Étude 1 sur 50 · Guérison de la belle-mère de l’Apôtre Pierre

  1. Étude 1 : Guérison de la belle-mère de l’Apôtre Pierre
  2. Étude 2 : La guérison d’un lépreux.
  3. Étude 3 : Guérison d’un paralytique
  4. Étude 4 : La guérison de l’infirme à la piscine de Bethesda
  5. Étude 5 : La guérison de l’homme à la main paralysée
  6. Étude 6 : La guérison d’un lépreux après le sermon sur la montagnes
  7. Étude 7 : La guérison du serviteur de l’officier romain
  8. Étude 8 : La guérison du démoniaque
  9. Étude 9 : La guérison du démoniaque de Gadara
  10. Étude 10 : La guérison de la fille de Jaïrus interrompue
  11. Étude 11 : La guérison de la femme à la perte de sang
  12. Étude 12 : La guérison de la fille de Jaïrus
  13. Étude 13 : Envoi des douze apôtres
  14. Étude 14 : Guérison de la fille de la femme syro-phénicienne
  15. Étude 15 : L'aveugle de Bethsaïda
  16. Étude 16 : Guérison d'une femme le jour du Sabbat
  17. Étude 17 : Guérison d'un homme atteint d'hydropisie
  18. Étude 18 : La guérison des dix lépreux
  19. Étude 19 : Guérison d'un aveugle de naissance
  20. Étude 20 : Le Messie Jésus affirme sa Divinité
  21. Étude 21 : Guérison d’aveugles et de boiteux
  22. Étude 22 : Guérison de l'homme possédé dans la synagogue de Capernaüm
  23. Étude 23 : Exorcisme à Capernaüm
  24. Studio 24: Guarigione di un uomo muto posseduto da un demonio
  25. Étude 25 : Guérison du fils d'un officiel royal
  26. Étude 26 : Guérison de la belle-mère de Pierre
  27. Étude 27 : La guérison d'un lépreux
  28. Étude 28 : Guérison du paralytique
  29. Étude 29 : Guérison du paralytique de Bethesda
  30. Étude 30 : Guérison de l’homme à la main desséchée
  31. Étude 31 : Guérison du lépreux
  32. Étude 32 : Guérison du serviteur du centurion
  33. Étude 33 : Guérison du démoniaque aveugle et muet
  34. Étude 34 : Guérison de l'homme possédé et muet
  35. Étude 35 : Résurrection de la fille de Jaïrus
  36. Étude 36 : Guérison de la femme hémorroïsse
  37. Étude 37 : Guérison de deux aveugles
  38. Étude 38 : Guérison à Génésareth
  39. Étude 39 : Guérison de la fille de la femme cananéenne
  40. Étude 40 : Guérison du sourd-muet
  41. Étude 41 : Guérison de l'aveugle de Bethsaïda
  42. Étude 42 : Guérison d'une femme le jour du Sabbat
  43. Étude 43 : Guérison d'un homme atteint d'hydropisie
  44. Étude 44 : Guérison des dix lépreux
  45. Étude 45 : Guérison de l'aveugle de naissance
  46. Étude 46 : Guérison de Bartimée l'aveugle
  47. Étude 47 : Guérison de Malchus
  48. Étude 48 : La belle-mère de Pierre
  49. Étude 49 : La guérison du boiteux
  50. Étude 50 : Veux-tu être guéri ?

L’inizio del ministero in Galilea

  • Guarigione della suocera dell'apostolo Pietro

    Questo articolo esamina la guarigione della suocera di Pietro da parte di Gesù, nella città di Cafarnao, in Galilea. Questo miracolo, riferito da tre vangeli, chiarisce il contesto familiare e sociale di Simon Pietro, illustrando il potere di Gesù sulle malattie e la sua coerenza con le pratiche religiose ebraiche.

    Luca 4.38-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, levatosi ed uscito dalla sinagoga, entrò in casa di Simone. Or la suocera di Simone era travagliata da una gran febbre; e lo pregarono per lei.Ed egli, chinatosi verso di lei, sgridò la febbre, e la febbre la lasciò; ed ella alzatasi prontamente, si mise a servirli.
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  • La guarigione di un lebbroso.

    Questo articolo esplora la guarigione di un lebbroso da parte di Gesù, illustrando la sua compassione e autorità messianica, e affronta le tensioni con le autorità religiose in Galilea.

    Matteo 11.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano, e l’Evangelo è annunziato ai poveri.
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  • Guarigione di un paralitico

    L'articolo affronta la guarigione di un paralitico da parte di Gesù a Cafarnao, sottolineando la sua divinità proclamata attraverso il perdono dei peccati, che scandalizza gli specialisti della legge e amplia il divario tra Gesù e le autorità religiose.

    Luca 5.17-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne, in uno di que’ giorni, ch’egli stava insegnando; ed eran quivi seduti de’ Farisei e de’ dottori della legge, venuti da tutte le borgate della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme; e la potenza del Signore era con lui per compier delle guarigioni.Ed ecco degli uomini che portavano sopra un letto un paralitico, e cercavano di portarlo dentro e di metterlo davanti a lui.E non trovando modo d’introdurlo a motivo della calca, salirono sul tetto, e fatta un’apertura fra i tegoli, lo calaron giù col suo lettuccio, in mezzo alla gente, davanti a Gesù.Ed egli, veduta la loro fede, disse: O uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi.Allora gli scribi e i Farisei cominciarono a ragionare, dicendo: Chi è costui che pronunzia bestemmie? Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, prese a dir loro: Che ragionate nei vostri cuori?Che cosa è più agevole dire: I tuoi peccati ti son rimessi, oppur dire: Lèvati e cammina?Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell’uomo ha sulla terra autorità di rimettere i peccati: Io tel dico (disse al paralitico), lèvati, togli il tuo lettuccio e vattene a casa tua.E in quell’istante, alzatosi in presenza loro e preso il suo giaciglio, se ne andò a casa sua, glorificando Iddio.E tutti furon presi da stupore e glorificavano Iddio; e pieni di spavento, dicevano: Oggi abbiamo visto cose strane.
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Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda

    L'articolo analizza la guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda durante il sabato, illustrando l'affermazione di Gesù come signore del sabato e le tensioni con i farisei. Giovanni presenta il miracolo come un gesto deliberato per far riflettere sulle leggi del giudaismo, rivelando le deviazioni della loro interpretazione da parte delle autorità religiose.

    Giovanni 5.2-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.E per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavan d’ucciderlo; perché facea quelle cose di sabato.
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  • La guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata

    La pericope 77 racconta la guarigione di un uomo dalla mano paralizzata nella sinagoga di Capernaum, un sabato dell'anno 31. Riportato da Matteo, Marco e Luca, l'episodio rivela la crescente tensione tra Gesù e i farisei. Questi ultimi cercano di accusarlo e rifiutano di vedere i miracoli compiuti. L'anno 31 si conclude con una rottura tra Gesù e le autorità religiose ebraiche.

