Étude 1 sur 11 · La guérison d’un lépreux après le sermon sur la montagnes

  1. Étude 1 : La guérison d’un lépreux après le sermon sur la montagnes
  2. Étude 2 : La foule nombreuse
  3. Étude 3 : Retour à Bethsaïda
  4. Étude 4 : Discours sur l'humilité
  5. Étude 5 : Les scandales et les occasions de chutes
  6. Étude 6 : Le retour de nouveau à Béthanie
  7. Étude 7 : La pierre est roulée, le tremblement de terre
  8. Étude 8 : Le bâton pour le voyage
  9. Étude 9 : La recherche des prisonniers
  10. Étude 10 : La réaction surprenante des apôtres
  11. Studio 11: Apparizioni dopo la risurrezione

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • La guarigione di un lebbroso dopo il discorso della montagna

    Questo articolo esplora la guarigione di un lebbroso da parte di Gesù dopo il discorso della montagna, esaminando i diversi racconti nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. La guarigione viene descritta come una sfida alle rigide leggi sulla purificazione, e viene sottolineata l'importanza del rispetto della legge di Mosè. L'articolo si interroga sulla continuità tra i diversi racconti evangelici.

    Levitico 13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’Eterno parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo:“Quand’uno avrà sulla pelle del suo corpo un tumore o una pustola o una macchia lucida che sia sintomo di piaga di lebbra sulla pelle del suo corpo, quel tale sarà menato al sacerdote Aaronne o ad uno de’ suoi figliuoli sacerdoti.Il sacerdote esaminerà la piaga sulla pelle del corpo; e se il pelo della piaga è diventato bianco, e la piaga appare più profonda della pelle del corpo, è piaga di lebbra; e il sacerdote che l’avrà esaminato, dichiarerà quell’uomo impuro.Ma se la macchia lucida sulla pelle del corpo e bianca, e non appare esser più profonda della pelle, e il suo pelo non è diventato bianco, il sacerdote rinchiuderà per sette giorni colui che ha la piaga.Il sacerdote, il settimo giorno, l’esaminerà; e se gli parrà che la piaga si sia fermata e non si sia allargata sulla pelle, il sacerdote lo rinchiuderà altri sette giorni.Il sacerdote, il settimo giorno, lo esaminerà di nuovo; e se vedrà che la piaga non è più lucida e non s’è allargata sulla pelle, il sacerdote dichiarerà quell’uomo puro: è una pustola. Quel tale laverà le sue vesti, e sarà puro.Ma se la pustola s’è allargata sulla pelle dopo ch’egli s’è mostrato al sacerdote per esser dichiarato puro, si farà esaminare per la seconda volta dal sacerdote;il sacerdote l’esaminerà; e se vedrà che la pustola si è allargata sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è lebbra.Quand’uno avrà addosso una piaga di lebbra, sarà menato al sacerdote.Il sacerdote lo esaminerà; e se vedrà che sulla pelle c’è un tumor bianco, che questo tumore ha fatto imbiancare il pelo e che v’è nel tumore della carne viva,è lebbra inveterata nella pelle del corpo di colui, e il sacerdote lo dichiarerà impuro; non lo rinchiuderà, perché è impuro.E se la lebbra produce delle efflorescenze sulla pelle in modo da coprire tutta la pelle di colui che ha la piaga, dal capo ai piedi, dovunque il sacerdote guardi,il sacerdote lo esaminerà; e quando avrà veduto che la lebbra copre tutto il corpo, dichiarerà puro colui che ha la piaga. Egli è divenuto tutto quanto bianco, quindi è puro.Ma dal momento che apparirà in