Étude 1 sur 35 · La mission des 12 Apôtres

  1. Étude 1 : La mission des 12 Apôtres
  2. Étude 2 : Les résultats du sermon sur la montagne
  3. Étude 3 : Le Messie Jésus, avec ses disciples, annonce le royaume de Dieu
  4. Étude 4 : Enseignement du Messie Jésus sur l'inquiétude
  5. Étude 5 : La parabole de l'ivraie et du froment
  6. Étude 6 : La comparaison avec la croissance de la semence
  7. Étude 7 : La parabole du grain de sénevé
  8. Étude 8 : La parabole du levain
  9. Étude 9 : Explication le soir de différentes paraboles (l'ivraie)
  10. Étude 10 : L'épreuve de la consécration
  11. Étude 11 : Le Messie Jésus annonce ses futures souffrances, réaction de Pierre
  12. Étude 12 : Une parole du Messie Jésus bien étrange
  13. Étude 13 : Discours sur l'humilité
  14. Étude 14 : Les scandales et les occasions de chutes
  15. Étude 15 : Les hommes qui veulent suivre le Messie Jésus
  16. Étude 16 : Le Messie Jésus envoie 70 disciples
  17. Étude 17 : La graine de moutarde et le levain
  18. Étude 18 : Enseignements du Messie Jésus sur la route de Jérusalem
  19. Étude 19 : Parabole de l'invité prétentieux
  20. Étude 20 : L'aspect spirituel du royaume
  21. Étude 21 : Le grain de sénevé
  22. Étude 22 : Le levain
  23. Étude 23 : Le filet
  24. Étude 24 : Le serviteur impitoyable
  25. Étude 25 : Les deux fils
  26. Étude 26 : Les noces du fils du roi
  27. Étude 27 : Le serviteur fidèle
  28. Étude 28 : Les dix jeunes filles
  29. Étude 29 : Enseignement journalier dans le Temple
  30. Étude 30 : La parabole des deux fils
  31. Étude 31 : La parabole du festin des noces
  32. Étude 32 : La parabole du figuier
  33. Étude 33 : Dispute des disciples au sujet de la prééminence
  34. Étude 34 : Daniel 2 – La statue et les royaumes : quand Dieu révèle le sens de l’histoire
  35. Étude 35 : L'introduction de Luc

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • La missione dei dodici apostoli

    L'articolo analizza la missione dei dodici apostoli secondo Matteo, Marco e Luca, sottolineando la priorità degli ebrei nel piano della salvezza e le direttive date da Gesù per proclamare il regno di Dio.

    Luca 9.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ora Gesù, chiamati assieme i dodici, diede loro potestà ed autorità su tutti i demoni e di guarir le malattie.E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl’infermi.E disse loro: Non prendete nulla per viaggio: né bastone, né sacca, né pane, né danaro, e non abbiate tunica di ricambio.E in qualunque casa sarete entrati, in quella dimorate e da quella ripartite.E quant’è a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro città, scotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro a loro.Ed essi, partitisi, andavano attorno di villaggio in villaggio, evangelizzando e facendo guarigioni per ogni dove.
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  • I risultati del discorso della montagna

    PER108 conclude il discorso della montagna secondo Matteo 7.28-29. La folla e i discepoli sono colpiti dall'autorità unica di Gesù, così diversa da quella dei farisei. Attraverso 23 punti, Gesù ha delineato il ritratto del vero discepolo, un ideale impossibile da raggiungere senza una trasformazione profonda. La folla intravede in lui il Messia e aspira a questa nuova vita che egli propone.

    Giovanni 6.68 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Simon Pietro gli rispose: Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna;
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  • Il Messia Gesù, con i suoi discepoli, annuncia il regno di Dio

    L'articolo esplora come Gesù annunciava il regno di Dio con i suoi discepoli, sottolineando l'importanza delle donne che sostenevano queste missioni e la distinzione fra predicare e annunciare secondo Luca.

