Étude 1 sur 12 · Les résultats à Jérusalem

  1. Étude 1 : Les résultats à Jérusalem
  2. Étude 2 : Prédication en Galilée
  3. Étude 3 : La guérison d’un lépreux après le sermon sur la montagnes
  4. Étude 4 : Le Messie Jésus blâme plusieurs villes
  5. Étude 5 : Enseignement sur les démons
  6. Étude 6 : Retour à Bethsaïda
  7. Étude 7 : Guérison d’aveugles et de boiteux
  8. Étude 8 : L’incrédulité des Juifs
  9. Étude 9 : Résurrection de la fille de Jaïrus
  10. Étude 10 : Les deux aveugles
  11. Étude 11 : Résurrection de Lazare
  12. Étude 12 : Dessèchement du figuier

Il ministero di Giovanni il Battista

  • I risultati a Gerusalemme

    La pericope 40 analizza i risultati della prima predicazione di Gesù a Gerusalemme durante la Pasqua dell’anno 30, secondo Giovanni 2,23-25. Se molti credettero grazie ai miracoli, Gesù rimane cauto davanti a questa fede superficiale, fondata sullo spettacolare anziché su un pentimento sincero. Giovanni sottolinea la capacità divina di Gesù di conoscere il cuore umano. L’articolo rileva due punti chiave: il prolungamento del soggiorno a Gerusalemme e la natura divina del discernimento del Messia.

    Giovanni 2.23-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Mentr’egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva.Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti,e perché non avea bisogno della testimonianza d’alcuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.
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L’inizio del ministero in Galilea

  • Predicazione in Galilea

    L'articolo descrive la predicazione di Gesù in Galilea, sottolineando i suoi insegnamenti nelle sinagoghe e l'impatto dei suoi miracoli sulle folle. I discepoli lo accompagnano, mentre le autorità religiose continuano a interrogarsi sulla sua identità.

    Matteo 4.23-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando l’evangelo del Regno, sanando ogni malattia ed ogni infermità fra il popolo.E la sua fama si sparse per tutta la Siria; e gli recarono tutti i malati colpiti da varie infermità e da vari dolori, indemoniati, lunatici, paralitici; ed ei li guarì.E grandi folle lo seguirono dalla Galilea e dalla Decapoli e da Gerusalemme e dalla Giudea e d’oltre il Giordano.
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Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • La guarigione di un lebbroso dopo il discorso della montagna

    Questo articolo esplora la guarigione di un lebbroso da parte di Gesù dopo il discorso della montagna, esaminando i diversi racconti nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. La guarigione viene descritta come una sfida alle rigide leggi sulla purificazione, e viene sottolineata l'importanza del rispetto della legge di Mosè. L'articolo si interroga sulla continuità tra i diversi racconti evangelici.

