Étude 1 sur 52 · Le baptême du Messie Jésus

  1. Étude 1 : Le baptême du Messie Jésus
  2. Étude 2 : La députation venue de Jérusalem
  3. Studio 3: I primi discepoli
  4. Studio 4: L’incontro con Filippo
  5. Étude 5 : Le retour à Enon au sud de la Galilée
  6. Étude 6 : Les conflits entre les disciples
  7. Étude 7 : L’arrestation de Jean le baptiste
  8. Étude 8 : De la Judée à la Galilée
  9. Étude 9 : La confirmation de l’appel des disciples
  10. Étude 10 : Le Messie Jésus à Béthanie chez Marthe et Marie
  11. Étude 11 : Instruction sur la prière
  12. Étude 12 : L’invitation chez un pharisien
  13. Étude 13 : Enseignements du Messie Jésus sur la route de Jérusalem
  14. Étude 14 : La parabole de la tour
  15. Étude 15 : La curiosité du peuple et la jalousie des religieux
  16. Étude 16 : La parabole de la brebis perdue et retrouvée
  17. Étude 17 : La parabole de la drachme perdue
  18. Étude 18 : La parabole de l'intendant infidèle
  19. Étude 19 : La parabole de l'homme riche et de Lazare
  20. Étude 20 : Instruction sur les scandales, le pardon et la foi
  21. Étude 21 : Parabole des serviteurs inutiles
  22. Étude 22 : La guérison des dix lépreux
  23. Étude 23 : L'aspect spirituel du royaume
  24. Étude 24 : Le Messie Jésus annonce sa seconde venue
  25. Étude 25 : La parabole du juge inique
  26. Étude 26 : Départ pour Béthanie au-delà du Jourdain
  27. Étude 27 : Le Messie Jésus bénit des petits enfants
  28. Étude 28 : Le jeune homme riche
  29. Étude 29 : Le salut et les richesses
  30. Studio 30: La ricompensa degli apostoli
  31. Étude 31 : Le Messie Jésus annonce à nouveau sa mort et sa résurrection
  32. Étude 32 : La requête de Salomé, la femme de Zébédée, pour ses fils
  33. Étude 33 : Guérisons des aveugles près de Jéricho
  34. Étude 34 : Zachée veut voir le Messie Jésus
  35. Étude 35 : La résurrection de Lazare
  36. Étude 36 : Complot contre le Messie Jésus qui se retire à Ephraïm
  37. Étude 37 : Arrivée chez Lazare, Marthe et Marie
  38. Étude 38 : L'arrivée des Juifs de la ville de Jérusalem
  39. Étude 39 : Marie de Béthanie oint le Messie Jésus
  40. Étude 40 : La trahison de Judas l'Iscariote
  41. Étude 41 : Retour à Jérusalem et arrêt à Bethphagé
  42. Étude 42 : Le retour à Béthanie
  43. Étude 43 : Malédiction du figuier stérile
  44. Étude 44 : Enseignement journalier dans le Temple
  45. Étude 45 : Le retour de nouveau à Béthanie
  46. Étude 46 : Le figuier est sec
  47. Étude 47 : Les doutes de Jean le baptiste ?
  48. Étude 48 : La purification du temple ?
  49. Étude 49 : Celui-ci est mon Fils
  50. Étude 50 : L’ascension de Jésus
  51. Studio 51: Risurrezione di Lazzaro
  52. Studio 52: Inaridimento del fico

Il ministero di Giovanni il Battista

  • Il battesimo di Gesù, il Messia

    L’articolo descrive il battesimo di Gesù da parte di Giovanni il Battista, un evento significativo che segna l’inizio del ministero messianico di Gesù. Celebrato a Betania al di là del Giordano, questo battesimo esprime la continuità tra le opere di Giovanni e di Gesù, simboleggiando la loro missione spirituale. La Trinità si manifesta durante questo atto, sottolineandone l’importanza teologica e il valore di esempio per le generazioni future.

    Matteo 3.13-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora Gesù dalla Galilea si recò al Giordano da Giovanni per esser da lui battezzato.Ma questi vi si opponeva dicendo: Son io che ho bisogno d’esser battezzato da te, e tu vieni a me?Ma Gesù gli rispose: Lascia fare per ora; poiché conviene che noi adempiamo così ogni giustizia. Allora Giovanni lo lasciò fare.E Gesù, tosto che fu battezzato, salì fuor dell’acqua; ed ecco i cieli s’apersero, ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venir sopra lui.Ed ecco una voce dai cieli che disse: Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi son compiaciuto. Matteo Capitolo 4
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  • La delegazione venuta da Gerusalemme

    L’articolo esplora l’incontro tra Giovanni il Battista e i rappresentanti del Sinedrio a Betania, sottolineando la notorietà di Giovanni e le attese messianiche delle autorità. Giovanni viene interrogato sul suo ruolo messianico senza aver compiuto miracoli, il che mette in luce le aspettative dei farisei riguardo a un messia regale e sacerdotale. L’analisi concilia i racconti evangelici divergenti.

    Giovanni 10.41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E molti vennero a lui, e dicevano: Giovanni, è vero, non fece alcun miracolo; ma tutto quello che Giovanni disse di quest’uomo, era vero.
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  • I primi discepoli

    L’articolo esamina il primo incontro tra Gesù e i suoi primi discepoli, narrato soltanto da Giovanni. Andrea e Giovanni riconoscono Gesù come il Messia e decidono di seguirlo. Un momento significativo è la trasformazione dell’identità di Simon Pietro da parte di Gesù, che segna il loro impegno. Questo racconto offre una prospettiva unica, assente nei Vangeli sinottici.

