Tappa 1 di 52 · La testimonianza della famiglia del Messia Gesù

  1. Tappa 1: La testimonianza della famiglia del Messia Gesù
  2. Tappa 2: Risurrezione della figlia di Giairo
  3. Tappa 3: Guarigione della donna emorroissa
  4. Tappa 4: Moltiplicazione dei pani e dei pesci
  5. Tappa 5: Cammino sull'acqua
  6. Tappa 6: Il nutrimento dei 4000
  7. Tappa 7: Guarigione del cieco di Betsaida
  8. Tappa 8: La trasfigurazione
  9. Tappa 9: Il buon grano e la zizzania
  10. Tappa 10: Le nozze di Cana
  11. Tappa 11: Un passaggio a Cafarnao
  12. Tappa 12: I mercanti scacciati dal Tempio
  13. Tappa 13: La seconda festa di Pasqua a Gerusalemme
  14. Tappa 14: La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda
  15. Tappa 15: La predicazione in Galilea continua
  16. Tappa 16: Le parabole della stoffa nuova e del vino nuovo
  17. Tappa 17: Gesù è il signore del sabato
  18. Tappa 18: La guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata
  19. Tappa 19: Guarigione del paralitico di Betesda
  20. Tappa 20: I farisei progettano di assassinare il Messia Gesù
  21. Tappa 21: Guarigione dell’uomo dalla mano inaridita
  22. Tappa 22: Numerose guarigioni in Galilea
  23. Tappa 23: La scelta dei dodici apostoli
  24. Tappa 24: Proclamazione del Vangelo
  25. Tappa 25: Il discorso della montagna (16), gli affanni e le preoccupazioni
  26. Tappa 26: Guarigione dell’uomo posseduto e muto
  27. Tappa 27: Il Messia Gesù calma la tempesta
  28. Tappa 28: Esorcismo dell'indemoniato di Gadara
  29. Tappa 29: Guarigione a Gennesaret
  30. Tappa 30: Guarigione della figlia della donna cananea
  31. Tappa 31: La partenza del Messia Gesù verso altre città
  32. Tappa 32: La domanda di Giovanni Battista
  33. Tappa 33: Il Messia Gesù nella casa del fariseo
  34. Tappa 34: Gli spiriti impuri
  35. Tappa 35: Una donna interrompe il Messia Gesù
  36. Tappa 36: La domanda di Pietro
  37. Tappa 37: Il Messia Gesù motivo di divisioni
  38. Tappa 38: Il paragone con la crescita del seme
  39. Tappa 39: Altre parabole non riportate
  40. Tappa 40: La parabola del tesoro nascosto
  41. Tappa 41: Conclusione del Messia Gesù
  42. Tappa 42: Il Messia Gesù placa la tempesta
  43. Tappa 43: La guarigione dell'indemoniato di Gadara
  44. Tappa 44: La guarigione della figlia di Iairo interrotta
  45. Tappa 45: La guarigione della figlia di Giairo
  46. Tappa 46: Invio dei dodici apostoli
  47. Tappa 47: Morte di Giovanni il Battista
  48. Tappa 48: Richiamo dell'arresto di Giovanni il Battista
  49. Tappa 49: Richiamo delle circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista
  50. Tappa 50: Il ritorno degli apostoli
  51. Tappa 51: Il Messia Gesù si apparta con i suoi discepoli
  52. Tappa 52: Partenza per Betania al di là del Giordano

← Sinossi dei Vangeli

  1. La testimonianza della famiglia del Messia Gesù

    Questo articolo esamina i rapporti tesi tra Gesù, la sua famiglia e le autorità religiose, basandosi principalmente sul Vangelo secondo Marco. Descrivendo l'atteggiamento inizialmente scettico della sua famiglia, mette in luce le dinamiche dei rapporti con i farisei e la successiva conversione di alcuni membri della famiglia dopo la risurrezione.

    Marco 3.20-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi entrò in una casa, e la moltitudine si adunò di nuovo, talché egli ed i suoi non potevan neppur prender cibo.or i suoi parenti, udito ciò, vennero per impadronirsi di lui, perché dicevano:
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  2. Risurrezione della figlia di Giairo

    L’articolo esplora la risurrezione della figlia di Giairo e la guarigione di una donna malata da parte di Gesù, secondo i vangeli di Matteo, Marco e Luca. L’importanza della fede in questi racconti è sottolineata, così come le differenze e le somiglianze nei dettagli degli avvenimenti. Questi miracoli illustrano la compassione di Gesù e la sua potenza di guarigione.

    Matteo 9.18-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Mentr’egli diceva loro queste cose, ecco uno dei capi della sinagoga, accostatosi, s’inchinò dinanzi a lui e gli disse: La mia figliuola è pur ora trapassata; ma vieni, metti la mano su lei ed ella vivrà.E Gesù, alzatosi, lo seguiva co’ suoi discepoli.Ed ecco una donna, malata d’un flusso di sangue da dodici anni, accostatasi per di dietro, gli toccò il lembo della veste.Perché, diceva fra sé: Sol ch’io tocchi la sua veste, sarò guarita.E Gesù, voltatosi e vedutala, disse: Sta’ di buon animo, figliuola; la tua fede t’ha guarita. E da quell’ora la donna fu guarita.E quando Gesù fu giunto alla casa del capo della sinagoga, ed ebbe veduto i sonatori di flauto e la moltitudine che facea grande strepito, disse loro: Ritiratevi;perché la fanciulla non è morta, ma dorme. E si ridevano di lui.Ma quando la moltitudine fu messa fuori, egli entrò, e prese la fanciulla per la mano, ed ella si alzò.E se ne divulgò la fama per tutto quel paese.
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  3. Guarigione della donna emorroissa

    L’articolo esplora la storia di una donna che soffriva di emorragie, guarita dalla sua fede toccando la veste di Gesù. Questo gesto manifesta la potenza di guarigione e la compassione di Gesù verso coloro che credono in lui, come riportato nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca.

    Luca 8.43-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni ed avea spesa ne’ medici tutta la sua sostanza senza poter esser guarita da alcuno,accostatasi per di dietro, gli toccò il lembo della veste; e in quell’istante il suo flusso ristagnò.E Gesù domandò: Chi m’ha toccato? E siccome tutti negavano, Pietro e quelli ch’eran con lui, risposero: Maestro, le turbe ti stringono e t’affollano.Ma Gesù replicò: Qualcuno m’ha toccato, perché ho sentito che una virtù è uscita da me.E la donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante, e gittatasi a’ suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per qual motivo l’avea toccato e com’era stata guarita in un istante.Ma egli le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace.
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  4. Moltiplicazione dei pani e dei pesci

    La moltiplicazione dei pani e dei pesci è un miracolo riportato nei Vangeli in cui Gesù sfama una folla di migliaia di persone con soli cinque pani e due pesci. Questa storia simboleggia la compassione e la potenza divina di Gesù, sottolineando al tempo stesso l’importanza della fede e del riconoscimento del suo vero ruolo spirituale.

