Il ministero di Giovanni il Battista 2 studi
L’inizio del ministero in Galilea 1 studio
Dalla seconda alla terza festa di Pasqua 18 studi
- 4La scelta dei dodici apostoli
- 5Il discorso della montagna (5), il rapporto del Messia Gesù con la legge
- 6Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono
- 7Il discorso della montagna (7), l'adulterio e il divorzio
- 8Il discorso della montagna (8), lo spergiuro
Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana 1 studio
Esorcismi 1 studio
Le contraddizioni 2 studi
Miracoli 1 studio
Il ministero di Giovanni il Battista
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PER036
Le nozze di Cana
Le nozze di Cana (Giovanni 2,1-11) costituiscono il primo segno compiuto da Gesù, che trasforma l’acqua in vino durante un matrimonio a Cana in Galilea, nel novembre 29. Solo Giovanni riferisce questo episodio. L’articolo esplora le ipotesi sulla presenza della famiglia di Gesù, propone Natanaele come possibile sposo e sottolinea che questo miracolo rafforza la fede dei discepoli manifestando la gloria del Messia.
Giovanni 2.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e c’era la madre di Gesù.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER038
La prima festa di Pasqua
La pericope PER038 analizza la prima festa di Pasqua nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 2,13), datata precisamente al 7 aprile 30. L’articolo formula tre osservazioni: il valore cronologico di questa festa per datare il ministero di Gesù su tre anni e mezzo, la distinzione giovannea della «Pasqua dei Giudei» e la sottomissione di Gesù ai riti del giudaismo. Solo Giovanni documenta questo periodo precedente all’arresto di Giovanni il Battista.
Giovanni 2.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or la Pasqua de’ Giudei era vicina, e Gesù salì a Gerusalemme.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
L’inizio del ministero in Galilea
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PER054
La conferma della chiamata dei discepoli
Sulle rive del mare di Galilea, verso marzo dell’anno 31, Gesù conferma la chiamata di quattro pescatori: Simon Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. A differenza di una prima chiamata a Betania, ora li invita a lasciare tutto per dedicarsi esclusivamente all’evangelizzazione. La loro risposta immediata e totale esprime una fiducia costruita nel corso dei mesi trascorsi accanto a lui. Matteo (4.18-22) e Marco (1.16-20) riportano questo episodio fondante del ministero galileo.
Marco 1.16-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or passando lungo il mar della Galilea, egli vide Simone e Andrea, il fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E Gesù disse loro:Seguitemi, ed io farò di voi dei pescatori d’uomini.Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono.Poi, spintosi un po’ più oltre, vide Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che anch’essi in barca rassettavano le reti;e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se n’andarono dietro a lui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Dalla seconda alla terza festa di Pasqua
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PER080
La scelta dei dodici apostoli
Gesù sceglie dodici discepoli tra i suoi seguaci e attribuisce loro il titolo di apostoli, termine greco che significa «inviato in missione». La scelta, compiuta dopo una notte di preghiera, corrisponde al numero delle tribù d'Israele. I Dodici ricevono autorità per guarire e proclamare la salvezza, costituendo il fondamento della Chiesa futura. L'articolo esplora l'etimologia del termine, la preghiera di Gesù, la questione della sua onniscienza e il caso di Giuda Iscariota.
Matteo 9.38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Pregate dunque il Signor della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER089
Il discorso della montagna (5), il rapporto del Messia Gesù con la legge
Quinta parte del discorso della montagna, l'articolo analizza il rapporto di Gesù con la legge mosaica a partire da Matteo 5.17-20. Gesù afferma di non essere venuto ad abolirla, ma a compierla pienamente secondo il disegno originario di Dio. Distingue la vera legge di Mosè dalle tradizioni religiose aggiunte da scribi e farisei, avvertendo che la loro giustizia istituzionalizzata non conduce al regno dei cieli.
Matteo 5.17-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Non pensate ch’io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire:poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto.Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli.Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e de’ Farisei, voi non entrerete punto nel regno dei cieli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER090
Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono
Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.
