il mistero del Regno di Dio: crescita divina incomprensibile, ruolo del seminatore umano, progressione graduale della vita spirituale e prospettiva escatologica della mietitura finale.

    Marco 4.26-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Diceva ancora: Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra,e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch’egli stesso ignora.La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l’erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato.E quando il frutto è maturo, subito e’ vi mette la falce perché la mietitura è venuta.
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  39. Altre parabole non riportate

    La pericope PER144 esamina Marco 4.33-34, dove si riconosce che Gesù pronunciò numerose parabole non riportate dagli evangelisti. Ambientato nei pressi di Capernaum nel novembre-dicembre del 31, questo passo rivela la pedagogia progressiva di Gesù: una rivelazione adattata agli ascoltatori, una formazione approfondita dei discepoli e l'importanza della comprensione spirituale. Giovanni stesso riconosce (Gv 20.30; 21.25) che i Vangeli contengono solo una parte degli insegnamenti di Gesù.

    Giovanni 21.25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte, le quali se si scrivessero ad una ad una, credo che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero.
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  40. La parabola del tesoro nascosto

    La parabola del tesoro nascosto (Mt 13,44), riportata soltanto da Matteo, insegna che il regno dei cieli ha un valore incomparabile. Un uomo scopre un tesoro sepolto, lo ricopre, poi vende tutto per comprare il campo. Questa parabola illustra la gioia e la determinazione di colui che riconosce il valore supremo del Regno, pronto a sacrificare tutto per ottenerlo. Risuona in modo particolare con il percorso personale di Matteo, che aveva lasciato tutto per seguire Gesù.

    Matteo 13.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il regno de’ cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per l’allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.
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  41. Conclusione del Messia Gesù

    La pericope 150 chiude il discorso in parabole di Matteo 13. Gesù chiede ai suoi discepoli se hanno capito, poi descrive il discepolo ideale come uno scriba istruito nel regno, capace di trarre dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Questo passo sottolinea la complementarità dell'Antico e del Nuovo Testamento e la responsabilità degli insegnanti di trasmettere fedelmente l'insegnamento del Messia.

    Matteo 13.51-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Avete intese tutte queste cose? Essi gli risposero: Sì.Allora disse loro: Per questo, ogni scriba ammaestrato pel regno de’ cieli è simile ad un padron di casa il quale trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie.Or quando Gesù ebbe finite queste parabole, partì di là.
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  42. Il Messia Gesù placa la tempesta

    Dopo un'intensa giornata di insegnamento, Gesù attraversa il lago di Tiberiade con i suoi discepoli. Scoppia una violenta tempesta che minaccia di affondare la barca. Svegliato dai discepoli in preda al panico, Gesù ordina agli elementi di tacere e subito si fa una grande calma. Questo episodio, riportato da Matteo, Marco e Luca, rivela l'autorità divina di Gesù sulla natura e insegna l'importanza di una fede incrollabile anche nel cuore delle prove.

    Matteo 8.23-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essendo egli entrato nella barca, i suoi discepoli lo seguirono.Ed ecco farsi in mare una così gran burrasca, che la barca era coperta dalle onde; ma Gesù dormiva.E i suoi discepoli, accostatisi, lo svegliarono dicendo: Signore, salvaci, siam perduti.Ed egli disse loro: Perché avete paura, o gente di poca fede? Allora, levatosi, sgridò i venti ed il mare, e si fece gran bonaccia.E quegli uomini ne restaron maravigliati e dicevano: Che uomo è mai questo che anche i venti e il mare gli ubbidiscono?
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  43. La guarigione dell'indemoniato di Gadara

    La pericope 152 narra la guarigione dell'indemoniato di Gadara, riportata da Matteo (8.28-34), Marco (5.1-20) e Luca (8.26-40). Gesù arriva nel territorio di Gadara, incontra uomini posseduti che vivono fra le tombe e libera i demoni mandandoli in una mandria di porci che annegano nel lago. Questo episodio manifesta la potenza sovrana del Messia sulle forze demoniache e il suo ministero che si estende oltre i confini d'Israele.