    Giovanni 6.1-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose, Gesù se ne andò all’altra riva del mar di Galilea, ch’è il mar di Tiberiade.E una gran moltitudine lo seguiva, perché vedeva i miracoli ch’egli faceva sugl’infermi.Ma Gesù salì sul monte e quivi si pose a sedere co’ suoi discepoli.Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.Gesù dunque, alzati gli occhi e vedendo che una gran folla veniva a lui, disse a Filippo: Dove comprerem noi del pane perché questa gente abbia da mangiare?Diceva così per provarlo; perché sapeva bene quel che stava per fare.Filippo gli rispose: Dugento denari di pane non bastano perché ciascun di loro n’abbia un pezzetto.Uno de’ suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse:V’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente?Gesù disse: Fateli sedere. Or v’era molt’erba in quel luogo. La gente dunque si sedette, ed eran circa cinquemila uomini.Gesù quindi prese i pani; e dopo aver rese grazie, li distribuì alla gente seduta; lo stesso fece de’ pesci, quanto volevano.E quando furon saziati, disse ai suoi discepoli: Raccogliete i pezzi avanzati, ché nulla se ne perda.Essi quindi li raccolsero, ed empiron dodici ceste di pezzi che di que’ cinque pani d’orzo erano avanzati a quelli che avean mangiato.La gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesù avea fatto, disse: Questi è certo il profeta che ha da venire al mondo.Gesù quindi, sapendo che stavan per venire a rapirlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo.
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  5. Cammino sull'acqua

    L’articolo analizza come i vangeli descrivono Gesù che cammina sull’acqua, sottolineando la sua divinità e la fede dei discepoli. Matteo include l’episodio di Pietro che cammina anch’egli sull’acqua, mentre Marco e Giovanni descrivono lo stupore dei discepoli. L’evento illustra il potere di Gesù sulla natura e la necessità di credere in lui.

    Matteo 14.22-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca ed a precederlo sull’altra riva, mentr’egli licenzierebbe le turbe.E licenziatele si ritirò in disparte sul monte per pregare. E fattosi sera, era quivi tutto solo.Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde perché il vento era contrario.Ma alla quarta vigilia della notte Gesù andò verso loro, camminando sul mare.E i discepoli, vedendolo camminar sul mare, si turbarono e dissero: E’ un fantasma! E dalla paura gridarono.Ma subito Gesù parlò loro e disse: State di buon animo, son io; non temete!E Pietro gli rispose: Signore, se sei tu, comandami di venir a te sulle acque.Ed egli disse: Vieni! E Pietro, smontato dalla barca, camminò sulle acque e andò verso Gesù.Ma vedendo il vento, ebbe paura; e cominciando a sommergersi, gridò: Signore, salvami!E Gesù, stesa subito la mano, lo afferrò e gli disse: O uomo di poca fede, perché hai dubitato?E quando furono montati nella barca, il vento s’acquetò.Allora quelli che erano nella barca si prostrarono dinanzi a lui, dicendo: Veramente tu sei Figliuol di Dio!
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  6. Il nutrimento dei 4000

    L’articolo racconta la moltiplicazione dei pani in cui Gesù sfama miracolosamente quattromila persone. I racconti di Matteo e Marco descrivono la compassione di Gesù per la folla affamata, la moltiplicazione di sette pani e di alcuni pesci, e la raccolta di sette ceste di avanzi. Le differenze riguardano le destinazioni dopo l’evento: Magadan per Matteo e Dalmanutà per Marco.

    Marco 8.1-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In que’ giorni, essendo di nuovo la folla grandissima, e non avendo ella da mangiare, Gesù, chiamati a sé i discepoli, disse loro:Io ho pietà di questa moltitudine; poiché già da tre giorni sta con me e non ha da mangiare.E se li rimando a casa digiuni, verranno meno per via; e ve n’hanno alcuni che son venuti da lontano.E i suoi discepoli gli risposero: Come si potrebbe mai saziarli di pane qui, in un deserto?Ed egli domandò loro: Quanti pani avete? Essi dissero: Sette.Ed egli ordinò alla folla di accomodarsi per terra; e prese i sette pani, dopo aver rese grazie, li spezzò e diede ai discepoli perché li ponessero dinanzi alla folla; ed essi li posero.Avevano anche alcuni pochi pescetti ed egli, fatta la benedizione, comandò di porre anche quelli dinanzi a loro.E mangiarono e furono saziati; e de’ pezzi avanzati si levarono sette panieri.Or erano circa quattromila persone. Poi Gesù li licenziò;e subito, montato nella barca co’ suoi discepoli, andò dalle parti di Dalmanuta.
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  7. Guarigione del cieco di Betsaida

    Gesù guarisce un cieco a Betsaida in un processo in due tappe, che simboleggia la progressione della fede. L’uso della saliva e del tocco fisico sottolinea il coinvolgimento diretto di Gesù. Il racconto mette in luce la compassione di Gesù e offre un profondo simbolo della crescita spirituale.

    Marco 8.22-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vennero in Betsaida; e gli fu menato un cieco, e lo pregarono che lo toccasse.Ed egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuor dal villaggio; e sputatogli negli occhi e impostegli le mani, gli domandò:Vedi tu qualche cosa? Ed egli, levati gli occhi, disse: Scorgo gli uomini, perché li vedo camminare, e mi paion alberi.Poi Gesù gli mise di nuovo le mani sugli occhi; ed egli riguardò e fu guarito e vedeva ogni cosa chiaramente.E Gesù lo rimandò a casa sua e gli disse: Non entrar neppure nel villaggio.
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  8. La trasfigurazione

    La Trasfigurazione, narrata in Matteo, Marco e Luca, rivela la divinità di Gesù. Egli è trasfigurato davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni su un monte. Mosè ed Elia appaiono, e una voce celeste dichiara Gesù il Figlio amato. Questi racconti sottolineano l’importanza di Gesù e del suo insegnamento.

    Luca 9.28-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne che circa otto giorni dopo questi ragionamenti, Gesù prese seco Pietro, Giovanni e Giacomo, e salì sul monte per pregare.E mentre pregava, l’aspetto del suo volto fu mutato, e la sua veste divenne candida sfolgorante.Ed ecco, due uomini conversavano con lui; ed erano Mosè ed Elia,i quali, appariti in gloria, parlavano della dipartenza ch’egli stava per compiere in Gerusalemme.Or Pietro e quelli ch’eran con lui, erano aggravati dal sonno; e quando si furono svegliati, videro la sua gloria e i due uomini che stavan con lui.E come questi si partivano da lui, Pietro disse a Gesù: Maestro, egli è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè, ed una per Elia; non sapendo quel che si dicesse.E mentre diceva così, venne una nuvola che li coperse della sua ombra; e i discepoli temettero quando quelli entrarono nella nuvola.Ed una voce venne dalla nuvola, dicendo: Questo è il mio figliuolo, l’eletto mio; ascoltatelo.E mentre si faceva quella voce, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero, e non riferirono in quei giorni ad alcuno nulla di quel che aveano veduto.
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  9. Il buon grano e la zizzania

    L'articolo analizza la parabola del grano e della zizzania, in cui Gesù spiega la coesistenza del bene e del male nel mondo. Questa storia mette in risalto la pazienza divina e l'idea di un giudizio finale. Gli insegnamenti che ne derivano offrono importanti spunti spirituali per i credenti.

