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Insegnamento del Messia Gesù sulla preoccupazione

Gesù insegna a non preoccuparsi per i bisogni materiali, illustrando la provvidenza divina attraverso esempi tratti dalla natura e insistendo sulla priorità del Regno di Dio.

8 min Gesù preoccupazione folla discepoli Luca 10 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 6.25-34 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro?

E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito?

E intorno al vestire, perché siete con ansietà solleciti? Considerate come crescono i gigli della campagna; essi non faticano e non filano;

eppure io vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro.

Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede?

Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? che berremo? o di che ci vestiremo?

Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose.

Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.

Non siate dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 12.22-34 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi disse ai suoi discepoli: Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete; né per il corpo di che vi vestirete;

poiché la vita è più dei nutrimento, e il corpo è più del vestito.

Considerate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutrisce. Di quanto non siete voi da più degli uccelli?

E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito?

Se dunque non potete far nemmeno ciò ch’è minimo, perché siete in ansiosa sollecitudine del rimanente?

Considerate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro.

Or se Dio riveste così l’erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi, o gente di poca fede?

Anche voi non cercate che mangerete e che berrete, e non ne state in sospeso;

poiché tutte queste cose son le genti del mondo che le ricercano; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno.

Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno sopraggiunte.

Non temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.

Vendete i vostri beni, e fatene elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro che non venga meno ne’ cieli, ove ladro non s’accosta e tignuola non guasta.

Perché dov’è il vostro tesoro, quivi sarà anche il vostro cuore.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Vicino alla casa di Cafarnao in Galilea.

Data: Ottobre o novembre del 31

Metodo di lavoro: Seguiamo Luca

Nota sul metodo seguito: Luca affronta temi già menzionati da Matteo nel discorso della montagna.

Capernaum

Il Messia Gesù illustra quanto le preoccupazioni siano incompatibili con la vita di un vero discepolo.

Insegnamento del Messia Gesù sulla preoccupazione

Insegnamento del Messia Gesù sulla preoccupazione

Commenti

Nonostante la presenza di migliaia di persone (Luca 12.1), Gesù in certi momenti si rivolge specificamente ai suoi discepoli (Luca 12.1). Il suo discorso rivolto alla folla è intervallato da interventi particolari destinati ai discepoli (Luca 12.22).

Questa forma di espressione presenta somiglianze con il discorso della montagna, così come lo riporta Matteo. Più precisamente, il tema affrontato qui corrisponde a quello di Matteo 6.25-34. Per mettere in luce queste somiglianze, abbiamo riscritto questo passo di Matteo (si veda la pericope PER100: Il discorso della montagna (16), gli affanni e le preoccupazioni).

È opportuno esaminare se Luca abbia scelto di modificare il contesto di questo discorso o se il Messia Gesù abbia effettivamente ripetuto questo messaggio in vari luoghi e davanti a pubblici diversi.

La nostra analisi mostra che Gesù ha trasmesso il suo messaggio in diverse circostanze. I luoghi, le dimensioni delle folle e i periodi menzionati da Matteo e Luca differiscono, sebbene a Gesù siano attribuite le stesse frasi. È quindi evidente che Matteo e Luca parlano di eventi distinti.

Individuiamo tre elementi principali nell'argomentazione del Maestro che dimostrano l'irrazionalità delle preoccupazioni legate ai bisogni materiali, in particolare al cibo e al vestiario.

Il primo punto proposto da Luca 12.22-24 sottolinea che è inutile preoccuparsi del cibo o dei vestiti, perché la vita ha maggiore importanza. Dio nutre persino gli uccelli, quindi si prenderà ancora più cura dei suoi discepoli, che hanno maggior valore ai suoi occhi.

Osserviamo una differenza tra i due testi. Matteo menziona in generale un "uccello", mentre Luca si riferisce specificamente ai corvi. Questo uccello figura tra gli animali impuri secondo la legge di Mosè (Levitico 11.13-19, Deuteronomio 14.12-18). Ciò rafforza l'argomentazione di Luca.

Il secondo punto sottolinea che è inutile preoccuparsi dei bisogni materiali, perché ciò non cambia in alcun modo la situazione, se non aggiungendo stress (Matteo 12.25-28). Il Messia Gesù usa un'analogia con il giglio e l'erba dei campi, che hanno poco valore rispetto all'uomo. La conclusione è esplicita: se Dio si prende cura dell'erba dei campi, tanto più si prenderà cura dell'uomo, considerato il culmine della sua creazione.

Il terzo punto afferma che, secondo il Messia Gesù, sono i pagani ad attribuire maggiore importanza ai beni materiali, trascurando così gli aspetti spirituali, ritenuti molto meno essenziali. Egli afferma inoltre che chi cerca prima di tutto il regno di Dio, cioè i valori spirituali, riceverà da Dio ciò di cui ha realmente bisogno.

Conclude la sua dimostrazione sottolineando che la priorità rimane la ricerca del Regno di Dio, o dei valori spirituali. Precisa che, in queste circostanze, Dio provvederà ai bisogni. Illustra così in modo pratico i discorsi precedenti sull'impegno verso Dio, permettendo ai discepoli di beneficiare della sua protezione.