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Rimproveri agli scribi e ai farisei

L'articolo esamina il confronto tra Gesù e i farisei, in cui Gesù critica la priorità data alle tradizioni rispetto alle leggi divine. In Matteo 15.1-9 e Marco 7.1-13, Gesù smaschera l'ipocrisia farisaica sottolineando l'obbligo di sincerità e di autenticità spirituale.

8 min Gesù farisei tradizione ipocrisia comandamenti 7 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 15.1-9 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Allora s’accostarono a Gesù dei Farisei e degli scribi venuti da Gerusalemme, e gli dissero:

Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? poiché non si lavano le mani quando prendono cibo.

Ma egli rispose loro: E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione?

Dio, infatti, ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre sia punito di morte; voi, invece, dite:

Se uno dice a suo padre o a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è offerta a Dio,

egli non è più obbligato ad onorar suo padre o sua madre. E avete annullata la parola di Dio a cagion della vostra tradizione.

Ipocriti, ben profetò Isaia di voi quando disse:

Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro e lontano da me.

Ma invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che son precetti d’uomini.

Marco
Marco 7.1-13 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Allora si radunarono presso di lui i Farisei ed alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme.

E videro che alcuni de’ suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate.

Poiché i Farisei e tutti i Giudei non mangiano se non si sono con gran cura lavate le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi;

e quando tornano dalla piazza non mangiano se non si sono purificati con delle aspersioni. E vi sono molto altre cose che ritengono per tradizione: lavature di calici, d’orciuoli e di vasi di rame.

E i Farisei e gli scribi domandarono: Perché i tuoi discepoli non seguono essi la tradizione degli antichi, ma prendon cibo con mani impure?

Ma Gesù disse loro: Ben profetò Isaia di voi ipocriti, com’è scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me.

Ma invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che son precetti d’uomini.

Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini.

E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra!

Mosè infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre, sia punito di morte;

voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban (vale a dire, offerta a Dio),

non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre;

annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante!

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: La Galilea

Data: giugno del 32 d.C., la Pasqua cadeva lunedì 12 aprile del 32 d.C.

Modalità: Seguiamo ora Marco

Nota sul metodo di lavoro: Marco riprende le parole di Matteo

Regione di Cafarnao

Il Messia Gesù rimprovererà con veemenza gli scribi e i .

Rimproveri agli scribi e ai farisei

Rimproveri agli scribi e ai farisei

Analisi di Matteo 15.1-9

I racconti di Matteo e di Marco riferiscono esplicitamente le accuse rivolte dal Messia Gesù contro gli scribi e i presenti.

Questi uomini sembravano venire da Gerusalemme per valutare l'influenza del Messia Gesù sulla popolazione. Il ministero del Messia Gesù suscitava preoccupazione a causa della sua espansione imprevista. I sinottici, e soprattutto Giovanni, indicano che i osservavano il Messia Gesù per preparare un'opposizione congiunta con i e gli erodiani.

Il Messia Gesù appare qui in modo diretto, perché espone i fatti senza abbellimenti. Questa durezza è dovuta alle conseguenze di queste interpretazioni errate della legge sulla popolazione.

È essenziale che il Maestro richiami la realtà e i princìpi fondamentali della legge. Ma riprendiamo questi due passi.

I passi di Matteo 15.1-9 e Marco 7.1-13 sono due racconti paralleli che riferiscono un confronto tra il Messia Gesù e i riguardo alle tradizioni giudaiche, in particolare la lavanda rituale delle mani prima dei pasti. Ecco una spiegazione e un confronto dettagliati dei due testi:

Analisi di Matteo 15.1-9

In questo passo, dei e degli scribi venuti da Gerusalemme interrogano il Messia Gesù sul mancato rispetto, da parte dei suoi discepoli, della tradizione della lavanda delle mani. Gesù risponde denunciando la loro ipocrisia e mostrando come le loro tradizioni umane vengano talvolta a contraddire i comandamenti divini. Porta l'esempio del comandamento di onorare il padre e la madre, che alcuni aggirano dichiarando i propri beni «corban» (consacrati a Dio), il che li dispensa dal sostenere i genitori. Cita Isaia 29.13 per sottolineare che questi capi religiosi onorano Dio con le labbra, ma il loro cuore è lontano da Lui.

Analisi di Marco 7.1-13

Il passo di Marco segue una struttura simile, ma fornisce ulteriori precisazioni sulle pratiche farisaiche e sulla tradizione degli anziani. Insiste maggiormente sui riti di purificazione e descrive diverse usanze, come la lavanda delle coppe, delle brocche e dei piatti. Il Messia Gesù risponde in modo analogo, denunciando lo snaturamento del comandamento di onorare i genitori a causa della tradizione umana. Mette in luce il contrasto tra l'osservanza rituale e l'obbedienza ai veri princìpi divini.

Confronto tra i due testi

Destinatari e contesto :

Matteo è generalmente più orientato a un pubblico giudaico, il che spiega l'accento posto sulla citazione di Isaia e sull'opposizione tra la legge di Dio e le tradizioni farisaiche.

Marco, destinato a un pubblico più ampio (probabilmente non giudei o greci), offre spiegazioni più dettagliate sulle tradizioni giudaiche.

Stile e accenti :

Matteo pone maggiormente l'accento sull'ipocrisia dei e sulla loro lontananza da Dio.

Marco è più descrittivo riguardo alle pratiche rituali ed espone più ampiamente le usanze in questione.

Tema centrale :

I due testi denunciano la tendenza a privilegiare le regole umane a scapito dei comandamenti divini.

Mettono in evidenza la necessità di cercare un'autentica relazione con Dio al di là dei riti esteriori.

Questi due passi illustrano un conflitto fondamentale nel ministero di Gesù: l'opposizione tra la legge farisaica e il vero spirito della legge divina. La critica che rivolge ai sottolinea il bisogno di sincerità e di autenticità nella relazione con Dio.

Osserviamo in questi racconti che Matteo è più severo e moralista, mentre Marco è più esplicativo e pedagogico. Entrambi i testi denunciano tuttavia l'importanza eccessiva attribuita alle tradizioni umane a scapito dei comandamenti divini. Constatiamo che gli autori adattano la loro redazione in funzione del pubblico a cui si rivolgono.