Tappa 1 di 51 · Istruzione sugli scandali, il perdono e la fede

  1. Tappa 1: Istruzione sugli scandali, il perdono e la fede
  2. Tappa 2: La festa della Dedicazione
  3. Tappa 3: Il giovane ricco
  4. Tappa 4: Guarigioni dei ciechi presso Gerico
  5. Tappa 5: La risurrezione di Lazzaro
  6. Tappa 6: Complotto contro il Messia Gesù, che si ritira a Efraim
  7. Tappa 7: Arrivo a casa di Lazzaro, Marta e Maria
  8. Tappa 8: Maria di Betania unge il Messia Gesù
  9. Tappa 9: Il Messia Gesù benedice i bambini piccoli
  10. Tappa 10: I malvagi vignaioli
  11. Tappa 11: La terza festa di Pasqua
  12. Tappa 12: La moltiplicazione dei pani per le 5000 persone
  13. Tappa 13: La reazione della folla
  14. Tappa 14: Il Messia Gesù e Pietro camminano sulle acque
  15. Tappa 15: La reazione degli apostoli
  16. Tappa 16: Numerose guarigioni a Gennesaret
  17. Tappa 17: Insegnamento del Messia Gesù sul pane della vita
  18. Tappa 18: La prova della consacrazione
  19. Tappa 19: Pietro riconosce Gesù come il Messia
  20. Tappa 20: Gli scandali e le occasioni di caduta
  21. Tappa 21: Disciplina nella Chiesa e perdono
  22. Tappa 22: Parabola del re e del servo
  23. Tappa 23: Gesù, il Messia, prosegue il suo viaggio in Galilea
  24. Tappa 24: La festa dei Tabernacoli
  25. Tappa 25: Il viaggio attraverso la Samaria
  26. Tappa 26: La reazione di Giacomo e Giovanni
  27. Tappa 27: Gli uomini che vogliono seguire il Messia Gesù
  28. Tappa 28: I Giudei cercano il Messia Gesù
  29. Tappa 29: Insegnamento del Messia Gesù nel tempio
  30. Tappa 30: Le autorità cercano il Messia Gesù per arrestarlo
  31. Tappa 31: Il discorso sull'acqua viva
  32. Tappa 32: La valutazione contraddittoria del popolo
  33. Tappa 33: La donna adultera
  34. Tappa 34: Il Messia Gesù è la luce del mondo
  35. Tappa 35: Tentato omicidio
  36. Tappa 36: Il Messia Gesù manda 70 discepoli
  37. Tappa 37: Il buon samaritano
  38. Tappa 38: Il Messia Gesù a Betania in casa di Marta e Maria
  39. Tappa 39: Il Messia Gesù contestato dopo un miracolo
  40. Tappa 40: L'invito a casa di un fariseo
  41. Tappa 41: Il giudizio dei religiosi e i rimproveri del Messia Gesù
  42. Tappa 42: Il ricordo del massacro dei Galilei da parte di Pilato
  43. Tappa 43: La parabola del fico sterile
  44. Tappa 44: Il granello di senape e il lievito
  45. Tappa 45: Insegnamenti del Messia Gesù sulla strada per Gerusalemme
  46. Tappa 46: Parabola dell'invitato presuntuoso
  47. Tappa 47: L'esigente consacrazione del discepolo
  48. Tappa 48: La parabola del re che si prepara alla guerra
  49. Tappa 49: Tentativo di arresto
  50. Tappa 50: Il Messia Gesù annuncia di nuovo la sua morte e la sua risurrezione
  51. Tappa 51: Zaccheo vuole vedere il Messia Gesù
  1. Istruzione sugli scandali, il perdono e la fede

    L’articolo esamina gli insegnamenti di Gesù sugli scandali, il perdono e la fede in Luca 17.1-6. Gesù esorta i discepoli a evitare di provocare cadute spirituali e a perdonare senza limiti. Questa istruzione mette in evidenza la responsabilità comunitaria e l’impegno dei discepoli verso il regno dei cieli.

    Luca 17.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Disse poi ai suoi discepoli: E’ impossibile che non avvengano scandali: ma guai a colui per cui avvengono!Meglio per lui sarebbe che una macina da mulino gli fosse messa al collo e fosse gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare un solo di questi piccoli.Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli.E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli.Allora gli apostoli dissero al Signore: Aumentaci la fede.E il Signore disse: Se aveste fede quant’è un granel di senapa, potreste dire a questo moro: Sradicati e trapiantati nel mare, e vi ubbidirebbe.
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  2. La festa della Dedicazione

    L’articolo esplora la pericope 258, che descrive la festa della Dedicazione, in cui Gesù, pur minacciato dai farisei, si muove liberamente nel Tempio. L’analisi mette in luce il cambiamento di strategia dei farisei, che mirano ad azioni legali contro Gesù. Questo passo è centrale per comprendere la dinamica religiosa e sociale di questo periodo critico.

    Giovanni 10.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno,e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.
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  3. Il giovane ricco

    Questo articolo analizza l'incontro del giovane ricco con Gesù, una pericope dei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. Mette in luce l'insegnamento di Gesù sul distacco dai beni materiali e sulla fede, collocando al tempo stesso l'evento in un contesto storico compreso tra Hanukkah e la Pasqua.