    Luca 8.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne in appresso che egli andava attorno di città in città e di villaggio in villaggio, predicando ed annunziando la buona novella del regno di Dio;e con lui erano i dodici e certe donne che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni,e Giovanna, moglie di Cuza, amministratore d’Erode, e Susanna ed altre molte che assistevano Gesù ed i suoi coi loro beni.
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  • Insegnamento del Messia Gesù sulla preoccupazione

    Gesù insegna a non preoccuparsi per i bisogni materiali, illustrando la provvidenza divina attraverso esempi tratti dalla natura e insistendo sulla priorità del Regno di Dio.

    Deuteronomio 14.12-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    ma ecco quelli dei quali non dovete mangiare: l’aquila, l’ossifraga e l’aquila di mare;il nibbio, il falco e ogni specie d’avvoltoio;ogni specie di corvo;lo struzzo, il barbagianni, il gabbiano e ogni specie di sparviere,il gufo, l’ibi, il cigno;il pellicano, il tuffolo, lo smergo;la cicogna, ogni specie di airone, l’upupa e il pipistrello.
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  • La parabola della zizzania e del frumento

    La parabola della zizzania e del grano (Matteo 13.24-30), presente solo in Matteo, insegna la coesistenza del bene e del male nel mondo fino al giudizio finale. Gesù vi illustra la pazienza di Dio, che rimanda la separazione tra giusti e malvagi fino alla mietitura escatologica, affidata agli angeli. Questa parabola si inserisce in una profonda riflessione biblica sull'apparente prosperità dei malvagi, condivisa da Abacuc, Asaf, Geremia e Giobbe.

    Matteo 13.24-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un uomo che ha seminato buona semenza nel suo campo.Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò delle zizzanie in mezzo al grano e se ne andò.E quando l’erba fu nata ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie.E i servitori del padron di casa vennero a dirgli: Signore, non hai tu seminato buona semenza nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?Ed egli disse loro: Un nemico ha fatto questo. E i servitori gli dissero: Vuoi tu che l’andiamo a cogliere?Ma egli rispose: No, che talora, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insiem con esse il grano.Lasciate che ambedue crescano assieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura, io dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio.
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  • Il paragone con la crescita del seme

    La pericope 142 analizza il paragone con la crescita del seme (Marco 4.26-29), l'unica parabola presente esclusivamente in Marco. Pronunciata presso Capernaum in Galilea intorno a novembre-dicembre del 31, insegna il mistero del Regno di Dio: crescita divina incomprensibile, ruolo del seminatore umano, progressione graduale della vita spirituale e prospettiva escatologica della mietitura finale.

    Marco 4.26-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Diceva ancora: Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra,e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch’egli stesso ignora.La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l’erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato.E quando il frutto è maturo, subito e’ vi mette la falce perché la mietitura è venuta.
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  • La parabola del granello di senape

    La parabola del granello di senape (Mt 13.31-32; Mc 4.30-32; Lc 13.18-19) illustra il Regno di Dio attraverso un seme minuscolo che diventa un grande albero. Pronunciata presso Capernaum nel 31 d.C., insegna che il Regno inizia umilmente ma conosce una crescita straordinaria, offrendo rifugio e accoglienza a tutti. Invita alla fede, alla pazienza e alla fiducia in Dio per la crescita spirituale.

    Luca 13.18-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Diceva dunque: A che è simile il regno di Dio, e a che l’assomiglierò io?Esso è simile ad un granel di senapa che un uomo ha preso e gettato nel suo orto; ed è cresciuto ed è divenuto albero; e gli uccelli del cielo si son riparati sui suoi rami.
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  • La parabola del lievito

    La parabola del lievito (Mt 13.33-35; Lc 13.20-21) illustra la crescita discreta ma potente del regno di Dio. Come il lievito trasforma tutto l'impasto, il regno agisce progressivamente nei cuori. Matteo collega questo insegnamento all'adempimento del Salmo 78.2. Ogni credente è chiamato a svolgere un ruolo attivo in questa diffusione. Pronunciata nei pressi di Capernaum verso novembre-dicembre del 31, è la quarta parabola del grande discorso di Matteo 13.

