Possiamo stabilire un legame tra gli eventi avvenuti sul monte e questa domanda. Infatti, Pietro, Giacomo e Giovanni hanno visto Mosè ed Elia (pericope PER193 : La trasfigurazione) su questo monte, identificato come il monte Ermon.
La visione del profeta Elia ricorda loro il passo della Scrittura (Malachia 4.5-6) che parla della sua venuta prima di quella del Messia. È quindi probabile che sia stato Pietro, Giacomo o Giovanni a porre questa domanda, con una forte probabilità per Pietro secondo le nostre analisi.
La risposta del Maestro è interpretata dai discepoli come un riferimento a Giovanni Battista.
Secondo la sua consueta pratica, Matteo stabilisce il legame tra Elia e Giovanni Battista, confermando così l’adempimento della profezia di Malachia 4.5-6. Marco corrobora le affermazioni di Matteo.
Questa breve conversazione avviene mentre scendono dal monte. Non hanno ancora raggiunto il trambusto della folla.
L’identificazione di Giovanni Battista come il profeta annunciato in Malachia 4.5-6 avviene progressivamente nei Vangeli. Diversi passi chiariscono questa rivelazione:
- Luca 1.17, annuncia che Giovanni Battista verrà «con lo spirito e la potenza di Elia» per preparare il popolo alla venuta del Signore.
- Matteo 11.13-14, dove Gesù stesso afferma che Giovanni è l’Elia che doveva venire, se si accetta questa interpretazione.
- Matteo 17.10-13, dopo la trasfigurazione, dove Gesù spiega ai suoi discepoli che Elia è già venuto nella persona di Giovanni Battista, ma non è stato riconosciuto.
- Marco 9.13, riprende qui ciò che dice Matteo 17.10-13.
Questi passi mostrano che il riconoscimento di Giovanni Battista come il profeta annunciato è avvenuto attraverso le parole di Gesù e gli eventi del suo ministero.