    Matteo 13.24-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un uomo che ha seminato buona semenza nel suo campo.Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò delle zizzanie in mezzo al grano e se ne andò.E quando l’erba fu nata ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie.E i servitori del padron di casa vennero a dirgli: Signore, non hai tu seminato buona semenza nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?Ed egli disse loro: Un nemico ha fatto questo. E i servitori gli dissero: Vuoi tu che l’andiamo a cogliere?Ma egli rispose: No, che talora, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insiem con esse il grano.Lasciate che ambedue crescano assieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura, io dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio.
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  10. Le nozze di Cana

    Le nozze di Cana (Giovanni 2,1-11) costituiscono il primo segno compiuto da Gesù, che trasforma l’acqua in vino durante un matrimonio a Cana in Galilea, nel novembre 29. Solo Giovanni riferisce questo episodio. L’articolo esplora le ipotesi sulla presenza della famiglia di Gesù, propone Natanaele come possibile sposo e sottolinea che questo miracolo rafforza la fede dei discepoli manifestando la gloria del Messia.

    Giovanni 2.1-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e c’era la madre di Gesù.E Gesù pure fu invitato co’ suoi discepoli alle nozze.E venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non han più vino.E Gesù le disse: Che v’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta.Sua madre disse ai servitori: Fate tutto quel che vi dirà.Or c’erano quivi sei pile di pietra, destinate alla purificazione de’ Giudei, le quali contenevano ciascuna due o tre misure.Gesù disse loro: Empite d’acqua le pile. Ed essi le empirono fino all’orlo.Poi disse loro: Ora attingete, e portatene al maestro di tavola. Ed essi gliene portarono.E quando il maestro di tavola ebbe assaggiata l’acqua ch’era diventata vino (or egli non sapea donde venisse, ma ben lo sapeano i servitori che aveano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse:Ognuno serve prima il vin buono; e quando si è bevuto largamente, il men buono; tu, invece, hai serbato il vin buono fino ad ora.Gesù fece questo primo de’ suoi miracoli in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria; e i suoi discepoli credettero in lui.
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  11. Un passaggio a Cafarnao

    Dopo le nozze di Cana, Gesù, il Messia, visita Cafarnao con la famiglia, intorno al 1º dicembre 29. Solo Giovanni riferisce questo episodio (Giovanni 2,12). Vi ritrova i discepoli Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni e stringe amicizia con Zebedeo e Salome. Questa città diventerà in seguito il centro del suo ministero in Galilea. Dopo questo passaggio torna a Nazaret, prima di raggiungere Giovanni il Battista a Ennòn.

    Luca 23.49 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma tutti i suoi conoscenti e le donne che lo aveano accompagnato dalla Galilea, stavano a guardare queste cose da lontano.
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  12. I mercanti scacciati dal Tempio

    La pericope 39 studia l’episodio della purificazione del Tempio da parte di Gesù, come riferito da Giovanni (Giovanni 2,14-22). L’autore sostiene la tesi di due eventi distinti separati da tre anni. Il primo si colloca durante la prima Pasqua del ministero di Gesù (7 aprile 30). L’articolo esplora il contesto storico del Tempio erodiano, il ruolo di Caifa e del Sinedrio e due insegnamenti chiave: lo zelo di Gesù per la casa di Dio e l’annuncio profetico della sua risurrezione.

    Luca 19.45-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, entrato nel tempio, cominciò a cacciar quelli che in esso vendevano,dicendo loro: Egli è scritto: La mia casa sarà una casa d’orazione, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladroni.
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  13. La seconda festa di Pasqua a Gerusalemme

    L'articolo analizza il secondo pellegrinaggio pasquale di Gesù a Gerusalemme, evocato in Giovanni 5:1. Sebbene Giovanni non nomini esplicitamente la Pasqua, il contesto cronologico suggerisce questa festa. Gesù ne approfitta per predicare e discutere con le autorità religiose. Gli incontri avvengono nel cortile del Tempio, mentre l'afflusso di pellegrini gli offre un pubblico vario.

    Giovanni 2.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Mentr’egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva.
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  14. La guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda

    L'articolo analizza la guarigione dell'infermo alla piscina di Betesda durante il sabato, illustrando l'affermazione di Gesù come signore del sabato e le tensioni con i farisei. Giovanni presenta il miracolo come un gesto deliberato per far riflettere sulle leggi del giudaismo, rivelando le deviazioni della loro interpretazione da parte delle autorità religiose.

    Giovanni 5.2-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.E per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavan d’ucciderlo; perché facea quelle cose di sabato.
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  15. La predicazione in Galilea continua

    L'articolo tratta la predicazione di Gesù in Galilea nel 31 e la sua crescente notorietà nonostante il rifiuto delle autorità religiose. Secondo i Vangeli, operava soprattutto a Cafarnao, predicando nelle sinagoghe e compiendo molti miracoli. Il ministero attira folle anche da fuori della Galilea.

    Marco 1.38-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli disse loro: Andiamo altrove, per i villaggi vicini, ond’io predichi anche là; poiché è per questo che io sono uscito.E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e cacciando i demoni.
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  16. Le parabole della stoffa nuova e del vino nuovo

    Le parabole della stoffa nuova e del vino nuovo illustrano la rottura radicale tra giudaismo e cristianesimo. Pronunciate da Gesù in risposta ai discepoli di Giovanni Battista riguardo al digiuno, affermano che non si possono mescolare il vecchio e il nuovo. Il cambiamento richiesto è una trasformazione completa, non una riforma, e invita ogni uomo a scegliere il Maestro che seguirà.

    Luca 5.36-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Disse loro anche una parabola: Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo ad un vestito vecchio; altrimenti strappa il nuovo, e il pezzo tolto dal nuovo non adatta al vecchio.E nessuno mette vin nuovo in otri vecchi; altrimenti vin nuovo rompe gli otri, il vino si spande, e gli otri vanno perduti.Ma il vin nuovo va messo in otri nuovi.E nessuno che abbia bevuto del vin vecchio, ne desidera del nuovo, perché dice: Il vecchio è buono.
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  17. Gesù è il signore del sabato

    Gesù e i discepoli attraversano un campo di grano di sabato (5 aprile 31, in Galilea). I farisei li accusano di violare la legge sabbatica. Gesù risponde citando l'esempio di Davide e afferma la propria autorità assoluta: il Figlio dell'uomo è Signore del sabato. Denuncia le deviazioni dell'interpretazione farisaica, contraria allo spirito originario della legge mosaica, e rivendica il diritto di ristabilire il vero sabato.

    Matteo 12.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo Gesù passò in giorno di sabato per i seminati; e i suoi discepoli ebbero fame e presero a svellere delle spighe ed a mangiare.E i Farisei, veduto ciò, gli dissero: Ecco, i tuoi discepoli fanno quel che non è lecito di fare in giorno di sabato.Ma egli disse loro: Non avete voi letto quel che fece Davide, quando ebbe fame, egli e coloro ch’eran con lui?Come egli entrò nella casa di Dio, e come mangiarono i pani di presentazione i quali non era lecito di mangiare né a lui, né a quelli ch’eran con lui, ma ai soli sacerdoti?Ovvero, non avete voi letto nella legge che nei giorni di sabato, i sacerdoti nel tempio violano il sabato e non ne son colpevoli?Or io vi dico che v’è qui qualcosa di più grande del tempio.E se sapeste che cosa significhi: Voglio misericordia e non sacrifizio, voi non avreste condannato gl’innocenti;perché il Figliuol dell’uomo è signore del sabato.
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  18. La guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata

    La pericope 77 racconta la guarigione di un uomo dalla mano paralizzata nella sinagoga di Capernaum, un sabato dell'anno 31. Riportato da Matteo, Marco e Luca, l'episodio rivela la crescente tensione tra Gesù e i farisei. Questi ultimi cercano di accusarlo e rifiutano di vedere i miracoli compiuti. L'anno 31 si conclude con una rottura tra Gesù e le autorità religiose ebraiche.