    Salmi 78.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Io aprirò la mia bocca per proferir parabole, esporrò i misteri de’ tempi antichi.
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  • Spiegazione serale di diverse parabole (la zizzania)

    PER146 riporta la spiegazione data da Gesù ai suoi discepoli a proposito della parabola della zizzania (Mt 13.36-43), testimonianza esclusiva di Matteo. Gesù vi svela un metodo di interpretazione su tre assi: identificazione simbolica degli elementi, dimensione escatologica e applicazione pratica. Questo passo si inserisce nel discorso delle sette parabole del Regno di Dio raccolte da Matteo nel capitolo 13.

    Matteo 13.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il regno de’ cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per l’allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • La prova della consacrazione

    La pericope PER175 racconta, secondo l'unica testimonianza di Giovanni (Gv 6,60-61), la reazione di numerosi discepoli che, scandalizzati dal discorso sul pane della vita pronunciato a Cafarnao, scelgono di abbandonare il Messia Gesù. Questo momento di prova rivela la distanza tra le attese politiche messianiche e la proposta spirituale di Gesù, invitando il lettore a una riflessione profonda sulla natura autentica della fede e della consacrazione.

    Giovanni 6.60-61 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Onde molti dei suoi discepoli, udite che l’ebbero, dissero: Questo parlare è duro; chi lo può ascoltare?Ma Gesù, conoscendo in se stesso che i suoi discepoli mormoravan di ciò, disse loro: Questo vi scandalizza?
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  • Gesù, il Messia, annuncia le sue future sofferenze, reazione di Pietro

    Gesù annuncia le sue sofferenze imminenti a Cesarea di Filippo. Pietro, rifiutando questa idea, illustra l’incomprensione dei discepoli riguardo alla missione spirituale del Messia. L’annuncio di Gesù riporta l’obiettivo sul Regno di Dio, anticipando la crocifissione.

    Luca 24.21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or noi speravamo che fosse lui che avrebbe riscattato Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo giorno da che queste cose sono avvenute.
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  • Una parola molto strana del Messia Gesù

    L'articolo analizza la dichiarazione di Gesù sulla venuta del Regno di Dio, interpretata da alcuni come la Trasfigurazione, la risurrezione o la crescita della Chiesa. Conclude che Gesù si riferiva alla Trasfigurazione, un evento che manifesta la sua gloria divina.

    Marco 9.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E diceva loro: In verità io vi dico che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbian visto il regno di Dio venuto con potenza.
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  • Discorso sull’umiltà

    L'articolo analizza il discorso di Gesù ai suoi apostoli sull'umiltà, sottolineando l'importanza dell'umiltà e del servizio nel Regno di Dio, come descritto nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca.

    Marco 9.33-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vennero a Capernaum; e quand’egli fu in casa, domandò loro: Di che discorrevate per via?Ed essi tacevano, perché per via aveano questionato fra loro chi fosse il maggiore.Ed egli postosi a sedere, chiamò i dodici e disse loro: Se alcuno vuol essere il primo, dovrà essere l’ultimo di tutti e il servitor di tutti.E preso un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro; e recatoselo in braccio, disse a loro:Chiunque riceve uno di tali piccoli fanciulli nel nome mio, riceve me; e chiunque riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato.Giovanni gli disse: Maestro, noi abbiam veduto uno che cacciava i demoni nel nome tuo, il quale non ci seguita; e glielo abbiam vietato perché non ci seguitava.E Gesù disse: Non glielo vietate, poiché non v’è alcuno che faccia qualche opera potente nel mio nome, e che subito dopo possa dir male di me.Poiché chi non è contro a noi, è per noi.Perché chiunque vi avrà dato a bere un bicchiere d’acqua in nome mio perché siete di Cristo, in verità vi dico che non perderà punto il suo premio.E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino, e fosse gettato in mare.E se la tua mano ti fa intoppare, mozzala; meglio è per te entrar monco nella vita, che aver due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile.dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.E se il tuo piede ti fa intoppare, mozzalo; meglio è per te entrar zoppo nella vita, che aver due occhi piedi ed esser gittato nella geenna.dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.E se l’occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nel regno di Dio, che aver due occhi ed esser gittato nella geenna,dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.Poiché ognuno sarà salato con fuoco.Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore? (G9-51) Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri.
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  • Gli scandali e le occasioni di caduta