    Matteo 8.28-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando fu giunto all’altra riva, nel paese de’ Gadareni, gli si fecero incontro due indemoniati, usciti dai sepolcri, così furiosi, che niuno potea passar per quella via.Ed ecco si misero a gridare: Che v’è fra noi e te, Figliuol di Dio? Sei tu venuto qua prima del tempo per tormentarci?Or lungi da loro v’era un gran branco di porci che pasceva.E i demoni lo pregavano dicendo: Se tu ci scacci, mandaci in quel branco di porci.Ed egli disse loro: Andate. Ed essi, usciti, se ne andarono nei porci; ed ecco tutto il branco si gettò a precipizio giù nel mare, e perirono nelle acque.E quelli che li pasturavano fuggirono; e andati nella città raccontarono ogni cosa e il fatto degl’indemoniati.Ed ecco tutta la città uscì incontro a Gesù; e, come lo videro lo pregarono che si partisse dai loro confini.
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  44. La guarigione della figlia di Iairo interrotta

    La pericope 153 racconta l'inizio dell'episodio della figlia di Giairo a Cafarnao (febbraio-marzo del 32 d.C.). Capo della sinagoga, Giairo supplica Gesù di guarire la sua unica figlia di 12 anni. Ma Gesù, trattenuto dalla folla, non arriva in tempo: la bambina muore. Questo racconto sinottico (Mt 9.18-19; Mc 5.21-24; Lc 8.40-42) solleva la questione della fede di Giairo di fronte alla prova della morte.

    Luca 8.40-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti lo stavano aspettando.Ed ecco venire un uomo, chiamato Iairo, che era capo della sinagoga; e gittatosi ai piedi di Gesù, lo pregava d’entrare in casa sua,perché avea una figlia unica di circa dodici anni, e quella stava per morire. Or mentre Gesù v’andava, la moltitudine l’affollava.
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  45. La guarigione della figlia di Giairo

    La pericope 155 narra la risurrezione della figlia di Giairo da parte del Messia Gesù a Cafarnao (febbr.-marzo del 32). Giairo, capo della sinagoga, si prostra davanti a Gesù per implorare la guarigione della figlia moribonda. Nonostante il ritardo causato dalla guarigione di una donna emorroissa, Gesù si reca alla casa, pronuncia «Talitha kum» e risuscita la ragazzina. Questo miracolo testimonia la sua autorità sulla morte e invita alla fede anche nelle situazioni disperate.

    Matteo 9.23-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando Gesù fu giunto alla casa del capo della sinagoga, ed ebbe veduto i sonatori di flauto e la moltitudine che facea grande strepito, disse loro: Ritiratevi;perché la fanciulla non è morta, ma dorme. E si ridevano di lui.Ma quando la moltitudine fu messa fuori, egli entrò, e prese la fanciulla per la mano, ed ella si alzò.E se ne divulgò la fama per tutto quel paese.
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  46. Invio dei dodici apostoli

    La pericope 162 racconta l'invio dei dodici apostoli da parte di Gesù in Galilea, alcune settimane prima della Pasqua (marzo 32 d.C.). Riportato da Matteo (10.1-15), Marco (6.6-13) e Luca (9.1-6), questo episodio mostra i discepoli inviati a due a due per predicare il regno, guarire e scacciare i demòni. Ogni evangelista apporta la propria prospettiva sulle istruzioni di viaggio e sulla natura della missione.

    Marco 6.6-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E si maravigliava della loro incredulità. E andava attorno per i villaggi circostanti, insegnando.Poi chiamò a sé i dodici e cominciò a mandarli a due a due; e dette loro potestà sugli spiriti immondi.E comandò loro di non prender nulla per viaggio, se non un bastone soltanto; non pane, non sacca, non danaro nella cintura:ma di calzarsi di sandali e di non portar tunica di ricambio.E diceva loro: Dovunque sarete entrati in una casa, trattenetevi quivi, finché non ve ne andiate di là;e se in qualche luogo non vi ricevono né v’ascoltano, andandovene di là, scotetevi la polvere di sotto ai piedi; e ciò serva loro di testimonianza.E partiti, predicavano che la gente si ravvedesse;cacciavano molti demoni, ungevano d’olio molti infermi e li guarivano.
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  47. Morte di Giovanni il Battista

    La pericope 163 analizza la reazione di Erode Antipa davanti alla fama di Gesù, che egli identifica con Giovanni il Battista risuscitato. Attraverso un confronto sinottico di Matteo 14.1-2, Marco 6.14-16 e Luca 9.7-9, l'articolo esplora le convergenze e le differenze tra i tre racconti, il contesto politico in Galilea nel marzo del 32 d.C. e il peso della colpa di Erode dopo l'uccisione di Giovanni il Battista.