    Giovanni 1.35-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due de’ suoi discepoli;e avendo fissato lo sguardo su Gesù che stava passando, disse: Ecco l’Agnello di Dio!E i suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù.E Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: Che cercate? Ed essi gli dissero: Rabbì (che, interpretato, vuol dire: Maestro), ove dimori?Egli rispose loro: Venite e vedrete. Essi dunque andarono, e videro ove dimorava, e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.Andrea, il fratello di Simon Pietro, era uno dei due che aveano udito Giovanni ed avean seguito Gesù.Egli pel primo trovò il proprio fratello Simone e gli disse: Abbiam trovato il Messia (che, interpretato, vuol dire: Cristo); e lo menò da Gesù.E Gesù, fissato in lui lo sguardo, disse: Tu sei Simone, il figliuol di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa (che significa Pietro).
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  • L’incontro con Filippo

    PER034 narra l’incontro di Gesù con Filippo, riferito soltanto da Giovanni (Gv 1,43-46), a Betania al di là del Giordano, il 6 ottobre 29. Filippo, già discepolo di Giovanni il Battista come Andrea, Giovanni e Simon Pietro, diventa il quarto discepolo di Gesù. L’articolo esplora il passaggio naturale di questi discepoli al Messia, mentre Giovanni il Battista si comprende come precursore e non come maestro rivale.

    Giovanni 1.43-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: Seguimi.Or Filippo era di Betsaida, della città d’Andrea e di Pietro.Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, ed i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret.E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere.
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  • Il ritorno a Ennòn nel sud della Galilea

    Questo articolo esplora il ritorno di Gesù a Ennòn dopo la Pasqua, mettendo in risalto la complementarità dei ministeri di Gesù e Giovanni il Battista. Giovanni, unico evangelista a documentare questa fase, sottolinea il rapporto tra i loro ministeri. Attraverso l’episodio, l’articolo mostra che i loro ruoli non erano concorrenti, ma armoniosi, e che ciascuno svolgeva una parte essenziale nel piano divino.

    Giovanni 3.22-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose, Gesù venne co’ suoi discepoli nelle campagne della Giudea; quivi si trattenne con loro, e battezzava.Or anche Giovanni stava battezzando a Enon, presso Salim, perché c’era là molt’acqua; e la gente veniva a farsi battezzare.Poiché Giovanni non era ancora stato messo in prigione.
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  • I conflitti tra i discepoli

    L’articolo «PER043 - I conflitti tra i discepoli» esplora la rivalità tra i discepoli di Giovanni il Battista e quelli di Gesù. In questa fase cruciale dell’inizio del ministero di Gesù in Giudea, alcuni discepoli di Giovanni passano a seguire Gesù, causando tensioni. Giovanni il Battista sottolinea la transitorietà del proprio ruolo e la natura messianica di Gesù, con eventi probabilmente collocati a Ennòn, in Giudea.

    Giovanni 3.25-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Nacque dunque una discussione fra i discepoli di Giovanni e un Giudeo intorno alla purificazione.E vennero a Giovanni e gli dissero: Maestro, colui che era con te di là dal Giordano, e al quale tu rendesti testimonianza, eccolo che battezza, e tutti vanno a lui.Giovanni rispose dicendo: L’uomo non può ricever cosa alcuna, se non gli è data dal cielo.Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Io non sono il Cristo; ma son mandato davanti a lui.Colui che ha la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, si rallegra grandemente alla voce dello sposo; questa allegrezza che è la mia è perciò completa.Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca.Colui che vien dall’alto è sopra tutti; colui che vien dalla terra è della terra e parla com’essendo della terra; colui che vien dal cielo è sopra tutti.Egli rende testimonianza di quel che ha veduto e udito, ma nessuno riceve la sua testimonianza.Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha confermato che Dio è verace.Poiché colui che Dio ha mandato, proferisce le parole di Dio; perché Dio non gli dà lo Spirito con misura.Il Padre ama il Figliuolo, e gli ha dato ogni cosa in mano.Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui.
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  • L’arresto di Giovanni il Battista

    L’articolo esplora l’arresto di Giovanni il Battista da parte di Erode Antipa, illustrando un passaggio importante dal ministero di Giovanni a quello di Gesù come unico Messia riconosciuto. L’evento, probabilmente avvenuto nel 30 d.C., è una svolta cruciale nel contesto religioso dell’epoca, sottolineata da riferimenti ai Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

    Matteo 4.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or Gesù, avendo udito che Giovanni era stato messo in prigione, si ritirò in Galilea.
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L’inizio del ministero in Galilea

  • Dalla Giudea alla Galilea

    Dopo l’arresto di Giovanni, Gesù lascia la Giudea per la Galilea, non per paura, ma per iniziare pienamente il ministero. Si apre così una nuova fase in Galilea, dove riceve un’accoglienza più favorevole.

    Marco 1.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando l’evangelo di Dio e dicendo:Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo.
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  • La conferma della chiamata dei discepoli

    Sulle rive del mare di Galilea, verso marzo dell’anno 31, Gesù conferma la chiamata di quattro pescatori: Simon Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. A differenza di una prima chiamata a Betania, ora li invita a lasciare tutto per dedicarsi esclusivamente all’evangelizzazione. La loro risposta immediata e totale esprime una fiducia costruita nel corso dei mesi trascorsi accanto a lui. Matteo (4.18-22) e Marco (1.16-20) riportano questo episodio fondante del ministero galileo.

    Marco 1.16-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or passando lungo il mar della Galilea, egli vide Simone e Andrea, il fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E Gesù disse loro:Seguitemi, ed io farò di voi dei pescatori d’uomini.Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono.Poi, spintosi un po’ più oltre, vide Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che anch’essi in barca rassettavano le reti;e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se n’andarono dietro a lui.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Il Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria

    Luca 10.38-42 racconta la visita del Messia Gesù a Betania, in casa di Marta e Maria, verso la fine di novembre o l’inizio di dicembre del 32 d.C. Situato a 3 km da Gerusalemme, questo villaggio accoglie Gesù in un contesto di relativa calma: i farisei hanno cambiato strategia, preferendo raccogliere testimonianze a carico piuttosto che agire con violenza. Luca è l’unico evangelista a menzionare questo episodio.

    Luca 10.38-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or mentre essi erano in cammino, egli entrò in un villaggio; e una certa donna, per nome Marta, lo ricevette in casa sua.Ell’avea una sorella chiamata Maria la quale, postasi a sedere a’ piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.Ma Marta era affaccendata intorno a molti servigi; e venne e disse: Signore, non t’importa che mia sorella m’abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che m’aiuti.Ma il Signore, rispondendo, le disse: Marta, Marta, tu ti affanni e t’inquieti di molte cose, ma di una cosa sola fa bisogno.E Maria ha scelto la buona parte che non le sarà tolta.
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  • Istruzione sulla preghiera

    La pericope PER224 presenta l’istruzione di Gesù sulla preghiera, impartita sul monte degli Ulivi nel dicembre dell’anno 32. Basandosi su Matteo 6.9-13 e Luca 11.1-4, esamina il Padre nostro in due contesti distinti. Luca colloca l’episodio vicino a Gerusalemme, dopo la visita a Betania e prima della guarigione di un indemoniato. I discepoli, alcuni dei quali avevano seguito Giovanni Battista, chiedono a Gesù di insegnare loro a pregare.

