I racconti di Matteo e di Marco riferiscono esplicitamente le accuse rivolte dal Messia Gesù contro gli scribi e i presenti.
Questi uomini sembravano venire da Gerusalemme per valutare l'influenza del Messia Gesù sulla popolazione. Il ministero del Messia Gesù suscitava preoccupazione a causa della sua espansione imprevista. I sinottici, e soprattutto Giovanni, indicano che i osservavano il Messia Gesù per preparare un'opposizione congiunta con i e gli erodiani.
Il Messia Gesù appare qui in modo diretto, perché espone i fatti senza abbellimenti. Questa durezza è dovuta alle conseguenze di queste interpretazioni errate della legge sulla popolazione.
È essenziale che il Maestro richiami la realtà e i princìpi fondamentali della legge. Ma riprendiamo questi due passi.
I passi di Matteo 15.1-9 e Marco 7.1-13 sono due racconti paralleli che riferiscono un confronto tra il Messia Gesù e i riguardo alle tradizioni giudaiche, in particolare la lavanda rituale delle mani prima dei pasti. Ecco una spiegazione e un confronto dettagliati dei due testi:
Analisi di Matteo 15.1-9
In questo passo, dei e degli scribi venuti da Gerusalemme interrogano il Messia Gesù sul mancato rispetto, da parte dei suoi discepoli, della tradizione della lavanda delle mani. Gesù risponde denunciando la loro ipocrisia e mostrando come le loro tradizioni umane vengano talvolta a contraddire i comandamenti divini. Porta l'esempio del comandamento di onorare il padre e la madre, che alcuni aggirano dichiarando i propri beni «corban» (consacrati a Dio), il che li dispensa dal sostenere i genitori. Cita Isaia 29.13 per sottolineare che questi capi religiosi onorano Dio con le labbra, ma il loro cuore è lontano da Lui.
Analisi di Marco 7.1-13
Il passo di Marco segue una struttura simile, ma fornisce ulteriori precisazioni sulle pratiche farisaiche e sulla tradizione degli anziani. Insiste maggiormente sui riti di purificazione e descrive diverse usanze, come la lavanda delle coppe, delle brocche e dei piatti. Il Messia Gesù risponde in modo analogo, denunciando lo snaturamento del comandamento di onorare i genitori a causa della tradizione umana. Mette in luce il contrasto tra l'osservanza rituale e l'obbedienza ai veri princìpi divini.
Confronto tra i due testi
Destinatari e contesto :
Matteo è generalmente più orientato a un pubblico giudaico, il che spiega l'accento posto sulla citazione di Isaia e sull'opposizione tra la legge di Dio e le tradizioni farisaiche.
Marco, destinato a un pubblico più ampio (probabilmente non giudei o greci), offre spiegazioni più dettagliate sulle tradizioni giudaiche.
Stile e accenti :
Matteo pone maggiormente l'accento sull'ipocrisia dei e sulla loro lontananza da Dio.
Marco è più descrittivo riguardo alle pratiche rituali ed espone più ampiamente le usanze in questione.
Tema centrale :
I due testi denunciano la tendenza a privilegiare le regole umane a scapito dei comandamenti divini.
Mettono in evidenza la necessità di cercare un'autentica relazione con Dio al di là dei riti esteriori.
Questi due passi illustrano un conflitto fondamentale nel ministero di Gesù: l'opposizione tra la legge farisaica e il vero spirito della legge divina. La critica che rivolge ai sottolinea il bisogno di sincerità e di autenticità nella relazione con Dio.
Osserviamo in questi racconti che Matteo è più severo e moralista, mentre Marco è più esplicativo e pedagogico. Entrambi i testi denunciano tuttavia l'importanza eccessiva attribuita alle tradizioni umane a scapito dei comandamenti divini. Constatiamo che gli autori adattano la loro redazione in funzione del pubblico a cui si rivolgono.