    Luca 18.18-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E uno dei principali lo interrogò, dicendo: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna?E Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, salvo uno solo, cioè Iddio.Tu sai i comandamenti: Non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa testimonianza; onora tuo padre e tua madre.Ed egli rispose: Tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia giovinezza.E Gesù, udito questo, gli disse: Una cosa ti manca ancora; vendi tutto ciò che hai, e distribuiscilo ai poveri, e tu avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguitami.Ma egli, udite queste cose, ne fu grandemente attristato, perché era molto ricco.
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  4. Guarigioni dei ciechi presso Gerico

    L’articolo tratta delle guarigioni di ciechi compiute da Gesù presso Gerico. Collocato nel contesto dei Vangeli sinottici, esplora l’interpretazione cronologica e teologica di questi eventi, sottolineando il riconoscimento di Gesù come Messia e il suo cammino verso Gerusalemme nell’anno 33 d.C.

    Giovanni 11.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Come dunque ebbe udito ch’egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dov’era;
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  5. La risurrezione di Lazzaro

    Gesù risuscita Lazzaro a Betania, rivelando il suo potere divino sulla morte, come preludio alla Pasqua. Tra Hanukkah e Pesach, dopo due giorni di riflessione, Gesù compie il viaggio significativo che comprende incontri memorabili a Gerico, la quale annuncia l'imminente passione. La reazione delle autorità religiose davanti a questo miracolo accelera la crocifissione di Gesù.

    Giovanni 11.7-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    poi dopo, disse a’ discepoli: Torniamo in Giudea!I discepoli gli dissero: Maestro, i Giudei cercavano or ora di lapidarti, e tu vuoi tornar là?Gesù rispose: Non vi son dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui.
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  6. Complotto contro il Messia Gesù, che si ritira a Efraim

    Questo articolo descrive il complotto delle autorità giudaiche contro Gesù dopo la risurrezione di Lazzaro. Di fronte alla minaccia che percepiscono nei miracoli di Gesù, decidono di ucciderlo. Gesù si ritira a Efraim in vista della crocifissione, mentre il complotto si allinea paradossalmente al piano divino.

    Giovanni 11.47-57 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    I capi sacerdoti quindi e i Farisei radunarono il Sinedrio e dicevano: Che facciamo? perché quest’uomo fa molti miracoli.Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno e città e nazione.E un di loro, Caiàfa, che era sommo sacerdote di quell’anno, disse loro: Voi non capite nulla;e non riflettete come vi torni conto che un uomo solo muoia per il popolo, e non perisca tutta la nazione.Or egli non disse questo di suo; ma siccome era sommo sacerdote di quell’anno, profetò che Gesù dovea morire per la nazione;e non soltanto per la nazione, ma anche per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi.Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire.Gesù quindi non andava più apertamente fra i Giudei, ma si ritirò di là nella contrada vicino al deserto, in una città detta Efraim; e quivi si trattenne co’ suoi discepoli.Or la Pasqua de’ Giudei era vicina; e molti di quella contrada salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.Cercavan dunque Gesù; e stando nel tempio dicevano tra loro: Che ve ne pare? Che non abbia venire alla festa?Or i capi sacerdoti e i Farisei avean dato ordine che se alcuno sapesse dove egli era, ne facesse denunzia perché potessero pigliarlo.
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  7. Arrivo a casa di Lazzaro, Marta e Maria

    Questo articolo esplora l’arrivo di Gesù a Betania, mettendo in luce l’importanza di questo momento prima della Passione. Betania, luogo di quiete e di amicizia, contrasta con gli avvenimenti tumultuosi di Gerusalemme. L’articolo si interessa al simbolismo di quest’ultima tappa nella missione di Gesù, così come è riportata dal vangelo di Giovanni.

    Giovanni 12.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù dunque, sei giorni avanti la Pasqua, venne a Betania dov’era Lazzaro ch’egli avea risuscitato dai morti.
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  8. Maria di Betania unge il Messia Gesù

    Maria di Betania unge Gesù con un profumo costoso a Betania, simboleggiando la sua prossima sepoltura. Questo gesto, criticato da Giuda Iscariota e da altri discepoli, è difeso da Gesù e messo in luce nell'analisi dei Vangeli secondo Matteo, Marco e Giovanni. Il testo discute anche le implicazioni cronologiche e comunitarie di questo evento biblico.

    Marco 14.3-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essendo egli in Betania, nella casa di Simone il lebbroso, mentre era a tavola, venne una donna che aveva un alabastro d’olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo; e rotto l’alabastro, glielo versò sul capo.E alcuni, sdegnatisi, dicevano fra loro: Perché s’è fatta questa perdita dell’olio?Questo olio si sarebbe potuto vendere più di trecento denari e darli ai poveri. E fremevano contro a lei.Ma Gesù disse: Lasciatela stare! Perché le date noia? Ella ha fatto un’azione buona inverso me.Poiché i poveri li avete sempre con voi; e quando vogliate, potete far loro del bene; ma a me non mi avete sempre.Ella ha fatto ciò che per lei si poteva; ha anticipato d’ungere il mio corpo per la sepoltura.E in verità io vi dico che per tutto il mondo, dovunque sarà predicato l’evangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei.
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  9. Il Messia Gesù benedice i bambini piccoli

    L'articolo esamina come Gesù benedice i bambini, a Betania, dopo la festa della Dedicazione. Questo evento è descritto nei vangeli sinottici e illustra l'importanza dei bambini nel Regno di Dio, nonostante le reticenze dei discepoli.