    Matteo 6.9-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta nel cielo.Dacci oggi il nostro pane cotidiano;e rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.
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  • L'invito a casa di un fariseo

    La pericope 227 racconta l'invito rivolto al Messia Gesù da un fariseo per un pasto, riferito soltanto da Luca (Lc 11.37). Lungi dall'essere benevolo, questo invito sembra una trappola orchestrata per raccogliere accuse contro Gesù davanti a dei testimoni. Consapevole della posta in gioco, Gesù accetta comunque l'invito, forte di una sicurezza spirituale che la sua ora non era ancora venuta. L'evento si colloca probabilmente a Gerusalemme, durante un viaggio che Gesù intraprende nonostante le minacce delle autorità religiose.

    Luca 11.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or mentr’egli parlava, un Fariseo lo invitò a desinare da lui. Ed egli, entrato, si mise a tavola.
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  • Insegnamenti del Messia Gesù sulla strada per Gerusalemme

    La pericope PER233 racconta gli insegnamenti di Gesù durante il suo viaggio verso Gerusalemme, riferiti soltanto da Luca (Lc 13.22-33), nel dicembre dell'anno 32. Gesù attraversa città e villaggi, insegnando sulla porta stretta e sul Regno di Dio. L'articolo inquadra questi molteplici viaggi tra Betania e Gerusalemme, in un clima di crescente tensione con i farisei ed Erode Antipa.

    Luca 13.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quello stesso momento vennero alcuni Farisei a dirgli: Parti, e vattene di qui, perché Erode ti vuol far morire.
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  • La parabola della torre

    La parabola della torre (Luca 14.28-30), trasmessa soltanto da Luca, si inserisce in un discorso di Gesù sul costo del discepolato. Con l'immagine di un costruttore che calcola le proprie risorse prima di costruire, Gesù invita i suoi discepoli a un impegno ponderato, lucido e perseverante, mettendo in guardia contro una fede superficiale o emotiva, priva di maturità spirituale.

    Luca 14.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quest’uomo ha cominciato a edificare e non ha potuto finire.
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  • La curiosità del popolo e la gelosia dei religiosi

    L'articolo esplora come il popolo, accogliendo il messaggio di Gesù, contrasti con la gelosia e l'opposizione delle autorità religiose. I farisei, temendo di perdere la loro influenza, erano spesso antagonisti, nonostante l'apertura e la compassione di Gesù verso gli emarginati e i peccatori.

    Luca 7.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E’ venuto il Figliuol dell’uomo mangiando e bevendo, e voi dite: Ecco un mangiatore ed un beone, un amico dei pubblicani e de’ peccatori!
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  • La parabola della pecora smarrita e ritrovata

    Questo articolo tratta la parabola della pecora smarrita nel Vangelo di Luca, sottolineando la gioia divina per la salvezza di un peccatore. Si inserisce in tre racconti parabolici che illustrano diverse sfumature della ricerca e della salvezza.

    Luca 15.8-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ovvero, qual è la donna che avendo dieci dramme, se ne perde una, non accenda un lume e non spazzi la casa e non cerchi con cura finché non l’abbia ritrovata?E quando l’ha trovata, chiama assieme le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.Così, vi dico, v’è allegrezza dinanzi agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede.
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  • La parabola della dracma perduta

    Questa parabola, propria del solo Luca, mostra Dio, raffigurato con i tratti di una donna, che cerca e ritrova una dramma perduta. Simboleggia l’anima smarrita ma preziosa agli occhi di Dio, sottolineando la Sua misericordia e la Sua gioia per il ritorno di chi si era smarrito.

    Luca 15.8-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ovvero, qual è la donna che avendo dieci dramme, se ne perde una, non accenda un lume e non spazzi la casa e non cerchi con cura finché non l’abbia ritrovata?E quando l’ha trovata, chiama assieme le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.Così, vi dico, v’è allegrezza dinanzi agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede.
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  • La parabola dell’amministratore infedele

    Questo articolo esplora la parabola dell’amministratore infedele di Luca, osservando che l’astuzia dell’amministratore è lodata per la sua saggezza, non per la sua disonestà. La parabola invita a riflettere sull’uso della saggezza pratica nelle questioni spirituali.

    Luca 16.1-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù diceva ancora ai suoi discepoli: V’era un uomo ricco che avea un fattore, il quale fu accusato dinanzi a lui di dissipare i suoi beni.Ed egli lo chiamò e gli disse: Che cos’è questo che odo di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché tu non puoi più esser mio fattore.E il fattore disse fra sé: Che farò io, dacché il padrone mi toglie l’amministrazione? A zappare non son buono; a mendicare mi vergogno.So bene quel che farò, affinché, quando dovrò lasciare l’amministrazione, ci sia chi mi riceva in casa sua.Chiamati quindi a se ad uno ad uno i debitori del suo padrone, disse al primo:Quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento bati d’olio. Egli disse: Prendi la tua scritta, siedi, e scrivi presto: Cinquanta.Poi disse ad un altro: E tu, quanto devi? Quello rispose: Cento cori di grano. Egli disse: Prendi la tua scritta, e scrivi: Ottanta.E il padrone lodò il fattore infedele perché aveva operato con avvedutezza; poiché i figliuoli di questo secolo, nelle relazioni con que’ della loro generazione, sono più accorti dei figliuoli della luce.Ed io vi dico: Fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste; affinché, quand’esse verranno meno, quelli vi ricevano ne’ tabernacoli eterni.Chi è fedele nelle cose minime, è pur fedele nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è pure ingiusto nelle grandi.Se dunque non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà le vere?E se non siete stati fedeli nell’altrui, chi vi darà il vostro?Nessun domestico può servire a due padroni: perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona.
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  • La parabola dell’uomo ricco e di Lazzaro

    L’articolo analizza la parabola dell’uomo ricco e di Lazzaro nel Vangelo di Luca. Singolare perché menziona un nome, Lazzaro, esplora la questione della giustizia divina e le ripercussioni delle scelte terrene sull’aldilà. Luca organizza il racconto attorno a insegnamenti teologici sul regno dei cieli, invitando a una riflessione approfondita sulla salvezza e sulla compassione.