    Luca 9.7-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ora, Erode il tetrarca udì parlare di tutti que’ fatti; e n’era perplesso, perché taluni dicevano: Giovanni è risuscitato dai morti;altri dicevano: E’ apparso Elia; ed altri: E’ risuscitato uno degli antichi profeti.Ma Erode disse: Giovanni l’ho fatto decapitare; chi è dunque costui del quale sento dir tali cose? E cercava di vederlo.
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  48. Richiamo dell'arresto di Giovanni il Battista

    La pericope PER164 richiama le circostanze dell'arresto di Giovanni il Battista, narrate da Matteo (14.3-5) e Marco (6.17-20). Giovanni fu imprigionato per aver denunciato pubblicamente il matrimonio illecito di Erode Antipa con Erodiade, ex moglie di suo fratello. Marco offre un ritratto sfumato di Erode, ambiguo e affascinato da Giovanni, mentre Matteo insiste sul suo timore della folla. È Erodiade a spingere alla morte del profeta, detenuto a Macheronte nel marzo del 32 d.C.

    Marco 6.17-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché esso Erode avea fatto arrestare Giovanni e l’avea fatto incatenare in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello, ch’egli, Erode, avea sposata.Giovanni infatti gli diceva: E’ non t’è lecito di tener la moglie di tuo fratello!Ed Erodiada gli serbava rancore e bramava di farlo morire, ma non poteva;perché Erode avea soggezione di Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e lo proteggeva; dopo averlo udito era molto perplesso, e l’ascoltava volentieri.
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  49. Richiamo alle circostanze dell'assassinio di Giovanni Battista

    La pericope 165 analizza le circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista secondo Matteo (14.6-12) e Marco (6.21-29). In Galilea, nel marzo del 32 d.C., Erode Antipa cede alla manipolazione di Erodiade attraverso la danza di Salome e fa decapitare il profeta. L'articolo sottolinea il parallelo tra il martirio di Giovanni e quello di Gesù, due figure messianiche ingiustamente condannate e sepolte in un sepolcro.

    Matteo 14.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo Erode, il tetrarca, udì la fama di Gesù,e disse ai suoi servitori: Costui è Giovanni Battista; egli è risuscitato dai morti, e però agiscono in lui le potenze miracolose.Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; perché Giovanni gli diceva:E’ non t’è lecito d’averla.E benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta.
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  50. Il ritorno degli apostoli

    Dopo la loro missione di evangelizzazione in Galilea, gli apostoli tornano da Gesù e gli rendono conto della loro attività. Marco sottolinea la loro stanchezza e il bisogno di riposo in un luogo deserto, mentre Luca precisa che il ritiro avviene verso Betsaida. Questa pericope mette in luce la compassione di Gesù verso i suoi discepoli, l'importanza del riposo nel ministero e la pratica del rendiconto apostolico. L'evento si colloca in Galilea nel marzo del 32.

    Luca 9.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E gli apostoli, essendo ritornati, raccontarono a Gesù tutte le cose che aveano fatte; ed egli, presili seco, si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsaida.
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  51. Il Messia Gesù si apparta con i suoi discepoli

    PER167 descrive il ritiro di Gesù e dei suoi discepoli verso Betsaida per riposarsi dopo un'intensa missione di evangelizzazione in Galilea, subito prima della Pasqua di aprile dell'anno 32. L'analisi sinottica di Matteo 14,13-14, Marco 6,31-32, Luca 9,10-11 e Giovanni 6,1-4 mostra convergenze e sfumature: il desiderio di isolamento, la folla che lo segue, le guarigioni e l'insegnamento. Questo episodio precede direttamente la moltiplicazione dei pani.

    Luca 9.10-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E gli apostoli, essendo ritornati, raccontarono a Gesù tutte le cose che aveano fatte; ed egli, presili seco, si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsaida.Ma le turbe, avendolo saputo, lo seguirono; ed egli, accoltele, parlava loro del regno di Dio, e guariva quelli che avean bisogno di guarigione.
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  52. Partenza per Betania al di là del Giordano

    L'articolo racconta il viaggio di Gesù da Gerusalemme a Betania, con tappe a Betania al di là del Giordano e a Gerico, dove compie miracoli. Deliberatamente ritardato, Gesù arriva e risuscita Lazzaro, scatenando una reazione delle autorità religiose.