    Marco 10.13-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i discepoli sgridavan coloro che glieli presentavano.E Gesù, veduto ciò, s’indignò e disse loro: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me; non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio.In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non entrerà punto in esso.E presili in braccio ed imposte loro le mani, li benediceva.
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  10. I vignaioli malvagi

    Questo articolo analizza la parabola dei vignaioli omicidi in cui Gesù denuncia il rifiuto dei profeti e annuncia il trasferimento del Regno a coloro che producono frutti degni. Le autorità religiose sono messe di fronte al loro rifiuto del divino, che segna una svolta profetica e spirituale nella storia della salvezza.

    Marco 12.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E prese a dir loro in parabole: Un uomo piantò una vigna e le fece attorno una siepe e vi scavò un luogo da spremer l’uva e vi edificò una torre; l’allogò a de’ lavoratori, e se ne andò in viaggio.E a suo tempo mandò a que’ lavoratori un servitore per ricevere da loro de’ frutti della vigna.Ma essi, presolo, lo batterono e lo rimandarono a vuoto.Ed egli di nuovo mandò loro un altro servitore; e anche lui ferirono nel capo e vituperarono.Ed egli ne mandò un altro, e anche quello uccisero; e poi molti altri, de’ quali alcuni batterono ed alcuni uccisero.Aveva ancora un unico figliuolo diletto; e quello mandò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo.Ma que’ lavoratori dissero fra loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e l’eredità sarà nostra.E presolo, l’uccisero, e lo gettarono fuor dalla vigna.Che farà dunque il padrone della vigna? Egli verrà e distruggerà quei lavoratori, e darà la vigna ad altri.Non avete voi neppur letta questa Scrittura: La pietra che gli edificatori hanno riprovata, è quella che è divenuta pietra angolare;ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri?Ed essi cercavano di pigliarlo, ma temettero la moltitudine; perché si avvidero bene ch’egli aveva detto quella parabola per loro. E lasciatolo, se ne andarono.
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  11. La terza festa di Pasqua

    La pericope PER168 segnala la terza festa di Pasqua del ministero del Messia Gesù, datata a lunedì 12 aprile del 32 d.C. e menzionata soltanto da Giovanni (Gv 6,4). In Galilea, presso Betsaida, Gesù e i suoi discepoli non sembrano salire a Gerusalemme, data l'intensità della loro attività. Questa menzione serve da riferimento cronologico nella sinossi, annunciando gli eventi successivi fino alla festa dei Tabernacoli nell'ottobre del 32 d.C.

    Giovanni 7.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or quando s’era già a metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare.
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  12. La moltiplicazione dei pani per le 5000 persone

    La moltiplicazione dei pani per 5000 uomini è un miracolo attestato da tutti e quattro gli evangelisti, collocato presso Betsaida nell'aprile del 32. Con soli cinque pani e due pesci, Gesù sfama una folla immensa, illustrando la sua potenza divina e la sua compassione di pastore e prefigurando l'Eucaristia. I dodici canestri avanzati simboleggiano l'abbondanza del Regno di Dio.

    Giovanni 6.5-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù dunque, alzati gli occhi e vedendo che una gran folla veniva a lui, disse a Filippo: Dove comprerem noi del pane perché questa gente abbia da mangiare?Diceva così per provarlo; perché sapeva bene quel che stava per fare.Filippo gli rispose: Dugento denari di pane non bastano perché ciascun di loro n’abbia un pezzetto.Uno de’ suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse:V’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente?Gesù disse: Fateli sedere. Or v’era molt’erba in quel luogo. La gente dunque si sedette, ed eran circa cinquemila uomini.Gesù quindi prese i pani; e dopo aver rese grazie, li distribuì alla gente seduta; lo stesso fece de’ pesci, quanto volevano.E quando furon saziati, disse ai suoi discepoli: Raccogliete i pezzi avanzati, ché nulla se ne perda.Essi quindi li raccolsero, ed empiron dodici ceste di pezzi che di que’ cinque pani d’orzo erano avanzati a quelli che avean mangiato.
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  13. La reazione della folla

    Dopo la moltiplicazione dei pani, la folla riconosce Gesù come il profeta annunciato da Mosè e vuole proclamarlo re. Solo Giovanni riporta questo episodio. Gesù si ritira sul monte, rifiutando una regalità politica. Questo passo rivela la tensione tra le attese messianiche popolari e la missione spirituale del Messia, che rifiuta di conformarsi alle speranze nazionaliste del suo tempo.

    Deuteronomio 18.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’Eterno, il tuo Dio, ti susciterà un profeta come me, in mezzo a te, d’infra i tuoi fratelli; a quello darete ascolto!
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  14. Il Messia Gesù e Pietro camminano sulle acque

    La pericope 171 analizza il miracolo di Gesù che cammina sulle acque del lago di Gennesaret (aprile del 32), compreso l'episodio di Pietro. Un confronto rigoroso dei racconti di Matteo 14.22-32, Marco 6.45-52 e Giovanni 6.16-21 mette in luce convergenze e divergenze, rivelando la potenza divina del Messia e la tensione tra fede e dubbio nei discepoli.