    Matteo 12.9-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E, partitosi di là, venne nella loro sinagoga.Ed ecco un uomo che avea una mano secca. Ed essi, affin di poterlo accusare, fecero a Gesù questa domanda: E’ egli lecito far delle guarigioni in giorno di sabato?Ed egli disse loro: Chi è colui fra voi che, avendo una pecora, s’ella cade in giorno di sabato in una fossa non la prenda e la tragga fuori?Or quant’è un uomo da più d’una pecora! E’ dunque lecito di far del bene in giorno di sabato.Allora disse a quell’uomo: Stendi la tua mano. E colui la stese, ed ella tornò sana come l’altra.
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  • La guarigione di un lebbroso dopo il discorso della montagna

    Questo articolo esplora la guarigione di un lebbroso da parte di Gesù dopo il discorso della montagna, esaminando i diversi racconti nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. La guarigione viene descritta come una sfida alle rigide leggi sulla purificazione, e viene sottolineata l'importanza del rispetto della legge di Mosè. L'articolo si interroga sulla continuità tra i diversi racconti evangelici.

    Marco 1.40-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E un lebbroso venne a lui e buttandosi in ginocchio lo pregò dicendo: Se tu vuoi, tu puoi mondarmi!E Gesù, mosso a pietà, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio; sii mondato!E subito la lebbra sparì da lui, e fu mondato.E Gesù, avendogli fatte severe ammonizioni, lo mandò subito via e gli disse:Guardati dal farne parola ad alcuno; ma va’, mostrati al sacerdote ed offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto; e questo serva loro di testimonianza.
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  • La guarigione del servo dell'ufficiale romano

    L'articolo esplora la guarigione, da parte di Gesù, del servo di un ufficiale romano a Cafarnao, una dimostrazione di fede fuori dal comune e dell'autorità di Gesù su tutti i popoli.

    Matteo 8.5-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or quand’egli fu entrato in Capernaum, un centurione venne a lui pregandolo e dicendo:Signore, il mio servitore giace in casa paralitico, gravemente tormentato.Gesù gli disse: Io verrò e lo guarirò. Ma il centurione, rispondendo disse:Signore, io non son degno che tu entri sotto al mio tetto ma di’ soltanto una parola e il mio servitore sarà guarito.Poiché anch’io son uomo sottoposto ad altri ed ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: Va’, ed egli va; e ad un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo, ed egli lo fa.E Gesù, udito questo, ne restò maravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato cotanta fede.Or io vi dico che molti verranno di Levante e di Ponente e sederanno a tavola con Abramo e Isacco e Giacobbe, nel regno dei cieli;ma i figliuoli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori. Quivi sarà il pianto e lo stridor dei denti.E Gesù disse al centurione: Va’: e come hai creduto, siati fatto. E il servitore fu guarito in quell’ora stessa.
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  • La guarigione dell'indemoniato

    L'articolo esamina un episodio del ministero di Gesù a Cafarnao, dove egli guarisce un indemoniato, confrontandosi con i farisei che attribuiscono il suo potere a Satana. Gesù identifica questo atteggiamento come la bestemmia contro lo Spirito Santo, illustrando il suo uso delle parabole per istruire i discepoli.

    Marco 3.20-71 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi entrò in una casa, e la moltitudine si adunò di nuovo, talché egli ed i suoi non potevan neppur prender cibo.or i suoi parenti, udito ciò, vennero per impadronirsi di lui, perché dicevano:E’ fuori di sé. E gli scribi, ch’eran discesi da Gerusalemme, dicevano: Egli ha Beelzebub, ed è per l’aiuto del principe dei demoni, ch’ei caccia i demoni.Ma egli, chiamatili a sé, diceva loro in parabole: Come può Satana cacciar Satana?E se un regno è diviso in parti contrarie, quel regno non può durare.E se una casa è divisa in parti contrarie, quella casa non potrà reggere.E se Satana insorge contro se stesso ed è diviso, non può reggere, ma deve finire.Ed anzi niuno può entrar nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue masserizie, se prima non abbia legato l’uomo forte; allora soltanto gli prenderà la casa.In verità io vi dico: Ai figliuoli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita;ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha remissione in eterno, ma è reo d’un peccato eterno.Or egli parlava così perché dicevano: Ha uno spirito immondo.E giunsero sua madre ed i suoi fratelli; e fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare.Una moltitudine gli stava seduta attorno, quando gli fu detto: Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano.Ed egli rispose loro: Chi è mia madre? e chi sono i miei fratelli?E guardati in giro coloro che gli sedevano d’intorno, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli!Chiunque avrà fatta la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre.
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  • La guarigione dell'indemoniato di Gadara

    La pericope 152 narra la guarigione dell'indemoniato di Gadara, riportata da Matteo (8.28-34), Marco (5.1-20) e Luca (8.26-40). Gesù arriva nel territorio di Gadara, incontra uomini posseduti che vivono fra le tombe e libera i demoni mandandoli in una mandria di porci che annegano nel lago. Questo episodio manifesta la potenza sovrana del Messia sulle forze demoniache e il suo ministero che si estende oltre i confini d'Israele.

    Matteo 8.28-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando fu giunto all’altra riva, nel paese de’ Gadareni, gli si fecero incontro due indemoniati, usciti dai sepolcri, così furiosi, che niuno potea passar per quella via.Ed ecco si misero a gridare: Che v’è fra noi e te, Figliuol di Dio? Sei tu venuto qua prima del tempo per tormentarci?Or lungi da loro v’era un gran branco di porci che pasceva.E i demoni lo pregavano dicendo: Se tu ci scacci, mandaci in quel branco di porci.Ed egli disse loro: Andate. Ed essi, usciti, se ne andarono nei porci; ed ecco tutto il branco si gettò a precipizio giù nel mare, e perirono nelle acque.E quelli che li pasturavano fuggirono; e andati nella città raccontarono ogni cosa e il fatto degl’indemoniati.Ed ecco tutta la città uscì incontro a Gesù; e, come lo videro lo pregarono che si partisse dai loro confini.
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  • La guarigione della figlia di Iairo interrotta

    La pericope 153 racconta l'inizio dell'episodio della figlia di Giairo a Cafarnao (febbraio-marzo del 32 d.C.). Capo della sinagoga, Giairo supplica Gesù di guarire la sua unica figlia di 12 anni. Ma Gesù, trattenuto dalla folla, non arriva in tempo: la bambina muore. Questo racconto sinottico (Mt 9.18-19; Mc 5.21-24; Lc 8.40-42) solleva la questione della fede di Giairo di fronte alla prova della morte.

    Luca 8.40-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti lo stavano aspettando.Ed ecco venire un uomo, chiamato Iairo, che era capo della sinagoga; e gittatosi ai piedi di Gesù, lo pregava d’entrare in casa sua,perché avea una figlia unica di circa dodici anni, e quella stava per morire. Or mentre Gesù v’andava, la moltitudine l’affollava.
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  • La guarigione della donna che perdeva sangue

    La pericope 154 racconta la guarigione di una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, riportata da Matteo, Marco e Luca. A Cafarnao, ella tocca di nascosto il mantello di Gesù mentre egli si reca a casa di Giairo. Guarita all'istante, è riconosciuta pubblicamente da Gesù, che dichiara: 'La tua fede ti ha salvata.' L'articolo confronta i tre racconti sinottici ed esplora la portata teologica, cristologica e sociale di questo miracolo di fede.

