PER176

Pietro riconosce Gesù come il Messia

La pericope 176 narra la confessione di Pietro, che riconosce Gesù come il Messia, riportata solo da Giovanni (6.62-71). Dopo l'abbandono in massa di molti discepoli, Gesù interroga i Dodici sul loro impegno. Pietro risponde con una notevole proclamazione di fede. L'articolo esplora la tensione tra sovranità divina e libertà umana, e si conclude con la menzione di Giuda Iscariota, che ricorda come nulla sfugga allo sguardo di Dio.

8 min Pietro Messia confessione di fede Giovanni 6 discepoli 9 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 6.62-71 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E che sarebbe se vedeste il Figliuol dell’uomo ascendere dov’era prima?

E’ lo spirito quel che vivifica; la carne non giova nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.

Ma fra voi ve ne sono alcuni che non credono. Poiché Gesù sapeva fin da principio chi eran quelli che non credevano, e chi era colui che lo tradirebbe.

E diceva: Per questo v’ho detto che niuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre.

D’allora molti de’ suoi discepoli si ritrassero indietro e non andavan più con lui.

Perciò Gesù disse ai dodici: Non ve ne volete andare anche voi?

Simon Pietro gli rispose: Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna;

e noi abbiam creduto e abbiam conosciuto che tu sei il Santo di Dio.

Gesù rispose loro: Non ho io scelto voi dodici? Eppure, un di voi è un diavolo.

Or egli parlava di Giuda, figliuol di Simone Iscariota, perché era lui, uno di quei dodici, che lo dovea tradire.

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Dopo essere uscito dalla di Cafarnao

Data: Un di maggio dell'anno 32 d.C., dopo la Pasqua di lunedì 12 aprile dell'anno 32 d.C.

Metodo di lavoro: Continuiamo con Giovanni

Nota sul metodo di lavoro: Giovanni è l'unico a riportare questo fatto

Gennesaret

Sebbene l'abbandono dei discepoli abbia rattristato Gesù, la confessione di Pietro gli portò conforto.

Pietro riconosce Gesù come il Messia

Pietro riconosce Gesù come il Messia

Ecco alcuni punti per spiegare questo versetto:

Il Messia Gesù preferisce discepoli di fede a molti seguaci senza convinzione. Incoraggia gli increduli ad andarsene, desiderando prima di tutto la verità.

Il risultato non si fa attendere a lungo: un gran numero di discepoli se ne va, ci precisa Giovanni 6.66.

Come comprendere la parola del Messia Gesù citata in

Giovanni 6.65 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
E diceva: Per questo v’ho detto che niuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre.

Queste persone hanno beneficiato della stessa grazia di quelli che sono rimasti?

Ecco alcuni punti per spiegare questo versetto:

La sovranità di Dio: Il Messia Gesù ricorda che la fede non è semplicemente una decisione umana, ma dipende dall'azione di Dio. Ciò mette in luce la sovranità di Dio nel processo della salvezza.

Un appello all'umiltà: Questo versetto invita a riconoscere che la fede è un dono immeritato, il che spinge all'umiltà e alla gratitudine verso Dio.

Un legame con Giovanni 6.44: Questo passo fa eco a

Giovanni 6.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

Ciò mostra che l'iniziativa della salvezza viene da Dio.

Un incoraggiamento alla fede: Per chi crede, questo versetto è la certezza che la sua fede è frutto dell'opera di Dio in lui.

Dio voleva che tutti questi uomini fossero salvati (1 Timoteo 2.4); tuttavia, questo desiderio divino va compreso nel contesto della libertà umana. Dio offre la salvezza a tutti, ma non costringe nessuno ad accettarla. La fede e la risposta a questo appello sono scelte personali. Alcuni possono rifiutare questa offerta, il che spiega perché non tutti siano salvati nonostante il desiderio di Dio.

Questo paradosso mette in luce la tensione tra la sovranità di Dio e la responsabilità umana.

Poi arriva la grande domanda agli apostoli:

Giovanni 6.67 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Perciò Gesù disse ai dodici: Non ve ne volete andare anche voi?

Il Messia Gesù pone i Dodici davanti a una scelta chiara. Questa domanda non è un'accusa, ma un invito a riflettere sul loro impegno verso di lui. Questo momento mette in luce la fede dei discepoli rimasti. Il Messia Gesù non costringe nessuno a seguirlo. Rispetta la libertà di ciascuno, anche se ciò significa che alcuni scelgano di andarsene.

è mozzafiato:

Giovanni 6.68-69 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Simon Pietro gli rispose: Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna;e noi abbiam creduto e abbiam conosciuto che tu sei il Santo di Dio.

Che proclamazione straordinaria, ma soprattutto che differenza tra la vita di Pietro e degli apostoli e quella dei discepoli che se ne sono andati. Ecco, in sintesi, l'essenza della vita cristiana.

Tuttavia, il Messia Gesù prosegue aggiungendo una frase complessa che gli apostoli, a quanto pare, non hanno compreso.

Gesù rispose loro:

Giovanni 6.70-71 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Gesù rispose loro: Non ho io scelto voi dodici? Eppure, un di voi è un diavolo.Or egli parlava di Giuda, figliuol di Simone Iscariota, perché era lui, uno di quei dodici, che lo dovea tradire.

Giuda Iscariota era presente, e Giovanni conclude dicendo che Gesù si riferiva a lui a motivo del suo tradimento.

Così si conclude il racconto di Giovanni, che ci ha appena descritto una giornata difficile. Ci dimostra che nulla sfugge all'occhio di Dio e che ogni tentativo di dissimulazione è vano.