L’articolo esplora la diversità delle presentazioni evangeliche dell’avvertimento di Gesù sul «lievito dei farisei», esaminando le differenze culturali e teologiche in Matteo, Marco e Luca.
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lievitofariseisadduceiipocrisiaVangeli
1 versetto
1 libro
Nous avons recueilli ces commentaires sur le site : https://jtpbatiment1.jimdofree.com/. Ce site semble désormais fermé, mais nous avions précédemment noté leurs réserves concernant les Évangiles. Veuillez trouver ci-dessous le Point N°11 CTD069. Nous reproduisons leur question :
"Commentaire: Qu’a-t-il dit réellement ? : Du levain des et des ou du levain des pharisien et du levain d’Hérode."
Notre réponse :
Regardons les textes en question.
11 Comment ne comprenez-vous pas que ce n’est pas de pains que je vous ai parlé ? Méfiez-vous du levain des et des . »
12 Alors ils comprirent que ce n’était pas du levain du pain qu’il leur avait dit de se méfier, mais de l’enseignement des et des .
(Traduzione Louis Segond )
14 Les disciples avaient oublié de prendre des pains ; ils n’en avaient qu’un seul avec eux dans la barque.
15 Jésus leur fit cette recommandation : « Attention, méfiez-vous du levain des et du levain d’Hérode. »
16 Les disciples raisonnaient entre eux [et disaient]: «C’est parce que nous n’avons pas de pains.»
17 Jésus, le sachant, leur dit : « Pourquoi raisonnez-vous sur le fait que vous n’avez pas de pains ? Ne comprenez-vous pas et ne saisissez-vous pas encore ?
18 Avez-vous [encore] le cœur endurci ? Vous avez des yeux et vous ne voyez pas ? Vous avez des oreilles et vous n’entendez pas ? Ne vous rappelez-vous pas ?
19 Quand j’ai rompu les cinq pains pour les 5000 hommes, combien de paniers pleins de morceaux avez-vous emportés ?» « Douze », lui répondirent-ils.
20« Et quand j’ai rompu les sept [pains] pour les 4000 hommes, combien de corbeilles pleines de morceaux avez-vous emportées ?» « Sept », répondirent-ils.
21 Et il leur dit : « [Comment] se fait-il que vous ne compreniez pas [encore] ?»
(Traduzione Louis Segond )
Nous souhaitons examiner les autres documents pertinents liés à cet événement afin de mieux comprendre les circonstances. Nous estimons que chaque auteur apporte une perspective unique et que la synthèse des différents témoignages nous offre une vision plus exhaustive et précise.
1 Pendant ce temps, les gens s’étaient rassemblés par milliers, au point de s’écraser les uns les autres. Jésus se mit à dire à ses disciples : « Avant tout, méfiez-vous du levain des , qui est l’hypocrisie.
(Traduzione Louis Segond )
L'apôtre Jean n'aborde pas ce sujet.
Notre analyse :
Nous rencontrons à plusieurs reprises le problème du manque d'information. Il est évident que les déclarations rapportées par Matthieu et Marc sont issues d'un entretien où Jésus a approfondi le thème du prophète Jonas. Étant donné la nature de leur travail, Matthieu et Marc n'ont pas pu retranscrire l'intégralité de cette présentation. Ils ont sélectionné les éléments qu'ils considéraient les plus pertinents pour étayer leurs arguments.
Par ailleurs, Matthieu s’adressait à un public juif familier des prophètes, tandis que Marc s'adressait à des Grecs méconnaissant l’histoire juive.
Il n'y a donc aucune difficulté à ce sujet ; chaque auteur a rapporté les paroles du Maître selon son propre objectif, mais toutes ont bien été prononcées par le Messie Jésus.
Marc rapporte essentiellement le même message que Matthieu. Le Messie Jésus est présenté non pas comme quelqu'un qui accomplit des miracles sur demande, mais comme le Fils de Dieu venu annoncer le royaume des cieux. Marc reprend les paroles de Matthieu en omettant toute référence au prophète Jonas, lequel n'était probablement pas connu de ses auditeurs grecs.
Par ailleurs, nous pouvons appliquer le même principe lorsque Matthieu mentionne à la fois les et les , alors que Marc ne précise que le groupe prédominant, les .