Matteo 5.21-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Voi avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere, e Chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale;ma io vi dico: Chiunque s’adira contro al suo fratello, sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto al suo fratello “raca”, sarà sottoposto al Sinedrio; e chi gli avrà detto “pazzo”, sarà condannato alla geenna del fuoco.Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull’altare, e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te,lascia quivi la tua offerta dinanzi all’altare, e va’ prima a riconciliarti col tuo fratello; e poi vieni ad offrir la tua offerta.Fa’ presto amichevole accordo col tuo avversario mentre sei ancora per via con lui; che talora il tuo avversario non ti dia in man del giudice, e il giudice in man delle guardie, e tu sii cacciato in prigione.Io ti dico in verità che di là non uscirai, finché tu non abbia pagato l’ultimo quattrino.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER091
Il discorso della montagna (7), l'adulterio e il divorzio
La pericope 91 esplora la settima parte del Discorso della montagna, incentrata sull’adulterio e sul divorzio (Mt 5.27-32 ; Lc 16.18). Gesù va oltre la Legge mosaica, condannando non solo l’atto, ma anche il pensiero nel quale ci si compiace. Affronta il divorzio confrontandosi con le scuole di Hillel e Shammai, ponendo esigenze radicali. Le metafore dell’occhio e della mano sottolineano la necessità di una trasformazione interiore del cuore per evitare il peccato.
Marco 10.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Essi gli dissero: Concedici di sedere uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra nella tua gloria. Ma Gesù disse loro:Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER092
Il discorso della montagna (8), lo spergiuro
Nel Discorso della montagna Gesù insegna sullo spergiuro (Mt 5.33-37). Contro la pratica dei giuramenti condizionati diffusa al suo tempo, esige una parola semplice e integra: che il 'sì' sia 'sì' e il 'no' sia 'no'. Matteo è l’unico evangelista a riportare questo insegnamento, mentre Luca si rivolge a non ebrei, meno interessati da questa pratica. Giacomo 5.12 riprende questo precetto nella tradizione apostolica.
Giacomo 5.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma, innanzi tutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra, né con altro giuramento; ma sia il vostro sì, sì, e il vostro no, no, affinché non cadiate sotto giudicio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER093
Il discorso della montagna (9), La vendetta
PER093 esamina l’insegnamento di Gesù sulla vendetta nel Discorso della montagna (Mt 5.38-42). Gesù reinterpreta la legge del taglione (Ex 21.24 ; Lv 24.20 ; Dt 19.21), chiamando i suoi discepoli alla nonviolenza, al perdono e all’amore per i nemici. Questo insegnamento, proprio di Matteo, non promuove la passività totale, ma una risposta pacifica che trascende la logica della vendetta, in accordo con Rm 12.17 e 1 P 3.9.
Matteo 5.38-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente.Ma io vi dico: Non contrastate al malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra;ed a chi vuol litigar teco e toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello.E se uno ti vuol costringere a far seco un miglio, fanne con lui due.Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un imprestito, non voltar le spalle.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER094
Il discorso della montagna (10), amare i propri nemici
La decima sezione del Discorso della montagna riguarda l’amore per i nemici (Mt 5.43-48 ; Lc 6.27-36). Gesù va oltre l’interpretazione farisaica invitando i suoi discepoli ad amare anche i pagani, a immagine di Dio che ama tutti gli uomini. La 'regola d’oro' (Mt 7.12) completa questo insegnamento. L’obiettivo ultimo è la perfezione divina: 'Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste'.
Matteo 7.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Non giudicate acciocché non siate giudicati;perché col giudicio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura onde misurate, sarà misurato a voi.E perché guardi tu il bruscolo che è nell’occhio del tuo fratello, mentre non iscorgi la trave che è nell’occhio tuo?Ovvero, come potrai tu dire al tuo fratello: Lascia ch’io ti tragga dall’occhio il bruscolo, mentre ecco la trave è nell’occhio tuo?Ipocrita, trai prima dall’occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo dall’occhio del tuo fratello.Non date ciò ch’è santo ai cani e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, che talora non le pestino co’ piedi e rivolti contro a voi non vi sbranino.Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto;perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia.E qual è l’uomo fra voi, il quale, se il figliuolo gli chiede un pane gli dia una pietra?Oppure se gli chiede un pesce gli dia un serpente?Se dunque voi che siete malvagi, sapete dar buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il Padre vostro che è ne’ cieli darà egli cose buone a coloro che gliele domandano!Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge ed i profeti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER108
I risultati del discorso della montagna
PER108 conclude il discorso della montagna secondo Matteo 7.28-29. La folla e i discepoli sono colpiti dall'autorità unica di Gesù, così diversa da quella dei farisei. Attraverso 23 punti, Gesù ha delineato il ritratto del vero discepolo, un ideale impossibile da raggiungere senza una trasformazione profonda. La folla intravede in lui il Messia e aspira a questa nuova vita che egli propone.