    Giovanni 11.1-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or v’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella.Maria era quella che unse il Signore d’olio odorifero e gli asciugò i piedi co’ suoi capelli; e Lazzaro, suo fratello, era malato.Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami è malato.Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d’essa il Figliuol di Dio sia glorificato.Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.Come dunque ebbe udito ch’egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dov’era;poi dopo, disse a’ discepoli: Torniamo in Giudea!I discepoli gli dissero: Maestro, i Giudei cercavano or ora di lapidarti, e tu vuoi tornar là?Gesù rispose: Non vi son dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui.Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo.Perciò i discepoli gli dissero: Signore, s’egli dorme, sarà salvo.Or Gesù avea parlato della morte di lui; ma essi pensarono che avesse parlato del dormir del sonno.Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto;e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo a lui!Allora Toma, detto Didimo, disse ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi, per morire con lui!Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro.Or Betania non distava da Gerusalemme che circa quindici stadi;e molti Giudei eran venuti da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.Come dunque Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;e anche adesso so che tutto quel che chiederai a Dio, Dio te lo darà.Gesù le disse: Tuo fratello risusciterà.Marta gli disse: Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno.Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà;e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?Ella gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo.E detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: il Maestro è qui, e ti chiama.Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e venne a lui.Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta l’aveva incontrato.Quando dunque i Giudei ch’erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria s’era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe veduto, gli si gettò a’ piedi dicendogli: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch’eran venuti con lei piangere anch’essi, fremé nello spirito, si conturbò, e disse:Dove l’avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere!Gesù pianse.Onde i Giudei dicevano: Guarda come l’amava!Ma alcuni di loro dicevano: Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, fare anche che questi non morisse?Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura.Gesù disse: Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno.Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?Tolsero dunque la pietra. E Gesù, alzati gli occhi in alto, disse: Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito.Io ben sapevo che tu m’esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu m’hai mandato.E detto questo, gridò con gran voce: Lazzaro vieni fuori!E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d’uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare.
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Approfondimenti

Studio di Matteo

Il Vangelo di Matteo è uno dei quattro racconti canonici della vita di Gesù e costituisce il primo libro del Nuovo Testamento. Redatto per un pubblico di origine ebraica, presenta Gesù come il Messia annunciato dai profeti, intessendo numerosi legami con l’Antico Testamento. Questo percorso propone una lettura approfondita di questo testo fondatore, mettendo in luce le sue particolarità narrative e teologiche.

Gli articoli qui raccolti affrontano passi essenziali del Vangelo, dal contesto della nascita di Gesù e dai racconti della Natività fino ai grandi discorsi come il Discorso della montagna. Si inseriscono in un approccio di sinossi evangelica, che permette di confrontare Matteo con gli altri Vangeli per cogliere meglio le scelte redazionali proprie di questo autore.

Questo percorso interesserà tanto il lettore principiante quanto chi desidera approfondire la propria conoscenza dei Vangeli. Ogni studio offre chiavi di lettura storiche, culturali e teologiche per entrare più pienamente nel messaggio di questo testo.

  1. Il vero nome di Matteo?

    L’articolo discute l’identità del discepolo Matteo, chiamato anche Levi in alcuni Vangeli. Spiega che questa variazione di nome è dovuta alle pratiche onomastiche del I secolo, in cui le persone avevano spesso più nomi a seconda dei contesti sociali e religiosi.

    Matteo 9.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi Gesù, partitosi di là, passando, vide un uomo, chiamato Matteo, che sedeva al banco della gabella; e gli disse: Seguimi. Ed egli, levatosi, lo seguì.
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Approfondimenti
  • ANN008 Il Vangelo di Matteo

    Il Vangelo secondo Matteo è opera dell’apostolo, già esattore delle imposte di Cafarnao, designato dai Dodici per mettere per iscritto la loro testimonianza collettiva. Egli vuole mostrare…

Introduzione a Giovanni

Il Vangelo di Giovanni occupa un posto singolare tra i quattro Vangeli. A differenza dei vangeli sinottici di Matteo, Marco e Luca, che condividono una struttura narrativa comune e sono oggetto di uno studio comparato approfondito, Giovanni propone un approccio teologico distintivo, incentrato sulla rivelazione dell’identità divina di Gesù. Questo percorso introduttivo invita il lettore a entrare nell’universo proprio di questo scritto prima di esplorarne il contenuto versetto per versetto.

Questa introduzione copre le questioni essenziali di contesto: chi è l’autore, a chi si rivolge questo vangelo, in quale quadro storico e geografico è stato composto e quali sono le sue particolarità letterarie e teologiche rispetto agli altri tre racconti evangelici. Questi elementi di inquadramento sono indispensabili per leggere Giovanni con discernimento.

Iniziarsi a Giovanni significa anche scoprire un ricco vocabolario spirituale — luce, vita, verità, testimonianza — che struttura l’intero racconto. Questo percorso costituisce così una porta d’ingresso ideale per chiunque desideri accostarsi a questo vangelo con una solida comprensione delle sue intenzioni e della sua profondità.