    Luca 8.43-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni ed avea spesa ne’ medici tutta la sua sostanza senza poter esser guarita da alcuno,accostatasi per di dietro, gli toccò il lembo della veste; e in quell’istante il suo flusso ristagnò.E Gesù domandò: Chi m’ha toccato? E siccome tutti negavano, Pietro e quelli ch’eran con lui, risposero: Maestro, le turbe ti stringono e t’affollano.Ma Gesù replicò: Qualcuno m’ha toccato, perché ho sentito che una virtù è uscita da me.E la donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante, e gittatasi a’ suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per qual motivo l’avea toccato e com’era stata guarita in un istante.Ma egli le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace.
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  • La guarigione della figlia di Giairo

    La pericope 155 narra la risurrezione della figlia di Giairo da parte del Messia Gesù a Cafarnao (febbr.-marzo del 32). Giairo, capo della sinagoga, si prostra davanti a Gesù per implorare la guarigione della figlia moribonda. Nonostante il ritardo causato dalla guarigione di una donna emorroissa, Gesù si reca alla casa, pronuncia «Talitha kum» e risuscita la ragazzina. Questo miracolo testimonia la sua autorità sulla morte e invita alla fede anche nelle situazioni disperate.

    Giovanni 11.21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;
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  • Invio dei dodici apostoli

    La pericope 162 racconta l'invio dei dodici apostoli da parte di Gesù in Galilea, alcune settimane prima della Pasqua (marzo 32 d.C.). Riportato da Matteo (10.1-15), Marco (6.6-13) e Luca (9.1-6), questo episodio mostra i discepoli inviati a due a due per predicare il regno, guarire e scacciare i demòni. Ogni evangelista apporta la propria prospettiva sulle istruzioni di viaggio e sulla natura della missione.

    Luca 9.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ora Gesù, chiamati assieme i dodici, diede loro potestà ed autorità su tutti i demoni e di guarir le malattie.E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl’infermi.E disse loro: Non prendete nulla per viaggio: né bastone, né sacca, né pane, né danaro, e non abbiate tunica di ricambio.E in qualunque casa sarete entrati, in quella dimorate e da quella ripartite.E quant’è a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro città, scotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro a loro.Ed essi, partitisi, andavano attorno di villaggio in villaggio, evangelizzando e facendo guarigioni per ogni dove.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Guarigione della figlia della donna siro-fenicia

    Questo articolo esamina la guarigione della figlia della donna sirofenicia, sottolineando l’apertura del messaggio di Gesù ai gentili. A partire dai Vangeli di Matteo e Marco, mette in rilievo la fede umana al di là dei confini etnici e culturali. Il racconto evidenzia la missione prioritaria di Gesù verso Israele, riconoscendo al tempo stesso la dimostrazione di fede dei non ebrei.

    Marco 7.24-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, partitosi di là, se ne andò vero i confini di Tiro. Ed entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse; ma non poté restar nascosto,ché anzi, subito, una donna la cui figliuolina aveva uno spirito immondo, avendo udito parlar di lui, venne e gli si gettò ai piedi.Quella donna era pagana, di nazione sirofenicia, e lo pregava di cacciare il demonio dalla sua figliuola.Ma Gesù le disse: Lascia che prima siano saziati i figliuoli; ché non è bene prendere il pane dei figliuoli per buttarlo a’ cagnolini.Ma ella rispose: Dici bene, Signore; e i cagnolini, sotto la tavola, mangiano de’ minuzzoli dei figliuoli.E Gesù le disse: Per cotesta parola, va’; il demonio è uscito dalla tua figliuola.E la donna, tornata a casa sua, trovò la figliuolina coricata sul letto e il demonio uscito di lei.
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  • Il cieco di Betsaida

    L'articolo esplora l'unico miracolo della guarigione del cieco di Betsaida da parte di Gesù, narrato soltanto nel Vangelo di Marco. Questa guarigione progressiva in due tappe simboleggia la crescita spirituale e la graduale comprensione dei discepoli.

    Giovanni 9.1-7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E passando vide un uomo ch’era cieco fin dalla nascita.E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?Gesù rispose: Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.Bisogna che io compia le opere di Colui che mi ha mandato, mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare.Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo.Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco,e gli disse: Va’, làvati nella vasca di Siloe (che significa: mandato). Egli dunque andò e si lavò, e tornò che ci vedeva.
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  • Guarigione di una donna nel giorno di sabato

    La pericope 231 narra la guarigione, da parte di Gesù, di una donna inferma da diciotto anni, in giorno di sabato, in una sinagoga di Gerusalemme (Luca 13.10-17). Questo gesto suscita l'indignazione delle autorità religiose, che Gesù confonde mettendo in luce le loro contraddizioni. La folla, invece, ammira e glorifica Dio. L'episodio illustra la tensione tra la tradizione farisaica e l'applicazione autentica della legge divina, mettendo in evidenza al tempo stesso la fede perseverante di questa donna.

    Deuteronomio 5.12-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Osserva il giorno del riposo per santificarlo, come l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha comandato.Lavora sei giorni, e fa’ in essi tutta l’opera tua;ma il settimo giorno è giorno di riposo consacrato all’Eterno, al tuo Dio: non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il tuo forestiero che sta dentro le tue porte, affinché il tuo servo e la tua serva si riposino come tu.E ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto, e che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti tratto di là con mano potente e con braccio steso; perciò l’Eterno, il tuo Dio, ti ordina d’osservare il giorno del riposo.
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  • Guarigione di un uomo affetto da idropisia

    Un uomo affetto da idropisia viene guarito dal Messia Gesù durante un pasto sabbatico in casa di un fariseo a Gerusalemme. Davanti agli esperti della legge, Gesù pone una domanda sulla liceità di guarire di sabato, poi agisce senza attendere la loro risposta. I suoi interlocutori, incapaci di replicare, restano in silenzio. Luca è l'unico evangelista a riferire questo episodio (Luca 14.2-6), datato 4 dicembre dell'anno 32 d.C.

    Luca 14.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù prese a dire ai dottori della legge ed ai Farisei: E’ egli lecito o no far guarigioni in giorno di sabato? Ma essi tacquero.
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  • La guarigione dei dieci lebbrosi

    Questo articolo esplora la guarigione di dieci lebbrosi da parte di Gesù, con particolare attenzione alla riconoscenza e all'inclusione, in modo speciale attraverso un Samaritano. L'evento sottolinea la grazia divina e l'importanza della fede al di là delle divisioni etniche.