    La pericope PER201 presenta l'insegnamento privato di Gesù a Cafarnao sugli scandali e le occasioni di caduta. Egli distingue due casi: coloro che fanno inciampare i nuovi convertiti e i cristiani alle prese con le proprie debolezze. Con metafore corporee radicali, Gesù invita a eliminare tutto ciò che conduce al peccato, sottolineando che la vita nel regno di Dio vale ogni sacrificio. Matteo, Marco e Luca riportano questo insegnamento con sfumature complementari.

    Matteo 18.7-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Guai al mondo per gli scandali! Poiché, ben è necessario che avvengan degli scandali; ma guai all’uomo per cui lo scandalo avviene!Ora, se la tua mano od il tuo piede t’è occasion di peccato, mozzali e gettali via da te; meglio è per te l’entrar nella vita monco o zoppo che l’aver due mani o due piedi ed esser gettato nel fuoco eterno.E se l’occhio tuo t’è occasion di peccato, cavalo e gettalo via da te; meglio è per te l’entrar nella vita con un occhio solo, che l’aver due occhi ed esser gettato nella geenna del fuoco.
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  • Gli uomini che vogliono seguire il Messia Gesù

    Luca 9.57-62 presenta tre uomini che desiderano seguire il Messia Gesù, ciascuno con una condizione o un'esitazione. Gesù risponde chiamando alla rinuncia alle comodità materiali, alla priorità del Regno sui doveri familiari e a una determinazione senza ripensamenti. Questo passo, esclusivo di Luca, si colloca durante il viaggio attraverso la Samaria verso Gerusalemme e costituisce un appello radicale a un impegno totale e senza compromessi verso il Messia.

    Luca 9.57-62 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne che mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: Io ti seguiterò dovunque tu andrai.E Gesù gli rispose: Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figliuol dell’uomo non ha dove posare il capo.E ad un altro disse: Seguitami. Ed egli rispose: Permettimi prima d’andare a seppellir mio padre.Ma Gesù gli disse: Lascia i morti seppellire i loro morti; ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio.E un altro ancora gli disse: Ti seguiterò, Signore, ma permettimi prima d’accomiatarmi da que’ di casa mia.Ma Gesù gli disse: Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio.
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  • Il Messia Gesù manda 70 discepoli

    Gesù manda settanta discepoli in missione di evangelizzazione (Luca 10.1-16), un evento unico nei vangeli. Da Betania, al di là del Giordano, verso novembre dell'anno 32, estende la sua missione oltre i Dodici. Le istruzioni ricordano quelle date agli apostoli, con una portata più universale. Gesù avverte del rischio del rifiuto e condanna la cecità delle città galilee di Corazin, Betsaida e Cafarnao.

    Matteo 11.20-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute.Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere.E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra.E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi.E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua.
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  • Il granello di senape e il lievito

    La pericope PER232 presenta le due parabole gemelle del granello di senape e del lievito (Luca 13.18-21). Pronunciate vicino a una sinagoga di Gerusalemme di sabato, illustrano la natura del regno di Dio: inizia in modo umile, cresce con potenza e agisce in modo nascosto ma trasformante. Queste due immagini complementari invitano a cogliere la crescita discreta e irresistibile del regno di Dio nel mondo.

    Luca 13.18-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Diceva dunque: A che è simile il regno di Dio, e a che l’assomiglierò io?Esso è simile ad un granel di senapa che un uomo ha preso e gettato nel suo orto; ed è cresciuto ed è divenuto albero; e gli uccelli del cielo si son riparati sui suoi rami.
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  • Insegnamenti del Messia Gesù sulla strada per Gerusalemme

    La pericope PER233 racconta gli insegnamenti di Gesù durante il suo viaggio verso Gerusalemme, riferiti soltanto da Luca (Lc 13.22-33), nel dicembre dell'anno 32. Gesù attraversa città e villaggi, insegnando sulla porta stretta e sul Regno di Dio. L'articolo inquadra questi molteplici viaggi tra Betania e Gerusalemme, in un clima di crescente tensione con i farisei ed Erode Antipa.