  1. Gesù il Messia, il Verbo incarnato, e Giovanni il Battista, il Precursore

    L'articolo esplora come il Vangelo di Giovanni affermi che Gesù è il Verbo incarnato e Dio, con Giovanni il Battista come Precursore. L'apostolo Giovanni intende dimostrare che Gesù, sia Messia re sia figura divina, soddisfa le attese messianiche ebraiche.

    Giovanni 3.25-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Nacque dunque una discussione fra i discepoli di Giovanni e un Giudeo intorno alla purificazione.E vennero a Giovanni e gli dissero: Maestro, colui che era con te di là dal Giordano, e al quale tu rendesti testimonianza, eccolo che battezza, e tutti vanno a lui.Giovanni rispose dicendo: L’uomo non può ricever cosa alcuna, se non gli è data dal cielo.Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Io non sono il Cristo; ma son mandato davanti a lui.Colui che ha la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, si rallegra grandemente alla voce dello sposo; questa allegrezza che è la mia è perciò completa.
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  2. Il villaggio di Sicar in Samaria

    L’articolo tratta dell’incontro di Gesù con la Samaritana a Sicar e ne sottolinea l’importanza nel ministero in Galilea. La conversione del villaggio illustra il messaggio universale di Gesù.

    Giovanni 4.27-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel mentre giunsero i suoi discepoli, e si maravigliarono ch’egli parlasse con una donna; ma pur nessuno gli chiese: Che cerchi? o: Perché discorri con lei?La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente:Venite a vedere un uomo che m’ha detto tutto quello che ho fatto; non sarebb’egli il Cristo?La gente uscì dalla città e veniva a lui.Intanto i discepoli lo pregavano, dicendo: Maestro, mangia.Ma egli disse loro: Io ho un cibo da mangiare che voi non sapete.Perciò i discepoli si dicevano l’uno all’altro: Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?Gesù disse loro: Il mio cibo è di far la volontà di Colui che mi ha mandato, e di compiere l’opera sua.Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi vien la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate gli occhi e mirate le campagne come già son bianche da mietere.Il mietitore riceve premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore ed il mietitore si rallegrino assieme.Poiché in questo è vero il detto: L’uno semina e l’altro miete.Io v’ho mandati a mieter quello intorno a cui non avete faticato; altri hanno faticato, e voi siete entrati nella lor fatica.Or molti de’ Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna: Egli m’ha detto tutte le cose che ho fatte.Quando dunque i Samaritani furono venuti a lui, lo pregarono di trattenersi da loro; ed egli si trattenne quivi due giorni.E più assai credettero a motivo della sua parola;e dicevano alla donna: Non è più a motivo di quel che tu ci hai detto, che crediamo; perché abbiamo udito da noi, e sappiamo che questi è veramente il Salvator del mondo.
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Introduzione a Luca

Il Vangelo di Luca occupa un posto singolare tra i quattro racconti evangelici. Redatto da un medico e compagno dell’apostolo Paolo, si distingue per il suo rigore storico, la sua cura del dettaglio e la sua particolare sensibilità verso le persone emarginate, le donne e i poveri. Questa introduzione propone di entrare nell’universo letterario e teologico di Luca prima di percorrerne il contenuto.

Nell’ambito di uno studio sinottico, comprendere le particolarità di Luca è indispensabile. Mentre Matteo si rivolge in primo luogo a un pubblico ebraico e Marco privilegia l’azione, Luca costruisce un racconto ordinato e universale, destinato a un lettore greco colto. Il suo solenne prologo annuncia fin dall’inizio un’indagine condotta con cura a partire da testimoni oculari.

Questa introduzione affronta anche il contesto storico e geopolitico in cui Luca colloca il suo racconto, in particolare attorno alla nascita e all’infanzia di Gesù. I racconti della Natività, propri di Luca, rivelano una teologia dell’incarnazione ricca e sfumata.

Leggere Luca significa quindi scoprire un Vangelo al tempo stesso radicato nella storia e profondamente umano, che invita a cogliere chi è Gesù attraverso gli occhi di un osservatore attento e appassionato della condizione umana.

  1. Perché e come Luca scrisse il suo Vangelo?

    Questo articolo illustra le ragioni e il metodo di Luca nello scrivere il suo Vangelo, sottolineando il suo approccio accurato e storico nel raccogliere resoconti affidabili sulla vita di Gesù.

    Luca 1.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché molti hanno intrapreso ad ordinare una narrazione de’ fatti che si son compiuti tra noi,secondo che ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola,è parso bene anche, a me dopo essermi accuratamente informato d’ogni cosa dall’origine, di scrivertene per ordine, o eccellentissimo Teofilo,affinché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate.
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