Luc rapporte le même événement en présentant Jésus parlant à la foule. C’est l’intervention d’une femme qui provoque les paroles de Jésus (Luca 11.27-28). Il est clair que le Messie Jésus était assailli de questions et que des personnes dans la foule exprimaient des avis ou posaient des questions.
L'ambiance n'est pas celle d’un exposé académique avec des participants passifs. Ainsi, lorsque Matthieu mentionne les et les , alors que Marc ne parle que des et que Luc relève l’observation d’une femme, cela ne doit pas surprendre. De nombreuses personnes saisissaient ces occasions pour s'exprimer.
Un titolo, un personaggio, un luogo, un riferimento («Luca 15»)…
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Riferimento biblico
INF082
Nota informativa
INF082 - La Bible Segond 21 (S21)
La Bible Segond 21 (S21)
La Segond 21. Ecco alcune informazioni chiave su questa versione:
Contesto e obiettivi
Data di pubblicazione: 2007 Modernizzazione: La Segond 21 mira a modernizzare il linguaggio della traduzione di Louis Segond mantenendo una grande fedeltà ai testi originali ebraici e greci. Chiarezza e accessibilità: L'accento è posto sulla chiarezza e sull'accessibilità del testo per i lettori contemporanei.
Caratteristiche principali
Fedeltà ai testi originali: La Segond 21 si basa sui manoscritti antichi più affidabili per garantire una traduzione precisa e fedele. Revisione linguistica: Il linguaggio è stato rivisto per riflettere meglio gli usi moderni della lingua francese, conservando al tempo stesso la ricchezza e la profondità del testo biblico. Note e riferimenti: La versione include spesso note esplicative e riferimenti che aiutano a comprendere e a studiare le Scritture.
Importanza
Largo uso: La Segond 21 è ampiamente utilizzata negli ambienti protestanti francofoni, in particolare per lo studio biblico e la lettura personale. Accessibilità: Grazie al suo linguaggio modernizzato, è accessibile a un pubblico più ampio, comprese le nuove generazioni di lettori.
La Segond 21 è stata realizzata da un'équipe multidisciplinare di traduttori, linguisti e teologi, e ha richiesto circa 12 anni di lavoro per essere completata.
Queste revisioni mostrano l'evoluzione della traduzione di Louis Segond per adattarsi ai cambiamenti linguistici e alle esigenze dei lettori nel corso del tempo.
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Nota informativa
INF001 - sadducei
I sadducei
I sadducei erano un importante gruppo religioso e politico nel giudaismo antico. Ecco alcuni punti chiave che li riguardano:
Origini e storia
Origini: Il nome «sadduceo» deriva probabilmente da Sadoc, un sommo sacerdote dell'epoca di Davide e Salomone. Provenivano principalmente dall'aristocrazia sacerdotale. Periodo: Furono attivi tra circa il 200 a.C. e il 70 d.C., fino alla distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei Romani. Influenza: I sadducei avevano una grande influenza sul culto e sulla liturgia nel Tempio di Gerusalemme. Controllavano il Sinedrio, il supremo consiglio ebraico.
Credenze e pratiche
Testi sacri: Si concentravano unicamente sulla legge scritta, il Pentateuco, e rifiutavano le tradizioni orali adottate dai farisei. Risurrezione: A differenza dei farisei e degli esseni, i sadducei negavano la risurrezione dei morti e l'immortalità dell'anima. Riti del Tempio: Erano responsabili dei riti del Tempio, compresi i sacrifici e le feste di pellegrinaggio.
Opposizioni
farisei: I sadducei erano in totale opposizione ai farisei, in particolare su questioni teologiche come la risurrezione. Zeloti: Furono anche in conflitto con gli zeloti e i sicari, che li consideravano collaboratori dei Romani.
I sadducei hanno lasciato un segno duraturo nella storia del giudaismo e sono spesso menzionati nel Nuovo Testamento, in particolare negli Atti degli Apostoli e nei Vangeli.
I sadducei nella Bibbia
I sadducei costituiscono un ramo importante del giudaismo. Li ritroviamo quindici volte nel Nuovo Testamento, dieci nei Vangeli e cinque negli Atti degli Apostoli.