    Matteo 12.9-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E, partitosi di là, venne nella loro sinagoga.Ed ecco un uomo che avea una mano secca. Ed essi, affin di poterlo accusare, fecero a Gesù questa domanda: E’ egli lecito far delle guarigioni in giorno di sabato?Ed egli disse loro: Chi è colui fra voi che, avendo una pecora, s’ella cade in giorno di sabato in una fossa non la prenda e la tragga fuori?Or quant’è un uomo da più d’una pecora! E’ dunque lecito di far del bene in giorno di sabato.Allora disse a quell’uomo: Stendi la tua mano. E colui la stese, ed ella tornò sana come l’altra.
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  19. Guarigione del paralitico di Betesda

    Questo articolo discute la guarigione del paralitico di Betesda da parte di Gesù, che illustra la compassione e l’autorità divina di Gesù. Il miracolo, avvenuto di sabato, provoca un conflitto con le rigide autorità giudaiche sulle leggi del sabato. Con questo atto Gesù sottolinea l’importanza della fede, della guarigione spirituale e della redenzione al di là delle restrizioni legali.

    Giovanni 5.1-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo queste cose ci fu una festa de’ Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme.Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito.E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo.Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato?L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me.Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina.E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare.Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio.Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina.Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente.Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato.
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  20. I farisei progettano di assassinare il Messia Gesù

    La pericope 78 racconta la decisione dei farisei di assassinare il Messia Gesù dopo la guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata di sabato. Nell'anno 31, a Capernaum, una netta frattura contrappone le autorità religiose ostili al popolo ammirato. Voci dissidenti come Nicodemo e Gamaliele testimoniano un'opposizione interna al Sinedrio. Nonostante il complotto, Gesù prosegue con determinazione il suo ministero.

    Marco 3.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E i Farisei, usciti, tennero subito consiglio con gli Erodiani contro di lui, con lo scopo di farlo morire.
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  21. Guarigione dell’uomo dalla mano inaridita

    L’articolo esplora il miracolo di Gesù che guarisce un uomo dalla mano inaridita, illustrando il suo confronto con i farisei sul significato del sabato. I Vangeli di Matteo, Marco e Luca narrano ciascuno questo avvenimento con sfumature diverse, sottolineando la compassione di Gesù e la rigidità delle autorità religiose.

    Marco 3.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi entrò di nuovo in una sinagoga; e quivi era un uomo che avea la mano secca.E l’osservavano per vedere se lo guarirebbe in giorno di sabato, per poterlo accusare.Ed egli disse all’uomo che avea la mano secca: Lèvati là nel mezzo!Poi disse loro: E’ egli lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla? Ma quelli tacevano.Allora Gesù, guardatili tutt’intorno con indignazione, contristato per l’induramento del cuor loro, disse all’uomo: Stendi la mano! Egli la stese, e la sua mano tornò sana.E i Farisei, usciti, tennero subito consiglio con gli Erodiani contro di lui, con lo scopo di farlo morire.
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  22. Numerose guarigioni in Galilea

    La pericope 79 racconta le numerose guarigioni compiute da Gesù in Galilea, intorno a Capernaum, nell'anno 31. Di fronte a folle provenienti da tutto Israele, Gesù guarisce i malati e annuncia la salvezza, chiedendo discrezione. Matteo collega questi eventi alla profezia di Isaia 42.1-4 e vi vede una rivelazione trinitaria. La sua crescente fama contrasta con l'opposizione sempre maggiore dei farisei, gelosi della sua influenza sul popolo.

    Marco 3.7-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi Gesù co’ suoi discepoli si ritirò verso il mare; e dalla Galilea gran moltitudine lo seguitò;e dalla Giudea e da Gerusalemme e dalla Idumea e da oltre il Giordano e dai dintorni di Tiro e di Sidone una gran folla, udendo quante cose egli facea, venne a lui.Ed egli disse ai suoi discepoli che gli tenessero sempre pronta una barchetta a motivo della calca, che talora non l’affollasse.Perché egli ne aveva guariti molti; cosicché tutti quelli che aveano qualche flagello gli si precipitavano addosso per toccarlo.E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gittavano davanti a lui e gridavano: Tu sei il Figliuol di Dio!Ed egli li sgridava forte, affinché non facessero conoscere chi egli era.
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  23. La scelta dei dodici apostoli

    Gesù sceglie dodici discepoli tra i suoi seguaci e attribuisce loro il titolo di apostoli, termine greco che significa «inviato in missione». La scelta, compiuta dopo una notte di preghiera, corrisponde al numero delle tribù d'Israele. I Dodici ricevono autorità per guarire e proclamare la salvezza, costituendo il fondamento della Chiesa futura. L'articolo esplora l'etimologia del termine, la preghiera di Gesù, la questione della sua onniscienza e il caso di Giuda Iscariota.

    Matteo 9.38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Pregate dunque il Signor della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse.
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  24. Proclamazione del Vangelo

    L'articolo «PER082 - Proclamazione del Vangelo» esplora le istruzioni profetiche di Gesù ai discepoli, ai quali annuncia persecuzioni future. Basato su Matteo 10.16-23, mette in luce il ruolo dello Spirito Santo. Questa formazione in Galilea prepara gli apostoli alle sfide future.

    Matteo 10.16-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.E guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in man de’ tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;e sarete menati davanti a governatori e re per cagion mia, per servir di testimonianza dinanzi a loro ed ai Gentili.Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non siate in ansietà del come parlerete o di quel che avrete a dire; perché in quell’ora stessa vi sarà dato ciò che avrete a dire.Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.Or il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.E quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; perché io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che il Figliuol dell’uomo sia venuto.
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  25. Il discorso della montagna (16), gli affanni e le preoccupazioni

    L’articolo esplora il discorso della montagna di Gesù, mettendo in risalto la fede rispetto alle preoccupazioni materiali, con insegnamenti tratti principalmente da Matteo e Luca, e spiegando come Gesù abbia esortato i suoi discepoli a confidare in Dio.

    Luca 12.22-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi disse ai suoi discepoli: Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete; né per il corpo di che vi vestirete;poiché la vita è più dei nutrimento, e il corpo è più del vestito.Considerate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutrisce. Di quanto non siete voi da più degli uccelli?E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito?Se dunque non potete far nemmeno ciò ch’è minimo, perché siete in ansiosa sollecitudine del rimanente?Considerate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro.Or se Dio riveste così l’erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi, o gente di poca fede?Anche voi non cercate che mangerete e che berrete, e non ne state in sospeso;poiché tutte queste cose son le genti del mondo che le ricercano; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno.Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno sopraggiunte.Non temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.Vendete i vostri beni, e fatene elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro che non venga meno ne’ cieli, ove ladro non s’accosta e tignuola non guasta.Perché dov’è il vostro tesoro, quivi sarà anche il vostro cuore.
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  26. Guarigione dell’uomo posseduto e muto

    L’articolo descrive la guarigione di un uomo muto da parte di Gesù in Luca 11.14-15, mostrando la sua potenza sui demòni. La folla reagisce con stupore e scetticismo. Confrontato con Matteo 12.22-23, l’articolo illustra le percezioni divergenti di Gesù. I racconti sottolineano la sua autorità divina e le tensioni del suo ministero.

