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Parabola del re e del servo

La parabola del re e del servo (Mt 18.23-35), raccontata a Cafarnao nel settembre del 32, è esclusiva di Matteo. Illustra l’importanza capitale del perdono mettendo a confronto un debito immenso di 10.000 talenti, condonato da un re misericordioso, con un piccolo debito di 100 monete, rifiutato dal servo perdonato. L’insegnamento centrale: coloro che Dio perdona devono a loro volta perdonare, pena la perdita della grazia ricevuta.

9 min parabola perdono servo spietato re debito 13 versetti 6 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 18.23-35 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Perciò il regno de’ cieli è simile ad un re che volle fare i conti co’ suoi servitori.

E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, ch’era debitore di diecimila talenti.

E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant’avea, e che il debito fosse pagato.

Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto.

E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito.

Ma quel servitore, uscito, trovò uno de’ suoi conservi che gli dovea cento denari; e afferratolo, lo strangolava, dicendo: Paga quel che devi!

Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò.

Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione, finché avesse pagato il debito.

Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e andarono a riferire al loro signore tutto l’accaduto.

Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: Malvagio servitore, io t’ho rimesso tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti;

non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, com’ebbi anch’io pietà di te?

E il suo signore, adirato, lo diede in man degli aguzzini fino a tanto che avesse pagato tutto quel che gli doveva.

Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognun di voi non perdona di cuore al proprio fratello.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Cafarnao in Galilea

Data: Settembre del 32

Metodo: Continuiamo con Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Matteo è il solo a narrare questa

Mappa di Cafarnao

Il Messia Gesù parla ora del perdono con una .

Parabola del re e del servo

Gesù che si rivolge alla folla

Commenti

I passi di Matteo 18.15-22 e di Luca 17.3-4 trattano il principio del perdono. Matteo introduce poi la del servo spietato per rafforzare nella mente dei suoi lettori l’importanza capitale del perdono.

Un aspetto cruciale di questa sta nella distinzione tra le due somme menzionate. Matteo indica specificamente 10.000 talenti nel primo caso e 100 monete d’argento nel secondo.

La affronta il tema del condono di un debito, ovvero del perdono. Paragona il regno dei cieli a un re. L’espressione «regno dei cieli» designa la salvezza offerta da Dio agli esseri umani. L’insegnamento di questa si rivolge a coloro che l’hanno ascoltata e a tutti quelli che la leggono negli scritti di Matteo.

Il

Il perdono di Dio permette all’uomo di accedere al regno dei cieli, un tesoro inestimabile. Secondo questo insegnamento, coloro i cui peccati sono perdonati devono a loro volta perdonare chi li ha offesi (Matteo 18.21-22, Efesini 4.32).

Consideriamo per un momento il potenziale impatto dell’applicazione di questo principio fondamentale sulla vita di ciascuno. È altrettanto opportuno esaminare le implicazioni del . L’insegnamento del Messia Gesù contrasta nettamente con i princìpi umani tradizionali, spesso riassunti nell’espressione «occhio per occhio e dente per dente» (Esodo 21.24, Levitico 24.20 e Matteo 5.38).

Matteo 5.38-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente.Ma io vi dico: Non contrastate al malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra;ed a chi vuol litigar teco e toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello.E se uno ti vuol costringere a far seco un miglio, fanne con lui due.Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un imprestito, non voltar le spalle.

È chiaro che l’applicazione dei princìpi promulgati dal Messia Gesù provocherebbe una trasformazione significativa della nostra società e potrebbe offrire soluzioni ai numerosi problemi che affliggono la società moderna.

Ritroviamo lo stesso tema del perdono in altri passi dei Vangeli, come:

  • Luca 7.41-50 : La dei due debitori, in cui Gesù spiega a Simone il che colui al quale è stato condonato un grande debito ama di più.
  • Matteo 6.12-15 : Gesù insegna che il perdono accordato agli altri è legato al perdono che riceviamo da Dio.
  • Luca 15.11-32 : La del figliol prodigo, che illustra la misericordia del Padre verso il figlio pentito.
  • Marco 11.25 : Gesù insiste sull’importanza di perdonare gli altri affinché Dio ci perdoni.

Questi passi mettono in luce l’idea che il perdono è essenziale nel rapporto con Dio e con gli altri.