Cinque volte, gli autori dei sinottici li nominano insieme ai farisei. La dottrina del giudaismo ritorna sempre nelle loro discussioni con il Messia Gesù, che non rivolge loro mai alcun rimprovero.
Non troviamo tensione nei loro rapporti con il Messia Gesù, come avviene regolarmente con i farisei. Controllano l'amministrazione e il culto del tempio e restano lontani dal popolo. Scendono facilmente a patti con l'occupante romano che, in cambio, conferisce loro un'influenza importante all'interno del Sinedrio.
I loro membri provengono essenzialmente dalla classe aristocratica o sacerdotale. Riconoscono soltanto gli scritti della Bibbia ebraica.
Non credono nella risurrezione dei morti. Non contemplano alcuna forma di vita dopo la morte. Secondo loro gli angeli non esistono. L'apostolo Paolo denuncerà tutte queste derive durante il suo processo (Atti 23.6).
Caifa e Anna, i sommi sacerdoti che condannano Gesù, appartengono a questo movimento sadduceo.
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Nota informativa
INF002 - I farisei
I farisei
I farisei erano un importante gruppo religioso e sociale nell'antico giudaismo, in particolare durante il periodo del Secondo Tempio. Ecco alcuni punti chiave che li riguardano:
Origini e storia
Origini: I farisei emersero come gruppo distinto dopo la rivolta dei Maccabei, intorno al 165-160 a.C. Erano spesso considerati i discendenti spirituali degli asidei.
Periodo: Prosperarono fino alla distruzione del Secondo Tempio nel 70 d.C. Dopo quella data, i loro insegnamenti formarono la base di ciò che divenne il giudaismo rabbinico.
Credenze e pratiche
Testi sacri: A differenza dei Sadducei, che si concentravano unicamente sulla legge scritta (il Pentateuco), i farisei credevano in una legge scritta e in una legge orale (la Torah orale). Risurrezione: I farisei credevano nella risurrezione dei morti e nell'immortalità dell'anima. Riti e leggi: Insistevano sull'importanza delle tradizioni orali e delle interpretazioni adattate alle circostanze contemporanee.
Influenza ed eredità Influenza: I farisei ebbero una grande influenza sulla liturgia e sulla pratica religiosa ebraica. I loro insegnamenti furono incorporati nella Mishnah, una raccolta della tradizione orale ebraica, intorno al 200 d.C. Eredità: Dopo la distruzione del Secondo Tempio, gli insegnamenti dei farisei formarono la base del giudaismo rabbinico, che continua a influenzare il giudaismo moderno.
I farisei sono spesso menzionati nel Nuovo Testamento, in particolare nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli, dove sono spesso in conflitto con Gesù e con le altre figure religiose dell'epoca.
I farisei nella Bibbia
Costituiscono il gruppo più rappresentativo del giudaismo. I suoi membri, originari del popolo, si oppongono ai compromessi con l'invasore romano, ma anche con l'ellenismo. Li vediamo più vicini alla popolazione rispetto ai sadducei.
Sono citati centotré volte nel Nuovo Testamento, novantatré volte nei Vangeli, nove volte negli Atti degli Apostoli e una volta nella lettera ai Filippesi.
I loro rapporti con il Messia Gesù appaiono spesso tesi, conflittuali. In certi momenti li rimprovera con termini violenti, come “guai a voi” e “ipocriti”, il che dimostra bene questa opposizione. Non hanno accesso ai posti di alta responsabilità, controllati dai Romani e dunque riservati ai sadducei simpatizzanti, ma formano il gruppo più importante del Sinedrio.
Si considerano i grandi difensori della legge di Mosè, che commentano. La loro interpretazione diventa la regola che il popolo deve seguire. Il Messia Gesù condannerà queste derive in diverse occasioni (Matteo 23.13-29).
Sono spesso in disaccordo con i loro colleghi sadducei su punti di dottrina come la vita eterna o gli angeli. Hanno aggiunto alla Legge scritta di Mosè dei princìpi orali, che permettono loro di aggirarne le prescrizioni. Gesù non mancherà di segnalarlo (Matteo 23.23).
Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea appartenevano a questo gruppo politico-religioso, il che non ha impedito loro di convertirsi al cristianesimo.