    Matteo 14.22-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca ed a precederlo sull’altra riva, mentr’egli licenzierebbe le turbe.E licenziatele si ritirò in disparte sul monte per pregare. E fattosi sera, era quivi tutto solo.Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde perché il vento era contrario.Ma alla quarta vigilia della notte Gesù andò verso loro, camminando sul mare.E i discepoli, vedendolo camminar sul mare, si turbarono e dissero: E’ un fantasma! E dalla paura gridarono.Ma subito Gesù parlò loro e disse: State di buon animo, son io; non temete!E Pietro gli rispose: Signore, se sei tu, comandami di venir a te sulle acque.Ed egli disse: Vieni! E Pietro, smontato dalla barca, camminò sulle acque e andò verso Gesù.Ma vedendo il vento, ebbe paura; e cominciando a sommergersi, gridò: Signore, salvami!E Gesù, stesa subito la mano, lo afferrò e gli disse: O uomo di poca fede, perché hai dubitato?E quando furono montati nella barca, il vento s’acquetò.
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  15. La reazione degli apostoli

    La pericope 172 narra la reazione degli apostoli dopo che Gesù ha camminato sulle acque e ha calmato la tempesta. Ambientato a Gennesaret nell'aprile del 32, l'episodio è riportato da Matteo e Marco. I discepoli si prostrano e proclamano: 'Tu sei veramente il Figlio di Dio', segnando una tappa decisiva nella loro fede e nella rivelazione cristologica progressiva dei Vangeli.

    Matteo 16.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente.
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  16. Numerose guarigioni a Gennesaret

    La pericope 173 narra le numerose guarigioni compiute da Gesù a Gennesaret (Galilea) nell'aprile dell'anno 32 d.C., secondo Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56. Al suo arrivo, Gesù viene subito riconosciuto e folle di malati accorrono per toccare il lembo del suo mantello, ottenendo così la guarigione. L'analisi sinottica rivela importanti convergenze tra i due evangelisti e sfumature complementari. Questo episodio illustra la fede popolare e la potenza divina di Gesù, e annuncia le crescenti tensioni con le autorità religiose.

    Marco 6.56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E da per tutto dov’egli entrava, ne’ villaggi, nelle città, e nelle campagne, posavano gl’infermi per le piazze e lo pregavano che li lasciasse toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito. E tutti quelli che lo toccavano, erano guariti.
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  17. Insegnamento del Messia Gesù sul pane della vita

    Giovanni 6.22-59 riporta il discorso di Gesù sul pane della vita, pronunciato nella sinagoga di Cafarnao in un sabato di maggio del 32 d.C. Dopo la moltiplicazione dei pani, Gesù si rivela come il «pane della vita», invitando la folla a credere in lui per ottenere la vita eterna. Questo passo, proprio di Giovanni, presenta una grande ricchezza cristologica ed eucaristica, di fronte all'incomprensione e ai mormorii dei suoi ascoltatori.

    Giovanni 6.35-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù disse loro: Io son il pan della vita; chi viene a me non avrà fame, e chi crede in me non avrà mai sete.Ma io ve l’ho detto: Voi m’avete veduto, eppur non credete!Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori;perché son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato.E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: ch’io non perda nulla di tutto quel ch’Egli m’ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
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  18. La prova della consacrazione

    La pericope PER175 racconta, secondo l'unica testimonianza di Giovanni (Gv 6,60-61), la reazione di numerosi discepoli che, scandalizzati dal discorso sul pane della vita pronunciato a Cafarnao, scelgono di abbandonare il Messia Gesù. Questo momento di prova rivela la distanza tra le attese politiche messianiche e la proposta spirituale di Gesù, invitando il lettore a una riflessione profonda sulla natura autentica della fede e della consacrazione.

    Giovanni 6.66 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    D’allora molti de’ suoi discepoli si ritrassero indietro e non andavan più con lui.
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  19. Pietro riconosce Gesù come il Messia

    La pericope 176 narra la confessione di Pietro, che riconosce Gesù come il Messia, riportata solo da Giovanni (6.62-71). Dopo l'abbandono in massa di molti discepoli, Gesù interroga i Dodici sul loro impegno. Pietro risponde con una notevole proclamazione di fede. L'articolo esplora la tensione tra sovranità divina e libertà umana, e si conclude con la menzione di Giuda Iscariota, che ricorda come nulla sfugga allo sguardo di Dio.

    Giovanni 6.68-69 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Simon Pietro gli rispose: Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna;e noi abbiam creduto e abbiam conosciuto che tu sei il Santo di Dio.
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  20. Gli scandali e le occasioni di caduta

    La pericope PER201 presenta l'insegnamento privato di Gesù a Cafarnao sugli scandali e le occasioni di caduta. Egli distingue due casi: coloro che fanno inciampare i nuovi convertiti e i cristiani alle prese con le proprie debolezze. Con metafore corporee radicali, Gesù invita a eliminare tutto ciò che conduce al peccato, sottolineando che la vita nel regno di Dio vale ogni sacrificio. Matteo, Marco e Luca riportano questo insegnamento con sfumature complementari.

    Marco 9.42-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino, e fosse gettato in mare.E se la tua mano ti fa intoppare, mozzala; meglio è per te entrar monco nella vita, che aver due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile.dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.E se il tuo piede ti fa intoppare, mozzalo; meglio è per te entrar zoppo nella vita, che aver due occhi piedi ed esser gittato nella geenna.dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.E se l’occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nel regno di Dio, che aver due occhi ed esser gittato nella geenna,dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.
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  21. Disciplina nella Chiesa e perdono

    La pericope 203 presenta l'insegnamento di Gesù sulla disciplina ecclesiale e sul perdono, a Cafarnao nel settembre del 32 d.C. Matteo 18.15-22 e Luca 17.3-4 sviluppano la correzione fraterna, l'autorità della Chiesa, la preghiera comunitaria e il perdono illimitato (settanta volte sette). Questi temi fondano un'etica relazionale cristiana incentrata sulla riconciliazione e sulla misericordia divina.