    Matteo 12.22-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora gli fu presentato un indemoniato, cieco e muto; ed egli lo sanò, talché il mutolo parlava e vedeva.E tutte le turbe stupivano e dicevano: Non è costui il figliuol di Davide?
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  27. Il Messia Gesù calma la tempesta

    Questo articolo esamina come, attraverso Matteo 8.23-27, Marco 4.35-41 e Luca 8.22-25, Gesù calmi una tempesta, mostrando la sua potenza divina. I racconti sottolineano la reazione spaventata dei discepoli e l’importanza della fede, con variazioni che riflettono le prospettive proprie di ciascun evangelista.

    Luca 8.22-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne, in un di quei giorni, ch’egli entrò in una barca co’ suoi discepoli, e disse loro: Passiamo all’altra riva del lago. E presero il largo.E mentre navigavano, egli si addormentò; e calò sul lago un turbine di vento, talché la barca s’empiva d’acqua, ed essi pericolavano.E accostatisi, lo svegliarono, dicendo: Maestro, Maestro, noi periamo! Ma egli, destatosi, sgridò il vento e i flutti che s’acquetarono, e si fe’ bonaccia.Poi disse loro: Dov’è la fede vostra? Ma essi, impauriti e maravigliati, diceano l’uno all’altro: Chi è mai costui che comanda anche ai venti ed all’acqua e gli ubbidiscono?
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  28. Esorcismo dell'indemoniato di Gadara

    L’esorcismo di Gadara mostra Gesù che scaccia dei demòni dai Geraseni, secondo Matteo, Marco e Luca. I demòni riconoscono Gesù come il Figlio di Dio e chiedono di entrare in una mandria di porci, che poi annegherà. Questo atto dimostra l’autorità e la potenza redentrice di Gesù.

    Luca 8.26-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E navigarono verso il paese dei Geraseni che è dirimpetto alla Galilea.E quando egli fu smontato a terra, gli si fece incontro un uomo della città, il quale era posseduto da demoni, e da lungo tempo non indossava vestito, e non abitava casa ma stava ne’ sepolcri.Or quando ebbe veduto Gesù, dato un gran grido, gli si prostrò dinanzi, e disse con gran voce: Che v’è fra me e te, o Gesù, Figliuolo dell’Iddio altissimo? Ti prego, non mi tormentare.Poiché Gesù comandava allo spirito immondo d’uscir da quell’uomo; molte volte infatti esso se n’era impadronito; e benché lo si fosse legato con catene e custodito in ceppi, avea spezzato i legami, ed era portato via dal demonio ne’ deserti.E Gesù gli domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Legione; perché molti demoni erano entrati in lui.Ed essi lo pregavano che non comandasse loro d’andar nell’abisso.Or c’era quivi un branco numeroso di porci che pascolava pel monte; e que’ demoni lo pregarono di permetter loro d’entrare in quelli. Ed egli lo permise loro.E i demoni, usciti da quell’uomo, entrarono ne’ porci; e quel branco si avventò a precipizio giù nel lago ed affogò.E quando quelli che li pasturavano videro ciò ch’era avvenuto, se ne fuggirono e portaron la notizia in città e per la campagna.E la gente uscì fuori a veder l’accaduto; e venuta a Gesù, trovò l’uomo, dal quale erano usciti i demoni, che sedeva a’ piedi di Gesù, vestito ed in buon senno; e s’impaurirono.E quelli che aveano veduto, raccontarono loro come l’indemoniato era stato liberato.E l’intera popolazione della circostante regione de’ Geraseni pregò Gesù che se n’andasse da loro; perch’eran presi da grande spavento. Ed egli, montato nella barca, se ne tornò indietro.E l’uomo dal quale erano usciti i demoni, lo pregava di poter stare con lui, ma Gesù lo licenziò, dicendo:Torna a casa tua, e racconta le grandi cose che Iddio ha fatte per te. Ed egli se ne andò per tutta la città, proclamando quanto grandi cose Gesù avea fatte per lui.
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  29. Guarigione a Gennesaret

    L’articolo esplora i racconti di Matteo 14.34-36 e Marco 6.53-56, che descrivono le guarigioni operate da Gesù a Gennesaret. Gli abitanti riconoscono Gesù e si affrettano a radunare i malati perché possano toccare la sua veste, dimostrando la loro fede nella sua capacità di guarire. Questi racconti sottolineano la potenza miracolosa di Gesù e l’importanza della fede dei guariti.

    Matteo 14.34-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E, passati all’altra riva, vennero nel paese di Gennezaret.E la gente di quel luogo, avendolo riconosciuto, mandò per tutto il paese all’intorno, e gli presentaron tutti i malati,e lo pregavano che lasciasse loro toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito; e tutti quelli che lo toccarono furon completamente guariti.
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  30. Guarigione della figlia della donna cananea

    Questo articolo analizza la guarigione della figlia della donna cananea da parte di Gesù, mettendo in luce la sua fede e l’estensione del messaggio di Gesù ai pagani.

    Matteo 15.21-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E partitosi di là, Gesù si ritirò nelle parti di Tiro e di Sidone.Quand’ecco, una donna cananea di que’ luoghi venne fuori e si mise a gridare: Abbi pietà di me, Signore, figliuol di Davide; la mia figliuola è gravemente tormentata da un demonio.Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano dicendo: Licenziala, perché ci grida dietro.Ma egli rispose: Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele.Ella però venne e gli si prostrò dinanzi, dicendo: Signore, aiutami!Ma egli rispose: Non è bene prendere il pan de’ figliuoli per buttarlo ai cagnolini.Ma ella disse: Dici bene, Signore; eppure anche i cagnolini mangiano dei minuzzoli che cadono dalla tavola dei lor padroni.Allora Gesù le disse: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell’ora la sua figliuola fu guarita.
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  31. La partenza del Messia Gesù verso altre città

    La pericope 112 analizza il viaggio itinerante di Gesù verso le città e i villaggi della Galilea (Mt 11.1), collocato nel maggio-giugno 31. A differenza di Giovanni Battista, che rimaneva in un luogo fisso, Gesù percorreva attivamente la regione per annunciare il Regno dei Cieli, guidato dallo Spirito Santo, così da raggiungere anche i più poveri che non potevano recarsi da lui.

    Matteo 11.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne che quando ebbe finito di dar le sue istruzioni ai suoi dodici discepoli, Gesù si partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.
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  32. La domanda di Giovanni Battista

    In prigione, Giovanni Battista manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù se sia davvero il Messia atteso. Gesù risponde con le sue opere — guarigioni, risurrezioni, annuncio ai poveri — richiamandosi a Isaia 35.5. L'articolo analizza la divergenza fra i due ministeri, la logica redazionale di Matteo e il forte significato cristologico implicito nel riferimento profetico: Gesù è Dio che viene a salvare il suo popolo (Is 35.4).

