Durante la traversata da Magdala a , situata sulla riva orientale del Giordano, approfittando di un mare calmo, il Messia Gesù impartirà un insegnamento ai suoi apostoli. Misureremo la distanza tra i loro pensieri e quelli del Maestro. Notiamo che gli autori non cercano di minimizzare l'incomprensione degli apostoli.
Matteo e Pietro, che lavora in collaborazione con Marco, erano presenti su quella barca. Sono dunque ben posti per evocare questa ignoranza.
Tutto il problema deriva dal fatto che i discepoli avevano dimenticato di prendere il pane. Marco precisa: uno solo, il che era largamente insufficiente per il gruppo. Il Messia Gesù approfitta di questo fatto per affrontare il tema del lievito dei . Sentendo la parola «lievito», concludono dunque che il Maestro sta per rivolgere loro un rimprovero.
Il Messia Gesù evoca qui l'insegnamento dei , che insidiosamente viene a turbare gli animi di coloro che li ascoltano (Marco 8.15).
Il Messia Gesù comprende che i suoi apostoli immaginano che si riferisca al pane dimenticato (Matteo 16.8). «Uomini di poca fede», dirà, sottolineando così che la loro preoccupazione per le cose materiali è direttamente legata a una mancanza di fede.
Confronto tra i due testi
In Matteo 16.5-12, il Messia Gesù mette in guardia i suoi discepoli contro il lievito dei e dei . I discepoli, preoccupati di non aver preso il pane, non comprendono subito questo ammonimento. Gesù ricorda loro allora i miracoli della e li esorta a cogliere la portata spirituale delle sue parole, piuttosto che preoccuparsi di cose materiali.
In Marco 8.14-21 si verifica una situazione simile. I discepoli si preoccupano della mancanza di pane, e il Messia Gesù li interpella sulla loro mancanza di comprensione. Egli ricorda i miracoli precedenti, in cui nutrì le folle con una quantità limitata di pane, e sottolinea la loro difficoltà a percepire l'insegnamento spirituale che sta dietro le sue azioni. Chiede loro perché il loro cuore sembri chiuso e perché non colgano l'importanza del lievito dei e di Erode Antipa.
Questi due passi hanno dunque una forte vicinanza per quanto riguarda il tema centrale: il Messia Gesù usa l'immagine del lievito per designare un'influenza dottrinale corrotta che può alterare la fede autentica. La differenza notevole tra i due sta nell'identità dei gruppi presi di mira: Matteo parla dei e dei , mentre Marco menziona i ed Erode. Questa sfumatura riflette le preoccupazioni proprie di ciascun vangelo: Matteo insiste sulle tendenze religiose contrarie a Gesù, mentre Marco introduce un elemento politico con la menzione di Erode Antipa.
Infine, questi testi illustrano la necessità per i discepoli di avere una profonda comprensione spirituale, piuttosto che restare concentrati sui bisogni materiali. Gesù ricorda loro che i miracoli che hanno visto dovrebbero bastare a ispirare loro fiducia e a far loro comprendere che il suo insegnamento va ben oltre le preoccupazioni terrene.
Avrebbero dovuto fidarsi del Maestro per questo bisogno materiale, da cui il rimprovero di mancanza di fede da parte del Messia Gesù in Matteo 16.8. Questo rimprovero compare anche in Matteo 6.30, Matteo 8.26 e Matteo 14.31.