Cronologia da Hanukkah a Pasqua
Il periodo che separa Hanukkah dalla Pasqua, circa quattro mesi, è oggetto di interpretazioni varie da parte dei commentatori dei Vangeli. Abbiamo ritenuto opportuno presentare la nostra visione cronologica di questo periodo. Questo approccio si basa rigorosamente sulle informazioni fornite da Luca e Giovanni, avendo cura di rispettare il testo senza mai forzarlo. Così la nostra ipotesi appare naturale e coerente alla luce dei dati evangelici.
Dopo la festa di Hanukkah, detta anche festa della Dedicazione (Giovanni 10.22-23), il 15 dicembre del 33, il Messia Gesù lascia Gerusalemme per sfuggire a un tentativo di arresto. Si ritira allora «al di là del Giordano», nella regione dove Giovanni aveva battezzato, un luogo isolato ma accessibile, dove molti vengono ancora a lui (Giovanni 10.40-42). È lì, in questo rifugio invernale, che arriva un messaggero da Betania per annunciargli che Lazzaro, il suo caro amico, è gravemente malato (Giovanni 11.1-3). Il messaggero ha impiegato circa un giorno per percorrere i 35-40 chilometri che separano i due villaggi.
Ma il Messia Gesù, con sorpresa dei suoi discepoli, non parte subito. Resta ancora due giorni nel luogo in cui si trovava (Giovanni 11.6). Nel frattempo Lazzaro muore, probabilmente lo stesso giorno o poco dopo la partenza del messaggero, il che spiega perché il Messia Gesù possa dire poi: «Lazzaro è morto» ancor prima di arrivare in Giudea (Giovanni 11.14). Trascorsi i due giorni, il Messia Gesù annuncia ai suoi discepoli che tornano in Giudea, nonostante i rischi (Giovanni 11.7-10).
Il gruppo si mette allora in cammino. Da Betania al di là del Giordano, la strada più diretta per raggiungere Betania, vicino a Gerusalemme, passa per Gerico. È una discesa seguita da una lunga salita, un itinerario frequentato e logico. Avvicinandosi a Gerico, il Messia Gesù incontra un cieco seduto sul ciglio della strada: Bartimeo. Nonostante i rimproveri della folla, l'uomo grida verso il Messia Gesù, che si ferma, lo fa venire e gli restituisce la vista (Luca 18.35-43). Poi il Messia Gesù attraversa Gerico, la città storica, dove si ferma sotto un sicomoro per chiamare Zaccheo, il capo dei pubblicani, e alloggiare in casa sua (Luca 19.1-10). Questi incontri si inseriscono naturalmente nello stesso viaggio: quello che conduce Gesù dall'altra parte del Giordano fino a Betania.
Dopo questa sosta, il Messia Gesù riprende il cammino. La salita da Gerico a Betania richiede un giorno e mezzo di cammino a causa della folla che lo segue. Quando finalmente arriva al villaggio, Lazzaro è già nel sepolcro da quattro giorni (Giovanni 11.17).
Il messaggero è partito da Betania quando Lazzaro era ancora in vita, benché gravemente malato, come riferisce Giovanni 11.3. A questo punto nessuno è a conoscenza della morte di Lazzaro: né il messaggero, né chi gli sta intorno. Eppure, prima che il messaggero abbia trasmesso la notizia al Messia Gesù e mentre le condizioni di Lazzaro restano incerte per tutti, il Messia Gesù riceve la rivelazione che il suo amico Lazzaro è effettivamente morto. Questo annuncio segna una svolta nel racconto, testimoniando la conoscenza particolare che Gesù ha della sorte del suo amico, ancor prima di arrivare in Giudea.
A Betania il Messia Gesù incontra Marta e poi Maria, e le conduce alla fede. Poi si reca al sepolcro, dove chiama Lazzaro fuori dalla morte (Giovanni 11.38-44). Questo segno spettacolare provoca una reazione immediata delle autorità religiose, che decidono di mettere a morte il Messia Gesù (Giovanni 11.53). Per sfuggire a questa minaccia, il Messia Gesù lascia Betania e si ritira a Efraim, una città situata a nord di Gerusalemme, nella regione montuosa vicina alla Samaria (Giovanni 11.53-54).
Alcune settimane dopo, mentre si avvicina la Pasqua, il Messia Gesù lascia Efraim e torna a Betania, sei giorni prima della festa (Giovanni 12.1). Il giorno seguente entra a Gerusalemme tra le acclamazioni della folla (Giovanni 12.12-15, Luca 19.28-40).