    Isaia 35.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora s’apriranno gli occhi dei ciechi, e saranno sturati gli orecchi de’ sordi;
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  33. Il Messia Gesù nella casa del fariseo

    A Cafarnao, Gesù accetta l'invito di un fariseo di nome Simone. Durante il pasto, una donna peccatrice unge i suoi piedi con lacrime e profumo. Di fronte al disprezzo di Simone, Gesù racconta una parabola sul perdono e dichiara la donna salvata dalla sua fede. Questo episodio, riferito soltanto da Luca (7,36-50), illustra la contrapposizione fra l'orgoglio religioso dei farisei e l'umiltà pentita che apre alla salvezza.

    Luca 7.44-46 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E voltosi alla donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non m’hai dato dell’acqua ai piedi; ma ella mi ha rigato i piedi di lagrime e li ha asciugati co’ suoi capelli.Tu non m’hai dato alcun bacio; ma ella, da che sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi.Tu non m’hai unto il capo d’olio; ma ella m’ha unto i piedi di profumo.
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  34. Gli spiriti impuri

    Questo articolo esamina l'insegnamento di Gesù sugli spiriti impuri, mettendo in evidenza l'importanza di una vera conversione e della presenza dello Spirito Santo per evitare una ricaduta spirituale dopo la liberazione.

    Matteo 8.24-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ecco farsi in mare una così gran burrasca, che la barca era coperta dalle onde; ma Gesù dormiva.E i suoi discepoli, accostatisi, lo svegliarono dicendo: Signore, salvaci, siam perduti.Ed egli disse loro: Perché avete paura, o gente di poca fede? Allora, levatosi, sgridò i venti ed il mare, e si fece gran bonaccia.E quegli uomini ne restaron maravigliati e dicevano: Che uomo è mai questo che anche i venti e il mare gli ubbidiscono?E quando fu giunto all’altra riva, nel paese de’ Gadareni, gli si fecero incontro due indemoniati, usciti dai sepolcri, così furiosi, che niuno potea passar per quella via.Ed ecco si misero a gridare: Che v’è fra noi e te, Figliuol di Dio? Sei tu venuto qua prima del tempo per tormentarci?Or lungi da loro v’era un gran branco di porci che pasceva.E i demoni lo pregavano dicendo: Se tu ci scacci, mandaci in quel branco di porci.Ed egli disse loro: Andate. Ed essi, usciti, se ne andarono nei porci; ed ecco tutto il branco si gettò a precipizio giù nel mare, e perirono nelle acque.E quelli che li pasturavano fuggirono; e andati nella città raccontarono ogni cosa e il fatto degl’indemoniati.Ed ecco tutta la città uscì incontro a Gesù; e, come lo videro lo pregarono che si partisse dai loro confini.
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  35. Una donna interrompe il Messia Gesù

    Questo articolo analizza un episodio riportato da Luca in cui una donna esprime la propria ammirazione per Gesù, mettendo così in luce il cambiamento sociale dell'epoca. Gesù risponde sottolineando l'importanza di coloro che ascoltano e mettono in pratica i suoi insegnamenti, trascendendo i tradizionali legami familiari.

    Luca 8.19-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or sua madre e i suoi fratelli vennero a lui; e non poteano avvicinarglisi a motivo della folla.E gli fu riferito: Tua madre e i tuoi fratelli son là fuori, che ti voglion vedere.Ma egli, rispondendo, disse loro: Mia madre e miei fratelli son quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.
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  36. La domanda di Pietro

    Questo articolo esplora la domanda posta da Pietro sui destinatari delle parabole di Gesù. Ambientato nei pressi di Capernaum, sottolinea le difficoltà dei discepoli nel comprendere gli insegnamenti, mettendo in luce l'importanza di comprendere il messaggio universale del regno di Dio. Luca è l'unico evangelista a riportare questo specifico intervento di Pietro.

    Luca 12.41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Pietro disse: Signore, questa parabola la dici tu per noi, o anche per tutti?
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  37. Il Messia Gesù motivo di divisioni

    L'articolo esamina come gli insegnamenti di Gesù creino divisioni, secondo i Vangeli. Il messaggio centrale è che seguire Gesù può condurre a conflitti personali e spirituali, ma offre un'opportunità unica di salvezza.

    Luca 12.49-59 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Io son venuto a gettare un fuoco sulla terra; e che mi resta a desiderare, se già è acceso?Ma v’è un battesimo del quale ho da esser battezzato; e come sono angustiato finché non sia compiuto!Pensate voi ch’io sia venuto a metter pace in terra? No, vi dico; ma piuttosto divisione;perché, da ora innanzi, se vi sono cinque persone in una casa, saranno divise tre contro due, e due contro tre;saranno divisi il padre contro il figliuolo, e il figliuolo contro li padre; la madre contro la figliuola, e la figliuola contro la madre; la suocera contro la nuora, e la nuora contro la suocera.Diceva poi ancora alle turbe: Quando vedete una nuvola venir su da ponente, voi dite subito: Viene la pioggia; e così succede.E quando sentite soffiar lo scirocco, dite: Farà caldo, e avviene così.Ipocriti, ben sapete discernere l’aspetto della terra e del cielo; e come mai non sapete discernere questo tempo?E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?Quando vai col tuo avversario davanti al magistrato, fa’ di tutto, mentre sei per via, per liberarti da lui; che talora e’ non ti tragga dinanzi al giudice, e il giudice ti dia in man dell’esecutore giudiziario, e l’esecutore ti cacci in prigione.Io ti dico che non uscirai di là, finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo.
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  38. Il paragone con la crescita del seme

    La pericope 142 analizza il paragone con la crescita del seme (Marco 4.26-29), l'unica parabola presente esclusivamente in Marco. Pronunciata presso Capernaum in Galilea intorno a novembre-dicembre del 31, insegna il mistero del Regno di Dio: crescita divina incomprensibile, ruolo del seminatore umano, progressione graduale della vita spirituale e prospettiva escatologica della mietitura finale.

    Marco 4.26-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Diceva ancora: Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra,e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch’egli stesso ignora.La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l’erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato.E quando il frutto è maturo, subito e’ vi mette la falce perché la mietitura è venuta.
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  39. Altre parabole non riportate

    La pericope PER144 esamina Marco 4.33-34, dove si riconosce che Gesù pronunciò numerose parabole non riportate dagli evangelisti. Ambientato nei pressi di Capernaum nel novembre-dicembre del 31, questo passo rivela la pedagogia progressiva di Gesù: una rivelazione adattata agli ascoltatori, una formazione approfondita dei discepoli e l'importanza della comprensione spirituale. Giovanni stesso riconosce (Gv 20.30; 21.25) che i Vangeli contengono solo una parte degli insegnamenti di Gesù.

    Giovanni 20.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri miracoli, che non sono scritti in questo libro;
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  40. La parabola del tesoro nascosto

    La parabola del tesoro nascosto (Mt 13,44), riportata soltanto da Matteo, insegna che il regno dei cieli ha un valore incomparabile. Un uomo scopre un tesoro sepolto, lo ricopre, poi vende tutto per comprare il campo. Questa parabola illustra la gioia e la determinazione di colui che riconosce il valore supremo del Regno, pronto a sacrificare tutto per ottenerlo. Risuona in modo particolare con il percorso personale di Matteo, che aveva lasciato tutto per seguire Gesù.