lui della carne viva, sarà dichiarato impuro.Quando il sacerdote avrà visto la carne viva, dichiarerà quell’uomo impuro; la carne viva è impura; è lebbra.Ma se la carne viva ridiventa bianca, vada colui al sacerdote, e il sacerdote lo esaminerà;e se vedrà che la piaga è ridiventata bianca, il sacerdote dichiarerà puro colui che ha la piaga: è puro.Quand’uno avrà avuto sulla pelle della carne un’ulcera che sia guarita,e poi, sul luogo dell’ulcera apparirà un tumor bianco o una macchia lucida, bianca, tendente al rosso, quel tale si mostrerà al sacerdote.Il sacerdote l’esaminerà; e se vedrà che la macchia apparisce più profonda della pelle e che il pelo n’è diventato bianco, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è piaga di lebbra che è scoppiata nell’ulcera.Ma se il sacerdote, esaminandola, vede che nella macchia non ci sono peli bianchi e che non è più profonda della pelle e non è più lucida, il sacerdote lo rinchiuderà sette giorni.E se la macchia s’allarga sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è piaga di lebbra.Ma se la macchia è rimasta allo stesso punto e non si e allargata, è la cicatrice dell’ulcera, e il sacerdote lo dichiarerà puro.Quand’uno avrà sulla pelle del suo corpo una bruciatura cagionata dal fuoco, e su questa bruciatura apparirà una macchia lucida, bianca, tendente al rosso o soltanto bianca,il sacerdote l’esaminerà; e se vedrà che il pelo della macchia è diventato bianco e la macchia appare più profonda della pelle, è lebbra scoppiata nella bruciatura. Il sacerdote dichiarerà quel tale impuro; è piaga di lebbra.Ma se il sacerdote, esaminandola, vede che non c’è pelo bianco nella macchia, e ch’essa non è più profonda della pelle e non è più lucida, il sacerdote lo rinchiuderà sette giorni.Il sacerdote, il settimo giorno, l’esaminerà; e se la macchia s’è allargata sulla pelle, il sacerdote dichiarerà quel tale impuro; è piaga di lebbra.E se la macchia è rimasta ferma nello stesso luogo, e non si è allargata sulla pelle, e non è più lucida, è il tumore della bruciatura; il sacerdote dichiarerà quel tale puro, perch’è la cicatrice della bruciatura.Quand’un uomo o una donna avrà una piaga sul capo o nella barba,il sacerdote esaminerà la piaga; e se vedrà ch’essa appare più profonda della pelle e che v’è del pelo gialliccio e sottile, il sacerdote li dichiarerà impuri; è tigna, è lebbra del capo o della barba.E se il sacerdote, esaminando la piaga della tigna, vedrà che non appare più profonda della pelle e che non v’è pelo nero, il sacerdote rinchiuderà sette giorni colui che ha la piaga della tigna.E se il sacerdote, esaminando il settimo giorno la piaga, vedrà che la tigna non s’è allargata, e che non v’è pelo giallo, e che la tigna non appare più profonda della pelle,quel tale si raderà, ma non raderà il luogo dov’è la tigna; e il sacerdote rinchiuderà altri sette giorni colui che ha la tigna.Il sacerdote, il settimo giorno, esaminerà la tigna; e se vedrà che la tigna non s’è allargata sulla pelle e non appare più profonda della pelle, il sacerdote dichiarerà quel tale puro; colui si laverà le vesti, e sarà puro.Ma se, dopo ch’egli e stato dichiarato puro, la tigna s’è allargata sulla pelle,il sacerdote l’esaminerà; e se vedrà che la tigna s’è allargata sulla pelle, il sacerdote non cercherà se v’è del pelo giallo; quel tale è impuro.Ma se vedrà che la tigna