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Zaccheo vuole vedere il Messia Gesù

L'articolo esplora la storia di Zaccheo a Gerico, che, desideroso di vedere Gesù, sale su un sicomoro. Gesù nota Zaccheo e soggiorna in casa sua, incarnando la sua missione di redenzione. Questo racconto si inserisce nel periodo tra Hanukkah e la Pasqua, comprendendo eventi chiave come il miracolo di Lazzaro. L'articolo presenta un'analisi esegetica e teologica, sottolineando la dimensione universale del messaggio di Gesù.

6 min Zaccheo Gesù Gerico salvezza Luca 19 3 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 19.1-10 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E Gesù, essendo entrato in Gerico, attraversava la città.

Ed ecco, un uomo, chiamato per nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco,

cercava di veder chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura.

Allora corse innanzi, e montò sopra un sicomoro, per vederlo, perch’egli avea da passar per quella via.

E come Gesù fu giunto in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: Zaccheo, scendi presto, perché oggi debbo albergare in casa tua.

Ed egli s’affrettò a scendere e lo accolse con allegrezza.

E veduto ciò, tutti mormoravano, dicendo: E’ andato ad albergare da un peccatore!

Ma Zaccheo, presentatosi al Signore, gli disse: Ecco, Signore, la metà de’ miei beni la do ai poveri; e se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo.

E Gesù gli disse: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figliuolo d’Abramo:

poiché il Figliuol dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Città di Gerico

Data: Febbraio dell'anno 33

Metodo di lavoro: Seguiamo Luca

Nota sul metodo di lavoro: Luca è il solo a riportare questa storia di Zaccheo

Mappa di Gerico

Un uomo di piccola statura ricorre a un mezzo radicale per vedere Gesù nonostante la folla.

Cronologia

In questo viaggio verso Gerusalemme all'inizio del 33, il Messia Gesù, accompagnato dai suoi discepoli e da persone vicine, arriva a Gerico poco prima di febbraio-marzo. Questa tappa, narrata da Luca, precede la risurrezione di Lazzaro a Betania, in casa di . L'atmosfera a Gerico è animata, come mostra la guarigione del cieco Bartimeo. Questo spostamento avviene prima della Pasqua del 1º aprile dell'anno 33, perché il Messia Gesù deve ancora risuscitare Lazzaro e poi soggiornare a Efraim.

Commenti

Luca sottolinea con precisione che il Messia Gesù, accompagnato dai suoi discepoli, attraversa Gerico (Luca 19.1. Questo spostamento si inserisce nel percorso che lo conduce a Gerusalemme, all'inizio dell'anno 33. Lo scopo di questo viaggio è recarsi in casa di , dove Lazzaro è appena morto.

L'atmosfera è animata: molte persone sono fuori, e l'episodio della guarigione di Bartimeo, il cieco che portava il suo mantello (Marco 10.50), mostra che siamo a febbraio o a marzo. Passati i grandi freddi di gennaio, la scena si svolge probabilmente a febbraio o all'inizio di marzo.

Non si tratta del pellegrinaggio di Pasqua, che avrà luogo il 1º aprile dell'anno 33. Infatti, prima di questo evento, il Messia Gesù deve risuscitare Lazzaro, poi si ritirerà per un tempo a Efraim, in Samaria.

Il racconto di Luca 19.1-10 si svolge a Gerico, una città prospera e strategica situata sulla strada che porta a Gerusalemme, e Luca colloca questo episodio subito prima dell'ingresso messianico per mostrare come la salvezza si manifesti concretamente prima della passione.

Zaccheo, capo dei pubblicani e uomo ricco, è presentato come un personaggio socialmente disprezzato, considerato un collaboratore dei , un peccatore pubblico e un uomo impuro, e la sua piccola statura, menzionata da Luca, simboleggia tanto la sua incapacità fisica di vedere Gesù quanto la sua piccolezza sociale e morale.

Eppure cerca attivamente di vedere chi è Gesù, e la sua corsa, insieme al gesto di salire su un sicomoro, rivelano una sete interiore e un'umiltà inattesa in un uomo del suo rango. Il Messia Gesù, alzando gli occhi verso di lui, ribalta la dinamica: non è più Zaccheo che cerca Gesù, ma Gesù che lo vede, lo chiama per nome e dichiara che deve fermarsi a casa sua, un «bisogna» che esprime una necessità divina e mostra che l'incontro non è un caso, ma un atto voluto di salvezza.

L'accoglienza gioiosa di Zaccheo manifesta la presenza della salvezza, e la sua risposta immediata, dare la metà dei suoi beni ai poveri e restituire il quadruplo a coloro che ha frodato, supera largamente le esigenze della Legge e mostra che la sua conversione è autentica, concreta e sociale.

Nel frattempo la folla mormora vedendo il Messia Gesù entrare in casa di un peccatore, rivelando la propria incomprensione della logica del Regno e contrastando con lo sguardo del Messia Gesù, che non giudica ma restaura.

Il Messia Gesù conclude proclamando che la salvezza è entrata nella casa di Zaccheo e affermando che anch'egli è figlio di Abramo, reintegrando così un escluso nel popolo dell'alleanza, prima di riassumere la sua missione dichiarando che il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Questo brano mette in luce che la grazia precede la conversione, che la salvezza passa attraverso una relazione personale con il Messia Gesù, che trasforma concretamente la vita e i comportamenti, che il Messia Gesù capovolge le norme sociali andando verso gli esclusi, e che la gioia accompagna sempre l'irruzione della salvezza.

Ricorda infine che nessuno è troppo lontano per essere raggiunto, che la conversione implica riparazione e generosità, e che bisogna scegliere tra lo sguardo che mormora e quello che chiama per nome.

Nota complementare