    Luca 17.11-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne che, nel recarsi a Gerusalemme, egli passava sui confini della Samaria e della Galilea.E come entrava in un certo villaggio, gli si fecero incontro dieci uomini lebbrosi, i quali, fermatisi da lontano,alzaron la voce dicendo: Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!E, vedutili, egli disse loro: Andate a mostrarvi a’ sacerdoti. E avvenne che, mentre andavano, furon mondati.E uno di loro, vedendo che era guarito, tornò indietro, glorificando Iddio ad alta voce;e si gettò ai suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo; e questo era un Samaritano.Gesù, rispondendo, disse: I dieci non sono stati tutti mondati? E i nove altri dove sono?Non si è trovato alcuno che sia tornato per dar gloria a Dio fuor che questo straniero?E gli disse: Lèvati e vattene: la tua fede t’ha salvato.
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  • Guarigione di un cieco nato

    Questo articolo esplora la guarigione di un cieco nato da parte di Gesù a Gerusalemme (Giovanni 9.1-34). La narrazione mette in evidenza la profondità teologica dell’evento, collegando simbolicamente le feste ebraiche alla missione di Gesù come luce del mondo. La guarigione sottolinea il messaggio spirituale e profetico del Vangelo secondo Giovanni.

    Giovanni 9.1-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E passando vide un uomo ch’era cieco fin dalla nascita.E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?Gesù rispose: Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.Bisogna che io compia le opere di Colui che mi ha mandato, mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare.Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo.Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco,e gli disse: Va’, làvati nella vasca di Siloe (che significa: mandato). Egli dunque andò e si lavò, e tornò che ci vedeva.Perciò i vicini e quelli che per l’innanzi l’avean veduto, perché era mendicante, dicevano: Non è egli quello che stava seduto a chieder l’elemosina?Gli uni dicevano: E’ lui. Altri dicevano: No, ma gli somiglia. Egli diceva: Son io.Allora essi gli domandarono: Com’è che ti sono stati aperti gli occhi?Egli rispose: Quell’uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: Vattene a Siloe e làvati. Io quindi sono andato, e mi son lavato e ho ricuperato la vista.Ed essi gli dissero: Dov’è costui? Egli rispose: Non so.Menarono a’ Farisei colui ch’era stato cieco.Or era in giorno di sabato che Gesù avea fatto il fango e gli avea aperto gli occhi.I Farisei dunque gli domandaron di nuovo anch’essi com’egli avesse ricuperata la vista. Ed egli disse loro: Egli mi ha messo del fango sugli occhi, mi son lavato, e ci veggo.Perciò alcuni dei Farisei dicevano: Quest’uomo non è da Dio perché non osserva il sabato. Ma altri dicevano: Come può un uomo peccatore far tali miracoli? E v’era disaccordo fra loro.Essi dunque dissero di nuovo al cieco: E tu, che dici di lui, dell’averti aperto gli occhi? Egli rispose: E’ un profeta.I Giudei dunque non credettero di lui che fosse stato cieco e avesse ricuperata la vista, finché non ebbero chiamati i genitori di colui che avea ricuperata la vista,e li ebbero interrogati così: E’ questo il vostro figliuolo che dite esser nato cieco? Com’è dunque che ora ci vede?I suoi genitori risposero: Sappiamo che questo è nostro figliuolo, e che è nato cieco;ma come ora ci veda, non sappiamo; né sappiamo chi gli abbia aperti gli occhi; domandatelo a lui; egli è d’età; parlerà lui di sé.Questo dissero i suoi genitori perché avean paura de’ Giudei; poiché i Giudei avean già stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla sinagoga.Per questo dissero i suoi genitori: Egli è d’età, domandatelo a lui.Essi dunque chiamarono per la seconda volta l’uomo ch’era stato cieco, e gli dissero: Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quell’uomo è un peccatore.Egli rispose: S’egli sia un peccatore, non so, una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo.Essi allora gli dissero: Che ti fece egli? Come t’aprì gli occhi?Egli rispose loro: Ve l’ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse anche voi diventar suoi discepoli?Essi l’ingiuriarono e dissero: Sei tu discepolo di costui; ma noi siam discepoli di Mosè.Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma quant’è a costui, non sappiamo di dove sia.Quell’uomo rispose e disse loro: Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure, m’ha aperto gli occhi!Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio verso Dio e fa la sua volontà, quello egli esaudisce.Da che mondo è mondo non s’è mai udito che uno abbia aperto gli occhi ad un cieco nato.Se quest’uomo non fosse da Dio, non potrebbe far nulla.Essi risposero e gli dissero: Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi? E lo cacciaron fuori.
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  • Il Messia Gesù afferma la propria Divinità

    L'articolo tratta della guarigione, da parte di Gesù, di un uomo cieco dalla nascita, menzionata soltanto nel Vangelo di Giovanni. L'uomo è trasformato spiritualmente riconoscendo Gesù come il Messia. I farisei, al contrario, restano nella loro cecità spirituale rifiutando la luce di Gesù. Questo contrasto sottolinea che la vera visione nasce dall'umiltà e dall'apertura alla verità divina.

    Giovanni 9.35-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù udì che l’avean cacciato fuori; e trovatolo gli disse: Credi tu nel Figliuol di Dio?Colui rispose: E chi è egli, Signore, perché io creda in lui?Gesù gli disse: Tu l’hai già veduto; e quei che parla teco, è lui.Ed egli disse: Signore, io credo. E gli si prostrò dinanzi.E Gesù disse: Io son venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi.E quelli de’ Farisei che eran con lui udirono queste cose e gli dissero: Siamo ciechi anche noi?Gesù rispose loro: Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Guarigione di ciechi e zoppi

    Dopo la purificazione del Tempio, Gesù guarisce ciechi e zoppi nel cortile, il lunedì 28 marzo del 33. Solo Matteo riporta questo episodio. La folla e i bambini lo acclamano come Figlio di Davide, mentre i capi dei sacerdoti e gli scribi, sempre più ostili, si indignano per queste manifestazioni messianiche. Questo episodio illustra il contrasto tra la fede del popolo semplice e il rifiuto delle autorità religiose.

    Marco 11.15-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi;e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio.Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farli morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina.
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Esorcismi

  • Guarigione dell’uomo posseduto nella sinagoga di Cafarnao

    L'articolo discute la guarigione da parte di Gesù di un uomo posseduto a Cafarnao, narrata in Marco e Luca. Lo spirito impuro riconosce Gesù come il Santo di Dio e, per ordine di Cristo, esce dall'uomo. I testimoni si stupiscono dell'autorità di Gesù, e la sua fama si diffonde. Questi racconti sottolineano l'autorità divina e il potere di guarigione di Gesù.

    Marco 1.23-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel mentre, si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare:Che v’è fra noi e te, o Gesù Nazareno? Se’ tu venuto per perderci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio!E Gesù lo sgridò, dicendo: Ammutolisci ed esci da costui!E lo spirito immondo, straziatolo e gridando forte, uscì da lui.E tutti sbigottirono talché si domandavano fra loro: Che cos’è mai questo? E’ una dottrina nuova! Egli comanda con autorità perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!E la sua fama si divulgò subito per ogni dove, in tutta al circostante contrada della Galilea.
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  • Esorcismo a Cafarnao

    L'articolo analizza i passi dei Vangeli di Matteo, Marco e Luca in cui Gesù il Messia guarisce e scaccia demòni dopo il sabato, adempiendo profezie e rivelando la sua identità divina.

