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La guarigione di due ciechi

La guarigione di due ciechi a Cafarnao, riportata soltanto da Matteo (Mt 9.27-31), illustra la fede messianica: i due uomini riconoscono Gesù come ‘Figlio di Davide’. Gesù li guarisce secondo la loro fede e chiede loro il silenzio, desiderando orientare le folle verso la salvezza eterna piuttosto che verso le guarigioni fisiche. Questo racconto prepara la risposta di Gesù a Giovanni il Battista in Matteo 11.5.

6 min guarigione dei ciechi Figlio di Davide fede miracolo Matteo 5 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 9.27-31 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Come Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono, gridando e dicendo: Abbi pietà di noi, o Figliuol di Davide!

E quand’egli fu entrato nella casa, que’ ciechi si accostarono a lui. E Gesù disse loro: Credete voi ch’io possa far questo? Essi gli risposero: Sì, o Signore.

Allora toccò loro gli occhi, dicendo: Siavi fatto secondo la vostra fede.

E gli occhi loro furono aperti. E Gesù fece loro un severo divieto, dicendo: Guardate che niuno lo sappia.

Ma quelli, usciti fuori, sparsero la fama di lui per tutto quel paese.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Cafarnao in Galilea

Data: Febbraio o marzo del 32 d.C.

Metodo di lavoro: Torniamo a Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Solo Matteo racconta questa guarigione

Mappa di Cafarnao

Questi due ciechi poterono seguire Gesù, il Messia, forse con l'aiuto di una terza persona.

La guarigione di due ciechi

Due ciechi

Questo passo mette in risalto diversi elementi importanti:

Un racconto simile è riportato in Marco 10.46-52 e Luca 18.35-43, riguardo alla guarigione del cieco Bartimeo vicino a Gerico. Inoltre, anche Matteo 20.29-34 menziona questa guarigione, pur senza nominare il cieco e precisando che erano due individui, cosa che né Marco né Luca avevano indicato.

La guarigione in questione avviene a Cafarnao, il che esclude ogni confusione con quella di Bartimeo, situata vicino a Gerico. È la prima volta che Matteo riferisce la guarigione di un cieco. Menzionerà anche altre guarigioni, tra cui quelle di ciechi, nel quadro della sua risposta a Giovanni il Battista (Matteo 11.5, PER113 e PER114).

Sembra dunque essenziale per Matteo riferire questa guarigione per confermare la alla domanda di Giovanni il Battista.

Due ciechi seguono Gesù gridando: «Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!» Arrivano alla casa in cui si trova Gesù. Gesù chiede loro se credono che possa guarirli, ed essi rispondono di sì. Egli tocca i loro occhi e dice: «Vi sia fatto secondo la vostra fede». La loro vista è subito ristabilita. Gesù raccomanda loro severamente di non dirlo a nessuno, ma essi diffondono la notizia in tutta la regione.

Questo passo mette in risalto diversi elementi importanti:

Riconoscimento di Gesù come Messia: Chiamando Gesù «Figlio di Davide», i ciechi riconoscono il suo titolo messianico, affermando la loro convinzione che egli sia il Salvatore promesso.

Fede e guarigione: Gesù insiste sulla fede dei ciechi come condizione della loro guarigione. Il loro immediato ristabilimento conferma la potenza della fede in Gesù.

Obbedienza e diffusione: Nonostante l'ordine di Gesù di non dire nulla, gli uomini guariti non riescono a contenere la loro gioia e diffondono la notizia, illustrando la difficoltà di tenere nascosto un miracolo così potente.

Come interpretare le parole del Messia Gesù quando chiede ai due ciechi guariti di non divulgare questo miracolo? Sembra pertinente considerare che il Messia Gesù volesse evitare che le folle venissero a lui unicamente per ottenere guarigioni fisiche.

La sua intenzione era piuttosto quella di spingere le persone a scoprire il regno di Dio. Appare chiaramente che Gesù non cercava né gloria personale né fama come guaritore, ma mirava soprattutto ad annunciare la salvezza dell'anima.

Benché la guarigione di questi ciechi sia una liberazione notevole, essa resta temporanea e limitata alla durata della vita delle persone interessate. La salvezza offerta dal Messia Gesù, invece, riguarda la vita eterna, che era al cuore del suo messaggio. Egli offriva una salvezza il cui valore supera di gran lunga quello di qualsiasi guarigione fisica, persino della risurrezione.

Il Messia Gesù desiderava che le persone che lo circondavano si concentrassero sull'obiettivo principale, che è il regno dei cieli.