    Matteo 13.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il regno de’ cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per l’allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.
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  41. Conclusione del Messia Gesù

    La pericope 150 chiude il discorso in parabole di Matteo 13. Gesù chiede ai suoi discepoli se hanno capito, poi descrive il discepolo ideale come uno scriba istruito nel regno, capace di trarre dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Questo passo sottolinea la complementarità dell'Antico e del Nuovo Testamento e la responsabilità degli insegnanti di trasmettere fedelmente l'insegnamento del Messia.

    Matteo 13.51-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Avete intese tutte queste cose? Essi gli risposero: Sì.Allora disse loro: Per questo, ogni scriba ammaestrato pel regno de’ cieli è simile ad un padron di casa il quale trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie.Or quando Gesù ebbe finite queste parabole, partì di là.
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  42. Il Messia Gesù placa la tempesta

    Dopo un'intensa giornata di insegnamento, Gesù attraversa il lago di Tiberiade con i suoi discepoli. Scoppia una violenta tempesta che minaccia di affondare la barca. Svegliato dai discepoli in preda al panico, Gesù ordina agli elementi di tacere e subito si fa una grande calma. Questo episodio, riportato da Matteo, Marco e Luca, rivela l'autorità divina di Gesù sulla natura e insegna l'importanza di una fede incrollabile anche nel cuore delle prove.

    Marco 4.35-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel medesimo giorno, fattosi sera, Gesù disse loro: Passiamo all’altra riva.E i discepoli, licenziata la moltitudine, lo presero, così com’era, nella barca. E vi erano delle altre barche con lui.Ed ecco levarsi un gran turbine di vento che cacciava le onde nella barca, talché ella già si riempiva.Or egli stava a poppa, dormendo sul guanciale. I discepoli lo destano e gli dicono: Maestro, non ti curi tu che noi periamo?Ed egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: Taci, calmati! E il vento cessò, e si fece gran bonaccia.Ed egli disse loro: Perché siete così paurosi? Come mai non avete voi fede?Ed essi furon presi da gran timore e si dicevano gli uni agli altri: Chi è dunque costui, che anche il vento ed il mare gli obbediscono?
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  43. La guarigione dell'indemoniato di Gadara

    La pericope 152 narra la guarigione dell'indemoniato di Gadara, riportata da Matteo (8.28-34), Marco (5.1-20) e Luca (8.26-40). Gesù arriva nel territorio di Gadara, incontra uomini posseduti che vivono fra le tombe e libera i demoni mandandoli in una mandria di porci che annegano nel lago. Questo episodio manifesta la potenza sovrana del Messia sulle forze demoniache e il suo ministero che si estende oltre i confini d'Israele.

    Luca 8.26-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E navigarono verso il paese dei Geraseni che è dirimpetto alla Galilea.E quando egli fu smontato a terra, gli si fece incontro un uomo della città, il quale era posseduto da demoni, e da lungo tempo non indossava vestito, e non abitava casa ma stava ne’ sepolcri.Or quando ebbe veduto Gesù, dato un gran grido, gli si prostrò dinanzi, e disse con gran voce: Che v’è fra me e te, o Gesù, Figliuolo dell’Iddio altissimo? Ti prego, non mi tormentare.Poiché Gesù comandava allo spirito immondo d’uscir da quell’uomo; molte volte infatti esso se n’era impadronito; e benché lo si fosse legato con catene e custodito in ceppi, avea spezzato i legami, ed era portato via dal demonio ne’ deserti.E Gesù gli domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Legione; perché molti demoni erano entrati in lui.Ed essi lo pregavano che non comandasse loro d’andar nell’abisso.Or c’era quivi un branco numeroso di porci che pascolava pel monte; e que’ demoni lo pregarono di permetter loro d’entrare in quelli. Ed egli lo permise loro.E i demoni, usciti da quell’uomo, entrarono ne’ porci; e quel branco si avventò a precipizio giù nel lago ed affogò.E quando quelli che li pasturavano videro ciò ch’era avvenuto, se ne fuggirono e portaron la notizia in città e per la campagna.E la gente uscì fuori a veder l’accaduto; e venuta a Gesù, trovò l’uomo, dal quale erano usciti i demoni, che sedeva a’ piedi di Gesù, vestito ed in buon senno; e s’impaurirono.E quelli che aveano veduto, raccontarono loro come l’indemoniato era stato liberato.E l’intera popolazione della circostante regione de’ Geraseni pregò Gesù che se n’andasse da loro; perch’eran presi da grande spavento. Ed egli, montato nella barca, se ne tornò indietro.E l’uomo dal quale erano usciti i demoni, lo pregava di poter stare con lui, ma Gesù lo licenziò, dicendo:Torna a casa tua, e racconta le grandi cose che Iddio ha fatte per te. Ed egli se ne andò per tutta la città, proclamando quanto grandi cose Gesù avea fatte per lui.Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti lo stavano aspettando.
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  44. La guarigione della figlia di Iairo interrotta

    La pericope 153 racconta l'inizio dell'episodio della figlia di Giairo a Cafarnao (febbraio-marzo del 32 d.C.). Capo della sinagoga, Giairo supplica Gesù di guarire la sua unica figlia di 12 anni. Ma Gesù, trattenuto dalla folla, non arriva in tempo: la bambina muore. Questo racconto sinottico (Mt 9.18-19; Mc 5.21-24; Lc 8.40-42) solleva la questione della fede di Giairo di fronte alla prova della morte.

    Matteo 9.18-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Mentr’egli diceva loro queste cose, ecco uno dei capi della sinagoga, accostatosi, s’inchinò dinanzi a lui e gli disse: La mia figliuola è pur ora trapassata; ma vieni, metti la mano su lei ed ella vivrà.E Gesù, alzatosi, lo seguiva co’ suoi discepoli.
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  45. La guarigione della figlia di Giairo

    La pericope 155 narra la risurrezione della figlia di Giairo da parte del Messia Gesù a Cafarnao (febbr.-marzo del 32). Giairo, capo della sinagoga, si prostra davanti a Gesù per implorare la guarigione della figlia moribonda. Nonostante il ritardo causato dalla guarigione di una donna emorroissa, Gesù si reca alla casa, pronuncia «Talitha kum» e risuscita la ragazzina. Questo miracolo testimonia la sua autorità sulla morte e invita alla fede anche nelle situazioni disperate.

    Marco 5.35-43 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Mentr’egli parlava ancora, ecco arrivar gente da casa del capo della sinagoga, che gli dice: La tua figliuola è morta; perché incomodare più oltre il Maestro?Ma Gesù, inteso quel che si diceva, disse al capo della sinagoga: Non temere; solo abbi fede!E non permise ad alcuno di accompagnarlo, salvo che a Pietro, a Giacomo e a Giovanni, fratello di Giacomo.E giungono a casa del capo della sinagoga; ed egli vede del tumulto e gente che piange ed urla forte.Ed entrato, dice loro: Perché fate tanto strepito e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme.E si ridevano di lui. Ma egli, messili tutti fuori, prende seco il padre la madre della fanciulla e quelli che eran con lui, ed entra là dove era la fanciulla.E presala per la mano le dice: Talithà cumì! che interpretato vuole dire: Giovinetta, io tel dico, lèvati!E tosto la giovinetta s’alzò e camminava, perché avea dodici anni. E furono subito presi da grande stupore;ed egli comandò loro molto strettamente che non lo risapesse alcuno: e disse loro che le fosse dato da mangiare.
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  46. Invio dei dodici apostoli

    La pericope 162 racconta l'invio dei dodici apostoli da parte di Gesù in Galilea, alcune settimane prima della Pasqua (marzo 32 d.C.). Riportato da Matteo (10.1-15), Marco (6.6-13) e Luca (9.1-6), questo episodio mostra i discepoli inviati a due a due per predicare il regno, guarire e scacciare i demòni. Ogni evangelista apporta la propria prospettiva sulle istruzioni di viaggio e sulla natura della missione.