    Luca 13.22-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli attraversava man mano le città ed i villaggi, insegnando, e facendo cammino verso Gerusalemme.E un tale gli disse: Signore, son pochi i salvati?Ed egli disse loro: Sforzatevi d’entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno d’entrare e non potranno.Da che il padron di casa si sarà alzato ed avrà serrata la porta, e voi, stando di fuori, comincerete a picchiare alla porta, dicendo: Signore, aprici, egli, rispondendo, vi dirà: Io non so d’onde voi siate.Allora comincerete a dire: Noi abbiam mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze!Ed egli dirà: Io vi dico che non so d’onde voi siate; dipartitevi da me voi tutti operatori d’iniquità.Quivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti, quando vedrete Abramo e Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e che voi ne sarete cacciati fuori.E ne verranno d’oriente e d’occidente, e da settentrione e da mezzogiorno, che si porranno a mensa nel regno di Dio.Ed ecco, ve ne son degli ultimi che saranno primi, e de’ primi che saranno ultimi.In quello stesso momento vennero alcuni Farisei a dirgli: Parti, e vattene di qui, perché Erode ti vuol far morire.Ed egli disse loro: Andate a dire a quella volpe: Ecco, io caccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno giungo al mio termine.D’altronde, bisogna ch’io cammini oggi e domani e posdomani, perché non può essere che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.
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  • Parabola dell'invitato presuntuoso

    La parabola dell'invitato presuntuoso (Luca 14.7-14), tramandata solo da Luca, si svolge in casa di uno dei capi dei farisei a Gerusalemme. Gesù vi insegna l'umiltà, invitando a scegliere l'ultimo posto anziché il primo, e la generosità disinteressata, incoraggiando a invitare i poveri e gli esclusi anziché coloro che possono ricambiare. Questi due insegnamenti illustrano i valori fondamentali del Regno di Dio: l'onore viene da Dio, non da se stessi, e il vero dono sarà ricompensato alla risurrezione dei giusti.

    Luca 14.12-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E diceva pure a colui che lo aveva invitato: Quando fai un desinare o una cena, non chiamare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi; che talora anch’essi non t’invitino, e ti sia reso il contraccambio;ma quando fai un convito, chiama i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi;e sarai beato, perché non hanno modo di rendertene il contraccambio; ma il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de’ giusti.
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  • L’aspetto spirituale del regno

    L'articolo esplora l'interpretazione del regno di Dio secondo Luca, sottolineando una domanda dei farisei a Gesù sulla sua venuta. Contrariamente a una percezione condizionale, il testo greco indica una domanda al presente. Gesù spiega che il regno si stabilisce in modo discreto ed è percepibile solo da chi è spiritualmente recettivo.

    Luca 17.20-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Interrogato poi dai Farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro dicendo: Il regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi; né si dirà:Eccolo qui, o eccolo là; perché ecco, il regno di Dio è dentro di voi.
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Ministero di Gesù: chiamate, miracoli e insegnamenti

  • Il granello di senape

    L’articolo «Il granello di senape» spiega come questa parabola di Gesù illustri la crescita del Regno di Dio, anche a partire da inizi minimi. Analizza i tre racconti nei Vangeli sinottici.

    Marco 4.30-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Diceva ancora: A che assomiglieremo il regno di Dio, o con qual parabola lo rappresenteremo?Esso è simile ad un granello di senapa, il quale, quando lo si semina in terra, è il più piccolo di tutti i semi che son sulla terra;ma quando è seminato, cresce e diventa maggiore di tutti i legumi; e fa de’ rami tanto grandi, che all’ombra sua possono ripararsi gli uccelli del cielo.
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  • Il lievito

    La parabola del lievito dimostra l’influenza discreta ma trasformatrice del Regno di Dio. Attraverso questa immagine, Gesù spiega come ciò che comincia in piccolo, come il lievito nella pasta, finisca per permeare e rinnovare tutto ciò che tocca, illustrando la natura sottile ma potente del Regno tra gli individui e le comunità.