    Luca 16.19-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente;e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri,e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri.Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito.E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno;ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma.Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato.E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di la si passi da noi.Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre,perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento.Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli.Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno.Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse.
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  • Istruzione sugli scandali, il perdono e la fede

    L’articolo esamina gli insegnamenti di Gesù sugli scandali, il perdono e la fede in Luca 17.1-6. Gesù esorta i discepoli a evitare di provocare cadute spirituali e a perdonare senza limiti. Questa istruzione mette in evidenza la responsabilità comunitaria e l’impegno dei discepoli verso il regno dei cieli.

    Luca 17.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Disse poi ai suoi discepoli: E’ impossibile che non avvengano scandali: ma guai a colui per cui avvengono!Meglio per lui sarebbe che una macina da mulino gli fosse messa al collo e fosse gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare un solo di questi piccoli.Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli.E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli.Allora gli apostoli dissero al Signore: Aumentaci la fede.E il Signore disse: Se aveste fede quant’è un granel di senapa, potreste dire a questo moro: Sradicati e trapiantati nel mare, e vi ubbidirebbe.
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  • Parabola dei servi inutili

    L'articolo esplora la parabola dei servi inutili di Luca 17.7-10, sottolineando l'importanza dell'umiltà e della gratitudine nella vita del discepolo. Gesù insegna che il servizio fedele non attende riconoscimento dal padrone e che ogni capacità è un dono di Dio. L'obbedienza non conferisce alcun diritto, promuovendo così un atteggiamento di gratitudine, non di rivendicazione.

    1 Corinzi 4.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Infatti chi ti distingue dagli altri? E che hai tu che non l’abbia ricevuto? E se pur l’hai ricevuto, perché ti glori come se tu non l’avessi ricevuto?
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  • La guarigione dei dieci lebbrosi

    Questo articolo esplora la guarigione di dieci lebbrosi da parte di Gesù, con particolare attenzione alla riconoscenza e all'inclusione, in modo speciale attraverso un Samaritano. L'evento sottolinea la grazia divina e l'importanza della fede al di là delle divisioni etniche.

    Luca 17.11-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne che, nel recarsi a Gerusalemme, egli passava sui confini della Samaria e della Galilea.E come entrava in un certo villaggio, gli si fecero incontro dieci uomini lebbrosi, i quali, fermatisi da lontano,alzaron la voce dicendo: Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!E, vedutili, egli disse loro: Andate a mostrarvi a’ sacerdoti. E avvenne che, mentre andavano, furon mondati.E uno di loro, vedendo che era guarito, tornò indietro, glorificando Iddio ad alta voce;e si gettò ai suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo; e questo era un Samaritano.Gesù, rispondendo, disse: I dieci non sono stati tutti mondati? E i nove altri dove sono?Non si è trovato alcuno che sia tornato per dar gloria a Dio fuor che questo straniero?E gli disse: Lèvati e vattene: la tua fede t’ha salvato.
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  • L’aspetto spirituale del regno

    L'articolo esplora l'interpretazione del regno di Dio secondo Luca, sottolineando una domanda dei farisei a Gesù sulla sua venuta. Contrariamente a una percezione condizionale, il testo greco indica una domanda al presente. Gesù spiega che il regno si stabilisce in modo discreto ed è percepibile solo da chi è spiritualmente recettivo.

    Luca 17.20-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Interrogato poi dai Farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro dicendo: Il regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi; né si dirà:Eccolo qui, o eccolo là; perché ecco, il regno di Dio è dentro di voi.
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  • Il Messia Gesù annuncia il suo secondo avvento

    L'articolo analizza Luca 17:22-37, in cui Gesù annuncia il suo secondo avvento. A differenza del discorso sul monte degli Ulivi, questo insegnamento unico mette in guardia contro i falsi messia e illustra l'improvvisezza della sua venuta con riferimenti ai tempi di Noè e di Lot.

    Marco 13.1-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E com’egli usciva dal tempio uno de’ suoi discepoli gli disse: Maestro, guarda che pietre e che edifizi!E Gesù gli disse: Vedi tu questi grandi edifizi? Non sarà lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata.Poi sedendo egli sul monte degli Ulivi dirimpetto al tempio, Pietro e Giacomo e Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte:Dicci, quando avverranno queste cose, e qual sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi?E Gesù prese a dir loro: Guardate che nessuno vi seduca!Molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e ne sedurranno molti.Or quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno: vi saranno terremoti in vari luoghi; vi saranno carestie. Questo non sarà che un principio di dolori.Or badate a voi stessi! Vi daranno in mano dei tribunali e sarete battuti nelle sinagoghe e sarete fatti comparire davanti a governatori e re, per cagion mia, affinché ciò serva loro di testimonianza.E prima convien che fra tutte le genti sia predicato l’evangelo.E quando vi meneranno per mettervi nelle loro mani, non state innanzi in sollecitudine di ciò che avrete a dire: ma dite quel che vi sarà dato in quell’ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo.E il fratello darà il fratello alla morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà sostenuto sino alla fine, sarà salvato.Quando poi avrete veduta l’abominazione della desolazione posta là dove non si conviene (chi legge pongavi mente), allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti;e chi sarà sulla terrazza non scendi e non entri in casa sua per toglierne cosa alcuna;e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste.Or guai alle donne che saranno incinte ed a quelle che allatteranno in que’ giorni!E pregate che ciò non avvenga d’inverno!Poiché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà.E se il Signore non avesse abbreviato quei giorni, nessuno scamperebbe; ma a cagion dei suoi propri eletti, egli ha abbreviato quei giorni.E allora, se alcuno vi dice: “Il Cristo eccolo qui, eccola là”, non lo credete;perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.Ma voi, state attenti; io v’ho predetta ogni cosa.Ma in que’ giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo splendore;e le stelle cadranno dal cielo e le potenze che son nei cieli saranno scrollate.E allora si vedrà il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole con gran potenza e gloria.
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  • La parabola del giudice ingiusto

    L'articolo esamina la parabola del giudice iniquo (Luca 18,1-8), incentrata sulla perseveranza nella preghiera e sull'attesa del Regno. Sottolinea la struttura narrativa unica di Luca, che riunisce parabole per approfondire la sua teologia sulla fede e sulla giustizia divina.