    Luca 9.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ora Gesù, chiamati assieme i dodici, diede loro potestà ed autorità su tutti i demoni e di guarir le malattie.E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl’infermi.E disse loro: Non prendete nulla per viaggio: né bastone, né sacca, né pane, né danaro, e non abbiate tunica di ricambio.E in qualunque casa sarete entrati, in quella dimorate e da quella ripartite.E quant’è a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro città, scotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro a loro.Ed essi, partitisi, andavano attorno di villaggio in villaggio, evangelizzando e facendo guarigioni per ogni dove.
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  47. Morte di Giovanni il Battista

    La pericope 163 analizza la reazione di Erode Antipa davanti alla fama di Gesù, che egli identifica con Giovanni il Battista risuscitato. Attraverso un confronto sinottico di Matteo 14.1-2, Marco 6.14-16 e Luca 9.7-9, l'articolo esplora le convergenze e le differenze tra i tre racconti, il contesto politico in Galilea nel marzo del 32 d.C. e il peso della colpa di Erode dopo l'uccisione di Giovanni il Battista.

    Luca 9.7-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ora, Erode il tetrarca udì parlare di tutti que’ fatti; e n’era perplesso, perché taluni dicevano: Giovanni è risuscitato dai morti;altri dicevano: E’ apparso Elia; ed altri: E’ risuscitato uno degli antichi profeti.Ma Erode disse: Giovanni l’ho fatto decapitare; chi è dunque costui del quale sento dir tali cose? E cercava di vederlo.
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  48. Richiamo dell'arresto di Giovanni il Battista

    La pericope PER164 richiama le circostanze dell'arresto di Giovanni il Battista, narrate da Matteo (14.3-5) e Marco (6.17-20). Giovanni fu imprigionato per aver denunciato pubblicamente il matrimonio illecito di Erode Antipa con Erodiade, ex moglie di suo fratello. Marco offre un ritratto sfumato di Erode, ambiguo e affascinato da Giovanni, mentre Matteo insiste sul suo timore della folla. È Erodiade a spingere alla morte del profeta, detenuto a Macheronte nel marzo del 32 d.C.

    Matteo 14.3-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; perché Giovanni gli diceva:E’ non t’è lecito d’averla.E benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta.
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  49. Richiamo alle circostanze dell'assassinio di Giovanni Battista

    La pericope 165 analizza le circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista secondo Matteo (14.6-12) e Marco (6.21-29). In Galilea, nel marzo del 32 d.C., Erode Antipa cede alla manipolazione di Erodiade attraverso la danza di Salome e fa decapitare il profeta. L'articolo sottolinea il parallelo tra il martirio di Giovanni e quello di Gesù, due figure messianiche ingiustamente condannate e sepolte in un sepolcro.

    Matteo 14.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo Erode, il tetrarca, udì la fama di Gesù,e disse ai suoi servitori: Costui è Giovanni Battista; egli è risuscitato dai morti, e però agiscono in lui le potenze miracolose.Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; perché Giovanni gli diceva:E’ non t’è lecito d’averla.E benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta.
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  50. Il ritorno degli apostoli

    Dopo la loro missione di evangelizzazione in Galilea, gli apostoli tornano da Gesù e gli rendono conto della loro attività. Marco sottolinea la loro stanchezza e il bisogno di riposo in un luogo deserto, mentre Luca precisa che il ritiro avviene verso Betsaida. Questa pericope mette in luce la compassione di Gesù verso i suoi discepoli, l'importanza del riposo nel ministero e la pratica del rendiconto apostolico. L'evento si colloca in Galilea nel marzo del 32.

    Luca 9.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E gli apostoli, essendo ritornati, raccontarono a Gesù tutte le cose che aveano fatte; ed egli, presili seco, si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsaida.
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  51. Il Messia Gesù si apparta con i suoi discepoli

    PER167 descrive il ritiro di Gesù e dei suoi discepoli verso Betsaida per riposarsi dopo un'intensa missione di evangelizzazione in Galilea, subito prima della Pasqua di aprile dell'anno 32. L'analisi sinottica di Matteo 14,13-14, Marco 6,31-32, Luca 9,10-11 e Giovanni 6,1-4 mostra convergenze e sfumature: il desiderio di isolamento, la folla che lo segue, le guarigioni e l'insegnamento. Questo episodio precede direttamente la moltiplicazione dei pani.

    Matteo 14.13-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Udito ciò, Gesù si ritirò di là in barca verso un luogo deserto, in disparte; e le turbe, saputolo, lo seguitarono a piedi dalle città.E Gesù, smontato dalla barca, vide una gran moltitudine; n’ebbe compassione, e ne guarì gl’infermi.
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  52. Partenza per Betania al di là del Giordano

    L'articolo racconta il viaggio di Gesù da Gerusalemme a Betania, con tappe a Betania al di là del Giordano e a Gerico, dove compie miracoli. Deliberatamente ritardato, Gesù arriva e risuscita Lazzaro, scatenando una reazione delle autorità religiose.

    Giovanni 11.1-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or v’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella.Maria era quella che unse il Signore d’olio odorifero e gli asciugò i piedi co’ suoi capelli; e Lazzaro, suo fratello, era malato.Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami è malato.Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d’essa il Figliuol di Dio sia glorificato.Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.Come dunque ebbe udito ch’egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dov’era;poi dopo, disse a’ discepoli: Torniamo in Giudea!I discepoli gli dissero: Maestro, i Giudei cercavano or ora di lapidarti, e tu vuoi tornar là?Gesù rispose: Non vi son dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui.Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo.Perciò i discepoli gli dissero: Signore, s’egli dorme, sarà salvo.Or Gesù avea parlato della morte di lui; ma essi pensarono che avesse parlato del dormir del sonno.Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto;e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo a lui!Allora Toma, detto Didimo, disse ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi, per morire con lui!Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro.Or Betania non distava da Gerusalemme che circa quindici stadi;e molti Giudei eran venuti da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.Come dunque Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;e anche adesso so che tutto quel che chiederai a Dio, Dio te lo darà.Gesù le disse: Tuo fratello risusciterà.Marta gli disse: Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno.Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà;e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?Ella gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo.E detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: il Maestro è qui, e ti chiama.Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e venne a lui.Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta l’aveva incontrato.Quando dunque i Giudei ch’erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria s’era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe veduto, gli si gettò a’ piedi dicendogli: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch’eran venuti con lei piangere anch’essi, fremé nello spirito, si conturbò, e disse:Dove l’avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere!Gesù pianse.Onde i Giudei dicevano: Guarda come l’amava!Ma alcuni di loro dicevano: Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, fare anche che questi non morisse?Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura.Gesù disse: Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno.Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?Tolsero dunque la pietra. E Gesù, alzati gli occhi in alto, disse: Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito.Io ben sapevo che tu m’esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu m’hai mandato.E detto questo, gridò con gran voce: Lazzaro vieni fuori!E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d’uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare.
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