    Luca 4.40-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E sul tramontar del sole, tutti quelli che aveano degli infermi di varie malattie, li menavano a lui; ed egli li guariva, imponendo le mani a ciascuno.Anche i demoni uscivano da molti gridando, e dicendo: Tu sei il Figliuol di Dio! Ed egli li sgridava e non permetteva loro di parlare, perché sapevano ch’egli era il Cristo.
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  • Guarigione di un uomo muto posseduto da un demonio

    Il miracolo di Matteo 9.32-33 descrive la guarigione di un uomo muto da parte di Gesù, che suscita lo stupore della folla. Questo testo mette in luce la potenza di Gesù sulle forze demoniache.

    Matteo 9.32-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or come quei ciechi uscivano, ecco che gli fu presentato un uomo muto indemoniato.E cacciato che fu il demonio, il muto parlò. E le turbe si maravigliarono dicendo: Mai non s’è vista cosa tale in Israele.
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Guarigioni

  • Guarigione del figlio di un funzionario reale

    Giovanni 4,46-54 racconta la guarigione del figlio di un funzionario regio a Cana. Il miracolo, compiuto da Gesù con una semplice parola, illustra la fede e la potenza divina, rafforzando la convinzione del funzionario e della sua famiglia. Questa storia mette in evidenza l’importanza della fede ancor prima di vedere dei miracoli.

    Giovanni 2.1-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e c’era la madre di Gesù.E Gesù pure fu invitato co’ suoi discepoli alle nozze.E venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non han più vino.E Gesù le disse: Che v’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta.Sua madre disse ai servitori: Fate tutto quel che vi dirà.Or c’erano quivi sei pile di pietra, destinate alla purificazione de’ Giudei, le quali contenevano ciascuna due o tre misure.Gesù disse loro: Empite d’acqua le pile. Ed essi le empirono fino all’orlo.Poi disse loro: Ora attingete, e portatene al maestro di tavola. Ed essi gliene portarono.E quando il maestro di tavola ebbe assaggiata l’acqua ch’era diventata vino (or egli non sapea donde venisse, ma ben lo sapeano i servitori che aveano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse:Ognuno serve prima il vin buono; e quando si è bevuto largamente, il men buono; tu, invece, hai serbato il vin buono fino ad ora.Gesù fece questo primo de’ suoi miracoli in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria; e i suoi discepoli credettero in lui.
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  • Guarigione della suocera di Pietro

    L'articolo tratta il miracolo della guarigione della suocera di Pietro, narrato in Matteo, Marco e Luca. Mette in luce il potere di guarigione di Gesù e la sua compassione verso i malati, dato che i racconti sottolineano aspetti diversi di questo evento. Gesù guarisce immediatamente la suocera di Pietro, che poi si mette a servirli. Le prospettive peculiari dei Vangeli arricchiscono la nostra comprensione di questo atto miracoloso.

    Marco 1.29-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed appena usciti dalla sinagoga, vennero con Giacomo e Giovanni in casa di Simone e d’Andrea.Or la suocera di Simone era a letto con la febbre; ed essi subito gliene parlarono;ed egli, accostatosi, la prese per la mano e la fece levare; e la febbre la lasciò ed ella si mise a servirli.
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  • La guarigione di un lebbroso

    L'articolo analizza la guarigione di un lebbroso da parte di Gesù in Marco 1.40-44 e Luca 5.12-14, sottolineando la fede del lebbroso, la compassione di Gesù e il suo potere divino di guarigione. I racconti insistono sul rispetto delle leggi religiose dell'epoca.

    Marco 1.40-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E un lebbroso venne a lui e buttandosi in ginocchio lo pregò dicendo: Se tu vuoi, tu puoi mondarmi!E Gesù, mosso a pietà, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio; sii mondato!E subito la lebbra sparì da lui, e fu mondato.E Gesù, avendogli fatte severe ammonizioni, lo mandò subito via e gli disse:Guardati dal farne parola ad alcuno; ma va’, mostrati al sacerdote ed offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto; e questo serva loro di testimonianza.
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  • Guarigione del paralitico

    L'articolo analizza il miracolo della guarigione del paralitico, presente nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. Gesù, di fronte allo scetticismo degli scribi, dimostra la sua autorità divina guarendo un paralitico calato da un tetto dai suoi amici. Questo racconto sottolinea la fede dei portatori e la capacità di Cristo di perdonare e guarire, suscitando meraviglia e lodi da parte della folla.

    Matteo 9.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù, entrato in una barca, passò all’altra riva e venne nella sua città.Ed ecco gli portarono un paralitico steso sopra un letto. E Gesù, veduta la fede loro, disse al paralitico: Figliuolo, sta’ di buon animo, i tuoi peccati ti sono rimessi.Ed ecco alcuni degli scribi dissero dentro di sé: Costui bestemmia.E Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse: Perché pensate voi cose malvage ne’ vostri cuori?Poiché, che cos’è più facile, dire: I tuoi peccati ti sono rimessi, o dire: Lèvati e cammina?Or affinché sappiate che il Figliuol dell’uomo ha sulla terra autorità di rimettere i peccati: Lèvati (disse al paralitico), prendi il tuo letto e vattene a casa.Ed egli, levatosi, se ne andò a casa sua.E le turbe, veduto ciò, furon prese da timore, e glorificarono Iddio che avea data cotale autorità agli uomini.
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  • Guarigione del paralitico di Betesda

    Questo articolo discute la guarigione del paralitico di Betesda da parte di Gesù, che illustra la compassione e l’autorità divina di Gesù. Il miracolo, avvenuto di sabato, provoca un conflitto con le rigide autorità giudaiche sulle leggi del sabato. Con questo atto Gesù sottolinea l’importanza della fede, della guarigione spirituale e della redenzione al di là delle restrizioni legali.

    Giovanni 5.1-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose ci fu una festa de’ Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme.Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.
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  • Guarigione dell’uomo dalla mano inaridita

    L’articolo esplora il miracolo di Gesù che guarisce un uomo dalla mano inaridita, illustrando il suo confronto con i farisei sul significato del sabato. I Vangeli di Matteo, Marco e Luca narrano ciascuno questo avvenimento con sfumature diverse, sottolineando la compassione di Gesù e la rigidità delle autorità religiose.

    Luca 6.6-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne in un altro sabato ch’egli entrò nella sinagoga, e si mise ad insegnare. E quivi era un uomo che avea la mano destra secca.Or gli scribi e i Farisei l’osservavano per vedere se farebbe una guarigione in giorno di sabato, per trovar di che accusarlo.Ma egli conosceva i loro pensieri, e disse all’uomo che avea la man secca: Lèvati, e sta su nel mezzo! Ed egli, alzatosi, stette su.Poi Gesù disse loro: Io domando a voi: E’ lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla?E girato lo sguardo intorno su tutti loro, disse a quell’uomo: Stendi la mano! Egli fece così, e la sua mano tornò sana.Ed essi furon ripieni di furore e discorreano fra loro di quel che potrebbero fare a Gesù.
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  • Guarigione del lebbroso

    L’articolo tratta della guarigione di un lebbroso da parte di Gesù, sottolineando la sua compassione e il rispetto delle leggi religiose. Le variazioni tra i racconti evangelici arricchiscono la comprensione di questo avvenimento chiave nel ministero di Gesù.

