Includiamo il secondo passo (Luca 8.19-21), che esamineremo nella pericope PER137, per la somiglianza dei temi trattati.
Si è osservato che, mentre Gesù insegnava alla folla, alcune persone potevano intervenire per porre domande o esprimere idee. In questo caso specifico, a intervenire è una donna.
Sappiamo che, nella società giudaica del primo secolo, i religiosi giudei vietavano alle donne di intervenire nei dibattiti religiosi, riservati esclusivamente agli uomini.
Luca considera questo intervento un cambiamento importante da segnalare.
Una donna, esprimendo con fervore la propria ammirazione per gli insegnamenti di Gesù il Messia, afferma spontaneamente che la madre di Gesù deve sentirsi particolarmente onorata e fiera di avere un figlio di tale levatura.
Questo passo, menzionato soltanto da Luca, presenta una prospettiva diversa rispetto alle dichiarazioni di alcuni familiari di Gesù (PER121 : la testimonianza della famiglia di Gesù).
Il Maestro, in risposta a questa dichiarazione, sottolinea che la vera felicità si trova in coloro che non soltanto ascoltano i suoi insegnamenti, ma li mettono anche in pratica. Si riferisce alle persone veramente convertite. Di conseguenza, la donna che ha preso la parola dovrebbe provare una felicità maggiore di Maria, che ha portato Gesù nel suo grembo.
Nel passo di Luca 8.19-21, Gesù spiega che l'ascolto e la messa in pratica della parola creano legami più forti di quelli familiari.
In entrambi i casi menziona coloro che ascoltano la parola. Nel primo precisa: coloro che l'ascoltano e la custodiscono, mentre nel secondo indica: coloro che l'ascoltano e la mettono in pratica.
Appare dunque che coloro che custodiscono la Parola del Messia Gesù sono anche coloro che la applicano nelle proprie azioni.