    Matteo 13.33-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Disse loro un’altra parabola: Il regno de’ cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre staia di farina, finché la pasta sia tutta lievitata.Tutte queste cose disse Gesù in parabole alle turbe e senza parabola non diceva loro nulla,affinché si adempisse quel ch’era stato detto per mezzo del profeta: Aprirò in parabole la mia bocca; esporrò cose occulte fin dalla fondazione del mondo.
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  • La rete

    L’articolo esplora la parabola della rete di Matteo 13:47-50, che mette in risalto il giudizio finale e la responsabilità personale. Usando l’immagine di una rete da pesca, Gesù illustra il discernimento tra giusti e malvagi alla fine dei tempi, sottolineando la necessità di vivere in accordo con i princìpi del Regno di Dio.

    Matteo 13.47-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il regno de’ cieli è anche simile ad una rete che, gettata in mare, ha raccolto ogni sorta di pesci;quando è piena, i pescatori la traggono a riva; e, postisi a sedere, raccolgono il buono in vasi, e buttano via quel che non val nulla.Così avverrà alla fine dell’età presente. Verranno gli angeli, toglieranno i malvagi di mezzo ai giusti,e li getteranno nella fornace del fuoco. Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti.
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  • Il servo spietato

    La parabola del servo spietato in Matteo 18:23-35 insegna che il perdono divino ricevuto deve diventare perdono offerto. Essa rivela il divario tra la generosità divina e la durezza umana. Il perdono è essenziale per manifestare la misericordia divina nel Regno di Dio.

    Matteo 18.23-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perciò il regno de’ cieli è simile ad un re che volle fare i conti co’ suoi servitori.E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, ch’era debitore di diecimila talenti.E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant’avea, e che il debito fosse pagato.Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto.E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito.Ma quel servitore, uscito, trovò uno de’ suoi conservi che gli dovea cento denari; e afferratolo, lo strangolava, dicendo: Paga quel che devi!Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò.Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione, finché avesse pagato il debito.Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e andarono a riferire al loro signore tutto l’accaduto.Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: Malvagio servitore, io t’ho rimesso tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti;non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, com’ebbi anch’io pietà di te?E il suo signore, adirato, lo diede in man degli aguzzini fino a tanto che avesse pagato tutto quel che gli doveva.Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognun di voi non perdona di cuore al proprio fratello.
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  • I due figli

    L’articolo analizza la parabola dei due figli di Matteo 21.28-32. Questa parabola illustra che la vera obbedienza a Dio conta più delle semplici parole. Il sincero pentimento, anche tardivo, apre l’accesso al Regno di Dio, a differenza delle promesse non mantenute. Gesù usa questo racconto per confrontarsi con le autorità religiose del suo tempo e sottolinea l’importanza dell’azione sincera.

    Matteo 21.28-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or che vi par egli? Un uomo avea due figliuoli. Accostatosi al primo disse: Figliuolo, va’ oggi a lavorare nella vigna.Ed egli, rispondendo, disse: Vado, signore; ma non vi andò.E accostatosi al secondo, gli disse lo stesso. Ma egli, rispondendo, disse: Non voglio; ma poi, pentitosi, v’andò.Qual de’ due fece la volontà del padre? Essi gli dissero: L’ultimo. E Gesù a loro: Io vi dico in verità: I pubblicani e le meretrici vanno innanzi a voi nel regno di Dio.Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le meretrici gli hanno creduto; e voi, che avete veduto questo, neppur poi vi siete pentiti per credere a lui.
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  • Le nozze del figlio del re

    L’articolo discute la parabola del banchetto, confrontando i racconti di Matteo e Luca. Matteo sottolinea la responsabilità degli invitati e le conseguenze del rifiuto, mentre Luca mette in evidenza l’inclusione degli esclusi. Queste prospettive illustrano la chiamata universale di Dio e la necessità di una risposta autentica per partecipare al Regno.