    Matteo 18.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora Pietro, accostatosi, gli disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette volte?E Gesù a lui: lo non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
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  22. Parabola del re e del servo

    La parabola del re e del servo (Mt 18.23-35), raccontata a Cafarnao nel settembre del 32, è esclusiva di Matteo. Illustra l’importanza capitale del perdono mettendo a confronto un debito immenso di 10.000 talenti, condonato da un re misericordioso, con un piccolo debito di 100 monete, rifiutato dal servo perdonato. L’insegnamento centrale: coloro che Dio perdona devono a loro volta perdonare, pena la perdita della grazia ricevuta.

    Levitico 24.20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione ch’egli ha fatta all’altro.
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  23. Gesù, il Messia, prosegue il suo viaggio in Galilea

    La pericope 205 ripercorre il soggiorno prolungato di Gesù, il Messia, in Galilea, nella regione di Cafarnao, per circa sei mesi prima della sua partenza definitiva per Gerusalemme il 3 ottobre del 32 d.C. Solo Giovanni accenna a questi spostamenti e rivela l'intenzione delle autorità religiose di mettere a morte Gesù, mentre i suoi discepoli faticano ancora a comprendere ciò che lo attende. Questo passo segna la transizione verso la festa delle Capanne a Gerusalemme.

    Giovanni 7.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose, Gesù andava attorno per la Galilea; non voleva andare attorno per la Giudea perché i Giudei cercavan d’ucciderlo.
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  24. La festa dei Tabernacoli

    La pericope 206 tratta della festa dei Tabernacoli (Sukkot), riferita unicamente da Giovanni (7,2-10). Gesù decide di salire in segreto a Gerusalemme nell’ottobre dell’anno 32 d.C., sei mesi prima del suo arresto. Giovanni rivela la tensione con le autorità religiose e l’incredulità dei fratelli di Gesù, elementi assenti nei sinottici.

    Giovanni 7.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quando poi i suoi fratelli furono saliti alla festa, allora vi salì anche lui; non palesemente, ma come di nascosto.
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  25. Il viaggio attraverso la Samaria

    La pericope 209 racconta il viaggio di Gesù e dei suoi discepoli attraverso la Samaria, riportato soltanto da Luca. Lasciata la Galilea il 3 ottobre del 32 d.C., Gesù sceglie la via samaritana, più breve, verso Gerusalemme. Alcuni villaggi rifiutano di accoglierlo, a illustrazione delle tensioni tra giudei e samaritani, mentre altri lo accettano. Questo passo prefigura la missione universale e la futura evangelizzazione della regione da parte dei 70 discepoli.

    Luca 9.52-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E mandò davanti a sé de’ messi, i quali, partitisi, entrarono in un villaggio de’ Samaritani per preparargli alloggio.Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme.
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  26. La reazione di Giacomo e Giovanni

    Durante il viaggio di Gesù attraverso la Samaria, Giacomo e Giovanni, i «figli del tuono», propongono di far scendere il fuoco dal cielo su un villaggio samaritano ostile. Gesù li rimprovera severamente, ricordando che è venuto per salvare e non per perdere gli uomini. Questo episodio, riportato soltanto da Luca (Lc 9.54-56), illustra le tensioni tra giudei e samaritani e la formazione progressiva dei discepoli verso uno spirito di misericordia.

    Luca 9.54-56 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Veduto ciò, i suoi discepoli Giacomo e Giovanni dissero: Signore, vuoi tu che diciamo che scenda fuoco dal cielo e li consumi?Ma egli, rivoltosi, li sgridò.E se ne andarono in un altro villaggio.
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  27. Gli uomini che vogliono seguire il Messia Gesù

    Luca 9.57-62 presenta tre uomini che desiderano seguire il Messia Gesù, ciascuno con una condizione o un'esitazione. Gesù risponde chiamando alla rinuncia alle comodità materiali, alla priorità del Regno sui doveri familiari e a una determinazione senza ripensamenti. Questo passo, esclusivo di Luca, si colloca durante il viaggio attraverso la Samaria verso Gerusalemme e costituisce un appello radicale a un impegno totale e senza compromessi verso il Messia.

    Luca 5.27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E dopo queste cose, egli uscì e notò un pubblicano, di nome Levi, che sedeva al banco della gabella, e gli disse: Seguimi.
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  28. I Giudei cercano il Messia Gesù

    La pericope 212 racconta, secondo Giovanni 7.11-13 soltanto, la ricerca di Gesù da parte dei Giudei durante la festa a Gerusalemme nell'ottobre dell'anno 32 d.C. Illustra la divisione del popolo di fronte al Messia: alcuni lo riconoscono, altri cercano di eliminarlo. La paura delle autorità religiose frena le conversioni pubbliche, rivelando la tensione politica e spirituale dell'epoca.

    Giovanni 7.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E v’era fra le turbe gran mormorio intorno a lui. Gli uni dicevano: E’ un uomo dabbene! Altri dicevano: No, anzi, travia la moltitudine!
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  29. Insegnamento del Messia Gesù nel tempio

    Durante la festa delle Capanne, nell'ottobre dell'anno 32, il Messia Gesù insegna nel tempio di Gerusalemme con un'autorità che stupisce la folla e indigna i farisei. Giovanni 7.14-24 riferisce questo episodio unico in cui Gesù afferma che il suo insegnamento viene da Dio e difende una guarigione compiuta di sabato con un'argomentazione scritturale rigorosa. L'ostilità delle autorità religiose si intensifica.