    Luca 18.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Propose loro ancora questa parabola per mostrare che doveano del continuo pregare e non stancarsi.In una certa città v’era un giudice, che non temeva Iddio né avea rispetto per alcun uomo;e in quella città vi era una vedova, la quale andava da lui dicendo: Fammi giustizia del mio avversario.Ed egli per un tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé: benché io non tema Iddio e non abbia rispetto per alcun uomo,pure, poiché questa vedova mi dà molestia, le farò giustizia, che talora, a forza di venire, non finisca col rompermi la testa.E il Signore disse: Ascoltate quel che dice il giudice iniquo.E Dio non farà egli giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui, e sarà egli tardo per loro?Io vi dico che farà loro prontamente giustizia. Ma quando il Figliuol dell’uomo verrà, troverà egli la fede sulla terra?
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  • Partenza per Betania al di là del Giordano

    L'articolo racconta il viaggio di Gesù da Gerusalemme a Betania, con tappe a Betania al di là del Giordano e a Gerico, dove compie miracoli. Deliberatamente ritardato, Gesù arriva e risuscita Lazzaro, scatenando una reazione delle autorità religiose.

    Luca 19.1-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù, essendo entrato in Gerico, attraversava la città.Ed ecco, un uomo, chiamato per nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco,cercava di veder chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura.Allora corse innanzi, e montò sopra un sicomoro, per vederlo, perch’egli avea da passar per quella via.E come Gesù fu giunto in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: Zaccheo, scendi presto, perché oggi debbo albergare in casa tua.Ed egli s’affrettò a scendere e lo accolse con allegrezza.E veduto ciò, tutti mormoravano, dicendo: E’ andato ad albergare da un peccatore!Ma Zaccheo, presentatosi al Signore, gli disse: Ecco, Signore, la metà de’ miei beni la do ai poveri; e se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo.E Gesù gli disse: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figliuolo d’Abramo:poiché il Figliuol dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito.
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  • Il Messia Gesù benedice i bambini piccoli

    L'articolo esamina come Gesù benedice i bambini, a Betania, dopo la festa della Dedicazione. Questo evento è descritto nei vangeli sinottici e illustra l'importanza dei bambini nel Regno di Dio, nonostante le reticenze dei discepoli.

    Giovanni 11.1-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or v’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella.Maria era quella che unse il Signore d’olio odorifero e gli asciugò i piedi co’ suoi capelli; e Lazzaro, suo fratello, era malato.Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami è malato.Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d’essa il Figliuol di Dio sia glorificato.Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.Come dunque ebbe udito ch’egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dov’era;poi dopo, disse a’ discepoli: Torniamo in Giudea!I discepoli gli dissero: Maestro, i Giudei cercavano or ora di lapidarti, e tu vuoi tornar là?Gesù rispose: Non vi son dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui.Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo.Perciò i discepoli gli dissero: Signore, s’egli dorme, sarà salvo.Or Gesù avea parlato della morte di lui; ma essi pensarono che avesse parlato del dormir del sonno.Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto;e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo a lui!Allora Toma, detto Didimo, disse ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi, per morire con lui!Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro.Or Betania non distava da Gerusalemme che circa quindici stadi;e molti Giudei eran venuti da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.Come dunque Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;e anche adesso so che tutto quel che chiederai a Dio, Dio te lo darà.Gesù le disse: Tuo fratello risusciterà.Marta gli disse: Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno.Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà;e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?Ella gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo.E detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: il Maestro è qui, e ti chiama.Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e venne a lui.Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta l’aveva incontrato.Quando dunque i Giudei ch’erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria s’era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe veduto, gli si gettò a’ piedi dicendogli: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch’eran venuti con lei piangere anch’essi, fremé nello spirito, si conturbò, e disse:Dove l’avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere!Gesù pianse.Onde i Giudei dicevano: Guarda come l’amava!Ma alcuni di loro dicevano: Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, fare anche che questi non morisse?Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura.Gesù disse: Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno.Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?Tolsero dunque la pietra. E Gesù, alzati gli occhi in alto, disse: Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito.Io ben sapevo che tu m’esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu m’hai mandato.E detto questo, gridò con gran voce: Lazzaro vieni fuori!E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d’uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare.Perciò molti dei Giudei che eran venuti da Maria e avean veduto le cose fatte da Gesù, credettero in lui.Ma alcuni di loro andarono dai Farisei e raccontaron loro quel che Gesù avea fatto.I capi sacerdoti quindi e i Farisei radunarono il Sinedrio e dicevano: Che facciamo? perché quest’uomo fa molti miracoli.Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno e città e nazione.E un di loro, Caiàfa, che era sommo sacerdote di quell’anno, disse loro: Voi non capite nulla;e non riflettete come vi torni conto che un uomo solo muoia per il popolo, e non perisca tutta la nazione.Or egli non disse questo di suo; ma siccome era sommo sacerdote di quell’anno, profetò che Gesù dovea morire per la nazione;e non soltanto per la nazione, ma anche per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi.Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire.
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  • Il giovane ricco

    Questo articolo analizza l'incontro del giovane ricco con Gesù, una pericope dei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. Mette in luce l'insegnamento di Gesù sul distacco dai beni materiali e sulla fede, collocando al tempo stesso l'evento in un contesto storico compreso tra Hanukkah e la Pasqua.

