Potremmo stupirci nel constatare l’importanza delle folle che si radunavano per ascoltare il Messia Gesù. Una folla immensa si stringe attorno al Messia Gesù, al punto da provocare un movimento di massa quasi pericoloso. Questo contesto sottolinea quanto sia grande la sua popolarità in quel momento: la gente è letteralmente pronta a spintonarsi per ascoltarlo. Sembra evidente che molti di loro si aspettassero più una liberazione che un messaggio sul regno di Dio.
È importante collocare questi raduni nel loro contesto sociale: riunivano genitori e bambini ed erano sorvegliati da spie al servizio delle autorità romane e religiose. Il governo temeva ogni sedizione e prestava grande attenzione a questi assembramenti.
Per queste autorità, lo spostamento di folle era considerato un atto di carattere politico.
Questi grandi raduni non sempre facilitavano il prendere la parola, perché diventava difficile farsi ascoltare. Gesù si muoveva allora tra la folla, pronunciava alcune frasi e guariva anche qualche malato. Alcune persone si rivolgevano a lui e ponevano domande (Luca 12.13) alle quali Gesù si sforzava di rispondere. Gli apostoli accompagnavano il loro maestro e sembrano essere stati incaricati di gestire la folla per garantire la sua sicurezza.
Questo successo attira l’attenzione delle autorità, dei e dei sul Messia Gesù. I , inizialmente preoccupati per una possibile sedizione, vengono rapidamente rassicurati perché il messaggio di Gesù non presenta rivendicazioni politiche. Da parte loro, i percepiscono una messa in discussione della loro autorità legata alla predicazione e alle azioni di Gesù, che alcuni interpretano come segni della sua divinità.
Il racconto di Giovanni mette in evidenza un’intensificazione progressiva dell’opposizione espressa dai , correlata alla crescente influenza del Messia Gesù sulla folla.
Il Maestro si rivolge ai suoi discepoli, non per attirare la loro attenzione sulle dimensioni della folla, ma per affrontare il tema dell’ipocrisia. Il Messia, Gesù, possedeva una conoscenza approfondita dei pensieri delle persone, come attestano Luca 5.22, Matteo 9.4, Marco 2.8, Luca 6.8 e Giovanni 2.25.