    Giovanni 7.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Mosè v’ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma viene dai padri); e voi circoncidete l’uomo in giorno di sabato.
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  30. Le autorità cercano il Messia Gesù per arrestarlo

    Durante la festa delle Capanne a Gerusalemme, la folla si interroga sull'identità messianica di Gesù. Nonostante la confusione sulle sue origini e i tentativi delle autorità religiose di arrestarlo, Gesù insegna pubblicamente nel Tempio, riafferma la propria divinità e annuncia la sua prossima partenza. Poiché la sua ora non è ancora venuta, le guardie non possono prenderlo. Questo episodio, proprio del vangelo di Giovanni (7.25-36), illustra la crescente opposizione tra Gesù e le autorità religiose.

    Giovanni 7.33-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perciò Gesù disse loro: Io sono ancora con voi per poco tempo; poi me ne vo a Colui che mi ha mandato.Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove io sarò, voi non potete venire.
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  31. Il discorso sull'acqua viva

    Nell'ultimo giorno della festa di Sukkot (Hoshana Rabbà), il Messia Gesù proclama nel Tempio di Gerusalemme di essere la vera fonte di acqua viva. Facendo proprio il simbolismo del rito della libagione dell'acqua, invita chiunque abbia sete a venire a lui. Giovanni precisa che quest'acqua viva designa lo Spirito Santo, che sarebbe stato dato dopo la glorificazione di Gesù. Solo Giovanni riporta questo episodio, datato mercoledì 13 ottobre dell'anno 32.

    Giovanni 12.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma Gesù ad alta voce avea detto: Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato;
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  32. La valutazione contraddittoria del popolo

    Nell'ultimo giorno della festa di Sukkot a Gerusalemme (ottobre dell'anno 32), Gesù proclama di essere sorgente di acqua viva. La folla si divide: alcuni lo riconoscono come il Messia, altri rifiutano l'evidenza. Le guardie inviate per arrestarlo disobbediscono, colpite dalle sue parole. Nicodemo difende un giudizio equo, mentre i farisei avanzano argomenti deboli. L'opposizione delle autorità religiose diventa fanatica, facendo della morte di Gesù il loro unico obiettivo.

    Giovanni 7.46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Le guardie risposero: Nessun uomo parlò mai come quest’uomo!
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  33. La donna adultera

    La pericope 217 narra l'episodio della donna adultera (Giovanni 8.1-11), in cui alcuni farisei tendono una trappola a Gesù presentandogli una donna colta in flagrante. Gesù sventa la trappola con la sua celebre parola che invita chi è senza peccato a scagliare la prima pietra, poi perdona la donna. Questo racconto, la cui autenticità testuale è discussa, illustra l'unione della giustizia e della misericordia divine e rivela l'autorità unica di Gesù di giustificare.

    Giovanni 8.1-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù andò al monte degli Ulivi.E sul far del giorno, tornò nel tempio, e tutto il popolo venne a lui; ed egli, postosi a sedere, li ammaestrava.Allora gli scribi e i Farisei gli menarono una donna còlta in adulterio; e fattala stare in mezzo,gli dissero: Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio.Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare queste tali; e tu che ne dici?Or dicean questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito in terra.E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei.E chinatosi di nuovo, scriveva in terra.Ed essi, udito ciò, e ripresi dalla loro coscienza, si misero ad uscire ad uno ad uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo.E Gesù, rizzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: Donna, dove sono que’ tuoi accusatori? Nessuno t’ha condannata?Ed ella rispose: Nessuno, Signore. E Gesù le disse: Neppure io ti condanno; va’ e non peccar più.
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  34. Il Messia Gesù è la luce del mondo

    Durante la festa di Sukkot a Gerusalemme, Gesù si proclama «luce del mondo» (Giovanni 8.12-58), inserendosi nel simbolismo delle grandi illuminazioni del Tempio. Rivela progressivamente la sua identità divina attraverso dibattiti con i farisei, che culminano nella formula «Prima che Abramo fosse, IO SONO», affermazione esplicita della sua preesistenza e della sua divinità. Credere in lui significa entrare nella luce, nella verità e nella vita eterna.

    Giovanni 8.48-58 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    I Giudei risposero e gli dissero: Non diciam noi bene che sei un Samaritano e che hai un demonio?Gesù rispose: Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate.Ma io non cerco la mia gloria; v’è Uno che la cerca e che giudica.In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte.I Giudei gli dissero: Or vediam bene che tu hai un demonio. Abramo e i profeti son morti, e tu dici: Se uno osserva la mia parola, non gusterà mai la morte.Sei tu forse maggiore del padre nostro Abramo, il quale è morto? Anche i profeti son morti; chi pretendi d’essere?Gesù rispose: S’io glorifico me stesso, la mia gloria è un nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite esser vostro Dio,e non l’avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la sua parola.Abramo, vostro padre, ha giubilato nella speranza di vedere il mio giorno; e l’ha veduto, e se n’è rallegrato.I Giudei gli dissero: Tu non hai ancora cinquant’anni e hai veduto Abramo?Gesù disse loro: In verità, in verità vi dico: Prima che Abramo fosse nato, io sono.
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  35. Tentato omicidio

    Nell'ultimo giorno di una festa a Gerusalemme (13 ottobre 32), i farisei tentano di lapidare il Messia Gesù dopo le sue proclamazioni sulla sua origine divina. Gesù sfugge alla morte nascondendosi tra i suoi discepoli e lascia la città. Probabilmente si ritira a Betania, al di là del Giordano. Solo Giovanni riporta questo episodio, fondato su Giovanni 8,59.