    Levitico 13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’Eterno parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo:“Quand’uno avrà sulla pelle del suo corpo un tumore o una pustola o una macchia lucida che sia sintomo di piaga di lebbra sulla pelle del suo corpo, quel tale sarà menato al sacerdote Aaronne o ad uno de’ suoi figliuoli sacerdoti.Il sacerdote esaminerà la piaga sulla pelle del corpo; e se il pelo della piaga è diventato bianco, e la piaga appare più profonda della pelle del corpo, è piaga di lebbra; e il sacerdote che l’avrà esaminato, dichiarerà quell’uomo impuro.Ma se la macchia lucida sulla pelle del corpo e bianca, e non appare esser più profonda della pelle, e il suo pelo non è diventato bianco, il sacerdote rinchiuderà per sette giorni colui che ha la piaga.Il sacerdote, il settimo giorno, l’esaminerà; e se gli parrà che la piaga si sia fermata e non si sia allargata sulla pelle, il sacerdote lo rinchiuderà altri sette giorni.Il sacerdote, il settimo giorno, lo esaminerà di nuovo; e se vedrà che la piaga non è più lucida e non s’è allargata sulla pelle, il sacerdote dichiarerà quell’uomo puro: è una pustola. Quel tale laverà le sue vesti, e sarà puro.Ma se la pustola s’è allargata sulla pelle dopo ch’egli s’è mostrato al sacerdote per esser dichiarato puro, si farà esaminare per la seconda volta dal sacerdote;il sacerdote l’esaminerà; e se vedrà che la pustola si è allargata sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è lebbra.Quand’uno avrà addosso una piaga di lebbra, sarà menato al sacerdote.Il sacerdote lo esaminerà; e se vedrà che sulla pelle c’è un tumor bianco, che questo tumore ha fatto imbiancare il pelo e che v’è nel tumore della carne viva,è lebbra inveterata nella pelle del corpo di colui, e il sacerdote lo dichiarerà impuro; non lo rinchiuderà, perché è impuro.E se la lebbra produce delle efflorescenze sulla pelle in modo da coprire tutta la pelle di colui che ha la piaga, dal capo ai piedi, dovunque il sacerdote guardi,il sacerdote lo esaminerà; e quando avrà veduto che la lebbra copre tutto il corpo, dichiarerà puro colui che ha la piaga. Egli è divenuto tutto quanto bianco, quindi è puro.Ma dal momento che apparirà in lui della carne viva, sarà dichiarato impuro.Quando il sacerdote avrà visto la carne viva, dichiarerà quell’uomo impuro; la carne viva è impura; è lebbra.Ma se la carne viva ridiventa bianca, vada colui al sacerdote, e il sacerdote lo esaminerà;e se vedrà che la piaga è ridiventata bianca, il sacerdote dichiarerà puro colui che ha la piaga: è puro.Quand’uno avrà avuto sulla pelle della carne un’ulcera che sia guarita,e poi, sul luogo dell’ulcera apparirà un tumor bianco o una macchia lucida, bianca, tendente al rosso, quel tale si mostrerà al sacerdote.Il sacerdote l’esaminerà; e se vedrà che la macchia apparisce più profonda della pelle e che il pelo n’è diventato bianco, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è piaga di lebbra che è scoppiata nell’ulcera.Ma se il sacerdote, esaminandola, vede che nella macchia non ci sono peli bianchi e che non è più profonda della pelle e non è più lucida, il sacerdote lo rinchiuderà sette giorni.E se la macchia s’allarga sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è piaga di lebbra.Ma se la macchia è rimasta allo stesso punto e non si e allargata, è la cicatrice dell’ulcera, e il sacerdote lo dichiarerà puro.Quand’uno avrà sulla pelle del suo corpo una bruciatura cagionata dal fuoco, e su questa bruciatura apparirà una macchia lucida, bianca, tendente al rosso o soltanto bianca,il sacerdote l’esaminerà; e se vedrà che il pelo della macchia è diventato bianco e la macchia appare più profonda della pelle, è lebbra scoppiata nella bruciatura. Il sacerdote dichiarerà quel tale impuro; è piaga di lebbra.Ma se il sacerdote, esaminandola, vede che non c’è pelo bianco nella macchia, e ch’essa non è più profonda della pelle e non è più lucida, il sacerdote lo rinchiuderà sette giorni.Il sacerdote, il settimo giorno, l’esaminerà; e se la macchia s’è allargata sulla pelle, il sacerdote dichiarerà quel tale impuro; è piaga di lebbra.E se la macchia è rimasta ferma nello stesso luogo, e non si è allargata sulla pelle, e non è più lucida, è il tumore della bruciatura; il sacerdote dichiarerà quel tale puro, perch’è la cicatrice della bruciatura.Quand’un uomo o una donna avrà una piaga sul capo o nella barba,il sacerdote esaminerà la piaga; e se vedrà ch’essa appare più profonda