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La guarigione del servo dell'ufficiale romano

L'articolo esplora la guarigione, da parte di Gesù, del servo di un ufficiale romano a Cafarnao, una dimostrazione di fede fuori dal comune e dell'autorità di Gesù su tutti i popoli.

4 min guarigione ufficiale romano Gesù Cafarnao Vangeli 3 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 8.5-13 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or quand’egli fu entrato in Capernaum, un centurione venne a lui pregandolo e dicendo:

Signore, il mio servitore giace in casa paralitico, gravemente tormentato.

Gesù gli disse: Io verrò e lo guarirò. Ma il centurione, rispondendo disse:

Signore, io non son degno che tu entri sotto al mio tetto ma di’ soltanto una parola e il mio servitore sarà guarito.

Poiché anch’io son uomo sottoposto ad altri ed ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: Va’, ed egli va; e ad un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo, ed egli lo fa.

E Gesù, udito questo, ne restò maravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato cotanta fede.

Or io vi dico che molti verranno di Levante e di Ponente e sederanno a tavola con Abramo e Isacco e Giacobbe, nel regno dei cieli;

ma i figliuoli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori. Quivi sarà il pianto e lo stridor dei denti.

E Gesù disse al centurione: Va’: e come hai creduto, siati fatto. E il servitore fu guarito in quell’ora stessa.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 7.1-10 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Dopo ch’egli ebbe finiti tutti i suoi ragionamenti al popolo che l’ascoltava, entrò in Capernaum.

Or il servitore d’un certo centurione, che l’avea molto caro, era malato e stava per morire;

e il centurione, avendo udito parlar di Gesù, gli mandò degli anziani de’ giudei per pregarlo che venisse a salvare il suo servitore.

Ed essi, presentatisi a Gesù, lo pregavano istantemente, dicendo: Egli è degno che tu gli conceda questo;

perché ama la nostra nazione, ed è lui che ci ha edificata la sinagoga.

E Gesù s’incamminò con loro; e ormai non si trovava più molto lontano dalla casa, quando il centurione mandò degli amici a dirgli: Signore, non ti dare questo incomodo, perch’io non son degno che tu entri sotto il mio tetto;

e perciò non mi son neppure reputato degno di venire da te; ma dillo con una parola, e sia guarito il mio servitore.

Poiché anch’io son uomo sottoposto alla potestà altrui, ed ho sotto di me de’ soldati; e dico ad uno: Va’, ed egli va; e ad un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servitore: Fa’ questo, ed egli lo fa.

Udito questo, Gesù restò maravigliato di lui; e rivoltosi alla moltitudine che lo seguiva, disse: Io vi dico che neppure in Israele ho trovato una cotanta fede!

E quando gl’inviati furon tornati a casa, trovarono il servitore guarito.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: L'ingresso di Cafarnao, in Galilea

Data: Dopo il pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme, il 5 aprile 31

Metodo di lavoro: Proseguiremo con Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Matteo prosegue il suo racconto

Capernaum

Al suo arrivo a Cafarnao, un ufficiale romano si è rivolto al Messia Gesù.

La guarigione del servo dell'ufficiale romano

La guarigione del servo dell'ufficiale romano

Commenti

Matteo e Luca riportano una guarigione sorprendente sotto molti aspetti.

È uno straniero, ma non uno straniero qualsiasi: un invasore romano che chiede l'aiuto di Gesù.

Chiede la guarigione per il suo servo e rifiuta che il Messia Gesù si rechi a casa sua, perché si considera indegno di un tale onore.

Matteo ha scelto di citare questo esempio straordinario, rischiando di urtare i suoi lettori ebrei. Infatti, questo soldato simboleggia l'occupazione del paese d'Israele.

Sembra che Matteo cerchi di delineare l'autorità e l'influenza di Gesù in quanto Messia, che non si limitano al solo popolo ebraico, ma si estendono anche ai capi della società, compresi quelli stranieri.

L'uomo in questione non agisce per interesse personale, ma soltanto per compassione verso il suo schiavo, il che sorprende in un soldato di tale rango.

Gesù non ha evitato i soldati . Per esempio, a , un ufficiale aveva chiesto il suo aiuto per guarire il figlio (Giovanni 4.46-54). Questo racconto di Giovanni, risalente alla fine del primo secolo, non suscita più gli stessi interrogativi sollevati al tempo della stesura di Matteo, intorno all'anno 44, secondo le nostre analisi.

Tuttavia, ciò che sorprende maggiormente è il seguito degli eventi. L'ufficiale rifiuta che il Maestro venga da lui, ritenendosi indegno di riceverlo sotto il proprio tetto. Come il lebbroso precedente, chiama Gesù "Maestro" e riconosce la sua autorità sulla malattia. Matteo ci dipinge il ritratto di un uomo eccezionale, dotato di grande fede, che chiede soltanto una parola del Messia per ordinare la guarigione del suo schiavo.

Gesù espresse la propria ammirazione per l'ufficiale, un'osservazione molto rara nei Vangeli. È Luca a riportare questa considerazione in seguito alle sue ricerche, mentre Matteo si limita a menzionare che il servo fu immediatamente guarito. Luca aggiunge anche che l'ufficiale era accompagnato da altri servi, che confermarono i fatti sul posto.

Ci si potrebbe chiedere perché Matteo non abbia menzionato l'ammirazione del Messia Gesù per questo ufficiale. Forse perché era un soldato, straniero e occupante, e in Israele non vi erano esempi altrettanto notevoli.