    Matteo 22.1-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù prese di nuovo a parlar loro in parabole dicendo:Il regno de’ cieli è simile ad un re, il quale fece le nozze del suo figliuolo.E mandò i suoi servitori a chiamare gl’invitati alle nozze; ma questi non vollero venire.Di nuovo mandò degli altri servitori, dicendo: Dite agli invitati: Ecco, io ho preparato il mio pranzo; i miei buoi ed i miei animali ingrassati sono ammazzati, e tutto è pronto; venite alle nozze.Ma quelli, non curandosene, se n’andarono, chi al suo campo, chi al suo traffico;gli altri poi, presi i suoi servitori, li oltraggiarono e li uccisero.Allora il re s’adirò, e mandò le sue truppe a sterminare quegli omicidi e ad ardere la loro città.Quindi disse ai suoi servitori: Le nozze, si, sono pronte; ma gl’invitati non ne erano degni.Andate dunque sui crocicchi delle strade e chiamate alle nozze quanti troverete.E quei servitori, usciti per le strade, raunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni; e la sala delle nozze fu ripiena di commensali.Or il re, entrato per vedere quelli che erano a tavola, notò quivi un uomo che non vestiva l’abito di nozze.E gli disse: Amico, come sei entrato qua senza aver un abito da nozze? E colui ebbe la bocca chiusa.Allora il re disse ai servitori: Legatelo mani e piedi e gettatelo nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti.Poiché molti son chiamati, ma pochi eletti.
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  • Il servo fedele

    La parabola del fico che germoglia, riportata da Matteo, Marco e Luca nel loro discorso escatologico, invita i discepoli a discernere i segni che annunciano il ritorno del Messia. Come i germogli annunciano l'estate, gli eventi del mondo annunciano la vicinanza del Regno di Dio. La parola di Cristo è eterna e sicura: il cielo e la terra passeranno, ma essa rimane.

    Marco 13.28-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l’estate è vicina.Così anche voi, quando vedrete avvenir queste cose, sappiate ch’egli è vicino, alle porte.In verità io vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute.Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
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  • Le dieci vergini

    La parabola del fico che germoglia, riportata in Matteo, Marco e Luca, invita i discepoli a leggere i segni dei tempi con vigilanza e speranza. Come i germogli annunciano l'estate, gli eventi del mondo annunciano il ritorno del Messia. La parola di Gesù, sicura ed eterna, garantisce il compimento di tutte le sue promesse riguardanti il Regno di Dio.

    Marco 13.28-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l’estate è vicina.Così anche voi, quando vedrete avvenir queste cose, sappiate ch’egli è vicino, alle porte.In verità io vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute.Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Insegnamento quotidiano nel Tempio

    La pericope 286 descrive l’insegnamento quotidiano di Gesù nel Tempio di Gerusalemme durante la settimana di Pasqua (lunedì 28 marzo del 33 d.C.). Basata principalmente su Luca 19,47-48, presenta la crescente opposizione tra le folle ammirate e le autorità religiose ostili — scribi, sommi sacerdoti, sadducei e farisei — che cercano di far tacere Gesù, il cui messaggio del Regno di Dio minaccia il loro potere costituito.

    Luca 19.47-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi sacerdoti e gli scribi e i primi fra il popolo cercavano di farlo morire;ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.
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  • La parabola dei due figli

    La parabola dei due figli (Mt 21,28-32), riportata soltanto da Matteo, si svolge nel Tempio di Gerusalemme durante l’ultima settimana di Gesù. Contrappone due atteggiamenti: promettere senza agire versus rifiutare e poi obbedire. Gesù vi smaschera l’ipocrisia dei capi religiosi e annuncia che i peccatori pentiti entrano nel Regno prima di loro. Un appello universale all’umiltà e al sincero pentimento.