della pelle e che v’è del pelo gialliccio e sottile, il sacerdote li dichiarerà impuri; è tigna, è lebbra del capo o della barba.E se il sacerdote, esaminando la piaga della tigna, vedrà che non appare più profonda della pelle e che non v’è pelo nero, il sacerdote rinchiuderà sette giorni colui che ha la piaga della tigna.E se il sacerdote, esaminando il settimo giorno la piaga, vedrà che la tigna non s’è allargata, e che non v’è pelo giallo, e che la tigna non appare più profonda della pelle,quel tale si raderà, ma non raderà il luogo dov’è la tigna; e il sacerdote rinchiuderà altri sette giorni colui che ha la tigna.Il sacerdote, il settimo giorno, esaminerà la tigna; e se vedrà che la tigna non s’è allargata sulla pelle e non appare più profonda della pelle, il sacerdote dichiarerà quel tale puro; colui si laverà le vesti, e sarà puro.Ma se, dopo ch’egli e stato dichiarato puro, la tigna s’è allargata sulla pelle,il sacerdote l’esaminerà; e se vedrà che la tigna s’è allargata sulla pelle, il sacerdote non cercherà se v’è del pelo giallo; quel tale è impuro.Ma se vedrà che la tigna s’è fermata e che v’è cresciuto del pelo nero, la tigna è guarita; quel tale è puro, e il sacerdote lo dichiarerà puro.Quand’un uomo o una donna avrà sulla pelle del suo corpo delle macchie lucide, delle macchie bianche,il sacerdote l’esaminerà; e se vedrà che le macchie sulla pelle del loro corpo sono di un bianco pallido, è una eruzione cutanea; quel tale è puro.Colui al quale son cascati i capelli del capo è calvo, ma è puro.Se i capelli gli son cascati dalla parte della faccia, è calvo di fronte, ma è puro.Ma se sulla parte calva del di dietro o del davanti del capo appare una piaga bianca tendente al rosso, è lebbra, scoppiata nella parte calva del di dietro o del davanti del capo.Il sacerdote lo esaminerà; e se vedrà che il tumore della piaga nella parte calva del di dietro o del davanti del capo è bianca tendente al rosso, simile alla lebbra della pelle del corpo,quel tale è un lebbroso; è impuro, e il sacerdote lo dovrà dichiarare impuro; egli ha la sua piaga sul campo.Il lebbroso, affetto da questa piaga, porterà le vesti strappate e il capo scoperto; si coprirà la barba, e andrà gridando: Impuro! impuro!Sarà impuro tutto il tempo che avrà la piaga; è impuro; se ne starà solo; abiterà fuori del campo.Quando apparirà una piaga di lebbra sopra una veste, sia veste di lana o veste di lino,un tessuto o un lavoro a maglia, di lino o di lana, un oggetto di pelle o qualunque altra cosa fatta di pelle,se la piaga sarà verdastra o rossastra sulla veste o sulla pelle, sul tessuto, o sulla maglia, o su qualunque cosa fatta di pelle, è piaga di lebbra, e sarà mostrata al sacerdote.Il sacerdote esaminerà la piaga, e rinchiuderà sette giorni colui che ha la piaga.Il settimo giorno esaminerà la piaga; e se la piaga si sarà allargata sulla veste o sul tessuto o sulla maglia o sulla pelle o sull’oggetto fatto di pelle per un uso qualunque, è una piaga di lebbra maligna; è cosa impura.Egli brucerà quella veste o il tessuto o la maglia di lana o di lino o qualunque oggetto fatto di pelle, sul quale è la piaga; perché è lebbra maligna; saran bruciati col fuoco.E se il sacerdote, esaminandola, vedrà che la piaga non s’è allargata sulla veste o sul tessuto o sulla maglia o sull’oggetto qualunque di pelle,il sacerdote ordinerà che si lavi l’oggetto su cui è la piaga, e lo rinchiuderà altri sette giorni.Il sacerdote esaminerà la piaga, dopo che sarà stata lavata; e se vedrà che la piaga non ha mutato colore, benché non si sia allargata, è un oggetto immondo; lo brucerai col fuoco; v’è corrosione, sia che la parte corrosa si trovi sul diritto o sul rovescio dell’oggetto.E se il sacerdote, esaminandola, vede che la piaga, dopo essere stata lavata, è diventata pallida, la strapperà dalla veste o dalla pelle o dal tessuto o dalla maglia.E se apparisce ancora sulla veste o sul tessuto o sulla maglia o sull’oggetto qualunque fatto di pelle, è una eruzione lebbrosa; brucerai col fuoco l’oggetto su cui e la piaga.La veste o il tessuto o la maglia o qualunque oggetto fatto di pelle che avrai lavato e dal quale la piaga sarà scomparsa, si laverà una seconda volta, e sarà puro.Questa è la legge relativa alla piaga di lebbra sopra una veste di lana o di lino, sul tessuto o sulla maglia o su qualunque oggetto fatto di pelle, per dichiararli puri o impuri”.
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  • Il Messia Gesù rimprovera diverse città