s’è fermata e che v’è cresciuto del pelo nero, la tigna è guarita; quel tale è puro, e il sacerdote lo dichiarerà puro.Quand’un uomo o una donna avrà sulla pelle del suo corpo delle macchie lucide, delle macchie bianche,il sacerdote l’esaminerà; e se vedrà che le macchie sulla pelle del loro corpo sono di un bianco pallido, è una eruzione cutanea; quel tale è puro.Colui al quale son cascati i capelli del capo è calvo, ma è puro.Se i capelli gli son cascati dalla parte della faccia, è calvo di fronte, ma è puro.Ma se sulla parte calva del di dietro o del davanti del capo appare una piaga bianca tendente al rosso, è lebbra, scoppiata nella parte calva del di dietro o del davanti del capo.Il sacerdote lo esaminerà; e se vedrà che il tumore della piaga nella parte calva del di dietro o del davanti del capo è bianca tendente al rosso, simile alla lebbra della pelle del corpo,quel tale è un lebbroso; è impuro, e il sacerdote lo dovrà dichiarare impuro; egli ha la sua piaga sul campo.Il lebbroso, affetto da questa piaga, porterà le vesti strappate e il capo scoperto; si coprirà la barba, e andrà gridando: Impuro! impuro!Sarà impuro tutto il tempo che avrà la piaga; è impuro; se ne starà solo; abiterà fuori del campo.Quando apparirà una piaga di lebbra sopra una veste, sia veste di lana o veste di lino,un tessuto o un lavoro a maglia, di lino o di lana, un oggetto di pelle o qualunque altra cosa fatta di pelle,se la piaga sarà verdastra o rossastra sulla veste o sulla pelle, sul tessuto, o sulla maglia, o su qualunque cosa fatta di pelle, è piaga di lebbra, e sarà mostrata al sacerdote.Il sacerdote esaminerà la piaga, e rinchiuderà sette giorni colui che ha la piaga.Il settimo giorno esaminerà la piaga; e se la piaga si sarà allargata sulla veste o sul tessuto o sulla maglia o sulla pelle o sull’oggetto fatto di pelle per un uso qualunque, è una piaga di lebbra maligna; è cosa impura.Egli brucerà quella veste o il tessuto o la maglia di lana o di lino o qualunque oggetto fatto di pelle, sul quale è la piaga; perché è lebbra maligna; saran bruciati col fuoco.E se il sacerdote, esaminandola, vedrà che la piaga non s’è allargata sulla veste o sul tessuto o sulla maglia o sull’oggetto qualunque di pelle,il sacerdote ordinerà che si lavi l’oggetto su cui è la piaga, e lo rinchiuderà altri sette giorni.Il sacerdote esaminerà la piaga, dopo che sarà stata lavata; e se vedrà che la piaga non ha mutato colore, benché non si sia allargata, è un oggetto immondo; lo brucerai col fuoco; v’è corrosione, sia che la parte corrosa si trovi sul diritto o sul rovescio dell’oggetto.E se il sacerdote, esaminandola, vede che la piaga, dopo essere stata lavata, è diventata pallida, la strapperà dalla veste o dalla pelle o dal tessuto o dalla maglia.E se apparisce ancora sulla veste o sul tessuto o sulla maglia o sull’oggetto qualunque fatto di pelle, è una eruzione lebbrosa; brucerai col fuoco l’oggetto su cui e la piaga.La veste o il tessuto o la maglia o qualunque oggetto fatto di pelle che avrai lavato e dal quale la piaga sarà scomparsa, si laverà una seconda volta, e sarà puro.Questa è la legge relativa alla piaga di lebbra sopra una veste di lana o di lino, sul tessuto o sulla maglia o su qualunque oggetto fatto di pelle, per dichiararli puri o impuri”.
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  • La folla numerosa