    Luca 18.18-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E uno dei principali lo interrogò, dicendo: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna?E Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, salvo uno solo, cioè Iddio.Tu sai i comandamenti: Non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa testimonianza; onora tuo padre e tua madre.Ed egli rispose: Tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia giovinezza.E Gesù, udito questo, gli disse: Una cosa ti manca ancora; vendi tutto ciò che hai, e distribuiscilo ai poveri, e tu avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguitami.Ma egli, udite queste cose, ne fu grandemente attristato, perché era molto ricco.
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  • La salvezza e le ricchezze

    Questo articolo esplora gli insegnamenti di Gesù sulla ricchezza e sulla salvezza, a partire da eventi biblici tra Hanukkah e Pasqua. I racconti di guarigioni e di chiamate, come la storia di Bartimeo e Zaccheo, gettano luce sulla missione di Gesù a Gerico, segnata dalla risurrezione di Lazzaro e dalle sue profonde implicazioni.

    Giovanni 10.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno,e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.
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  • La ricompensa degli apostoli

    L’articolo esplora le ricompense degli apostoli secondo i Vangeli tra Hanukkah e Pasqua. Gesù si sposta a Gerico e vicino al Giordano, guarendo e insegnando, in particolare risuscitando Lazzaro. Queste azioni provocano una reazione ostile delle autorità religiose.

    Giovanni 10.40-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù se ne andò di nuovo al di là del Giordano, nel luogo dove Giovanni da principio stava battezzando; e quivi dimorò.E molti vennero a lui, e dicevano: Giovanni, è vero, non fece alcun miracolo; ma tutto quello che Giovanni disse di quest’uomo, era vero.E quivi molti credettero in lui.
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  • Il Messia Gesù annuncia di nuovo la sua morte e la sua risurrezione

    Questo articolo esamina il periodo tra Hanukkah e Pesach, mettendo in evidenza gli insegnamenti di Gesù, la sua predizione della propria morte e risurrezione, e miracoli come la risurrezione di Lazzaro, che suscitarono speranza e conflitto.

    Marco 10.32-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or erano per cammino salendo a Gerusalemme, e Gesù andava innanzi a loro; ed essi erano sbigottiti; e quelli che lo seguivano eran presi da timore. Ed egli, tratti di nuovo da parte i dodici, prese a dir loro le cose che gli avverrebbero:Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell’uomo sarà dato nelle mani de’ capi sacerdoti e degli scribi; ed essi lo condanneranno a morte e lo metteranno nelle mani dei Gentili;e lo scherniranno e gli sputeranno addosso e lo flagelleranno e l’uccideranno; e dopo tre giorni egli risusciterà.
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  • La richiesta di Salome, la moglie di Zebedeo, per i suoi figli

    L’articolo tratta della richiesta di Salome per i suoi figli e del percorso geografico di Gesù. Questo racconto si svolge nel febbraio del 33, durante il viaggio di Gesù da Gerico a Betania. L’evento segna la tensione tra la comprensione umana e le profezie. Gesù annuncia la sua morte imminente rispondendo a Salome, il che rivela i valori spirituali del regno di Dio.

    Matteo 20.20-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora la madre de’ figliuoli di Zebedeo s’accostò a lui co’ suoi figliuoli, prostrandosi e chiedendogli qualche cosa.Ed egli le domandò: Che vuoi? Ella gli disse: Ordina che questi miei due figliuoli seggano l’uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra, nel tuo regno.E Gesù, rispondendo, disse: Voi non sapete quel che chiedete. Potete voi bere il calice che io sto per bere? Essi gli dissero: Sì, lo possiamo.Egli disse loro: Voi certo berrete il mio calice; ma quant’è al sedermi a destra o a sinistra non sta a me il darlo, ma è per quelli a cui è stato preparato dal Padre mio.E i dieci, udito ciò, furono indignati contro i due fratelli.Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: Voi sapete che i principi delle nazioni le signoreggiano, e che i grandi usano potestà sopra di esse.Ma non è così tra voi; anzi, chiunque vorrà esser grande fra voi, sarà vostro servitore;e chiunque fra voi vorrà esser primo, sarà vostro servitore;appunto come il Figliuol dell’uomo non è venuto per esser servito ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per molti.
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  • Guarigioni dei ciechi presso Gerico

    L’articolo tratta delle guarigioni di ciechi compiute da Gesù presso Gerico. Collocato nel contesto dei Vangeli sinottici, esplora l’interpretazione cronologica e teologica di questi eventi, sottolineando il riconoscimento di Gesù come Messia e il suo cammino verso Gerusalemme nell’anno 33 d.C.

    Matteo 20.29-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E come uscivano da Gerico, una gran moltitudine lo seguì.Ed ecco che due ciechi, seduti presso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!Ma la moltitudine li sgridava, perché tacessero; essi però gridavan più forte: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!E Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: Che volete ch’io vi faccia?Ed essi: Signore, che s’aprano gli occhi nostri.Allora Gesù, mosso a pietà, toccò gli occhi loro, e in quell’istante ricuperarono la vista e lo seguirono. Matteo Capitolo 21
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  • Zaccheo vuole vedere il Messia Gesù

    L'articolo esplora la storia di Zaccheo a Gerico, che, desideroso di vedere Gesù, sale su un sicomoro. Gesù nota Zaccheo e soggiorna in casa sua, incarnando la sua missione di redenzione. Questo racconto si inserisce nel periodo tra Hanukkah e la Pasqua, comprendendo eventi chiave come il miracolo di Lazzaro. L'articolo presenta un'analisi esegetica e teologica, sottolineando la dimensione universale del messaggio di Gesù.

    Giovanni 11.53-54 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire.Gesù quindi non andava più apertamente fra i Giudei, ma si ritirò di là nella contrada vicino al deserto, in una città detta Efraim; e quivi si trattenne co’ suoi discepoli.
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  • La risurrezione di Lazzaro

    Gesù risuscita Lazzaro a Betania, rivelando il suo potere divino sulla morte, come preludio alla Pasqua. Tra Hanukkah e Pesach, dopo due giorni di riflessione, Gesù compie il viaggio significativo che comprende incontri memorabili a Gerico, la quale annuncia l'imminente passione. La reazione delle autorità religiose davanti a questo miracolo accelera la crocifissione di Gesù.