    Gesù rimprovera le città di Corazin, Betsaida e Cafarnao per la loro mancata conversione nonostante i numerosi miracoli compiuti al loro interno. Le paragona sfavorevolmente alle città pagane di Tiro, Sidone e persino Sodoma, affermando che queste si sarebbero pentite. Questo passo sottolinea la responsabilità proporzionale alla rivelazione ricevuta e la posta in gioco eterna del rifiuto del Vangelo.

    Luca 10.13-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida; perché se in Tiro e in Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già anticamente si sarebbero ravvedute, prendendo il cilicio, e sedendo nella cenere.E però, nel giorno del giudicio, la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra.E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu sarai abbassata fino nell’Ades!Chi ascolta voi ascolta me; chi sprezza voi sprezza me, e chi sprezza me sprezza Colui che mi ha mandato.
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  • Insegnamento sui demoni

    L'articolo analizza come Gesù confuta le accuse dei farisei, secondo cui egli scaccia i demoni per mezzo di Satana, sottolineando la sua superiore autorità divina.

    Matteo 12.19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non contenderà, né griderà, né alcuno udrà la sua voce nelle piazze.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Ritorno a Betsaida

    Questo articolo esamina il ritorno di Gesù a Betsaida dopo gli scontri con i farisei, sottolineando la sua intenzione di privilegiare la fede rispetto a discussioni sterili.

    Matteo 10.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E se alcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere da’ vostri piedi.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Guarigione di ciechi e zoppi

    Dopo la purificazione del Tempio, Gesù guarisce ciechi e zoppi nel cortile, il lunedì 28 marzo del 33. Solo Matteo riporta questo episodio. La folla e i bambini lo acclamano come Figlio di Davide, mentre i capi dei sacerdoti e gli scribi, sempre più ostili, si indignano per queste manifestazioni messianiche. Questo episodio illustra il contrasto tra la fede del popolo semplice e il rifiuto delle autorità religiose.

    Matteo 21.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora vennero a lui, nel tempio, de’ ciechi e degli zoppi, ed egli li sanò.
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  • L’incredulità dei Giudei

    La pericope 300 tratta dell’incredulità dei Giudei di fronte ai segni compiuti da Gesù, episodio riportato soltanto da Giovanni (Gv 12,37-50), collocato nel Tempio di Gerusalemme il mercoledì 30 marzo del 33. In contrasto, il dono della povera vedova illustra la fede autentica. Gesù capovolge i criteri umani: la vera generosità non si misura dalla quantità donata, ma dalla disposizione del cuore, che offre a Dio tutto ciò che si è.

    Marco 12.41-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E postosi a sedere dirimpetto alla cassa delle offerte, stava guardando come la gente gettava danaro nella cassa; e molti ricchi ne gettavano assai.E venuta una povera vedova, vi gettò due spiccioli che fanno un quarto di soldo.E Gesù, chiamati a se i suoi discepoli, disse loro: in verità io vi dico che questa povera vedova ha gettato nella cassa delle offerte più di tutti gli altri;poiché tutti han gettato del superfluo; ma costei, del suo necessario, vi ha gettato tutto ciò che possedeva, tutto quanto avea per vivere.
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Guarigioni

  • Risurrezione della figlia di Giairo

    L'article explore la résurrection de la fille de Jaïrus et la guérison d'une femme malade par Jésus, selon les évangiles de Matthieu, Marc et Luc. L'importance de la foi dans ces récits est soulignée, ainsi que les différences et similitudes dans les détails des événements. Ces miracles illustrent la compassion de Jésus et sa puissance de guérison.

    Matteo 9.18-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Mentr’egli diceva loro queste cose, ecco uno dei capi della sinagoga, accostatosi, s’inchinò dinanzi a lui e gli disse: La mia figliuola è pur ora trapassata; ma vieni, metti la mano su lei ed ella vivrà.E Gesù, alzatosi, lo seguiva co’ suoi discepoli.Ed ecco una donna, malata d’un flusso di sangue da dodici anni, accostatasi per di dietro, gli toccò il lembo della veste.Perché, diceva fra sé: Sol ch’io tocchi la sua veste, sarò guarita.E Gesù, voltatosi e vedutala, disse: Sta’ di buon animo, figliuola; la tua fede t’ha guarita. E da quell’ora la donna fu guarita.E quando Gesù fu giunto alla casa del capo della sinagoga, ed ebbe veduto i sonatori di flauto e la moltitudine che facea grande strepito, disse loro: Ritiratevi;perché la fanciulla non è morta, ma dorme. E si ridevano di lui.Ma quando la moltitudine fu messa fuori, egli entrò, e prese la fanciulla per la mano, ed ella si alzò.E se ne divulgò la fama per tutto quel paese.
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Le contraddizioni