Giovanni 6.60 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Onde molti dei suoi discepoli, udite che l’ebbero, dissero: Questo parlare è duro; chi lo può ascoltare?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER117
Il Messia Gesù nella casa del fariseo
A Cafarnao, Gesù accetta l'invito di un fariseo di nome Simone. Durante il pasto, una donna peccatrice unge i suoi piedi con lacrime e profumo. Di fronte al disprezzo di Simone, Gesù racconta una parabola sul perdono e dichiara la donna salvata dalla sua fede. Questo episodio, riferito soltanto da Luca (7,36-50), illustra la contrapposizione fra l'orgoglio religioso dei farisei e l'umiltà pentita che apre alla salvezza.
Luca 7.44-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E voltosi alla donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non m’hai dato dell’acqua ai piedi; ma ella mi ha rigato i piedi di lagrime e li ha asciugati co’ suoi capelli.Tu non m’hai dato alcun bacio; ma ella, da che sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi.Tu non m’hai unto il capo d’olio; ma ella m’ha unto i piedi di profumo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER140
La parabola della misura
La parabola della misura (PER140) insegna che il modo in cui giudichiamo e trattiamo gli altri determina come Dio ci misurerà a sua volta. Gesù invita all'ascolto attivo, alla reciprocità, alla giustizia e alla generosità. Questo principio, comune a Marco 4.24-25, Matteo 7.1-2 e Luca 6.38, si ricollega alla regola d'oro e costituisce il cuore dell'etica cristiana.
Matteo 7.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge ed i profeti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER141
La parabola della zizzania e del frumento
La parabola della zizzania e del grano (Matteo 13.24-30), presente solo in Matteo, insegna la coesistenza del bene e del male nel mondo fino al giudizio finale. Gesù vi illustra la pazienza di Dio, che rimanda la separazione tra giusti e malvagi fino alla mietitura escatologica, affidata agli angeli. Questa parabola si inserisce in una profonda riflessione biblica sull'apparente prosperità dei malvagi, condivisa da Abacuc, Asaf, Geremia e Giobbe.
Giobbe 21.7-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Perché mai vivono gli empi? Perché arrivano alla vecchiaia ed anche crescon di forze?La loro progenie prospera, sotto ai loro sguardi, intorno ad essi, e i lor rampolli fioriscon sotto gli occhi loro.La loro casa è in pace, al sicuro da spaventi, e la verga di Dio non li colpisce.Il loro toro monta e non falla, la loro vacca figlia senz’abortire.Mandan fuori come un gregge i loro piccini, e i loro figliuoli saltano e ballano.Cantano a suon di timpano e di cetra, e si rallegrano al suon della zampogna.Passano felici i loro giorni, poi scendono in un attimo nel soggiorno dei morti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER143
La parabola del granello di senape
La parabola del granello di senape (Mt 13.31-32; Mc 4.30-32; Lc 13.18-19) illustra il Regno di Dio attraverso un seme minuscolo che diventa un grande albero. Pronunciata presso Capernaum nel 31 d.C., insegna che il Regno inizia umilmente ma conosce una crescita straordinaria, offrendo rifugio e accoglienza a tutti. Invita alla fede, alla pazienza e alla fiducia in Dio per la crescita spirituale.
