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Insegnamento ai discepoli sull'influenza dei farisei

Gesù mette in guardia i suoi apostoli contro l'influenza perniciosa dei farisei, simboleggiata dal «lievito». Matteo e Marco riferiscono questo insegnamento durante una traversata verso Betsaida, in cui ai discepoli manca il pane. Gesù sottolinea la loro mancanza di fede, invitandoli a cogliere la portata spirituale delle sue parole al di là delle preoccupazioni materiali.

9 min Gesù apostoli farisei insegnamento fede 10 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 16.5-12 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or i discepoli, passati all’altra riva, s’erano dimenticati di prender de’ pani.

E Gesù disse loro: Vedete di guardarvi dal lievito de’ Farisei e de’ Sadducei.

Ed essi ragionavan fra loro e dicevano: Egli è perché non abbiam preso de’ pani.

Ma Gesù, accortosene, disse: O gente di poca fede, perché ragionate fra voi del non aver de’ pani?

Non capite ancora e non vi ricordate de’ cinque pani dei cinquemila uomini e quante ceste ne levaste?

né dei sette pani de’ quattromila uomini e quanti panieri ne levaste?

Come mai non capite che non è di pani ch’io vi parlavo? Ma guardatevi dal lievito de’ Farisei e de’ Sadducei.

Allora intesero che non avea loro detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei Farisei e de’ Sadducei.

Marco
Marco 8.14-21 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani, e non avevano seco nella barca che un pane solo.

Ed egli dava loro de’ precetti dicendo: Badate, guardatevi dal lievito de’ Farisei e dal lievito d’Erode!

Ed essi si dicevano gli uni agli altri: Egli è perché non abbiam pane.

E Gesù, accortosene, disse loro: Perché ragionate voi del non aver pane? Non riflettete e non capite voi ancora? Avete il cuore indurito?

Avendo occhi non vedete? e avendo orecchie non udite? e non avete memoria alcuna?

Quand’io spezzai i cinque pani per i cinquemila, quante ceste piene di pezzi levaste? Essi dissero: Dodici.

E quando spezzai i sette pani per i quattromila, quanti panieri pieni levaste?

Ed essi risposero: Sette. E diceva loro: Non capite ancora?

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Sul in direzione di

Data: Agosto dell'anno 32 d.C.

Metodo: Continuiamo con Marco

Nota sul metodo di lavoro: Marco riprende le parole di Matteo

Ritorno a Betsaida

Il Messia Gesù coglie un momento di quiete per impartire un insegnamento ai suoi apostoli.

Insegnamento ai discepoli sull'influenza dei farisei

Discepoli in barca

Confronto tra i due testi

Durante la traversata da Magdala a , situata sulla riva orientale del Giordano, approfittando di un mare calmo, il Messia Gesù impartirà un insegnamento ai suoi apostoli. Misureremo la distanza tra i loro pensieri e quelli del Maestro. Notiamo che gli autori non cercano di minimizzare l'incomprensione degli apostoli.

Matteo e Pietro, che lavora in collaborazione con Marco, erano presenti su quella barca. Sono dunque ben posti per evocare questa ignoranza.

Tutto il problema deriva dal fatto che i discepoli avevano dimenticato di prendere il pane. Marco precisa: uno solo, il che era largamente insufficiente per il gruppo. Il Messia Gesù approfitta di questo fatto per affrontare il tema del lievito dei . Sentendo la parola «lievito», concludono dunque che il Maestro sta per rivolgere loro un rimprovero.

Il Messia Gesù evoca qui l'insegnamento dei , che insidiosamente viene a turbare gli animi di coloro che li ascoltano (Marco 8.15).

Il Messia Gesù comprende che i suoi apostoli immaginano che si riferisca al pane dimenticato (Matteo 16.8). «Uomini di poca fede», dirà, sottolineando così che la loro preoccupazione per le cose materiali è direttamente legata a una mancanza di fede.

Confronto tra i due testi

In Matteo 16.5-12, il Messia Gesù mette in guardia i suoi discepoli contro il lievito dei e dei . I discepoli, preoccupati di non aver preso il pane, non comprendono subito questo ammonimento. Gesù ricorda loro allora i miracoli della e li esorta a cogliere la portata spirituale delle sue parole, piuttosto che preoccuparsi di cose materiali.

In Marco 8.14-21 si verifica una situazione simile. I discepoli si preoccupano della mancanza di pane, e il Messia Gesù li interpella sulla loro mancanza di comprensione. Egli ricorda i miracoli precedenti, in cui nutrì le folle con una quantità limitata di pane, e sottolinea la loro difficoltà a percepire l'insegnamento spirituale che sta dietro le sue azioni. Chiede loro perché il loro cuore sembri chiuso e perché non colgano l'importanza del lievito dei e di Erode Antipa.

Questi due passi hanno dunque una forte vicinanza per quanto riguarda il tema centrale: il Messia Gesù usa l'immagine del lievito per designare un'influenza dottrinale corrotta che può alterare la fede autentica. La differenza notevole tra i due sta nell'identità dei gruppi presi di mira: Matteo parla dei e dei , mentre Marco menziona i ed Erode. Questa sfumatura riflette le preoccupazioni proprie di ciascun vangelo: Matteo insiste sulle tendenze religiose contrarie a Gesù, mentre Marco introduce un elemento politico con la menzione di Erode Antipa.

Infine, questi testi illustrano la necessità per i discepoli di avere una profonda comprensione spirituale, piuttosto che restare concentrati sui bisogni materiali. Gesù ricorda loro che i miracoli che hanno visto dovrebbero bastare a ispirare loro fiducia e a far loro comprendere che il suo insegnamento va ben oltre le preoccupazioni terrene.

Avrebbero dovuto fidarsi del Maestro per questo bisogno materiale, da cui il rimprovero di mancanza di fede da parte del Messia Gesù in Matteo 16.8. Questo rimprovero compare anche in Matteo 6.30, Matteo 8.26 e Matteo 14.31.