PER100

Il discorso della montagna (16), gli affanni e le preoccupazioni

L’articolo esplora il discorso della montagna di Gesù, mettendo in risalto la fede rispetto alle preoccupazioni materiali, con insegnamenti tratti principalmente da Matteo e Luca, e spiegando come Gesù abbia esortato i suoi discepoli a confidare in Dio.

6 min fede serietà Gesù Dio bisogni materiali 7 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 6.25-34 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro?

E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito?

E intorno al vestire, perché siete con ansietà solleciti? Considerate come crescono i gigli della campagna; essi non faticano e non filano;

eppure io vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro.

Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede?

Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? che berremo? o di che ci vestiremo?

Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose.

Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.

Non siate dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 12.22-34 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi disse ai suoi discepoli: Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete; né per il corpo di che vi vestirete;

poiché la vita è più dei nutrimento, e il corpo è più del vestito.

Considerate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutrisce. Di quanto non siete voi da più degli uccelli?

E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito?

Se dunque non potete far nemmeno ciò ch’è minimo, perché siete in ansiosa sollecitudine del rimanente?

Considerate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro.

Or se Dio riveste così l’erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi, o gente di poca fede?

Anche voi non cercate che mangerete e che berrete, e non ne state in sospeso;

poiché tutte queste cose son le genti del mondo che le ricercano; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno.

Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno sopraggiunte.

Non temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.

Vendete i vostri beni, e fatene elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro che non venga meno ne’ cieli, ove ladro non s’accosta e tignuola non guasta.

Perché dov’è il vostro tesoro, quivi sarà anche il vostro cuore.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Sul pianoro ai piedi di una montagna nei pressi di Cafarnao, in Galilea

Data: Dopo il pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme, il 5 aprile 31

Metodo di lavoro: Proseguiremo con Matteo, anche se pure Luca tratta questo argomento

Nota sul metodo di lavoro: Matteo e Luca ci riferiscono questo passo sulla fede e sulle preoccupazioni.

Capernaum

La fede e le preoccupazioni affrontate dal Messia Gesù.

Il discorso della montagna, gli affanni e le preoccupazioni

Discorso

Commenti

Esaminiamo il discorso della montagna, suddiviso in 21 sezioni.

Il Messia Gesù affronta qui il principio della fede.

Si tratta dunque della fede, della fiducia che Dio soddisfi i bisogni materiali. Chi si dedica all’opera divina lo fa a scapito dei guadagni di un lavoro personale. Questo illustra il principio precedente: non si possono servire Dio e Mammona contemporaneamente!

Per chi serve Dio, il Messia Gesù utilizza gli uccelli e i gigli dei campi come esempi per mostrare che Dio veglia sui suoi discepoli. Consapevole della natura umana, Gesù ripete tre volte di non preoccuparsi e menziona una volta la preoccupazione.

Questo stile di vita può sembrare insolito, ma Gesù il Messia assicura che il vero discepolo non si troverà mai nel bisogno (Salmi 37.25). Inoltre, il Messia Gesù segnala qui che la preoccupazione riflette una fede insufficiente. Ne rimprovererà più volte i suoi discepoli (Matteo 8.26, Matteo 14.31, Matteo 16.8).

Questo principio si collega direttamente al tema precedente riguardante il denaro, e il messaggio è chiaro: dedicatevi con diligenza alla diffusione del regno di Dio. Di conseguenza, non dovrete preoccuparvi dei vostri bisogni, perché Dio promette di provvedervi.

Il Salvatore Gesù non lascia alcuna zona d’ombra e affronta con decisione tutte le implicazioni dell’impegno dei suoi discepoli.

D’ora in poi, il discepolo si fonda sulla fede; non deve quindi più preoccuparsi di altre questioni. Deve concentrarsi unicamente sul proprio lavoro e lasciare che il suo Maestro si occupi del resto.

Luca 12.22-34 affronta questo tema in un momento diverso del ministero di Gesù il Messia. È chiaro che gli apostoli devono aver interrogato a lungo e frequentemente il Maestro su questo argomento, poiché erano abituati fin dalla giovinezza a provvedere da soli a tutti i propri bisogni e dovevano ormai affidare questa responsabilità a Dio.

Questo cambiamento rappresenta una sfida importante, che può generare ansia.