Matteo 13.24-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un uomo che ha seminato buona semenza nel suo campo.Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò delle zizzanie in mezzo al grano e se ne andò.E quando l’erba fu nata ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie.E i servitori del padron di casa vennero a dirgli: Signore, non hai tu seminato buona semenza nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?Ed egli disse loro: Un nemico ha fatto questo. E i servitori gli dissero: Vuoi tu che l’andiamo a cogliere?Ma egli rispose: No, che talora, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insiem con esse il grano.Lasciate che ambedue crescano assieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura, io dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER147
La parabola del tesoro nascosto
La parabola del tesoro nascosto (Mt 13,44), riportata soltanto da Matteo, insegna che il regno dei cieli ha un valore incomparabile. Un uomo scopre un tesoro sepolto, lo ricopre, poi vende tutto per comprare il campo. Questa parabola illustra la gioia e la determinazione di colui che riconosce il valore supremo del Regno, pronto a sacrificare tutto per ottenerlo. Risuona in modo particolare con il percorso personale di Matteo, che aveva lasciato tutto per seguire Gesù.
Matteo 13.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il regno de’ cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per l’allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER150
Conclusione del Messia Gesù
La pericope 150 chiude il discorso in parabole di Matteo 13. Gesù chiede ai suoi discepoli se hanno capito, poi descrive il discepolo ideale come uno scriba istruito nel regno, capace di trarre dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Questo passo sottolinea la complementarità dell'Antico e del Nuovo Testamento e la responsabilità degli insegnanti di trasmettere fedelmente l'insegnamento del Messia.
Matteo 13.51-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Avete intese tutte queste cose? Essi gli risposero: Sì.Allora disse loro: Per questo, ogni scriba ammaestrato pel regno de’ cieli è simile ad un padron di casa il quale trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie.Or quando Gesù ebbe finite queste parabole, partì di là.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER151
Il Messia Gesù placa la tempesta
Dopo un'intensa giornata di insegnamento, Gesù attraversa il lago di Tiberiade con i suoi discepoli. Scoppia una violenta tempesta che minaccia di affondare la barca. Svegliato dai discepoli in preda al panico, Gesù ordina agli elementi di tacere e subito si fa una grande calma. Questo episodio, riportato da Matteo, Marco e Luca, rivela l'autorità divina di Gesù sulla natura e insegna l'importanza di una fede incrollabile anche nel cuore delle prove.
Luca 8.22-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne, in un di quei giorni, ch’egli entrò in una barca co’ suoi discepoli, e disse loro: Passiamo all’altra riva del lago. E presero il largo.E mentre navigavano, egli si addormentò; e calò sul lago un turbine di vento, talché la barca s’empiva d’acqua, ed essi pericolavano.E accostatisi, lo svegliarono, dicendo: Maestro, Maestro, noi periamo! Ma egli, destatosi, sgridò il vento e i flutti che s’acquetarono, e si fe’ bonaccia.Poi disse loro: Dov’è la fede vostra? Ma essi, impauriti e maravigliati, diceano l’uno all’altro: Chi è mai costui che comanda anche ai venti ed all’acqua e gli ubbidiscono?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER154
La guarigione della donna che perdeva sangue
La pericope 154 racconta la guarigione di una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, riportata da Matteo, Marco e Luca. A Cafarnao, ella tocca di nascosto il mantello di Gesù mentre egli si reca a casa di Giairo. Guarita all'istante, è riconosciuta pubblicamente da Gesù, che dichiara: 'La tua fede ti ha salvata.' L'articolo confronta i tre racconti sinottici ed esplora la portata teologica, cristologica e sociale di questo miracolo di fede.
Levitico 15.25-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La donna che avrà un flusso di sangue per parecchi giorni, fuori del tempo de’ suoi corsi, o che avrà questo flusso oltre il tempo de’ suoi corsi, sarà impura per tutto il tempo del flusso, com’è al tempo de’ suoi corsi.Ogni letto sul quale si coricherà durante tutto il tempo del suo flusso, sarà per lei come il letto sul quale si corica quando ha i suoi corsi; e ogni mobile sul quale si sederà sarà impuro, com’è impuro quand’ella ha i suoi corsi.E chiunque toccherà quelle cose sarà immondo; si laverà le vesti, laverà se stesso nell’acqua, e sarà impuro fino alla sera.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER161
Ritorno a Nazaret
Il secondo ritorno di Gesù a Nazaret (marzo 32 d.C.) è raccontato da Matteo e Marco. Nonostante i suoi insegnamenti nella sinagoga, gli abitanti lo rifiutano a causa della loro familiarità con lui e con la sua famiglia. La mancanza di fede limita i suoi miracoli. Gesù pronuncia la celebre frase: «Un profeta è disprezzato soltanto nella sua patria». Marco aggiunge dettagli assenti in Matteo: la presenza dei discepoli e lo stupore di Gesù di fronte all’incredulità.