    Matteo 8.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or quando egli fu sceso dal monte, molte turbe lo seguirono.Ed ecco un lebbroso, accostatosi, gli si prostrò dinanzi dicendo: Signore, se vuoi, tu puoi mondarmi.E Gesù, stesa la mano, lo toccò dicendo: Lo voglio, sii mondato. E in quell’istante egli fu mondato dalla sua lebbra.E Gesù gli disse: Guarda di non dirlo a nessuno: ma va’, mostrati al sacerdote e fa’ l’offerta che Mosè ha prescritto; e ciò serva loro di testimonianza.
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  • Guarigione del servo del centurione

    L'articolo esplora la guarigione del servo del centurione, narrata nei Vangeli di Matteo e di Luca. Il centurione dimostra una fede eccezionale, sperando in una guarigione mediante la parola di Gesù. I racconti differiscono per i dettagli dell'interazione, mettendo in luce l'umiltà e la rispettabilità del centurione e la compassione di Gesù.

    Luca 7.1-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo ch’egli ebbe finiti tutti i suoi ragionamenti al popolo che l’ascoltava, entrò in Capernaum.Or il servitore d’un certo centurione, che l’avea molto caro, era malato e stava per morire;e il centurione, avendo udito parlar di Gesù, gli mandò degli anziani de’ giudei per pregarlo che venisse a salvare il suo servitore.Ed essi, presentatisi a Gesù, lo pregavano istantemente, dicendo: Egli è degno che tu gli conceda questo;perché ama la nostra nazione, ed è lui che ci ha edificata la sinagoga.E Gesù s’incamminò con loro; e ormai non si trovava più molto lontano dalla casa, quando il centurione mandò degli amici a dirgli: Signore, non ti dare questo incomodo, perch’io non son degno che tu entri sotto il mio tetto;e perciò non mi son neppure reputato degno di venire da te; ma dillo con una parola, e sia guarito il mio servitore.Poiché anch’io son uomo sottoposto alla potestà altrui, ed ho sotto di me de’ soldati; e dico ad uno: Va’, ed egli va; e ad un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servitore: Fa’ questo, ed egli lo fa.Udito questo, Gesù restò maravigliato di lui; e rivoltosi alla moltitudine che lo seguiva, disse: Io vi dico che neppure in Israele ho trovato una cotanta fede!E quando gl’inviati furon tornati a casa, trovarono il servitore guarito.
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  • Guarigione dell'indemoniato cieco e muto

    L'articolo esplora un miracolo di Gesù narrato in Matteo 12:22-23 e Luca 11:14-15, in cui guarisce un uomo posseduto da un demonio. La folla si meraviglia e si chiede se Gesù sia il Figlio di Davide, il Messia atteso. Rispetto a Luca, Matteo mette in evidenza il riconoscimento messianico da parte della folla mentre Luca riporta le accuse di collusione con Beelzebul.

    Matteo 12.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora gli fu presentato un indemoniato, cieco e muto; ed egli lo sanò, talché il mutolo parlava e vedeva.E tutte le turbe stupivano e dicevano: Non è costui il figliuol di Davide?
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  • Guarigione dell’uomo posseduto e muto

    L’articolo descrive la guarigione di un uomo muto da parte di Gesù in Luca 11.14-15, mostrando la sua potenza sui demòni. La folla reagisce con stupore e scetticismo. Confrontato con Matteo 12.22-23, l’articolo illustra le percezioni divergenti di Gesù. I racconti sottolineano la sua autorità divina e le tensioni del suo ministero.

    Matteo 12.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora gli fu presentato un indemoniato, cieco e muto; ed egli lo sanò, talché il mutolo parlava e vedeva.E tutte le turbe stupivano e dicevano: Non è costui il figliuol di Davide?
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  • Risurrezione della figlia di Giairo

    L’articolo esplora la risurrezione della figlia di Giairo e la guarigione di una donna malata da parte di Gesù, secondo i vangeli di Matteo, Marco e Luca. L’importanza della fede in questi racconti è sottolineata, così come le differenze e le somiglianze nei dettagli degli avvenimenti. Questi miracoli illustrano la compassione di Gesù e la sua potenza di guarigione.

    Luca 8.40-56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti lo stavano aspettando.Ed ecco venire un uomo, chiamato Iairo, che era capo della sinagoga; e gittatosi ai piedi di Gesù, lo pregava d’entrare in casa sua,perché avea una figlia unica di circa dodici anni, e quella stava per morire. Or mentre Gesù v’andava, la moltitudine l’affollava.E una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni ed avea spesa ne’ medici tutta la sua sostanza senza poter esser guarita da alcuno,accostatasi per di dietro, gli toccò il lembo della veste; e in quell’istante il suo flusso ristagnò.E Gesù domandò: Chi m’ha toccato? E siccome tutti negavano, Pietro e quelli ch’eran con lui, risposero: Maestro, le turbe ti stringono e t’affollano.Ma Gesù replicò: Qualcuno m’ha toccato, perché ho sentito che una virtù è uscita da me.E la donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante, e gittatasi a’ suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per qual motivo l’avea toccato e com’era stata guarita in un istante.Ma egli le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace.Mentr’egli parlava ancora, venne uno da casa del capo della sinagoga, a dirgli: La tua figliuola è morta; non incomodar più oltre il Maestro.Ma Gesù, udito ciò, rispose a Iairo: Non temere; solo abbi fede, ed ella sarà salva.Ed arrivato alla casa, non permise ad alcuno d’entrarvi con lui, salvo che a Pietro, a Giovanni, a Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla.Or tutti piangevano e facean cordoglio per lei. Ma egli disse: Non piangete; ella non è morta, ma dorme.E si ridevano di lui, sapendo ch’era morta.Ma egli, presala per la mano, disse ad alta voce: Fanciulla, lèvati!E lo spirito di lei tornò; ella s’alzò subito, ed egli comandò che le si desse da mangiare.E i gentori di lei sbigottirono: ma egli ordinò loro di non dire ad alcuno quel che era accenuto.
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  • Guarigione della donna emorroissa

    L’articolo esplora la storia di una donna che soffriva di emorragie, guarita dalla sua fede toccando la veste di Gesù. Questo gesto manifesta la potenza di guarigione e la compassione di Gesù verso coloro che credono in lui, come riportato nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca.