    Giovanni 10.40-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù se ne andò di nuovo al di là del Giordano, nel luogo dove Giovanni da principio stava battezzando; e quivi dimorò.E molti vennero a lui, e dicevano: Giovanni, è vero, non fece alcun miracolo; ma tutto quello che Giovanni disse di quest’uomo, era vero.E quivi molti credettero in lui.
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  • Complotto contro il Messia Gesù, che si ritira a Efraim

    Questo articolo descrive il complotto delle autorità giudaiche contro Gesù dopo la risurrezione di Lazzaro. Di fronte alla minaccia che percepiscono nei miracoli di Gesù, decidono di ucciderlo. Gesù si ritira a Efraim in vista della crocifissione, mentre il complotto si allinea paradossalmente al piano divino.

    Giovanni 11.54 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù quindi non andava più apertamente fra i Giudei, ma si ritirò di là nella contrada vicino al deserto, in una città detta Efraim; e quivi si trattenne co’ suoi discepoli.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Arrivo a casa di Lazzaro, Marta e Maria

    Questo articolo esplora l’arrivo di Gesù a Betania, mettendo in luce l’importanza di questo momento prima della Passione. Betania, luogo di quiete e di amicizia, contrasta con gli avvenimenti tumultuosi di Gerusalemme. L’articolo si interessa al simbolismo di quest’ultima tappa nella missione di Gesù, così come è riportata dal vangelo di Giovanni.

    Giovanni 12.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gesù dunque, sei giorni avanti la Pasqua, venne a Betania dov’era Lazzaro ch’egli avea risuscitato dai morti.
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  • L’arrivo dei Giudei dalla città di Gerusalemme

    L’articolo tratta dell’arrivo di Giudei a Betania per vedere Gesù, all’avvicinarsi della Passione. Di fronte alla sua crescente popolarità, le autorità religiose prendono in considerazione il suo arresto, mentre si prepara il tradimento di Giuda.

    Giovanni 12.9-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    La gran folla dei Giudei seppe dunque ch’egli era quivi; e vennero non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli avea risuscitato dai morti.Ma i capi sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro,perché, per cagion sua, molti de’ Giudei andavano e credevano in Gesù.
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  • Maria di Betania unge il Messia Gesù

    Maria di Betania unge Gesù con un profumo costoso a Betania, simboleggiando la sua prossima sepoltura. Questo gesto, criticato da Giuda Iscariota e da altri discepoli, è difeso da Gesù e messo in luce nell'analisi dei Vangeli secondo Matteo, Marco e Giovanni. Il testo discute anche le implicazioni cronologiche e comunitarie di questo evento biblico.

    Matteo 26.6-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or essendo Gesù in Betania, in casa di Simone il lebbroso,venne a lui una donna che aveva un alabastro d’olio odorifero di gran prezzo, e lo versò sul capo di lui che stava a tavola.Veduto ciò, i discepoli furono indignati e dissero: A che questa perdita?Poiché quest’olio si sarebbe potuto vender caro, e il denaro darlo ai poveri.Ma Gesù, accortosene, disse loro: Perché date noia a questa donna? Ella ha fatto un’azione buona verso di me.Perché i poveri li avete sempre con voi; ma me non mi avete sempre.Poiché costei, versando quest’olio sul mio corpo, l’ha fatto in vista della mia sepoltura.In verità vi dico che per tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo evangelo, anche quello che costei ha fatto, sarà raccontato in memoria di lei.
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  • Il tradimento di Giuda Iscariota

    L’articolo esplora il tradimento di Giuda Iscariota nei confronti di Gesù, un atto motivato da un senso di incompatibilità e di frustrazione. Giuda, sapendo che le autorità cercano di arrestare Gesù, collabora con loro per denunciarlo in cambio di 30 monete d’argento. L’articolo analizza i racconti evangelici di Matteo, Marco e Luca, che descrivono le azioni di Giuda e il loro impatto sugli eventi che portarono all’arresto di Gesù.

    Marco 14.10-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Giuda Iscariot, uno dei dodici, andò dai capi sacerdoti per darglielo nelle mani.Ed essi, uditolo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava il modo opportuno di tradirlo.
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  • Ritorno a Gerusalemme e sosta a Betfage

    L’articolo analizza l’arrivo di Gesù a Betfage, una sosta strategica prima di Gerusalemme. Gesù manda due discepoli a cercare un asinello per compiere una profezia messianica. Betfage, la «casa dei fichi», è cruciale nella narrazione dei vangeli.

    Matteo 21.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando furon vicini a Gerusalemme e furon giunti a Betfage, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli,dicendo loro: Andate nella borgata che è dirimpetto a voi; e subito troverete un’asina legata, e un puledro con essa; scioglieteli e menatemeli.E se alcuno vi dice qualcosa, direte che il Signore ne ha bisogno, e subito li manderà.Or questo avvenne affinché si adempisse la parola del profeta:Dite alla figliuola di Sion: Ecco il tuo re viene a te, mansueto, e montato sopra un’asina, e un asinello, puledro d’asina.
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  • Il ritorno a Betania

    Dopo il suo ingresso trionfale a Gerusalemme, Gesù lascia la città sul far della sera per tornare a Betania con i suoi dodici discepoli, tra cui Giuda. Narrato principalmente da Marco (11.11) e da Matteo (21.17), questo episodio, collocato nella domenica 27 marzo dell’anno 33, illustra il ritmo dell’ultima settimana: giornate nel Tempio, notti presso Betania. I discepoli approfittano di questi tragitti per interrogare il loro Maestro sul significato dei suoi atti messianici.

    Matteo 21.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E, lasciatili, se ne andò fuor della città a Betania, dove albergò.
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  • Maledizione del fico sterile

    Lunedì 28 marzo del 33 d.C., sulla strada da Betania a Gerusalemme, il Messia Gesù maledice un fico coperto di foglie ma senza frutti, che si secca subito. Questo gesto, riportato da Matteo e Marco, è un miracolo-parabola che simboleggia Israele: molta apparenza religiosa, ma nessuna vera fecondità. Incorniciando la purificazione del Tempio in Marco, questo episodio annuncia il giudizio divino su una pietà sterile.

    Marco 11.12-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame.E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi.E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono.
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  • Insegnamento quotidiano nel Tempio

    La pericope 286 descrive l’insegnamento quotidiano di Gesù nel Tempio di Gerusalemme durante la settimana di Pasqua (lunedì 28 marzo del 33 d.C.). Basata principalmente su Luca 19,47-48, presenta la crescente opposizione tra le folle ammirate e le autorità religiose ostili — scribi, sommi sacerdoti, sadducei e farisei — che cercano di far tacere Gesù, il cui messaggio del Regno di Dio minaccia il loro potere costituito.

