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Insegnamento del Messia Gesù sul pane della vita

Giovanni 6.22-59 riporta il discorso di Gesù sul pane della vita, pronunciato nella sinagoga di Cafarnao in un sabato di maggio del 32 d.C. Dopo la moltiplicazione dei pani, Gesù si rivela come il «pane della vita», invitando la folla a credere in lui per ottenere la vita eterna. Questo passo, proprio di Giovanni, presenta una grande ricchezza cristologica ed eucaristica, di fronte all'incomprensione e ai mormorii dei suoi ascoltatori.

12 min pane della vita Gesù, il Messia Giovanni 6 sinagoga di Cafarnao discorso 13 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 6.22-59 (Riveduta 1927 (Luzzi))

La folla che era rimasta all’altra riva del mare avea notato che non v’era quivi altro che una barca sola, e che Gesù non v’era entrato co’ suoi discepoli, ma che i discepoli eran partiti soli.

Or altre barche eran giunte da Tiberiade, presso al luogo dove avean mangiato il pane dopo che il Signore avea reso grazie.

La folla, dunque, quando l’indomani ebbe veduto che Gesù non era quivi, né che v’erano i suoi discepoli, montò in quelle barche, e venne a Capernaum in cerca di Gesù.

E trovatolo di là dal mare, gli dissero: Maestro, quando se’ giunto qua?

Gesù rispose loro e disse: In verità, in verità vi dico che voi mi cercate, non perché avete veduto dei miracoli, ma perché avete mangiato de’ pani e siete stati saziati.

Adopratevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna, il quale il Figliuol dell’uomo vi darà; poiché su lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio suggello.

Essi dunque gli dissero: Che dobbiam fare per operare le opere di Dio?

Gesù rispose e disse loro: Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che Egli ha mandato.

Allora essi gli dissero: Qual segno fai tu dunque perché lo vediamo e ti crediamo? Che operi?

I nostri padri mangiaron la manna nel deserto, com’è scritto: Egli diè loro da mangiare del pane venuto dal cielo.

E Gesù disse loro: In verità vi dico che non Mosè vi ha dato il pane che vien dal cielo, ma il Padre mio vi dà il vero pane che viene dal cielo.

Poiché il pan di Dio è quello che scende dal cielo, e dà vita al mondo. Essi quindi gli dissero:

Signore, dacci sempre di codesto pane.

Gesù disse loro: Io son il pan della vita; chi viene a me non avrà fame, e chi crede in me non avrà mai sete.

Ma io ve l’ho detto: Voi m’avete veduto, eppur non credete!

Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori;

perché son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: ch’io non perda nulla di tutto quel ch’Egli m’ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.

Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

I Giudei perciò mormoravano di lui perché avea detto: Io sono il pane che è disceso dal cielo.

E dicevano: Non è costui Gesù, il figliuol di Giuseppe, del quale conosciamo il padre e la madre? Come mai dice egli ora: Io son disceso dal cielo?

Gesù rispose e disse loro: Non mormorate fra voi.

Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

E’ scritto nei profeti: E saranno tutti ammaestrati da Dio. Ogni uomo che ha udito il Padre ed ha imparato da lui, viene a me.

Non che alcuno abbia veduto il Padre, se non colui che è da Dio; egli ha veduto il Padre.

In verità, in verità io vi dico: Chi crede ha vita eterna.

Io sono il pan della vita.

I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono.

Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia.

Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo.

I Giudei dunque disputavano fra di loro, dicendo: Come mai può costui darci a mangiare la sua carne?

Perciò Gesù disse loro: In verità, in verità io vi dico che se non mangiate la carne del Figliuol dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui.

Come il vivente Padre mi ha mandato e io vivo a cagion del Padre, così chi mi mangia vivrà anch’egli a cagion di me.

Questo è il pane che è disceso dal cielo; non qual era quello che i padri mangiarono e morirono; chi mangia di questo pane vivrà in eterno.

Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga di Capernaum.

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: di Cafarnao

Data: Un di maggio dell'anno 32 d.C., dopo la Pasqua di lunedì 12 aprile dell'anno 32 d.C.

Metodo di lavoro: Torniamo a Giovanni

Nota sul metodo di lavoro: Giovanni è l'unico a riportare questo fatto

Gennesaret

Il Messia attira le folle e, di , annuncia il suo messaggio nella di Cafarnao.

Insegnamento del Messia Gesù sul pane della vita

Insegnamento del Messia Gesù sul pane della vita

\n Analisi del testo\n

Giovanni riferisce che la folla cercava di localizzare il Messia Gesù e i suoi discepoli. Viene precisato che essa aveva notato che i discepoli avevano preso l'unica barca disponibile, mentre il Messia Gesù non li aveva accompagnati. Giovanni precisa poi che queste persone decisero di recarsi a Cafarnao, sapendo che quella città era la residenza del Messia Gesù e dei suoi discepoli.

Giovanni ha probabilmente ottenuto queste informazioni da persone giunte a Cafarnao.