    Marco 5.25-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni,e molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz’alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata,avendo udito parlar di Gesù, venne per di dietro fra la calca e gli toccò la vesta, perché diceva:Se riesco a toccare non foss’altro che le sue vesti, sarò salva.E in quell’istante il suo flusso ristagnò; ed ella sentì nel corpo d’esser guarita di quel flagello.E subito Gesù, conscio della virtù ch’era emanata da lui, voltosi indietro in quella calca, disse: Chi mi ha toccato le vesti?E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi come la folla ti si serra addosso e dici: Chi mi ha toccato?Ed egli guardava attorno per vedere colei che avea ciò fatto.Ma la donna, paurosa e tremante, ben sapendo quel che era avvenuto in lei, venne e gli si gettò ai piedi, e gli disse tutta la verità.Ma Gesù le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace e sii guarita del tuo flagello.
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  • Guarigione di due ciechi

    L’articolo esplora la guarigione di due ciechi da parte di Gesù (Matteo 9.27-31), mettendo in evidenza l’importanza della fede, il riconoscimento messianico e la diffusione del miracolo nonostante un divieto. Questo racconto, unico in Matteo, sottolinea la compassione e la potenza di Gesù.

    Matteo 9.27-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Come Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono, gridando e dicendo: Abbi pietà di noi, o Figliuol di Davide!E quand’egli fu entrato nella casa, que’ ciechi si accostarono a lui. E Gesù disse loro: Credete voi ch’io possa far questo? Essi gli risposero: Sì, o Signore.Allora toccò loro gli occhi, dicendo: Siavi fatto secondo la vostra fede.E gli occhi loro furono aperti. E Gesù fece loro un severo divieto, dicendo: Guardate che niuno lo sappia.Ma quelli, usciti fuori, sparsero la fama di lui per tutto quel paese.
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  • Guarigione a Gennesaret

    L’articolo esplora i racconti di Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56, che descrivono le guarigioni operate da Gesù a Gennesaret. Gli abitanti riconoscono Gesù e si affrettano a radunare i malati perché possano toccare la sua veste, dimostrando la loro fede nella sua capacità di guarire. Questi racconti sottolineano la potenza miracolosa di Gesù e l’importanza della fede dei guariti.

    Matteo 14.34-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E, passati all’altra riva, vennero nel paese di Gennezaret.E la gente di quel luogo, avendolo riconosciuto, mandò per tutto il paese all’intorno, e gli presentaron tutti i malati,e lo pregavano che lasciasse loro toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito; e tutti quelli che lo toccarono furon completamente guariti.
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  • Guarigione della figlia della donna cananea

    Questo articolo analizza la guarigione della figlia della donna cananea da parte di Gesù, mettendo in luce la sua fede e l’estensione del messaggio di Gesù ai pagani.

    Matteo 15.21-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E partitosi di là, Gesù si ritirò nelle parti di Tiro e di Sidone.Quand’ecco, una donna cananea di que’ luoghi venne fuori e si mise a gridare: Abbi pietà di me, Signore, figliuol di Davide; la mia figliuola è gravemente tormentata da un demonio.Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano dicendo: Licenziala, perché ci grida dietro.Ma egli rispose: Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele.Ella però venne e gli si prostrò dinanzi, dicendo: Signore, aiutami!Ma egli rispose: Non è bene prendere il pan de’ figliuoli per buttarlo ai cagnolini.Ma ella disse: Dici bene, Signore; eppure anche i cagnolini mangiano dei minuzzoli che cadono dalla tavola dei lor padroni.Allora Gesù le disse: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell’ora la sua figliuola fu guarita.
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  • Guarigione del sordomuto

    Questo articolo esamina la guarigione del sordomuto da parte di Gesù, riportata in Marco 7.31-37, sottolineando la sua compassione, il suo potere divino e la sua missione universale. Con gesti simbolici e la parola «Effatà», egli guarisce un uomo, illustrando l’apertura alla rivelazione divina. La reazione fervente della folla, benché contraria alla sua richiesta di silenzio, testimonia l’impatto dei suoi miracoli.

    Marco 7.31-37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Partitosi di nuovo dai confini di Tiro, Gesù, passando per Sidone, tornò verso il mar di Galilea traversano il territorio della Decapoli.E gli menarono un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gl’imponesse la mano.Ed egli, trattolo in disparte fuor dalla folla, gli mise le dite negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua;poi, levati gli occhi al cielo, sospirò e gli disse: Effathà! che vuol dire: Apriti!E gli si aprirono gli orecchi; e subito gli si sciolse lo scilinguagnolo e parlava bene.E Gesù ordinò loro di non parlarne ad alcuno; ma lo più lo divietava loro e più lo divulgavano;e stupivano oltremodo, dicendo: Egli ha fatto ogni cosa bene; i sordi li fa udire, e i mutoli li fa parlare.
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  • Guarigione del cieco di Betsaida

    Gesù guarisce un cieco a Betsaida in un processo in due tappe, che simboleggia la progressione della fede. L’uso della saliva e del tocco fisico sottolinea il coinvolgimento diretto di Gesù. Il racconto mette in luce la compassione di Gesù e offre un profondo simbolo della crescita spirituale.

    Marco 8.22-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vennero in Betsaida; e gli fu menato un cieco, e lo pregarono che lo toccasse.Ed egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuor dal villaggio; e sputatogli negli occhi e impostegli le mani, gli domandò:Vedi tu qualche cosa? Ed egli, levati gli occhi, disse: Scorgo gli uomini, perché li vedo camminare, e mi paion alberi.Poi Gesù gli mise di nuovo le mani sugli occhi; ed egli riguardò e fu guarito e vedeva ogni cosa chiaramente.E Gesù lo rimandò a casa sua e gli disse: Non entrar neppure nel villaggio.
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  • Guarigione di una donna nel giorno di sabato

    L’articolo esamina Luca 13.10-21, dove Gesù guarisce una donna di sabato, provocando la critica del capo della sinagoga. Gesù sottolinea l’ipocrisia dei critici, sostenendo che fare il bene è sempre appropriato. Le parabole del granello di senape e del lievito illustrano la crescita del regno di Dio. Questa analisi mette in evidenza la potenza e l’insegnamento di Gesù.

    Luca 13.10-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or egli stava insegnando in una delle sinagoghe in giorno di sabato.Ed ecco una donna, che da diciotto anni aveva uno spirito d’infermità, ed era tutta curvata e incapace di raddrizzarsi in alcun modo.E Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: Donna, tu sei liberata dalla tua infermità.E pose le mani su lei, ed ella in quell’istante fu raddrizzata e glorificava Iddio.Or il capo della sinagoga, sdegnato che Gesù avesse fatta una guarigione in giorno di sabato, prese a dire alla moltitudine: Ci son sei giorni ne’ quali s’ha da lavorare; venite dunque in quelli a farvi guarire, e non in giorno di sabato.Ma il Signore gli rispose e disse: Ipocriti, non scioglie ciascun di voi, di sabato, il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia per menarlo a bere?E costei, ch’è figliuola d’Abramo, e che Satana avea tenuta legata per ben diciott’anni, non doveva esser sciolta da questo legame in giorno di sabato?E mentre diceva queste cose, tutti i suoi avversari erano confusi, e tutta la moltitudine si rallegrava di tutte le opere gloriose da lui compiute.Diceva dunque: A che è simile il regno di Dio, e a che l’assomiglierò io?Esso è simile ad un granel di senapa che un uomo ha preso e gettato nel suo orto; ed è cresciuto ed è divenuto albero; e gli uccelli del cielo si son riparati sui suoi rami.E di nuovo disse: A che assomiglierò il regno di Dio?Esso è simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, finché tutta sia lievitata.
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  • Guarigione di un uomo affetto da idropisia

    L’articolo tratta della guarigione di un uomo affetto da idropisia da parte di Gesù in giorno di sabato, secondo Luca 14:2-6. Il testo sottolinea i conflitti sulle guarigioni di sabato e pone l’accento sulla priorità della compassione e della misericordia rispetto a un’interpretazione rigida della legge.