    Matteo 21.28-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or che vi par egli? Un uomo avea due figliuoli. Accostatosi al primo disse: Figliuolo, va’ oggi a lavorare nella vigna.Ed egli, rispondendo, disse: Vado, signore; ma non vi andò.E accostatosi al secondo, gli disse lo stesso. Ma egli, rispondendo, disse: Non voglio; ma poi, pentitosi, v’andò.Qual de’ due fece la volontà del padre? Essi gli dissero: L’ultimo. E Gesù a loro: Io vi dico in verità: I pubblicani e le meretrici vanno innanzi a voi nel regno di Dio.Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le meretrici gli hanno creduto; e voi, che avete veduto questo, neppur poi vi siete pentiti per credere a lui.
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  • La parabola del banchetto di nozze

    La parabola del banchetto nuziale (Mt 22,1-14 ; Lc 14,15-24) insegna che Dio invita tutti gli uomini nel suo Regno, ma che rifiutare questo invito comporta un grave giudizio. Pronunciata nel Tempio di Gerusalemme il martedì della settimana della Passione, annuncia profeticamente la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. L'uomo senza l'abito nuziale ricorda che entrare nel Regno richiede una trasformazione spirituale autentica, ricevuta mediante la fede in Cristo.

    Isaia 61.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Io mi rallegrerò grandemente nell’Eterno, l’anima mia festeggerà nel mio Dio; poich’egli m’ha rivestito delle vesti della salvezza, m’ha avvolto nel manto della giustizia, come uno sposo che s’adorna d’un diadema, come una sposa che si para de’ suoi gioielli.
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  • La parabola del fico

    L’articolo analizza la parabola del fico, in cui Gesù insegna la vigilanza spirituale di fronte ai segni dei tempi. Gli eventi che annunciano l’avvicinarsi del Regno sono visti non come minacce, ma come un invito alla preparazione e alla fede. Viene sottolineata la stabilità delle parole di Gesù di fronte al carattere passeggero del mondo.

    Isaia 40.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio sussiste in eterno”.
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L'ultimo giorno fino alla crocifissione

  • La disputa dei discepoli sulla preminenza

    L’articolo analizza una scena dei Vangeli in cui i discepoli di Gesù discutono su chi sia il più grande, rivelando così il loro attaccamento a una concezione terrena del Regno di Dio. Gesù insegna che la vera grandezza sta nel servizio disinteressato. Questo racconto illustra i valori spirituali capovolti del cristianesimo.

    Luca 22.24-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Nacque poi anche una contesa fra loro per sapere chi di loro fosse reputato il maggiore.Ma egli disse loro: I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che hanno autorità su di esse son chiamati benefattori.Ma tra voi non ha da esser così; anzi, il maggiore fra voi sia come il minore, e chi governa come colui che serve.Poiché, chi è maggiore, colui che è a tavola oppur colui che serve? Non è forse colui che e a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve.Or voi siete quelli che avete perseverato meco nelle mie prove;e io dispongo che vi sia dato un regno, come il Padre mio ha disposto che fosse dato a me,affinché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno, e sediate su troni, giudicando le dodici tribù d’Israele.
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La rivelazione di Daniele

  • Daniele 2 – La statua e i regni: quando Dio rivela il senso della storia

    Questo articolo analizza il sogno di Nabucodonosor descritto in Daniele 2, in cui una statua multicolore proietta l’immagine dei futuri imperi. L’importanza di questa visione sta nell’emergere finale del Regno eterno di Dio, che supera i regni terreni.

    Daniele 8.21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il becco peloso è il re di Grecia; e il gran corno fra i suoi due occhi è il primo re.
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Ministero di Pietro

  • L’introduzione di Luca

    Primo commento della serie sugli Atti degli Apostoli, questo articolo analizza l'introduzione di Luca (Atti 1.1-3). Presenta Luca come autore delle due opere indirizzate a Teofilo, evoca l'ipotesi di quest'ultimo come committente, e sottolinea i quaranta giorni di insegnamento dopo la risurrezione sul Regno di Dio. Questi versetti assicurano la transizione tra il Vangelo e la storia della Chiesa nascente sotto la guida dello Spirito Santo.

    Colossesi 4.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Luca, il medico diletto, e Dema vi salutano.
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