  • I due ciechi

    L'article explore les différences entre les récits évangéliques de la guérison d'un ou de deux aveugles à Jéricho par Jésus. Il examine Matthieu, Marc et Luc, clarifiant que la diversité narrative n'implique pas une contradiction. L'importance de la perspective individuelle des auteurs est soulignée.

    Matteo 20.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ecco che due ciechi, seduti presso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!
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Miracoli

  • Risurrezione di Lazzaro

    Jean 11:1-44 décrit la résurrection de Lazare, illustrant la puissance de Jésus sur la mort et sa compassion humaine. Ce miracle, en Béthanie, révèle le divin et l'humanité de Jésus, renforçant la foi de ses disciples. En ressuscitant Lazare après quatre jours dans le tombeau, Jésus montre qu'il est la résurrection et la vie, invitant à la foi pour la vie éternelle.

    Giovanni 11.1-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or v’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella.Maria era quella che unse il Signore d’olio odorifero e gli asciugò i piedi co’ suoi capelli; e Lazzaro, suo fratello, era malato.Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami è malato.Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d’essa il Figliuol di Dio sia glorificato.Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.Come dunque ebbe udito ch’egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dov’era;poi dopo, disse a’ discepoli: Torniamo in Giudea!I discepoli gli dissero: Maestro, i Giudei cercavano or ora di lapidarti, e tu vuoi tornar là?Gesù rispose: Non vi son dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui.Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo.Perciò i discepoli gli dissero: Signore, s’egli dorme, sarà salvo.Or Gesù avea parlato della morte di lui; ma essi pensarono che avesse parlato del dormir del sonno.Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto;e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo a lui!Allora Toma, detto Didimo, disse ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi, per morire con lui!Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro.Or Betania non distava da Gerusalemme che circa quindici stadi;e molti Giudei eran venuti da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.Come dunque Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;e anche adesso so che tutto quel che chiederai a Dio, Dio te lo darà.Gesù le disse: Tuo fratello risusciterà.Marta gli disse: Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno.Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà;e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?Ella gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo.E detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: il Maestro è qui, e ti chiama.Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e venne a lui.Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta l’aveva incontrato.Quando dunque i Giudei ch’erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria s’era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe veduto, gli si gettò a’ piedi dicendogli: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch’eran venuti con lei piangere anch’essi, fremé nello spirito, si conturbò, e disse:Dove l’avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere!Gesù pianse.Onde i Giudei dicevano: Guarda come l’amava!Ma alcuni di loro dicevano: Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, fare anche che questi non morisse?Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura.Gesù disse: Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno.Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?Tolsero dunque la pietra. E Gesù, alzati gli occhi in alto, disse: Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito.Io ben sapevo che tu m’esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu m’hai mandato.E detto questo, gridò con gran voce: Lazzaro vieni fuori!E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d’uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare.
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  • Inaridimento del fico

    Dans Matthieu et Marc, Jésus maudit un figuier pour enseigner la foi et la prière. Sa parole dessèche l'arbre, illustrant la puissance de la foi. Marc insiste aussi sur l'importance du pardon. Les deux récits, bien que divergents dans l'ordre des événements, partagent le même enseignement central : la foi et la prière peuvent accomplir des merveilles si elles sont vécues sans douter.

    Marco 11.12-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame.E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi.E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono.E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi;e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio.Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farli morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina.E quando fu sera, uscirono dalla città.E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici;e Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, vedi, il fico che tu maledicesti, è seccato.E Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio!In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto.Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete.E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro a qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni i vostri falli.
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Approfondimenti
  • ANN072 I miracoli compiuti dal Messia Gesù

    L'article examine les miracles de Jésus dans les Évangiles, leur signification, leur réception et la question de leur authenticité. Il confronte la perspective historique…