    Luca 19.47-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi sacerdoti e gli scribi e i primi fra il popolo cercavano di farlo morire;ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.
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  • Il ritorno di nuovo a Betania

    PER287 descrive il ritorno di Gesù e dei suoi discepoli a Betania dopo una giornata al Tempio di Gerusalemme, lunedì 28 marzo del 33 d.C. Attestato principalmente da Marco 11.19, questo episodio illumina la routine notturna del gruppo attorno a Marta, Maria e Lazzaro. L'articolo affronta l'ospitalità distribuita, il ruolo delle donne, i viaggi di andata e ritorno quotidiani tra Betania e Gerusalemme, e l'incomprensione dei discepoli di fronte agli annunci della Passione.

    Luca 22.7-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or venne il giorno degli azzimi, nel quale si dovea sacrificar la Pasqua.E Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: Andate a prepararci la pasqua, affinché la mangiamo.Ed essi gli dissero: Dove vuoi che la prepariamo?Ed egli disse loro: Ecco, quando sarete entrati nella città, vi verrà incontro un uomo che porterà una brocca d’acqua; seguitelo nella casa dov’egli entrerà.E dite al padron di casa: Il Maestro ti manda a dire: Dov’è la stanza nella quale mangerò la pasqua co’ miei discepoli?Ed egli vi mostrerà di sopra una gran sala ammobiliata; quivi apparecchiate.Ed essi andarono e trovaron com’egli avea lor detto, e prepararon la pasqua.
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  • Il fico è seccato

    Il giorno dopo la maledizione del fico, i discepoli scoprono l’albero completamente seccato. Gesù coglie l’occasione per insegnare la potenza della fede e l’importanza del perdono. Al di là di questo insegnamento, il fico simboleggia Israele nelle Scritture, e il suo disseccamento prefigura il giudizio che si sarebbe abbattuto sulla nazione quarant’anni dopo con la distruzione del Tempio. Fede e perdono restano i valori incrollabili che Gesù mette in evidenza.

    Gioele 1.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ha devastato la mia vigna, ha ridotto in minuti pezzi i miei fichi, li ha del tutto scorzati, e lasciati là, coi rami tutti bianchi.
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Le contraddizioni

  • I dubbi di Giovanni il Battista?

    L’articolo esplora la presunta contraddizione tra i vangeli di Giovanni e di Matteo riguardo al riconoscimento da parte di Giovanni Battista di Gesù come il Messia. Conclude che non si tratta di una contraddizione, ma di un’evoluzione della comprensione di fronte ad attese messianiche non soddisfatte.

    Luca 7.33-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Difatti è venuto Giovanni Battista non mangiando pane ne bevendo vino, e voi dite: Ha un demonio.E’ venuto il Figliuol dell’uomo mangiando e bevendo, e voi dite: Ecco un mangiatore ed un beone, un amico dei pubblicani e de’ peccatori!
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  • La purificazione del tempio?

    L'articolo esplora l'apparente divergenza tra Matteo e Marco sulla purificazione del tempio da parte di Gesù. Matteo presenta un'azione immediata mentre Marco distingue due giornate. L'analisi rivela che Matteo usa un approccio tematico per mostrare l'autorità di Gesù, senza contraddire Marco. Non vi è dunque alcuna contraddizione reale tra i racconti.

    Marco 11.11-17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù entrò in Gerusalemme, nel tempio; e avendo riguardata ogni cosa attorno attorno, essendo già l’ora tarda, uscì per andare a Betania coi dodici.E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame.E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi.E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono.E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi;e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio.Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.
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  • Questi è mio Figlio

    Questo articolo esplora la percezione e il destinatario della voce divina durante il battesimo di Gesù, confrontando i Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Ogni autore propone una visione unica che arricchisce l’avvenimento, suggerendo non contraddizioni ma prospettive complementari.

    Luca 3.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne che come tutto il popolo si faceva battezzare, essendo anche Gesù stato battezzato, mentre stava pregando, s’aprì il cielo,e lo Spirito Santo scese su lui in forma corporea a guisa di colomba; e venne una voce dal cielo: Tu sei il mio diletto Figliuolo; in te mi sono compiaciuto.
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Ministero di Pietro

  • L’ascensione di Gesù

    L'ascensione di Gesù, avvenuta il 12 maggio del 33 sul monte degli Ulivi, chiude il suo ministero terreno. Elevato in una nuvola, è accolto presso il Padre mentre due angeli annunciano il suo ritorno glorioso. Questo evento, narrato soltanto da Luca, segna il passaggio al ministero celeste di Cristo e fonda la speranza escatologica della Chiesa primitiva nell'attesa della parusia.

    Atti 1.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l’avete veduto andare in cielo.
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Miracoli

  • Risurrezione di Lazzaro

    Giovanni 11:1-44 descrive la risurrezione di Lazzaro, illustrando la potenza di Gesù sulla morte e la sua compassione umana. Questo miracolo, a Betania, rivela il divino e l’umanità di Gesù, rafforzando la fede dei suoi discepoli. Risuscitando Lazzaro dopo quattro giorni nel sepolcro, Gesù mostra di essere la risurrezione e la vita, invitando alla fede per la vita eterna.

    Giovanni 10.40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù se ne andò di nuovo al di là del Giordano, nel luogo dove Giovanni da principio stava battezzando; e quivi dimorò.
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  • Inaridimento del fico

    In Matteo e Marco, Gesù maledice un fico per insegnare la fede e la preghiera. La sua parola fa seccare l’albero, illustrando la potenza della fede. Marco insiste anche sull’importanza del perdono. I due racconti, pur divergendo nell’ordine degli avvenimenti, condividono lo stesso insegnamento centrale: la fede e la preghiera possono compiere meraviglie se vissute senza dubitare.

    Marco 11.12-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame.E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi.E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono.E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi;e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio.Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farli morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina.E quando fu sera, uscirono dalla città.E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici;e Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, vedi, il fico che tu maledicesti, è seccato.E Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio!In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto.Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete.E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro a qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni i vostri falli.
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