Marco 6.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E non poté far quivi alcun’opera potente, salvo che, imposte le mani ad alcuni pochi infermi, li guarì.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER167
Il Messia Gesù si apparta con i suoi discepoli
PER167 descrive il ritiro di Gesù e dei suoi discepoli verso Betsaida per riposarsi dopo un'intensa missione di evangelizzazione in Galilea, subito prima della Pasqua di aprile dell'anno 32. L'analisi sinottica di Matteo 14,13-14, Marco 6,31-32, Luca 9,10-11 e Giovanni 6,1-4 mostra convergenze e sfumature: il desiderio di isolamento, la folla che lo segue, le guarigioni e l'insegnamento. Questo episodio precede direttamente la moltiplicazione dei pani.
Giovanni 6.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dopo queste cose, Gesù se ne andò all’altra riva del mar di Galilea, ch’è il mar di Tiberiade.E una gran moltitudine lo seguiva, perché vedeva i miracoli ch’egli faceva sugl’infermi.Ma Gesù salì sul monte e quivi si pose a sedere co’ suoi discepoli.Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana
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PER207
Il disaccordo del Maestro con i suoi fratelli
Giovanni 7.3-9 racconta la tensione tra Gesù e i suoi fratelli prima della festa di Sukkot (ottobre dell'anno 32 d.C.). Non comprendendo la missione messianica, essi lo spingono a manifestarsi pubblicamente a Gerusalemme. Gesù sceglie la prudenza, consapevole dei rischi di arresto. Maria resta in disparte. Questo episodio, presente solo in Giovanni, illustra l'incomprensione familiare di fronte alla natura divina di Gesù, poiché la conversione dei suoi fratelli avviene soltanto dopo la risurrezione.
Giovanni 7.3-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Perciò i suoi fratelli gli dissero: Partiti di qua e vattene in Giudea, affinché i tuoi discepoli veggano anch’essi le opere che tu fai.Poiché niuno fa cosa alcuna in segreto, quando cerca d’esser riconosciuto pubblicamente. Se tu fai codeste cose, palesati al mondo.Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui.Gesù quindi disse loro: Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo, invece, è sempre pronto.Il mondo non può odiar voi; ma odia me, perché io testimonio di lui che le sue opere sono malvagie.Salite voi alla festa; io non salgo ancora a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto.E dette loro queste cose, rimase in Galilea.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Esorcismi
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MIR004
Guarigione dell’uomo posseduto nella sinagoga di Cafarnao
L'articolo discute la guarigione da parte di Gesù di un uomo posseduto a Cafarnao, narrata in Marco e Luca. Lo spirito impuro riconosce Gesù come il Santo di Dio e, per ordine di Cristo, esce dall'uomo. I testimoni si stupiscono dell'autorità di Gesù, e la sua fama si diffonde. Questi racconti sottolineano l'autorità divina e il potere di guarigione di Gesù.
Luca 4.33-37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or nella sinagoga si trovava un uomo posseduto da uno spirito d’immondo demonio, il quale gridò con gran voce: Ahi!Che v’è fra noi e te, o Gesù Nazareno? Se’ tu venuto per perderci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio!E Gesù lo sgridò, dicendo: Ammutolisci, ed esci da quest’uomo! E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui senza fargli alcun male.E tutti furon presi da sbigottimento e ragionavan fra loro, dicendo: Qual parola è questa? Egli comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi, ed essi escono.E la sua fama si spargeva in ogni parte della circostante contrada.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Le contraddizioni
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CTD045
Il centurione si recò personalmente da Gesù?