    Luca 13.10-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or egli stava insegnando in una delle sinagoghe in giorno di sabato.Ed ecco una donna, che da diciotto anni aveva uno spirito d’infermità, ed era tutta curvata e incapace di raddrizzarsi in alcun modo.E Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: Donna, tu sei liberata dalla tua infermità.E pose le mani su lei, ed ella in quell’istante fu raddrizzata e glorificava Iddio.Or il capo della sinagoga, sdegnato che Gesù avesse fatta una guarigione in giorno di sabato, prese a dire alla moltitudine: Ci son sei giorni ne’ quali s’ha da lavorare; venite dunque in quelli a farvi guarire, e non in giorno di sabato.Ma il Signore gli rispose e disse: Ipocriti, non scioglie ciascun di voi, di sabato, il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia per menarlo a bere?E costei, ch’è figliuola d’Abramo, e che Satana avea tenuta legata per ben diciott’anni, non doveva esser sciolta da questo legame in giorno di sabato?E mentre diceva queste cose, tutti i suoi avversari erano confusi, e tutta la moltitudine si rallegrava di tutte le opere gloriose da lui compiute.
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  • Guarigione dei dieci lebbrosi

    Luca 17.11-19 racconta la guarigione di dieci lebbrosi da parte di Gesù. Solo un Samaritano torna a ringraziarlo, illustrando i temi della fede, dell’obbedienza, della gratitudine e dell’inclusività della salvezza.

    Luca 17.11-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne che, nel recarsi a Gerusalemme, egli passava sui confini della Samaria e della Galilea.E come entrava in un certo villaggio, gli si fecero incontro dieci uomini lebbrosi, i quali, fermatisi da lontano,alzaron la voce dicendo: Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!E, vedutili, egli disse loro: Andate a mostrarvi a’ sacerdoti. E avvenne che, mentre andavano, furon mondati.E uno di loro, vedendo che era guarito, tornò indietro, glorificando Iddio ad alta voce;e si gettò ai suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo; e questo era un Samaritano.Gesù, rispondendo, disse: I dieci non sono stati tutti mondati? E i nove altri dove sono?Non si è trovato alcuno che sia tornato per dar gloria a Dio fuor che questo straniero?E gli disse: Lèvati e vattene: la tua fede t’ha salvato.
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  • Guarigione del cieco dalla nascita

    Giovanni 9.1-12 racconta la guarigione da parte di Gesù di un uomo cieco dalla nascita, che dimostra le opere divine. Gesù usa del fango per guarire, richiamando la creazione in Genesi. L’obbedienza e la fede dell’uomo sono essenziali per la sua guarigione. Lo stupore della comunità davanti ai miracoli sottolinea l’impatto e la missione di Gesù, che porta la luce spirituale al mondo.

    Giovanni 9.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E passando vide un uomo ch’era cieco fin dalla nascita.E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?Gesù rispose: Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.Bisogna che io compia le opere di Colui che mi ha mandato, mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare.Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo.Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco,e gli disse: Va’, làvati nella vasca di Siloe (che significa: mandato). Egli dunque andò e si lavò, e tornò che ci vedeva.Perciò i vicini e quelli che per l’innanzi l’avean veduto, perché era mendicante, dicevano: Non è egli quello che stava seduto a chieder l’elemosina?Gli uni dicevano: E’ lui. Altri dicevano: No, ma gli somiglia. Egli diceva: Son io.Allora essi gli domandarono: Com’è che ti sono stati aperti gli occhi?Egli rispose: Quell’uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: Vattene a Siloe e làvati. Io quindi sono andato, e mi son lavato e ho ricuperato la vista.Ed essi gli dissero: Dov’è costui? Egli rispose: Non so.
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  • Guarigione del cieco Bartimeo

    Questo articolo esplora i racconti della guarigione di Bartimeo nei Vangeli. Benché i dettagli varino (numero dei ciechi, identificazione di Bartimeo, luogo preciso), l’essenziale resta: la fede dei ciechi, la compassione di Gesù nel guarirli.

    Matteo 20.29-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E come uscivano da Gerico, una gran moltitudine lo seguì.Ed ecco che due ciechi, seduti presso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!Ma la moltitudine li sgridava, perché tacessero; essi però gridavan più forte: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!E Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: Che volete ch’io vi faccia?Ed essi: Signore, che s’aprano gli occhi nostri.Allora Gesù, mosso a pietà, toccò gli occhi loro, e in quell’istante ricuperarono la vista e lo seguirono. Matteo Capitolo 21
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  • Guarigione di Malco

    Questo articolo esplora i racconti di Luca 22.50-51 e Giovanni 18.10, in cui Simon Pietro taglia l'orecchio di Malco durante l'arresto di Gesù. Gesù respinge la violenza, accetta la volontà divina e guarisce Malco, mostrando compassione e pace.

    Luca 22.50-51 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E uno di loro percosse il servitore del sommo sacerdote, e gli spiccò l’orecchio destro.Ma Gesù rivolse loro la parola e disse: Lasciate, basta! E toccato l’orecchio di colui, lo guarì.
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Le contraddizioni

  • La suocera di Pietro

    L'articolo analizza i racconti evangelici della guarigione della suocera di Pietro, mettendo in luce le divergenze tra Matteo, Marco e Luca. Esplora le implicazioni teologiche delle differenze e sottolinea la ricchezza apportata da ciascun racconto.

    Matteo 8.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi Gesù, entrato nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva in letto con la febbre; ed egli le toccò la mano e la febbre la lasciò.Ella si alzò e si mise a servirlo.
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Ministero di Pietro

  • La guarigione dello zoppo

    L'articolo esamina la guarigione dello storpio in Atti 3.1-11 da parte di Pietro e Giovanni, collocando il miracolo nel contesto del tempio di Gerusalemme. Discute l'importanza di questa guarigione come atto di testimonianza e sottolinea l'azione dello Spirito Santo dopo la Pentecoste nel ministero degli apostoli.

    Giovanni 14.26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto.
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Parola di un Amico

  • Vuoi essere guarito?

    L’articolo esplora la domanda di Gesù «Vuoi essere guarito?» a un malato da 38 anni, sottolineando come la fede in Dio superi le superstizioni locali. Gesù guarisce l’uomo e insiste sul perdono dei peccati come la vera benedizione, che supera persino la guarigione fisica. Il testo insiste sull’importanza della salvezza dell’anima, centrale nel ministero di Gesù.

    Giovanni 5.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.
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