    L’articolo analizza le folle che seguono Gesù e le loro implicazioni sociali e religiose, in particolare nei confronti delle autorità. Esplora l’influenza crescente di Gesù e le opposizioni che suscita.

    Luca 12.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Intanto, essendosi la moltitudine radunata a migliaia, così da calpestarsi gli uni gli altri, Gesù cominciò prima di tutto a dire ai suoi discepoli: Guardatevi dal lievito de’ Farisei, che è ipocrisia.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Ritorno a Betsaida

    Questo articolo esamina il ritorno di Gesù a Betsaida dopo gli scontri con i farisei, sottolineando la sua intenzione di privilegiare la fede rispetto a discussioni sterili.

    Marco 8.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vennero in Betsaida; e gli fu menato un cieco, e lo pregarono che lo toccasse.
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  • Discorso sull’umiltà

    L'articolo analizza il discorso di Gesù ai suoi apostoli sull'umiltà, sottolineando l'importanza dell'umiltà e del servizio nel Regno di Dio, come descritto nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca.

    Marco 9.33-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vennero a Capernaum; e quand’egli fu in casa, domandò loro: Di che discorrevate per via?Ed essi tacevano, perché per via aveano questionato fra loro chi fosse il maggiore.Ed egli postosi a sedere, chiamò i dodici e disse loro: Se alcuno vuol essere il primo, dovrà essere l’ultimo di tutti e il servitor di tutti.E preso un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro; e recatoselo in braccio, disse a loro:Chiunque riceve uno di tali piccoli fanciulli nel nome mio, riceve me; e chiunque riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato.Giovanni gli disse: Maestro, noi abbiam veduto uno che cacciava i demoni nel nome tuo, il quale non ci seguita; e glielo abbiam vietato perché non ci seguitava.E Gesù disse: Non glielo vietate, poiché non v’è alcuno che faccia qualche opera potente nel mio nome, e che subito dopo possa dir male di me.Poiché chi non è contro a noi, è per noi.Perché chiunque vi avrà dato a bere un bicchiere d’acqua in nome mio perché siete di Cristo, in verità vi dico che non perderà punto il suo premio.E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino, e fosse gettato in mare.E se la tua mano ti fa intoppare, mozzala; meglio è per te entrar monco nella vita, che aver due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile.dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.E se il tuo piede ti fa intoppare, mozzalo; meglio è per te entrar zoppo nella vita, che aver due occhi piedi ed esser gittato nella geenna.dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.E se l’occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nel regno di Dio, che aver due occhi ed esser gittato nella geenna,dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.Poiché ognuno sarà salato con fuoco.Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore? (G9-51) Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri.
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  • Gli scandali e le occasioni di caduta

    La pericope PER201 presenta l'insegnamento privato di Gesù a Cafarnao sugli scandali e le occasioni di caduta. Egli distingue due casi: coloro che fanno inciampare i nuovi convertiti e i cristiani alle prese con le proprie debolezze. Con metafore corporee radicali, Gesù invita a eliminare tutto ciò che conduce al peccato, sottolineando che la vita nel regno di Dio vale ogni sacrificio. Matteo, Marco e Luca riportano questo insegnamento con sfumature complementari.

    Luca 17.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Disse poi ai suoi discepoli: E’ impossibile che non avvengano scandali: ma guai a colui per cui avvengono!Meglio per lui sarebbe che una macina da mulino gli fosse messa al collo e fosse gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare un solo di questi piccoli.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Il ritorno di nuovo a Betania

    PER287 descrive il ritorno di Gesù e dei suoi discepoli a Betania dopo una giornata al Tempio di Gerusalemme, lunedì 28 marzo del 33 d.C. Attestato principalmente da Marco 11.19, questo episodio illumina la routine notturna del gruppo attorno a Marta, Maria e Lazzaro. L'articolo affronta l'ospitalità distribuita, il ruolo delle donne, i viaggi di andata e ritorno quotidiani tra Betania e Gerusalemme, e l'incomprensione dei discepoli di fronte agli annunci della Passione.

    Luca 19.28-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E dette queste cose, Gesù andava innanzi, salendo a Gerusalemme.E avvenne che come fu vicino a Betfage e a Betania presso al monte detto degli Ulivi, mandò due de’ discepoli, dicendo:Andate nella borgata dirimpetto, nella quale entrando, troverete legato un puledro d’asino, sopra il quale non è mai montato alcuno; scioglietelo e menatemelo.E se qualcuno vi domanda perché lo sciogliete, direte così: Il Signore ne ha bisogno.E quelli ch’erano mandati, partirono e trovarono le cose com’egli avea lor detto.E com’essi scioglievano il puledro, i suoi padroni dissero loro: Perché sciogliete il puledro?Essi risposero: Il Signore ne ha bisogno.E lo menarono a Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero montar Gesù.E mentre egli andava innanzi, stendevano i loro mantelli sulla via.E com’era già presso la città, alla scesa del monte degli Ulivi, tutta la moltitudine dei discepoli cominciò con allegrezza a lodare Iddio a gran voce per tutte le opere potenti che aveano vedute,dicendo: Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria ne’ luoghi altissimi!E alcuni de’ Farisei di tra la folla gli dissero: Maestro, sgrida i tuoi discepoli!Ed egli, rispondendo, disse: Io vi dico che se costoro si tacciono, le pietre grideranno.E come si fu avvicinato, vedendo la città, pianse su lei, dicendo:Oh se tu pure avessi conosciuto in questo giorno quel ch’è per la tua pace! Ma ora è nascosto agli occhi tuoi.Poiché verranno su te de’ giorni nei quali i tuoi nemici ti faranno attorno delle trincee, e ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte;e atterreranno te e i tuoi figliuoli dentro di te, e non lasceranno in te pietra sopra pietra, perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata.
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La risurrezione e le diverse apparizioni