L'articolo esamina una contraddizione tra Matteo e Luca sull'incontro tra Gesù e il centurione a Cafarnao. Matteo descrive un incontro diretto, mentre Luca menziona degli intermediari. Le differenze si spiegano con il principio di rappresentanza, la progressione degli eventi e gli stili redazionali divergenti. Queste variazioni non modificano la sostanza dei racconti.
Luca 7.2-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or il servitore d’un certo centurione, che l’avea molto caro, era malato e stava per morire;e il centurione, avendo udito parlar di Gesù, gli mandò degli anziani de’ giudei per pregarlo che venisse a salvare il suo servitore.Ed essi, presentatisi a Gesù, lo pregavano istantemente, dicendo: Egli è degno che tu gli conceda questo;perché ama la nostra nazione, ed è lui che ci ha edificata la sinagoga.E Gesù s’incamminò con loro; e ormai non si trovava più molto lontano dalla casa, quando il centurione mandò degli amici a dirgli: Signore, non ti dare questo incomodo, perch’io non son degno che tu entri sotto il mio tetto;e perciò non mi son neppure reputato degno di venire da te; ma dillo con una parola, e sia guarito il mio servitore.Poiché anch’io son uomo sottoposto alla potestà altrui, ed ho sotto di me de’ soldati; e dico ad uno: Va’, ed egli va; e ad un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servitore: Fa’ questo, ed egli lo fa.Udito questo, Gesù restò maravigliato di lui; e rivoltosi alla moltitudine che lo seguiva, disse: Io vi dico che neppure in Israele ho trovato una cotanta fede!E quando gl’inviati furon tornati a casa, trovarono il servitore guarito.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
CTD062
Un paralitico portato da quattro uomini
L’articolo esplora le differenze nei racconti di Matteo e Marco riguardo alla guarigione del paralitico da parte di Gesù. Benché i racconti varino, l’articolo sottolinea che sono complementari, riflettendo le prospettive individuali degli autori sotto l’ispirazione divina, e offrendo una visione ricca degli avvenimenti.
Marco 2.3-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E vennero a lui alcuni che menavano un paralitico portato da quattro.E non potendolo far giungere fino a lui a motivo della calca, scoprirono il tetto dalla parte dov’era Gesù; e fattavi un’apertura, calarono il lettuccio sul quale il paralitico giaceva.E Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, i tuoi peccati ti sono rimessi.Or alcuni degli scribi eran quivi seduti e così ragionavano in cuor loro:Perché parla costui in questa maniera? Egli bestemmia! Chi può rimettere i peccati, se non un solo, cioè Dio?E Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che ragionavano così dentro di sé, disse loro: Perché fate voi cotesti ragionamenti ne’ vostri cuori?Che è più agevole, dire al paralitico: I tuoi peccati ti sono rimessi, oppur dirgli: Lèvati, togli il tuo lettuccio e cammina?Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell’uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati:Io tel dico (disse al paralitico), lèvati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua.E colui s’alzò, e subito, preso il suo lettuccio, se ne andò via in presenza di tutti; talché tutti stupivano e glorificavano Iddio dicendo: Una cosa così non la vedemmo mai.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Miracoli
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MIR031
Moneta nella bocca di un pesce
L’articolo affronta il miracolo della moneta nella bocca di un pesce, che mostra la saggezza di Gesù di fronte alle esigenze religiose. A Cafarnao, per non offendere gli esattori della tassa del tempio, Gesù chiede a Pietro di pescare una moneta per pagare la tassa. Questo racconto sottolinea la duplice natura di Gesù come Figlio di Dio e insegna l’equilibrio tra la libertà spirituale e il rispetto delle tradizioni.
Matteo 17.24-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando furon venuti a Capernaum, quelli che riscotevano le didramme si accostarono a Pietro e dissero: Il vostro maestro non paga egli le didramme?Egli rispose: Sì. E quando fu entrato in casa, Gesù lo prevenne e gli disse: Che te ne pare, Simone? i re della terra da chi prendono i tributi o il censo? dai loro figliuoli o dagli stranieri?Dagli stranieri, rispose Pietro. Gesù gli disse: I figliuoli, dunque, ne sono esenti.Ma, per non scandalizzarli, vattene al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che verrà su; e, apertagli la bocca, troverai uno statere. Prendilo, e dallo loro per me e per te.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org