    Giovanni 10.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno,
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  36. Il Messia Gesù manda 70 discepoli

    Gesù manda settanta discepoli in missione di evangelizzazione (Luca 10.1-16), un evento unico nei vangeli. Da Betania, al di là del Giordano, verso novembre dell'anno 32, estende la sua missione oltre i Dodici. Le istruzioni ricordano quelle date agli apostoli, con una portata più universale. Gesù avverte del rischio del rifiuto e condanna la cecità delle città galilee di Corazin, Betsaida e Cafarnao.

    Luca 9.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ora Gesù, chiamati assieme i dodici, diede loro potestà ed autorità su tutti i demoni e di guarir le malattie.E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl’infermi.E disse loro: Non prendete nulla per viaggio: né bastone, né sacca, né pane, né danaro, e non abbiate tunica di ricambio.E in qualunque casa sarete entrati, in quella dimorate e da quella ripartite.E quant’è a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro città, scotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro a loro.Ed essi, partitisi, andavano attorno di villaggio in villaggio, evangelizzando e facendo guarigioni per ogni dove.
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  37. Il buon samaritano

    La pericope PER222 presenta la parabola del buon Samaritano (Luca 10.25-37), raccontata da Gesù in risposta a un dottore della Legge che voleva tendergli una trappola. Ambientata a Betania, al di là del Giordano, nel novembre dell'anno 32, questa parabola insegna che il vero «prossimo» non è definito dalla religione o dalla cultura, ma dall'atto di misericordia. Il Samaritano disprezzato diventa il modello della compassione, figura simbolica dello stesso Messia che viene in soccorso dell'umanità ferita.

    Luca 18.18-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E uno dei principali lo interrogò, dicendo: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna?E Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, salvo uno solo, cioè Iddio.Tu sai i comandamenti: Non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa testimonianza; onora tuo padre e tua madre.Ed egli rispose: Tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia giovinezza.E Gesù, udito questo, gli disse: Una cosa ti manca ancora; vendi tutto ciò che hai, e distribuiscilo ai poveri, e tu avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguitami.Ma egli, udite queste cose, ne fu grandemente attristato, perché era molto ricco.
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  38. Il Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria

    Luca 10.38-42 racconta la visita del Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria, verso la fine di novembre o l’inizio di dicembre del 32 d.C. Situato a 3 km da Gerusalemme, questo villaggio accoglie Gesù in un contesto di relativa calma: i farisei hanno cambiato strategia, preferendo raccogliere testimonianze a carico piuttosto che agire con violenza. Luca è l’unico evangelista a menzionare questo episodio.

    Giovanni 11.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or Betania non distava da Gerusalemme che circa quindici stadi;
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  39. Il Messia Gesù contestato dopo un miracolo

    A Gerusalemme, dopo aver guarito un indemoniato muto, il Messia Gesù è contestato da avversari che attribuiscono il suo potere a Beelzebul e reclamano un nuovo segno. Egli risponde con argomenti logici e spirituali, cita il segno di Giona, orienta una lode verso l’obbedienza alla Parola e conclude con una metafora sulla luce interiore. Questo discorso, riportato soltanto da Luca (11.14-36), illustra due atteggiamenti opposti di fronte al Messia: la fede autentica e il rifiuto incredulo.

    Luca 11.33-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Nessuno, quand’ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio; anzi la mette sul candeliere, affinché coloro che entrano veggano la luce.La lampada del tuo corpo è l’occhio; se l’occhio tuo è sano, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è viziato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.Guarda dunque che la luce che è in te non sia tenebre.Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senz’aver parte alcuna tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t’illumina col suo splendore.
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  40. L'invito a casa di un fariseo

    La pericope 227 racconta l'invito rivolto al Messia Gesù da un fariseo per un pasto, riferito soltanto da Luca (Lc 11.37). Lungi dall'essere benevolo, questo invito sembra una trappola orchestrata per raccogliere accuse contro Gesù davanti a dei testimoni. Consapevole della posta in gioco, Gesù accetta comunque l'invito, forte di una sicurezza spirituale che la sua ora non era ancora venuta. L'evento si colloca probabilmente a Gerusalemme, durante un viaggio che Gesù intraprende nonostante le minacce delle autorità religiose.

    Giovanni 8.59 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose ed uscì dal tempio.
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  41. Il giudizio dei religiosi e i rimproveri del Messia Gesù

    Durante un pasto in casa di un fariseo a Gerusalemme (fine 32), Gesù pronuncia severi rimproveri contro i farisei e i dottori della legge. Luca 11,38-54, unico vangelo a narrare questo episodio, descrive un'atmosfera ostile in cui le autorità religiose cercano prove per condannare Gesù. Le sue parole taglienti sono in realtà un appello alla conversione, ignorato da uomini accecati dall'orgoglio.

    Giovanni 7.46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Le guardie risposero: Nessun uomo parlò mai come quest’uomo!
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  42. Il ricordo del massacro dei Galilei da parte di Pilato

    La pericope PER229 (Luca 13,1-5) racconta come alcuni testimoni di un pasto fariseo interpellino Gesù riguardo al massacro di Galilei compiuto da Pilato. Gesù rifiuta di vedervi una punizione divina e invita al pentimento personale, citando anche il crollo della torre di Siloe. Insegna che la morte è la sorte comune di tutti e che solo il pentimento apre l'accesso al Regno di Dio.

    Giovanni 9.2-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?Gesù rispose: Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.
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  43. La parabola del fico sterile

    La parabola del fico sterile (Luca 13.6-9), riportata soltanto da Luca, illustra la pazienza di Dio e l’urgenza della conversione. Gesù avverte che ogni discepolo privo di frutto spirituale rischia il giudizio, sottolineando al tempo stesso che Dio concede un ulteriore tempo di grazia. Questo testo si colloca in continuità con Luca 13.1-5 e porta un duplice messaggio: solenne avvertimento e misericordia divina.