  • La pietra rotolata via, il terremoto

    La mattina di Pasqua, alcune donne fedeli si recano alla tomba di Gesù per completare le cure funebri. Scoprono la pietra rotolata via e la tomba vuota. L’articolo analizza la loro fedeltà, in contrasto con la fuga degli apostoli, il loro attaccamento a Gesù e l’incomprensione generale di fronte agli annunci della risurrezione. Un approccio sinottico confronta Matteo, Marco, Luca e Giovanni su questo evento fondante.

    Giovanni 20.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr’era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro.
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Le contraddizioni

  • Il bastone per il viaggio

    L’articolo CTD015 risponde a un’obiezione islamica su una presunta contraddizione evangelica: Gesù permetteva o vietava il bastone durante la missione dei discepoli? Marco 6.8 lo permette, Matteo 10.9-10 e Luca 9.3 sembrano vietarlo. L’analisi mostra che Matteo e Luca formulano il principio generale dello spogliamento, mentre Marco precisa che il bastone, oggetto quotidiano già posseduto, non è interessato da questo divieto. Non vi è dunque alcuna contraddizione, ma una complementarità di insegnamenti.

    Marco 6.7-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi chiamò a sé i dodici e cominciò a mandarli a due a due; e dette loro potestà sugli spiriti immondi.E comandò loro di non prender nulla per viaggio, se non un bastone soltanto; non pane, non sacca, non danaro nella cintura:ma di calzarsi di sandali e di non portar tunica di ricambio.
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Ministero di Pietro

  • La ricerca dei prigionieri

    Analisi di Atti 5.21-26: dopo la liberazione miracolosa degli apostoli, il Sinedrio scopre le celle vuote. Luca mette in luce la perplessità delle autorità religiose, l'imbarazzo del comandante del Tempio e il timore di una reazione popolare. Nonostante l'inspiegabile, i capi religiosi persistono nella loro opposizione e ordinano un secondo arresto, illustrando la sovranità di Dio su ogni opposizione umana.

    Atti 5.24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quando il capitano del tempio e i capi sacerdoti udiron queste cose, erano perplessi sul conto loro, non sapendo che cosa ciò potesse essere.
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  • La reazione sorprendente degli apostoli

    Dopo la flagellazione da parte del Sinedrio, gli apostoli reagiscono in modo sorprendente, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di soffrire per il nome di Gesù. Lungi dallo scoraggiarsi, continuano ogni giorno il loro ministero nel Tempio e nelle case, insegnando e annunciando la buona notizia. Luca mostra che le persecuzioni, lungi dal fermare il Vangelo, ne favoriscono paradossalmente il progresso.

    Atti 5.38-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E adesso io vi dico: Non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest’opera e dagli uomini, sarà distrutta;ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio.
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Miracoli

  • Apparizioni dopo la risurrezione

    L'articolo presenta le dieci apparizioni di Gesù dopo la sua risurrezione, come narrate nel Nuovo Testamento. Da Maria Maddalena al sepolcro fino agli apostoli prima dell'Ascensione, passando per i discepoli di Emmaus e più di cinquecento fratelli, questi incontri attestano la realtà della risurrezione e fondano la fede cristiana. Gli autori evangelici hanno probabilmente operato una selezione fra tutte queste manifestazioni.

    Giovanni 20.19-23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or la sera di quello stesso giorno, ch’era il primo della settimana, ed essendo, per timor de’ Giudei, serrate le porte del luogo dove si trovavano i discepoli, Gesù venne e si presentò quivi in mezzo, e disse loro:Pace a voi! E detto questo, mostrò loro le mani ed il costato. I discepoli dunque, com’ebbero veduto il Signore, si rallegrarono.Allora Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi.E detto questo, soffiò su loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo.A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; a chi li riterrete, saranno ritenuti.
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