In quel luogo la folla ritrova Gesù. Egli non risponde alla loro domanda: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Giovanni potrebbe non aver riportato questo dialogo perché non lo ha ritenuto pertinente per il suo racconto. Pronuncerà un discorso sul tema del «pane della vita» il seguente nella di Cafarnao.

In questo modo stabilisce una correlazione diretta tra la compiuta il giorno prima e il cibo divino. L'argomentazione è complessa e suscita diversi interrogativi degli ascoltatori.

\n Analisi del testo\n

Il testo di Giovanni 6.25-50 può essere suddiviso in diverse sezioni importanti:

Incontro con la folla (Giovanni 6.25-34)

Contesto storico e culturale: Dopo il miracolo della , la folla cerca di ritrovare il Messia Gesù. Ha una concezione messianica legata ai miracoli materiali.

Teologia: Il Messia Gesù li rimprovera perché cercano segni invece della verità spirituale che egli porta. Introduce il concetto di «lavorare per il cibo che dura per sempre».

Gesù come Pane della Vita (Giovanni 6.35-40)

Cristologia : Il Messia Gesù si rivela come il «pane della vita», una dichiarazione che sottolinea il suo ruolo unico nella salvezza.

Teologia dell'Incarnazione: Insiste sulla necessità di credere in lui per avere la vita eterna, il che sottolinea la fede come risposta all'incarnazione di Dio in Gesù.

Risposta dei Giudei (Giovanni 6.41-50)

Conflitto e incomprensione: Alcuni Giudei mormorano contro Gesù perché non capiscono come possa dire di essere disceso dal cielo.

Eresia e ortodossia : Questi versetti mettono a confronto le credenze ortodosse dell'epoca con la nuova rivelazione in Gesù.

Implicazioni teologiche

Cristologia: Giovanni 6.25-50 sottolinea l'identità divina del Messia Gesù e il suo ruolo unico nella salvezza.

Eucaristia: Questo passo viene spesso interpretato in relazione alla Santa Cena (l'Eucaristia), benché il testo non menzioni esplicitamente questo sacramento.

Fede e incredulità: Il passo mostra la divisione tra coloro che credono in Gesù il Messia e coloro che lo rifiutano, un tema ricorrente nel Vangelo di Giovanni.

È opportuno osservare le reazioni della folla, e in particolare le domande poste, per analizzare l'impatto di questo discorso.

  • Giovanni 6.25: «Rabbì, quando sei venuto qua?»
  • Giovanni 6.28: «Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?»
  • Giovanni 6.30-31: «Quale segno miracoloso fai dunque» — gli dissero — «perché lo vediamo e crediamo in te? Che fai? I nostri padri mangiarono la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare pane dal cielo».
  • Giovanni 6.34: «Signore, dacci sempre questo pane!»
  • Giovanni 6.41-42: I Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo», e dicevano: «Non è costui Gesù, il figlio di Giuseppe, del quale conosciamo il padre e la madre? Come può dunque dire: “Sono disceso dal cielo”?»
  • Giovanni 6.52: Allora i Giudei si misero a discutere aspramente tra loro, dicendo: «Come può costui darci da mangiare il suo corpo?»

Individuiamo due tipi di domande: le prime, di natura costruttiva, verosimilmente poste da membri della popolazione (punti 1, 2 e 4). La seconda categoria è più tecnica e critica, probabilmente sollevata da religiosi provenienti da Gerusalemme (punti 3, 5 e 6).

La maggior parte dei responsabili religiosi considerava il Messia Gesù una figura che metteva in discussione il loro sistema religioso. Avrebbero fatto di tutto per screditarlo agli occhi del popolo, che lo considerava un grande profeta benedetto da Dio.

Man mano che la fama di Gesù cresceva tra la popolazione, l'atteggiamento dei diventava sempre più ostile, dando luogo a scontri a volte minacciosi. Sebbene questi uomini fossero una minoranza molto ristretta, cercarono di esercitare un'influenza su alcuni dei loro connazionali. Si osserva tuttavia che la grande maggioranza della folla sosteneva il Messia Gesù.

Il tema affrontato qui dal Messia Gesù è comprensibile oggi grazie ai passi sulla Santa Cena scritti da Paolo (1 Corinzi 11.23-34). È dunque naturale stabilire un legame tra la morte del Signore e il pane e il vino della Santa Cena (l'Eucaristia). Tuttavia occorre riconoscere la difficoltà di queste persone nel comprendere le parole del Messia Gesù. Abbiamo redatto un'appendice particolare per spiegare questo discorso riportato da Giovanni (ANN108 : Il Pane della vita).

Tuttavia, le reazioni delle persone sono in sintonia con le loro posizioni iniziali nei confronti del Messia Gesù. Infatti, gli oppositori del Messia Gesù vedranno in questo insegnamento difficile da comprendere un'occasione per criticarlo e per proclamare che racconta assurdità, mentre coloro che lo apprezzano cercheranno di capire. Questo discorso si rivela dunque divisivo, facendo emergere le vere motivazioni di ciascuno.