    Luca 13.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato coi loro sacrifici.E Gesù, rispondendo, disse loro: Pensate voi che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei perché hanno sofferto tali cose?No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete.O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate voi che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete.
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  44. Il granello di senape e il lievito

    La pericope PER232 presenta le due parabole gemelle del granello di senape e del lievito (Luca 13.18-21). Pronunciate vicino a una sinagoga di Gerusalemme di sabato, illustrano la natura del regno di Dio: inizia in modo umile, cresce con potenza e agisce in modo nascosto ma trasformante. Queste due immagini complementari invitano a cogliere la crescita discreta e irresistibile del regno di Dio nel mondo.

    Matteo 13.31-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Egli propose loro un’altra parabola dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un granel di senapa che un uomo prende e semina nel suo campo.Esso è bene il più piccolo di tutti i semi; ma quando è cresciuto, è maggiore de’ legumi e diviene albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami.
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  45. Insegnamenti del Messia Gesù sulla strada per Gerusalemme

    La pericope PER233 racconta gli insegnamenti di Gesù durante il suo viaggio verso Gerusalemme, riferiti soltanto da Luca (Lc 13.22-33), nel dicembre dell'anno 32. Gesù attraversa città e villaggi, insegnando sulla porta stretta e sul Regno di Dio. L'articolo inquadra questi molteplici viaggi tra Betania e Gerusalemme, in un clima di crescente tensione con i farisei ed Erode Antipa.

    Giovanni 10.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno,e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.
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  46. Parabola dell'invitato presuntuoso

    La parabola dell'invitato presuntuoso (Luca 14.7-14), tramandata solo da Luca, si svolge in casa di uno dei capi dei farisei a Gerusalemme. Gesù vi insegna l'umiltà, invitando a scegliere l'ultimo posto anziché il primo, e la generosità disinteressata, incoraggiando a invitare i poveri e gli esclusi anziché coloro che possono ricambiare. Questi due insegnamenti illustrano i valori fondamentali del Regno di Dio: l'onore viene da Dio, non da se stessi, e il vero dono sarà ricompensato alla risurrezione dei giusti.

    Marco 9.35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli postosi a sedere, chiamò i dodici e disse loro: Se alcuno vuol essere il primo, dovrà essere l’ultimo di tutti e il servitor di tutti.
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  47. L'esigente consacrazione del discepolo

    La pericope 238 riporta un insegnamento esclusivo di Luca (14.25-27) sulle esigenze del discepolato. Sulla strada per Betania, dopo il 4 dicembre del 32, il Messia Gesù si rivolge a una grande folla: seguire il Messia significa dargli la priorità assoluta su ogni relazione umana ('odiare' in senso semitico) e accettare di portare la propria croce, cioè abbracciare sofferenza e rifiuto per restare fedeli. Un impegno totale, senza compromessi.

    Luca 9.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Diceva poi a tutti: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi seguiti.
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  48. La parabola del re che si prepara alla guerra

    La parabola del re che si prepara alla guerra (Luca 14.31-33), riportata soltanto da Luca, illustra le esigenze del discepolato. Di fronte a un avversario due volte più potente, un re sceglie la trattativa anziché il combattimento. Allo stesso modo, seguire Gesù, il Messia, esige lucidità, umiltà e totale rinuncia a se stessi. Luca inserisce questo insegnamento in una serie tematica sul prezzo della vita cristiana, prima della festa della Dedicazione del dicembre del 32 d.C.

    Luca 14.32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un’ambasciata e chiede di trattar la pace.
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  49. Tentativo di arresto

    L'articolo esamina il tentativo di arresto di Gesù da parte delle autorità religiose giudaiche, secondo Giovanni 10.31-39. Accusato di bestemmia per le sue dichiarazioni divine, Gesù difende le sue opere come prova della sua missione divina. Cita la Scrittura per dimostrare la legittimità del suo ruolo e sfugge infine all'arresto perché la sua ora non era ancora venuta.

    Giovanni 10.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Io ed il Padre siamo uno.
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  50. Il Messia Gesù annuncia di nuovo la sua morte e la sua risurrezione

    Questo articolo esamina il periodo tra Hanukkah e Pesach, mettendo in evidenza gli insegnamenti di Gesù, la sua predizione della propria morte e risurrezione, e miracoli come la risurrezione di Lazzaro, che suscitarono speranza e conflitto.

    Giovanni 10.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno,e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.
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  51. Zaccheo vuole vedere il Messia Gesù

    L'articolo esplora la storia di Zaccheo a Gerico, che, desideroso di vedere Gesù, sale su un sicomoro. Gesù nota Zaccheo e soggiorna in casa sua, incarnando la sua missione di redenzione. Questo racconto si inserisce nel periodo tra Hanukkah e la Pasqua, comprendendo eventi chiave come il miracolo di Lazzaro. L'articolo presenta un'analisi esegetica e teologica, sottolineando la dimensione universale del messaggio di Gesù.

    Giovanni 11.38-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura.Gesù disse: Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno.Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?Tolsero dunque la pietra. E Gesù, alzati gli occhi in alto, disse: Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito.Io ben sapevo che tu m’esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu m’hai mandato.E detto questo, gridò con gran voce: Lazzaro vieni fuori!E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d’uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare.
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